Trovati 858189 documenti.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Una serie ininterrotta di eventi esaltanti e drammatici, di cambiamenti di regime e di Costituzioni, di lotte politiche feroci: il decennio della Rivoluzione francese trasformò per sempre i connotati dell'Occidente, imponendo principi come i diritti dell'uomo e del cittadino, la sovranità nazionale espressa dalle rappresentanze della popolazione, la soppressione dei privilegi dell'aristocrazia e degli ecclesiastici e la formazione di uno Stato laico non solo in termini concettuali ma anche sotto il profilo amministrativo. Fu un mutamento di scenario che avrebbe influito sulla storia d'Europa in maniera determinante, anche se nel tempo. Rappresentò un periodo del quale si discute ancora, specie per quanto riguarda i suoi momenti più traumatici e totalitari (il Terrore), ai quali però la forza delle idee ispiratrici riuscì a sopravvivere indenne.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Napoleone Bonaparte non fu soltanto il grande stratega militare e conquistatore di mezza Europa: oggi si mette più in risalto il suo ruolo di governante e politico, "erede" della Rivoluzione francese, della quale seppe trasferire nel suo governo, ancorché centralizzato e dirigistico, gli ideali di uguaglianza sociale, di libertà di idee e di tolleranza. Un patrimonio inalienabile che venne così salvaguardato e sancito per sempre nel Codice civile napoleonico, e trasferito nel sentimento comune dei cittadini europei, prossimi a combattere le battaglie ottocentesche contro le monarchie assolutiste e a favore dell'autodeterminazione dei popoli. L'età napoleonica fu quindi non solo un periodo di battaglie e conquiste, rivelatesi poi effimere, ma un periodo di trasformazione politica, sociale e intellettuale che coinvolse l'intero Continente: il lascito più importante di Bonaparte.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Con il Risorgimento l'Italia divenne per la prima volta uno Stato unitario. Questo traguardo incomparabile fu raggiunto attraverso un itinerario complesso e, alla fine, convulso, al quale contribuirono le diverse anime dei fautori dell'indipendenza, dalle ideologie repubblicane mazziniane alla diplomazia spregiudicata di Cavour, al quale si deve la "missione impossibile" che condusse alla guerra contro l'Austria, fino alle iniziative militari di Garibaldi con la Spedizione dei Mille e di Vittorio Emanuele II, con le quali si giunse di colpo all'unità dell'intera Penisola. Queste diverse anime hanno suscitato e suscitano ancora oggi dibattiti e polemiche, tra chi ne mette in evidenza i contrasti e chi invece li considera elementi anche eterogenei ma, nei fatti, sinergici. Infatti, per una sorta di alchimia, in parte imprevista, condussero alla trasformazione di un territorio unito dalla cultura, dalla lingua e dal sentimento patriottico in uno Stato unitario.
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Pelago, 25/06/2022
Abstract: La Guerra Iran-Iraq non è stata soltanto il conflitto più lungo dal dopoguerra a oggi, con otto anni di combattimenti sanguinosi anche con l'uso di armi chimiche e un bilancio finale di un milione e mezzo di morti: ha trasformato la geopolitica del Vicino Oriente, che già la Rivoluzione islamica in Iran aveva cominciato a modificare nel 1979. L'antica rivalità tra persiani e arabi ha assunto le vesti di un conflitto politico-religioso, tra sciiti e sunniti, per il dominio dell'area del golfo Persico e del suo petrolio, rinfocolando l'antagonismo tra i seguaci delle due confessioni in altre nazioni e pronto a esplodere, come è poi avvenuto in tempi più vicini a noi. Ha anche segnato la radicalizzazione delle sette estremiste e la loro diffusione in altre zone. Non ha avuto vincitori o vinti in modo definito, ma ha destabilizzato un'area che si reggeva su equilibri precari.
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Pelago, 25/06/2022
Abstract: Iniziata il 2 agosto 1990 con l'occupazione del Kuwait da parte dell'Iraq di Saddam Hussein e seguita dall'intervento delle forze congiunte di Stati Uniti e di una coalizione di nazioni (fra cui l'Italia) sotto l'egida dell'Onu, la Prima guerra del Golfo durò sette mesi. Sull'Iraq furono lanciate circa centomila tonnellate di bombe con l'uso di tecnologie avanzate che distrussero le infrastrutture del Paese e ne annientarono l'esercito, il quarto del mondo per consistenza, prima con attacchi aerei e poi con una massiccia operazione di terra, provocando più di trentamila morti iracheni, mentre le perdite della coalizione furono contenutissime. Fu la prima guerra trasmessa in diretta dalle reti televisive di tutto il mondo. Benché la coalizione internazionale avesse riportato una vittoria assoluta, si concluse senza l'occupazione di Baghdad né la destituzione di Saddam. All'Iraq toccò un drammatico embargo e una situazione esplosiva irrisolta che avrebbe condotto al secondo conflitto del 2003 e all'inasprimento delle tensioni nell'area del Vicino Oriente.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Galileo Galilei è stato il fondatore della scienza moderna, basata non più solo sull'osservazione della natura ma anche sulla possibilità di fare esperimenti "artificiali" (il piano inclinato, la caduta dei gravi) per scoprire nuove leggi fisiche. Grazie al cannocchiale ha spalancato una finestra sul cosmo attraverso la quale per la prima volta l'occhio umano ha superato i suoi limiti scoprendo una realtà infinita di nuove stelle e galassie. Ha trasformato la teoria copernicana, che sconfessava il geocentrismo aristotelico-tolemaico, in una visione del mondo che sconfessava la Bibbia, tanto da suscitare l'immediata reazione della Chiesa – accortasi della novità dirompente – che lo mise sotto accusa costringendolo all'abiura. Resta così lo scienziato-filosofo che ha diviso in due le epoche, della scienza e della cultura: in un "prima" e in un "dopo" le sue scoperte.
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Pelago, 25/06/2022
Abstract: Le Guerre jugoslave sono lascito di un'eredità antica che risale alle Guerre austro-turche prima, al disfacimento del vasto Impero ottomano seguito alla Prima guerra mondiale, poi. A ciò si aggiunsero le difficoltà del secondo dopoguerra con la spartizione del mondo e la corsa agli armamenti della Guerra Fredda. La Repubblica Socialista Federale Jugoslava di Tito, il quale aveva tentato di sottrarla ai due blocchi d'influenza cercando una terza via, alla sua morte non resse all'esplodere dei nazionalismi al proprio interno. Il dissolversi della Cortina di Ferro portò su tutto l'Est europeo gli sguardi e le aspettative del mondo intero. Le mai sopite spinte indipendentiste e gli odi etnico-religiosi fecero il resto: nel 1991 le repubbliche federali di Slovenia e Croazia dichiararono l'indipendenza scatenando una sanguinosa guerra fratricida che vide contrapporsi l'egemonismo della Serbia di Milošević di orientamento federalista ai nazionalismi di Slovenia e Croazia. La guerra, che si trasformò in breve di tutti contro tutti, vide l'intervento delle forze Onu e della Nato e dopo più di dieci anni lasciò l'area devastata e quasi centomila morti.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Molto noto al grande pubblico soprattutto per la sua tragica storia d'amore con Eloisa, Pietro Abelardo è stato in realtà un filosofo di prima grandezza nel Medioevo dell'XI e del XII secolo. Fu il più celebre logico d'Europa, considerando la logica l'essenza della filosofia, e subordinò la fede alla ragione, sostenendo che la prima "è un prodotto razionale, in caso contrario è un'apparenza". Anche per questo si attirò la reazione della Chiesa che lo processò più volte e lo scomunicò. Altra innovazione fondamentale di Abelardo fu l'uso della semantica e dell'analisi del linguaggio nella dialettica filosofica, un aspetto che sarà pienamente sviluppato soltanto a partire dal Settecento.
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Riforma luterana e Controriforma
Pelago, 25/06/2022
Abstract: L'affissione delle Novantacinque Tesi di Lutero a Wittenberg nel 1517 giunse al culmine di lunghi tentativi di riportare la Chiesa alla purezza delle origini: una riforma che investiva direttamente il potere temporale dei papi. Ogni conciliazione fu impossibile: si consumò così la scissione tra protestanti e cattolici, i quali reagirono con quella che è chiamata Controriformama che, al di là delle motivazioni politiche, nasceva anche come tentativo autonomo di riportare la Chiesa agli antichi valori morali e disciplinari. La separazione aprì l'epoca delle sanguinose guerre di religione: soltanto con la pace di Vestfalia a metà Seicento ebbero termine, praticamente per sempre, i conflitti tra cristiani generati dalle divisioni religiose, e il potere temporale del papato subì un pesante ridimensionamento.
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Pelago, 31/05/2022
Abstract: La Guerra del Vietnam è rimasta nella storia come il conflitto che ha nuociuto all'immagine degli Stati Uniti in tutto l'Occidente più di ogni altro evento del dopoguerra. L'intervento americano, iniziato in sordina negli anni Cinquanta per impedire l'unificazione del Paese sotto il comunismo di Hanoi – che si riteneva potesse poi dilagare in tutto il Sudest asiatico –, si è ingigantito in un conflitto sanguinoso durato undici anni, che ha causato complessivamente quasi un milione e mezzo di morti tra i militari e due milioni di civili. Le sorti della guerra furono alterne per i due fronti contrapposti e una serie di errori strategici e tattici da parte statunitense portò alla fine all'evidente impossibilità, per gli Usa, di continuare una guerra il cui esito appariva segnato. Mentre i vessilli nordvietnamiti sventolavano su Saigon, gli Stati Uniti iniziarono a livello interno un'opera di recupero delle ferite psicologiche e dell'orgoglio nazionale che si era lacerato.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: I primi decenni dell'Ottocento videro susseguirsi una serie di scenari geopolitici inizialmente confusi, che però avrebbero posto le premesse per gli eventi successivi. L'età napoleonica con i suoi sconvolgimenti militari e territoriali; il Congresso di Vienna che segnò il ritorno al passato e la restaurazione dell'Ancien Régime, e i moti popolari per l'ottenimento dei diritti fondamentali dell'uomo e poi per il raggiungimento dell'indipendenza delle nazioni asservite ai governi centrali, prima fra le quali l'Italia. I movimenti patriottici sfociarono nella "Primavera dei popoli" che avrebbe contraddistinto l'anno 1848: brutalmente repressa, dovette il suo insuccesso anche all'incapacità delle popolazioni, rigidamente nazionaliste, di creare un fronte comune contro i governi stranieri.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Impetuoso, passionale, immerso visceralmente nel mondo della vita, ma anche intimo e malinconico: il Carducci professore, studioso, polemista e politico, e il Carducci poeta e letterato convivono e si alimentano a vicenda, in un incessante circolo virtuoso che caratterizza la sua intera esistenza, e che trova espressione nei due diversi registri della sua poesia: il cesello della forma lirica, ornato da preziosità metriche e stilistiche classicheggianti, e le tonalità accese, aspre o sferzanti dell'invettiva e della satira. Studio e impegno civile, classicismo poetico e dedizione alla causa risorgimentale erano per lui due facce della stessa medaglia, e fu questo che gli permise di incidere come pochi altri nostri letterati nella cultura e nella storia italiana del suo tempo. Recuperare la complessità e la ricchezza della figura umana e intellettuale di Carducci è il modo migliore per sottrarlo tanto alla sua immagine stereotipate retorica, quanto agli anatemi ideologici di cui è stato a lungo vittima nel XX secolo.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Solo da poco tempo, grazie a riletture critiche, si sono rimarginate le stigmate impresse alla poesia di Pascoli da Benedetto Croce, che ne rimarcava il carattere di nebulosa regressione infantile. Oggi si riconosce in lui il grande indagatore degli aspetti più ignorati del visibile, che già alla sua epoca il mito del progresso andava cancellando, ma nei quali, con un'attenzione microscopica, egli riesce a spingere lo sguardo fino a farne emergere l'aspetto invisibile, incorporeo, connesso con la dimensione intima della psiche. Una dimensione in cui è costante il trauma infantile della morte del padre, riesibito in forme varie, ma mai superato. Nei suoi versi di perfetta fattura, nei quali si uniscono sinestesie ed echi della classicità, la malattia esistenziale viene trasformata in una complessa relazionecon gli aspetti più oscuri della mente, con i fantasmi dell'esistenza e le ombre sepolcrali della morte dei suoi cari, solo davanti alle quali Pascoli ritrova pace.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Plotino, vissuto nel II secolo ad Alessandria e poi a Roma, è considerato il maggiore esponente del neoplatonismo, dottrina filosofica che fa "riscoprire" Platone nel mondo romano. Pur rappresentando un'elaborazione personale dei principi platonici (soprattutto quelli che riguardano l'Uno, il principio supremo di tutte le cose), il neoplatonismo consentirà nei secoli successivi la fusione della filosofia greca con i principi del cristianesimo, dando vita, soprattutto con Agostino, a quell'indirizzo del pensiero filosofico cristiano, specie per ciò che concerne l'anima, i concetti di bene e male, di Essere supremo, che rappresenterà la dottrina dominante fino alla riscoperta di Aristotele nel XIV secolo.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: In Se questo è un uomo e in altre opere Primo Levi ha interpretato la sua esperienza ad Auschwitz come nessun altro, né prima né poi, spinto dalla necessità di dare la propria testimonianza e di capire come i lager siano stati possibili: una lucida disamina degli innumerevoli modi con cui l'apparato tedesco procedeva alla progressiva disumanizzazione dei deportati. La memoria di quanto drammaticamente vissuto ha poi continuato ad alimentare la sua scrittura, che non ha mai smesso di riportare alla luce fatti, storie e persone legate a quell'esperienza. Le qualità di narratore di Levi tuttavia non rimangono affatto circoscritte ad una letteratura di testimonianza: con i racconti di ambientazione fantascientifica, quelli legati al proprio mestiere di chimico, le incursioni nel mondo del lavoro e della storia, ha sempre saputo mettere in relazione una spiccata propensione alla razionalità e alla ricerca scientifica con la propria maturazione umana e intellettuale, per cercare di comprendere le ragioni di sé e della civiltà.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Con la Gerusalemme liberata Torquato Tasso reinventa la narrazione eroico-cavalleresca inserendovi un continuo conflitto tra opposti, calcolate disarmonie tra esteriorità e psicologia, tra civiltà e ragione: ciò che chiamava una "discorde concordia". Pur mostrandosi come un'opera di stampo controriformistico, il poema è non meno aperto ad ospitare – e valorizzare – il punto di vista dei vinti. Sia nel modo in cui viene gestito il rapporto fra codice cavalleresco e codice epico, sia nella rappresentazione delle vicende amorose, un termine fondamentale della Gerusalemme liberata (e più in generale dell'arte tassiana), sembra essere proprio ambivalenza, o irresoluzione: un'"opera aperta" insomma, come si vede anche in altri grandi luoghi della poesia tassiana, quali l' Aminta. Con i suoi tormenti e le sue oscillazioni, già lontani dall'immaginario ariostesco, Tasso disegna così la fine del classicismo cinquecentesco, inserendovi un'inclinazione al dubbio e uno spessore conoscitivo ormai drammaticamente moderni.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Solo durante il Novecento Søren Kierkegaard è stato liberato dall'angusta gabbia di un "semplice" filosofo antihegeliano per assurgere alla dignità di un pensatore straordinariamente moderno, soprattutto per le sue idee di rivalutazione del singolo individuo, libero di scegliere il modo in cui condurre la propria esistenza e di decidere per se stesso, sia pure attraverso un profondo travaglio personale e morale. È stato definito il precursore dell'esistenzialismo per la sua visione dell'individuo non più come un concetto astratto, un accidente della storia, ma come un'esistenza reale. Fondamentale è il suo contributo alla riflessione religiosa, anche se non lesinò critiche alle istituzioni che la rappresentano. Egli vedeva Dio al di là della ragione e dell'uomo stesso.
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Pelago, 01/07/2022
Abstract: Con l'unica sua opera pubblicata in vita, il Tractatus logico-philosophicus, il filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein mosse una pesante critica alla filosofia tradizionale, sostenendo che le sue proposizioni, in quanto non si possono ricondurre né alle proposizioni dotate di senso che descrivono il mondo né alle proposizioni della logica (che sono tautologie e non ci dicono nulla sul mondo), altro non sono che pseudo-proposizioni "insensate". In altri termini, la filosofia non deve seguire la scienza e nemmeno avventurarsi sul terreno della metafisica, poiché in questo caso i suoi concetti sono solo fraintendimenti della logica del linguaggio. Pertanto la filosofia non deve caratterizzarsi come una dottrina ma soltanto come un'attività chiarificatrice. Questa posizione e i problemi interpretativi dei suoi scritti furono rifiutati dalla maggior parte dei filosofi della prima metà del XX secolo ma, per quanto dirompenti, segnarono una svolta fondamentale nella filosofia del linguaggio, con riflessi profondi anche sull'estetica, la religione e l'arte.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Karl Popper è il filosofo che ha congelato la scienza, mettendo in evidenza l'impossibilità logica di dedurre asserzioni universali (o meglio: leggi scientifiche) dall'analisi di casi particolari, attraverso le osservazioni empiriche. In altri termini, non è possibile stabilire con certezza la verità delle teorie scientifiche, che restano solo ipotesi fallibili, anche se sottoposte a un numero elevato di verifiche. Popper ha trasferito le sue teorie della conoscenza anche sul terreno storico-politico, con una critica forte al totalitarismo, le cui radici sono state da lui individuate in Platone, Hegel e Marx. Al contrario, ha proposto una "società aperta", nella quale ogni possibile accordo politico sarebbe dovuto essere sottoposto al vaglio della critica.
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Pelago, 28/07/2022
Abstract: Con la sua legge di gravitazione, Isaac Newton riuscì a fondere le scoperte di Copernico, di Keplero, di Galileo, dimostrando per la prima volta con rigore matematico che le leggi a cui era soggetto il moto delle cose terrestri erano le stesse a cui era soggetto il moto delle cose celesti, superando il dogma della differenza ontologica fra questi due mondi. Grandissimo scienziato, ma anche teologo (e alchimista), dedicò tutta la sua vita a cercare una sintesi tra il Libro della Natura e il Libro delle Scritture, perché per lui la scienza era uno strumento per arrivare a scoprire l'essenza di Dio in tutte le cose. Per questo non fu perseguitato come Galileo, ma onorato dalla Chiesa.