Trovati 858188 documenti.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Il giovane Louis Holland si trasferisce a Boston proprio quando un'ondata di terremoti colpisce la città, uccidendogli la nonna acquisita, una ricca guru New Age. Mentre viene coinvolto nella disputa familiare per l'eredità, Louis si innamora di una brillante e complicata sismologa della Harvard University, Renée Seitchek. Insieme, i due scopriranno la pericolosa verità sull'origine dei terremoti, svelando gli oscuri segreti di una potente industria chimica e pagando duramente le conseguenze della loro curiosità. La storia di un amore difficile, un giallo "ambientalista" e una commedia di costume, narrata con il sottile umorismo e il personalissimo sguardo sul mondo dell'autore delle Correzioni.
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Quattro giorni per liberarmi di Jack
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Jill McTeague ha diciassette anni e al liceo tutti pensano che sia una ragazza normale. Forse un tantino fissata a trovare il tipo giusto con cui andare al ballo di fine anno. Ma nulla piú. Quel che nessuno sa è che nei quattro giorni in cui ogni mese è assente da scuola, Jill non è piú lei. Si trasforma in Jack, un ragazzo vero e proprio, piuttosto sveglio e sessualmente inquieto. Per quei quattro giorni al mese, Jack vive recluso nella camera di Jill. Ma le energie represse e gli ormoni in circolo rendono la sua reclusione sempre piú difficile da controllare. Specie da quando ha cominciato a farsi delle piccanti fantasie sulla migliore amica di Jill... "Una brillante svitata commedia sull'amore, la conoscenza di se stessi e le identità segrete dentro ognuno di noi". Scott Westerfeld "La narrazione alterna il punto di vista di Jill e di Jack, raccontando minuziosamente i problemi in cui incorri quando sei una ragazza e per quattro giorni al mese anche un ragazzo, incluso quel che accade quando il ragazzo si innamora della migliore amica della ragazza". New York Times
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: All'inizio lui è solo un promettente ma sconosciuto architetto a cui una giovane coppia affida il progetto della propria casa. Un incarico che pare come tanti altri. Nessuno poteva immaginare che il progetto di quella casa sarebbe stata la scintilla di un adulterio e di un amore scandaloso. Perché entrambi avevano una famiglia e dei figli, e il divorzio, nella società americana dell'epoca, era impensabile. E nessuno poteva immaginare che, un giorno, quella casa sarebbe finita nei manuali di architettura. Sette anni di ricerche storiche, diari, lettere e documenti per un romanzo che è al tempo stesso l'avvincente ritratto di un'anima femminile e del suo tormento, e un affresco vivissimo di un'intera epoca storica. Il romanzo che per mesi è stato in cima alla classifica dei libri piú venduti sul "New York Times". "Un appassionato romanzo che racconta con passo sicuro la lunga storia d'amore dell'egocentrico e geniale Frank Lloyd Wright con Mama Cheney, la donna per la quale manderà a monte tutte le convenzioni sociali. Una lettura emozionante e provocatoria". Scott Turow "Mama Cheney è una donna che le rappresenta tutte: il simbolo della libertà a cui le donne aspirano e delle conseguenze che esse devono affrontare nel perseguirla". The New York Times Book Review
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Crazy Heart (versione italiana)
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Dopo una rispettabile carriera come musicista country, Bad Blake si ritrova, a cinquantasette anni, semi-alcolizzato e con quattro matrimoni falliti alle spalle. Bad, con dieci dollari in tasca, gira il Paese a bordo del suo scassatissimo pick-up per esibirsi in locali che ormai non sono nulla più che sale da bowling o piccoli bar di provincia. Quando sembra ormai che la sua discesa sia inarrestabile, ecco apparire sulla sua strada una giovane giornalista, Jean Craddock, intenzionatissima a intervistarlo e forse anche dare un'altra chance al suo crazy heart... "Il talento di Thomas Cobb si misura dalla sua abilità nel rendere piacevole anche una storia di fallimento, come quella di Bad Blake. Bad è un personaggio di cui si comprende fino in fondo il crazy heart e la trama del libro non perde un colpo..." NY Times Book Review "Crazy Heart è un libro magnifico. I personaggi sono veri americani. Bad Blake è un uomo che non dimenticherete molto facilmente." Washington Times "Crazy Heart è il miglior romanzo country & western che sia mai stato scritto. Nessuno escluso." Houston Post "Thomas Cobb ha tracciato un amaro e divertente ritratto psicologico di un genio sulla via del tramonto, che è anche un meraviglioso inno alla musica country. Bad Blake è alla fine della sua carriera di musicista, ma non lo dimenticherete mai. Crazy Heart è una splendida opera." Donald Barthelme
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: La storia di Tönle Bintarn, contadino veneto, pastore, contrabbandiere ed eterno fuggiasco, è l'odissea di un uomo che tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra rimane coinvolto nei grandi eventi della Storia e combatte una battaglia solitaria per la sopravvivenza. L'anno della vittoria, continuazione ideale della Storia di Tönle, è quello che va dal novembre 1918 all'inverno successivo e racconta di una famiglia e di un paese che devono risollevarsi dall'immane naufragio della guerra. A concludere la Trilogia dell'Altipiano, Le stagioni di Giacomo: in una contrada uscita stremata dalla Grande Guerra, un giovane cerca di sopravvivere facendo tanti mestieri, per ultimo il recuperante. Nel silenzio dei monti, alla ricerca di residuati bellici, Giacomo impara a conoscere la natura e a decifrarne il linguaggio segreto. Con uno stile secco e incisivo, una leggerezza e un ritmo davvero unici, in questi tre romanzi composti in tempi diversi eppure legati fra loro da nessi molto forti, Rigoni Stern ci restituisce un mondo di memorie ancora integro, dando voce alle cose, alle persone, alla natura nei loro aspetti piú autentici, testimonianze di un'umanità di confine che vince nonostante la Storia.Cronologia della vita e delle opere a cura di Giuseppe Mendicino.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: George Hall è un uomo riservato, prudente, non troppo cordiale. Parlare in pubblico dei propri problemi, secondo George, è un piacere sopravvalutato. La moglie, Jean, lo tradisce con un suo ex collega, ma George non lo sa, e preferirebbe non venirlo mai a sapere. Il figlio, Jamie, è gay (con grande imbarazzo dei genitori) e la figlia, Katie, è separata e ha un bambino di tre anni. Da sei mesi vive con Ray, un uomo buono, ingenuo, generoso, affidabile, che Katie però non è sicura di amare. George pensa che Ray non sia l'uomo giusto per la figlia, ma non affronta volentieri l'argomento. La famiglia Hall è una famiglia normale, normalmente infelice e insoddisfatta. George crede di difendere proprio questa normalità quando pensa che nella maggior parte dei casi sia meglio ignorare i problemi e far finta di nulla. Ma ci sono cose che è impossibile ignorare. Una strana macchia sulla pelle, per esempio, che potrebbe essere un cancro. E l'angoscia che lo afferra alla gola, la paura di morire, o la semplice prospettiva del matrimonio di Katie e Ray. Cosí George perde la testa, ma a modo suo, cercando di non disturbare. E la normalità si capovolge, illuminata dallo sguardo caldo e straniante che i lettori di Haddon conoscono bene.
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Einaudi, 24/04/2012
Abstract: Ritornano tutti, uno per uno. Vengono dall'Ottocento, dal Rinascimento, dalla Preistoria. Sono uguali a noi. Chiedono spazio e ospitalità. Non sono minacciosi all'inizio, solo smarriti e voraci: vogliono vivere, proprio come noi. E i vivi? Adriano Karaianni è il medico che ha scoperto il primo rinato. Maria aspetta un bambino da lui. La loro storia fa da controcanto al destino che i vivi devono affrontare. Con un ritmo serrato e il nitore di una lingua che sa descrivere la ferocia dell'umanità condannata a una vita senza fine, Giacomo Papi racconta un mondo dove nascere diventa un crimine. E reinventa con grande originalità uno dei luoghi più fecondi del nostro immaginario, quello del "ritorno dei morti", in cui ogni epoca ha proiettato paure e desideri inconfessati. *** Hanno la stessa età e le stesse sembianze del giorno in cui sono morti. Ma presentano un metabolismo perfetto e sono famelici come bambini appena nati. Ricompaiono nei luoghi dove hanno vissuto. Un uomo vaga nudo davanti a quello che un tempo era il suo posto di lavoro. Cerca la sua vecchia fabbrica, ma si trova davanti a un nuovo grattacielo. Un ragazzino accoltellato a 17 anni durante una rissa non riconosce più niente. Il suo decesso risale al 1850. Il mondo si ripopola a ondate. All'inizio è una festa perché la morte è sospesa. Gli uomini attendono il ritorno delle persone che hanno amato, ma si continua a vivere in modo normale. Nessuno - nemmeno Adriano, il medico che ha diagnosticato il primo caso e che è in attesa di un figlio - sospetta che la terza ondata sarà così grande. Nella lotta furiosa che si scatena tra i vivi e i rinati, dare alla luce un figlio è insensato. Ma è l'unico, disperato modo, in cui Adriano e Maria combattono per restare umani. In un mondo in cui la morte è abolita, l'amore si rivela l'unica forza capace di spezzare la catena cieca della natura, e il desiderio di dare la vita l'unica via per riconnettersi con il senso - anche oscuro - dell'esistenza.
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: "È un libro per ragazzi. Ma nel modo piú schietto e genuino conserva il tocco delizioso e inconfondibile di John Fante, quel misto di travolgente vitalità e di note patetiche che ne è cosí caratteristico". Dall'introduzione di Francesco Durante Ecco finalmente, in prima edizione italiana, "il libro meno conosciuto di John Fante". È la storia, allegra e toccante, di un bambino e del suo asinello coraggioso. E di una formidabile alleanza che permetterà di ricondurre al suo recinto un meraviglioso toro da combattimento e redimere un padre alla deriva. Ambientata in un Messico da favola, bonario e festevole, trafelato e pittoresco e, in fondo, anche un po' "italiano", in origine avrebbe dovuto servire da base per un episodio di It's All True, il grande progetto cinematografico interrotto di Orson Welles, e fu scritta da Fante in collaborazione con lo sceneggiatore Rudolph Borchert e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Marilyn Hirsh. Un Fante "diverso", in apparenza. In realtà, un testo che piú fantiano sarebbe difficile immaginare: centrato, come nella saga di Bandini, sul difficile rapporto tra padre e figlio, e di pieno umorismo, di commovente umanità.
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: È vero, nella notte di Natale possono accadere dei miracoli. Ma ci si può anche perdere tra i ghiacci delle montagne. Si può morire di fame e di freddo. Si possono percepire strane presenze. Si può gioire per un regalo inaspettato. Hoffmann, Andersen, Stifter, Gogol¿, Gaskell, Dickens, Dostoevskij, Maupassant, Van Dyke, Anstey, Le Braz, Hume, âechov, O. Henry, Yeats: un caleidoscopio di letture per aspettare insieme a quindici grandi autori l'arrivo della notte di Natale. Voci diverse, atmosfere di sogno e di mistero, temi delicati e amari al tempo stesso: le storie qui raccolte ci raccontano miracoli, apparizioni di fantasmi, solitudini e improvvisi stupori. Ma tutte ci parlano di speranza e di magia.
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Einaudi, 28/02/2012
Abstract: Inaugurata il 14 novembre 1959, nel settantesimo compleanno di Jawaharlal Nehru, la società edile cooperativa Vishram è la nonna di tutti i condomìni pucca da allora sorti in un quartiere di Mumbai, Vakola, che decoroso non è affatto. I suoi abitanti, suddivisi in cattolici, indù e perfino qualche musulmano "del tipo migliore", come in una felice applicazione dei valori nehruviani di cooperazione e convivenza, difendono a oltranza quello status borghese, a dispetto degli inequivocabili segni di decadenza mostrati da uno stabile dove i muri fioriscono di umidità, il tetto rischia di cedere sotto la pressione dei monsoni e l'acqua scorre dai rubinetti per poche ore al giorno. Ma a Mumbai il nuovissimo scalza il nuovo alla velocità di un treno in corsa, il lusso scalza il decoro, e chi non salta in tempo può facilmente finire stritolato sotto le sue ruote. Nella folle corsa per accaparrarsi terra da edificare, il grande costruttore Dharmen Shah fa ai condòmini un'offerta irrifiutabile: acquistare i vari appartamenti al doppio del loro valore di mercato per poter demolire l'edificio ed erigere al suo posto quel luccicante coacervo di stili che sarà lo Shanghai, il progetto di tutta la sua vita. Sono previsti un "regalino" extra per invogliare i dubbiosi, le minacce del truce "braccio sinistro" Shanmugham per ammorbidire i refrattari, e una condizione per tutti: che l'offerta sia firmata all'unanimità. In un attimo la cooperativa torna ad essere accozzaglia di individui non cooperanti - i coniugi Puri e il loro diciottenne figlio down; lo spregiudicato agente immobiliare Ramesh Ajwani, appassionato di donne e comodità, e il gioviale Ibrahim Kudwa, proprietario di un internet café e paradigmatico "uomo medio" del condominio, ansioso di compiacere e partecipare; l'ambiguo amministratore dello stabile, Ashvin Kothari, con un sogno in ogni cassetto, e la "Corazzata" Georgina Rego, assistente sociale abbandonata dal marito con due figli adolescenti; gli anziani coniugi Pinto e il loro amico di vecchia data Yogesh Murthy, detto Masterji, insegnante in pensione da poco rimasto vedovo; la donna delle pulizie Mary e la guardia giurata dello stabile Ram Khare - ciascuno determinato a fare i conti nelle tasche proprie e altrui. Non appena l'esito si profila negativo - tutti i condòmini a favore della vendita tranne uno - l'armonia cinquantennale deflagra e fra i potenziali firmatari dell'accordo e "l'ultimo uomo nella torre" si scava un solco che nessun comune senso di umanità sembra più saper colmare. *** "Adiga riesce a dare voce e senso dello humor agli ultimi, a chi non ha potere: l 'umorismo è "la nostra unica arma" dice un personaggio. E, fortunatamente, questo libro è pieno di "armi" del genere. Magnifico". "The Tatler" *** "I buoni romanzi si leggono per tre motivi: per il piacere della parola; perchè creano un mondo facendoci sognare; perchè narrano la realtà meglio di ogni trattato sociologico. L'ultimo uomo nella torre di Aravind Adiga corrisponde a tutti e tre questi criteri". Wlodek Goldkorn, "l'Espresso"
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La prima notte dei vampiri. Diciotto storie pericolose
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Da Polidori a Stoker, da Tolstoj a Le Fanu, da Poe a Capuana, da Quiroga a Lovecraft, ben prima di Twilight, i vampiri hanno ossessionato la fantasia dei piú celebri scrittori del XIX secolo. Questa strana creatura assetata di sangue che invade il mondo dei vivi, questo amante seducente che fin dalla notte dei tempi ha abitato le nostre fantasie piú oscure mantiene intatto il suo fascino secolo dopo secolo e le storie raccolte in questa antologia lo dimostrano ampiamente. Attingendo alle letterature occidentali, La prima notte dei vampiri raccoglie i racconti piú agghiaccianti dedicati a questa figura sfuggente e misteriosa, narrandoci le sue infinite metamorfosi, perché il Vampiro non è morto, non muore mai, anzi... è sempre al passo con i tempi, e, perché no?, con un fisico talmente perfetto da sembrare irreale e una voce suadente - cosí lo vede Stephenie Meyer -, è entrato a turbare anche la nostra epoca.
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Un eremo non è un guscio di lumaca
Einaudi, 29/04/2011
Abstract: "Qualcuno dice che mi sono "ritirata" in un eremo; e io puntualmente reagisco. Un eremo non è un guscio di lumaca, e io non mi ci sono rinchiusa; ho solo scelto di vivere la fraternità in solitudine. E lo preciso puntigliosamente per rispondere all'obiezione che concepisce questa solitudine come un tagliarsi fuori dal contesto comunitario. E invece no. L'isolamento è un tagliarsi fuori ma la solitudine è un vivere dentro". È questo un libro da leggere in silenzio. Con la schiena ben dritta e gli occhi che guardano avanti mentre esplorano il mondo nei suoi dettagli: fiori, piante, frutta, animali. Così tutto ciò che vedi ti parla di sé e insieme di altro, degli altri, di quello che è fuori, diverso e straordinariamente unico. Se ti abbandoni a queste pagine, se le esplori e le ascolti, scopri che le stagioni della natura sono quelle dell'uomo e della vita, di un'età che si compie e si arricchisce ad ogni passo e sguardo. Scopri che una scelta di silenzio contemplativo è un modo per parlare forte e meglio a tutti. Che la solitudine può essere un luogo fecondo di incontro, una condivisione e un dialogo duraturo. Che una gatta (pardon, una micia), può anche scaldarti il cuore e che per difendere e proteggere ciò in cui credi vale ancora la pena di affrontare battaglie e sacrifici. Adriana Zarri, teologa, scrittrice, eremita, donna libera, prima di morire a novantuno anni compiuti, ha condotto tante battaglie e ha appoggiato, anche in aperto contrasto con le posizioni della chiesa cattolica, le iniziative a favore del divorzio e dell'aborto e le discussioni sul celibato del clero. Con la sua voce sottile, eppure vibrante e sicura, ci guida in un mondo antico e nuovo che è poi il nostro. Diverso e nuovo è il modo in cui lei va incontro al mondo. E diverso e nuovo è il modo di dirlo, usando con consapevolezza, e assaporandola, la potenza della parola: una parola meditata a lungo e coccolata, a volte stridente e scomoda, a tratti polemica, ma sempre affascinante e coraggiosa nella sua poetica esattezza. Nelle pagine di Erba della mia erba, pubblicate per la prima volta nel 1981 e qui riproposte, così come negli Altri resoconti di vita, narrazioni nuove e inedite, la propria esperienza di silenzio e di un vivere appartato è raccontata (senza essere mai testimoniata) nel suo farsi concreto, nello scorrere quotidiano e inconsueto di gioie, incontri, speranze e paure. Il proprio eremo, che sia l'amata cascina isolata del Molinasso oppure Cà Sàssino con il suo giardino pieno di rose, è sempre un luogo della vita e dell'anima dove racconto e realtà convivono e si contaminano, dove lo studio e la riflessione sono impastati di vita. E dove l'ospitalità, l'amicizia, la meditazione, la natura, la libertà e il dialogo non possono che essere momenti indispensabili alla vita e alla sua complessa bellezza.
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Einaudi, 01/11/2011
Abstract: Alle prime avvisaglie di giovinezza finita il protagonista di questo piccolo capolavoro decide di lasciare il mare e i tropici. Ma nell'albergo dove attende la nave che lo rimpatrii gli si presenta la grande occasione: un posto da capitano. E cosí il giovane ufficiale decide di affrontare il viaggio verso la maturità imbarcandosi su un veliero come stregato dal ricordo del precedente capitano morto pazzo, con un mare disperatamente immobile, con un equipaggio estenuato dalle febbri, marinai scheletrici che non hanno piú forza per manovrar le vele, in attesa di un soffio di vento che dissipi l'incantesimo.
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Parigi, Marsiglia, Weimar, Napoli, San Gimignano... E soprattutto Mosca. Negli anni venti Benjamin scrive per giornali e riviste una serie di articoli-reportage sulle città dove, per varie ragioni, gli capita di soggiornare. Nel segno della lucidità e della precisione, ma anche dell'evocazione e dello smarrimento, lo sguardo di Benjamin riesce a catturare l'"anima" di ogni luogo. Libro postumo, assemblato da Peter Szondi nel 1955, Immagini di città viene qui riproposto in un'edizione ampliata di tre scritti. Alla base delle descrizioni delle città straniere di Benjamin non troviamo motivi meno personali di quelli che ispirarono Infanzia berlinese. Ma ciò non significa che egli non abbia saputo vedere quei luoghi nella loro realtà. Ché un paese straniero riesce a operare la magica trasformazione del visitatore in fanciullo solo se gli si mostra così pittoresco e così esotico come una volta era apparsa al bambino la propria città. Simile al fanciullo che sta con occhi attoniti nel labirinto inestricabile, Benjamin nei paesi stranieri si consegna con tutto il suo stupore e tutta la sua avidità alle impressioni che lo investono. A ciò deve il lettore quelle immagini che non potrebbero essere più ricche, più colorite, più precise. (...) Il linguaggio metaforico aiuta Benjamin - analogamente alla struttura da lui preferita: l'articolazione in brevi periodi - a dipingere le immagini di città come miniature. Nella loro sintesi di lontananza e vicinanza, nella loro incantata realtà, esse assomigliano a quei globi di vetro in cui la neve cade su un paesaggio, che furono fra gli oggetti preferiti da Benjamin. Dalla postfazione di Peter Szondi
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Così parlò il nano da giardino
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: "E Gongolo? Gongolo pianse tutte le sue lacrime, dato che si trattava di una morte annunciata. Una delle più abominevoli, perché sarebbe stato caricato su un camion della spazzatura e poi scaraventato in una discarica. Oppure - sciagura altrettanto terribile - sarebbe stato rapito da un commando dell'FLNG (Fronte per la Liberazione dei Nani da Giardino), un movimento terroristico internazionale, purtroppo in rapida espansione. Un movimento che afferma di voler liberare i nani e invece li strappa con violenza al loro habitat e poi li abbandona in boschi sperduti e inaccessibili. I nani da giardino (caso mai qualcuno non lo ricordasse) sono molto sensibili. I nani da giardino, anche se non sembra, sono creature delicate". Da quando i signori Luposki hanno deciso di costruire una pensione per cani nel terreno davanti a casa, per i gerbilli è giunta l'ora di migrare, onde evitare morsicotti e altri fastidiosi dispetti. Inizia così per i piccoli roditori la lunga marcia, epica e sgangherata, verso la Terra promessa: quel Gerbido Nuovo tanto decantato dal malinconico nano Gongolo. La diffidenza si vince con un gioco di parole, un agguato si fronteggia grazie alle "furbate" lette nei libri, e alla fine del viaggio tocca affrontare anche uno spaventapasseri depresso, costruito e poi abbandonato da un ragazzino un po' speciale. La curiosità dei gerbilli per tutto ciò che li circonda è forte, specialmente quando le parole prendono vita e si attorcigliano alla realtà creando un mondo giocoso, sempre in bilico tra ciò che è bene sapere e ciò che è bello immaginare. Perché "le parole sono giocattoli con cui ci si può sbizzarrire in tanti modi. Senza strapazzarle troppo, però".
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Einaudi, 05/04/2011
Abstract: Il lettore di questo libro si appresta a scoprire i dettagli di una vicenda che potrà sembrargli fin troppo gotica, e che ha per protagonista un misconosciuto scienziato di Lodi, Paolo Gorini: l'artefice materiale della mummia della repubblica. Dopo la morte del capo, il 10 marzo del 1872, i mazziniani scommisero su una conservazione perenne del suo carisma politico: dove la ricetta imbalsamatoria di Gorini valesse da pietra filosofale, e il Mazzini in carne e ossa, riscattato dalla sua umana caducità, garantisse al mazzinianismo un elisir di lunga vita. Ma il destino d'oltretomba di Mazzini avrebbe riservato, alla prova dei fatti, non poche sorprese. Con una nuova Premessa dell'autore.
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Einaudi, 01/12/2010
Abstract: Condizioni di lavoro, prezzi, trasporti e media, ambiente, tempo libero, alimentazione, forme di risparmio e rischi connessi, organizzazione della famiglia, la possibilità stessa di progettarsi un'esistenza. Piaccia o no dipendono tutte da decisioni che provengono, piú che dal governo della nazione, dal governo delle imprese. Tuttavia queste ultime non paiono tener sempre conto delle conseguenze sulle nostre vite delle loro attività. Da tempo si insiste, su scala internazionale, affinché le imprese agiscano in modo socialmente piú responsabile su base volontaria. Ma teoria e pratica della "responsabilità sociale dell'impresa" diverranno comuni soltanto quando un'apposita riforma del governo dell'impresa le inserirá tra i suoi principî costitutivi.
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Imperial Bedrooms (versione italiana)
Einaudi, 02/12/2010
Abstract: "Su di noi avevano fatto un film", dice Clay. Un film tratto dal libro che un loro amico aveva scritto ispirandosi alla sua storia e a quella di Blair, Trent, Julian e Rip. Il problema è che il loro amico, che sarebbe poi diventato uno scrittore e che si chiamava Bret Easton Ellis, ce l'aveva con Clay e per questo l'aveva trasformato nel narratore "bello e stordito, incapace d'amore e di bontà" di quel romanzo intitolato Meno di zero: "Ecco come diventai il giovane viveur rovinato e festaiolo che si aggirava tra le macerie, il sangue grondante dal naso, ponendo domande che non avevano mai bisogno di risposta". Ma oggi, venticinque anni dopo, Clay è tornato in città - di nuovo Los Angeles, di nuovo durante le vacanze natalizie - e questa volta è pronto a raccontare la sua storia in prima persona: senonché la storia, come canta Elvis Costello, molto spesso non fa che ripetere "gli antichi vezzi, le facili risposte, le stesse sconfitte". Diventato (dopo aver abbandonato l'idea di fare lo scrittore come Bret) sceneggiatore di mediocre successo, Clay è a Los Angeles per scegliere il cast dell'ultimo film a cui sta lavorando. Qui incontra gli amici di gioventù, solo con più anni, più soldi e più problemi: Blair, la sua ex ragazza, si è sposata con Trent che nel frattempo è diventato un potentissimo agente delle star di Hollywood, Julian ha messo in piedi una discreta agenzia di escort, mentre Rip¿ Rip ha sempre fatto storia a sé. Quando a una festa incontra la giovane, splendida Rain e se ne innamora - se la parola ha un senso per uno come lui - Clay precipita in una dimensione in cui paranoia e terrore sono i muri di un labirinto da cui non riesce, o non vuole, uscire. Bastano questi accenni per far intuire al lettore il gioco di specchi, rimandi e false piste con cui Ellis, mai così disincantato e ironico, intesse il suo inquietante racconto. Disperazione e violenza, noia e glamour, autoindulgenza e degradazione sono gli atomi costitutivi del mondo (o dell'inferno) in cui Ellis, impeccabile come suo solito, ci fa da guida. "Ellis è un moralista che si interroga su come le persone si trasformano in mostri. A quale livello di dolore o di indifferenza l'uomo smette di essere umano?" Financial Times "Ellis non solo scrive bene, ma sembra che lo faccia senza sforzo. Sesso, droga e chirurgia plastica". Tatler
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Einaudi, 07/10/2010
Abstract: Nel nuovo romanzo della fortunata serie di Hap Collins e Leonard Pine ci sono tutti gli ingredienti che hanno reso celebre la coppia di amici piú strana e male assortita della letteratura: bianco e dongiovanni Hap, nero, gay e determinato come un sottomarino Leo. Insieme diventano comici, esplosivi, il mondo intero perde di senso o piuttosto la realtà si rivela un castello di carte pronto a scompaginarsi al primo soffio e a rivelare l'assurdo che sta dietro ogni nostra azione. Ma in Capitani oltraggiosi Joe Lansdale supera se stesso, e la girandola ininterrotta di colpi di scena cede presto a una macabra danza della morte che costringe Hap & Leo a ricorrere a ogni risorsa, per fare, come sempre a modo loro, giustizia. Hap Collins, stanco di guerra, fa la guardia privata in uno stabilimento da cui escono polli congelati. Far l'amore con Brett è diventato difficile, il rapporto si è un poco freddato. Salva una fanciulla da un pazzo omicida e il padre regala una crociera ai Caraibi a lui e all'amico Leo. Peccato che i due litighino con un cameriere e la crociera per loro finisca subito, sulle coste del Messico. Dove vengono salvati da una pessima sorte da un vecchio pescatore che ha una bellissima figlia, dal passato misterioso, e di certo burrascoso. Ovviamente Hap si innamora. E cominciano i guai veri. Con un capomafia messicano che ama il nudismo, un killer gigantesco che sarebbe preferibile non vedere nudo, una strana nuova crociera - questa volta di pesca - per portare a spasso dei ricchi americani, il vecchio padre che un angioletto non è, e la ragazza che forse non è cosí innocente, cosí vittima come sembra... E l'implacabile, vertiginosa macchina narrativa di Lansdale ha appena cominciato a mettersi in moto.
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Einaudi, 02/12/2010
Abstract: Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un'idea da niente facendola lievitare. E di deriva in deriva va lontano, con l'aria di sparare sciocchezze dice cose grosse sull'amore, la giustizia, il senso della vita. Intorno a lui capitano eventi straordinari, ma più straordinari ancora sono i pensieri stravaganti e fuori luogo di cui ci mette a parte in tempo reale, facendoci ridere e riflettere, trascinandoci nella sua testa sgangherata e bellissima. Al centro del romanzo questa volta c'è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l'ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio. Il piano è d'impressionante efficacia: all'arrivo della televisione, l'ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa cosí il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell'ordine che assistono impotenti allo "spettacolo". La sola speranza d'impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all'avvocato Vincenzo Malinconico, che l'ingegnere incontra casualmente nel supermercato e "nomina" difensore d'ufficio. Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata (la crisi sentimentale con Alessandra Persiano, le incomprensioni dell'ex moglie e dei due figli, l'improvvisa malattia dell'ex suocera), riuscirà a sabotare il piano dell'ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.