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Free. Il Cerro Torre e io
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Lama, David - Seiler, Christian

Free. Il Cerro Torre e io

Corbaccio, 24/09/2015

Abstract: DAVID LAMA È UN GIGANTE DELL'ALPINISMO CONTEMPORANEO. "Non hai la minima possibilità di farcela!" Così ha detto la leggenda dell'arrampicata sportiva Jim Bridwell, quando David Lama gli ha sottoposto il suo piano. Ma David, allora diciannovenne campione europeo di arrampicata, non si è lasciato scoraggiare: voleva salire in libera la via del compressore del Cerro Torre, 900 metri di granito verticale che negli anni, a partire dal tentativo di Cesare Maestri, era stata teatro delle imprese incompiute e più spettacolari dell'alpinismo mondiale. Ha trascorso tre inverni ai piedi della vetta leggendaria della Patagonia, fino a quando, nel gennaio 2012, insieme al compagno di arrampicata Peter Ortner, David Lama è finalmente riuscito ad arrivare in cima al Cerro Torre, in libera, e a spostare ancora un po' più in là l'asticella dell'"impossibile" nell'alpinismo.

L'ultima stella a destra della luna
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De Mari, Silvana

L'ultima stella a destra della luna

Salani Editore, 24/09/2015

Abstract: Aspettate una di quelle notti di vento, quando le costellazioni brillano come fari e sembra di poterle toccare, e cercate l'ultima stella a destra della luna. È laggiù che si svolge questo racconto. È un pianeta lontano, dove i bambini hanno la cresta e i tentacoli, eppure si ripete sempre la stessa storia: anche lì bisogna stare attenti a non lasciarsi mettere i piedi sulla testa, altrimenti si finisce nelle paludi a nutrirsi di piante carnivore e vermi blu, o inghiottiti da un alligatore. Ma alla fine l'Allievo 4/6**5 ce la farà a non essere più solo un numero e ad avere un nome: NuvolaCheVola, e la mamma avrà fiori tra i capelli e una borsa di alligatore.

La bestia e la bella
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De Mari, Silvana

La bestia e la bella

Salani Editore, 24/09/2015

Abstract: "Una intensa capacità di scrittura che qui, in questa breve opera, risulta ancora più netta e convincente. Walter Fochesato, Andersen"In un regno lontano c'è un principe giovane e crudele che governa con pugno di ferro. È talmente cattivo che i suoi sudditi gli augurano tutti i giorni di sparire, di perdersi nei boschi e di non tornare più. E poi, un giorno, una vecchia strega lo trasforma in cane. Non in una bestia spaventosa: proprio in un cagnetto bastardo, costretto a vivere per strada e a sperimentare sulla sua pelle tutte le cattiverie che da uomo riservava ai suoi sudditi, finché non incontra una giovane donna e il suo bambino che gli insegneranno la più importante di tutte le lezioni.

Gli ultimi incantesimi
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De Mari, Silvana

Gli ultimi incantesimi

Salani Editore, 24/09/2015

Abstract: "Gli ultimi incantesimi è una storia di Regine. Una storia di Guerriere. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un'altra, attraversa i secoli. Tutte dovranno imparare a combattere e a vincere, perché il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere bruciate. Gli ultimi incantesimi è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. È un coro di voci piccole. L'eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell'ombra sotto il suo letto." (Silvana De Mari)

La paura e altri racconti di guerra
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De Roberto, Federico

La paura e altri racconti di guerra

Garzanti Classici, 24/09/2015

Abstract: Negli anni immediatamente successivi alla Grande guerra, il conflitto appena concluso viene raccontato da tutti i maggiori scrittori italiani del tempo, chi in poesia e chi in prosa. Si tratta in gran parte di reduci e testimoni; per quanto possa sembrare strano, però, nessuno ha saputo narrare l'esperienza della trincea altrettanto bene di Federico De Roberto, che, ormai anziano, conobbe il fronte solo in maniera indiretta, in particolare nel celebre "La paura" (1921). La montagna arida e brulla, un cecchino che abbatte a uno a uno gli uomini mandati a raggiungere uno strategico posto di guardia, il panico che si diffonde nella truppa, il senso di colpa del tenente a capo dei soldati: di rado la violenza della guerra è stata messa in scena con tanta esattezza. Completano il volume un lungo saggio di Gabriele Pedullà, gli altri otto racconti di De Roberto sul Primo conflitto mondiale e – per la prima volta – tre racconti di argomento militare dati alle stampe tra il 1909 e il 1915.Il volume comprende: La "Cocotte"; All'ora della mensa; Due morti; La posta; Il rifugio; La retata; La paura; Il trofeo; L'ultimo voto; Nora, o le spie; La bella morte; Un incontro.

Curarsi con la scrittura
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Fiori, Fulvio

Curarsi con la scrittura

TEA, 24/09/2015

Abstract: "Ho scritto questo libro per offrire a chi desidera scoprire se stesso, evolvere, rinascere a nuova vita (e persino guarire!), uno strumento semplice e potente, che è la sintesi fortunata di due cammini personali: quello di scrittore e quello di professionista del benessere. In entrambi i campi ho avuto maestri eccellenti ed esperienze profonde, che mi hanno permesso di dare una risposta alla voce interiore che da sempre mi chiede di trovare un senso all'arte e all'espressione, che non sia soltanto bellezza ed emozione, ma anche aiuto quotidiano, concreto. Così è nato Healing Writing, la scrittura che cura, un metodo olistico messo a punto attraverso studi, approfondimenti e sperimentazioni, e poi seminari, corsi e laboratori. Un metodo grazie al quale la potenza creativa della parola scritta viene messa al servizio del benessere psicofisico profondo, per contenere l'Ego, sviluppare l'Io e riconoscerlo nelle altre persone, sempre con rispetto ed empatia."

Il mito della dieta
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Spector, Tim

Il mito della dieta

Bollati Boringhieri, 24/09/2015

Abstract: Ogni anno sugli scaffali delle librerie vediamo fiorire nuove ricette miracolose pronte a promettere con le loro diete percorsi più o meno facili per perdere peso, e vivere più sani e felici. Ora, grazie a Il mito della dieta, abbiamo finalmente a disposizione un antidoto contro le false promesse di dietologi e ciarlatani. Per capire come funziona l'apporto nutrizionale nella nostra specie ci mancava qualche ingrediente fondamentale: il 60-70% del nostro peso è dovuto alla nostra costituzione genetica, e quindi non ci possiamo fare granché. Resta però quel 30-40%, sul quale possiamo intervenire. Ma come? La risposta si chiama "microbioma", ovvero quella complessa, variabile e poco conosciuta flora batterica che vive nel nostro intestino e che lungi dall'essere un inquilino indesiderato del nostro organismo, è una componente fondamentale per il nostro benessere. Dobbiamo dunque imparare a rispettare e curare questi batteri amici e a coltivare la biodiversità che incosapevolmente ospitiamo.

La carta è stanca
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Ceronetti, Guido

La carta è stanca

Adelphi, 24/09/2015

Abstract: Fin dal suo apparire, nel 1976, "La carta è stanca" fu oggetto di un culto fervente da parte di un gruppo di lettori il cui numero è andato crescendo con gli anni. E se la prima edizione era, com'è stato detto, una sorta di autoritratto, questa seconda lo aggiorna, restituendoci, in tutta la loro attualità, alcuni tra i più straordinari di quei densissimi saggi. Così, accanto a certe fulminee perlustrazioni nei cunicoli del passato (i grandi amori che da pellegrino devoto Ceronetti torna regolarmente a visitare: Bosch, i catari, Munch, Sade, Lucrezio, Céline), il lettore ritroverà, o scoprirà con delizia, testi che affrontano questioni su cui la polemica è oggi non meno rovente di quanto lo fosse venticinque anni fa: l'aborto e la scuola, la violenza e l'eutanasia – nonché alcune delle più idiosincratiche e vertiginose delle sue divagazioni: da quella sul diavolo a quella, esilarante, sul "male di laurea". Ma Ceronetti è l'opposto di ciò che, in gergo giornalistico, si chiama un "opinionista": le sue tesi, spesso estreme e provocatorie, non provengono mai da quella macchina per produrre opinioni al cui funzionamento sovrintendono tanti intellettuali. Per Ceronetti "l'arte suprema della parola è illuminare senza farsi troppo capire": ognuna delle sue tesi si presenta avvolta da tutti i fili del pensiero, intollerante di semplificazioni, consapevolmente carica di ambiguità e contraddizioni. Ed è proprio questo che accresce l'efficacia dei suoi testi: l'attualità viene sottratta all'appiattimento forzato e rituffata nel bagno oscuro delle forze che la determinano.

Città amara
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Gardner, Leonard

Città amara

Fazi Editore, 17/09/2015

Abstract: "Città amara è il rovescio del sogno americano", scrive Joyce Carol Oates. È proprio al sogno di fama e ricchezza, però, che guardano Ernie Munger, giovane pugile di deboli ma ancora non sopite speranze, e Billy Tully, duramente provato dalle delusioni subite dentro e fuori dal ring. Entrambi vivono nella piccola città di Stockton, in California, frequentano la stessa palestra e sperano di poter prima o poi conquistare un posto al sole nel circuito dei professionisti. Ernie e Billy si conoscono appena ma le loro vite, come quelle di molti altri del giro, procedono inciampando negli stessi passi falsi, tra amori sfortunati, lavoretti precari e sbornie colossali consumate in squallidi bar.Con uno stile asciutto e privo di sentimentalismi, Leonard Gardner tratteggia mirabilmente il lato oscuro della boxe, popolato da quei proletari dei guantoni che si muovono nelle pieghe di un'America opulenta e vincente, troppo spesso dimentica di quanti non ce la fanno e restano indietro.Città amara, un classico della letteratura sulla boxe, è stato pubblicato nel 1969 e successivamente è divenuto un film di culto diretto da John Huston."Un perfetto concentrato di storia americana. Indimenticabile"Joyce Carol Oates"Un classico sull'epopea di un grande sport".Antonio Monda, "Il venerdì di Repubblica" "Un romanzo di culto"."Alias – Il manifesto" "Gardner ha ridato dignità a un mondo raramente esplorato con tale poesia e padronanza"."New York Times Book Review"

La Repubblica dell'Immaginazione
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Nafisi, Azar

La Repubblica dell'Immaginazione

Adelphi, 17/09/2015

Abstract: Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell'Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura "in una società che sembra concedere tutte le libertà": anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla "pigrizia dell'intelletto". L'interpretazione di tre classici – "Huckleberry Finn", "Babbitt" e "Il cuore è un cacciatore solitario" – intessuta, come in Leggere Lolita a Teheran, di frammenti autobiografici, trasmette così una visione della letteratura come rifugio e al tempo stesso come mezzo di eversione pubblica e privata. E come sogno: un sogno condiviso, nella Repubblica dell'immaginazione, da quei lettori che non conoscono frontiere o libri proibiti e che sanno apprezzare le parole di Francis Scott Fitzgerald: "Spingi la sedia sull'orlo del precipizio e ti racconterò una storia"

Questa vita tuttavia mi pesa molto
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Franzosini, Edgardo

Questa vita tuttavia mi pesa molto

Adelphi, 17/09/2015

Abstract: Ciò che fa di Edgardo Franzosini uno scrittore diverso da qualsiasi altro è la sua capacità di raccontarci storie vere di personaggi, generalmente poco noti, che sembrano inventati per quanto sono fuori del comune. In questo libro Franzosini ci regala un'altra delle sue ipnotiche "vite immaginarie" percorrendo, con quella visionarietà e quella levità che lo contraddistinguono, la breve, singolare esistenza dello scultore Rembrandt Bugatti (fratello di Ettore, il fondatore della casa automobilistica, il quale sceglierà proprio il suo Elefantino danzante per il tappo della lussuosissima Bugatti Royale), divenuto celebre negli anni Dieci del Novecento per i suoi bronzi raffiguranti animali, di preferenza non domestici: tigri, giaguari, pantere, elefanti, leoni... Con gli animali Bugatti ha sempre vissuto in una sorta di struggente empatia, passando ore e ore davanti alle gabbie del Jardin des Plantes, a Parigi, o negli splendidi edifici orientaleggianti dello zoo di Anversa, a guardarli vivere, muoversi, mangiare, soffrire – identificandosi totalmente con loro. Al punto da subire un autentico shock allorché, di fronte alla minaccia dei bombardamenti tedeschi, le autorità del Belgio decisero di sterminare tutte le bestie dello zoo. "Non sono in molti" ha scritto Giuseppe Pontiggia a proposito di Franzosini "a scrivere libri che hanno questa leggerezza e questo humour discreto".

Scritto sulla mia pelle
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Vaghi, Pietro

Scritto sulla mia pelle

Salani Editore, 17/09/2015

Abstract: UN ESORDIO ESSENZIALE, UNA STORIA CHE STRINGE E ACCAREZZA IL CUORE DEI LETTORI."Vaghi riesce a raccontare lo spazio che c'è tra la pelle di un adolescente e il suo cuore, rivelandoci nel percorso narrativo che quella pelle e quel cuore sono la stessa cosa. Soprattutto quando si tratta di dolore e di amore."Alessandro D'AveniaTutti si separano, separarsi è normale. Stefano ha sedici anni e odia la parola normale da quando sua madre se n'è andata di casa. È successo tutto in pochi minuti, il giorno del trasloco. Gli sono rimasti il silenzio di un padre, un fratellino pieno di domande e un nonno ammalato. Per la prima volta il dolore entra nella sua vita spezzando certezze e sogni. Ma Stefano ha un segreto. Anche Elisa ha un segreto e forse è proprio per questo che riesce a leggere fino in fondo l'anima di Stefano. È entrata in punta di piedi nel periodo più inquieto della sua vita, quando solo l'adrenalina dei fine settimana contrasta una solitudine da cui sembra impossibile riemergere. La loro amicizia li aiuterà a combattere le paure più profonde, quelle che scrivono sulla nostra pelle chi siamo veramente. Scritto sulla mia pelle racconta l'incredibile forza di Stefano, un adolescente in cerca di un nuovo equilibrio per la sua famiglia. Seguendo in prima persona i suoi pensieri e le sue emozioni, svela il segreto di molti ragazzi: in un mondo sempre più povero di figure di riferimento, sono i figli a farsi carico delle fragilità dei genitori, cercando di scoprire, giorno per giorno, la fatica e la bellezza dell'amore. E così, pagina dopo pagina, Scritto sulla mia pelle parla dell'adolescenza di tutti, raccontando conflitti e desideri che toccano ogni età del cuore.

La folle biblioteca di nonna Huld
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Leifsson, Thórarinn

La folle biblioteca di nonna Huld

Salani Editore, 17/09/2015

Abstract: Albertína ha undici anni, e vive con i suoi genitori nel nuovissimo complesso residenziale La Gabbia Dorata, in un appartamento senza libri, perché la lettura è considerata dannosa per i bambini e da tempo è stata bandita ogni forma di parola scritta e di informazione. Il suo unico rifugio è il bagno, dove può leggere cose interessanti come "balsamo nutriente per capelli" e "una pastiglia due volte al giorno". La città intorno a lei è ostile e deserta, le gru dei cantieri incombono ovunque e i suoi genitori sono sempre tristi e preoccupati per le continue visite di un rappresentante della perfida Banca Aurea, detentrice del mutuo stipulato per l'acquisto di quel terribile appartamento. Anche a scuola, nell'Istituto Cimici, le cose non vanno molto meglio, visto che gli studenti devono calcolare rate e interessi tutto il giorno. Ma poi, un giorno, nell'asettica Gabbia Dorata arriva la trisavola di Albertína, la bizzarra Nonna Huld, con la sua sterminata, polverosa e interessantissima biblioteca e ha inizio la più straordinaria delle avventure per salvare il mondo dalla cattiveria e dall'ignoranza.

Prima o poi l'amore arriva
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Benni, Stefano

Prima o poi l'amore arriva

Feltrinelli Editore, 23/09/2017

Abstract: L'amore passaScusami,ho usatola nostra canzoneper una nuovarelazione

Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà
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Baricco, Alessandro

Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà

Feltrinelli Editore, 24/09/2015

Abstract: Un piccolo libro. Un grande tema. Esiste davvero la globalizzazione? O, in altri termini, esiste davvero un nemico radicale chiamato globalizzazione? Alessandro Baricco prende le mosse da un assunto molto preciso: non dare nulla per scontato. Ecco perché, posto il primo quesito, lo scrittore procede attraverso una serie di ulteriori quesiti e di esemplificazioni alla ricerca di una nitida percezione del fenomeno che abbiamo imparato a chiamare globalizzazione. Prima conclusione: quel che sta accadendo ha certamente un fondamento reale, ma quanta parte del pianeta coinvolge? Ciò che viene avvertito come globale non è piuttosto una direzione, un correre indistinto seguendo le "indicazioni"? Sì, però, come la ferrovie nel West hanno cambiato il mondo, anche ciò che ora punta verso il futuro cambierà il mondo. E allora i no-global? Da che parte vanno? Resistono a un processo sentito come irrimediabilmente "cattivo", sapendo contemporaneamente che in esso sono veicolati degli elementi positivi. Ma in realtà, dice Baricco, "la globalizzazione buona è fatta con gli stessi mattoni della globalizzazione cattiva". E allora? La risposta è molto articolata, ma sostanzialmente fa perno intorno alla capacità di immaginare e anche di sognare. "Così come ce la stanno vendendo la globalizzazione non è un sogno sbagliato: è un sogno piccolo. Arrestato. Bloccato. Ostaggio dell'immaginario di manager e banchieri. Sognare quel sogno al posto loro: questo, e nulla meno di questo, sarebbe il nostro compito".

Per Isabel. Un mandala
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Tabucchi, Antonio

Per Isabel. Un mandala

Feltrinelli Editore, 24/09/2015

Abstract: "L'importante è cercare, non importa se si trova o non si trova"Come definire una storia come questa? A prima vista potrebbe sembrare un romanzo fantastico, ma forse sfugge a ogni possibile definizione. Tabucchi l'ha sottotitolato "Un mandala", ma a ben vedere, con criteri tutti occidentali, si tratta in fin dei conti di un'inchiesta, una ricerca che sembra condotta da un Philip Marlowe metafisico. Ma con la metafisica, in questa ricerca spasmodica e pellegrina, si sposa un concetto tutto terrestre della vita: sapori, odori, luoghi, città, fotografie che sono legati al nostro immaginario, ai nostri sogni, ma anche alla nostra quotidiana esperienza. E allora? Nella sua nota Tabucchi suggerisce di pensare a un monaco vestito di rosso, a Hölderlin e a una canzone napoletana. Potranno forse sembrare degli ingredienti incongrui. Ma forse è meglio non cercare la congruenza in uno dei più stravaganti, visionari e insieme struggenti romanzi che la letteratura italiana ci abbia mai regalato. Il romanzo postumo del grande scrittore.

Ultime notizie dalla famiglia
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Pennac, Daniel - Melaouah, Yasmina

Ultime notizie dalla famiglia

Feltrinelli Editore, 23/09/2017

Abstract: Ultime notizie dalla famiglia. Dalla famiglia Malaussène, si intende. Dalla tribù di Belleville che popola, felice, l'immaginazione dei lettori e continua ad accendere quella del suo autore. Daniel Pennac ci fa sapere che la famiglia fa ancora rumore, che lascia echi, scie, code. Come i due testi che mettono le ali a questo volume: "Signor Malussène a teatro", un esilarante monologo sulla paternità, e "Cristianos y moros", un racconto breve che fa luce sul Piccolo, sulla sua caparbia volontà di conoscere l'identità del padre naturale. A saga conclusa, insomma, Pennac riapre le pagine dei suoi romanzi per evocare nuove figure, nuovi umori, nuove situazioni, per ridare la parola al coro della sua balzana famiglia e rispondere con la sua saggezza discreta al caos abissale del nostro tempo.

La piccola ombra
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Yoshimoto, Banana - Gerevini, Alessandro Giovanni

La piccola ombra

Feltrinelli Editore, 23/09/2017

Abstract: Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell'affaire, mente annunciandole la morte dell'amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent'anni. Per motivi disparati, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell'essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un'occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi alla realtà e ai suoi molteplici aspetti. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell'esistenza, un'esperienza integrante della vita.

Nero Istanbul
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De Propris, Fabio

Nero Istanbul

Fazi Editore, 25/09/2015

Abstract: Uno sguardo di denuncia sulla drammatica realtà del mercato degli organi, calato in un thriller a cui fanno da sfondo una Turchia sospesa tra Oriente e Occidente.Franco e Ornella, marito e moglie, entrambi sulla quarantina, senza figli, visitano la Turchia in un viaggio organizzato. Ornella è un'insegnante di pianoforte a corto di allievi e Franco un ex promotore finanziario senza più affari. Il crollo della Borsa, nel 2000, gli è stato fatale. In realtà, il vero scopo del tour è un guadagno di ben 27.000 euro. Trasportano droga (il Captagon, una sostanza sintetica prodotta in Olanda di cui in Oriente vi è una discreta richiesta) che tenteranno di scambiare con un bambino, destinato al mercato delle adozioni illegali. La merce, come pattuito, dovrà trovarsi, l'ultimo giorno del loro viaggio, alle porte del bazar di Istanbul. Complice la guida turca che accompagna il gruppo. E cosa c'è di meglio di un viaggio organizzato per coprire un traffico illecito? Questo almeno è ciò che pensa Franco, un uomo che discetta, giudica e disprezza a tal punto da non vedere le cose che ha sotto gli occhi. Perché in realtà l'impresa in cui s'è imbarcato è molto più sporca di quanto non immagini, e Ornella, almeno lei, lo sa benissimo. Tutto dovrebbe filare liscio, secondo i piani, e invece un delicato, sottile meccanismo fatalmente s'inceppa. L'incontro fortuito con Riccardo, compagno di scuola di Franco, complicherà le cose. Il lettore, seguendo il punto di vista del protagonista, scoprirà un altro nefando mercato: la nera e triste tratta degli organi. Qual è la reazione dell'uomo? Lo rivela il finale mozzafiato del romanzo, che è un thriller classico e allo stesso tempo una riflessione profonda sui rapporti tra Oriente e Occidente, una guida appassionata a una delle città più affascinanti del mondo.

Il giardino delle mosche
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Tarabbia, Andrea

Il giardino delle mosche

Ponte alle Grazie, 17/09/2015

Abstract: FINALISTA PREMIO CAMPIELLO 2016"Viene in mente Memorie del sottosuolo di Dostoevskij". Alberto Sebastiani, La Repubblica"Il libro lascia senza fiato [...] Ogni paragone con la romanzeria media sarebbe fuori luogo. Oltre a fare squadra a sé, Tarabbia gioca in un'altra categoria, quella poco affollata dei fuoriclasse". Alessandro Gnocchi, Il Giornale Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Čikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime – bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne – avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell'Idea comunista, sintomi dell'imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all'arresto. E fa di più. Osa raccontare l'orrore e il fallimento in prima persona: Čikatilo, infatti, in questo libro dice "io". È lui stesso a farci entrare nella propria vita e nella propria testa, a raccontarci le sue pulsioni più segrete, le sue umiliazioni e ossessioni. Il giardino delle mosche è un libro lirico e crudele allo stesso tempo: la storia di un'anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, una discesa impietosa fino alle radici del Male.