Trovati 858905 documenti.
Trovati 858905 documenti.
Risorsa locale
Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo
Feltrinelli Editore, 12/11/2010
Abstract: Un poema. Un grande romanzo in versi. Erri De Luca obbedisce all'urgenza lirico-tragica ampiamente presente nella sua scrittura e disegna un paesaggio sociale, umano profondamente interiorizzato. L'opera è scandita in due parti: una prima parte (Solo andata), di schietta intonazione epico-narrativa, la seconda (Visite) più lirica, aforistica e, ancora una volta, narrativa.Solo andata ripercorre il viaggio di un gruppo di emigranti clandestini dall'Africa ai "porti del nord", arieggia i cori dell'antica tragedia, che raccontano gli avvenimenti (o vi alludono) e insieme li commentano, accompagnandoli con partecipazione anche quando il punto di vista è solo quello del testimone. La dizione è secca, scabra, e nulla concede alla retorica lagrimosa cui queste vicende spesso si prestano, né ai piaceri del verso, che è soprattutto cadenza, perfetta nel "dare ritmo" al dramma di questo viaggio senza tempo. Seguono versi che ora lasciano emergere uno stato d'animo, ora un ricordo, ora di nuovo un fatto di attualità o una riflessione di carattere politico o sociale. Ma sempre Erri De Luca – che in questo libro tocca i vertici espressivi che, partendo da altre premesse, ha raggiunto Amos Oz in Lo stesso mare – è capace di mettere a fuoco, con un'immagine o un'espressione non scontata, la realtà cui allude, e di mostrarcene la valenza poetica anche là dove la materia appare più refrattaria a essere riscattata. Un testo che farà discutere, che coinvolgerà i lettori. Comunque una svolta significativa nella scrittura di Erri De Luca.Dicono siamo sud. No, veniamo dal parallelo grande, dall'equatore centro della terra.La pelle è annerita dalla più dritta luce,ci stacchiamo dalla metà del mondo, non dal sud. .
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "In nome di cosa, Amelia e Titì – in nome di cosa erano stati disposti a sopportare non tanto la disonestà e le aperte malversazioni, certo, anche quelle, ma soprattutto le sciocchezze, le ridicolaggini, le bestialità, le battute grasse, le sconcezze dello schieramento politico cui dicevano di appartenere, proprio loro che aspiravano a un'idea aerea e gentilmente fluttuante, alla levità della farfalla che vola di fiore in fiore?"Amelia e Titì votano centro-destra e appartengono alla nuova società della Seconda Repubblica. Edonisti, egocentrici, sono certi che ogni occasione voglia l'abito giusto. Qui si racconta di una loro giornata. Una sola. Una giornata importante.Attraverso i buoni uffici di Augusto Iannaccione, untuoso personaggio infiltrato nei meandri della politica, Titì potrebbe accedere ai vertici della televisione di stato. Mentre fa anticamera aspettando di incontrare chi conta veramente – e l'attesa si protrae per ore e ore –, Amelia pranza con le sorelle e poi va in cerca di Sandrone, ringhioso uomo di sinistra, sciatto e sovrappeso, che l'ha scompaginata agitando valori che le sono ignoti.Roberto Moroni mette in scena un mondo serenamente corrotto, che solidarizza nelle feste e nella promiscuità sessuale, costruisce con ostinazione il vuoto e il degrado, vende per vendere e vende tutto. In questo mondo, Amelia e Titì si muovono come spettatori e attori ideali del decennio che ha finito con l'anestetizzare ogni forma di sensibilità morale. Ma è proprio lì che il romanzo cerca incrinature, e le trova.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/11/2012
Abstract: Gerusalemme 1947: mentre gli eventi storici incalzano, un ragazzino ebreo di dodici anni vive un momento estremamente significativo della sua vita. Ora che è adulto lo racconta. Dopo l'Olocausto, quando si rafforza il movimento clandestino per la nascita dello stato di Israele, anche lui ha fondato con un paio di coetanei una società segreta con l'obiettivo di combattere gli inglesi, che ancora occupano la Palestina, rivendicando il diritto a una propria patria dopo tanta sofferenza. Lui è soprannominato Profi, abbreviazione di professore, perché è molto intelligente, ha una cultura enciclopedica, ama studiare le parole e leggere. Di carattere è comunque socievole e vivace, ama pensarsi coraggioso come una pantera e i suoi amici sono i due compagni di gioco e cospirazione. Almeno fino al giorno in cui non fa amicizia con il nemico, un sergente inglese che gli insegna la sua lingua in cambio di lezioni di ebraico. Da quel momento agli occhi degli altri diventa un vile traditore, e in quanto tale va punito nonostante la sua pretesa di innocenza.La pantera in cantina racconta una piccola grande storia di emozioni e sentimenti, un'avventura di amicizia e di crescita, che pone serie domande sulla colpa e sulla fiducia, in un contesto storico di epocali stravolgimenti. Profi è infatti testimone, con il suo sguardo ancora candido, la sua sensibilità intatta, di fatti più grandi di lui i cui effetti si ripercuotono inesorabilmente sulle relazioni umane..
Risorsa locale
Scene dalla vita di un villaggio
Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele, Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benni Avni, sindaco del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo quattro parole: "Non preoccuparti per me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola – e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benni Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna, vestita da escursionista, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Yossi Sasson. O cosa è successo al nipote della dottoressa Ghili Steiner, che doveva arrivare al villaggio con l'ultimo pullman, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Arieh Zelnik.Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, rivissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, in attesa del momento della rivelazione..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/11/2012
Abstract: Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all'altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell'Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l'unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua l'attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall'oscura ossessione di saperne tutto... In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell'allegoria e dell'assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: "Avevo il diritto di viverla, quella felicità. Non me lo avete concesso. E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti... Dovrei rimpiangere cio' che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, ma in ogni caso nessun rimorso..." Così scrive su un quaderno a quadretti, prima di essere colpito a morte dalla polizia, Jules Bonnot, il nemico pubblico di Parigi nei primi anni del secolo, geniale rapinatore, appassionato di auto e motori, capo di una banda di anarchici sanguinari che terrorizzarono la Francia e fecero scattare una feroce repressione antiproletaria. Pino Cacucci ricostruisce con sapienza documentaria, ritmo e amore la biografia davvero singolare di Bonnot, operaio, soldato, autista nientemeno che del creatore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle; e poi il sogno di una felicità rabbiosa da lungo tempo accarezzata che lo trasforma nel primo rapinatore ad usare le automobili e nell'anarchico convinto di dover colpire la società borghese senza mezze misure, creando il caos, facendo più rumore possibile, rischiando il tutto per tutto. Eroe tragicamente romantico, Jules Bonnot esce dalle pagine di questo romanzo come un sognatore ferito a cui fanno corona i molti personaggi, ugualmente memorabili, che hanno incrociato il suo cammino..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: Seconda metà dell'Ottocento. La Montagnazza. Agrigento. Amalia vive con lanipote Pinuzza in condizioni di estrema indigenza in una delle molte grottescavate nella pietra. Le occupazioni quotidiane vanno molto spesso di pari passocon i racconti di quando Amalia era la balia di Costanza in casa Safamita, unagrande famiglia della ricca aristocrazia terriera a Sarentini. Il crollo delregno borbonico, la confisca dei beni ecclesiastici, il progressivo potereassunto dalla mafia nelle campagne indebolisce se non il prestigio almeno laforza dell'aristocrazia. È in tale contesto che si profila il difficiledestino di Costanza Safamita, tanto amata e protetta dal padre, il baroneDomenico, quanto rigettata e negletta dalla madre Caterina. Con la sua chioma dicapelli rossi e il suo aspetto fisico quasi "di un'altra razza",Costanza cresce fra le persone di servizio, divisa fra le occupazioni umili e l'eserciziodella musica, fra l'orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquantoridotte della vita in provincia. Quando il barone Domenico decide, a frontedelle delusioni infertegli dai figli maschi, che sarà lei l'unica vera erededel prestigio e delle sostanze di casa Safamita, Costanza è costretta adaffrontare la mondanità di Palermo, a trovare un marito, a modellarsi una nuovaidentità sociale. Si innamora del marchese Pietro Sabbiamena, tantoaffascinante quanto spiantato e dissoluto, e riesce ad averlo. La coppia trovaun suo bizzarro equilibrio: Costanza desidera sessualmente il marito ma nonriesce ad abbandonarglisi, lo spia nelle sue avventure ancillari ed è prontapersino a esercitare la sua tutela sul figlio che Pietro ha avuto, causandoscandalo, da una cameriera. Allo stesso modo cerca di garantire un futuro allaprole del fratello Stefano, maritatosi contro il volere del padre con una donnadel popolo. Costanza sa affrontare i capimafia e contenere il progressivosfascio della famiglia. Dietro il rosso "malu pilu" dei suoi capelli– che l'hanno trasformata nella favola cattiva della gente – si nascondeun mistero, così come dentro la sua faticosa sensualità è scavata la memoriadi un episodio difficile da ricordare.Simonetta Agnello Hornby costruisce con il suo formidabile stile a più pianinarrativi la saga di una famiglia, un segmento della storia siciliana, il crollodi un mondo – quello aristocratico – guardato senza nostalgia, scandagliatoimpietosamente da entomologa sociale, non senza riservare al lettore il piaceredi arrivare a inquietanti rivelazioni attraverso il progressivo sommarsi ditonalità di voci che svariano dal racconto in prima persona di Amalia a quellodel narratore-architetto..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Per la prima volta, il Fascismo si trova ad affrontare un nemico agguerrito e organizzato, armato e ben equipaggiato, nonché deciso a resistere a oltranza." Così scrive Italo Balbo. È il 4 agosto del 1922. Il popolo di Parma, la gente di Oltretorrente, si è preparata a resistere. Alla testa degli Arditi del Popolo c'è Guido Picelli, memorabile figura di militante e di melomane. Picelli e Balbo, il mito socialista e il camerata fascista, rivivono nei ricordi di un vecchio Ardito il giorno dei funerali di Mario Lupo nel 1972 quando, mezzo secolo dopo, lo scontro fra sinistra extraparlamentare e neofascisti riconduce quasi naturalmente agli avvenimenti di cinquant'anni prima. E così, ecco affiorare, fra leggenda e mito, l'"instancabile Picelli", eletto deputato socialista dai borghi dell'Oltretorrente per farlo uscire dalla galera, loggionista appassionato, impeccabile nel vestire. Lui sa bene che i raid fascisti, se hanno piegato la Romagna, potranno trovare una salda resistenza nella sua Parma. Italo Balbo, capo istintivo, trascinatore di masse (e perciò sempre più sospetto agli occhi di Benito Mussolini) succede a Roberto Farinacci nella conduzione delle operazioni, coinvolge l'esercito e vuole una battaglia definitiva, combattuta con ogni mezzo lecito e illecito. Picelli e Balbo emergono via via in tutto il loro spessore psicologico mentre la scena si apre, epicamente, sulle barricate, sul concorso attivo della popolazione, sulle donne che prendono parte alla lotta, su un popolo capace di essere un popolo..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Gino Mastruzzi è un investigatore privato per modo di dire. Sì, di tanto in tanto gli viene affidato un caso da risolvere, ma le sue indagini finiscono sempre con lo scoprire una realtà che non si può, che non si può più, che non si può ancora "risolvere". È la realtà metropolitana dell'emarginazione e del razzismo, delle sacche di povertà e della malavita dentro la cornice di una città "civile" e opulenta come Bologna. Piuttosto che investigatore, Mastruzzi – burbero, pieno di acciacchi, donchisciottesco – è una sorta di "assistente sociale". Si butta a pesce dove sente odore di ingiustizia e così finisce con lo smascherare una città fatta anche di arroganza, potere occulto, personaggi intoccabili. Gino Mastruzzi ha molti amici tra vagabondi e senza casa, zingari e immigrati, mendicanti e disoccupati, insieme a loro lotta quotidianamente contro i mulini a vento, non vince mai, tuttavia da ogni nuova impresa sgangherata esce conservando l'unico bene per lui prezioso: la dignità..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: L'adolescenza di Miriam/Maria smette da un'ora all'altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c'è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. Qui c'è l'amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt'altro.Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo.La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.Erri De Luca.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: Un killer "per bisogno" disadattato e nostalgico, la vita da clandestino in una Parigi, livida e senza orizzonti, un semplice omicidio su commissione che si trasforma in un intreccio complesso e carico di reminiscenze del passato, un'amicizia che è complicità, una fuga in Messico: ecco la storia di Andrea Durante. Un racconto un po' nero, un po' giallo, che non si prende troppo sul serio mentre sciorina una sfilza di morti ammazzati, con stupefacenti colpi di scena e trame "alla rovescia", in un mondo popolato di personaggi squinternati, moderni vinti e nuovi emarginati che si improvvisano assassini perché non hanno altro da fare. Il punto di fuga è quello da cui partono infinite linee: basta seguirle, per scoprire altrettante realtà, dimensioni, mondi. Non è solo un modo per fuggire, ma anche per capire quanto siano risibili le cose che ci sembrano assolute, se appena le guardiamo da lontano. E tornare serve a riguardarle da vicino con occhi diversi.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, invece, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non più come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Nella vita familiare i pasti hanno un significato tanto socio-educativo quanto psicologico-diagnostico assai rilevante. A tavola infatti meglio che in qualsiasi altra occasione sono favoriti lo scambio e il confronto affettivo e intellettuale in famiglia; e quando preparati con cura e amore i pranzi contribuiscono a creare un'atmosfera di calore e benessere. D'altra parte mangiare assieme costituisce l'ambito in cui si manifesta con maggiore evidenza lo stato di salute psico-emotivo del nucleo familiare, e in caso di conflitti la tavola diventa lo specchio dei rapporti. I genitori, che sono i principali responsabili del buon clima in famiglia e della corretta alimentazione dei figli, non dovrebbero perciò sottrarsi al loro ruolo di guida e indirizzo e al loro compito di trasmettere valori; i bambini e i ragazzi del resto hanno il diritto di essere rispettati e ascoltati come persone con una propria individualità, anche a tavola. Appunto perché importante momento comunitario, il pasto non dovrebbe trasformarsi in un rigido programma dietetico ma essere piuttosto un'occasione di libera espressione di gusti e sentimenti individuali. Jesper Juul, che dice di non avere ricette preconfezionate da offrire, ma solo principi che poi ognuno può adattare al proprio caso, affronta vari temi e problemi legati al cibo, con esempi, soluzioni possibili, domande utili. Si sofferma fra l'altro sul valore del tempo dedicato a cucinare per la famiglia, sul ruolo assunto da fast food e junk food, sull'importanza di coinvolgere i bambini fin da piccoli nell'esperienza di crescita del far da mangiare, sulle buone maniere a tavola, sul comportamento da tenere con i bambini al ristorante. E infine sui conflitti, con i casi di bambini schizzinosi, o che non mangiano niente, o che rifiutano certi alimenti, o che hanno problemi di sovrappeso, riconoscendo sempre anche ai più capricciosi piccoli commensali la capacità cognitiva di esprimere un giudizio sulle cose degno in ogni caso di considerazione e comprensione.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2012
Abstract: La narratrice è una donna incinta, con molta voglia di menare le mani, furente contro il padre di sua figlia che l'ha mollata. Fa la cronista di nera ed è costretta ad avere a che fare quotidianamente con un mondo pieno di pazzi e assassini. Una sera nella sua vita entra la bella Fruit, ma la nostra eroina non fa in tempo a riprendersi dalla sorpresa di quell'incontro che Fruit scompare. Si tratta davvero di suicidio, come sostiene la polizia? L'ipotesi non è credibile, non resta allora che improvvisarsi detective, con il pancione sempre più ingombrante, in un complicatissimo labirinto di strade, volti, ambienti, a confronto con il marciume di una società che sotterra i suoi cadaveri nel profitto e nel silenzio, fino all'ultimo drammatico confronto che riporta un po' di luce su un universo cupo e squallido. Rossana Campo gioca con passione e disinvoltura con la letteratura di genere in un vero e proprio noir, con tanto di colpi di scena, personaggi obliqui e regolamenti di conti, e inventa una straordinaria e originalissima figura di donna detective, tanto sgangherata quanto ricca di rabbia, speranza, determinazione. Lei e il suo pancione puntati contro la città, contro il buio, contro il caos, costituiscono un'immagine memorabile che lascia il segno come promessa di riscatto, drammatico nonsense e passione di vivere..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: Il seguito di Tre metri sopra il cielo. Perché nessuna storia finisce mai davvero. E a volte si trasforma in ciò che non avresti mai potuto immaginare. Step è partito e sta per tornare. Sta per scoprire che niente è mai uguale a come lo avevi lasciato. O meglio, a come ricordavi che fosse. Così tutto cambia e rivela la sua vera faccia. Step sulla sua moto per le strade di Roma, ritrova la banda dei Budokani, cresciuta e forse diversa. Schello, Lucone e gli altri, sempre ribelli ma un po' più consapevoli… Il dolore lascia dei segni dentro, prima ancora che sulla pelle. Anche Babi troverà delle risposte. Step imparerà che non sempre, in amore, sappiamo ciò che vogliamo davvero. Anche quando ci sembra d'essere sicuri. Scopriremo che il perbenismo è solo il tentativo inutile di rendere perfetto ciò che non lo è, che non può esserlo in nessun modo. Lo capirà sulla sua pelle la famiglia Gervasi. Scopriremo anche che il rapporto interrotto tra un figlio e sua madre può riservare risvolti inaspettati. E se tutto esplode e non va come doveva, c'è sempre spazio per un sorriso e per ricominciare. Federico Moccia torna col suo stile diretto e intenso a mostrarci come il presente si intreccia sempre al passato, prima di diventare futuro. Un futuro non scontato. Perché nemmeno l'amore lo è mai..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Qualcosa stava succedendo dentro di me, qualcosa che dovevo capire. Ho pensato che dovevo riprendere il mio borsone nella camera dell'albergo, ho pensato che dovevo rimettere tutto a posto, ho chiesto al carabiniere se potevo andare a prendere le mie cose. Mi ha detto di aspettare. Sentivo che era successo qualcosa che mi avrebbe cambiata dentro, qualcosa con cui avrei dovuto fare i conti per tutta la vita, ma non ho sentito troppa paura."Betti è divorziata da sette mesi, vive a Parigi e per campare fa la cameriera nella rosticceria araba di Hassan. Tra i clienti abituali c'è Suleiman, un giovane algerino, professore in un liceo di periferia, musulmano praticante e tenacemente depresso. Betti e Suleiman si guardano, si scrutano, si studiano senza parlare, lanciandosi occhiate di sfuggita e sperando che prima o poi uno dei due faccia il primo passo. La vita però li tiene a distanza, ognuno confinato nel proprio ruolo e nella propria solitudine fino a quando Suleiman invita Betti a casa sua. All'inizio tutto ruota attorno alla voglia di Betti di soggiacere alle fantasie erotiche dell'uomo, molto eccitanti, spesso al limite della violenza, ma poi scatta qualcosa. Betti riesce così a guardare in faccia il trauma legato alla sua prima storia d'amore: ha solo quattordici anni quando si innamora di Ennio – un meccanico trentenne sposato –, con il quale, in cambio della sua innocenza, impara a conoscere i segreti del proprio corpo e del sesso. Da allora Betti non è più riuscita a voltare pagina, ma soprattutto non è più stata capace di ammettere con se stessa di meritare qualcosa di meglio, dalla vita, dall'amore, dagli uomini. È con Suleiman, un uomo così diverso, che tutto può ricominciare? O forse le si spalanca un nuovo abisso?.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: Un giovane disoccupato consuma il suo viaggio di iniziazione trasferendo una macchina rubata dalla frontiera statunitense a un luogo sperduto del Messico. Un gruppo di condomini padani si organizza per stroncare il viavai di prostitute nel quartiere e finisce per aggredire una vicina, colta in flagrante adulterio con la guardia giurata meridionale. Un oscuro impiegato si vede recapitare la nomina a "boia popolare" e scopre che il ripristino della pena di morte può offrire molti vantaggi. Di sventura in sventura, dai giochi e dai paradossi del caso alle torbide trame della ragione, Pino Cacucci, con ironia, sarcasmo e, talvolta, con dichiarata cattiveria, ricostruisce il puzzle di un universo pieno di trappole ed equivoci. Sulla cui apparente tranquillità soffia un vento che mette a nudo lo squallore e i poveri machiavellismi del quotidiano..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo. Domestica della famiglia Alfallipe. Tutti ne parlano, perché tutti hanno in qualche modo avuto a che fare con lei, perché tutti sanno e non sanno, perché c'è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine se non con venerazione. Ne parlano soprattutto gli Alfallipe, del cui patrimonio la Mennulara è stata da sempre – e senza mai venir meno al suo ruolo di domestica – oculata amministratrice. Senza di lei Orazio Alfallipe, uomo sensuale e colto, avrebbe dissipato proprietà e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe, una volta morto il marito, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso e semiabbandonato. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana, Lilla, Carmela e Gianni, sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli, tornati nel deserto palazzo di famiglia, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi defraudati, imbrogliati, beffati dalla donna, apparentemente rozza e ignorante, che li ha allevati come figli propri. Il medico,dottor Mendicò, e il prete, padre Arena, sanno – e non possono dire – almeno una parte del grumo di dolore che la Mennulara s'è portata dentro. E altro ancora sa il presidente Fatta, ultimo rappresentante di un'altissima casta di amministratori, che ha goduto delle confidenze e dell'amicizia di Orazio Alfallipe. Tuttavia le voci che rimbalzano dalpassìo serale alle portinerie, dal Circolo della Conversazione al Palazzo delle Poste ingigantiscono e intorbidano le trame di quella donna che rabbia, passione, intelligenza hanno portato così in alto da tenere in pugno una famiglia di proprietari terrieri, un boss mafioso, un intero paese. La Sicilia dell'omertà e dell'onore sente il mutare dei tempi ma pare sospesa fra passato e presente, fra il groviglio barocco dell'antica Roccacolomba e la piatta, incolore città nuova toccata dal traffico della vicinasuperstrada. Decine di personaggi incrociano informazioni e commenti, calunnie e confessioni, memorie e presagi per dar corpo a uno dei più intensi e potenti ritratti di donna della narrativa italiana dopo Menzogna e sortilegio di Elsa Morante..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 19/10/2010
Abstract: Chi è stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe voci cattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempre detto il padre Gaspare? Tito è alla guida di un pastificio, fonte non solo di ricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famiglia allo sbando. È soltanto la sua autorità a tenerla insieme, a volerla unita, con il sostegno forte della mite presenza della vecchia zia Rachele: la zia ha vegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacità di intuire anche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo cominciano ad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custoditi tenacemente per più di mezzo secolo. A smuovere ulteriormente le acque torbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arriva all'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'è chi sospetta oscuri moventi.Quanto più la storia si apre a inattesi sviluppi nel presente, tanto più il passato viene folgorato da una nuova luce e il mistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grande storia d'amore. Ancora una volta, sono al centro della scrittura di Simonetta Agnello Hornby la famiglia come covo di sentimenti innominabili, la lotta per la roba, la sensualità di uomini e donne. Sullo sfondo, modernissima e viva, una Sicilia che cambia,inesorabilmente.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: Carolina. Una ragazza e tutto il suo mondo, le sue prime esperienze, i suoi primi sogni da grande… Il rapporto con i genitori, le difficoltà a casa, i soldi che non sono mai abbastanza. E poi finalmente quel motorino, ottenuto dopo tante lotte. Un fratello più grande, violento e sbandato. Una sorella che ha perso la voglia di sognare e disincantata si lascia portare dallo sporco della vita. Ma Carolina è forte, divertente, piena di fantasia. E poi a quattordici anni tutto cambia con grande facilità… Ed ecco il primo giorno di scuola, una classe nuova in un istituto diverso. Paura e imbarazzo, voglia di diventare grande. Le nuove amiche: quelle simpatiche e quelle antipatiche. E la voglia di innamorarsi, di vivere tutto quello che ha sempre sentito raccontare dalla nonna che adora. Carolina e il suo sguardo azzurro. Carolina e un sogno che si realizza....