Trovati 858936 documenti.
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Perché le donne guadagnano meno degli uomini
Meltemi, 10/05/2024
Abstract: Attraverso il racconto della vita di Gwendoline, personaggio immaginario e rappresentativo della condizione femminile, Titiou Lecoq mette in luce gli odierni meccanismi culturali, sociali, economici e istituzionali che contribuiscono da sempre a impoverire le donne.Gwendoline diviene consapevole della disuguaglianza tra i sessi sin dalla più tenera età. Il primo episodio si verifica in un negozio di giocattoli, dove ancora bambina scopre che gli oggetti commercializzati come "femminili" hanno un costo maggiore solo perché rosa. Ma la sua storia è costellata di ingiustizie, instabilità e difficoltà finanziarie. Dopo un matrimonio naufragato, due gravidanze, un'eredità mancata a vantaggio del fratello, lavori part-time nel tentativo di giostrarsi tra il sostentamento economico e la cura della casa, la sua esistenza si conclude con una pensione esigua, indegno finale di una vita fatta di fatiche, precarietà e assenza di tutela da parte dello Stato.La storia semplice ma drammatica di Gwendoline rivela così la spietata realtà comune a moltissime donne: una condizione di perenne svantaggio e fragilità rispetto agli uomini, di cui l'autrice indaga le radici in profondità.
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Nel cuore del passaggio a Nord-Ovest. Sulle tracce di esploratori e sciamani inuit
Meltemi, 10/05/2024
Abstract: Grazie al racconto di Massimo Maggiari, che nell'arco di più di vent'anni ha ripercorso quei territori con le sue poesie preferite nel cuore, incontriamo i popoli del Grande Nord sui vasti pianori ghiacciati, sugli assembramenti di iceberg di fronte alle coste coperte di nubi e tra i riflessi di acque abitate da balene e orsi polari. Con lo sguardo di chi cerca le condivise radici umane, terrestri e cosmiche, l'autore ci racconta delle danze dell'aurora boreale – nelle cui armonie gli indigeni sanno leggere il benessere dei Poli – e della vita di quelli che egli definisce "gli ultimi guardiani dell'Artico", gente sobria e generosa, dura ma con la mano aperta, maestri nell'arte della sopravvivenza in condizioni estreme e al contempo consapevoli dell'anima del mondo che si manifesta nelle lande ghiacciate e negli animali che le abitano.
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Eva virale. La vita oltre i confini di genere, specie e nazione
Meltemi, 10/05/2024
Abstract: Con Eva virale capiremo che la vita si sviluppa ignorando i confini di genere, specie e nazione, scopriremo che non c'è ragione per credere che della vita sia proprietario solo l'Occidente patriarcale e impareremo che la sopravvivenza terrestre è sempre più dipendente dalla fine del capitalismo.Vivere bene non vuol dire "crescere all'infinito". Questo concetto ce lo insegnano le piccole e grandi forme di vita: batteri, virus, cetacei e la Terra nel suo insieme. Tuttavia, molti umani ritengono di poter disporre del pianeta a proprio vantaggio. Complice il capitalismo, questa presunzione di specie ha creato i fenomeni della sesta estinzione di massa e del riscaldamento globale. L'antropocentrismo ha inoltre escluso donne, persone LGBTQI+ e tutta l'alterità non-umana dall'accesso ai saperi, appropriandosene.Per invertire la rotta è necessario ripartire dall'etica e dalle scienze considerate eretiche, come l'etica materialista e le epistemologie e biologie cyborg e transfemministe.
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Jouvence, 10/05/2024
Abstract: Da dove nasce l'antisemitismo? Quali sono le sue origini? Nel corso di millequattrocento anni nasce e si sviluppa l'antigiudaismo, l'insieme di pregiudizi e di preclusioni culturali e intellettuali nutriti nell'Europa cristiana nei confronti del popolo ebraico. La presente opera è un'accurata selezione di testi e di documenti sull'antigiudaismo nel periodo che va dagli albori del cristianesimo alle soglie dell'epoca moderna. Il lavoro insiste nella ricerca di fonti letterarie o paraletterarie con l'intento di individuare l'evolversi o l'involversi della percezione e della concezione degli ebrei nel mondo occidentale. Questo libro intende dunque essere una testimonianza delle difficoltà che durante i secoli dominarono i rapporti tra ebrei e cristiani.
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PGreco, 10/05/2024
Abstract: La Rivoluzione d'Ottobre non è stata solo una vittoria di Lenin. È stata una vittoria anche dei suoi uomini. Tra questi c'è Kamo, il più notevole e originale, tanto da diventare, già in vita, un bizzarro eroe popolare in tutto il Caucaso. Cospiratore, terrorista, svaligiatore di banche, capo guerrigliero, guardaspalle di Lenin, deportato, evasore, finto pazzo, bandito di strada, naufrago, direttore delle dogane sovietiche: non c'è esperienza eterodossa che Kamo non abbia fatto nella sua vita, tanto piena da apparire inverosimile e conclusasi accidentalmente nel 1922. Ma Kamo non è un avventuriero, la sua è una morale dura e semplice, senza compiacimenti o narcisismi. Il libro di Jacques Baynac, avventuroso come un romanzo ma rigorosamente storico e denso come un saggio di teoria rivoluzionaria, va letto per ricordarsi che "la rivoluzione non è mai un merletto o un pranzo di gala".
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Rubbettino Editore, 10/05/2024
Abstract: La Marchesina, raccolta di racconti con la quale Strati esordisce, contiene già i temi portanti dell'intera sua produzione e, in nuce, alcune trame che saranno sviluppate in successivi romanzi. È in queste pagine, dunque, che si avverte lo Strati più fresco, entusiasta del suo cimento letterario, ma già con strumenti efficaci per esprimersi e un vasto campionario di vicende e personaggi che premono per venire allo scoperto. "La Calabria è la scena di un racconto a più voci – scrive Giuseppe Polimeni nel saggio introduttivo –, di una filosofia che si costruisce come riflessione sulle cose e sul lavoro, sul senso dell'ingiustizia come sull'utopia sottesa e necessaria. Ciascuno dei personaggi esprime una filosofia, la filosofia. Non importa direttamente la ragione di uno; il racconto è il sommarsi dei punti di vista, l'intrecciarsi delle voci diverse, dei timbri, delle ragioni degli altri".
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Rubbettino Editore, 10/05/2024
Abstract: "Ognuno di noi ha nel cuore un Sud. Le parole di Andrea Di Consoli sono la carne e l'urlo dei nostri Sud", Mario DesiatiDimenticami dopodomani è un libro inclassificabile. Forse è una raccolta di poesie; più probabilmente, un libro di racconti in forma poetica. A fine lettura, tuttavia, si ha la sensazione di aver letto un romanzo: il romanzo sentimentale e viscerale di un uomo del Sud ormai adulto dilaniato da nostalgie, sensi di colpa, desideri, paure. In questo libro ci sono tutti i temi cari all'autore: l'identità meridionale, la solitudine, l'amore e il disamore, l'essere padre, l'ossessione della memoria, il tarlo della morte. E sempre emerge un tono da resa dei conti, un corpo a corpo con il senso di una vita, un canto urgente e necessario, febbricitante – di scrittore con la fronte calda. Con Dimenticami dopodomani Andrea Di Consoli ha dato ennesima prova della sua vocazione di "irregolare", assai distante dalle mode correnti e da furbizie editoriali. Ha composto un canzoniere realistico e struggente, di grande forza espressiva, rappresentativo della sua generazione. Un libro a cuore aperto, diretto, senza orfismi, reticenze e non detti. Duro e dolcissimo allo stesso tempo.
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Con la vigna negli occhi. Il "segreto" di 958 Santero, il vino che sa di futuro
Rubbettino Editore, 10/05/2024
Abstract: Se Pietro, il patriarca, vedesse con i suoi occhi terreni la Santero 958sarebbe contento. Gianfranco Santero ne è convinto. I figli di Pietro e i suoi nipoti e i figli dei suoi nipoti portano avanti quello che lui aveva sognato: una cantina forte, che guarda al futuro, che spedisce i propri vini in ogni parte del mondo, ma che ricorda la propria storia, le proprie radici ancora profondamente ancorate in quell'angolo di Piemonte dove la terra è ancora terra e gli uomini e le donne sanno guardarsi negli occhi e apprezzare ogni alba e ogni tramonto. Sì, Pietro ne sarebbe davvero contento. Anche perché il viaggio di 958 Santero non finisce. In programma ci sono tanti progetti, iniziative e idee che non basterebbe un libro per raccontarli tutti. Ce ne vorrebbero almeno tre. Ma intanto ecco il primo, quello senza il quale non conosceremmo il segreto di una delle cantine vinicole più singolari e innovative del nostro Paese. Buona… bevuta.
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Il ritmo della libertà. Il fattore tempo in politica ed economia
Rubbettino Editore, 10/05/2024
Abstract: Tra futuro potenziale e passato sostanziale viviamo l'eterno presente dell'attimo che è la nostra vita. Ma, per riuscire ad agire e non solo subire la realtà, dobbiamo imparare a capire il tempo. Gestire bene il tempo è la chiave per costruire il futuro. Ed è la chiave di questo libro, con un punto di vista originale sulle scelte in sistemi complessi, sia politici che economici.
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PGreco, 15/04/2021
Abstract: In questo libro si è cercato di fornire quanto più possibile materiale per la conoscenza dell'esperienza della colonna Walter Alasia delle Brigate Rosse di Milano, negli anni 1980/82. Il libro si suddivide in tre parti. Nella prima si tenta di cogliere le caratteristiche dell'esperienza della CWA all'interno della storia generale delle BR e del contesto dello scontro di classe degli anni '70. Nella seconda parte si ricompone in una "testimonianza collettiva" quanto è stato raccolto dei ricordi sia di vecchi militanti della CWA che di compagni che hanno visto e vissuto quest'esperienza dall'esterno, nel movimento. In generale si è provato a restare fedeli alla realtà, cogliendola dal punto di vista in cui essa fu vissuta allora, e non con gli occhi di oggi, evitando reinterpretazioni soggettive ed ex post. Nella terza parte sono pubblicati tutti i documenti della CWA, dall'autunno '80 all'autunno '81, con delle brevi introduzioni per presentare il contesto specifico in cui essi furono prodotti e la storia e l'attività delle brigate di Sesto San Giovanni, Alfa Romeo e Policlinico, che firmarono le varie azioni. L'interesse di questa documentazione è soprattutto legato al fatto che essa ci porta nel vivo dello scontro tra operai e capitale che in quegli anni raggiunse il suo culmine, ed evidenzia la ricchezza delle lotte e dei contenuti espressi dalla classe operaia e dalle sue avanguardie nel ciclo di lotta che aveva preso avvio nel 1968.
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Salani Editore, 28/05/2024
Abstract: In Val Germanasca la natura detta le proprie volontà: nella miniera di talco, negli orti, nei boschi, nelle borgate cheguardano la cascata. Così accade anche il giorno del crollo: tre boati tanto forti da far tremare la montagna. Due minatori mancano all'appello e nel piazzale si scava tra i detriti. L'ultimo a uscire dal foro nella roccia è un giovane che tutti conoscono. Si chiama Lisse, senza la U, e in quella lettera mancante è già scritta gran parte della sua vita. È ferito, eppure a far sanguinare l'animo di Lisse sono ben altri tagli. Quell'uomo partorito in un prato, accolto e nutrito dalla sua gente, è anche l'invisibile, il senza-storia, esiliato entro i confini della sua Valle. Stravolto da quell'ennesimasciagura, Lisse si rifugia in una baracca a Paraut, dove è nato. Giosuè Frillobèc, l'amico di sempre che zoppica sulle parole, non può stare a guardare. E con lui nemmeno Mina, che ha cresciuto entrambi come una madre; e Lumière, il gigante che fa oracoli; e Tedesc, il vecchio liutaio che parla tre lingue. Insieme escogiteranno un piano per riportare Lisse a casa e restituirgli speranza, immaginarsi ancora possibile. L'arrivo di Alma, partita dall'Argentina con una chitarra in spalla, porterà nelle loro vite il canto delle Ande e un sogno gentile da coltivare. Passano molti anni,Frillobèc ha lasciato la Valle e vive isolato tra le colline, con la sola compagnia di una corva. A spezzare la sua solitudine è l'improvvisa visita di un ragazzo, Jul, venuto dalle montagne a riportargli un oggetto che gli è appartenuto. Insieme cuciranno la storia, gli amori distanti un oceano, le libertà sfilacciate dal tempo, le promesse incompiute. Una miniera di piccole cose, incise nella pietra dolce.
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Ma che dolore! L'impatto invalidante sul lavoro. Analisi di un fenomeno sottovalutato
Edizioni Lavoro, 27/05/2024
Abstract: Il dolore rappresenta una delle esperienze più complesse dell'esistenza poiché attraversa ogni dimensione dell'essere umano: fisica, psicologica, culturale, religiosa e, non meno, lavorativa. È il sintomo che più di tutti mina l'integrità fisica e psichica di una persona e che maggiormente angoscia e preoccupa l'ambiente familiare, con un notevole impatto sulla qualità della vita. Per questo, il dolore ha una notevole incidenza anche sul lavoro e, di conseguenza, sui rapporti contrattuali, oggi sempre più difficili. Le statistiche rilevano una prevalenza di tale fenomeno nella popolazione di circa il 20% in Europa e del 25% in Italia, ovvero una persona su 4-5.Quando assume carattere di cronicità, il dolore rappresenta uno dei principali problemi sociosanitari, lavoristici ed economici a livello mondiale, sia per il crescente invecchiamento della popolazione sia per l'aumento delle patologie cronico-degenerative di tipo osteoarticolare, reumatico, neurologico e vascolare, come anche danni sul fronte psicofisico che richiedono interventi di supporto diversificati, tra i quali reinserimenti lavorativi mirati. Nella nostra società, tuttavia, il dolore è sottovalutato, anche se rappresenta una sfida sociale e sanitaria da affrontare per una patologia invalidante quanto costosa.In questo volume, attraverso i contributi di diversi esperti, si vuole offrire una possibile chiave di lettura per comprendere il fenomeno "dolore" in tutte le sue diverse accezioni e nei diversi ambiti nei quali produce effetti.
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Berlinguer deve morire. Il piano dei servizi segreti dell'Est per uccidere il leader del PCI
Fuoriscena, 14/05/2024
Abstract: Il 3 ottobre 1973, mentre è diretto all'aeroporto di Sofia, al termine di una difficile visita ufficiale in Bulgaria, Enrico Berlinguer è vittima di un incidente stradale. Il suo interprete muore e due dirigenti del Partito comunista bulgaro rimangono gravemente feriti. Il segretario del Pci si salva per miracolo. Per anni, sulla notizia cala il silenzio. Fino a quando il senatore dell'allora Pds Emanuele Macaluso svela un retroscena clamoroso: sulla strada verso l'aeroporto, Berlinguer doveva morire. L'ipotesi di un complotto ordito dai governi "amici" dell'Est viene smentita dai dirigenti del vecchio Pci, ma incoraggiata dalle confidenze della vedova Berlinguer, a cui il marito aveva manifestato da subito i suoi sospetti. La rivelazione di Macaluso è l'inizio del lavoro investigativo contenuto in questo libro, che passa da Sofia agli archivi dell'Istituto Gramsci, fino alle carte del dossier Mitrokhin. "Berlinguer deve morire" è un'inchiesta giornalistica estremamente precisa e documentata, che si legge come un thriller politico. Arricchita da una premessa di Walter Veltroni, da un ampio saggio introduttivo di Giuseppe Vacca e da nuovi importanti documenti e testimonianze in Appendice. Un lavoro imprescindibile, qui riproposto in una nuova edizione aggiornata, che restituisce all'uomo politico Enrico Berlinguer tutto lo spessore, la forza e la centralità che ha avuto nella storia della Prima repubblica.
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Marsilio, 14/05/2024
Abstract: È poco più che un bambino Gianni De Michelis quando resta folgorato dalla politica, una "malattia– scrive Paolo Franchi, giornalista di lungo corso –che non contempla guarigioni, specie per chi l'ha fatta fin da ragazzo". Proprio dagli esordi sul palco di una manifestazione veneziana prende avvio il ritratto di un personaggio tra i più singolari dell'Italia repubblicana. Con stile brillante e ritmo serrato, Franchi orchestra sapientemente una sarabanda di ricordi, aneddoti e riflessioni che è allo stesso tempo un viaggio nel dietro le quinte della storia del Paese a cavallo tra due secoli. Influenzato dal clima di fervore intellettuale che respira in casa, De Michelis non si fa cogliere impreparato dall'epoca della grande trasformazione. Convinto che non si possa far politica senza conoscere come si produce e si distribuisce la ricchezza, affianca gli operai del Petrolchimico di Marghera, è alla testa di mille battaglie, riesce a farsi eleggere nella sua Venezia, prima di spiccare il volo al fianco di Bettino Craxi. Ministro delle Partecipazioni statali, del Lavoro e poi degli Esteri, interpreta ogni ruolo da refrattario agli schemi e innovatore dai mille volti che rivivono in questa cavalcata attraverso i decenni, dal Gianni "Bellachioma" descritto da Giampaolo Pansa al "più grande ministro degli Esteri italiano", come lo definì uno dei nostri più importanti diplomatici. Non saprà però avvedersi dei primi, sinistri scricchiolii di un sistema politico e istituzionale che verrà spazzato via da Tangentopoli. Conserverà fino alla fine, invece, una spiccata lungimiranza sui processi globali che lo porterà a prevedere, in tempi non sospetti, la necessità di una "governance multilaterale del mondo multipolare", intuendo il pericolo di un altro conflitto planetario: "un mondo così è troppo pesante anche per le spalle degli Stati Uniti; non può essere governato da un Paese solo".
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Adelphi, 14/05/2024
Abstract: Con "Rien va" Tommaso Landolfi, scrittore elusivo, mascherato, mistificatorio per eccellenza riguardo alla propria persona, ha scelto la via di un'ulteriore provocazione, rovesciando bruscamente i termini del gioco: pubblicato nel 1963, questo vero libro segreto – un diario del periodo '58-60 – si inoltra infatti nell'intimo e non cela paure e ossessioni, dal denaro al tappeto verde alla scrittura stessa. Al centro, una sorpresa che è anch'essa un brusco rovesciamento rispetto alla vita precedente di Landolfi: la nascita di una bambina, con lo stupore e l'euforia che l'accompagnano. Così questo zibaldone di pensieri, spesso taglienti e sconcertanti, si presenta come l'unico squarcio capricciosamente concesso dall'autore sulla propria esistenza più nascosta. "La letteratura non è vita" scrive Landolfi in "Rien va". Ma nulla più di un libro come questo vale a smentirlo.
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Adelphi, 14/05/2024
Abstract: Questo libro, pubblicato da Landolfi nel 1954, contiene alcuni fra i suoi più celebrati racconti fantastici, come "La moglie di Gogol'" o "Lettere dalla provincia". Ma, con somma sprezzatura, Landolfi ha mescolato queste formidabili, e insieme esilaranti e sinistre invenzioni narrative, a una serie di schizzi, per lo più riferiti alla sua giovinezza ipocondriaca e vissuta col diverso passo di una formidabile e straniante intelligenza. Chiude il libro la sezione intitolata "Commiato", una sequenza di miniature dove la prosa raggiunge d'improvviso un lucore madreperlaceo, mallarmeano ("Parole sorgevano, s'incarnavano e lentamente tramontavano, sull'equoreo orizzonte, contro il cielo perso"). Una forma così sconcertante può essere ricondotta, come indicò Calvino, al gesto di chi "sperpera le sue puntate d'un colpo o le ritira bruscamente dal tavolo col gesto allucinato del giocatore". Al tempo stesso, al lettore di oggi potrà presentarsi il legittimo sospetto che sia proprio tale composizione frastagliata e caparbiamente sconnessa a far sì che risalti sempre sulla pagina, con inquietante nettezza, il timbro inconfondibile di Landolfi, la sua superba malinconia, la vocazione a corteggiare, sotto ogni aspetto, "la fumosa stella del naufragio".
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Adelphi, 14/05/2024
Abstract: L'invasione russa della Cecoslovacchia nel 1968 non ha solo conculcato i diritti umani, la democrazia, la giustizia: ha ridotto a "un foglio di carta in fiamme / dove scompare la poesia" – scriveva Kundera nel 1980 citando l'amato Nezval – una "grande cultura". Una cultura unica, che la "capitale magica d'Europa" ha forgiato lungo i secoli, e che ha conosciuto l'apogeo con Kafka, Hašek e Janaček, artefici dei "tre pannelli del quadro dell'inferno futuro": "labirinto burocratico", "idiozia militare", "disperazione concentrazionaria". Tracciare il ritratto di Praga significava allora, per Kundera, riportare alla luce un'Atlantide inabissata, salvare una visione del mondo renitente a "identificarsi con la Storia" e a "cogliere nei suoi spettacoli serietà e senso". Ma noi lettori non potremo fare a meno, oggi, di riconoscere in quel ritratto, attraversato da un fremito di commossa nostalgia, un autoritratto, che rivela, meglio di qualunque saggio critico, la "genealogia segreta" da cui scaturisce l'opera di Kundera. Dentro al suo laboratorio ci conduce anche "Ottantanove parole", un dizionario personale nato nel 1985 dall'esigenza, per lui che ancora scriveva in ceco ma pensava ormai a come ogni frase sarebbe suonata in francese, di chiarire al nuovo pubblico le "parole chiave", le "parole trabocchetto", le "parole d'amore" attorno alle quali erano costruiti i suoi romanzi – e tuttora essenziale per chi li ami e voglia conoscerli meglio.
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Solferino, 14/05/2024
Abstract: Roma, 61 d.C. Il prefetto di Roma viene ucciso nel suo letto. Secondo il diritto romano, tutti i quattrocento schiavi di sua proprietà devono essere messi a morte. Ma tre sono solo bambini, e Livio, un semplice legionario, non se la sente: a costo della vita, li mette in salvo presso tre diverse famiglie, con la promessa di fare in modo che si ritrovino in futuro. Poi, però, Livio parte per una lunga guerra. E per molti anni i tre crescono separati, ciascuno senza sapere se gli altri sono vivi o no. Arild è affidato a un lanista e coltiva il sogno di prestare giuramento come gladiatore; Derek è sta-to destinato a un commerciante di animali e si distingue per il suo talento nelle arti e per le sue abilità come addestratore dei famelici cani pugnax; Brynja è stata accolta nella domus di un senatore così influente che sta progettando per l'imperatore nientemeno che la costruzione dell'anfiteatro più grande del mondo. I tre sono ormai adolescenti quando Gerusalemme cade e il generale Tito, figlio dell'imperatore Vespasiano, torna a Roma con le sue legioni e il bottino necessario proprio per la realizzazione di quell'immenso edificio. E tra i soldati vittoriosi c'è anche Livio, che non ha dimenticato la sua promessa.Tra soprusi e congiure di potere, tentativi di fuga e di suicidio, amori impossibili e desideri infranti, riti di magia nera e vane preghiere agli dèi, l'epopea dei tre giovani schiavi decisi a sopravvivere e a tornare insieme si intreccia a quella della costruzione del monumento simbolo di Roma. Forse proprio in quell'arena si deciderà il loro destino?
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PaperFIRST, 14/05/2024
Abstract: Il 15 dicembre del 2023 Chiara Ferragni, fashion blogger e imprenditrice digitale di fama internazionale all'apice del suo successo, viene multata dall'Antitrust per pratica commerciale scorretta. L'accusa è quella di aver spacciato un'operazione commerciale per un'iniziativa benefica destinata alle cure di bambini malati di tumore. La caduta dalla vetta è disastrosa e provoca la crisi di un impero che pareva scintillante e solidissimo: quello dei Ferragnez. In un attimo, la coppia da 45 milioni di like idolatrata da stampa e follower, non esiste più. Eppure, i segnali di un'imminente caduta c'erano già. Dalla sovraesposizione dei minori alla compulsiva ostentazione del privilegio, dall'attivismo ruffiano alla beneficenza opaca, nel suo libro Selvaggia Lucarelli ripercorre all'indietro la storia recente del fenomeno mediatico più discusso del Paese. Il vaso di Pandoro è una nuova inchiesta e la storia dell'inchiesta che ha cambiato per sempre il mondo degli influencer, imponendo più di una riflessione su come sia pericoloso, oggi, maneggiare un successo così incorporeo da svanire in un click. Fino ad un'angosciante conclusione: quel vaso di Pandoro, che sia sigillato o rovinosamente aperto, riguarda tutti noi.
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Feltrinelli Editore, 14/05/2024
Abstract: Milano, 17 maggio 1973, via Fatebenefratelli. In Questura si commemora il primo anniversario dell'uccisione del commissario Luigi Calabresi. Al termine della cerimonia, lo scoppio di una bomba a mano provoca quattro morti e cinquantadue feriti. L'attentatore, Gianfranco Bertoli, viene arrestato in flagranza e si dichiara anarchico. Ma è davvero così? Si scoprono presto i suoi legami con l'estrema destra eversiva veneta, la sua oscura permanenza in un kibbutz israeliano e il misterioso passaggio a Marsiglia prima di arrivare a Milano. Prima ancora, Bertoli era stato informatore del Sid, criminale comune e in contatto con anarchici veneziani e milanesi, che ne avevano favorito la latitanza.Qual era il fine dell'attentato? Punire il ministro dell'Interno Mariano Rumor per non aver proclamato lo stato d'emergenza atteso dai neofascisti dopo la strage di piazza Fontana? Rilanciare la pista anarchica con un attentato plateale contro la memoria di Calabresi e per vendicare l'onore di Giuseppe Pinelli? Furono Ordine Nuovo e la Rosa dei Venti ad armare il colpevole affinché spianasse la strada a un colpo di Stato? Oppure la soluzione del giallo era la più semplice, come rivendicato negli anni dal "bombarolo", che dal carcere continuò a produrre scritti libertari? Le ostinate indagini di un giudice, durate un quarto di secolo, e i processi celebrati dopo il 2000 hanno scritto una verità solo parziale.Paolo Morando e Massimo Pisa ricostruiscono i fatti e i profili dei personaggi coinvolti, esaltando i chiaroscuri di una vicenda che è la sintesi perfetta della stagione della "strategia della tensione". Con tutte le ambiguità degli apparati dello Stato.La ricostruzione più completa e documentata della figura di Gianfranco Bertoli, il "sedicente anarchico" autore della strage del 17 maggio 1973 alla Questura di Milano.