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Al vento dell'Oceano
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Tuzzi, Hans

Al vento dell'Oceano

Bollati Boringhieri, 19/10/2017

Abstract: "Abilità da prestigiatore... Tuzzi è un maestro sofisticato, imprevedibile." "Il Corriere della Sera" - Ranieri Polese"Tuzzi continua a non sbagliare colpi e ci regala un altro magnifi co giallo, una sfolgorante miniatura letteraria. ""Il Fatto Quotidiano" - Fabrizio D'Esposito"Elegante senza essere lezioso, erudito senza essere noioso. C'è ancora qualcuno davvero convinto che il giallo non possa essere ottima letteratura? "IBS - Giampiero Cinque"Un mystery classicheggiante, dove il groviglio di rimandi, sospetti e deduzioni è nobilitato da un costante e vivo gusto per la parola. ""la Repubblica" - Giuliano AluffiAprile 1926. Sul transatlantico Pamphylia Neron Vukcic onora una promessa fatta a sé stesso nel 1914: andare a vivere a New York, la Mela d'Oro del XX secolo. Ma è mai possibile che il delitto non lo segua mentre teso e diffidente naviga verso il Nuovo Mondo? Naturalmente no. E quando in una suite di prima classe Elizabeth Hillman, bella moglie del senatore James R. Hillman, viene sorpresa con la mano sul pugnale piantato nel cuore del banchiere, politico e collezionista Clifford M. Marshall, acerrimo avversario del marito all'interno del Grand Old Party, il capitano della nave deve procedere a un arresto che desta scalpore e scandalo. A Hillman e al fratello dell'accusata non resta che chiedere a Neron Vukcic di smascherare il vero assassino prima che il transatlantico giunga a New York.Pigro e fedele alla propria pigrizia, Vukcic rifiuta. Ma un senatore e un miliardario americani posseggono argomenti sufficienti a vincere la più ostinata resistenza di un apolide immigrato. Così, con la prospettiva di un pronto rilascio della cittadinanza, di un pingue conto in banca e di una brownstone house affacciata su Gramercy Park, Neron Vukcic si mette al lavoro chiudendo il caso e, nello stesso tempo, la trilogia a lui dedicata.

L'astrologo quantistico. Storia e avventure di Girolamo Cardano, matematico, medico e giocatore d'azzardo
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Brooks, Michael - Antonielli D'Oulx, Benedetta

L'astrologo quantistico. Storia e avventure di Girolamo Cardano, matematico, medico e giocatore d'azzardo

Bollati Boringhieri, 02/11/2017

Abstract: "Micheal Brooks è il più acuto divulgatore scientifico che ci sia in circolazione.""The Independent""Girolamo Cardano è il mio mascalzone preferito di tutti i tempi. Michael Brooks lo fa brillantemente rivivere in una serie di conversazioni divertenti, dotte e originali sulle frontiere della fi sica. È un esperimento audace e perfettamente riuscito, un tipo completamente nuovo di divulgazione scientifica."Ian StewartNato a Pavia come figlio illegittimo, sopravvissuto alla peste che uccide la sua balia, Girolamo Cardano inaugura una vita fuori dagli schemi: avventurosa e blasfema, geniale e dissipata, fatta di miseria e splendore. "Cardano fu un grande uomo con tutti i suoi errori – scrisse Leibniz – Senza, sarebbe stato ineguagliabile".Medico brillante e giocatore compulsivo, inventore, astrologo e polemista instancabile, Cardano attraversa pestilenze, processi dell'Inquisizione, scandali familiari e feroci dispute matematiche. In mezzo a questo caos, trova il tempo di gettare le basi del calcolo combinatorio, della teoria della probabilità e dei numeri complessi: strumenti che, quattro secoli dopo, risulteranno essenziali per descrivere il mondo quantistico.Michael Brooks fa rivivere questo straordinario genio rinascimentale e, dialogando con lui in prima persona, usa la sua storia come filo conduttore per introdurci alla meccanica quantistica. Ne nasce un libro originale e irresistibile, che unisce biografia romanzata e divulgazione scientifica come non l'abbiamo mai letta. 

Silenzio elettorale
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Hedl, Drago - Miocic, Estera

Silenzio elettorale

Marsilio, 19/10/2017

Abstract: All'alba di un bel giorno di primavera, Igor Kožul percorre la riva della Drava in bicicletta, contemplando l'acqua color dell'argento che scorre lenta e pigra ai piedi della città di Osijek, ancora addormentata. Il silenzio e la natura che lo circondano smorzano l'angoscia dei ricordi di guerra che sembrano non volerlo lasciare, ma quando il suo sguardo cade sul corpo senza vita di una ragazzina, abbandonato lungo la riva, l'incanto si spezza brutalmente, facendolo riprecipitare nei suoi incubi. Le indagini sulla morte sospetta della ragazza dall'identità sconosciuta sono affidate all'ispettore Vladimir Kovač che, al contrario dei suoi colleghi, non è affatto convinto che si tratti di un suicidio. Con una vita privata piuttosto ingarbugliata e un divorzio imminente, Kovač, non è dell'umore migliore per dedicarsi con lucidità a un caso che tutti danno per risolto e già archiviato, ma l'incontro con Stribor Kralj, giovane giornalista dall'innata passione per la giustizia, gli apre nuove prospettive, convincendolo a fidarsi del suo istinto. Nonostante le pressioni dall'alto vadano per entrambi in tutt'altra direzione, nei giorni incandescenti che precedono le elezioni, Kovač e Kralj individuano una pista che porta direttamente agli ambienti più in vista della società cittadina, in particolare alla cerchia del candidato che tutti i sondaggi danno per favorito. In una caccia al colpevole che alla ricerca della verità mescola la critica sociale, puntando il dito su un sistema politico irrimediabilmente corrotto, il giornalista e il poliziotto, insieme, potrebbero riaprire una campagna elettorale il cui finale sembrava già scritto.

Sotto stelle silenziose
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McVeigh, Laura

Sotto stelle silenziose

Bollati Boringhieri, 12/10/2017

Abstract: "Il romanzo di Laura McVeigh è molto più di un bell'esordio, è un libro capace di catturare il vastissimo pubblico dei giovani lettori e della narrativa letteraria per adulti, perché parla di un tema trasversale, è una meditazione sulla guerra, la perdita, la speranza e la vita dei rifugiati. Un libro indispensabile perché senza tempo, nel tempo di oggi. ""Irish Independent""Vivido, memorabile, una storia molto umana che non indulge mai alla pietà. Il potere dell'immaginazione sostiene la tragedia raccontata nel romanzo. ""Irish Times""Il commovente romanzo d'esordio di Laura McVeigh fotografa una terra martoriata, l'Afghanistan dopo l'invasione sovietica, attraverso gli occhi di una giovane donna e l'esperienza della sua famiglia. L'autrice mette in luce la resilienza delle donne afghane di fronte all'orrore, e il tributo che hanno pagato per la sopravvivenza. "Deeyah Khan, UNESCO Goodwill Ambassador per la libertà artistica e creativa""Il romanzo di Laura McVeigh è molto più di un bell'esordio, è un libro capace di catturare il vastissimo pubblico dei giovani lettori e della narrativa letteraria per adulti, perché parla di un tema trasversale, è una meditazione sulla guerra, la perdita, la speranza e la vita dei rifugiati. Un libro indispensabile perché senza tempo, nel tempo di oggi". ""Irish Independent"""Vivido, memorabile, una storia molto umana che non indulge mai alla pietà. Il potere dell'immaginazione sostiene la tragedia raccontata nel romanzo". ""Irish Times"""Il commovente romanzo d'esordio di Laura McVeigh fotografa una terra martoriata, l'Afghanistan dopo l'invasione sovietica, attraverso gli occhi di una giovane donna e l'esperienza della sua famiglia. L'autrice mette in luce la resilienza delle donne afghane di fronte all'orrore, e il tributo che hanno pagato per la sopravvivenza". "Deeyah Khan, UNESCO Goodwill Ambassador per la libertà artistica e creativaAfsana, ragazzina afghana di undici anni, è in viaggio a bordo di un treno della Transiberiana, in territorio russo: legge Anna Karenina e ascolta le storie e i consigli del capotreno Napoleone. Sono i primi anni Novanta, e Afsana è diretta a Mosca, dalla zia Amira, una sorella di sua madre fuggita dall'Afghanistan all'arrivo dei mujaheddin. Anche Afsana è in fuga, dalla storia sua e della sua famiglia, che il buon Napoleone la convince a scrivere. Una storia tragica, una famiglia annientata dalla lunga guerra civile: Dil e Azita, e i loro sei figli. All'inizio del libro, e per lunga parte del racconto, il lettore è convinto che sul treno viaggi tutta la famiglia, e Laura McVeigh molto abilmente introduce episodi realistici per farglielo credere. Ma man mano che Afsana rievoca il passato, capiamo che madre e padre, fratelli e sorelle, sono morti, finché ogni segreto riguardo a quanto realmente avvenuto verrà svelato. La prima cosa che viene in mente leggendo questo romanzo è un paragone con Il cacciatore di aquiloni, dato che la piccola Afsana rievoca spesso anche la bellezza di quel cielo limpido dell'Afghanistan solcato dalle code colorate degli aquiloni: magia annientata dai talebani insieme alla popolazione, alla storia, alla cultura. Ma il racconto di McVeigh ha una marcia in più, una voce narrante particolarissima, ingenua ed elegante, fresca e delicata, mai eccessiva, capace di narrare in uno stile sospeso tra realtà e visione, senza che queste si confondano o appaiano poco plausibili. Sotto stelle silenziose è un bellissimo esordio, fresco e delicato. L'autrice, Laura McVeigh, che è stata Executive Director del Pen International, è impegnata nella cooperazione e conosce bene i territori che racconta, senza lunghe descrizioni ma per immagini chiare e efficaci.

Liberate il cervello
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Aberkane, Idriss

Liberate il cervello

Ponte alle Grazie, 02/11/2017

Abstract: Idriss Aberkane non si stanca di ricordarci l'importanza di una sperimentazione libera, capace di sfidare certezze, conformismo e gerarchie figlie delle ideologie del passato."Memoria, concentrazione, apprendimento... Come potenziare la propria intelligenza grazie alle neuroscienze. Il libro esplosivo di Idriss Aberkane"Le Point - Idriss Aberkane"La felicità non è incompatibile con la produttività, anzi, al contrario: chi è felice è migliore nella scuola, nel lavoro, nella politica. È dimostrato scientificamente."Il Secolo XIX"Inseguendo il sapere ma trascurando i sensi abbiamo perso il "sapore". Che invece è fondamentale. Steve Jobs ci ha insegnato una grande lezione quando ha detto che per avere successo è cruciale inseguire la propria passione. Perché per riuscire davvero ci vuole una grande resistenza, e solo se una cosa ci interessa davvero possiamo trovare la forza di non rinunciare alle prime avversità. "Robinson - la Repubblica - Idriss AberkaneOgni sette anni la quantità di conoscenze a disposizione dell'umanità raddoppia di numero. Con una velocità prima inimmaginabile, giorno dopo giorno circolano nel mondo milioni di nuove informazioni. Ma, sostiene Idriss Aberkane nel suo "trattato" audace e visionario, a questa impressionante quantità di informazioni corrisponde ben poca saggezza; e una società che produce informazioni senza saggezza finirà per autodistruggersi. Ebbene, lo strumento più potente per affrontare qualsiasi sfida e ritrovare la strada della saggezza noi lo possediamo già, ed è il nostro cervello; e l'osservazione e lo studio delle persone considerate "fenomeni", come i "calcolatori prodigio", indicano la strada da percorrere. Questa strada, però, è disseminata di ostacoli. Primo fra tutti il sistema dell'istruzione, che premia il conformismo, l'individualismo, l'"alimentazione forzata" del cervello, scoraggiando la condivisione, il senso critico e ciò che accomuna da sempre tutte le grandi menti, da Socrate a Leonardo da Vinci, a Einstein e Nikola Tesla: l'amore, la passione, la libera scelta di percorrere nuove strade. Liberare il cervello significa conoscerlo veramente nelle sue vere potenzialità come nei suoi limiti. Di questo tratta la "neuroergonomia", e in queste pagine ne ritroviamo tutti i campi di applicazione, dal marketing alla politica, dalla scuola alla medicina, alla tecnologia. Perché nel nostro cervello c'è molto più di quanto siamo stati finora in grado di creare, ed è solo partendo dalla sua conoscenza che spalancheremo davanti a noi le porte di un nuovo Rinascimento.Avete mai sentito parlare di Neuroergonomia? Idriss Aberkane ci spiega come imparare a sfruttare l'enorme potenziale della nostra mente.

Le radici storiche dei racconti di fate
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Propp, Vladimir - Coisson, Clara

Le radici storiche dei racconti di fate

Bollati Boringhieri, 12/10/2017

Abstract: Come e quando sono nate le fiabe? E perchè si rassomigliano in tutto il mondo? Nell'interpretazione di Propp, i racconti di fate non sono fantasia ma storia, sono il documento di una delle più antiche età dell'uomo: l'epoca delle comunità di cacciatori, prima ancora che la pastorizia e l'agricoltura cominciassero a cambiare il volto del mondo. Giovandosi di un materiale comparativo vastissimo tratto dalla etnologia e lavorando soprattutto sui racconti di fate russi, Propp stabilisce una serie di confronti tra i principali motivi di cui sono intessute le fiabe e analoghe forme rituali esistenti nella protostoria - o in fasi storiche più o meno vagamente indicate - e presso i primitivi. Attraverso tanti racconti sezionati e comparati, interrotti e ripresi in un giro di richiami e illuminazioni, il mondo vivace della narrazione si compone esso stesso in un affascinante racconto.

Genova macaia
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Pieranni, Simone

Genova macaia

Laterza, 05/10/2017

Abstract: Genova è un modo di essere.Genova è un alto e un basso continuo, è un infinito salire e scendere. È un continuo racchiudere, restringere, contenere. Genova è megalomane, con questa storia del centro storico e della macaia. Genova nasconde, bara e inganna. Apparentemente schiva e sulle sue, sotto sotto pensa sempre a tenersi aperta una possibilità di fuga.

Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd
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Banti, Alberto Mario

Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd

Laterza, 05/10/2017

Abstract: C'era una volta Wonderland, una terra di racconti meravigliosi fatta dalle parole dei romanzi, dalle trasmissioni radio, dalle figure dei fumetti, dalle immagini del cinema e della televisione.Wonderland è l'America con la sua industria culturale. Un soft power, che ha costruito una vera e propria ideologia. La sua storia ci consente di comprendere le eredità che solcano ancora l'immaginario dell'Occidente contemporaneo.Nel 1933 viene lanciato nei cinema USA I tre porcellini di Walt Disney. Questo piccolo avvenimento segna l'inizio della parabola della cultura mainstream promossa dai film delle majors hollywoodiane, raccolta e amplificata dalla radio e dalla tv. Questo tipo di cultura, basata su un'idea consolatoria dell'intrattenimento, fondata su una visione manichea del bene contro il male e sul must del lieto fine, prende forma allora e mette radici nell'immaginario collettivo dell'Occidente. Basti pensare a film come Via col vento, Il mago di Oz e Gli uomini preferiscono le bionde, o a fumetti come Tarzan, Dick Tracy o i supereroi.Dopo la seconda guerra mondiale si assiste invece alla nascita e al successo di una controcultura di massa, animata – sin dai primi anni Sessanta – soprattutto dalla formazione e dal successo della musica rock. Bob Dylan, Beatles, Pink Floyd intrecciano i loro rapporti con il coevo 'nuovo cinema' di Hollywood, da Easy Rider a Il laureato, fino alla nuova produzione teatrale di Broadway e alle nuove forme della programmazione televisiva. Una cultura alternativa, con al centro gli afroamericani, i ragazzi e le ragazze delle subculture giovanili, i militanti per i diritti civili.Questa costellazione potente si dissolve a partire dalla metà degli anni Settanta permettendo alla cultura di massa mainstream di rinnovare la sua egemonia, ancora oggi evidente.

Non è lavoro, è sfruttamento
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Fana, Marta

Non è lavoro, è sfruttamento

Laterza, 05/10/2017

Abstract: Dicevano: meno diritti, più crescita. Abbiamo solo meno diritti. La modernità paga a cottimo. Così dilaga il lavoro povero, spesso gratuito, la totale assenza di tutele e di stabilità lavorativa. È una condizione che coinvolge più di una generazione. Non più solo la generazione Erasmus e i Millennials, ai quali si è ripetuto il mantra dei giovani schizzinosi o emigranti per scelta. Ma anche le generazioni precedenti. Da troppo tempo si tace sulla perdita di diritti e sul crescente sfruttamento, la chiamano pace sociale. Ora è il momento di fare pulizia: il lavoro è la questione fondamentale del nostro tempo.Giovani e meno giovani costretti a lavorare gratis, uomini e donne assuefatti alla logica della promessa di un lavoro pagato domani, lavoratori a 3 euro l'ora nel pubblico e nel privato: questa è la modernità che paga a cottimo. Sottoccupazione da un lato e ritmi di lavoro mortali dall'altro. Diritti negati dentro e fuori le aziende per quanti non vogliono cedere al ricatto. Storie di ordinario sfruttamento, legalizzato da vent'anni di flessibilizzazione del mercato del lavoro. Malgrado la retorica della flessibilità espansiva e del merito come ingredienti indispensabili alla crescita sia stata smentita dai fatti, il potere politico ha avallato le richieste delle imprese. Il risultato è stato una cornice legislativa e istituzionale che ha prodotto uno sfaldamento del mondo del lavoro: facchini, commesse, lavoratori dei call center, addetti alle pulizie in appalto procedono in ordine sparso, non sentono più di appartenere alla medesima comunità di destino.Le inchieste di Marta Fana sul Jobs Act e la sua lettera al ministro Poletti, condivise da migliaia e migliaia di lettori, hanno portato alla luce la condizione del lavoro in Italia, imponendola all'attenzione pubblica come voce di un'intera generazione.

La montagna dentro
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Barmasse, Hervé

La montagna dentro

Laterza, 05/10/2017

Abstract: "Appendo l'amaca. Sotto di me il vuoto, sopra di me le stelle. Guardo le luci della vallata e mi sento in pace. Non vorrei essere in nessun altro posto."Tempo fa ho detto che l'alpinismo era fallito, ma oggi dico no, non è vero, perché ci sono giovani come Hervé Barmasse. Hervé è capace di trovare l'avventura sulle Alpi e non solo in Himalaya o in Patagonia. Giovani come lui difendono i valori veri dell'alpinismo tradizionale. Tempo fa ho detto che ci sarebbero mancati giovani che fanno cultura dell'alpinismo, ma oggi dico no, ci sono ancora. Reinhold MessnerÈ soprattutto sulle montagne di casa, sulle Alpi, che Barmasse dimostra la bellezza della sua filosofia alpinistica, la determinazione delle sue solitarie sul Cervino, l'apertura di nuove vie. Matteo Bartocci, "il manifesto"Barmasse intreccia racconti della sua vita con quelli della montagna. Emerge in queste pagine l'immagine di un grande alpinista che ha saputo mantenersi umile nonostante il successo, di un uomo cresciuto all'ombra del Cervino, che ha sempre guardato e scalato con grande rispetto. Cristina Zerbi, "Meridiani Montagne"

Etica
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Spinoza, Baruch - Landucci, Sergio

Etica

Laterza, 05/10/2017

Abstract: Da quando è apparso nel 1677, il capolavoro di Spinoza ha sempre suscitato reazioni forti. Dopo il clamore di scandalo sollevato ai suoi tempi, e la presenza continuata lungo il secolo dei Lumi, oggi l'Etica esercita ancora un largo fascino, per la combinazione delle tesi metafisiche più ardite con un messaggio di liberazione laica. Panteismo e determinismo, ossia naturalizzazione di Dio e della mente umana, in alternativa alla trascendenza del divino e all'antropocentrismo. Ma anche la denuncia critica dei pregiudizi, una morale antiascetica, e l'appello appassionato per l'ideale dell'"uomo libero".Questa nuova traduzione, curata e introdotta da Sergio Landucci, è condotta sull'edizione che è ancora di riferimento: il volume II degli Opera di Spinoza a cura di Carl Gebhardt, Heidelberg 1925. Accoglie però diverse modifiche al testo nel frattempo proposte e altre ne avanza essa stessa.

I Rifugiati
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Nguyen Viet, Thanh - Briasco, Luca

I Rifugiati

Neri Pozza, 05/10/2017

Abstract: "In un paese dove i beni di proprietà erano lunica cosa che contasse, non avevamo niente che ci appartenesse, a parte le storie".Cosí suona un passo contenuto in uno dei magnifici racconti di questo libro che Viet Thanh Nguyen ha voluto dedicare ai "rifugiati sparsi in tutto il mondo". È laffermazione di una giovane vietnamita, la cui infanzia, in fuga dagli orrori della guerra, è stata segnata dalla drammatica esperienza di un barcone alla deriva e dalla morte del fratello ragazzino. A un certo punto della sua adolescenza negli Stati Uniti, la donna si imbatte nellesperienza propria di ogni rifugiato: scoprire di non possedere niente, se non le storie, raccontate dai genitori o serbate nel proprio personale ricordo, che mostrano limpossibilità di voltare le spalle al passato, alle persone e alle cose del vecchio mondo perduto. Come "indumenti abbandonati dai fantasmi", esse riaffiorano inevitabilmente.Limpossibilità delloblio che, come un macigno, pesa sulla necessaria ricerca di nuove identità ed appartenenze attraversa da cima a fondo tutte le storie narrate in questo libro. Dal giovane Liem che non riesce piú a riconoscere sé stesso nellistante in cui apprende davvero che cosa significa a San Francisco dire di due maschi che sono una coppia "in senso romantico"; alla proprietaria del New Saigon Market che nella sua bottega, uno dei pochi posti a San Jose dove i vietnamiti possono acquistare il riso al gelsomino e lanice stellato, vede riapparire i fantasmi della guerra nella persona della signora Hoa, ossessionata dallidea della vendetta nei confronti dei comunisti che le hanno ucciso il figlio; a James Carver, nero cresciuto in Alabama, che a Quàng Tr_, in Vietnam, scopre di aver generato una figlia fuori posto in "un mondo deciso ad assegnare a ciascuno il posto che gli spetta", linquieta ricerca di una nuova identità da parte di uomini con "due facce e due menti diverse", già oggetto delle pagine de Il simpatizzante, riemerge con chiarezza in questopera."Libro importante di un grande scrittore con una conoscenza diretta del dramma dei diritti umani esploso sulla scena internazionale" (Washington Post), I rifugiati, accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un grande successo di pubblico e di critica, costituisce una splendida conferma del talento di Viet Thanh Nguyen nel descrivere la complessa esistenza del "popolo nuovo" sorto dalle grandi migrazioni in atto nel mondo contemporaneo."Storie degne di ammirazione non soltanto perché capaci di descrivere il trauma della migrazione forzata, ma anche perché affrontano i grandi temi dellidentità, della complessità dellamore e della sessualità, del disagio di vivere Nguyen scrive con una poesia unica".Financial TimesStorie di persone in bilico tra una patriadevasta e un ricco paese d'adozione...Un libro bello e strazianteJoyce Carol Oates, New Yorker

Prima dell'alba
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Malaguti, Paolo

Prima dell'alba

Neri Pozza, 05/10/2017

Abstract: Romanzo in memoria dell'artigliereAlessandro Ruffini fucilato a ventiquattroanni a Noventa Padovana il 3 novembre 1917 per un sigaro.Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all'aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall'ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall'altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della Ferroviaria... con una certa urgenza, visto che c'è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l'orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all'altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un'espressione di timore mista a reverenza.Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della Milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell'eroe agli onori che la Patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando letteralmente un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell'alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall'alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all'ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento.Nel centenario della "disfatta" di Caporetto, Paolo Malaguti compone un impeccabile romanzo che getta una luce nuova sulle scelte, di memoria e celebrazione, di oblio e censura, fatte dall'Italia "vittoriosa" attorno al mito della Grande Guerra e al destino dei troppi caduti di quella inutile strage che, a parere di molti, segnò la vera fine della civiltà europea."Avanti e morire, avanti e morire. Non cera nemmeno più una parvenza di ardore, negli uomini attorno a lui. Non era difficile vedere qualcuno andare all'attacco con un'espressione strana in viso, che faceva venire la pelle d'oca. Non più paura, non più ardore, per chi mai ne avesse avuto. Arrivava l'ordine, e si andava".

Marca gioiosa
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Plevano, Roberto

Marca gioiosa

Neri Pozza, 05/10/2017

Abstract: Non c'è pace nella Provincia durante gli anni dell'Impero di Otone. Le tonache grigie del venerabile Arnaut, i Christi milites, i mastini di Dio, braccano chiunque sia in odore di eresia per offrirne la testa alla spada dei crocesignati, i militi venuti da settentrione, i fanti, dicono, che si sono ricoperti di gloria oltremare dove hanno ricacciato il Saladino, in realtà un esercito di ubriachi fuori di senno, un ordine di armati folli, capaci delle efferatezze piú crudeli. A Besièrs, città della Provincia, torna un giorno il giovane Amalrico. Ha terminato l'apprendistato dal suo maestro di Tolosa ed è ansioso di riabbracciare il padre birocciaio e i compagni d'infanzia. Della città però non ne è piú nulla. Ovunque morte e distruzione: carri rovesciati tra massi e detriti, stormi di corvi che volteggiano su cadaveri di bambini ammucchiati in fosse comuni, soldati con la veste sudicia di fumo, di cenere, di sangue rappreso. Un dio folle e criminale sembra aver preso possesso dell'aria, dell'acqua e della terra.Insieme con Uc de San Sir, un giovane giullare incontrato nell'accampamento dei soldati, Amalrico scampa miracolosamente al coltello di un crocesignato e vaga per le terre della Provincia. Un viaggio in cui il giullare si rivela autentico socius, uomo di corte e di curia, oltre che menestrello esperto nell'arte del trobar. Dapprima a Montpelhièr, dove il vecchio medico Mesulla gli fa dono del suo prezioso compendio di arte medica, poi, al seguito della carovana del ricco mercante ebreo Benbenisti, a Zena, la città piú bella delle terre alte e asciutte della Liguria, e infine, passando per Verona e Vincencia, a Baxian, sede della corte piú ricca dell'intera Marca, Amalrico tenta di lasciarsi alle spalle il dio delle vendette sceso sui tetti di Besièrs.A Baxian si compie il suo destino, segnato dalla guerra e dall'amore, come si conviene a un ragazzo del XIII secolo. La guerra reca il volto di Ecelinello, il figlio del dominus Ecelino, nato a mezzogiorno, l'ora del sole, l'ora di Marte; l'amore quello di Cunissa, la prima per bellezza e virtú alla corte di Baxian.Romanzo vincitore della II edizione del Premio Neri Pozza, Marca gioiosa brilla per la raffinatezza della lingua (i riferimenti alla lirica trobadorica e ai poeti d'amore sono sapientemente sparsi nel libro) e per l'affascinante ricostruzione storica che trasporta il lettore nelle ricche città della Marca (Verona, Vicenza, Treviso, Bassano) al tempo di Ottone IV di Brunswick e di Federico II, un'epoca in cui Impero e Papato si confrontano senza esclusione di colpi. Piú di tutto, però, l'opera è un magnifico romanzo d'avventura, dove al lettore è dato imbattersi in impertinenti menestrelli e saggi eruditi, sfrontate e pudiche dame di corte, pavidi e temerari uomini d'arme."Un libro importante, che impressiona per lingua e tenuta. Esagerato, sorprendente, ambizioso".Sandra Petrignani"Un potente affresco dell'Europa dei primissimi anni del Duecento".Francesco Durante"Un romanzo storico, avventuroso e picaresco, colto e intelligente".Romana Petri

Damasco
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Amiry, Suad - Nadotti, Maria

Damasco

Feltrinelli Editore, 05/10/2017

Abstract: Suad Amiry conduce il lettore nei cortili e nelle stanze della famiglia Baroudi, con i fastosi pranzi del venerdì, le rivalità tra i figli maschi pigri e viziati, il vincolo indissolubile tra le figlie femmine. Una saga appassionante e poetica sospesa tra realtà e finzione, una rievocazione innamorata e nostalgica di un mondo raffinatissimo spazzato via dal fanatismo e dalla crudeltà, ma soprattutto una riflessione sul senso della maternità e sul silenzio come estremo gesto d'amore. Una storia e un affresco che dall'Impero ottomano arrivano al presente ulcerato del Medio Oriente. I personaggi sono memorabili, la scrittura leggera, le emozioni grandi.

Retail next
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Gennarelli, Massimo - Daelli, Stefano - Lunardi, Valentina

Retail next

Egea, 06/10/2017

Abstract: Davanti a uno scaffale, fisico o digitale, non siamo più quelli di una volta. Un groviglio di cambiamenti tecnologici, economici e culturali ha portato alla nascita di una nuova generazione di consumatori: persone iper-connesse, dallo stile di vita fluido, consapevoli del valore delle proprie scelte, alla ricerca continua di nuove esperienze e relazioni. In ogni settore, dalla GDO al banking, il retail è territorio di confine dove consumatori e brand, fisico e digitale si scontrano, sprigionando una grande energia creativa. Dall'osservazione di esperimenti e innovazioni emergono trend e scenari che definiscono il rapporto tra persone, spazi, esperienze e organizzazioni, contribuendo a disegnare le strategie per guidare il cambiamento della shopping experience.

Marketing thinking
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Mattiello, Alberto

Marketing thinking

Egea, 06/10/2017

Abstract: Sviluppo di Internet, big data e nuove tecnologie affievoliscono il ruolo del marketing in tutte le aree di ideazione, sviluppo, distribuzione e vendita dei prodotti. La visione tradizionale diventa rapidamente obsoleta e per affrontare i molteplici rischi occorrono strategie inedite, basate sul rapporto con le nuove generazioni, la centralità della persona e la psicologia. La strada per accompagnare le aziende nel futuro comincia a essere tracciata con successo da alcune imprese leader nel mondo, tra cui Amazon e Tesla, e da imprenditori brillanti e innovativi. Le loro esperienze, raccontate in questo libro, mostrano come utilizzare uno startup approach per superare lo scetticismo e comunicare in maniera autentica per trasformare le nuove generazioni di clienti in evangelisti del brand.

Extra Media. Immaginario collettivo e nuove leadership mediatiche
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Argante, Enzo

Extra Media. Immaginario collettivo e nuove leadership mediatiche

Egea, 06/10/2017

Abstract: Il mass media non c'è più. O perlomeno non c'è più quello tradizionale, quello unilaterale della tv all'ora di cena, dei tg, del primetime e dei palinsesti. Il sistema mediatico è stato ribaltato nella struttura, nei contenuti, nella distribuzione, nella relazione, nelle fonti e perché no nella credibilità. Siamo in regime Extra Media. Quali dimensioni, quale potenza esprime questo nuovo, sconfinato, territorio della conoscenza? Quali argomenti affrontano i social principalmente e con quali atteggiamenti? In particolare vengono analizzati: l'ascolto e l'analisi delle conversazioni (Twitter e Youtube); le modalità di utilizzo dei video (frequenza, fruizione, scelte); i significati prevalenti associati (informazione, intrattenimento, apprendimento); la rilevanza nella formazione delle opinioni e nuovi modelli di apprendimento. Extra Media è la nuova dimensione della conoscenza.

La rivolta delle élite
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Lasch, Christopher - Oliva, Carlo

La rivolta delle élite

Neri Pozza, 06/10/2017

Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1995, un anno dopo la morte del suo autore, La rivolta delle élite apparve subito come un libro fondamentale, capace di cogliere, più di qualsiasi testo di politologia, le ragioni profonde della crisi delle moderne democrazie liberali. "Anziché attenersi ai sondaggi", scrisse il Washington Post, "gli analisti politici farebbero meglio a impiegare il loro tempo leggendo l'ultimo libro di Christopher Lasch". Oggi, a oltre vent'anni di distanza, il volume si svela non soltanto come un libro fondamentale, ma come una vera e propria opera profetica, in grado di prefigurare la nascita dei populismi odierni, di quella secessio plebis che si comprende appunto soltanto come una naturale conseguenza della rottura del legame sociale operata tempo fa dalle élite.Il libro ritrae per la prima volta, nei suoi tratti essenziali a noi oggi così familiari, quell'élite liberale e cosmopolita di tecnocrati, manager e agenti della comunicazione che determinano le sorti delle società contemporanee: uomini che si sentono a casa propria soltanto quando si muovono, quando "sono en route verso una conferenza ad alto livello, l'inaugurazione di una nuova attività esclusiva, un festival cinematografico internazionale". Uomini che, in possesso di "una visione essenzialmente turistica del mondo", lasciano volentieri l'idea di una residenza stabile a una middle class ritenuta "tecnologicamente arretrata, politicamente reazionaria, repressiva nella morale sessuale, retriva nei gusti culturali".Uno smart people che, a Hong Kong come a Bruxelles o a New York, si sente "creativo", ma la cui creatività è rivolta soltanto a "una serie di attività mentali astratte svolte in un ufficio, preferibilmente con l'aiuto di un computer, e non alla produzione di cibo, case o altri generi di prima necessità".Il solo rapporto che, nel liberalismo moderno, l'élite ha con il lavoro produttivo è, per Christopher Lasch, il consumo. Per il resto essa vive in una "iperrealtà", un mondo simulato di modelli computerizzati, dove non ne è più nulla del mondo comune e dove l'ossessione fondamentale è il controllo, la "costruzione della realtà" (diremmo, con il termine oggi in voga, la governance). Lasch non si sottrae alla questione di cosa opporre alla rottura del legame sociale prodotta dalla rivolta delle élite. Nel sindacalismo agrario e operaio americano dell'Ottocento, confluito poi nel People's Party e nel Partito Democratico, vi è, secondo lui, la possibile risposta: l'esperienza di comunità fondate su valori come l'eguaglianza delle opportunità, la competenza, la mutua collaborazione, e per questo "capaci di autogoverno".La rivolta delle élite fu pubblicata per la prima volta in Italia nel 1995 dall'editore Feltrinelli con il titolo La ribellione delle élite. La sua riproposta oggi, con un titolo più fedele a quello originale, nasce da una profonda convinzione: che l'opera sveli oggi più di ieri la sua indiscussa attualità.L'Opera che ha annunciato la separazionetra élite e masse popolari e la nascita deinuovi populismi."Appassionato, avvincente, provocatorio".New York Times"È plausibile, per usare le categorie inventate dallo storico statunitense Christopher Lasch (m. 1994), che anche nel nostro continente siano state le élite a rivoltarsi per prime, a secedere lentamente dalle masse, perdendo – più o meno volutamente – il contatto con la gente normale".Il Foglio

L'industria intelligente. Per una politica di specializzazione efficace
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Onida, Fabrizio

L'industria intelligente. Per una politica di specializzazione efficace

Egea, 06/10/2017

Abstract: La Grande Recessione che ha investito l'economia mondiale a partire dal 2007 ha provocato nel nostro paese una caduta del PIL e degli investimenti fissi e un pesante deterioramento degli indicatori di finanza pubblica, con un aumento sensibile del rapporto debito pubblico/PIL. L'Italia del 2017, al contrario, mostra i segnali di una timida ripresa. Per rafforzare questi segnali e tornare a crescere occorre delineare i contorni di una rinnovata politica industriale che abbia al suo centro l'accelerazione dell'attività innovativa delle imprese, e che favorisca nel contempo la mobilità delle risorse verso le imprese più produttive, innovative e aperte a forme avanzate di internazionalizzazione. Sotto questo profilo allo Stato compete un molteplice ruolo: da un lato promotore di progetti di ricerca precompetitiva che incentivino la messa in comune di risorse private e pubbliche per realizzare obiettivi di sviluppo e benessere collettivo; dall'altro aggregatore di energie innovative in un tessuto produttivo di piccole e medie imprese, ancora oggi troppo frammentato; e infine facilitatore di interconnessioni tra imprese e istituzioni di ricerca.