Trovati 855468 documenti.
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Feltrinelli Editore, 24/07/2013
Abstract: Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall'impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l'affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell'acquario e quelle strane "m" tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da "Mi sono perso a Genova" pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308
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Longanesi, 25/07/2013
Abstract: "Gli dei parlano per mezzo di segni: il cadere di una foglia in estate, il lamento di un animale in agonia o uno squarcio tra le nubi. Quel giorno gli dei mandarono una violenta tempesta, di quelle che restano impresse nella memoria; fu il giorno in cui a Ratharryn giunse lo Straniero. E con lui le losanghe d'oro. E con esse la fine della pace. Gli dei non si limitarono a parlare, quel giorno: gridarono." È un giorno d'estate, quello in cui lo Straniero giunge a Ratharryn e viene ucciso nel Vecchio Tempio. Eppure non è la sua morte a cambiare la vita degli abitanti del villaggio, bensì la prodigiosa quantità di losanghe d'oro ritrovate accanto al suo corpo, in apparenza un dono del cielo, il tanto atteso segno di benevolenza del temibile Slaol, il dio del sole, la cui ira ha causato a Ratharryn indicibili sofferenze. E invece sarà proprio quella miracolosa, inaspettata ricchezza a provocare altre sciagure, scatenando un conflitto insanabile tra i figli del capo tribù. Per mezzo dell'oro, infatti, Lengar, il guerriero, intende spodestare il padre e ridurre in schiavitù i popoli vicini, e ciò a dispetto del fratello, il temutissimo mago Camaban, il quale non soltanto ha avuto la " visione " di un tempio imponente che inaugurerà un nuovo mondo di pace, ma ha anche previsto che sarà il fratello più giovane, Saban, "il Favorito ", a portarne a termine la costruzione. Ma alla profezia che indica Saban come nuovo capo di Ratharryn non si possono piegare né Lengar né lo stesso Camaban, geloso dell'amore che lega Saban alle proprie spose, la potentissima maga Derrewyn e la splendida Aurenna. Eppure sarà proprio grazie alla determinazione di Saban che il tempio sarà costruito, diventando non solo un luogo caro agli dei, ma anche un'imperitura testimonianza di grandezza della tribù che l'ha concepito e edifìcato... Stonehenge: un nome che, lungo quaranta secoli di storia, è diventato sinonimo di mistero; un luogo che ha alimentato ogni sorta di ipotesi e leggende; ora, grazie a Bernard Cornwell, una saga appassionante intorno a uno dei monumenti più inquietanti (e proprio per questo più ricchi di fascino arcano) costruiti dall'uomo.
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Longanesi, 25/07/2013
Abstract: All'inizio dell'Ottocento, l'occupazione britannica dell'India occidentale dilaga come un fiume in piena. Nel tentativo di arginarla, i rajah della Confederazione degli Stati maratti decidono di far fronte comune contro gli invasori, scatenando la guerra. Nell'agosto 1803, Sir Arthur Wellesley — il futuro duca di Wellington —, forte dell'alleanza con la Compagnia delle Indie Orientali e alcuni sovrani locali, muove la sua armata verso la città fortificata di Ahmadnagar, nell'Hyderabad. Tra i soldati inglesi c'è il giovane sergente Richard Sharpe, cui viene assegnato il rischioso compito di catturare il maggiore William Dodd, che ha tradito l'esercito di Sua Maestà e guidato un drappello di mercenari maratti nel massacro di un'intera guarnigione britannica. Unico sopravvissuto all'ecatombe, Sharpe è il solo in grado di riconoscere il criminale, che però, benché Ahmadnagar venga espugnata, riesce a far perdere le proprie tracce. Quando, in una missione diplomatica presso il comandante dei maratti, costui offre a Sharpe il grado di tenente — che lo metterebbe al riparo dalle trame di Hakeswill, suo perfido avversario —, il giovane sergente sarà costretto a scegliere tra la lealtà verso l'esercito — e l'amico McCandless in difficoltà — e il tradimento. Il suo futuro e le sorti della guerra si decideranno sull'assolato campo di Assaye, dove gli inglesi, in inferiorità numerica e in territorio nemico, dovranno affrontare l'esercito dei maratti in un'epica battaglia...
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Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del Piccolo Principe. Ediz. illustrata
Bompiani, 25/07/2013
Abstract: L'ultimo amore del Piccolo Principe "Quando la chiamo non c'è mai La sera non è più tornata Per giunta non mi chiama Con lei divento matto!"
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All'ordine del giorno è il terrore
Bompiani, 25/07/2013
Abstract: Gli attentati dell'11 settembre hanno messo all'ordine del giorno il Terrore. Ma più giusto sarebbe dire che ce l'hanno rimesso. Perché il Terrore costituisce fin dalle sue origini rivoluzionarie il compagno segreto della nostra modernità politica, il calco negativo delle sue speranze e delle sue promesse, l'alterità assoluta attraverso cui si legittima ogni ordine costituito. Una mitologia, più che una pratica, che il pensiero critico deve profanare – non esorcizzare come fanno i politici e i media – rifiutando la sua segregazione in una sfera separata, altra, sacra, e interrogandola invece nei suoi nessi con l'esperienza comune. È ciò che da secoli fa la letteratura di cui si occupa questo volume, da Sade a Don DeLillo, da Schiller ad Artaud, da Manzoni a Zola, da Dickens a Ballard, da Dostoevskij a Pamuk, da Conrad a Rushdie, da Turgenev a Ellroy, da Gidea Updike e a molti altri ancora: non per spiegare cosa sia o come funzioni il terrorismo, ma per mostrare quanto nel terrorismo siano in gioco l'identità e il destino di tutti noi.
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Fazi Editore, 24/07/2013
Abstract: Una delle più grandi catastrofi del '900 intrecciata inestricabilmente con una delle storie d'amore e di morte più note della letteratura e del cinema del secolo scorso: la vicenda del Titanic. Quando il 10 aprile del 1912 si imbarca sul Titanic, Morgan ha poco più di vent'anni, un'infanzia trascorsa con un zio ricco e dispotico, armatore del transatlantico, un futuro incerto davanti a sé. Diviso tra un sentimento sottilmente snob della vita e un desidero indefinito di fare grandi cose, Morgan affronta il viaggio inaugurale del Titanic verso New York con l'animo pieno di speranze e progetti ambiziosi. L'incontro con alcuni amici di famiglia, tra cui la bella e distaccata Wallis di cui si scopre innamorato, e il misterioso Scurra, un affascinante avventuriero dal passato oscuro, lo porterà a mettere in discussione se stesso fino a perdere ogni punto di riferimento. Così in pochi giorni, attraverso una serie di piccoli avvenimenti e di inattese e dolorose scoperte su Wallis e Scurra, Morgan conoscerà tutta la propria inadeguatezza e riuscirà a scorgere, oltre la linea d'ombra che l'ha sempre accompagnato, una nuova strada da intraprendere quando finalmente arriverà in America. Ma durante la notte del 14 aprile il Titanic si scontra con un iceberg e si inabissa: Morgan sarà tra i pochi superstiti, consapevole suo malgrado di quanto gli ha gridato Scurra prima di essere inghiottito dal mare: ognuno per sé.
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Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale Falso!
Laterza, 04/09/2012
Abstract: Molti si sono convinti che il nostro welfare è un lusso, che mantenendo certe conquiste sociali abbiamo 'vissuto al di sopra dei nostri mezzi', e che è ora di ridimensionarci.Ma siamo sicuri che sia l'unica alternativa possibile?Siamo davvero sicuri che l'Europa è in declino perché statalista e assistenziale?Chi lo ha detto che lo Stato sociale deve essere smantellato? Ascolta l'audio della puntata di Faharenheit su Radio 3 con Federico Rampini (18 settembre 2012) Federico Rampini partecipa a "8 e mezzo" su La 7 (19 settembre 2012) Guarda il video Ascolta l'audio della puntata di 28 minuti Radio 2 con Federico Rampini (20 settembre 2012) Presentazione del libro con Mario Monti e Antonio Martino (20 settembre 2012)
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Siam poi gente delicata. Bologna Parma, novanta chilometri
Laterza, 18/05/2012
Abstract: Allora Bologna, che è il centro della città Bologna Modena Reggio Emilia Parma, scrivere una guida di Bologna stando nel quartiere periferico Parma forse non è così assurdo."A me piacciono gli spettacoli teatrali che non sembrano spettacoli teatrali, mi piacciono i film che non sembrano film. Anche i matrimoni, lunico matrimonio che mè piaciuto, tra quelli a cui sono andato, era un matrimonio che non sembrava un matrimonio. Mi piacciono i romanzi che non sembrano romanzi, gli scrittori che non sembrano scrittori. Forse anche per quello, scrivo delle guide che non sembrano guide di città che non sembrano città."Qui non si prova a scrivere una guida senza riuscirci, qui non ci si prova neanche, perché è successo dellaltro.Ascolta Paolo Nori a Fahrenheit
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: A proposito della nascita di Milano, numerose fonti letterarie raccontano che nel VI secolo a.C. Ambigato, re dei Celti, mandò suo nipote Belloveso al di qua delle Alpi in cerca di nuove terre, e che questi, arrivando nella Pianura Padana in un luogo non lontano dal Ticino, vi fondò una città chiamata Medhelan. Il sito gli venne indicato da una scrofa semilanuta, il cui arrivo era stato predetto da un oracolo.Che valore possiamo dare a questi racconti? Sono pura fantasia o invece, seppure in forme simboliche, riprendono fatti realmente accaduti intrecciandoli con materiale mitologico e dando origine a un mito di fondazione? E a cosa serve un mito di fondazione? Per provare a rispondere, si deve ricordare che la questione delle origini di una città ha a che vedere con il piano della verità storica e, insieme, con linvenzione di una tradizione: in altre parole, per una città ricostruire il proprio passato serve anche, e soprattutto, a costruire e a rappresentare il senso di sé.A questo sono intesi i miti di fondazione, quello ad esempio delle origini troiane di Roma, o quello relativo alla costruzione del cosiddetto miracolo greco e, appunto, quello della scrofa semilanuta: a delineare unideologia in grado di rafforzare il senso dellappartenenza alla comunità politica. Perché lidentità di una città, non meno che quella di una nazione, è un processo in continuo divenire.
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Laterza, 01/12/2011
Abstract: I libri: siamo abituati a vederli, toccarli, annusarli. Sono compagni di vita, un piacere e insieme una necessità. Ma oggi, nellera degli e-book e dei libri in rete, il mondo dei testi e della lettura sta vivendo una rivoluzione. La quarta, dopo il passaggio da oralità a scrittura, da rotolo a libro paginato, da manoscritto a libro a stampa. Sei lezioni, piacevoli e discorsive, alla scoperta dei sorprendenti strumenti che ci aiuteranno a leggere.Nel 1951, Isaac Asimov pubblicava su una rivista per ragazzi un breve racconto: Chissà come si divertivano! Il racconto ambientato nel futuro si apre con una descrizione stupita del libro a stampa, residuo di unepoca ormai superata e quasi dimenticata: "Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: Oggi Tommy ha trovato un vero libro! Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quandera bambino lui, suo nonno gli aveva detto che cera stata un'epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta. Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, comera previsto che facessero: su uno schermo, è logico." La descrizione proposta da Asimov sembra oggi straordinariamente attuale. Lo schermo è quello, piccolo e portatile, di dispositivi dai nomi strani: Kindle, iPad, Nook… È davvero questo il futuro che aspetta il libro? Gli e-book riusciranno a raggiungere e superare la perfezione e la comodità dei libri su carta? E quali conseguenze avrà, sul libro come oggetto culturale e sulle abitudini di noi lettori, l'incontro con il mondo digitale?
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Laterza, 16/03/2011
Abstract: Lidentità è oggi come un vestito che si usa finché serve: sessuale o politica, religiosa o nazionale è precaria come tutto della nostra vita. Un libro scoppiettante di intelligenza e immaginazione di un maestro del pensiero contemporaneo.
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Tra linguistica e filosofia del linguaggio
Laterza, 22/03/2013
Abstract: Questo libro è un invito al pensiero e al lavoro scientifico di Tullio De Mauro, fra i maggiori linguisti italiani, che ha spaziato nella sua lunga carriera da Saussure alla storia della filosofia del linguaggio, dalla semantica alla lessicografia, dalla sociolinguistica all'educazione linguistica, influenzando profondamente gli studi e formando decine di ricercatori, in Italia e in altri paesi. Il libro ripercorre le fasi principali dell'esperienza intellettuale di De Mauro e propone riletture di alcune sue opere fondamentali: la Storia linguistica dell'Italia unita, l'Introduzione alla semantica, gli studi di semantica teorica e storica, le ricerche sulla comprensione.Si impegnano in questo rinnovato confronto sia studiosi affermati, a vario titolo legati scientificamente a De Mauro, sia giovani allievi, che provano a utilizzarne la lezione in rapporto a temi di ricerca oggi in via di sviluppo (l'espressione delle emozioni nel linguaggio, le lingue segnate dei sordi, i lavori indologici di Saussure).Il lettore ha così gli strumenti non solo per conoscere una delle personalità scientifiche ed educative più ricche della nostra storia recente, ma per introdursi ai temi di maggiore attualità al crocevia fra linguistica teorica, storia della lingua italiana, filosofia del linguaggio, linguistica educativa.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: È il blues. È il suono più onesto e imitato della storia della musica popolare. Sgorga dal cuore pulsante della popolazione nera degli Stati Uniti dAmerica e incorpora sofferenza, disagio, dubbio, inquietudine, fatalismo. Come un rimedio omeopatico è in grado di liberare chi lo canta e chi lo ascolta dalle tensioni e dalle amarezze. Il blues, la musica, è il miglior antidoto ai blues, alla malinconia, alle preoccupazioni, allo spleen esistenziale. E invariabilmente piace a quelli che ne hanno più bisogno.
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Due mondi e io vengo dall'altro
Laterza, 12/06/2012
Abstract: L'Alto Adige è una provincia pirandelliana (Mattia Pascal o Adriano Meis o Fu Mattia Pascal?); è una provincia pessoana: Fernando Pessoa o Alberto Caeiro o Álvaro de Campos o Ricardo Reis. A cominciare dal nome stesso: per gli italiani è Alto Adige, per i tedeschi e i ladini è Suedtirol.Cosa si sa dellAlto Adige e dei suoi abitanti? Direi non molto. È come se la massa cartacea prodotta per spiegare, per capire la controversa provincia di Bolzano avesse a poco a poco costruito un muro, un alto muro di parole che, paradossalmente (ma nemmeno tanto), impediscono o limitano la comprensione più che favorirla. Del resto, che le parole servano spesso soprattutto a confondere, a nascondere, a creare cortine fumogene sulla realtà è un dato piuttosto scontato, né originale né nuovo. Molti di quelli che vivono qua (come me) sono sfiorati dal sospetto che di noi, fuori di qua, si sappia poco o niente. Soprattutto quando qualcuno, sapendo che viviamo in provincia di Bolzano, ci pone meravigliato la domanda: ma comè che sai litaliano così bene? Non sono tutti tedeschi lassù?
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Laterza, 23/05/2012
Abstract: Come si trasforma l'amore quando è talmente coraggioso e audace o forse così tracotante e folle da non farsi intimorire da confini?Quanta lontananza sopporta, di quanta distanza ha bisogno?Non può essere che il tentativo di convivere con e oltre le frontiere, fallito su scala mondiale, sia riuscito nelle nuove forme di amore e di famiglia?"Alex ha appena compiuto tre anni, è curiosissimo e molto attivo. Ama il müsli, le patatine fritte e ancor più le sue automobiline. Ieri ha ricevuto in dono un grosso autobus rosso e stamattina l'ha mostrato subito ai nonni che lo amano più di qualunque altra cosa al mondo. Lo vedono tutti i giorni, ogni mattino passano con lui un quarto d'ora, a volte anche mezzora: 'il momento dei nonni', un rituale fisso, tenuto in grande considerazione e rispettato, un momento soltanto dei nonni e di Alex.La normalissima felicità di una grande famiglia? Sì e no. I protagonisti vivono a migliaia di chilometri di distanza fra loro, i nonni a Salonicco, Alex a Cambridge, in Inghilterra. Chattare su Skype permette al nonno e alla nonna di essere nella cameretta del nipote, mentre porta Alex a Salonicco, benché ciascuno rimanga nel proprio luogo: amore alla massima distanza come amore nella massima prossimità": le famiglie globali sono caratterizzate da relazioni che convivono al di là dei confini nazionali, religiosi, culturali, etnici, dove troviamo uniti elementi che apparentemente insieme non dovrebbero stare. Eppure sono queste esperienze, sempre più comuni, a ridisegnare il mondo e i sentimenti.La società globale irrompe in relazioni e famiglie normali, portando scompiglio, confusione, stupore, piacere, gioia, fratture e a volte anche odio: viviamo in un mondo nel quale la persona più amata è spesso lontana e quella più distante sul piano affettivo è invece la più vicina nella realtà.
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Laterza, 20/03/2012
Abstract: Il potere non è una cosa positiva o negativa in sé. È come le calorie in una dieta: non sempre è desiderabile averne di più.Lo smart power è la combinazione dell'hard power della coercizione con il soft power della persuasione e dell'attrazione: il dittatore nordcoreano Kim Jong-Il guardava i film hollywoodiani, ma questo non ha avuto effetti di rilievo sul programma nucleare della Corea del Nord. E il soft power dell'attrazione non è riuscito certo a dissuadere il governo talebano dal sostenere al-Qaeda negli anni Novanta. È stato necessario impiegare l'hard power militare nel 2001 per porre fine a quella situazione, anche se il modo migliore di promuovere la democrazia e i diritti umani non è certo imbracciando il fucile. Nessuno ha ancora detto l'ultima parola sul controverso concetto di potere, ma dal momento che non possiamo evitare di parlarne è necessario pensare a una prospettiva più ampia nelle visioni strategiche, che tenga conto di profonde trasformazioni in atto. Come il fatto che il contesto globale sia investito dalla nuova rivoluzione informatica, che sta cambiando la natura stessa del potere favorendone la diffusione. Gli Stati resteranno sempre gli attori dominanti sulla scena mondiale, ma troveranno questo ciberspazio sempre più affollato e difficile da controllare. Anche questo è smart power.Se il vostro obiettivo è capire gli affari internazionali nel Ventunesimo secolo, non potreste trovare una guida migliore.Madeleine K. AlbrightSe siete alla ricerca di una brillante e originale analisi del ciberpotere, leggete il capitolo 5 di Smart Power. Se invece state cercando la migliore e più esauriente analisi del potere nella politica mondiale, leggete l'intero libro.Robert O. Keohane, Princeton University
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Laterza, 05/04/2012
Abstract: È una storia in gran parte ignorata in Italia quella che racconta in queste pagine Gabriele Turi. È il racconto delle dimensioni e della diffusione del commercio degli esseri umani e della schiavitù, indagate attraverso le tappe che portarono alla loro abolizione: la rivolta degli schiavi di Haiti del 1791, l'emancipazione nelle colonie inglesi (1833) e francesi (1848), negli Stati Uniti (1865) e in Brasile (1888), o nei paesi africani e asiatici ancora nel Novecento.Gabriele Turi descrive questa lunga storia "nella convinzione che il processo lungo e contrastato che portò alla loro estinzione legale prima, reale poi, serva a individuare la ratio del sistema schiavistico e le sue eredità, e quindi i numerosi interessi in gioco – economici, sociali, religiosi e culturali – delle classi dominanti. Anche una semplice descrizione non può essere asettica: contiene sempre in sé, per come è costruita, un giudizio storiografico. Quella che presento è percorsa da tre questioni distinte, ma per molti aspetti tra loro legate: il nesso della schiavitù con l'ordine economico e politico, il motivo o i motivi del suo abbandono, la ricomparsa di nuove forme di servitù nel periodo contemporaneo, fino ai giorni nostri nei quali il mercato mondiale mette a rischio le tutele dei lavoratori nei paesi in cui erano state faticosamente conquistate".
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Trieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento
Laterza, 16/04/2011
Abstract: "Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita unaltra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di Svevo e Joyce, cè sempre stata unaltra città, morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. Cè un edonismo antico, morale, nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po easy-going, alla californiana. Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dellEuropa del Nord." A spasso per vicoli e piazzette, lungo gradinate a picco sul mare, bighellonando nella bora che spezza il fiato e pulisce laria: con una scrittura guizzante di ironica tenerezza, quindici itinerari narrativi svelano e ricompongono il puzzle affettivo e affettuoso di una Trieste ricolma di storia, curiosità, contraddizioni.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: "Se chiedeste a degli occidentali che hanno vissuto per un po di tempo in un paese dellex blocco sovietico in cosa sono diversi gli ex sovietici dagli occidentali, forse loro vi direbbero che diversa è limportanza che qui e là si attribuisce allidea che gli altri hanno di noi. E se chiedeste loro come mai anche dopo la fine dellex impero sovietico continuano a tornare in quei famosi paesi ex sovietici, che cosa cè di tanto bello, in quei famosi paesi, forse loro vi direbbero che la cosa bella, di quei famosi paesi, è che fanno paura.""Vi piomberà addosso un cupore e una cupitudine e una cupetaggine simile a una disperatezza danimo che non vi aveva mai colto prima. Non sappiamo dirvi perché. Ma sarà così e non bisogna voltargli le spalle nel modo più assoluto a questa disastrosa rovina del vostro umore perché la vita è fatta anche di questi momenti, e soprattutto quella del turista al quale invece paradossalmente si rivolgono le guide per abbindolarlo in un sogno di piacere. Niente affatto".Questa è una guida diversa da qualunque altra anche se, come tutte le guide, racconta di un viaggio. Ma anche di due scrittori, di San Pietroburgo, di allegrie, di cene alcoliche, di risvegli difficili e vagabondaggi malinconici.
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: Quanto costa la scuola italiana? È vero che nel nostro paese ci sono 'troppi insegnanti' come si sente dire ormai da qualche tempo? È vero che gli alunni italiani sono così 'somari' se raffrontati ai coetanei europei? La maggior voce di spesa dell'istruzione italiana è costituita dagli stipendi degli insegnanti, per contenerla si potrebbe ridurne il numero. Ma quanti sono? Vanno conteggiati solo i cosiddetti 'docenti in servizio'? Solo i professori di ruolo o anche i supplenti? E, nel secondo caso, quali supplenti, soltanto quelli in servizio per tutto l'anno o anche quelli temporanei? E i precari? E di quali graduatorie: quelle a esaurimento o anche quelle d'istituto?Salvo Intravaia comincia da esempi come questi per raccontare nel dettaglio la scuola italiana, con numeri, tabelle e dati alla mano, e scrive un'inchiesta a tutto campo su un mondo che coinvolge almeno 15 milioni di persone, fra genitori, docenti, alunni, dirigenti scolastici, segretari e bidelli. Un universo caotico, contraddittorio ma ricco di possibili risorse per rilanciare un sistema che adesso fa acqua un po' da tutte le parti.