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E l'amore anche ha bisogno di riposo
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Jancar, Drago

E l'amore anche ha bisogno di riposo

La nave di Teseo, 27/01/2022

Abstract: 1944. Dopo l'occupazione militare della Jugoslavia da parte della Germania, la città slovena di Maribor viene annessa al Terzo Reich e il tedesco imposto come lingua ufficiale. Mentre in montagna avanza la resistenza armata, sulle vie del capoluogo, ribattezzato Marburg an der Drau, piovono bombe: le sorti della guerra sono segnate e questo rende i tedeschi ancora più feroci. Sonja, una giovane studentessa di medicina, è incerta quando riconosce sotto l'uniforme da ufficiale delle SS Ludek, un compagno d'infanzia con cui sciava da bambina. Ma ora ha troppo bisogno dell'aiuto di quell'amico influente per esitare: il suo ragazzo, Valentin, è in arresto da mesi, accusato di cospirazione, e nelle carceri del Reich finire in un lager o alla fucilazione è questione di un colpo di penna. Ludek, che ha cambiato il suo nome in Ludwig ed è un fervente nazista, accetta di aiutarla, tuttavia una richiesta così delicata esige un compenso adeguato. Valentin viene liberato e, portando nel cuore il dubbio atroce che Sonja possa aver sacrificato se stessa per lui, prende la via dei monti per unirsi ai partigiani.Valentin, Sonja e Ludwig si ritroveranno lungo i sentieri tortuosi di una guerra fratricida nel centro dell'Europa, raccontata in una prospettiva inedita e a noi molto, troppo, vicina.Drago Jančar, il più importante scrittore sloveno contemporaneo, torna con un impetuoso romanzo di passioni, in corso di traduzione in 13 paesi, attraversato da una rivalità fortissima e da un amore che non è disposto ad arrendersi."Uno scrittore che riprende e rinnova, con assoluta originalità, la grande tradizione del romanzo mitteleuropeo."Claudio Magris"Un romanzo superbo, sensuale e struggenteallo stesso tempo."Le Figaro"E l'amore anche ha bisogno di riposo è grande cinema, appartiene alla letteratura mondiale. Un capolavoro di forma."Katja Gasser, ORF

Il cinema di Truffaut
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Malanga, Paola

Il cinema di Truffaut

Baldini+Castoldi, 27/01/2022

Abstract: François Truffaut: il giovane cinefilo che, all'inizio degli anni Cinquanta, inventa un nuovo modo di fare critica, scoprendo Hitchcock e il cinema americano; il regista che inaugura la Nouvelle Vague con I quattrocento colpi; e soprattutto l'artista che sa trasformare il personale in universale, e rivolgersi a tutti gli spettatori, ma parlando a uno a uno, confidenzialmente.I suoi film, al contrario di quelli di molti suoi compagni d'avventura, restano, inattaccabili dal tempo che passa, e il vuoto che ha lasciato alla sua morte, nel 1984, è uno dei più lancinanti nel cinema contemporaneo.Paola Malanga ci racconta un Truffaut a tutto tondo, maestro di insolenza e di tenerezza, capace di amori dissennati e di odi furibondi, e allo stesso tempo ricostruisce un'intera epoca, quella dei "Cahiers du cinéma" di André Bazin e della Cinémathèque di Henri Langlois, sullo sfondo della guerra d'Algeria e del Maggio '68. Senza rinunciare a un'analisi dettagliata film per film, chiedendosi ogni volta le ragioni di successi e flop, capolavori e mezzi fallimenti. Che è l'unico modo per rendere giustizia a unuomo che Gérard Depardieu ha descritto con queste parole: "Era un ribelle, un estremista in tutto. Ed era generoso sempre dieci secondi in anticipo sulla generosità degli altri, come Platini sul pallone. Con un'eleganza folle".Fa bene rivedere i suoi film, fa bene ripassare la sua vita. Perché sia i film che la vita di François Truffaut ci ricordano che è sempre possibile sottrarsi a destini decisi da altri – la società, gli algoritmi, il sistema del consenso, la logica del consumer – per scrivere la propria storia.La riedizione di questo libro, uscito per la prima volta nel 1996, è rivolta non solo a chi sente la mancanza di Truffaut, ma anche e soprattutto a chi non lo conosce. Nella speranza che i giovani di oggi e di domani possano trovare in lui un compagno segreto per portare alla luce e far avverare anche i sogni che sembrano impossibili. O almeno provarci.

Sono nato così, ma non ditelo in giro
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Muratore, Mattia

Sono nato così, ma non ditelo in giro

Chiarelettere, 20/01/2022

Abstract: "Adesso, grazie al tuo libro,l'elenco delle cose che so si è allungato.Lascio l'avventura a chi lo leggerà."Luciano Ligabue Una storia sorprendente,che entra nel mondo delladisabilità non in punta di piedi,ma con irriverenzae dissacrante ironia Sono nato così, ma non ditelo in giro è il racconto ironico, intenso, a tratti spietato, sicuramente rock, ma non senza una vena pop, della vita di Mattia Muratore. Una vita come quella di tutti, ma anche da quella di tutti straordinariamente diversa. Perché Mattia ha l'osteogenesi imperfetta, la "malattia delle ossa di cristallo": già alla scuola materna le fratture che aveva collezionato non si contavano sulle dita di mani e piedi.Eppure, grazie all'ironia e alla leggerezza con cui è trattata, questa non è una storia di dolore o sofferenza, ma di una eccezionale quotidianità, fatta, come per tutti, di primi appuntamenti, concerti e derby, conditi però da quei frequenti momenti tragicomici che capitano a chi, come l'autore, si trova immerso dentro il mondo della disabilità.Così, con una scrittura semplice e incisiva, del tutto priva di autocommiserazione o retorica, questa storia, venata di intelligente umorismo, a tratti romantica, ma mai sdolcinata, ribalta a ogni pagina lo stereotipo buonista che abitualmente si accompagna alla disabilità. E ci restituisce la preziosa consapevolezza della responsabilità di tutti verso chi il rispetto degli altri e la libertà di vivere deve conquistarseli giorno per giorno.

Non comprare niente! Guida pratica al consumo consapevole
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Clark, Liesl - Rockefeller, Rebecca

Non comprare niente! Guida pratica al consumo consapevole

Edizioni Il Punto d'incontro, 10/01/2022

Abstract: Il Buy Nothing Project si ispira all'economia del dono, in cui le persone condividono e mettono in comune le risorse, per imparare ad acquistare di meno e aumentare lo scambio di prodotti e risorse tra vicini, così da limitare gli sprechi e l'accumulo di oggetti inutili in casa, pur senza farsi mancare nessuna comodità.

Bad boy
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Thompson, Jim

Bad boy

HarperCollins Italia, 03/02/2022

Abstract: "Jim Thompson ha catturato lo spirito del suo tempo."- STEPHEN KING "Vi invidio, se ancora non lo avete letto." - JO NESBØ "Il maestro indiscusso del noir di provincia americano." - SEBA PEZZANI, IL GIORNALE "I suoi romanzi proiettano una luce abbagliante sulla condizione umana." - WASHINGTON POSTTutti i bambini sognano, ma non tutti i sognatori diventano scrittori in età adulta, trasformando le proprie fantasie in parole e proiettando le proprie aspirazioni su pagine ricche di avventure e drammi. Jim Thompson di sogni ne ha sempre fatti tanti, soprattutto perché il suo mondo ha orizzonti paradossalmente ben più limitati degli enormi spazi desertici del natio Oklahoma e dei promettenti cieli azzurri del West. Suo padre è a suo modo un ingenuo sognatore, incapace di cogliere il male che si annida in ogni anfratto umano, ed è quasi del tutto assente. La famiglia si stringe intorno alla madre, donna più pratica e meno propensa ai voli pindarici, ma le ristrettezze economiche e le difficoltà del periodo, alle soglie della Grande Depressione, non lasciano spazio all'ottimismo. È con queste premesse che il giovane Jim muove i primi passi importanti nella vita, sotto la guida di un nonno materno dalla personalità debordante, propenso agli scatti d'ira così come al fuoco del whisky e delle compagnie femminili proibite. Passando da un lavoro temporaneo all'altro – per esempio, quello di fattorino d'albergo – senza smettere di scrivere, sua passione mai sopita, e indulgendo a sua volta in alcol e compagnie pericolose, Thompson racconta la sua vita con il sarcasmo che lo ha reso immortale. E, da buon narratore, trasforma la sua esistenza in un romanzo autobiografico, pubblicato per la prima volta nel 1953, che contiene tutti gli elementi delle storie da lui narrate negli anni attraverso i suoi personaggi. Qui il "bad boy" è lui e non ha bisogno di inventarsi altri protagonisti.

Attiva gli ormoni della felicità. Dai l'addio a svogliatezza e ansia e ripristina i tuoi livelli di serotonina, dopamina, noradenalina e GABA
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Kauffmann, Kyra - Kauffmann, Sascha

Attiva gli ormoni della felicità. Dai l'addio a svogliatezza e ansia e ripristina i tuoi livelli di serotonina, dopamina, noradenalina e GABA

Edizioni Il Punto d'incontro, 10/01/2022

Abstract: SEROTONINA, DOPAMINA E GABASoffri di disturbi d'ansia, depressione, compulsioni, senso di irrequietezza o altro disagio psicologico? Hai già alle spalle numerosi trattamenti, tutti più o meno infruttuosi? Attiva gli ormoni della felicità ti offre un valido e concreto aiuto per ritrovare il benessere e la serenità. Burnout, depressione, svogliatezza e molti dei problemi psicologici diffusi hanno una causa fisica e sono dovuti alla mancanza di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina, noradrenalina e GABA. Errori alimentari, mancanza di esercizio e luce artificiale sono responsabili della carenza dei cosiddetti ormoni della felicità.Serotonina: trasmetttte buonumore, ottittimismo e una sana fifiducia in se stessi.Dopamina: alimenta la naturale curiosità, la percezione e l'attttenzione.Noradrenalina: rafffforza resistenza, concentrazione, energia e memoria.GABA: (acido gamma-ammino-butitirrico): assicura relax, buon sonno e coraggio.Come aumentare la serotonina?Queste quattro sostanze lavorano insieme per creare quello che definiamo il nostro stato di "buonumore naturale". Ecco perché li chiamiamo semplicemente ormoni della felicità. Qual è la causa comune della maggior parte delle malattie mentali?Che tipo di carenze hai? Cosa dovresti assolutamente mangiare per tornare a essere felice? Quali sostanze psicoattive naturali puoi utilizzare per dare una mano agli ormoni della felicità? Autotest, cambiamenti nello stile di vita e metodi di trattamento naturali ti aiuteranno a riattivare questi ormoni, per ritrovare energia e gioia di vivere.

Lupetta Luna e la magica festa a sorpresa
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French, Vivian - Sartori, Gioia

Lupetta Luna e la magica festa a sorpresa

HarperCollins Italia, 03/02/2022

Abstract: ASPETTATI L'INASPETTATO! Lupetta Luna è una lupetta mannara. È super veloce, è super forte e ha una vista a raggi X. Non le piace tanto mettere in mostra le sue abilità, vorrebbe solo essere uguale gli altri. Per la festa di compleanno della sua amica Marjory, però, le viene in mente un'idea formidabile… sarà disposta a usare i suoi poteri per la sorpresa più grande di sempre?

Una disperata vitalità
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Van Straten, Giorgio

Una disperata vitalità

HarperCollins Italia, 03/02/2023

Abstract: "All'improvviso da essere giovane mi ritrovo vecchio. Quando è successo? E come?" Questo, o qualcosa di simile, è quello che pensa Giorgio, alla vigilia del suo sessantesimo compleanno. Che sia arrivato, anche per lui, il tempo dei bilanci? Un'ex moglie, una vita tra Firenze e New York, un buon momento personale e professionale. E la certezza di avere quarant'anni. Certezza che però si deve scontrare con la data impressa sulla carta di identità e con un elenco considerevole di acciacchi e malanni.A sei anni di distanza dal suo precedente libro, Giorgio van Straten torna al romanzo e racconta, con uno sguardo straordinariamente acuto e ironico, un protagonista degno dello Zuckerman di Philip Roth e del Barney di Mordecai Richler.Lo spaesamento di una generazione, i desideri che non invecchiano con l'età, le relazioni, complicate ma inesauribili, con i propri affetti più cari – la donna amata, il migliore amico, la figlia –, gli incontri galanti più o meno occasionali, la crisi politica e sociale del mondo in cui si è vissuti e invecchiati, il ritratto, tratteggiato con sarcastica dolcezza e dolce sarcasmo, degli ambienti intellettuali di sinistra italiani e americani, una riflessione, leggera e profonda, sul tempo che passa. E, ovviamente, una disperata vitalità.Tutto questo è il teatro messo in scena da van Straten nel suo nuovo, indimenticabile romanzo.

Lo sfruttamento nel piatto
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Mangano, Antonello

Lo sfruttamento nel piatto

Laterza, 13/01/2021

Abstract: "Il viaggio raccontato da Mangano lungo la complessa filiera agroalimentare permette di conoscere ciò che si nasconde nel piatto in cui mangiamo. La conoscenza come strumento per essere liberi e scegliere consapevolmente. Il cibo come elemento con una potenza straordinaria capace al contempo di indebolire o favorire giustizia sociale: nostra la scelta, nostra la responsabilità."Carlo Petrini, Slow FoodAl supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance 'sottocosto'. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne.C'è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d'acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all'uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la 'modernità' della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l'economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo.Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d'arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche.Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere 'complice' di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose.

Passatopresente
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Colarizi, Simona

Passatopresente

Laterza, 13/01/2021

Abstract: Nel 1992, trent'anni fa, cominciava il crollo della prima Repubblica e il passaggio alla seconda. Convenzionalmente si ritiene che questo passaggio sia stato legato alle inchieste di Mani pulite e alla decimazione per corruzione di un'intera classe politica. In realtà, i fattori che portarono a questa caduta furono molteplici e questo libro, per la prima volta, li analizza nel loro insieme.

C'è speranza se questo accade al Vho
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Lodi, Mario

C'è speranza se questo accade al Vho

Laterza, 13/01/2021

Abstract: Mario Lodi è stato uno dei protagonisti di quella straordinaria stagione di rinnovamento della scuola italiana che ha tentato di superare il vecchio modello autoritario per realizzare tra i banchi i valori della comunità democratica repubblicana. Questi diari, che ripercorrono la sua esperienza di maestro elementare tra il 1951 e il 1962, sono diventati una lettura fondamentale per tutti coloro che hanno a cuore non solo la scuola ma più in generale le sorti delle nuove generazioni. E in una fase storica come quella attuale, in cui crescono le aree di disagio (purtroppo anche per i bambini), in cui dilaga la retorica sulla formazione d'eccellenza e in cui è concreto il rischio di un ritorno alla scuola di classe, ricordare la lezione di Mario Lodi è più che mai urgente. Come ricordava Tullio De Mauro: "Nella scuola che Mario ha vissuto e che propone non c'è posto per bambini considerati più dotati o per quelli giudicati meno dotati, ma per bambini ciascuno dei quali ha un particolare potenziale da coltivare e sviluppare e mettere in comune". Un grande classico per ricordare che occuparci dei bambini vuol dire avere a cuore il futuro di tutti.

La democrazia dei signori
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Canfora, Luciano

La democrazia dei signori

Laterza, 13/01/2022

Abstract: Come è potuto accadere che il potere legislativo passasse di fatto nelle mani dell'esecutivo riducendo le funzioni delle assemblee elettive a meri compiti di ratifica? E soprattutto: un assetto politico resta 'democratico' anche quando il 'demo' se n'è andato? O si trasforma in una democrazia dei signori?Da oltre trent'anni l'Italia vede attuarsi periodicamente soluzioni 'irregolari' delle crisi politiche. Ciampi, Monti, Draghi. Da tempo i presidenti della Repubblica si regolano come se fosse in vigore da noi la Costituzione della Quinta Repubblica francese, o forse pensano che sia ritornato lo Statuto Albertino: convocano 'qualcuno' che metta le cose a posto. Non possiamo non chiederci se, tra le cause immediate di questa deriva, non ci sia il disinvolto e reiterato ricorso alla cosiddetta 'unità nazionale' e al conseguente assembramento di formazioni politiche ritenute antitetiche ma destinate a perdere, nel corso di tali esperienze, larga parte dei loro connotati. È probabile che tutto questo si sia verificato sotto la pressione incalzante di costringenti strutture extranazionali in grado di imprimere una accelerazione. Ma il problema ineludibile che abbiamo di fronte è: a quale prezzo e con quale riassetto del nostro ruolo internazionale si sia prodotta una tale mutazione, e se essa sia irreversibile.

Il re di Girgenti. Nuova ediz.
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Camilleri, Andrea - Nigro, Salvatore Silvano

Il re di Girgenti. Nuova ediz.

Sellerio Editore, 15/07/2021

Abstract: Una nuova edizione de Il re di Girgenti arricchita da un'intera sezione originale. Un omaggio a Camilleri a due anni dalla sua scomparsa. Un'epopea appassionante sullo sfondo dei grandi eventi della Storia, un inno alla libertà, un romanzo dal respiro epico che consacra lo scrittore non solo per le sue doti uniche di narratore, ma anche per la potenza dello stile e dell'immaginazione.

Tecniche dello Yoga
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Eliade, Mircea - Macchioro, A.

Tecniche dello Yoga

Bollati Boringhieri, 05/09/2013

Abstract: Tecniche dello Yoga – Frutto dell'esperienza diretta del mondo e della cultura indiana che il giovanissimo Mircea Eliade fece a partire dal 1928 sotto la guida del grande poeta e storico del pensiero indiano Surendranath Dasgupta, Tecniche dello Yoga non è né un manuale né una introduzione alle sue tecniche destinata a ricercare nuovi adepti. In una ricca e dettagliata indagine sul mondo ideale indiano che ha visto sorgere la prassi dei diversi Yoga, Eliade descrive magistralmente la specificità della filosofia yogica, secondo la quale per raggiungere il distacco dal mondo occorre praticare una serie di discipline psicofisiche che permettano di arrivare alla concentrazione e alla contemplazione nei suoi diversi stati. All'esposizione di queste tecniche segue l'esame dei rapporti tra lo Yoga e le diverse religioni, nel quadro degli orientamenti mistici e gnostici della spiritualità indiana.

Idea. Contributo alla storia dell'estetica
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Panofsky, Erwin

Idea. Contributo alla storia dell'estetica

Bollati Boringhieri, 13/01/2022

Abstract: Muovendo da un'indagine sistematica sui canoni e i principi d'autorita classico-rinascimentali – la prospettiva, le proporzioni, l'idea – Panofsky ripercorre qui la vicenda delle diverse risposte date all'eterna questione del rapporto tra soggettoe oggetto dell'opera d'arte. Sulla scorta di un imponente apparato documentario, egli mostra come l'iconoclastia platonica lasci il posto alla valorizzazione medievale dell'immagine quale specchio della Bellezza divina, e come il Rinascimento colmi la frattura tra realta e invenzione con regole di composizione e prospettiva. Tra Manierismo e Classicismo, poi, torna a imporsi l'individualita dell'artista, che infonde nella propria creazione quell'Idea destinata a dare ordine e senso a un mondo oggettivo di per se privo di armonia: il suo intervento "purifica" la natura distillandola in opera. Secondo la formula di Panofsky, "l'arte ha sempre avuto il valore di una sorta di ponte gettato sull'abisso che separa la realta dall'Idea".

Yesterday. Filosofia della Nostalgia
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Ercoli, Lucrezia

Yesterday. Filosofia della Nostalgia

Ponte alle Grazie, 10/02/2022

Abstract: Il suono della fotocamera del nostro smartphone riproduce il clic di scatto di una macchina analogica. Il meccanismo della nostalgia comincia da qui, da una profonda contraddizione insita nella promessa tecnologica del nuovo millennio, che sembra fondarsi proprio sul bisogno di re-immaginare il passato, invece che inventare il futuro. Retro-topia l'ha chiamata Zygmunt Bauman. "La versione contemporanea della nostalgia si è sviluppata con l'aumento delle tecnologie. […] Viviamo in un'supermercato della memoria' come lo ha definito l'antropologo Arjun Appadurai. I nuovi strumenti tecnologici di archiviazione rendono fruibile  e disponibile sincronicamente tutto il passato" scrive Lucrezia Ercoli, sondando con lo sguardo della filosofia il nostro tempo. Quando la moda, il cinema, le serie tv e i social network si guardano indietro in un'ottica celebrativa significa che il futuro non è più percorribile? Sin dagli albori dell'umanità, il mito di un'età dell'oro precedente ha scandito i momenti di crisi: se la fiducia verso ciò che ci aspetta viene meno, non resta che ancorarsi a un tempo remoto. Per uscire da questa impasse l'autrice prova a tracciare i contorni dell'invenzione della 'nostalgia'. Scorgere fra le vetrine, gli spot televisivi e il cinema il funzionamento dell'effetto nostalgico ci consente di ridimensionare il fenomeno e di avvicinarci alla sua comprensione. Forse è proprio dove si avverte il bisogno di tornare indietro che comincia a delinearsi il futuro.

Altre concupiscenze
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Manganelli, Giorgio

Altre concupiscenze

Adelphi, 13/01/2022

Abstract: "Concupiscenza libraria" ce lo ha confermato: la recensione, "minimo mostriciattolo", può trasformarsi in una magnifica narrazione che ha come personaggi "le parole di un libro", in letteratura sulla letteratura o, se vogliamo, in uno specifico genere letterario, magari ambiguo, arbitrario, "impuro", persino irresponsabile, ma capace di svelare quell'"immagine segreta", quello "strato sotterraneo" in cui risiede la grandezza di un libro. Occorre, certo, che il recensore sia un "animale passionale" e soprattutto uno scrittore, giacché "recensire è scrivere". Inveterato bibliomane, Manganelli ha frequentato i più diversi autori: ma a quali in particolare riservava la sua devozione? Quali considerava "complici di libertà"? E ancora: quale idea della letteratura tale costellazione proietta? Lo scopriremo grazie a questa raccolta, che completa "Concupiscenza libraria": "... è una prima approssimazione di ciò che cerco: un luogo insieme notturno e labirintico" leggiamo a proposito di Borges. Un luogo unico, dunque, irripetibile, inimitabile: un "incantesimo che agisce in guise occulte tanto che il così detto scrittore non ne sa, non ne saprà mai nulla". Esattamente ciò che troviamo in Dickens, Yeats, Savinio, Nabokov, Borges, Landolfi, Calvino, Calasso. Qualcosa di oscuro, elusivo, enigmatico, lontano anni luce dal "languore affettuoso", dal compiacimento di certi autori pensosi, virtuosi e saggi: "Ora, non è facile tollerare un saggio, non è facile lottare con un uomo comprensivo e antico:" ammette riferendosi a Carlo Levi "ma almeno in letteratura, si può".

Il mio passato è un fiume malvagio. Lettere 1946-1973
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Burroughs, William S.

Il mio passato è un fiume malvagio. Lettere 1946-1973

Adelphi, 13/01/2022

Abstract: Le lettere di questo stupefacente epistolario sono in gran parte indirizzate ad Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Paul Bowles e pochi altri, uniti dalla convinzione di essere destinati a qualcosa di grandioso, e guidati dallo stesso Burroughs, guru sui generis e artefice di un "lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi". Seguiremo così "el hombre invisible" – come lo avevano soprannominato gli arabi – per i vicoli di Tangeri, lo vedremo sperimentare, fino al limite, ogni tipo di droga e cercare ovunque strumenti per scardinare "il film fraudolento" della realtà. Come un ricercatore folle chiuso nel suo laboratorio, che coincide con il cosiddetto mondo, Burroughs si espone a tutti i virus, a partire dalla parola, ma sonda anche altre vie, meglio se astruse e pericolose: dall'orgone di Wilhelm Reich alla dream machine di Brion Gysin, dal mitico yage amazzonico a Scientology. E riesce a sopravvivere. Il racconto di amori, amicizie, avventure esotiche ilari e turpi, prigionie, ricoveri, e perfino dell'uccisione accidentale della moglie, documenta inoltre la nascita di quella singolare forma narrativa che verrà poi identificata con "Pasto nudo", dove Burroughs trasforma le sue ossessioni, quasi sempre di carattere sessuale, in brani di una musica verbale distorta, acida, aliena. Rivolgendo il suo occhio clinico in primo luogo verso se stesso, Burroughs coglie anche manie e fobie americane, dal dopoguerra a oggi, patite sulla propria pelle e restituite con gli interessi alla comunità – e l'autoritratto disegnato dalle lettere si rivela così un'impietosa radiografia del suo paese.

I russi
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Landolfi, Tommaso

I russi

Adelphi, 13/01/2022

Abstract: Nel 1928 Landolfi è studente all'Università di Firenze. Dai corsi ufficiali, però, si tiene "a rispettosa distanza": la sua unica, "beata", occupazione è parlare per notti intere di letteratura con gli amici Carlo Bo, Leone Traverso e Renato Poggioli. "Lì era la nostra università," ricorda "a quella vera non andavamo mai". È grazie a Poggioli che scopre la letteratura russa: e in questa disciplina, che a Firenze allora nessuno professava, si laureerà nel 1932 con una tesi sull'opera di Anna Achmatova. Intanto, nel 1930, sono usciti un racconto, "Maria Giuseppa", e la recensione al "Re Lear delle Steppe" di Turgenev: il suo doppio destino – di scrittore e di slavista – è segnato. Ma "slavista" è forse il termine meno adatto. Incontrando la letteratura russa, Landolfi incontra in realtà una parte di sé: e l'"uomo superfluo" – in cui confluiscono senso di estraneità, stanchezza spirituale, profondo scetticismo – diventa uno specchio nel quale non cesserà di guardarsi. Per non parlare del dualismo morale, dei fantasmi, dell'innocenza russa, di Gogol' e Dostoevskij, che entrano stabilmente fra gli agenti attivi della sua immaginazione, per poi rifluire nella narrativa. Non meraviglia allora che in Russia Landolfi non sia mai andato: quel paese era per lui, e sarebbe rimasto, un'immagine, la matrice di una letteratura consegnata a un "eterno romanticismo", nonché di scrittori irriducibili agli schemi, capaci di ricreare da capo il proprio mondo. Né meraviglia che il prestigio di russista gli sia apparso da ultimo una persecuzione: proprio come le traduzioni, lavori venali che, diceva, "sempre più mi allontanano dal mio proprio lavoro". Resta il fatto che, al di là delle scintillanti e magistrali versioni che sino al 1967 Landolfi ha continuato a produrre, i suoi scritti sulla letteratura russa rivelano una capacità di intuirla che non ha molti uguali nel nostro Novecento: e che ci lascia ammirati.

Des mois
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Landolfi, Tommaso

Des mois

Adelphi, 13/01/2022

Abstract: Luogo deputato a radunare "le deiezioni dell'anima", il diario è il più degradato, il più "gloriosamente abietto" dei generi: ma in Landolfi, ha scritto Manganelli, subisce una radicale metamorfosi. Anziché catalogo di eventi ed emozioni quotidiane, diventa un'invenzione retorica dove passato e futuro si fondono in un "perituro istante" e il tempo risulta annullato; anziché documento privato, diventa, nella sua instabile tessitura di temi, rifiuto di sé. Mutevolmente, in "Des mois" – terzo pannello dopo LA BIERE DU PECHEUR e "Rien va" – Landolfi trascorre infatti dalla particolare coloritura delle immagini di sogno, irriproducibili dalla parola, alla segreta fraternità con una gatta (i gatti sono per lui i soli animali che conoscano la noia umana, quella legata al vuoto, al "tempo senza fondo"); dal conflitto tra la "lusinga dei miei vizi" (cioè il richiamo della vita) e la mediocrità borghese (cioè l'abiezione) allo stile, che nei grandi scrittori è distanza, capacità di considerare frasi e parole meri strumenti e non già "sacri arredi"; dal naturale stato di sottomissione agli eventi che ci impedisce di adattarci alla desiderata e aborrita libertà al rapporto con i figli, che, usciti dal "malevolo nulla", lo sfidano con la loro presenza miracolosa e accusatrice, lasciandolo lacerato tra "una tragica sollecitudine e la coscienza della metafisica inanità di qualsiasi affettuoso intervento". Centro di questo simulato e veritiero diario è del resto – sono ancora parole di Manganelli – "il sacrilegio, la violazione, la violenza per diniego, la clandestina e blasfema celebrazione di una irreparabile impurità, una fessura che ferisce il mondo da parte a parte, e ne annuncia la vocazione catastrofica".