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Manifesto del partito comunista
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Marx, Karl - Engels, Friedrich - Bielmayer, Erdmut

Manifesto del partito comunista

Laterza, 26/02/2016

Abstract: Tra le varie edizioni del Manifesto del partito comunista questa si distingue sia per l'autorevolezza dei traduttore, che non è solo un grandissimo esperto della lingua tedesca e del marxismo, ma è anche affermato saggista, sia per la chiarezza dello stile. L'ampia Introduzione suggerisce una nuova lettura del grande classico. Il prezzo è competitivo rispetto a quello delle edizioni più accreditate.

Rapine, assedi, battaglie
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Settia, Aldo A.

Rapine, assedi, battaglie

Laterza, 26/02/2016

Abstract: La natura prevalentemente predatoria della guerra, la proliferazione delle fortezze e l'ossessione dell'assedio, cosa avviene nelle battaglie in campo aperto, i ritmi stagionali dell'attività militare, il cibo e il corpo del soldato. Tutto quello che si deve sapere della guerra lungo l'arco dell'intero Medioevo e sconfinando oltre i limiti dell'Occidente. Settia ha una conoscenza quasi universale delle cronache e ne è il migliore specialista. Jean-Claude Maire Vigueur

Atlante del Ventesimo secolo 1969-2000
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Vidotto, Vittorio - Salvatori, Paola S.

Atlante del Ventesimo secolo 1969-2000

Laterza, 26/02/2016

Abstract: Il secolo delle ideologie, il secolo delle masse, il secolo della scienza e della tecnologia. E ancora: il secolo delle guerre, il secolo americano, il secolo delle donne, il secolo della violenza.È ancora presto per dare una definizione conclusiva del Novecento, ma certo è possibile ripercorrerne le complesse vicende.Un'ampia selezione di documenti – in quattro volumi – consente di avvicinarsi direttamente ai momenti più significativi e ai protagonisti del secolo, così da misurare i propri interessi e verificare le proprie scelte di campo. Un trentennio di profondi rivolgimenti quello testimoniato nell'ultimo volume dell'Atlante del Ventesimo secolo. Il colpo di Stato in Cile, la sconfitta americana in Vietnam, lo scandalo del Watergate e le dimissioni del presidente Nixon. In Europa, mentre la Spagna torna alla democrazia, l'Italia vive l'incubo del terrorismo. Dal 1978 la Chiesa cattolica guidata da Giovanni Paolo II, il polacco Karol Wojtyla, svolge un ruolo decisivo nella politica mondiale favorendo la crisi del mondo comunista. Nel 1979 la rivoluzione khomeinista in Iran cambia gli assetti in una delle regioni più conflittuali del pianeta, nel 1989 crolla il muro di Berlino, agli inizi degli anni Novanta gli scandali di Tangentopoli delegittimano la classe politica italiana e consentono l'affermarsi di Berlusconi, figura dominante della Seconda repubblica. 

Atlante del Ventesimo secolo 1946-1968
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Vidotto, Vittorio

Atlante del Ventesimo secolo 1946-1968

Laterza, 26/02/2016

Abstract: Il secolo delle ideologie, il secolo delle masse, il secolo della scienza e della tecnologia. E ancora: il secolo delle guerre, il secolo americano, il secolo delle donne, il secolo della violenza.È ancora presto per dare una definizione conclusiva del Novecento, ma certo è possibile ripercorrerne le complesse vicende.Un'ampia selezione di documenti – in quattro volumi – consente di avvicinarsi direttamente ai momenti più significativi e ai protagonisti del secolo, così da misurare i propri interessi e verificare le proprie scelte di campo.Dal processo di Norimberga ai capi nazisti fino all'anno spartiacque nella storia delle mentalità e dei comportamenti del Novecento, il Sessantotto. In questo volume, lo sguardo si allarga verso l'Africa, l'Asia e l'America Latina, protagoniste del processo di decolonizzazione e di grandi trasformazioni come la rivoluzione cinese e la rivoluzione cubana. Tra i nuovi attori della scena mondiale emergono lo Stato di Israele e la Palestina, intrecciati in un nodo di tensioni e conflitti ancora irrisolti. Sono anche gli anni della guerra fredda, dei conflitti interni al mondo comunista, dell'apertura della Chiesa alla modernità con il pontificato di Giovanni XXIII, del progetto di una 'nuova frontiera' di J.F. Kennedy e del risveglio degli afro-americani negli Stati Uniti.

Il mio nemico è l'indifferenza. Essere cristiani nel tempo del grande esodo
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Di Piazza, Pierluigi

Il mio nemico è l'indifferenza. Essere cristiani nel tempo del grande esodo

Laterza, 03/03/2016

Abstract: Le parole e i gesti di papa Francesco sembrano essere un riferimento importante su molte grandi questioni sia per i credenti sia per i non credenti. Tuttavia, dietro l'adesione di facciata al corso del nuovo pontificato, si perpetua troppo spesso il vizio di strumentalizzare Dio per legittimare le proprie posizioni senza voler cambiare nulla. Non ci si può dichiarare cristiani e prendere parte alle ingiustizie. Non ci si può dichiarare cristiani e accettare la discriminazione di omosessuali, nomadi, carcerati, migranti. Non ci si può dichiarare cristiani ed essere complici della distruzione e dell'usurpazione dell'ambiente. Non ci si può dichiarare cristiani e professare il razzismo. Il libro racconta in prima persona le difficoltà incontrate a tutti i livelli nel proporre l'accoglienza di chi sta ai margini, nei trent'anni dedicati al Centro Balducci per immigrati e profughi (a Zugliano, vicino Udine). Accanto allo sdegno morale per una colpevole indifferenza diffusa dentro e fuori la Chiesa, così come per una politica ritardataria, attendista, autoreferenziale, c'è anche spazio per le esperienze positive e per una speranza. Quella che ciascuno impari a prendersi cura, per quanto può, delle sorti degli altri.

Nella Valle senza nome
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Leotti, Antonio

Nella Valle senza nome

Laterza, 03/03/2016

Abstract: "Non sono neanche a metà del guado, mi chiedo, a dispetto della fulgida retorica sul ritorno alla sana vita di campagna, se ne uscirò mai vivo". Il diario sentimentale di un agricoltore alle prese con la vita quotidiana in una valle. Che è senza nome perché è tutte le valli d'Italia."Una volta, dieci, vent'anni fa, quando dicevi che facevi l'agricoltore, la gente sorrideva, non diceva niente e, con educata discrezione e malcelata diffidenza, anche tappandosi un po' il naso per il terrore di sentire qualche essenza di puzza che solo la campagna sa creare, si allontanava e non ti rivolgeva più la parola per tutta la sera. Forse pensavano che avessimo la pellagra, o che fossimo tutti alcolizzati, o tarati a causa della consanguineità dovuta all'ignoranza e alla promiscuità in cui ci pascevamo. Forse temevano che avessimo le scarpe sporche di fango, o peggio, di merda, e che potessimo lasciare un'impronta infamante sul tappeto persiano. Comunque, questo va detto, non era colpa loro: vent'anni fa, la retorica Verde era agli esordi, il bozzettismo bucolico era appena uscito dai sussidiari per trasferirsi finalmente in tivù. È vero anche che, in certi ambienti, già si disprezzava apertamente la retorica del Mulino Bianco, quel ciarpame di mistica bucolica in salsa toscana col cipressetto di Monticchiello ripetuto milioni di volte, un Eden di cartongesso che era facile da criticare, ma ci si limitava a questo: a prendere marxianamente le distanze dai messaggi della pubblicità, dalle cadute di gusto degli slogan, non c'era ancora un'ideologia di massa (dovuta a un'incredibile strategia di marketing inventata da alcuni geniali imprenditori). Dovevano passare ancora anni prima che, alle cene degli inurbati, gli agricoltori fossero gratificati dalla deliziata incredulità delle signore di città. Ma ora ci siamo. Ora siamo eroi. E anche un po' santi, sicuramente beati (beato te, beato lei che sta in campagna, qui in città non se ne può più, mi creda, beato lei!). Mi sfiora il dubbio che si sia passati da un eccesso all'altro. A voi no? Saremo anche beati, ma il fatto è che gli agricoltori non 'stanno' in campagna, ci vivono e ci lavorano, cioè traggono sostentamento. Insomma, è il lavoro più bello del mondo, l'ho scritto e lo confermo, ma in fondo è un lavoro come un altro."

"L'Islam è una minaccia"
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Cardini, Franco

"L'Islam è una minaccia"

Laterza, 03/03/2016

Abstract: C'è chi pensa che il Califfato sia alle porte e su Roma sventolerà la bandiera nera degli integralisti. Da anni la nostra paura e i nostri sensi di colpa trovano nell'Islam la loro causa prima. Ma davvero siamo condannati, Musulmani e Occidentali, tutti e senza distinzioni, a combatterci senza mai comprenderci?Il terrorismo musulmano, gli episodi di persecuzione anticristiana e i 'migranti' in Europa sono i tre elementi che in Occidente hanno scatenato una diffusa islamofobia fomentata da politici tanto cinici quanto impreparati e da media alla ricerca di notizie forti. L'Islam è una minaccia, dicono o pensano oggi in molti. Ma è verosimile che un miliardo e mezzo di persone voglia assoggettare cinque miliardi e mezzo di altri esseri umani? E se anche ne avessero l'intenzione – finora sbandierata solo da qualche migliaio di militanti dell'ISIS o dai loro leaders – di quali mezzi potrebbero disporre? È vero che i migranti nel nostro continente trasformeranno in poco tempo l'Europa in Eurabia?Franco Cardini esplora il mondo musulmano con occhio sgombro da pregiudizi: una realtà complessa, polimorfa e contraddittoria che appare oggi sospesa tra jihad e Coca-Cola, tra Corano e business, tra richiami alla potenza califfale e suggestioni informatico-telematiche, tra niqab e Gucci. Dati e cifre parlano chiaro: i teen agers musulmani sognano l'Occidente, i suoi beni, l''American way of life', e anche molti militanti jihadisti partecipano in realtà dello stesso mondo immaginario ispirato al consumismo. Intanto, in Occidente, la paura dell'Islam si è rivelata il nuovo Oppio dei Popoli, adoperata troppo spesso per distogliere l'opinione pubblica dai problemi di un mondo nel quale è la finanza brutale del turbocapitalismo a dominare, creando ingiustizia e miseria."Il fondamentalismo, per quanto talora così si presenti, non è per nulla un movimento religioso o politico-religioso animato dalla volontà di un 'ritorno alle origini'; non ha niente del movimento tradizionalista. Al contrario, è semmai 'modernista' e 'occidentalista': il suo nucleo forte è costituito dalla volontà di appropriarsi degli elementi di potenza propri dell'Occidente conseguendoli però attraverso il linguaggio e i valori musulmani (non 'occidentalizzare/modernizzare l'Islam', bensì 'islamizzare l'Occidente/Modernità'). Esso non è affatto neppure una forma di 'politicizzazione della religione'; al contrario, è semmai una forma di 'religionizzazione della politica'. I jihadisti nominano di continuo il Nome di Allah, ma pregano poco e trascurano allegramente le cinque preghiere canoniche quotidiane; difficile coglierli con la macchina fotografica o la telecamera mentre hanno in mano un Corano o una subha, mentre è consueto che armeggino con telefonini e computer. La loro ispirazione si presenta come arcaica, ma i loro atteggiamenti sono in realtà postmoderni. Non somigliano affatto agli ansar del Profeta, ma piuttosto ai guerrilleros del 'Che' Guevara o ai politische Soldaten descritti da von Salomon e definiti da Carl Schmitt."

La letteratura per l'infanzia
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Boero, Pino - De Luca, Carmine

La letteratura per l'infanzia

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Dal Risorgimento ai nostri giorni, una storia organica di autori, libri e periodici rivolti ai giovani lettori, analizzati e inquadrati nel più ampio panorama della storia dell'istruzione e della politica scolastica del nostro paese. Questa nuova edizione prende inoltre in esame le più recenti problematiche relative alla lettura a scuola (biblioteche scolastiche, iniziative ministeriali), lo sviluppo dei generi di maggior successo (dalla poesia alla prosa di divulgazione scientifica e al fantasy) e l'analisi di alcuni personaggi letterari 'di culto' come Harry Potter e Geronimo Stilton, divenuti in breve tempo veri e propri fenomeni mediatici.

Storia politica della Repubblica. 1943-2006
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Colarizi, Simona

Storia politica della Repubblica. 1943-2006

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Da garanti del nuovo ordine democratico, costruito dopo la tempesta della guerra e i vent'anni di dittatura fascista, i partiti hanno svolto a lungo una funzione cardine, fino a identificarsi con lo stesso Stato e ad accreditare un'equazione distorta, come estrema difesa di un ceto politico sempre più delegittimato: democrazia uguale regime partitico. Con la fine della prima Repubblica, la nascita di nuovi soggetti politici e l'affermarsi del bipolarismo, inizia in Italia una fase di transizione complessa e ancora incompiuta. La cesura intervenuta nei primi anni Novanta impone una rilettura dell'intera parabola dei partiti, per spiegare le ragioni del loro dissolvimento, le loro identità e le loro culture in una scena politica profondamente cambiata, così come profondamente cambiata è la cornice internazionale alla quale per mezzo secolo il vecchio sistema ha fatto riferimento. Presentato in una nuova edizione aggiornata al 2006, profondamente rivisto nella struttura, nella forma e nei contenuti, questo manuale traccia una efficace sintesi delle otto fasi attraversate dal sistema partitico. Legislatura dopo legislatura, Simona Colarizi evidenzia tutte le anomalie del 'caso italiano': il blocco del sistema, l'impossibilità del ricambio, l'ininterrotta permanenza al governo per quasi un cinquantennio del partito di maggioranza relativa e dei suoi alleati storici, gli sconvolgenti avvenimenti legati allo scandalo di Tangentopoli, la sofferta transizione al bipolarismo.

Tra scienza e fede
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Habermas, Jürgen - Carpitella, Mario

Tra scienza e fede

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Due forze contrastanti dominano la scena del mondo, nei dibattiti accademici non meno che nei conflitti reali. Da un lato, un naturalismo scientistico. Dall'altro, un'inattesa rivitalizzazione del ruolo politico della religione. In questo libro uno dei più grandi pensatori del nostro tempo affronta un problema chiave dell'oggi. Sebastiano MaffettoneNella relazione tra scienza e fede occorre trarre vantaggio dai reciproci limiti avviando così un confronto maturo e non dogmatico: è l'autorevole intervento del grande filosofo Jürgen Habermas. Il suo libro ci aiuta ad elaborare un concetto di laicità che possa essere utilizzato da credenti e non credenti nella polis comune.Federico Vercellone, "Tuttolibri"

Il corpo nel Medioevo
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Le Goff, Jacques - Truong, Nicolas - Cataldi Villari, Fausta - Truong, Nicolas

Il corpo nel Medioevo

Laterza, 04/03/2016

Abstract: "La concezione del corpo, il suo spazio nella società, la sua presenza nell'immaginario e nella realtà hanno subìto mutamenti in tutte le società storiche. Dallo sport dell'antichità greco-romana all'ascetismo monastico e allo spirito cavalleresco del Medioevo, dove si ha una trasformazione nel tempo, vi è storia. La storia del corpo nel Medioevo è dunque parte essenziale della sua storia globale."Allo studio della storia non vi sono ingressi riservati, le sue porte sono aperte a qualsiasi tema. Il corpo è uno di questi, ma con Jacques Le Goff che tratta Il corpo nel Medioevo rischi non se ne corrono. Lo studioso traccia il percorso storico essenziale attraverso il quale il Medioevo trasforma la corporeità antica nell'esperienza moderna della fisicità: uno scopo certamente conseguito. Giuseppe Galasso, "Corriere della Sera"

Cicerone
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Narducci, Emanuele - Citroni, Mario

Cicerone

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Summa del trentennale percorso di studi ciceroniani di Emanuele Narducci, il volume propone, attraverso l'ampio racconto biografico, una ricostruzione compiuta del personaggio Cicerone, in cui si integrano inscindibilmente l'uomo politico, l'oratore, il filosofo, l'intellettuale, lo scrittore. E poiché in ciascuno di questi aspetti egli è stato una figura centrale, un punto di riferimento, un modello, il libro offre anche, attraverso la biografia, un quadro sociale, politico e culturale di una fase cruciale della storia.Dalla Prefazione di Mario Citroni

La comunicazione delle pubbliche amministrazioni
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Priulla, Graziella

La comunicazione delle pubbliche amministrazioni

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Lo Stato italiano è esteso e costoso come tutte le democrazie europee, però è più debole e inefficace degli altri. Il senso di insopportabilità verso il 'mostro' amministrativo ce lo trasmettono i mass media, gli altri paesi, il nostro stesso vissuto. Eppure l'Italia vanta una normativa sulla pubblica amministrazione tra le più avanzate al mondo, che riconosce alla comunicazione – chiara, esauriente, supportata da una rete di strutture, servizi e figure professionali adeguati – un ruolo cruciale. Purtroppo alla modernità delle leggi si contrappone l'inerzia delle prassi. Graziella Priulla descrive uno scenario affollato di contraddizioni, tra punte di eccellenza e vaste aree di immobilismo.

Il cattivo tedesco e il bravo italiano
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Focardi, Filippo

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

Laterza, 17/03/2016

Abstract: 'Il cattivo tedesco e il bravo italiano' è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, "la Repubblica"L'umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall'altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell'imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le 'potenze democratiche', la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di 'nazioni inermi' sottomesse all'Asse. Nello Ajello, "la Repubblica"La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l'oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un'intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, "L'Indice"Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell'Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, "Tuttolibri"Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l'immagine dell'italiano 'buono', vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell'attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, "l'Espresso"

Conversazioni su Dio e sull'uomo
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Bauman, Zygmunt - Obirek, Stanislaw - Polce, Roberto

Conversazioni su Dio e sull'uomo

Laterza, 17/03/2016

Abstract: Zygmunt Bauman, maestro del pensiero contemporaneo, teorico della 'modernità liquida', laico, incontra Stanisław Obirek, teologo, storico, ex gesuita. Due grandi intellettuali provenienti da percorsi diversi si confrontano per la prima volta sui grandi temi del rapporto tra Dio e l'uomo: sull'esperienza religiosa nel mondo di oggi, sulla tolleranza nella ricerca della verità, su cosa significa credere in Dio, sul ruolo del caso nella vita, sulla ricerca personale, sulla speranza.Che esperienza religiosa è possibile trovare in un mondo di consumatori, dove l'homo consumens fatica a trovare una dimensione di comunità e moltiplica le sue paure? Che significato ha la tolleranza nell'epoca delle guerre velate di religione e delle tragedie dei migranti? Dilemmi cruciali degli anni che viviamo, affrontati in questo dialogo tra Bauman, tra i più influenti pensatori al mondo, e il teologo e antropologo Obirek. Letizia Tortello, "La Stampa-Torino"Zygmunt Bauman non smette di sorprendere: in questo libro racconta le sue riflessioni di carattere teologico e, seppure da agnostico convinto, apprezza alcune esperienze di fede. Perché, come dice, "il mondo complesso in cui viviamo ci chiede di stabilire teste di ponte tra le varietà dei punti di vista. La verità abita negli incontri umani e non ha altro posto in cui manifestarsi". Lorenzo Fazzini, "Avvenire"Bauman sceglie di dialogare col teologo Stanisław Obirek, e questo contribuisce a ravvivare ulteriormente il suo acume, la sua saggezza, la sua intelligenza. Questo libro delinea con chiarezza il suo pensiero su agnosticismo e religione in tutta la sua portata. Riccardo Mazzeo, "il manifesto"

Il nemico in casa
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Patricelli, Marco

Il nemico in casa

Laterza, 17/03/2016

Abstract: Il nemico non era sempre riconoscibile, cambiava continuamente volto, poteva lusingare per poi colpire ferocemente, poteva presentarsi con i panni dell'amico. Poco importava se per entrare avesse trovato la porta aperta o l'avesse sfondata. Era in casa.L'Italia, dal 1943 al 1945, dallo sbarco in Sicilia alla fine del conflitto: venti mesi di lotta, di guerra nella guerra.La guerra era piombata in casa all'improvviso nell'estate del 1943. Da sud risalgono gli angloamericani, da nord scendono le truppe tedesche: chi risaliva la Penisola portava la fine della guerra, chi calava da nord ne voleva la prosecuzione. Due macchine belliche spietate. I primi crimini di guerra sul territorio italiano li commettono gli americani, che si propongono come amici e liberatori, ma non si fanno scrupolo di passare per le armi i soldati italiani che si sono arresi. Poi toccherà ai tedeschi, e saranno all'altezza della fama di crudeltà conquistata in Polonia e in Unione Sovietica. L'Italia è preda, gli italiani sono predati, in balia degli eserciti stranieri, che siano occupanti o alleati. La morte e risurrezione del fascismo sotto tutela delle baionette di Hitler aggiungono un elemento di incrudelimento alla contrapposizione militare, perché impongono di scegliere, e non sempre si può scegliere. C'è poi un'altra guerra, la vita di tutti i giorni: fame, paura, illusioni, sofferenze e speranze. Nella lotta per la sopravvivenza, la popolazione travolta dagli eventi diventa vittima e carnefice della guerra civile. Venti mesi durissimi: mancava tutto. La libertà sarebbe arrivata col pane e con la pace. E non necessariamente nello stesso ordine.

Mafia Republic
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Dickie, John - Galimberti, Fabio

Mafia Republic

Laterza, 31/03/2016

Abstract: La prima storia comparata di Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta dal 1946 a oggi: come le mafie sono entrate nella fase più ricca e sanguinaria della loro storia e come si sono trasformate in una rete criminale globale.È un'immagine dell'Italia fosca, ma disegnata con esperienza e maestria. John Dickie ha straordinarie capacità narrative. La sua abilità di raccontare trame losche e personaggi sinistri è impressionante. Il suo stile scorrevole e veloce diventa più sobrio e riflessivo quando analizza i fatti. Oggi nessuno come lui scrive con maggiore autorità sulle organizzazioni criminali italiane. "Times Literary Supplement"Gli italiani spesso si lamentano che gli stranieri siano ossessionati dalla mafia e trasformino un problema circoscritto di crimine organizzato in uno stereotipo che danneggia l'immagine dell'intera nazione. Tuttavia, come John Dickie dimostra in questo libro agghiacciante e rivelatore, il problema vero è che lo stereotipo è corretto. "The Times"Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista; alcune di queste differenze sono sottili, altre molto nette, ma ciascuna rappresenta un adattamento finalizzato a consentire a quella particolare organizzazione criminale di sopravvivere e prosperare nel proprio contesto locale seguendo un suo percorso storico distinto. L'altro principio è che a dispetto di tutte queste intriganti differenze la storia delle diverse associazioni criminali assume un senso più chiaro se la si intreccia in un'unica narrazione; le mafie hanno molte cose in comune, prima fra tutte il rapporto perverso con lo Stato italiano, uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto; l'Italia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita.

La guerra non era finita
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Trento, Francesco

La guerra non era finita

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Nell'agosto del '44, a Milano, il diciannovenne Giulio Paggio giura vendetta di fronte ai corpi di quindici partigiani fucilati all'alba dai nazisti. Un anno più tardi, a guerra finita, Paggio alias 'tenente Alvaro' è il capo della Volante rossa, costituita da una cinquantina di giovanissimi ex partigiani con lo scopo di snidare i fascisti rimasti impuniti dopo il 25 aprile. La loro storia, raccontata con uno stile incalzante, apre uno squarcio sulla Milano del secondo dopoguerra, devastata dai bombardamenti, dalla disoccupazione e teatro di scorribande neofasciste. Raffaele Liucci, "Il Sole 24 Ore"Un saggio storico che si legge come un romanzo. Marco Mathieu, "la Repubblica"Paggio e i suoi scelgono un nome, una sede, un inno di battaglia, una divisa. Si armano, sparano e uccidono. Sempre in sella a una bicicletta. Nell'estate del '45 la Volante sembra deporre le armi, ma una serie di attacchi fascisti gliele farà riprendere subito. Questa è la loro storia. Matteo Tonelli, "Il Venerdì di Repubblica"È davvero tutto un altro dopoguerra quello che emerge in questo serrato racconto di fatti, anche minuti: un momento di felicità, presto interrotto dai grandissimi problemi della ricostruzione ma anche dalla sensazione che la lotta debba riprendere al più presto. Giancarlo Mancini, "Alias"Commisero errori, gesti di violenza superflua, sciocchezze: eppure, la storia dei giovanissimi partigiani comunisti che eliminavano assassini e torturatori fascisti fu una risposta alla progressiva riabilitazione del fascismo nell'Italia del dopoguerra. Angelo D'Orsi, "Tuttolibri"

Beatles vs Stones
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McMillian, John - Galimberti, Fabio - Seller, Gaia

Beatles vs Stones

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Shimmy Shake, Love Me Do, As Tears Go By, See My Friends, Norwegian Wood, Hey Jude, Sympathy for the Devil...La domanda è fatidica: Beatles o Stones? La risposta non è una semplice sfida tra band musicali, ma una linea di faglia nella storia culturale.Con la raffinatezza di uno storico, le abilità narrative di un giornalista e l'entusiasmo di un appassionato, John McMillian esplora la storia delle due band. Il suo è un approccio nuovo e straordinario a una grande e vecchia storia del rock'n'roll, uno scontro fra titani della musica. È come uno stereo portatile da cui escono fuori sorprese a ripetizione. È la storia del rock dentro la casa degli specchi nel parco dei divertimenti: e divertimento è la parola chiave di questo libro.

Televisione e radio nel XXI secolo
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Menduni, Enrico

Televisione e radio nel XXI secolo

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Dall'autore del fortunato manuale sui linguaggi della radio e della televisione (16 edizioni complessive), una guida aggiornatissima ai cambiamenti che il digitale ha portato ai due grandi media del Novecento.La maggior parte dei manuali che trattano di radio e di TV offrono una ricostruzione del passato in cui i cambiamenti del presente sono ridotti a poco più di un'appendice. Ma questa impostazione non ha più senso, perché radio e tv non sono più le stesse dopo il passaggio definitivo al digitale e a causa dell'intreccio con la rete e con i social network. Pur non tralasciando i riferimenti alla televisione del passato i cui prodotti ancora consumiamo, il testo offre uno sguardo tutto orientato al presente su programmi, format, palinsesti, audience, rapporti con la società, pubblicità, strategie di produzione e di distribuzione. Alla radio, grazie alle specifiche competenze dell'autore, è dedicato uno spazio ampio, e non una sintetica aggiunta alla trattazione televisiva. Il libro è frutto di una lunga esperienza professionale e didattica dell'autore e intende sostituire il manuale che per anni si è affermato nei corsi di sociologia della comunicazione, di linguaggi radiotelevisivi, di giornalismo.