Trovati 855388 documenti.
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Marsilio, 11/02/2016
Abstract: Da tre anni sulla Gran Bretagna non cade una goccia d'acqua. Mentre una prolungata e devastante siccità alimenta cambiamenti politici e sociali, rivoluzioni e nuove religioni, al Pozzo, un podere di campagna rimasto miracolosamente verde, Ruth Ardingly è agli arresti domiciliari nella casa dove per sfuggire alla grande città aveva scelto di trasferirsi con l'uomo che amava. È accusata di avere ucciso suo nipote, Lucien. Un bambino di cinque anni. Tutto intorno la terra è arida e la gente ha sete, solo al Pozzo l'acqua non manca. Ma quel giardino rigoglioso ha reso il mondo al di fuori sospettoso, e ben presto l'angolo di paradiso che doveva rappresentare l'inizio di una nuova vita diventa per Ruth una prigione. Tre sorveglianti controllano e registrano ogni suo gesto, disponendo del suo presente. A Ruth non rimane che il passato da ricostruire. E un terribile sospetto: potrebbe davvero essere stata lei a uccidere Lucien? Nel suo intenso thriller psicologico, Catherine Chanter immagina un mondo in cui le bizzarrie del clima scatenano negli uomini le reazioni più disperate e vili, lasciando spazio all'invidia e ai fanatismi di religioni fasulle. Sullo sfondo di uno scenario talvolta apocalittico, ma allo stesso tempo molto credibile e realistico, pagina dopo pagina seguiamo la ricostruzione di un omicidio insensato, mentre l'idillio sempre più assume le sembianze di un incubo. Con uno stile grandioso e una costruzione quasi diabolica, Il Pozzo affronta le paure del nostro tempo distillandole nella storia di una donna che in una situazione estrema si batte per ciò che ama.
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La seconda vita di Anders Hill
Bollati Boringhieri, 14/01/2016
Abstract: Alle soglie dei sessant'anni, Anders Hill, consulente finanziario di successo, proprietario di una bella casa in un quartiere residenziale di lusso, sposato e padre, decide di cambiare vita. Va in pensione anticipata, divorzia, e si trova improvvisamente ad avere molto tempo e pochi denari a disposizione. Ma senza l'identità sicura che si è costruito a fatica, senza la presenza rassicurante di una moglie di lunga data, Anders riapre ferite mai rimarginate... Sotto il microscopio attivato dalla scrittura brillante di Thompson, la vita nei quartieri residenziali di lusso viene vivisezionata senza pietà: ipocrisie, tradimenti coniugali e non, rivalità sociali, indifferenza verso i problemi dei figli. Lo stesso accade all'ambiente delle banche e delle finanziarie protagoniste del boom dei decenni passati, quelle che hanno portato alla crisi che stiamo vivendo. Thompson è maestro nell'alleggerire il racconto di questa America spietata con una vena sottile di ironia, spesso di comicità, che accompagna il lettore fino all'imprevedibile scelta finale del "nuovo" Anders.
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Salvare i media. Capitalismo, crowdfunding e democrazia
Bompiani, 14/01/2016
Abstract: I media sono in crisi. Non solo la carta stampata, ma tutta la catena di produzione dell'informazione. Di fronte a una concorrenza spietata e a un calo inesorabile degli introiti pubblicitari, i giornali, le radio, le televisioni sono tutti alla ricerca di un nuovo modello. Basato su un'indagine inedita sui media in Europa e negli Stati Uniti, questo libro propone di creare un nuovo statuto di "associazione non profit", a metà strada tra lo statuto delle fondazioni e quello delle società per azioni, che concili attività commerciale e attività senza fini di lucro. Un simile statuto consentirebbe ai media di essere indipendenti dagli azionisti esterni, dagli inserzionisti e dai poteri pubblici, e di operare invece contando sui lettori, sui dipendenti e su metodi innovativi di finanziamento, incluso il crowdfunding. Julia Cagé propone un metodo ambizioso, che incrocia le sfide della rivoluzione digitale e la realtà del XXI secolo, e che si ispira a un presupposto fondamentale: che l'informazione, come l'istruzione, è un bene pubblico, e come tale va difeso. Il dibattito è aperto: ne va, molto semplicemente, del futuro della nostra democrazia.
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Bompiani, 14/01/2016
Abstract: Il romanzo di Ludmila Ulitskaya prosegue la tradizione dei grandi autori russi, da Dostoevskij a Tolstoj fino a Pasternak: un'opera che brucia di politica, amore e fede, un inno alla vita anche nei momenti più oscuri. Una storia russa racconta la storia di tre compagni di scuola che si incontrano a Mosca negli anni cinquanta: un poeta rimasto orfano, un fragile ma molto dotato pianista e un fotografo in erba con il grande talento di collezionare segreti. Tutti e tre si fanno strada verso l'età adulta in una società dove il loro eroi sono stati censurati se non esiliati. Un racconto pieno di passioni e intrighi, questo romanzo è un ritratto della vita dopo Stalin e un'indagine drammatica che scandaglia integrità individuale in una società governata dal KGB. I protagonisti cercano di trascendere l'oppressione del regime attraverso l'arte, l'amore per la letteratura russa e l'attivismo. E ciascuno di loro finisce per ritrovarsi faccia a faccia con la polizia segreta, estremamente pronta a fomentare paranoia, sospetti e tradimenti.
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Bompiani, 14/01/2016
Abstract: La vita è piuttosto eccitante per Demi, Duccio e Matteo, librai di un paese di montagna del Piemonte. Ma lo diventa ancor di più quando ricevono l'incarico di valutare un'immensa biblioteca ereditata in modo alquanto misterioso da un professore universitario. A procurar loro un'avventura degna di un romanzo gotico - la villa sembrerebbe infestata da un fantasma - sono i misteri che affiorano durante il lavoro: la scomparsa di un libro dal titolo ambiguo, le indagini di una giornalista d'assalto, la curiosità sospetta di una imprevedibile cliente. In una caccia al tesoro che si consuma tra le pagine di libri antichi e fra le cronache del presente e del passato, Mario Baudino intreccia una trama piena di colpi di scena dove i tre improbabili investigatori verranno a capo di un lontano segreto legato agli anni di piombo. Ma come spesso accade, i segreti possono essere un po' beffardi...
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La gioia di vivere. A piccoli passi verso la saggezza
Rizzoli, 08/01/2016
Abstract: Molti di fronte allo scorrere del tempo reagiscono, anche nelle difficoltà, traendone sensazioni positive, individuandone gli aspetti vantaggiosi. Esprimono così la "gioia di vivere", un modo di vedere l'esistenza che si inserisce nel flusso della Natura, accettando ciò che il presente dona, senza decorarlo troppo con i propri desideri. Ma la maggior parte di noi è affetta dalla "fatica di vivere". Siamo sempre in azione e mai soddisfatti, destinati a rincorrere un futuro che non c'è e forse non ci sarà mai, spinti nella lotta per il potere dalle nostre ambizioni, dalla paura dell'insuccesso o perfino della morte. Due stili di vita opposti, che non appartengono all'ambito patologico, ma che sono la chiave per dare a una stessa esistenza un significato contrapposto: vivere bene, o al contrario vivere male. In questo libro, che forse è la sua opera più intima, Vittorino Andreoli, "portatore della visione tragica dell'esistenza", ci accompagna alla ricerca del segreto della gioia di vivere. E, attraverso la riflessione sui classici, la filosofia, la religione, l'osservazione delle storture della società e naturalmente con la conoscenza dell'uomo, delinea un percorso per recuperare la vera essenza del nostro essere umani. Si scopre così che nel mondo dominato dalle strategie per essere vincenti, dal fascino dell'esclusività, dalla bellezza, dalla fatica di vivere dell'individuo, il "magico potere" della gioia non è altro che la capacità, che tutti abbiamo dentro, di passare dalla dimensione dell'"io" a quella del "noi", di vivere in relazione con gli altri contando sui legami affettivi, guardando in faccia il presente, senza le costruzioni di desideri difficili o impossibili che spostano sempre la gioia al futuro, senza i rimpianti che respingono nel passato. E si scopre soprattutto che questo potere può essere appreso, per migliorare finalmente la nostra vita.
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Adelphi, 14/01/2016
Abstract: Questo libro è composto da tre lunghi reportage. Nel primo, William Langewiesche esplora il mondo infero nato sul luogo dove sorgeva il World Trade Center. Nel secondo, ricostruisce momento per momento la dinamica dei crolli. Nel terzo, descrive la lotta quasi per bande che nei mesi successivi all'11 settembre ha visto pompieri, poliziotti e dipendenti delle imprese edili contendersi, per ragioni molto diverse, il terreno desolato di Ground Zero. Difficile pensare che sull'evento forse più filmato, fotografato e raccontato della storia recente si potesse gettare una luce nuova. E difficile pensare che un pathos freddo e analitico potesse scalfire i sentimenti non sempre autentici che quell'evento ha prodotto, e continua a produrre. Eppure, le pagine di Langewiesche ottengono questo sconvolgente risultato. E con i mezzi più semplici, quelli dell'osservazione diretta e della descrizione. Dei due bicchieri di succo d'arancia lasciati a metà in un ristorante che affacciava sul World Trade Center. Delle carcasse di automobili disseminate, a centinaia, nei garage sotterranei. Degli allarmi acustici che suonavano come impazziti nelle cabine dei due 767, segnalando il superamento della velocità consentita a bassa quota. Delle centinaia di scarpe spaiate di cui erano cosparse le macerie. E della collina di detriti raccolti nell'immensa discarica di Fresh Kills, a Staten Island, su cui la bandiera americana sventola come sopra "l'avamposto di una spedizione governativa su un pianeta contaminato".La prima edizione in volume di "American Ground" è del 2002.
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Adelphi, 14/01/2016
Abstract: "Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all'improvviso le cose sono emerse". L'uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza, per "chiarire certi punti", per smentire le "infamie" messe in giro su di lui da quel "giovane invecchiato" che da un pezzo lo perseguita coprendolo di insulti – ombra, o fantasma, o figura della sua innocenza perduta –, è stato un sacerdote, un membro dell'Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma è stato soprattutto uno che ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà. Ha accettato e svolto coscienziosamente incarichi bizzarri, come dare lezioni di marxismo a Pinochet e ai membri della sua giunta, e ha preso parte a squisite serate letterarie in una sontuosa villa, alla periferia di Santiago, nei cui sotterranei venivano torturati gli oppositori politici al regime. E adesso che le cose e i volti del suo passato gli turbinano davanti come sospinti da un soffio infernale, "si scatena la tempesta di merda". In questo, che è l'ultimo grande romanzo pubblicato in vita, Roberto Bolaño fa i conti una volta per tutte con la storia di quel Cile che non ha mai smesso di amare e odiare con identico furore. Lo fa scegliendo, paradossalmente, il punto di vista di un personaggio equivoco e meschino, e riuscendo tuttavia a costruire, mediante la sua querula voce, un possente "romanzo-fiume di centocinquanta pagine".
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La bambina che non sapeva piangere
Salani Editore, 21/01/2016
Abstract: "Trame intrecciate con arguzia e una speciale, sottilissima ironia."la RepubblicaLa notizia è su tutti i giornali: il ricco barone De Brusset è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nella sua abitazione milanese. Sul luogo del delitto, gli agenti hanno trovato anche la figlia Gilla, diva della televisione caduta in disgrazia, sporca di sangue e sconvolta. Il linciaggio mediatico è immediato, e la posizione di Gilla sembra indifendibile, tanto più che la donna, in stato catatonico per il trauma, non può testimoniare. Nessuno ritiene che il caso necessiti di chiarimenti. Nessuno, tranne Max Gilardi. Per lui, novello Ulisse, in perenne tensione tra il richiamo dell'avventura e la nostalgia della sua Napoli, sta per cominciare il gran viaggio. Elda Lanza, giunta al suo quinto libro incentrato sull'avvocato partenopeo, ci accompagna con naturalezza in un cammino che attraversa l'Italia intera. Un dipinto garbato e colmo di umanità, un'orchestrazione di personaggi estremamente reali, un intricato gioco di figure che risultano, al contempo, sorprendenti e familiari. Un romanzo sfaccettato e prezioso, dove l'indagine di Max Gilardi non fa che incorniciare la ricerca della sua Penelope. Una storia sorprendente, che cattura e trascina senza mai perdere la sua distintiva eleganza.
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Nel mio paese è successo un fatto strano
Salani Editore, 28/01/2016
Abstract: IL NUOVO ROMANZO PER TUTTE LE ETÀ DI ANDREA VITALIE se un giorno, svegliandoti, trovassi una nebbia così fitta, ma così fitta, da far sparire il mondo intero? Le cose normali sono belle: è bello sapere che dopo l'estate viene l'autunno, dopo la domenica viene il lunedì, che si nasce, si cresce e si va a scuola. Ma la troppa normalità e l'abitudine rischiano di avvolgere il mondo nell'indifferenza - una nebbia dove nessuno più si accorge della diversità contenuta in tutto ciò che ci circonda: colori, sapori, profumi, emozioni differenti. Un giorno, in un certo paese, succede un fatto strano: la nebbia sale, spessa e bianca come il latte, confonde le cose, le persone e perfino il tempo. Com'è possibile? E come si fa a far tornare tutto come prima - prima che le cose diventino troppo 'normali'?
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Neri Pozza, 18/12/2015
Abstract: Maggie è appena arrivata a Pechino, davanti alla casa del giovane chef che ha deciso di intervistare per la rivista americana di gastronomia con la quale collabora. La casa ha il tipico aspetto degli edifici cinesi in stile antico: una costruzione bassa, con un portone rosso di legno massiccio, che dà su un lago lungo e stretto, fiancheggiato da alberi. Un paesaggio completamente diverso dal porto di Marina, in California, dove Maggie è andata a vi-vere su una barca, e dove è riuscita a ritrovare un suo equilibrio, dopo il tragico incidente che è costato la vita a Matt, suo marito. Un equilibrio, tuttavia, decisamente turbato dalla telefonata di qualche giorno fa di Carey. Ex colla-boratore di Matt nel suo studio legale a Pechino, Carey le ha comunicato, con un freddo tono giuridico, che nelle aule del tribunale della capitale cinese giace un'istanza legale in cui una donna sostiene che Matt è il padre della sua bambina. Maggie ha impiegato del tempo per riaversi dalla sorpresa, poi ha deciso di prendere il primo volo per Pechino per appurare la verità. Una volta in terra cinese, per non macerarsi in una snervante attesa del test di paternità, ha pensato che non c'era niente di meglio che offrire ai lettori di Table un servizio finalmente diverso dalle solite litanie sulla cucina popolare americana: il ritratto di Sam Liang, giovane chef emergente, per metà americano e per l'altra metà cinese, erede diretto della scuola tradizionalista di Liang Wei, autore del celebre trattato intitolato L'ultimo chef cinese. Quando Maggie bussa al portone di casa Liang, dopo aver sentito dei passi risuonare sul ghiaino, si trova al cospetto di un giovane uomo affascinante, dagli zigomi pronunciati e dai capelli neri e lisci raccolti a coda di cavallo. Ma quello che le toglie il fiato è il regno di quell'antica casa: una cucina organizzata in modo stupe-facente. Ogni centimetro delle pareti è coperto di mensole, con sopra ciotole, contenitori, bottiglie e vasetti pieni di ogni tipo di salsa e spezie. Al centro, poi, troneggia un magnifico bancone a isola, con sopra tre lucide sezioni circolari di tronchi d'albero… Romanzo che come nessun altro ci conduce nel cuore dell'alta cucina cinese, là dove il cibo diventa raffinato gioco intellettuale ed efficace modo di prendersi cura di sé e di stare insieme, L'ultimo chef cinese costituisce "uno stupefacente ritratto di un paese colto nel conflitto tra tradizione e vita moderna" (Entertainment Weekly)"La più minuziosa e affascinante spiegazione della cucina cinese che abbia mai letto".Ruth Reichl "Un romanzo in cui una storia d'amore si intreccia magnificamente con gli autentici precetti dell'antica arte culinaria cinese".Wall Street Journa
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Oltre le passioni tristi. Dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa
Feltrinelli Editore, 14/01/2016
Abstract: Con questo nuovo libro Miguel Benasayag riprende alla radice la celebre diagnosi tracciata con "L'epoca delle passioni tristi". Se la nostra è l'epoca delle passioni tristi, qual è il paesaggio sociale che permette alle passioni tristi di prosperare e di imporsi a tutti noi? E come modificare quel paesaggio per inaugurare la possibilità di costruire nuovi legami e nuove esperienze condivise? Benasayag fotografa una società segnata da una solitudine essenziale e devastata dall'individualismo neoliberista, dal mito della prestazione illimitata, dalla legge della competizione senza quartiere. Nella vita pubblica come in quella privata, sul luogo di lavoro come negli affetti più intimi, prospera una sofferenza senza parole, una sofferenza che l'individuo non sa riconoscere come malessere, non sa ricondurre all'angoscia che prova di fronte a un mondo di relazioni lacerate, non sa decifrare come irrinunciabile desiderio di sottrarsi a una domanda di performance spietata e insostenibile. È questa solitudine fondamentale, ci spiega Benasayag, a generare i sintomi silenziosi del nostro tempo: gli attacchi di panico, l'impotenza ignara e quasi soddisfatta, la depressione che viviamo senza dolore e al limite senza tristezza. Di fronte a questo paesaggio la mossa di Benasayag è duplice. Da un lato, denuncia l'ambiguità e la collusione dei saperi e delle pratiche che dovrebbero farsi carico di quella solitudine; dall'altro, sviluppa una proposta radicalmente alternativa alla folle normalità neoliberista.
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Feltrinelli Editore, 13/01/2018
Abstract: Francesco ha poco tempo per costruirsi una nuova reputazione agli occhi dei compagni nella nuova classe, senza che i prof pensino che sia arrivato lì per farsi segare. E l'attesa dell'imminente viaggio ad Auschwitz organizzato dalla scuola gli provoca quella sensazione senza nome che sale e scende tra la pancia e il petto, quel misto di rabbia, curiosità e paura. Alle sue spalle, quindici mesi prima, il dolore: quel giorno in cui, al funerale del suo amico Simone, non aveva versato neanche una lacrima. Francesco parte, con settecento compagni di viaggio. E con i suoi nuovi amici: Andrea, Alessia e Martina, che forse gli piace ma lui ancora non lo sa. In treno, nell'esperienza della comunità viaggiante, e poi barcollando nella ruvida realtà di Auschwitz, nell'immensa desolazione di Birkenau e tra le strade di una Cracovia gelida e vitale, Francesco entra in contatto con le sue emozioni e con quelle degli altri. Diventa una stampella silenziosa per un amico travolto dalla scoperta del dolore, stana la debolezza di Martina, coglie l'umanità del compagno prepotente che arriva a chiedersi, pensando alle ss e ai kapò, "sono poi tanto diverso?".Francesco scopre un senso per la sua vita nell'abbraccio del gruppo, impara quanto coraggio ci vuole a saper piangere. Insieme trovano gli strumenti per rimbalzare alla vita e immaginarsi grandi. Tra grida di rabbia e spaesamento, tra partite di calcio e domande sul senso della storia e della vita, tra gesti acerbi d'amore e amicizie che si scolpiscono nei sedici anni dei protagonisti di questo libro, Francesco inizia a fare i conti con il suo dolore e a guardare in là. E impara a pensare al futuro.
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Adelphi, 28/01/2016
Abstract: "Hai ucciso tuo marito perché volevi me, e io l'ho sempre saputo … Non ti ho detto niente. Perché ti amavo … Ho vissuto qui, con te, per quindici anni. Abbiamo fatto di tutto perché i nostri due corpi non fossero che un corpo solo, perché la tua saliva fosse la mia, perché il tuo odore e il mio odore fossero il nostro odore … Adesso stai uccidendo me, è venuto il mio turno": questo vorrebbe gridare Étienne Lomel alla moglie Louise, che lui sospetta di desiderare un altro uomo e di avvelenarlo lentamente. Chiuso nella sua stanza, collegata da una scala di ferro alla cartoleria che lei ha ereditato dal marito, Étienne comincia a spiarla, ad ascoltare le sue telefonate, a cercare delle prove…
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Beat, 18/12/2015
Abstract: Guidata dal vecchio giardiniere che curava in Persia le terre della sua casa d'infanzia, Marjan Aminpour ha imparato sin da bambina a coltivare le piante. A Ballinacroagh, il villaggio dell'Irlanda occidentale dove, dopo essere scappata dall'Iran khomeinista, si è stabilita assieme a Bahar e Layla, le sue sorelle più piccole, Marjan ha aperto il Caffè Babilonia, un locale ricavato dall'ex panetteria di Estelle Delmonico, la vedova di un fornaio italiano. Col cardamomo e l'acqua di rose, il basmati, il dragoncello e la santoreggia, Marjan prepara le sue speziate ricette persiane, e la gente di Ballinacroagh accorre ogni giorno numerosa al Caffè Babilonia, attratta dalle pareti vermiglie, dalle zuppe di melagrana e dal samovar del tè sempre pronto. Marjan potrebbe finalmente godere dei suoi meritati piccoli trionfi se un perfido scherzo del destino non si fosse preso la briga di turbarla profondamente: Layla, la sorellina che si è conquistata subito la simpatia dell'intera Ballinacroagh, si è innamorata, ricambiata, di Malachy McGuire, uno dei figli di Thomas McGuire, il boss del villaggio che possiede un'infinità di pub e ambirebbe volentieri a mettere le mani sul Caffè Babilonia..."Tre donne, due mondi e un locale in un romanzo irresistibile".La Repubblica"Il romanzo di Marsha Mehran è una delizia per tutti i sensi a ogni pagina. La storia trabocca di vita e lo sforzo delle sorelle iraniane di trovare un senso nelle faccende di cuore e in quelle spirituali è veramente irresistibile".Elizabeth Cox"Tre sorelle persiane gettano scompiglio in un tranquillo villaggio irlandese con le loro raffinate ed esotiche ricette e la loro gioia di vivere".Amazon.de
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Giano, 18/12/2015
Abstract: Moisès Corvo, ispettore della polizia di Barcellona, è un pezzo d'uomo di quasi due metri e la voce tonante, forte come una quercia. La bocca gli sorride a differenza degli occhi, cosí azzurri e glaciali, il viso sembra quello di un quadro di El Greco, i capelli arruffati, le sopracciglia affilate, il naso aquilino. Somigli al re, gli dice sua moglie quando è a casa. E lui non sa mai se si riferisce al fisico o alla passione per le ragazze, che piú nude e piú viziose sono piú gli piacciono. Ora è appena sceso dalla stanza di sopra dell'osteria La Mina, in carrer Caçadors, con dignità simulata, anche se tutti sanno che sopra quelle scale esercita Giselle, la miglior prostituta francese di tutte le prostitute francesi nate a Sant Boi. Moisès Corvo si è diretto al bancone, dove Lolo, oste e protettore a tempo perso, bassino, calvo, occhi da pesce malato e macchie di grasso sulla camicia, corre a servirlo. Il tempo di vuotare un bicchiere d'un sorso e Lolo attacca la stessa litania che Moisès Corvo ha udito nella stanza di Giselle. Le ragazze sono nervose. Dicono che sono già scomparsi otto bambini. Però, visto che sono quello che sono, cioè delle prostitute, nessuna ha sporto denuncia. Dorita, La Marrana, persino Àngels è stata zitta dopo che la sua piccola Josefina si è volatilizzata… Saranno state ubriache, avranno lasciato i piccoli da qualcuno, li avranno persi al mercato, Moisès Corvo sta dando fondo a tutte le possibili spiegazioni quando il suo collega Juan Malsano, un uomo con un magnifico paio di baffi, compare dall'altro lato del bancone e gli annuncia che c'è del lavoro nuovo che li aspetta… Cosí comincia questo libro che, al suo apparire in Spagna, ha destato scalpore riproponendo in forma narrativa un caso che sconvolse la Barcellona dei primi del Novecento: la storia della famigerata "vampira del carrer Ponent", Enriqueta Martí Ripollès. Tra postriboli di lusso, eleganti Casinò che servono da copertura per un giro di corruzione di minori, osterie, teatrini, ambulatori di medici un po' strambi e case fatiscenti della vecchia Barcellona, Marc Pastor ambienta un thriller originale e sorprendente che gli è valso il prestigioso Premio Crims de Tinta."Un formidabile thriller ambientato nella Barcellona degli inizi del Novecento, nel celebre barrio della vampira: Enriqueta Martí Ripollès, accusata di aver sequestrato e assassinato un numero considerevole di bambini ".La Vanguardia "Il caso della vampira del Raval che, nei primi anni del Novecento, assassinò decine di bambini per fabbricare unguenti".El Periòdico "Un affresco affascinante della Barcellona oscura e criminale degli inizi del secolo scorso che conferma come il noir catalano stia attraversando un vero e proprio momento di gloria".Balears
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Feltrinelli Editore, 29/02/2016
Abstract: ‟Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don't fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l'Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione.‟In tasca, un'idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Vladivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l'Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l'aereo, ha fatto l'Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d'India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia."
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Feltrinelli Editore, 25/09/2013
Abstract: Gli autori di questo libro sono due psichiatri che operano nel campo dell'infanzia e dell'adolescenza. Preoccupati dalla richiesta crescente di aiuto rivolta loro, hanno voluto interrogarsi sulla reale entità e sulle cause di un apparente massiccio diffondersi delle patologie psichiatriche tra i giovani. Un viaggio che li ha condotti alla scoperta di un malessere diffuso, di una tristezza che attraversa tutte le fasce sociali. Viviamo in un'epoca dominata da quelle che Spinosa chiamava le ‟passioni tristi": un senso pervasivo di impotenza e incertezza che ci porta a rinchiuderci in noi stessi, a vivere il mondo come una minaccia, alla quale bisogna rispondere ‟armando" i nostri figli. I problemi dei più giovani sono il segno visibile della crisi della cultura moderna occidentale fondata sulla promessa del futuro come redenzione laica. Si continua a educarli come se questa crisi non esistesse, ma la fede nel progresso è stata ormai sostituita dal futuro cupo, dalla brutalità che identifica la libertà con il dominio di sé, del proprio ambiente, degli altri. Tutto deve servire a qualcosa e questo utilitarismo si riverbera sui più giovani e li plasma. Per uscire da questo vicolo cieco occorre riscoprire la gioia del fare disinteressato, dell'utilità dell'inutile, del piacere di coltivare i propri talenti senza fini immediati. È un invito rivolto a tutti, ma che assume preciso valore terapeutico per quanti, professionalmente, siano chiamati a rispondere al disagio giovanile: un invito ad aprire nuove piste per nuove pratiche cliniche.
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Feltrinelli Editore, 18/09/2015
Abstract: Si direbbe che per Jonathan Coe il momento in cui si decide il destino di un individuo non sono i primi anni di vita, come suggerisce la psicoanalisi, ma quella sconfinata adolescenza e quel perpetuo fuoricorso che cominciano subito dopo aver lasciato il liceo e la famiglia e che corrispondono al vegetare dentro il calore debole ma protettivo di un'università di provincia, seguendo la trafila delle sessioni, degli esami, della laurea, di una tesi di dottorato sempre da scrivere e mai scritta. Robin si è laureato a Cambridge ma da oltre quattro anni sta preparando il dottorato a Coventry, cittadina rasa al suolo due volte, prima delle bombe tedesche poi dall'ultra liberismo della signora Thatcher. Un male oscuro sembra consumarlo, forse il ricordo di un amore lontano e mai dichiarato che tortura come il primo giorno. Intorno a questo 'male' e alla misteriosa tesi di dottorato di cui nessuno ha visto un rigo, monta un clima di catastrofe imminente. Basterebbe un 'tocco d'amore', forse. Forse l'amore non basterebbe. Ma è proprio lì che Robin si scopre muto, impotente. Jonathan Coe tesse in questo suo secondo romanzo i primi fili di quell'immensa tela che sarà "La famiglia Winshaw".
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Feltrinelli Editore, 23/10/2015
Abstract: ‟Nel 1981, licenziando la prima edizione, scrivevo che 'uno degli aspetti molti istruttivi di questa storia è il fatto che essa mostra come il cammino verso l'emancipazione sia tutt'altro che irreversibile'… Ovviamente, nessun parallelo è possibile tra quei tempi e quelli in cui viviamo: la storia non si ripete mai. Ma ancora una volta ci mostra che il suo cammino non è lineare, e che non sempre procede verso situazioni più progredite. Oggi, molti riconoscimenti, molte conquiste fatte dalle donne sono messi in discussione, e una mentalità che sembrava finalmente e definitivamente superata sembra riemergere dal passato… I termini del problema sono cambiati, ma quella che una volta veniva chiamata la 'questione femminile' esiste ancora. Oggi è indispensabile cercare di capire cosa è cambiato nelle relazioni tra sessi, e in che direzione e perché. Nei modestissimi limiti in cui è possibile, mi auguro che questo libro possa contribuire a farlo."Eva Cantarella