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Corri, Coniglio
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Updike, John - Oddera, Federica - Oddera, Bruno

Corri, Coniglio

Einaudi, 11/10/2016

Abstract: Harry "Coniglio" Angstrom, ex campione di basket del liceo, abbandona la moglie e il figlio piccolo spinto da un impulso improvviso. Harry ha ventisei anni, è immaturo ed egoista, un adulto bambino incapace di prendersi le sue responsabilità. Ma, nella sua erratica fuga da una vita mediocre, lo guida un profondo desiderio di libertà. E la sensazione, radicata e perturbante come una fede, di essere nel giusto, che qualcosa di piú grande vigili su di lui, destinandolo alla salvezza. E sono questo desiderio e questa certezza a farcelo sentire simile come un fratello e a fare di lui un simbolo dell'America. Torna, in una nuova versione, il capolavoro che ha rivelato John Updike come uno dei piú importanti scrittori del xx secolo. Con una Postfazione inedita dell'autore. "Brillante e commovente... Grazie alla sua compassione, alla chiarezza del suo sguardo e alla sua prosa levigata come cristallo, John Updike fa del dolore di Coniglio il dolore di tutti noi". The Washington Post

Zero K
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DeLillo, Don - Aceto, Federica

Zero K

Einaudi, 11/10/2016

Abstract: Il padre di Jeffrey Lockhart, Ross, è un magnate della finanza sulla sessantina, con una moglie piú giovane, Artis Martineau, gravemente malata. Ross è uno dei finanziatori di Convergence, un'azienda tecnologica con una futuristica sede ultrasegreta nel deserto del Kazakistan. Attraverso le ricerche biomediche e le nuove tecnologie informatiche, a Convergence possono conservare i corpi e le coscienze fino al giorno in cui la medicina potrà guarire ogni malattia. Decidono cosí di affidarsi a Convergence: prima Artis poi lo stesso Ross, incapace di continuare a vivere senza l'amata compagna. Cosí Jeff si riunisce con il padre e la moglie per quello che sembra un addio - o forse un arrivederci. Jeff è turbato: non capisce se a Ross è stato fatto il lavaggio del cervello dagli uomini di Convergence (un gruppo che ha non poco in comune con una setta religiosa o un manipolo di body artist) oppure se è la decisione consapevole e radicale di un uomo tanto ricco e potente che ha deciso di possedere anche la morte. Ma questa è anche l'occasione per ristabilire un rapporto - ammesso che non sia troppo tardi - con il padre: una relazione incrinata anni prima, quando il genitore decise di lasciare la madre di Jeff. Zero K possiede la potenza solenne e ricapitolativa dei libri che sanciscono un'epoca e aprono al futuro. È come se con questo libro DeLillo ripercorresse, attraversandola, tutta la sua produzione: da Rumore bianco - le immagini dei disastri come unica, grande narrazione del nostro tempo - a Underworld - certe scene, di struggente dolcezza, di vita quotidiana nel Bronx -, dalla Stella di Ratner a L'uomo che cade, da Mao II a Cosmopolis. Ma, come mai prima, in Zero K DeLillo affronta direttamente quella "cosa" indefinibile che da sempre ossessiona la sua ricerca letteraria, quel mistero proteiforme che di volta in volta, semplificando, chiamiamo tempo, identità, linguaggio, memoria, morte. Zero K è una riflessione vertiginosa sullo scontro - che nella nostra epoca ha assunto nuovi, violentissimi sviluppi - tra scienza e religione per il controllo della vita umana. Una guerra il cui campo di battaglia è l'assoluto. Allo stesso tempo Zero K è un delicato concerto da camera, intimo e riflessivo, sui sentimenti di un figlio di fronte all'estrema decisione di un padre; sull'impossibile ma ineludibile necessità di dirsi addio. Nessun libro, finora, aveva saputo mantenere uno sguardo tanto lucido e allo stesso tempo visionario sul pianeta Terra ad altezza del ventunesimo secolo. "Zero K è il romanzo piú bello di DeLillo dai tempi di Underworld". Michiko Kakutani, "The New York Times" "Jeffrey Lockhart scopre che il padre, un finanziere di sconfinata ricchezza, ha deciso di preservare criogenicamente il corpo della giovane moglie malata fino a che i progressi della medicina non potranno salvarla: DeLillo si immerge negli abissi di un tema estremo, resistendo a ogni cliché, e ne riemerge con qualcosa che è allo stesso tempo nuovo e universale". "The Huffington Post"

Paradise Sky
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Lansdale, Joe R. - Briasco, Luca

Paradise Sky

Einaudi, 11/10/2016

Abstract: Deadwood, territorio del South Dakota. Il posto perfetto per reiventarsi una vita. Soprattutto se, come Nat Love, hai alle calcagna un marito in cerca di vendetta e una mira eccezionale. Ma nell'America di fine Ottocento, se sei nero come Nat, gli errori del passato non smettono mai di darti la caccia come segugi assetati di sangue. Tra duelli e sparatorie, cowboy e indiani, Mark Twain e Cormac McCarthy, Paradise Sky è un divertente omaggio al genere e il racconto, in chiaroscuro, di un personaggio eccezionale, capace di incarnare il vero spirito dell'America. Willie è solo un ragazzo, ma è già costretto a lasciarsi tutto alle spalle per sfuggire al proprietario terriero che ha assassinato suo padre. Incontrare Loving gli salva, letteralmente, la vita. L'uomo lo inizia alle sottili arti dello sparare, del cavalcare, del leggere e del giardinaggio. Quando muore, Willie eredita da lui il suo nuovo nome: Nat Love. Soldato e pistolero, Nat sembra destinato alla gloria. Ha tutto quello che un uomo del West può desiderare, compresa la donna dei suoi sogni e il rispetto di leggende come Wild Bill Hickok. Ma il passato torna a tormentarlo. E, soprattutto, Nat è nero, in un periodo in cui agli afroamericani non viene perdonato nulla. Privato della casa, dell'amore e di tutto ciò che aveva conquistato, a Nat Love non resta che mettersi sulle tracce dei suoi persecutori, pronto all'ultimo, mortale duello.

Zohar
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Busi, Giulio - Busi, Giulio - Callow, Anna Linda

Zohar

Einaudi, 11/10/2016

Abstract: Fonte di antichissima sapienza o falso ben congegnato? Un'opera dall'intensissima forza contemplativa e letteraria che da piú di sette secoli custodisce il proprio mistero. Frode di imbroglioni, lo definí l'Ottocento positivista. Libro santo e antichissimo lo credono, ancora oggi, gli ebrei ortodossi di tutto il mondo. Ai cabbalisti cristiani, dal Rinascimento al tardo Romanticismo, il Sefer ha-zohar (Il libro dello splendore) ha offerto materiale di propaganda missionaria, grazie alle profezie cristologiche che vi sarebbero adombrate. A storici del pensiero e antropologi appare come il prezioso documento di una rarefatta fenomenologia religiosa. A grandi scrittori come Proust e Borges è sembrato un'inesauribile fonte di racconti e scenografie cosmiche. In questo deposito di arcani ognuno ha trovato ciò che cercava, anche la ricetta della felicità.

Scherzetto
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Starnone, Domenico

Scherzetto

Einaudi, 11/10/2016

Abstract: Immaginatevi un duello. A fronteggiarsi ci sono due maschi, sangue dello stesso sangue. Il piú alto ha superato i settant'anni, è un noto illustratore, vive da molto tempo in assoluta solitudine. Il piú piccolo è una peste di quattro anni che parla come un libro stampato: un nipote visto sí e no due volte, affidato alle cure del nonno per tre giorni interi. Tra quattro mura e un balcone, nell'arco di settantadue ore, si svolge questo racconto affilato, un esemplare "scherzetto" da camera in cui convivono la rabbia di invecchiare e la fiducia nel futuro. I genitori del piccolo Mario devono partire per un convegno, o forse semplicemente prendersi il tempo per capire se il loro matrimonio è arrivato al capolinea. Perciò il bambino viene lasciato alle cure di un nonno praticamente sconosciuto, un vecchio illustratore, burbero e affaccendato, che vive da molti anni a Milano. Tra quattro mura e un balcone, nell'arco di settantadue ore si svolge questo racconto affilato, il perfido e divertente scontro tra un nonno stanco e distratto e un piccolo gendarme petulante e vitalissimo. Nella partita che si gioca fra loro, tra alleanze, rivalità e giochi non sempre divertenti, è la vita che si specchia in tutte le sue forme: la vita trascorsa e quella in potenza, la vita dura e beffarda di Napoli che riaccoglie l'uomo dopo tanti anni, la vita della casa che sembra risvegliarsi piano piano, piena di echi e di fantasmi. Dopo il successo di Lacci, uno dei maestri della letteratura contemporanea torna a raccontare la durezza dei legami famigliari. E lo fa con un romanzo tesissimo, che ci fa sorridere continuamente ma non ci risparmia la dissezione precisa delle nostre paure, del nostro smarrimento di fronte alla tenacia della vita dentro e dopo di noi.

I fannulloni nella valle fertile
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Cossery, Albert - Samonà, Giuseppe A. - Samonà, Giuseppe A.

I fannulloni nella valle fertile

Einaudi, 18/10/2016

Abstract: Una famiglia tutta maschile vive in una decadente casa alla periferia del Cairo. Un padre vedovo, tre figli, uno zio, più una cameriera che ha l'obbligo di restare in cucina per non disturbare il riposo degli uomini. Sono sette anni che Galal, il primogenito, non si è mosso dal suo letto e Rafik, il secondogenito, ha rinunciato a sposare la donna che amava per paura che potesse turbare il suo sonno. Ma un brutto giorno il figlio più piccolo annuncia la follia di voler andare a cercare lavoro in città. La famiglia si coalizzerà per stroncare le velleità lavorative del ragazzo... Pubblicato nel 1948, questo romanzo è un paradossale apologo sul "non fare nulla" come regola di vita, sul suo valore filosofico e politico. L'autore è stato un grande scrittore egiziano (ma parigino d'adozione) che solo da pochi anni è stato riscoperto ed è entrato a pieno merito, per il suo stile e la sua ironia, fra i classici del Novecento. Il comico e il tragico sono raccontati con lo stesso tono: sobrio, serio, distaccato. Non conosco nessun romanzo che riesca a coinvolgere il lettore in una tale suspense fredda (...). Mentre a poco a poco, al di là della storia e delle sue circostanze grottesche, se non mostruose, mortifere, diveniamo partecipi di una contagiosa, salutare maniera di stare al mondo. È la forza dell'epica, già evocata, un'epica povera che trascende tutto il racconto e lo proietta in un tempo mitico, eterno - il suo Olimpo è la casa famigliare, il suo inizio, sempre rinnovato, è l'incipit del quarto capitolo, a cui si dovrebbe tornare a libro ultimato: Era l'ora sacra della siesta... Da lí si potranno ripercorrere gli incipit degli altri capitoli, per accorgersi che questi, a differenza di quello, muovono azioni che finiranno per rivelarsi vane. Il tutto, com'è proprio del mito, sprofondato in un indefinito, irraggiungibile passato: che concretamente, nelle sue diverse articolazioni grammaticali, è l'esclusivo tempo della narrazione. dalla prefazione di Giuseppe A. Samonà

Il fiume
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Lodoli, Marco

Il fiume

Einaudi, 18/10/2016

Abstract: Tutto ha inizio da una scena che è come un pugno: padre e figlio camminano sugli argini di un fiume, il bambino cade in acqua, il padre resta paralizzato a guardarlo sparire. È uno sconosciuto a buttarsi per salvarlo, poi si dilegua nel nulla. Quell'uomo va ritrovato, dice il bambino. Il padre vorrebbe solo dimenticare quanto è successo, ma è in gioco il senso di tutto... Occorre affrontare una notte che finirà soltanto all'alba, sul fiume, là dove ogni cosa ha avuto inizio. Damiano ha dieci anni e vede suo padre una volta alla settimana: una partita a tennis, una camminata lungo il Tevere. Ma un giorno si sporge per osservare le anatre e cade nel fiume, ed è uno sconosciuto - e non suo padre - a tuffarsi nell'acqua e riportarlo in superficie. Tu sei mio padre e hai avuto paura, ecco quello che Damiano non dice ma Alessandro sente. Morivo e tu guardavi come si guarda un tramonto, un film, un minuto che passa e scompare. Solo ritrovando quello sconosciuto potranno, forse, ritrovare un appiglio per il pensiero che annaspa nel vuoto. Comincia cosí un peregrinare trasognato nella notte, con il figlio che si addormenta sul sedile della macchina e il padre che attraversa la città da un punto all'altro, sulla scia degli indizi che gli vengono forniti da una galleria di personaggi stralunati: medici clandestini, diseredati, e un piccolo circo che porta in scena uno spettacolo immaginario per un bambino cieco. L'identità della persona che Alessandro sta cercando cambierà ogni volta, come spesso accade quando inseguiamo qualcosa o qualcuno. Perché non si può restare immobili e in disparte a osservare la vita mentre scorre via da noi. Perché la vita è tutta qui, tra la pena e l'amore.

L'amore prima di noi
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Mastrocola, Paola

L'amore prima di noi

Einaudi, 18/10/2016

Abstract: Eros e Psiche, Apollo e Dafne, Orfeo ed Euridice, Teseo e Arianna... Le loro storie sono le nostre. Le abbiamo chiamate miti, ma hanno il gusto, e il senso, della nostra vita. Il racconto di Paola Mastrocola è puro incanto: nel fuoco delle sue pagine anche ciò che conosciamo da sempre diventa nuovo sotto i nostri occhi. "Se ti seguissi, Orfeo, mi riporteresti alla solita vita, giornate che finiscono e ripartono, e alla fine ci lasciano invecchiati, di nuovo sull'orlo di lasciarci. L'amore è lontananza, si nutre di distanze impercorribili. Non ho bisogno di vivere con te. In questo buio dove non ti vedo e non ti ho, è perfetto amarti. Fare a meno di te è l'amore". I miti sono quel che resta dopo la dimenticanza, la rovina, il tempo che passa. Per questo sono eterni, perché sono al fondo di noi. Paola Mastrocola ha trovato una misura miracolosa per raccontarci una volta ancora queste storie infinite: nelle sue pagine la ricchezza e la leggerezza s'incontrano per la gioia pura del lettore, parlando in fondo dell'amore e basta. L'amore per un uomo, una donna, un fiume, una stella. La nostra porzione illuminata, il punto in cui alla nostra vita tocca ancora una parte del divino. L'amore per il mondo, cosí com'è. Dentro ogni storia c'è una domanda, che va dritta al cuore. In quale forma dobbiamo amare? E la bellezza si può rapire? Si può, amando, non conoscere l'amore? E quanto conta una promessa? E perché a una certa età che chiamiamo giovinezza abbiamo voglia di non concederci a nessuno, e giocare, e stare a mezz'aria, in volo? Le domande pungolano il mito, lo piegano a parlare da sé. Il racconto seduce con la sua forza, muovendosi con naturalezza dal passato al presente, in un tempo indifferenziato, inanellando dialoghi senza virgolette, parole che restano nell'aria. Storie che si richiamano e si inseguono, componendo un unico romanzo. L'amore, come lo raccontano i Greci, è struggente. Non è un sentimento, è di piú: è la forza che lega insieme il tutto, il nodo che ci stringe, il cielo che ci sovrasta: ciò che ci determina, ci toglie la libertà ma ci dà senso, ci eleva, nutre la nostra piú profonda sostanza di esseri umani transitori, cosí attaccati alla vita, cosí amanti... Perciò, tornare a raccontare quelle storie è come riavvicinarsi a un mondo in cui ogni cosa aveva un'anima, e poteva accadere che gli dèi s'innamorassero di noi.

Prima di perderti
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Giagni, Tommaso

Prima di perderti

Einaudi, 18/10/2016

Abstract: Giuseppe si è ucciso gettandosi dal balcone. C'era da aspettarselo da un frustrato, uno che, dopo le utopie giovanili, si era adagiato a vivere all'ombra del suo ambiente, pur di goderne i privilegi. Cosí almeno la pensa Fausto, il figlio. Un trentenne brillante e di successo, che disprezza lo stile di vita della propria famiglia. Fausto decide di disperdere le ceneri del padre alla periferia di Roma, ma quando versa il contenuto dellurna se lo ritrova davanti, riapparso come il fantasma dell'Amleto. Giuseppe non vuole vendetta, è lí per una sfida a duello con il figlio. Questa è l'ultima occasione che i due hanno per parlarsi davvero, per dirsi tutto ciò che pensano l'uno dell'altro. Con durezza e lealtà. E con amore. Dopo il suo romanzo d'esordio, che lo ha fatto conoscere come una delle giovani voci piú promettenti della narrativa italiana, Tommaso Giagni racconta con una scrittura profondamente realistica l'allucinazione che è al cuore della nostra piú ordinaria quotidianità. Hanno detto de L'estraneo: "Il romanzo di un giovane che fa sentire vecchi, talmente è impastato nel presente e capace di spiazzare". Walter Siti, La Stampa "Leggendo il romanzo di Giagni riconosciamo la consistenza purgatoriale del presente". Giorgio Vasta, la Repubblica

Le ricette Smartfood
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Liotta, Eliana - Titta, Lucilla

Le ricette Smartfood

Rizzoli, 26/10/2016

Abstract: La vita si allunga a tavola, con gli ingredienti e i metodi di cottura giusti. In questo libro si spiega come cucinare e mangiare gli Smartfood, i cibi intelligenti capaci di frenare i geni dell'invecchiamento, combattere il sovrappeso e prevenire i mali del secolo: cancro, patologie metaboliche, cardiovascolari e neurodegenerative. È l'applicazione pratica delle teorie di nutrigenomica enunciate nel best seller 'La Dieta Smartfood', il volume di Eliana Liotta che ha conquistato le vette delle classifiche e l'attenzione internazionale. Smartfood è la prima dieta in Europa ad avere ricevuto l'approvazione di un grande centro clinico e di ricerca, l'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano, dove lavora la coautrice Lucilla Titta, nutrizionista. E anche le ricette di questo libro vantano il marchio IEO, perché rispondono a requisiti di comprovata scientificità: nelle preparazioni sono utilizzati i 30 Smartfood, Longevity e Protective, e le tecniche che meglio preservano il contenuto delle vitamine, dei sali minerali e delle sostanze preziose degli alimenti. Ma la sfida, riuscita, è di unire la conoscenza al piacere. Chi ha detto che per nutrirsi in modo sano ci si debba privare delle gioie del palato? Basterà leggere le 100 idee di queste pagine per scoprire come sperimentare piatti che fanno bene al DNA, al corpo e ai sensi. Gli Smartfood, che si possono comprare al supermercato o nel negozio sotto casa, si combinano sulla scia di una tradizione salda, italiana: pasta e risotto, antipasti e tanti contorni di verdure, zuppe di legumi e secondi con pesce, carne bianca, uova o latticini. Dagli altri Paesi si prende il meglio, come la curcuma orientale o la quinoa sudamericana. La scienza trasloca in cucina anche per la creazione di dolci e di portate da servire nelle occasioni speciali, quali lasagne o ravioli. Per finire, i pasti che mimano il digiuno, con piatti vegetali e Longevity Smartfood per sperimentare su se stessi i benefici dell'alimentazione sulla salute e sulla durata della vita.

Hillary, l'altra donna
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Kyle, Dolly

Hillary, l'altra donna

Rizzoli, 12/10/2016

Abstract: Estate 1959. Al country club Belvedere di Hot Springs, durante una lezione di golf, Dolly Kyle incontra Bill Clinton. Lui ha quasi tredici anni, lei undici. Scatta un colpo di fulmine che "nel tempo si è trasformato in un flirt adolescenziale, poi in una profonda amicizia e in ultimo in una storia d'amore appassionata." Una relazione durata decenni che "ha valicato frontiere, oceani, matrimoni, proibizioni sociali e considerazioni di carattere politico". Ma in questa storia che posto occupa lei, Hillary Rodham Clinton, prima donna candidata alla presidenza degli Stati Uniti? Quando nel maggio 1974 Dolly la incontra pensa a uno scherzo di Bill: Hillary ha un vestito marrone sformato, occhiali spessi dietro i quali guarda in cagnesco chiunque, i capelli radi e unti. Invece non è uno scherzo: nel 1975 Hillary diventa per tutti la signora Clinton e per Dolly "l'altra donna" (o "la Guardiana", come la chiama Bill) e si pone alla guida di una gigantesca macchina del fango pronta a colpire chiunque intralci la sua scalata politica. Una scalata che in oltre quarant'anni, sostiene l'autrice, ha comportato minacce, intimidazioni, aggressioni fisiche, discriminazioni razziali, spionaggio e bugie, comprese quelle pronunciate sotto giuramento in occasione dello scandalo Lewinsky e a cui si aggiungerebbero molestie sessuali da parte di Bill nei confronti di alcune donne. Con questo sconcertante memoir Dolly Kyle ha rivelato all'America il vero volto dei Clinton e della loro unione fondata sulla sete di potere, in perfetto stile House of Cards, gettando una luce oscura su Hillary alla vigilia delle elezioni presidenziali 2016.

Punire non serve a nulla
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Novara, Daniele

Punire non serve a nulla

BUR, 29/09/2016

Abstract: "Cosa dobbiamo fare quando nostro figlio non rispetta le regole, quando dice le bugie? Quando glielo abbiamo detto già cento volte e non lo fa? Quando gli parliamo e guarda da un'altra parte?" Ogni giorno, come genitori, ci troviamo di fronte a situazioni come queste, in cui i comportamenti dei piccoli o i comportamenti dei nostri figli adolescenti sembrano non lasciare altra scelta che tentare di riportare la quiete in famiglia attraverso le famigerate punizioni. Eppure, come ogni genitore sa, urla e castighi non solo si dimostrano per lo più inutili o addirittura controproducenti, ma spesso generano sensi di colpa e frustrazione negli stessi adulti, che quotidianamente vedono come le loro punizioni non portino a nulla. Ma come è possibile farne a meno? In questo libro Daniele Novara - tra i più autorevoli pedagogisti italiani - spiega passo dopo passo come creare un ambiente familiare in cui punire non sia più necessario, partendo da alcuni semplici punti di base: costruire il corretto gioco di squadra fra i genitori; adattare richieste e indicazioni all'età dei figli, dall'infanzia all'adolescenza; dare un sistema di regole chiaro e trasparente; stabilire la giusta distanza relazionale. Perché, con la buona organizzazione, educare senza punizioni si può, facendosi ascoltare davvero dai figli e costruendo con loro un rapporto più forte e profondo.

È arrivato l'arrotino
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Marchesini, Anna

È arrivato l'arrotino

Rizzoli, 20/10/2016

Abstract: Con una lettera di Virginia Marchesini alla madre e una selezione di poesie inedite. Certi incontri hanno una forza quasi magica, perché dilatano lo sguardo lasciando affiorare le nostre paure più profonde. A volte sono persone, altre idee, altre ancora solo voci. Ma tanto basta. Non saremo più gli stessi. È quello che ci racconta Anna Marchesini in questo suo ultimo romanzo. Due vite, due donne, due storie vicine e lontane: una creatura che sta per venire al mondo e un'orfana che del mondo conosce solo l'indifferenza. Un prima e un poi legati a doppio filo dalla stessa presenza: il passaggio dell'arrotino che deposita le sue orme sulla polvere, lo specchio di tutto quello che nella vita temiamo e amiamo. In bilico tra il sorriso e la lacrima, queste pagine sono un inno alla gioia e alla libertà, il dono più bello di una delle più grandi artiste italiane degli ultimi anni.

Vorrei che fossi ancora tu
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Bernardi, Lorenza

Vorrei che fossi ancora tu

Piemme, 08/10/2016

Abstract: Tornano i personaggi di Vorrei che fossi tu La prima vacanza da sola con il proprio ragazzo è il sogno di tutte, ma per Bea la settimana in tenda con Andrea si è rivelata un vero disastro. Non sa nemmeno bene il perché, eppure in Corsica sono nate delle incomprensioni e, tornati a casa, i due ragazzi si sono allontanati. Per fortuna lei può aggrapparsi ai suoi storici amici e ai suoi amati libri. E quando per caso entra in Mitubùk, una community di lettori che si scambiano pareri e consigli, conosce un misterioso utente che, guarda caso, le ricorda tanto Emanuele, il ragazzo conosciuto a una festa in discoteca...

America
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Kafka, Franz - Spaini, Guido

America

Mondadori, 25/10/2016

Abstract: La tragicomica storia di un ragazzo di Praga che, costretto a emigrare negli Stati Uniti, viene catapultato da una città a misura d'uomo in un mondo caotico dominato dalle rigide norme dell'automazione. Il capolavoro postumo di Kafka (1883-1924) pubblicato incompiuto nel 1927.

Mia madre è Satana
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iPantellas

Mia madre è Satana

Mondadori, 18/10/2016

Abstract: La convivenza con mia madre è sempre stata impossibile, tant'è che più volte ho cercato di scappare di casa. Ma fuggire da Mamma Satana è più difficile che evadere da Alcatraz.A quindici anni, dopo essere stato morso da un ragno, ho pensato che finalmente avrei avuto la mia indipendenza e l'ho affrontata: "Sono stanco di vivere qui con te! Non fai altro che insultarmi! Tutto quello che faccio non va mai bene! Mi fai sentire sempre inadatto! Ma la tua dittatura finisce oggi! E sai perché? Perché io me ne vado di casa!"

Verdi colline d'Africa
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Hemingway, Ernest - Pivano, Fernanda - Bertolucci, Attilio - Rossi, Alberto

Verdi colline d'Africa

Mondadori, 18/10/2016

Abstract: Verdi colline d'Africa (1935) racconta un safari che Hemingway fece in compagnia della moglie Pauline. Oltre a ritrarre con "precisione" e "verità" il mondo della caccia, Hemingway non rinuncia a conversazioni sull'arte dello scrivere e a riferimenti alla tradizione letteraria americana. Ne risulta un romanzo appassionante che, pur registrando fedelmente la realtà, ha il fascino di una creazione di fantasia. Un libro - per il "Times Literary Supplement" - "che è espressione di una profonda gioia per la vita in Africa. Il gioco della caccia è una parte intensa di quella gioia, ma c'è di più: il colore e l'odore del paese, la compagnia degli amici... e la sensazione che il tempo non conti più".

La coppia della porta accanto
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Lapena, Shari - Raffo, Annamaria

La coppia della porta accanto

Mondadori, 25/10/2016

Abstract: Se la tua vicina ti dice di non gradire la presenza della tua neonata alla sua cena - niente di personale, intendiamoci - ebbene passi, semplicemente non sopporta i bambini che piangono. Esistono i baby monitor apposta, e sarà sufficiente controllare la piccola ogni mezz'ora, in fondo è soltanto al di là della porta accanto, nella sua culla. Ma se la stessa vicina si presenta vestita da mozzare il fiato, scollatura esagerata, pelle di porcellana, e non fa altro che flirtare per l'intera serata con tuo marito, fin troppo compiacente, allora la faccenda si fa irritante. Tanto vale tornare a casa dalla bambina.Che non è più nella sua culla.Che è scomparsa.L'inizio è quello di un giallo classico che, in poche pagine, eluderà però qualsiasi paragone. Quante cose il lettore crede di sapere e non sa. Quante volte sussurrerà "ho capito" e si dovrà ricredere.Un innamoramento al momento sbagliato, una coperta scomparsa, una telecamera che non funziona, un'altra che funziona troppo bene, il depistaggio di una mente malata, quello di una mente fin troppo sana, un gioco erotico che sfugge al controllo e un detective capace di mille ipotesi stravaganti che, guarda caso, trovano altrettante sinistre conferme: un'inesorabile discesa all'inferno nei segreti di una coppia, la percezione di un matrimonio che, da un vetro distorto, mostra il suo disegno invisibile e pauroso.Libro venduto in 24 paesi del mondo in una settimana, oggetto di accesa competizione tra gli editori italiani, La coppia della porta accanto viene oggi proposto dall'editore inglese Transworld (che ha pubblicato La ragazza del treno nel 2015) come la nuova frontiera del thriller psicologico.

La spia del mare
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De Winter, Virginia

La spia del mare

Mondadori, 25/10/2016

Abstract: È il 1741. Mentre la scintillante e cosmopolita Repubblica di Venezia si prepara per le celebrazioni del Carnevale, una spia inglese di nome Cordelia Backson si mette sulle tracce di un feroce gruppo di assassini che celano la loro identità dietro le maschere della Commedia dell'Arte.Cordelia è bella e pericolosa, in grado di maneggiare ogni tipo di arma, esperta di combattimento e di intrighi politici, ma ancora ignora che qualcuno progetta la distruzione della Serenissima. E che l'uomo a capo di questo efferato complotto è profondamente legato alla sua vita e a quella di ogni singolo componente della sua famiglia - i Giustinian. Sarà proprio ricostruendo ciò che è accaduto in passato che Cordelia si troverà a sciogliere gli enigmi che coinvolgono i suoi genitori e la sua gemella Cassandra.Ma a tormentarla c'è anche altro: Cassian D'Armer, un giovane uomo alto e bruno di sconvolgente bellezza, il cui sguardo fiero e cupo intimidisce chiunque tenti di avvicinarlo e che il caso ha messo sulla sua strada.Sarà Cassian ad accompagnarla nella sua missione insieme a tre amici: Alain de Mortemart, un aristocratico francese fuggito dalla corte di Versailles, il giovane abate Giacomo Casanova, libertino impenitente, e un nobile spagnolo in esilio volontario. Nessuno di loro è un cittadino gradito alla Repubblica, ognuno nasconde terribili segreti, ma, quando il pericolo incomberà su Venezia, il Doge non esiterà a reclutarli come spie, promettendo in cambio la grazia per i loro delitti e rischiando di portare alla luce il più oscuro tra i misteri che offuscano la storia della Serenissima.Attraverso un'attenta ricostruzione storica, affiancando con maestria personaggi reali e di finzione, con una scrittura appassionata e accesa di accattivante umorismo, Virginia de Winter dà vita a un thriller incalzante dalle atmosfere tenebrose, portando sulla scena popolata dalle maschere del Carnevale agenti segreti, alchimisti e uomini di Stato. Un romanzo coinvolgente e unico, che è anche un grande omaggio alla città di Venezia.

Sherlock, Lupin & Io - 4. La cattedrale della paura
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Adler, Irene - Bruno, Iacopo - Orlandi, Elena

Sherlock, Lupin & Io - 4. La cattedrale della paura

Piemme, 11/10/2016

Abstract: La famiglia di Irene si è trasferita a Evreux, in Normandia. Qui la ragazza viene avvicinata da una dama sconosciuta che, dopo averle mormorato oscure parole sul pericolo a cui sarebbe esposta sua madre, si dilegua misteriosamente. È solo il primo di una serie di eventi inquietanti di cui Irene, Sherlock e Lupin cercheranno di venire a capo. I tre ragazzi si troveranno infatti alle prese con una cripta segreta nei sotterranei di Parigi e con un'antica reliquia che si dice abbia un immenso valore