Trovati 16445 documenti.
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Non chiamatemi Ismaele : romanzo / Michael Gerard Bauer ; traduzione di Gianna Guidoni
Mondadori, 2011
Abstract: Isrnaele è un quattordicenne timido e goffo, impegnato nella difficile arte di passare inosservato soprattutto da quando sulla sua strada ha incrociato quel tritasassi di Barry Bagsley, il bullo della scuola, che non perde occasione per rendergli la vita difficile. Spintoni, scherzi e prese in giro diventano per Ismaele pane quotidiano e le vacanze un momento di pace che aspetta per tutto l'anno e finisce in un minuto. Ma un giorno in classe arriva un nuovo alunno, un tipo strano: Scobie a prima vista sembra un ragazzo un po' imbranato, il bersaglio perfetto per Barry, invece è uno tosto, che non ha paura di niente. Con lui tutto sembra possibile: parlare di fronte a centinaia di persone, conoscere la ragazza dei suoi sogni e forse perfino tenere testa a Barry e ai suoi scagnozzi. Per Ismaele si prepara l'anno in assoluto più incredibile, difficile e meraviglioso della sua vita.
2. ed
Casale Monferrato (AL) : Sonda, 2011)
Abstract: Tutti i giorni viviamo un numero variabile di conflitti: di alcuni non ci accorgiamo neppure, altri invece lasciano il segno e possono cambiare la vita intera. Comunque tendiamo a sfuggirli, e a considerarli problemi da cui è meglio tenersi alla larga. Eppure i conflitti possono essere incredibili occasioni di apprendimento su noi stessi e sugli altri, possono aiutarci a incrementare le competenze relazionali e sociali e a migliorare la qualità della nostra vita. Ecco la prospettiva inedita che offre questa grammatica: dai conflitti è possibile imparare. Daniele Novara, pedagogista e formatore di lunga esperienza, individua le componenti fondamentali delle situazioni conflittuali e offre alcuni strumenti per provare a leggerle, decodificarle, capirle, ma soprattutto per viverle nell'ottica dell'apprendista. Chi impara dai conflitti vuole riuscire a superare modalità relazionali consolidate ma inefficaci per garantirsi relazioni più stabili e creative; da questa fondamentale, sistematica e anche difficile esperienza della vita vuole ricavare il meglio. Una lettura indispensabile per acquisire competenze personali interiori e durature, per essere in grado non solo di conoscere ciò che serve in teoria ma anche di riuscire a metterlo in pratica; una grammatica per attuare una nuova alfabetizzazione relazionale, per raggiungere e superare nuove frontiere di apprendimento, di conoscenza di sé e degli altri.
Collaborare : metodi partecipativi per il sociale / Ennio Ripamonti
Roma : Carocci Faber, 2011
Abstract: Da alcuni anni si registra un crescente interesse per le tematiche della partecipazione nei più diversi settori: dalle politiche sociali alla prevenzione, dalla promozione della salute alla rigenerazione urbana. La costruzione di coesione sociale e di qualità di vita, attraverso l'azione congiunta di istituzioni, terzo settore e cittadini attivi, è una prospettiva di intervento indicata da molte leggi e raccomandata da una vasta letteratura scientifica. Diverse discipline evidenziano l'importanza cruciale di fattori come la fiducia e la solidarietà nel determinare condizioni di benessere individuale e sviluppo sociale. Gli approcci partecipativi sono chiamati oggi a rimodularsi sui tratti di società locali profondamente mutati sul piano demografico (invecchiamento, immigrazione), occupazionale (flessibilità, precarietà) e culturale (valori, stili di vita). Si tratta perciò di operare nella direzione di un welfare societario e plurale basato su prìncipi e metodologie capaci di valorizzare le competenze, formali e informali, presenti in una comunità. La collaborazione diventa quindi il processo cardine del lavoro sociale, ma non solo, dei prossimi anni.
Arte povera : interviste / curate e raccolte da Giovanni Lista
Milano : Abscondita, 2011
Abstract: Sollecitando gli artisti più impegnati nello sviluppo dell'Arte Povera, le interviste curate e raccolte da Giovanni Lista cercano di definire i caratteri specifici di questo movimento dell'arte italiana che, nato all'inizio degli anni sessanta del secolo scorso, ha proposto il salutare ritorno a un grado zero dell'arte contro i linguaggi tradizionali della produzione artistica e contro la retorica di un'avanguardia ormai compromessa con la società dei consumi. Rifiutando il mondo della cultura, nel momento in cui esso registrava il suo asservimento alle nuove tecnologie e alla massificazione dei media, l'Arte Povera ha preconizzato la messinscena del processo di creazione, il recupero dei gesti elementari e la manipolazione dei materiali primari. L'arte era così chiamata a tradurre l'atto cognitivo nella pienezza di un'esperienza sensibile e intellettuale in cui la coscienza d'essere si trovava confrontata all'epifania delle forze della materia, alla presenza fisica dell'oggetto, alla circolazione d'energia che relaziona le cose e lo spazio ambiente. Ogni opera d'Arte Povera pone se stessa come emergenza e scoperta, sopprime la coerenza ripetitiva dello stile e rinnova quindi l'esperienza originaria della creazione. L'Arte Povera è stata caratterizzata da un'aperta rivendicazione dei valori dell'arte europea, vissuta anche come nuova appropriazione dei fondamenti espressivi della civiltà artistica italiana.