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Il nuovo impero arabo. Come cambia il Medio Oriente e quale ruolo avrà nel nostro futuro
Solferino, 21/05/2024
Abstract: L'altra faccia della tragedia israelo-palestinese è a poca distanza: è la rapida evoluzione in atto in Arabia saudita, che allarga su scala più vasta gli esperimenti già avviati a Dubai o nel Qatar. Quell'area compresa tra il Golfo Persico e il Mar Rosso è un gigantesco cantiere di sviluppo, attira un boom di investimenti e di imprese straniere, anche italiane. E accoglie nuovi flussi di imprenditori, turisti, studenti e ricercatori (il nostro Paese si è accorto della svolta con qualche ritardo quando Roberto Mancini ha abbandonato la guida della nazionale di calcio per quella saudita e Riad ha soffiato a Roma la sede dell'Expo). Ma cosa c'è dietro? Una delle chiavi è la laicizzazione in corso, che riduce i poteri del clero islamico, liberalizza i costumi e migliora i diritti delle donne. In questo reportage ispirato dai suoi viaggi più recenti Federico Rampini racconta il "nuovo impero arabo" che resta un regime autoritario (su cui la guardia deve restare alta) ma vuole rilanciare il proprio ruolo mondiale, memore di quella che fu l'epoca d'oro della sua civiltà. E che sembra uscire dal vittimismo antisraeliano spezzando la catena dell'odio nei confronti dell'Occidente (e il suo finanziamento) che ha portato alla diffusione della Jihad e della violenza fanatica. È un'area in forte crescita, segnata da progetti grandiosi di modernizzazione con ricadute nella geopolitica, nell'energia, nell'economia, nella finanza, nella tecnologia e nel campo della lotta al cambiamento climatico. Ma l'Arabia e i suoi vicini più piccoli sono sotto la minaccia permanente di un avversario come l'Iran e del focolaio minaccioso del Golfo di Suez; e il conflitto israelo-palestinese condiziona leader e popoli di tutta la zona. Dal successo nei piani avveniristici di questa parte del mondo dipenderanno anche lo sviluppo dell'Africa, la stabilità del Mediterraneo, la sicurezza mondiale, la transizione verso un'economia meno condizionata dal petrolio. "Bisogna trattenersi, prima di abbracciare visioni del mondo manichee, crociate che oppongono le forze del Bene e del Male. L'Arabia merita di essere studiata più che esorcizzata."
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SEM, 21/05/2024
Abstract: 22 febbraio 1975, Roma. Alcuni uomini irrompono in un ufficio postale a pochi passi dal Pantheon. Un poliziotto in servizio spara, ma i rapinatori sono più veloci di lui e lo uccidono. Le cose precipitano: c'è un morto e il bottino è più magro del previsto. Nei giorni successivi la futura moglie dell'agente ucciso si toglie la vita. Tutti i giornali parlano del colpo. La rapina è un disastro. Per rimediare bisogna occultare le prove ed eliminare i testimoni. Dietro alla vicenda c'è un gruppo di criminali ancora poco noti, ma molto esperti. Li chiamano "i Marsigliesi", sono gangster di origine francese ricercati in mezza Europa e, pochi anni prima, uno di loro ha firmato il "colpo del secolo": una rapina da film in una gioielleria di via Montenapoleone, proprio sotto il naso della Questura di Milano.A Roma, in pochissimo tempo, riusciranno a trasformare per sempre la criminalità capitolina, diventando monopolisti dei sequestri, del traffico di eroina, dello sfruttamento della prostituzione. Intesseranno anche una fitta rete di contatti con la mafia, i servizi segreti, l'estrema destra, la Cia e la Chiesa. Non è un caso se alla scuola del clan dei Marsigliesi crescerà un giovanissimo Danilo Abbruciati, considerato uno dei padri fondatori della banda della Magliana.Intrecciando uno straordinario lavoro documentario al ritmo frenetico dell'action, Gabriele Cruciata racconta la Roma criminale prima di Romanzo criminale, compone il prequel della stagione dominata dalla banda della Magliana, narra l'epica nera, la fulminante ascesa e la brusca caduta di chi provò a prendersi Roma giocando troppo in anticipo sui tempi.Metro dopo metro, giorno dopo giorno, gli autobus che non passano mai, i negozi dormienti e il traffico intasato danno vita allo stesso lavorio dei vermi, dei topi e dei batteri: masticano, digeriscono e poi inesorabilmente espellono via la memoria di chi – da straniero – ha provato a conquistare la città.
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Psicologia analitica ed educazione
Bollati Boringhieri, 21/05/2024
Abstract: Probabilmente il miglior metodo educativo consiste nel fatto che l'educatore sia educato e che cominci col provare su sé stesso, per stabilire la loro idoneità, le saggezze psicologiche che gli sono state fornite dalla sua scuola. Ciò che ha un effetto veramente deleterio è che i genitori - e ciò non succede di rado - si aspettano dai loro figli che facciano bene ciò che essi stessi hanno fatto male.
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Bollati Boringhieri, 21/05/2024
Abstract: "A svolgere sulla psiche infantile tutti gli effetti descritti dalla letteratura non è tanto la madre personale, quanto piuttosto l'archetipo su di lei proiettato, che le conferisce uno sfondo mitologico e la investe di autorità e numinosità (...) Sono questi i tre aspetti fondamentali della madre: la sua bontà che alimenta e protegge, la sua orgiastica emotività, la sua infera oscurità".
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Ascolta. La musica, il suono e noi
La nave di Teseo, 21/05/2024
Abstract: La parola "ascolta" può esprimere sia un'azione, l'ascolto di un disco, di una voce o di una melodia, sia manifestare un invito sentito a farlo. Michel Faber in questo libro, un atto d'amore verso la musica tutta, si muove tra queste due vie, comprendendole entrambe. Molti autori hanno raccolto le storie dei musicisti, dei gruppi leggendari, delle epoche o dei diversi generi, ma raramente uno scrittore ha raccontato ciò che accade dentro di noi quando ascoltiamo la musica. Cosa ci succede mentre ascoltiamo una canzone? Perché siamo portati a farlo, e ne traiamo piacere? Cercando la risposta a queste e ad altre domande – e analizzando tutti i fattori che possono influenzarle, dall'età dell'ascoltatore alle mode più in voga, oltre la dicotomia tra buona e cattiva musica – Michel Faber ci consegna un libro unico, frutto di decenni di lavoro, intrecciando musica, filosofia e poesia, alla ricerca della materia sentimentale di cui sono fatti i suoni. "Questo è un libro sulla musica, e sulle persone che la ascoltano: i tuoi amici, i tuoi vicini di casa, tu e io. Leggere questo libro cambierà il tuo modo di ascoltare."
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Bollati Boringhieri, 21/05/2024
Abstract: " Il fanciullo esce dal grembo dell'inconscio come sua creatura, generata dal fondo stesso della natura umana, o meglio della natura vivente in generale. Egli personifica forze vitali al di là dei limiti della coscienza, vie e possibilità di cui la coscienza, nella sua unilateralità, non ha sentore, e una totalità che abbraccia le profondità della natura. Egli rappresenta l'impulso più forte e irresistibile di ogni essere: l'impulso all'autorealizzazione. Demetra e Core, madre e figlia, integrano la coscienza femminile verso l'alto e verso il basso. Esse vi aggiungono "il più vecchio e il più giovane", "il più forte e il più debole", dilatando così la limitata coscienza individuale, condizionata dal tempo e dallo spazio, e prospettandole la possibilità di una personalità più grande e più estesa, partecipe anche delle eterne vicende. "
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Ritorno alle origini. Il libro manifesto deli Stati Uniti d'Europa
Solferino, 21/05/2024
Abstract: Non fu solo un sogno. Fu la visione lucida e profetica di un gruppo di politici e di intellettuali che colsero l'urgenza di un nuovo inizio mentre ancora imperversava la carneficina della Seconda guerra mondiale.Proporre oggi questa raccolta significa tornare lì dove tutto è cominciato, rileggere le parole di chi lanciò la sfida rivoluzionaria degli Stati Uniti d'Europa per rispondere alla tragedia generata dai nazionalismi, dalla logica di dominio, dalla guerra.Ora che il progetto europeo non sembra più capace di accendere l'immaginazione politica, e quasi nessuna forma di entusiasmo, prima di constatarne l'irreparabile fallimento, è importante tornare alle origini. È determinante rileggere le parole scritte e pronunciate da alcuni dei principali protagonisti. Ritrovare le idee, le ambizioni, le visioni di chi si è battuto per costruire un mondo finalmente libero dal desiderio egemonico di sopraffazione.Gli scritti e i discorsi raccolti in questo libro, che coprono un arco temporale che va dal 1944 al 1957, sono qui riproposti non solo e non tanto per il loro valore archeologico ma per la forza che sanno restituire a un progetto politico che oggi forse più che mai ha raggiunto il suo minimo storico in termini di capacità di coinvolgimento e d'identificazione dei cittadini. Non stiamo parlando dell'ambizione di un gruppo di anime belle: in queste pagine c'è l'antidoto a un mondo altrimenti condannato a distruggere quei valori fondanti della civiltà occidentale che sono la libertà e l'uguaglianza. Un mondo che purtroppo vediamo terribilmente sempre più vicino.
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Adelphi, 21/05/2024
Abstract: Per molti è stato l'essere più intelligente mai vissuto sulla terra – un alieno in grado di imitare alla perfezione gli umani, scherzavano i colleghi. Ma chi era davvero John von Neumann nessuno è mai riuscito a decifrarlo. Il paragone scontato con Einstein non aiuta a capire, giacché i due non potevano essere più diversi, soprattutto in campo scientifico: a Princeton, mentre uno inseguiva il miraggio di una teoria unificata della gravitazione e dell'elettromagnetismo, l'altro disegnava l'architettura del primo calcolatore programmabile modernamente inteso, la stessa che ritroviamo oggi nei nostri smartphone. Indifferente alle implicazioni filosofiche della meccanica quantistica, von Neumann guardava al futuro con la capacità quasi infallibile di individuare i settori in cui il suo contributo avrebbe determinato il nostro destino: l'intelligenza artificiale, gli automi cellulari, la teoria dei giochi, la bomba atomica. Era un genio, ma lontanissimo dallo stereotipo del nerd asociale: un "bon vivant" che amava i party, le Cadillac e le belle donne; un uomo pieno di debolezze e ambiguità, come testimonia l'inaspettata conversione al cattolicesimo in punto di morte; una figura controversa, bersaglio di feroci critiche per l'estremo cinismo con cui sostenne la necessità di un attacco nucleare preventivo contro l'Unione Sovietica. Ma innanzitutto – come ci ricorda Bhattacharya – una mente capace di fornire gli strumenti per affrontare il futuro da cui sembrava provenire, proprio mentre era disposta a riportarci all'età della pietra.
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Adelphi, 21/05/2024
Abstract: "Che cosa me ne faccio, ora, della mia vecchia vita, del mio lavoro ostinato e prezioso, di gioie e delusioni, dei miei pensieri, delle pagine che ho scritto?" si chiede Sergej Bogarëv mentre percorre il fronte nell'agosto del 1941, i tedeschi avanzano e le truppe sovietiche inesorabilmente retrocedono. È "una guerra mai vista prima", quella che si è abbattuta sul suo paese; una guerra che l'ha strappato all'insegnamento del marxismo e trasformato in commissario politico di un battaglione che, nel tentativo disperato di rallentare l'offensiva nazista, si ritroverà isolato oltre le linee nemiche; una guerra che per lui – come per tutti gli altri protagonisti del romanzo – segna una cesura netta e irreparabile. "Il popolo è immortale, la sua causa è immortale. Ma non si può risarcire la perdita di un uomo!" scriverà Grossman poco dopo la fine della guerra. E così, pur desideroso di infondere in chi combatteva ottimismo e coraggio, ci racconta i primi mesi dell'invasione tedesca – antefatto di "Stalingrado" e "Vita e destino" – attraverso pagine dure, che dipingono la distruzione e le disfatte, i pensieri dei soldati, la marcia dei contadini nella notte, sotto le "scie rosse dei proiettili traccianti che strisciavano lente verso le stelle", i campi e i boschi sottratti a chi ne conosceva da sempre ogni segreto e il vano eroismo di uomini semplici mandati a fronteggiare "l'esercito più forte d'Europa". Pagine di un 'romanzo sovietico', ma così audaci da abdicare a ogni ligia ortodossia. E, come sempre in Grossman, attraversate da un soffio epico che le trasforma in grande letteratura.
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Marsilio, 18/06/2024
Abstract: Quanto c'è di vero a proposito della convivenza apparentemente "tesa" tra i due Papi di cui tanto si è parlato negli ultimi anni? Dove finisce la realtà e dove comincia il mito nella ricostruzione di una vicenda storica senza precedenti, che ha suscitato e continua a suscitare giudizi contrastanti?Per chiarire che cosa è avvenuto dietro le mura vaticane in un decennio decisivo per il futuro della Chiesa cattolica, sostiene Javier Martínez-Brocal, non si è tenuto conto del punto di vista di un personaggio principale, l'unico in grado di fare luce sul tema dall'interno: papa Francesco. Intenzionato a consegnare al lettore la versione di Bergoglio, il vaticanista di lungo corso lo ha incontrato varie volte tra l'estate del 2023 e l'inizio del 2024, e insieme hanno ripercorso le tappe fondamentali dei due pontificati, tra cui la rinuncia di Benedetto, i momenti più intimi e dolorosi, le cerimonie più significative. Bergoglio non si sottrae, al contrario incoraggia gli interrogativi del giornalista, che sempre lo incalza attingendo al confronto tra la biografia di Benedetto e quella di Francesco, a quanto avevano detto l'uno dell'altro prima e dopo essere divenuti successori di Pietro, a cronache e interviste, alla ricerca dei punti di contatto e delle differenze. Il risultato è un dialogo vivace e mai scontato che, al riparo dalle semplificazioni e dal sensazionalismo dei titoli della stampa, permette al Papa di aprirsi e raccontare per la prima volta la verità sul suo rapporto con Benedetto XVI. Ricca di rivelazioni e di riflessioni, questa straordinaria testimonianza in presa diretta è profondamente toccante per le esperienze umane e spirituali su cui getta nuova luce.
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astoria, 14/06/2024
Abstract: Dalla regina del giallo 'all'inglese'"'Il personaggio di Hamish Macbeth unisce l'apparenza di uomo semplice e concreto con la realtà di una mente acuta e originale… e conquista all'istante. "Chicago Sun-TimesL'unico desiderio dell'agente di polizia Hamish Macbeth sarebbe vivere in pace nella sonnacchiosa Lochdubh, ma purtroppo nei dintorni non c'è nessun folletto cui chiedere di realizzarlo. C'è invece Crystal French, bellissima, cinica e determinata, nonché star della locale Strathbane Television grazie a un programma in cui scopre gli altarini vecchi e nuovi di vari abitanti del paese e che le ha già procurato una serie di minacce più o meno velate. E adesso è il turno di Hamish: ha fermato Crystal per eccesso di velocità e lei, dopo aver inutilmente cercato di sedurlo e di corromperlo, ha deciso di mettere al centro della sua trasmissione proprio i metodi della polizia del Sutherland e di intervistare Hamish con l'intento di farlo passare per un idiota. Ma, nel giorno fissato per le riprese, l'unica che non si presenta è proprio Crystal; di lì a poco, viene ritrovata in una stradina secondaria a bordo della sua auto, con un tubo di gomma che, dallo scappamento, è stato infilato in uno spiraglio del finestrino. Tutto induce a pensare a un suicidio, però Hamish – che idiota non è affatto – capisce subito di essere davanti a un delitto e, aiutato da Elspeth Grant, una giornalista locale, si tuffa nelle indagini.
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Corbaccio, 14/06/2024
Abstract: L'aspro dopoguerra italiano attraverso gli occhi di una banda di ragazzi allegri e intelligentiQuattro amici per la pelle,una ragazza splendida ed enigmatica,un delitto senza colpevoli."Lo stile di Buccarella, che tanto assomiglia a quello picaresco, d'avventura, perfino a tratti salgariano, imprime alle sarabande di questi ragazzini del Salento uno scatto di agilità e di freschezza che li e ci catapulta fra le pellicole di Monicelli e quelle strade di Ferenc Molnár in cui si frequenta l'accademia dell'esistenza."Stefano Massini – RobinsonPaolo Congedo desidera soltanto un'esistenza tranquilla, ma da quando l'esercito inglese, all'indomani dell'occupazione della Puglia nel 1943, lo ha scelto come Mayor di un campo per profughi jugoslavi prima, ed ebrei poi, la serenità è diventata un miraggio. Prima un poeta che vuol diventare partigiano lo coinvolge in una lotta impari con i fascisti segretamente ancora attivi nella zona; poi, nell'estate del 1946, quando gli anni più turbolenti sembrano ormai alle spalle, è un gruppo di ragazzini a trascinarlo nell'indagine sull'omicidio di un rifugiato.Tommaso, Giovanni, Umberto e Marcello, questi i loro nomi, sono convinti che Samuele, il colpevole designato dalle indagini ufficiali, sia vittima di un errore o, peggio, di un complotto, e sono dimostrarne l'innocenza. Perché Samuele è un ragazzino come loro, e poco importa se lui è un ebreo polacco scampato alla Shoah e loro, invece, italiani in fuga dalla miseria: Samuele è un loro amico, e faranno di tutto per scagionarlo.Se il poeta ha insegnato una cosa a Paolo, è che non ci si volta dall'altra parte di fronte a un'ingiustizia. Così, decide di aiutare i ragazzi nella loro indagine, insieme a un carabiniere che antepone l'amicizia al rispetto dei regolamenti, a una funzionaria americana che si sospetta sia una spia, e soprattutto a una rifugiata dagli occhi verdi di cui tutti s'innamorano all'istante…
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Aspettando Cosetta. Le indagini del commissario Bertè
Corbaccio, 21/06/2024
Abstract: "Le indagini del Commissario Berté" n.15Una sera di ottobre, a Lungariva. Neri Guerrini, ottantenne imprenditore agricolo di San Quirico d'Orcia, viene ucciso nella villa in cui trascorreva molti mesi all'anno. Il Guerrini, uomo riservatissimo che Gigi Berté conosceva di vista, frequentava poche persone: preferiva trascorrere il suo tempo scrutando il cielo stellato con il telescopio, leggendo e ascoltando musica.Un vicino di casa afferma che la sera dell'omicidio un'evanescente figura avvolta da un velo da sposa si trovava sulla terrazza in compagnia della vittima, ma l'uomo non è in grado di fornire altri particolari per identificarla e la sua testimonianza appare poco credibile a causa della sua passione per l'ufologia e l'esoterismo.Per conoscere meglio la personalità della vittima, Berté si reca nella tenuta in Toscana dove incontra il cognato, i nipoti, un ex maresciallo dei carabinieri che gli fa da guida e due donne che lo frequentavano in gioventù. Viene così a sapere che, cinquant'anni prima, il Guerrini era stato segnato da un trauma che aveva condizionato tutta la sua esistenza.È possibile che una vicenda così lontana nel tempo sia all'origine del delitto? O la causa è invece ben radicata nel presente di Lungariva e nelle frequentazioni di Neri Guerrini?Un'indagine complessa, quella che deve affrontare Berté, anche perché, questa volta, tutte le persone impegnate nella risoluzione del caso, dall'ispettore Francesca Belli al magistrato Irene Graffiani, sembrano avere idee ben precise sulle tracce – tutte diverse – da seguire…
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Uomini che maltrattano le donne. Come riconoscerli per tempo e cosa per difendersi
Vallardi, 18/06/2024
Abstract: "Poiché il problema non sta nelle vittime ma negli aggressori, Bancroft fornisce una sorta di libretto di istruzioni per le sfortunate che li incontrano, perché non sottovalutino i primi segnali e mettano in atto strategie di difesa appropriate."Chiara SaracenoDal libro sulla violenza domestica più noto al mondo, la chiave per riconoscere manipolazioni e abusi nascosti, affrancarsi da uomini maltrattanti e ricominciare a vivere. Finalmente libere.Ogni giorno milioni di donne subiscono violenze, la maggior parte delle volte inflitte da uomini a loro vicini – mariti, compagni o persone all'interno della cerchia famigliare e degli affetti stretti. Non sempre si tratta di violenza fisica: manipolazioni, aggressioni verbali, umiliazioni, pressioni sessuali e ricatti economici sono difficili da riconoscere, celati dalla consuetudine e dal contesto socioculturale. Lundy Bancroft, consulente giudiziario ed esperto internazionale di abusi, traumi e recupero, in questo libro parla direttamente alle donne e le aiuta a riconoscere i comportamenti che corredano la violenza di genere, sfatando i miti più comuni dietro i quali si nasconde, delineando il profilo dei soggetti maltrattanti e facendo luce sui segnali di violenza già presenti all'inizio di una relazione.Un libro per riconoscere, dare un nome e opporsi con strumenti concreti a partner violenti – nella propria vita e in quella delle persone vicine.Prefazione della CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA di Bologna
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Non ho tempo per andare al mare
Nutrimenti, 16/07/2021
Abstract: Dopo il fallimento del sogno di sceneggiatrice e di ritorno da una fuga all'estero, per Matilde c'è un solo piano B: tornare in Sicilia e improvvisarsi guida turistica. Dovrà guidare per le strade e i vicoli di Palermo drappelli di settantenni per lo più stranieri e su di giri, lasciandosi contagiare dal loro entusiasmo. E se arrivasse a considerarli una famiglia alternativa? In una rappresentazione del turismo di massa disegnata sempre sul filo dell'ironia, e a tratti esilarante, Mari Accardi racconta il destino personale di una giovane donna siciliana. Bisogna allentare qualche difesa, polverizzare la diffidenza e guardare con lucidità alla famiglia d'origine. Quella vera.Un padre impegnato in un fitto colloquio con i gatti, chiuso in una vecchia Audi come in un bunker, una madre le cui colonne d'Ercole sono la chiesa e il supermercato di quartiere. E una nonna che proietta la sua angoscia dominante – l'invadenza degli estranei – perfino nel post mortem. E se le occupassero la tomba? L'unica persona di fiducia è la badante di origini rumene, Adela. Peccato che all'improvviso faccia perdere le sue tracce, generando una turbolenza quasi ingestibile. Tutto si complica, tutto sembra andare all'aria: famiglia vera, famiglia presunta.
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Fazi Editore, 18/06/2024
Abstract: In un mondo dove la morte è costantemente dietro l'angolo, l'onore è un lusso che pochi possono permettersi.Kinch Na Shannack è debitore di una considerevole somma verso la Gilda dei Prenditori, che gli ha impartito un'impeccabile istruzione per diventare ladro, insegnandogli, tra le altre cose, a scassinare serrature, scalare muri, usare il coltello, raccontare bugie, piazzare trappole, nonché qualche piccolo incantesimo. Decide quindi di nascondersi nel folto della foresta per mettere in pratica quello che ha imparato contro il primo malcapitato che si troverà a passare di lì. Purtroppo per lui, però, si trova davanti Galva, ancella della dea della morte e abile guerriera, sopravvissuta alle feroci guerre contro i goblin; sta viaggiando in cerca della sua regina, scomparsa dopo che la città del nord in cui si trovava è caduta in mano ai giganti. È così che Kinch, a cui Galva risparmia la vita, viene costretto dalla Gilda a seguire la ragazza in un viaggio che unirà per sempre i loro destini. I due si troveranno coinvolti in un'epica avventura segnata da inaspettati pericoli e doppi giochi da svelare, in un paese devastato dalle guerre, dove i goblin sono affamati di carne umana e mostri leggendari si rifugiano nelle profondità del mare.Con grande ironia e spregiudicatezza, Kinch trascina il lettore in un'avventura ricca di azione e colpi di scena, tra strane creature assetate di sangue, tatuaggi magici e segreti che possono rivelarsi fatali."I lettori di grandi scrittori fantasy, come Tolkien o Brandon Sanderson, ameranno questo viaggio, che è divertente, magico o terrificante a seconda dei momenti. Un libro travolgente". "Library Journal" "Stupefacente. Lo consiglio di cuore".Robin Hobb "Il ladro linguanera è un eccezionale esempio di scrittura e worldbuilding, con personaggi meravigliosi e un protagonista che vi cattureranno immediatamente. I fan di Gli inganni di Locke Lamora ameranno questo libro". Django Wexler
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Donzelli Editore, 21/05/2024
Abstract: "Si può sostenere che la vittoria di una donna sia una conquista per tutte, qualunque sia la sua storia, la sua visione politica, il suo rapporto con il femminismo, il suo modello di gestione del potere?".La nomina di Giorgia Meloni a presidente del Consiglio ha inaugurato in Italia il primo governo con a capo una donna. Contemporaneamente, in tutta Europa e in diverse parti del mondo, leader donne stanno assumendo ruoli apicali e di responsabilità. Eppure, la popolazione femminile nel suo complesso subisce ancora le più gravi forme di sfruttamento, violenza, povertà, marginalizzazione culturale. L'inizio del nuovo millennio ha conosciuto un inasprimento degli attacchi a diritti e libertà ottenuti dal movimento femminista nel secolo scorso, con quella che è stata definita la più grande rivoluzione pacifica del Novecento; basti pensare all'offensiva sferrata da più fronti contro l'aborto, una conquista che, insieme al diritto di voto, aveva rappresentato un passaggio chiave di quelle lotte. Come si spiega una tale contraddizione? Attraverso un'analisi degli sviluppi più recenti della politica italiana e internazionale, Giorgia Serughetti riannoda i fili di questo paradosso. L'avanzare delle donne all'interno dei partiti reazionari e conservatori, lungi dal sovvertire le strutture di genere, ha fatto del femminismo un repertorio strumentale, piegato a fini ideologici, sovranisti e autoritari. Piuttosto che di "femminismo di destra" o di "femminismo neoliberista", si può parlare di appropriazione e distorsione del linguaggio femminista da parte di forze avverse all'obiettivo dell'uguaglianza. La retorica dell'ascesa individuale e della rottura del "soffitto di cristallo" occulta un potere sessista che mantiene metà del genere umano in stato di oppressione, e rimuove o addomestica la radicalità del pensiero e della tesi che attraversa le pagine è duplice. Da un lato, il femminismo politico, se non vuole essere ridotto a una serie di parole chiave buone per ogni uso e abuso, deve collocarsi con decisione dalla parte del cambiamento, della lotta per un ordine sociale giusto. Dall'altro lato, le forze politiche che intendono combattere le disuguaglianze e avanzare progetti di giustizia sociale devono porre le istanze del femminismo al centro della propria agenda. La battaglia delle donne può diventare strumento di liberazione per tutti coloro che si trovano ai gradini più bassi della scala sociale: per questo sono centrali le questioni del reddito, della divisione sessuale del lavoro, del razzismo, della violenza istituzionale sulle persone migranti, della cancellazione culturale e giuridica delle sessualità non conformi. Il femminismo è una forza trasformativa radicale, la ricerca di una buona vita per tutte, non per poche, che può avvenire solo attraverso la costruzione e l'attivazione di una nuova dimensione del potere, di un altro genere di potere, un potere di altro genere.
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Donzelli Editore, 15/05/2024
Abstract: Il 24 marzo 1944, 335 persone vengono fucilate a Roma, nelle Cave Ardeatine. Non è l'unico crimine nazifascista in Italia né quello più sanguinoso. Eppure, a ottant'anni di distanza, continua a suscitare polemiche. Perché quella strage produce ancora oggi leggende, racconti sbagliati, falsificazioni, errori, menzogne? A partire da questo interrogativo prende avvio il dialogo tra Lutz Klinkhammer e Alessandro Portelli: uno storico tedesco, autore di studi decisivi sull'occupazione nazista in Italia, e uno dei fondatori della storia orale, che con L'ordine è già stato eseguito ha segnato una tappa fondamentale nella ricerca sulle Ardeatine. In questo ascolto reciproco, i due approcci si arricchiscono a vicenda, illuminando tutti gli aspetti di un crimine nazista – e del suo rapporto con l'azione partigiana di via Rasella – che rappresenta tuttora una ferita aperta. Se infatti la composizione delle vittime – provenienti da tutta Italia (e non solo), appartenenti a tutte le classi sociali e a tutte le famiglie politiche – ne fa un evento unificante, la memoria pubblica, inquinata da falsificazioni, ne fa un evento divisivo, in un paese che stenta a riconoscersi nella fondazione costituzionale antifascista. Attorno alle Fosse Ardeatine si è addensato un senso comune che rovescia le responsabilità del massacro accusando i partigiani di non averlo prevenuto consegnandosi ai nazisti – quando in realtà l'idea di condizionare la rappresaglia alla resa dei partigiani non fu mai presa in considerazione. Una falsa narrazione che è diventata un pretesto per mettere in discussione l'intera moralità della Resistenza. Aspetto, quest'ultimo, che nel volume viene sviscerato e ampliato, affrontando, su tutti i versanti, le domande sulla legittimità e i limiti dell'uso della violenza, sulla difficoltà di riconoscere l'umanità delle vittime e fare i conti con quella dei perpetratori, sui meccanismi culturali messi in moto quando si tratta di rimuovere e mistificare le responsabilità.
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Donzelli Editore, 21/05/2024
Abstract: "Noi psichiatri abbiamo il vantaggio che in qualunque istituzione psichiatrica andiamo, troviamo sempre la stessa faccia, lo stesso malato, cioè il malato dell'ospedale psichiatrico. Hanno tutti la stessa faccia, sembrano che abbiano tutti la stessa malattia: in effetti questa malattia è il prodotto dell'istituzione".A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, quale traiettoria è possibile tracciare di una delle personalità più influenti della psichiatria italiana del XX secolo? Questo libro prova a rispondere con l'aiuto di tre nuovi documenti emersi dagli archivi e mai pubblicati fino a ora. Tre inediti che consentono di entrare nel vivo dell'esperimento che nei primi anni settanta preparava il terreno all'abolizione dei manicomi e alla nascita dei servizi di salute mentale. "Abbiamo iniziato a fare quello che ritenevamo impossibile – scrive Basaglia – cioè trasformare una istituzione da violenta e bruta e mortificante in un'istituzione dove ci fosse la possibilità di chiamare un uomo "uomo"". La persona che è diventata il simbolo di questa battaglia viene qui presentata come un corpo e un pensiero collettivi. Nel libro vengono raccolti infatti interventi dal tono discorsivo in cui Basaglia compare in relazione e rapporto con altre voci, quelle di Franca Ongaro, Michele Risso e altri protagonisti del movimento antimanicomiale. Il saggio introduttivo di Marica Setaro e le note ai testi guidano il lettore nell'esplorazione di momenti, contesti e figure che raramente sono stati messi a fuoco. I dialoghi colpiscono perché mostrano una discussione aperta che coinvolgeva le assemblee di gruppo e che, a distanza di cinquant'anni, ci fa cogliere le contraddizioni che il nome Basaglia riassumeva in sé. La posta in gioco è alta: il senso di es¬sere psichiatri mentre si scardina l'impianto della psichiatria stessa; la fatica di rendere l'esperienza di Trieste un modello costruttivo dove imparare a praticare una Emerge da questi tre scritti un uomo e uno psichiatra a cui non sfugge il rischio che il suo nome possa diventare soltanto un simulacro di libertà. Così come risalta la consapevolezza della lunga marcia che ancora attende quanti vorranno lasciare il segno effettivo di una trasformazione politica, ma non solo. Più volte Basaglia sottolinea il peso scientifico e culturale di questo processo: quali logiche e quali metodi prenderanno il suo posto? Ieri come oggi sono domande cruciali per rispondere al "problema psichiatrico". psichiatria senza manicomio; la necessità storica che la parola "cura" significhi restituzione di dignità, diritti e soggettività ai "dannati della terra".
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Il 7 ottobre fra verità e propaganda
Fazi Editore, 04/06/2024
Abstract: Il brutale attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023 contro le comunità di Israele attorno alla Striscia di Gaza ha rappresentato uno spartiacque nella storia israelo-palestinese. Quella scintilla ha innescato una guerra ancora più violenta a Gaza, a sua volta all'origine di una gravissima crisi regionale. Ma cosa è realmente accaduto quel giorno? Davvero l'intelligence israeliana era all'oscuro del piano palestinese? E perché i segnali premonitori sono stati ignorati? Quel 7 ottobre hanno avuto luogo feroci combattimenti tra le forze armate israeliane e i miliziani palestinesi. Il terribile bilancio di 1139 morti israeliani è stato attribuito alla furia di Hamas. Ma quante di quelle vittime sono rimaste uccise nel fuoco incrociato tra israeliani e palestinesi? Quante sono morte a causa dello sproporzionato uso della forza da parte dell'esercito di Tel Aviv, che ha fatto ricorso a carri armati ed elicotteri da combattimento anche in contesti urbani? Gli uomini di Hamas sono stati accusati di spaventose atrocità, decapitazioni, mutilazioni, stupri. Ma quante di quelle accuse erano reali, e quante invece il tentativo di ingigantire gli orrori perpetrati dai palestinesi per giustificare l'inconcepibile distruzione che la successiva campagna militare israeliana avrebbe scatenato sui civili di Gaza?In Occidente, i mezzi di informazione hanno dato voce soprattutto alla narrazione israeliana. Questo libro cerca di rispondere ai principali interrogativi sugli eventi del 7 ottobre, mettendo in luce i punti oscuri della versione ufficiale del governo Netanyahu e rivelando retroscena finora largamente ignorati. Esso delinea un quadro d'insieme delle circostanze in cui è maturato l'attacco di Hamas, tratteggiando una rapida storia del gruppo e descrivendo la situazione a Gaza e il contesto geopolitico regionale all'origine della successiva destabilizzazione che quel tragico giorno ha provocato."Roberto Iannuzzi fornisce un eccellente resoconto di ciò che è accaduto tra Hamas e Israele il 7 ottobre e del perché è accaduto. Dimostra che la narrazione di Israele degli eventi di quel tragico giorno, ripetuta all'infinito dai media occidentali, è profondamente falsata. È necessario fare chiarezza e Il 7 ottobre tra verità e propaganda è un contributo importante in questa direzione".John J. Mearsheimer