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Adelphi, 25/06/2014
Abstract: Siamo a Vienna, negli Anni Ottanta. La sera c'è stata una rappresentazione dell'"Anitra selvatica" di Ibsen al Burgtheater. Segue una "cena artistica" a casa della coppia Auersberger, che il narratore non vede da vent'anni: lei cantante, lui "compositore nella scia di Webern", entrambi "signorilmente consunti". Tutto il romanzo è il resoconto di ciò che il narratore vede e ascolta, seduto nella sua poltrona in anticamera con una coppa di champagne in mano, e poi, seduto a tavola, durante questa serata: implacabile, ferocemente comico, inesauribile nelle variazioni e nei ritorni sul tema, Bernhard devasta con l'ascia della sua prosa il mondo della pretenziosità e dell'inconsistenza intellettuale, che non corrisponde solo a una certa scena viennese ma a ciò che circonda noi tutti. La "cena artistica" diventa così il condensato di tutte le "atrocità" da cui il narratore è riuscito a "mettersi in salvo" durante la sua vita, come se quell'incessante chiacchiericcio tentasse di impaniarlo di nuovo, ma con l'unico risultato di provocare un furioso desiderio di fuga, una corsa cieca, che finisce per coincidere con la scrittura martellante di questo libro, che trafigge l'atrocità con la forma. E questa appunto è stata sempre l'arte di Bernhard.Pubblicato nel 1984, "A colpi d'ascia" suscitò enorme scandalo perché alcuni personaggi viennesi credettero di riconoscersi in queste pagine. Il libro fu dunque proibito in Austria, ma ebbe subito un grande successo anche di pubblico.
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Adelphi, 25/06/2014
Abstract: Una città, Istanbul, ancora avvolta, all'inizio degli anni Trenta, da un'aura di eccitante depravazione. Una giovane donna, Nouchi, candidamente perversa, seraficamente crudele, e capace di sedurre chiunque senza mai concedersi a nessuno. Un uomo non più giovanissimo, distinto ma squattrinato, che si è lasciato irretire, una sera, nel night-club dove Nouchi lavorava come entraîneuse, e che lei manovra a suo piacimento. Un gruppo di sfaccendati – artisti, giornalisti, uomini d'affari, nobili decaduti, viveur di mezza tacca –, che si ritrovano nel ristorante di Avrenos e passano le notti a bere raki e a fumare hashish, e che di Nouchi sono tutti più o meno innamorati. Se Emmanuel Carrère (che ne ha tratto una sceneggiatura televisiva) ha potuto dichiarare: ""I clienti di Avrenos" è un capolavoro", è soprattutto perché di personaggi femminili sconcertanti come Nouchi non se ne incontrano molti nei romanzi di Simenon – e non solo. Non ha ancora diciott'anni, non è particolarmente bella, ha una faccia irregolare e "due occhi penetranti come punte di spillo"; ed è ben decisa a non conoscere mai più la miseria e la fame che hanno segnato la sua infanzia viennese. A questo scopo giocherà tutte le sue carte – anche le più rischiose. Di Istanbul, dove bisogna soltanto "accettare la vita come viene", abbandonandosi ai suoi perfidi incantesimi, Simenon fa la cornice perfetta per le trame ambiziose e svagate della sua incantevole, implacabile protagonista.
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Longanesi, 26/06/2014
Abstract: NOBEL LETTERATURA 1950 Elogio dell'ozio è il titolo di uno dei quindici saggi che compongono questa raccolta, in cui Russell tratta non solo delle qualità dell'ozio, spiegando che per poter dedicare sufficiente tempo alla riflessione e alle idee, l'uomo non dovrebbe riservare al lavoro più di quattro ore al giorno, ma anche di molti altri temi di grande rilevanza filosofica, politica e sociale. E quindi ci mette sull'avviso dai pericoli derivanti dall'eccesso di zelo, invitandoci a considerare l'importanza della contemplazione; analizza problemi architettonici in chiave sociologica; critica il comunismo così come il fascismo; affronta temi legati all'educazione, alla società moderna, al benessere dell'anima. La profondità e l'eclettismo degli argomenti trattati fanno di questo testo uno dei più celebri scritti del filosofo più letto del Novecento.
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Era un carattere riservato, poco propenso a parlare di sé. Professionalmente godeva di non poca stima, ma nel corso degli anni non aveva allacciato che poche e formali relazioni sociali. Preoccupava quel suo sguardo, ora fisso, ora di inquietante mobilità. Sicché quando una sera, bevendo un cognac nel salotto di un hotel dopo una cena di rappresentanza, se ne uscì con una sorta di sospiro, e i due giovani colleghi seduti accanto a lui azzardarono un "Qualche ricordo, professore?", pensarono di aver fatto un passo falso. Ma lui rispose: "Sì, ma non è precisamente una memoria lontana. In realtà questa è una traccia che passa a lato del tempo". E aggiunse: "La mia ultima sera a Milano".
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Turno di notte. L'ispettore capo Filippo Carnevali interroga in commissariato un sospetto spacciatore che si aggirava intorno a una scuola con indosso sì e no quattro dosi di maria. Notte noiosa che ha seguito una giornata iniziata male, con Laura che appena sveglia lo ha guardato come se fosse l'ultimo verme sulla terra per poi correre in bagno a vomitare ... non sarà mica incinta?
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Nuoro, una sera di agosto un ragazzo e una ragazza si incontrano e lui perde la testa per lei. Ma lei, la sera stessa, preferisce le attenzioni di un altro, provocando in lui una reazione violenta e inaspettata. In un secondo tutto cambia, e cambia con una velocità che è più di quanto sia umano sopportare. E di colpo lui desidera di trovarsi a Nassiriya, con un campo minato davanti, pronto a saltare in aria. Perché esiste una strada per andare nel posto dove vuole andare, dove lei, Marina, lo sta aspettando. Lì di questo corpo non c'è bisogno. È lì che vuole arrivare.
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Questa storia comincia l'11 ottobre 2012, alle 19 in punto, quando Maurizio viene chiamato dalla direzione. Gli chiedono di accomodarsi, ma lui già si immagina cosa stanno per dirgli e preferisce restare in piedi. "Come ti avevamo accennato, siamo costretti a terminare il nostro rapporto professionale. Entro domani mattina raccogli le tue cose per favore. Grazie per il tuo impegno di questi sedici anni."12 ottobre, ore 7.31: come tutte le mattine in questi sedici anni Maurizio fa colazione con la sua famiglia, Maria, sua moglie, e le figlie, Elisa e Lucia. Ma niente è più come prima e lui non ha il coraggio di dire la verità.
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Guanda, 26/04/2014
Abstract: "Tra suspense e ironia la conferma di un grande talento." Marco Vichi "È nato un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzero, e si chiama Andrea Fazioli." Gianni Biondillo Mentre cammina lungo Bahnhofstrasse a Zurigo, Rino Bonfanti riconosce un genio del male in ogni svizzero tedesco con la borsa di pelle. Gente che sa come sfruttare il sistema, gente che fa girare i soldi. Lui di solito non lavora in Svizzera, ma nel Nord Italia, visto che abita in Ticino. Ed è buona norma non lavorare mai dove si vive, specialmente se il lavoro consiste nella rapina a mano armata. Però quel giorno farà uno strappo alla regola. Quando si riceve una proposta da un uomo come Peter Füssli non ci si tira indietro.
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Laterza, 03/07/2014
Abstract: "Si ammira chi è in grado di 'sconfiggere l'ignoto', eppure sentiamo l'intimo bisogno che l'ignoto continui a esistere. Per poter sognare abbiamo bisogno che rimanga una porzione sconosciuta di natura che ci porti verso le prime albe del mondo. Un luogo della nostalgia. Esiste ancora?"Verso quei luoghi, in compagnia di viaggiatori del passato, ci porta un instancabile scopritore di storie."La via sulla Est del Petit Capucin era stata ripetuta pochissime volte, e la mia speranza era di trovare con un po' di fortuna uno dei chiodi originali piantati dallo stesso Gervasutti e rimasti in parete ad arrugginire per quasi mezzo secolo. Ciò che stavo per compiere – ed era ciò che più mi eccitava – era il ritorno su antiche tracce alpinistiche ormai quasi dimenticate. Era l'esplorazione di un'antica esplorazione".Marco Albino Ferrari ripercorre le strade di quegli uomini e di quelle donne che attratti dall'ebbrezza dell'ignoto si sono spinti nei luoghi inesplorati della Terra: montagne, oceani, ghiacciai, spazi infiniti. I passi di Walter Bonatti, quelli di Reinhold Messner, di Bill Tilman, di Ninì Pietrasanta e Gabriele Boccalatte, di Eric Shipton, degli ultimi esploratori del Novecento. Un inconsueto cammino attraverso il Monte Bianco, le cime della Patagonia e dell'Africa equatoriale, fino all'Everest e a Capo Horn, per far ritorno sulle Alpi. Ne esce una lettura trascinante e intimamente interrogativa, popolata di bufere, di sorprese, di difficoltà con, sullo sfondo, le questioni cruciali che investono l'uomo di fronte agli ultimi spazi selvaggi del pianeta.
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Laterza, 12/06/2014
Abstract: Furono gli illuministi per primi a ridefinire un'etica dei diritti cosmopolita, razionale, mite, umanitaria, fatta dall'uomo per l'uomo, capace di dar vita a un potente linguaggio politico dei moderni contro il secolare Antico regime dei privilegi, delle gerarchie, della disuguaglianza e dei diritti del sangue. Furono gli illuministi a far conoscere al mondo intero che i diritti dell'uomo per definirsi tali devono essere eguali per tutti, senza alcun tipo di distinzione di nascita, ceto, nazionalità, religione, genere, colore della pelle; universali, cioè validi ovunque; inalienabili e imprescrittibili di fronte a ogni forma di istituzione politica o religiosa. Ed è proprio ponendo l'accento sul principio di inalienabilità che la cultura illuministica – vero laboratorio della modernità – trasformò radicalmente gli sparsi e di fatto inoffensivi riferimenti ai diritti soggettivi nello stato di natura in un linguaggio politico capace di avviare l'emancipazione dell'uomo.Spaziando dall'Italia di Filangieri e Beccaria alla Francia di Voltaire, Rousseau e Diderot, dalla Scozia di Hume, Ferguson e Smith alla Germania di Lessing, Goethe e Schiller, sino alle colonie americane di Franklin e Jefferson, Vincenzo Ferrone affronta un tema di storiografia civile che si inserisce nel grande dibattito odierno sul nesso problematico tra diritti umani e autonomia dei mercati, tra politica e giustizia, diritti dell'individuo e diritti delle comunità, dispotismo degli Stati e delle religioni e libertà di coscienza.
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Laterza, 12/06/2014
Abstract: Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali che affettive: sono le 'piazze del sapere' di cui ci parla questo libro innovativo. Guido MartinottiAntonella Agnoli ripensa gli spazi urbani proprio a partire dalle nuove biblioteche, viste come luogo di rinascita di un paese sempre più ignorante. Un libro davvero interessante. Giuseppe Culicchia, "Tuttolibri"Devono essere un servizio. Devono funzionare come un luogo d'incontro. Devono essere attraenti e comode. Devono opporsi alla trasformazione dei luoghi pubblici in centri commerciali, ma alla luminosità e ai colori di un centro commerciale dovrebbero tendere. Secondo Antonella Agnoli, che con trent'anni di lavoro in biblioteca è consulente di architetti e amministrazioni pubbliche in Italia e all'estero, le biblioteche italiane devono cambiare ruolo e aspetto. Francesco Erbani, "la Repubblica"
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Il fascismo come regime della menzogna
Laterza, 12/06/2014
Abstract: "Bisogna fare di tutto perché quella intossicazione vischiosa non ci riafferri: bisogna tenerla d'occhio, imparare a riconoscerla in tutti i suoi travestimenti. In quel ventennio c'è ancora il nostro specchio. Solo guardando ogni tanto in quello specchio possiamo accorgerci che la guerra di Liberazione, nel profondo delle coscienze, non è ancora terminata."I capitoli inediti di un'opera di Piero Calamandrei: un bilancio del ventennio all'indomani della Liberazione, un inno alla libertà ritrovata, un'analisi a caldo del regime.
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Dimmi come ti chiami e ti dirò perché
Laterza, 12/06/2014
Abstract: Chiamarsi Suino, Puzzone, Lardo, Serpetti, Disertori …Per sollevare l'autostima e magari evitare il cambio di nome, è utile leggere il capitolo sui cognomi ingannevoli di questo libro. Luca Mastrantonio, "Corriere della Sera"I nomi appartengono a una dinamica sociale osservabile e classificabile e proiettano su di noi un passato talvolta remoto. Molti cognomi italiani derivano da soprannomi, altri da difetti fisici. La vecchia triade democristiana Piccoli-Storti-Malfatti ne era la feroce e caricaturale dimostrazione. Francesca Bolino, "la Repubblica"I nomi raccontano il sovrapporsi di strati linguistici e di culture diverse. Maria è un nome ebraico derivato probabilmente dall'antico egizio e connesso col verbo amare; Evelina è un nome normanno e vale più o meno come 'ringraziamento'; Federico è longobardo. Simone vuol dire 'dal naso camuso'; Bernardo 'forte come un orso'. I cognomi indicano antichi mestieri: Beccaria 'macellai' o Camilleri 'cammellieri'. O aspetti fisici: Grosso, Magris, Panza. Storie curiose, davvero divertenti, inaspettate. Gianluigi Beccaria, "Tuttolibri"
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Fazi Editore, 25/06/2014
Abstract: Torna Pieter Aspe, il Simenon fiammingo, con un nuovo thriller ambientato nella sua Burges. Quello che è Maigret per Parigi e il commissario Brunetti per Venezia, Pieter Van In Io è per Burges, la Venezia del Nord. Insieme al suo assistente, questo commissario ha conquistato milioni di lettori. "Van In ricorda la Petra Delicado di Alicia Gimènez- Bartlett e come lei sa convincere il lettore a seguirlo". Lara Crinò D-La Repubblica "È un po' Maigret, un po' Poirot e ha più di qualcosa in comune col tenente Colombo. Ma in fondo il commissario Van In è solo se stesso: un intelligente, sbruffone, attento, perspicace, anticonformista detective che gioca a fare il duro alla Bruce Willis". Leonardo Jattarelli Il Messaggero Il nuovo romanzo di Pieter Aspe, Sangue blu, è come sempre ambientato tra i vicoli e i canali di una Bruges turistica e piovosa e i suoi immancabili protagonisti sono il commissario Van In e il brigadiere Guido Versavel. In questa nuova inchiesta Marcus Heydens, un uomo appartenente alla ricca borghesia della città e iscritto alla locale loggia massonica, viene ritrovato impiccato nel salone della sua antica ed eccentrica dimora. Il commissario Van In inizialmente archivia il caso come suicidio, nonostante nessun aspetto della vita di Marcus Heydens giustifichi un tale atto. Ma alcune lettere di minaccia al padre che il figlio della vittima, Valentin Heydens, consegna la sera stessa della tragedia ad Hannelore Martens, sua ex-fidanzata e compagna del commissario, deviano ben presto il corso delle indagini, rivelando l'esistenza di una trama ben più intricata e stratificata. La situazione viene ulteriormente complicata dalle liti e dalle incomprensioni che minacciano il rapporto tra Van In ed Hannelore, la quale deve barcamenarsi, durante tutto il romanzo, tra la gelosia del commissario e la forte attrazione che continua a legarla a Valentin. Ma poi grazie anche all'aiuto del fido brigadiere Guido Versavel, il commissario Van In tornerà sui suoi passi: avvierà una nuova indagine che lo porterà a scoprire degli inquietanti dettagli della vita privata della vittima. Ancora una volta Pieter Aspe ci regala un thriller ad alta tensione condito però dall'ironia affidata alla dinamica di attriti e riconciliazioni, di recriminazioni e complicità dei due protagonisti principali, Van In e Versavel. Gli elementi ormai ricorrenti dei romanzi di Aspe, come l'ambientazione di Bruges o la passione del commissario per la birra Duvel o ancora le paste all'uvetta che vendono nella Grand Place sono piccole chicche piacevoli da ritrovare per il lettore che aprirà un nuovo romanzo di Pieter Aspe.
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Fazi Editore, 25/06/2014
Abstract: 1950, Londra. Antonia e Conrad Fleming stanno aspettando gli ospiti per la cena di fidanzamento del figlio Julian. Ogni cosa è pronta nella bella villa sulla collina di Hampstead, da cui si gode una magnifica vista sulla città; la casa sta per accogliere, impeccabile, l'élite londinese che celebrerà l'occasione. Eppure la voce e lo sguardo di Antonia sono velati dal disincanto e dalla sensazione, quasi una certezza, che le cose, in fondo, sarebbero potute andare in modo diverso. Così si schiude il racconto del matrimonio ventennale dei Fleming, una vicenda che solca l'esistenza di marito e moglie dal presente fino al loro primo incontro, in un percorso a ritroso che ci porta a conoscere i due in giovane età, quando Antonia era la splendida adolescente che si faceva chiamare Toni. Il lungo sguardo non è una semplice storia d'amore, né il sogno romantico di una donna matura che si sente d'un tratto sola, ma è, più onestamente, la storia di una coppia. Dura e vera come solo una vita intera sa essere. E soprattutto è la storia di una donna, bellissima e inquieta, coraggiosa e perduta, e della sua forza nel mettere a nudo ogni controversia privata senza pudori. Elizabeth Jane Howard scrisse quindici romanzi di successo, ebbe una vita privata disastrosa, sebbene carica di fascino, ed è stata ricordata a lungo più per la sua incredibile bellezza che per la sua opera. Una scrittrice cui viene finalmente riconosciuto il talento di grande artista, una delle voci più significative del Novecento inglese, che rivendica la propria sensibilità femminile senza compromessi, liberata dal conformismo di un'epoca e di uno status sociale."Un romanzo indimenticabile".Silvia Pingitore, "il venerdì di Repubblica""Una splendida fotografia della borghesia inglese nell'immediato secondo dopoguerra, delle sue illusorie certezze e delle sue feroci convenzioni".Paolo Bertinetti, "TTL – La Stampa""Possiede la rara dote dell'eleganza della verità".Livia Manera, "La Lettura – Corriere della Sera""La voce potente e sicura di chi conosce molto bene la letteratura e le sue conseguenze".Elena Stancanelli, "D di Repubblica""Con distacco glaciale, esattezza botanica e acuminata capacità di penetrazione psicologica, Howard racconta i cambiamenti della società e di una persona nel tempo"Melania Mazzucco, "la Repubblica"
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La natura giapponese è un'altra cosa
Feltrinelli Editore, 10/06/2014
Abstract: "Finora sono andata in tanti paesi stranieri, e ho visto tanti scenari diversi. Ho osservato intensamente la natura meravigliosa di ognuno di quei paesi, che comunicasse imponenza o una spiritualità disarmante, o che racchiudesse in sé la forza primordiale della nascita del genere umano. Ma la natura giapponese, con la sua delicatezza, è un'altra cosa. In una piccola isola coesistono a stretto contatto i più diversi ambienti naturali, in tranquillità, semplicità e forza... l'armonia dolce come musica di tutti questi elementi è una caratteristica peculiare del Giappone. Per questo, più vado all'estero e più mi innamoro della natura giapponese, e cresce in me il desiderio di rappresentarla attraverso la scrittura." Una delle più amate scrittrici giapponesi racconta il suo paese, così amato da non lasciarla mai, nemmeno quando se ne allontana. Tratto da "Un viaggio chiamato vita" pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 100.672
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Filippo Carnevali è uno sbirro. Fa uno sporco lavoro, nel modo più sporco. Finché non commette un grosso errore: qualcuno riesce a uccidere il testimone che lui avrebbe dovuto sorvegliare insieme a un collega. Comincia così un'indagine che per Carnevali è un viaggio nel profondo della propria anima nera.
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Casa Editrice Nord, 26/06/2014
Abstract: "Il massimo della letteratura di intrattenimento."The New York Times"Segreti, colpi di scena, un intreccio di ampio respiro... Nessuno – ripeto: nessuno – è all'altezza di James Rollins."Lee ChildSudafrica, 1900. Per sfuggire all'avanzata degli inglesi, alcuni soldati boeri si nascondono in un immenso labirinto di gallerie sotterranee. Credono di essere al sicuro, e invece, l'uno dopo l'altro, contraggono un morbo sconosciuto e muoiono fra atroci sofferenze. La Storia li dimenticherà e la loro fine rimarrà un mistero... Russia, oggi. Da diversi anni ha lasciato l'esercito, eppure l'ex ranger Tucker Wayne è ancora il migliore nelle operazioni di salvataggio. Ed è a lui che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti affida una missione d'importanza cruciale: prelevare dal suo laboratorio in Siberia Abram Bukolov – uno scienziato di fama mondiale – e portarlo fuori del Paese. Bukolov infatti è il padre di una nuova, devastante arma biologica, ed è necessario nasconderlo in un luogo segreto prima che delle persone sbagliate possano mettere le mani sulla sua invenzione. Ma quello che il governo americano non sa, e che Tucker scoprirà sulla sua pelle, è che un gruppo di uomini potenti e senza scrupoli è già sulle tracce di Bukolov... L'unica soluzione è scortare lo scienziato nel cuore dell'Africa, lì dove la vita sulla Terra ha avuto inizio e dove è sepolta la chiave per neutralizzare la minaccia biologica. Mentre il tempo scorre inesorabile, il destino del genere umano è nelle mani di Tucker Wayne.
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Una mattina d'aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva verso il vicino fiume Ouse. Il suo bastone da passeggio, abbandonato sulla riva, segnò il punto in cui il cammino s'era interrotto per divenire "the voyage out". A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania di Virginia Woolf, due lettere di congedo, per la sorella e il marito, e l'ultimo romanzo, Tra un atto e l'altro, il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Fra un atto e l'altro di una rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna inglese, negli intervalli cioè tra la "storia" e la "realtà", si liberano i "momenti dell'essere" più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un'ora zero della vita e confluiscono in un unico "stream" che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. L'opera della Woolf, quando sembra maggiormente concedersi al caos, è sempre uno strenuo, esasperato tentativo di organizzare un cosmo: "riunire il disperso". Tra un atto e l'altro non è che l'ultimo capitolo di una trama tanto ossessivamente tessuta quanto sdegnosamente leggera, un frammento che non si concede neppure l'autorità e il terrore di un ipotetico valore testamentario.
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Salani Editore, 26/06/2014
Abstract: Un'elegante gatta siamese scappa di casa e si perde in una città sconosciuta. Quella stessa notte un cagnetto arruffato fugge dal canile municipale e vaga in cerca di riparo. Dopo una tempesta di neve che imbianca ogni cosa, i due si incontrano davanti al cassonetto del quartiere, nel regno dei gatti randagi. E l'impensabile accade. Una storia sulla solidarietà e l'amicizia, e sulla responsabilità verso gli animali, narrata con il tocco poetico ed evocativo di un grande autore. "I libri si possono paragonare ai bambini, anche loro si allontanano da te per prendere la propria strada. E come loro – sebbene in modo diverso – possono sorprenderti". Uri Orlev