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Donzelli Editore, 21/05/2024
Abstract: "Si può sostenere che la vittoria di una donna sia una conquista per tutte, qualunque sia la sua storia, la sua visione politica, il suo rapporto con il femminismo, il suo modello di gestione del potere?".La nomina di Giorgia Meloni a presidente del Consiglio ha inaugurato in Italia il primo governo con a capo una donna. Contemporaneamente, in tutta Europa e in diverse parti del mondo, leader donne stanno assumendo ruoli apicali e di responsabilità. Eppure, la popolazione femminile nel suo complesso subisce ancora le più gravi forme di sfruttamento, violenza, povertà, marginalizzazione culturale. L'inizio del nuovo millennio ha conosciuto un inasprimento degli attacchi a diritti e libertà ottenuti dal movimento femminista nel secolo scorso, con quella che è stata definita la più grande rivoluzione pacifica del Novecento; basti pensare all'offensiva sferrata da più fronti contro l'aborto, una conquista che, insieme al diritto di voto, aveva rappresentato un passaggio chiave di quelle lotte. Come si spiega una tale contraddizione? Attraverso un'analisi degli sviluppi più recenti della politica italiana e internazionale, Giorgia Serughetti riannoda i fili di questo paradosso. L'avanzare delle donne all'interno dei partiti reazionari e conservatori, lungi dal sovvertire le strutture di genere, ha fatto del femminismo un repertorio strumentale, piegato a fini ideologici, sovranisti e autoritari. Piuttosto che di "femminismo di destra" o di "femminismo neoliberista", si può parlare di appropriazione e distorsione del linguaggio femminista da parte di forze avverse all'obiettivo dell'uguaglianza. La retorica dell'ascesa individuale e della rottura del "soffitto di cristallo" occulta un potere sessista che mantiene metà del genere umano in stato di oppressione, e rimuove o addomestica la radicalità del pensiero e della tesi che attraversa le pagine è duplice. Da un lato, il femminismo politico, se non vuole essere ridotto a una serie di parole chiave buone per ogni uso e abuso, deve collocarsi con decisione dalla parte del cambiamento, della lotta per un ordine sociale giusto. Dall'altro lato, le forze politiche che intendono combattere le disuguaglianze e avanzare progetti di giustizia sociale devono porre le istanze del femminismo al centro della propria agenda. La battaglia delle donne può diventare strumento di liberazione per tutti coloro che si trovano ai gradini più bassi della scala sociale: per questo sono centrali le questioni del reddito, della divisione sessuale del lavoro, del razzismo, della violenza istituzionale sulle persone migranti, della cancellazione culturale e giuridica delle sessualità non conformi. Il femminismo è una forza trasformativa radicale, la ricerca di una buona vita per tutte, non per poche, che può avvenire solo attraverso la costruzione e l'attivazione di una nuova dimensione del potere, di un altro genere di potere, un potere di altro genere.
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Donzelli Editore, 15/05/2024
Abstract: Il 24 marzo 1944, 335 persone vengono fucilate a Roma, nelle Cave Ardeatine. Non è l'unico crimine nazifascista in Italia né quello più sanguinoso. Eppure, a ottant'anni di distanza, continua a suscitare polemiche. Perché quella strage produce ancora oggi leggende, racconti sbagliati, falsificazioni, errori, menzogne? A partire da questo interrogativo prende avvio il dialogo tra Lutz Klinkhammer e Alessandro Portelli: uno storico tedesco, autore di studi decisivi sull'occupazione nazista in Italia, e uno dei fondatori della storia orale, che con L'ordine è già stato eseguito ha segnato una tappa fondamentale nella ricerca sulle Ardeatine. In questo ascolto reciproco, i due approcci si arricchiscono a vicenda, illuminando tutti gli aspetti di un crimine nazista – e del suo rapporto con l'azione partigiana di via Rasella – che rappresenta tuttora una ferita aperta. Se infatti la composizione delle vittime – provenienti da tutta Italia (e non solo), appartenenti a tutte le classi sociali e a tutte le famiglie politiche – ne fa un evento unificante, la memoria pubblica, inquinata da falsificazioni, ne fa un evento divisivo, in un paese che stenta a riconoscersi nella fondazione costituzionale antifascista. Attorno alle Fosse Ardeatine si è addensato un senso comune che rovescia le responsabilità del massacro accusando i partigiani di non averlo prevenuto consegnandosi ai nazisti – quando in realtà l'idea di condizionare la rappresaglia alla resa dei partigiani non fu mai presa in considerazione. Una falsa narrazione che è diventata un pretesto per mettere in discussione l'intera moralità della Resistenza. Aspetto, quest'ultimo, che nel volume viene sviscerato e ampliato, affrontando, su tutti i versanti, le domande sulla legittimità e i limiti dell'uso della violenza, sulla difficoltà di riconoscere l'umanità delle vittime e fare i conti con quella dei perpetratori, sui meccanismi culturali messi in moto quando si tratta di rimuovere e mistificare le responsabilità.
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Donzelli Editore, 21/05/2024
Abstract: "Noi psichiatri abbiamo il vantaggio che in qualunque istituzione psichiatrica andiamo, troviamo sempre la stessa faccia, lo stesso malato, cioè il malato dell'ospedale psichiatrico. Hanno tutti la stessa faccia, sembrano che abbiano tutti la stessa malattia: in effetti questa malattia è il prodotto dell'istituzione".A cento anni dalla nascita di Franco Basaglia, quale traiettoria è possibile tracciare di una delle personalità più influenti della psichiatria italiana del XX secolo? Questo libro prova a rispondere con l'aiuto di tre nuovi documenti emersi dagli archivi e mai pubblicati fino a ora. Tre inediti che consentono di entrare nel vivo dell'esperimento che nei primi anni settanta preparava il terreno all'abolizione dei manicomi e alla nascita dei servizi di salute mentale. "Abbiamo iniziato a fare quello che ritenevamo impossibile – scrive Basaglia – cioè trasformare una istituzione da violenta e bruta e mortificante in un'istituzione dove ci fosse la possibilità di chiamare un uomo "uomo"". La persona che è diventata il simbolo di questa battaglia viene qui presentata come un corpo e un pensiero collettivi. Nel libro vengono raccolti infatti interventi dal tono discorsivo in cui Basaglia compare in relazione e rapporto con altre voci, quelle di Franca Ongaro, Michele Risso e altri protagonisti del movimento antimanicomiale. Il saggio introduttivo di Marica Setaro e le note ai testi guidano il lettore nell'esplorazione di momenti, contesti e figure che raramente sono stati messi a fuoco. I dialoghi colpiscono perché mostrano una discussione aperta che coinvolgeva le assemblee di gruppo e che, a distanza di cinquant'anni, ci fa cogliere le contraddizioni che il nome Basaglia riassumeva in sé. La posta in gioco è alta: il senso di es¬sere psichiatri mentre si scardina l'impianto della psichiatria stessa; la fatica di rendere l'esperienza di Trieste un modello costruttivo dove imparare a praticare una Emerge da questi tre scritti un uomo e uno psichiatra a cui non sfugge il rischio che il suo nome possa diventare soltanto un simulacro di libertà. Così come risalta la consapevolezza della lunga marcia che ancora attende quanti vorranno lasciare il segno effettivo di una trasformazione politica, ma non solo. Più volte Basaglia sottolinea il peso scientifico e culturale di questo processo: quali logiche e quali metodi prenderanno il suo posto? Ieri come oggi sono domande cruciali per rispondere al "problema psichiatrico". psichiatria senza manicomio; la necessità storica che la parola "cura" significhi restituzione di dignità, diritti e soggettività ai "dannati della terra".
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Il 7 ottobre fra verità e propaganda
Fazi Editore, 04/06/2024
Abstract: Il brutale attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre 2023 contro le comunità di Israele attorno alla Striscia di Gaza ha rappresentato uno spartiacque nella storia israelo-palestinese. Quella scintilla ha innescato una guerra ancora più violenta a Gaza, a sua volta all'origine di una gravissima crisi regionale. Ma cosa è realmente accaduto quel giorno? Davvero l'intelligence israeliana era all'oscuro del piano palestinese? E perché i segnali premonitori sono stati ignorati? Quel 7 ottobre hanno avuto luogo feroci combattimenti tra le forze armate israeliane e i miliziani palestinesi. Il terribile bilancio di 1139 morti israeliani è stato attribuito alla furia di Hamas. Ma quante di quelle vittime sono rimaste uccise nel fuoco incrociato tra israeliani e palestinesi? Quante sono morte a causa dello sproporzionato uso della forza da parte dell'esercito di Tel Aviv, che ha fatto ricorso a carri armati ed elicotteri da combattimento anche in contesti urbani? Gli uomini di Hamas sono stati accusati di spaventose atrocità, decapitazioni, mutilazioni, stupri. Ma quante di quelle accuse erano reali, e quante invece il tentativo di ingigantire gli orrori perpetrati dai palestinesi per giustificare l'inconcepibile distruzione che la successiva campagna militare israeliana avrebbe scatenato sui civili di Gaza?In Occidente, i mezzi di informazione hanno dato voce soprattutto alla narrazione israeliana. Questo libro cerca di rispondere ai principali interrogativi sugli eventi del 7 ottobre, mettendo in luce i punti oscuri della versione ufficiale del governo Netanyahu e rivelando retroscena finora largamente ignorati. Esso delinea un quadro d'insieme delle circostanze in cui è maturato l'attacco di Hamas, tratteggiando una rapida storia del gruppo e descrivendo la situazione a Gaza e il contesto geopolitico regionale all'origine della successiva destabilizzazione che quel tragico giorno ha provocato."Roberto Iannuzzi fornisce un eccellente resoconto di ciò che è accaduto tra Hamas e Israele il 7 ottobre e del perché è accaduto. Dimostra che la narrazione di Israele degli eventi di quel tragico giorno, ripetuta all'infinito dai media occidentali, è profondamente falsata. È necessario fare chiarezza e Il 7 ottobre tra verità e propaganda è un contributo importante in questa direzione".John J. Mearsheimer
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Fazi Editore, 11/06/2024
Abstract: Settembre 1939. Aldo, ventenne fiorentino, giunge a San Domino, l'isola delle Tremiti scelta dal regime fascista come confino per chi era accusato di omosessualità. I cosiddetti "femminielli" alloggiano in due baracche fatiscenti, con un secchio a fare da gabinetto e un camino mal funzionante per le notti più fredde. Sono perlopiù siciliani, perché arrestati per un omicidio avvenuto anni prima a Catania e tuttora impunito, che continua a perseguitarli. Ci sono la Fisichella, dallo sguardo sornione, sempre in urto con il mondo, la Picciridda, appena diciottenne, che ama travestirsi da donna, la Leonessa, afflitto da attacchi epilettici e con strani segni sul corpo; e poi la Sticchina, il Professore, il Dottore, la Peppinella, vittime come Aldo di pregiudizio e intolleranza. La vita a San Domino è dura, scandita dal disprezzo degli abitanti dell'isola, incontri clandestini nei boschi e la conta dei carabinieri, esiliati anche loro e non disdegnosi di trovare conforto tra i femminielli.Nonostante le intenzioni del regime, dalla segregazione nascerà una comunità di uomini paradossalmente liberi e solidali. Nel giugno del 1940, in ogni caso, i confinati di San Domino saranno rilasciati e in parte arruolati per essere mandati al fronte. In guerra, ognuno andrà incontro al proprio destino nel ricordo indelebile di quell'esperienza vissuta assieme.Con una scrittura delicata e toccante, l'autore ricostruisce la vicenda di alcuni giovani che vennero puniti per la loro diversità.Un libro coraggioso che narra un pezzo dimenticato della storia italiana attraverso singole esperienze di discriminazione e resistenza. Un racconto sui rapporti umani e sul confine, spesso sottile, che separa prigionia e libertà."A te non ti fa schifo?". "Che cosa?"."Pensare a due maschi insieme". "E noi cosa siamo, scusa?".
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Fazi Editore, 18/06/2024
Abstract: La scomparsa improvvisa di una ragazza riporta a galla un terribile omicidio avvenuto in passato e mai dimenticato.Ad Alveno, paese di poche anime tra i monti del Trentino, Alice ha lasciato i ricordi più belli e anche i più atroci. Dopo alcuni anni di assenza, sta andando lì con gli amici di sempre. Sono in macchina, diretti al Nido del Pettirosso, l'albergo che i suoi genitori gestivano quando lei era ancora una bambina e che ora sua madre Laura ha deciso di vendere per lasciarsi alle spalle i tragici eventi accaduti nei dintorni. Undici anni prima, infatti, sua sorella Sara era stata ritrovata morta in fondo a un burrone: come siano realmente andate le cose resta un mistero ma la sua famiglia, nel frattempo, è andata in pezzi.L'indomani, Laura riceve una telefonata dalla polizia: l'auto su cui viaggiava Alice è finita in una scarpata; lei e un suo amico si sono allontanati per chiedere aiuto e da quel momento nessuno ha più avuto notizie di loro. Laura si precipita sul posto per seguire le indagini, portate avanti dall'agguerrita ispettrice Valenti. Possibile che la montagna voglia prendersi anche l'unica figlia rimastale?Tutte le paure e i dubbi del passato si riaffacciano come ospiti indesiderati dalle finestre delle stanze ormai vuote del Nido del Pettirosso: che fine ha fatto Alice? La sua scomparsa è legata in qualche modo alla morte di Sara? Riusciranno Laura e l'ispettrice Valenti a ritrovare la ragazza prima che accada di nuovo l'irreparabile?Un thriller appassionante sul coraggio di una madre che, attraverso un doloroso viaggio nel passato, riuscirà a ritrovare la speranza non prima di aver affrontato un'altra esperienza spaventosa tra ricordi angoscianti e fantasmi venuti a tormentarla."Dopo tre giorni di ricerche, alla fine l'avevano trovata. In fondo a un dirupo, morta. Quello stesso dirupo che Laura adesso sta cercando di raggiungere con il cuore che è ormai una pietra acuminata e a ogni passo le incide il petto da dentro, togliendole fiato più del pendio".
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Donzelli Editore, 21/05/2024
Abstract: L'Inghilterra del secondo dopoguerra, bisognosa di manodopera, ha favorito l'immigrazione dall'Europa e dal suo vastissimo mondo coloniale. I governi, pur con gradazioni diverse fra conservatori e laburisti, hanno presto stimolato e sfruttato a fini elettorali l'inquietudine della popolazione bianca per la presenza delle minoranze etniche "visibili". L'ostilità dipendeva dall'impreparazione culturale verso la diversità, dalla memoria dell'impero e dal cambio di prospettiva di un paese che cominciava a guardare più alla Cee che al Commonwealth. Il volume ricostruisce il cambiamento delle politiche migratorie dal 1948, la limitazione dei diritti, il razzismo nei sindacati e nei partiti politici al fine di ridurre l'immigrazione e far convivere la società maggioritaria con la minoranza di origine coloniale. Lo studio si conclude coi governi Thatcher, quando venne riformulato il concetto di cittadinanza (con l'abbandono dello ius soli) e aumentò la discriminazione verso i discendenti dei migranti del New Commonwealth: elementi che ebbero un ruolo decisivo nell'esplosione della violenza di strada nei principali centri urbani del paese. Tramite il dibattito storiografico e sociologico sulle Race Relations (fra razza, genere e classe), la documentazione delle forze politiche e delle associazioni per la difesa dei diritti civili, viene ricostruito il rapporto fra la bianchezza e i cittadini di origine ex coloniale, dimostrando che i problemi dibattuti per decenni in una società sempre più mista sono simili a quelli che osserviamo oggi anche in Italia. Dall'esempio dell'Inghilterra del secolo scorso si possono cogliere spunti utili a orientare il dibattito attuale sul razzismo, l'immigrazione, l'integrazione delle minoranze, la crisi del multiculturalismo e le sfide del presente multietnico.
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Bibliotheka, 28/06/2024
Abstract: p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Times}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Times; min-height: 14.0px}... a parte il disorientante rovesciamento di prospettiva di alcuni importanti fatti storici (uno fra tutti, la celebre Congiura dei Pazzi), o l'impressionante quadro che emerge a proposito di quanto siano stati determinanti, dal Medioevo ad oggi, i giganteschi prestiti accordati dai grandi banchieri a principi e sovrani, quel che davvero stupisce di questo nuovo, appassionante studio di Pietro Ratto è il dato inquietante secondo cui gli eredi diretti di quella élite aristocratica e finanziaria che aveva in mano il mondo mille anni fa, siano ancora oggi ai vertici di alcune grandi multinazionali, e di certe potenti banche, che tengono saldamente in pugno le redini della politica e dell'economia globali.
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Io, guardia del corpo di Berlinguer
Compagnia editoriale Aliberti, 22/05/2024
Abstract: Può sembrare strano che Enrico Berlinguer, il segretario del Partito Comunista, fosse circondato da un gruppo di "angeli". Eppure è vero. Erano gli uomini della sua scorta, a lui fedelissimi e legati da un vincolo quasi parentale, che assicurarono la sua incolumità in anni difficilissimi e spesso tragici. Roberto Bertuzzi, l'autore di questa autobiografia, era uno di questi. Assunto nel Servizio di Sicurezza del PCI, trova nel partito una ragione di crescita e di riscatto totale. Diventa il responsabile della sicurezza di leader come Giorgio Napolitano e Alessandro Natta. Ed è soprattutto l'angelo custode di Enrico Berlinguer. Sarà la sua "ombra" fedele e rassicurante. Sino a quel 7 giugno del 1984 a Padova, quando Berlinguer si accasciò sul palco del suo ultimo comizio per il malore che lo porterà via quattro giorni dopo. Bertuzzi era lì, come sempre: e visse in diretta e in prima persona l'epilogo prematuro di uno degli uomini politici più amati di tutta la storia d'Italia. Prefazione di Luca Telese.
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Salani Editore, 28/05/2024
Abstract: Se state per gettare via questo libro e scappare il più lontano possibile, vuol dire che lo sapete già: questo volume descrive in ogni dettaglio la penosa permanenza dei fratelli Baudelaire allo Heimlich Hospital. Ci sono tante storie piacevoli da leggere, ma questa non lo è. Contiene particolari davvero pesanti, come un negoziante sospettoso, operazioni chirurgiche non necessarie, un sistema di interfono, anestesie, palloncini a forma di cuore, e alcune notizie davvero sbalorditive su un certo incendio. Chiaramente voi non avete alcuna intenzione di leggere roba simile. Ho giurato di fare accurate ricerche su questa vicenda e di scriverla meglio che posso.
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Garzanti, 11/06/2024
Abstract: TRA LE STRADE DI ROMA E PARIGI,UNA SAGA FAMILIARE TUTTA AL FEMMINILECHE ABBRACCIA TRE SECOLI.Roma, 1849. Floreat in adversis: fiorisca nelle avversità. Queste parole sono incise all'interno dell'antico medaglione che Ortensia stringe al petto per trovare coraggio. Tutt'intorno, Roma fa sentire la propria voglia di indipendenza, e lei vuole seguire quel fiume ribelle per cambiare vita. Cresciuta orfana, sa che quel ciondolo è l'ultimo dono di una madre che le ha dato il nome di un fiore perché, anche nella terra più brulla, un seme riesce sempre a germogliare. Con il passare degli anni, il medaglione e la sua eredità si tramandano di generazione in generazione. Ogni primogenita lo porterà al collo per credere nei propri sogni anche quando sembra impossibile realizzarli. Così è per la figlia di Ortensia che, in una Parigi infiammata dalla rivolta della Comune, segue i cronisti dell'epoca armata di taccuino, anche se una donna non può fare la giornalista. È invece la nascita di una bambina illegittima a vanificare il sogno di Violette di fare la ballerina, ma proprio l'amore per la sua primogenita la spronerà a non arrendersi mai. Quella primogenita francese che a Roma vuole aprire un atelier di moda tutto suo, a dispetto del nazionalismo esasperato del fascismo. Dopo di lei, Erica lotta per diventare medico in un ambiente fatto solo di uomini e sua figlia, macchina fotografica al collo, non si fa spaventare dai tumulti degli anni di piombo. Tocca a Iris, infine, scoprire da dove viene quel medaglione e dove tutto è cominciato. Tocca a Iris scoprire un segreto che affonda le sue radici in un amore contrastato e nelle speranze di una giovane donna che ha cercato di lasciare alle sue discendenti il monito più importante: non abbiate paura di fiorire nonostante le avversità.Sonia Milan ci guida in una meravigliosa saga familiare. Una storia ricca di personaggi forti, ribellie indipendenti. Un romanzo in cui la finzione incontra donne realmente esistite che molto hanno da raccontare. I fiori crescono anche nel deserto, anche nel cemento, così come le protagoniste di questo libro.
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Draw down the moon. L'Accademia della Luna
Casa Editrice Nord, 02/07/2024
Abstract: Wren Nightingale ha sempre pensato di essere la pecora nera della famiglia, perché lei è l'unica a non avere nessun potere magico. Si è quindi rassegnata non solo a vivere una grigia esistenza da Mondana, ma anche a separarsi da Lee, il suo migliore amico, che sta per entrare all'Accademia della Luna, una scuola in cui i Lunari – ovvero i ragazzi dotati di potenziale magico – imparano a sviluppare i propri poteri. Tuttavia, quando scocca la mezzanotte del suo diciottesimo compleanno, Wren sente una strana energia scorrerle nelle vene, forte e dirompente, e capisce subito: è diventata una Lunare. E così la sua vita cambia per sempre… Lee Young non crede alla sua fortuna. Proprio quando pensava di dover rinunciare a Wren, ecco che il destino gli concede una seconda occasione per confessarle i suoi sentimenti e un'intera estate per trasformare la loro amicizia in qualcosa di più. Nel giro di poche settimane, però, strani eventi sconvolgono il normale addestramento all'interno dell'Accademia, come se le varie Prove che gli studenti devono affrontare fossero molto più reali e pericolose di quanto non ci si aspetterebbe da un'esercitazione. Insospettita, Wren decide d'indagare, mentre Lee non vuole rischiare di mettersi nei guai: per lui, la cosa più importante è guadagnarsi il rispetto dei genitori eccellendo nelle Prove e non vuole rinunciarvi. Nemmeno se ciò significa lasciare Wren da sola sulle tracce di un segreto che, se rivelato, potrebbe costarle la vita…
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Tre60, 14/06/2024
Abstract: Inghilterra 1236. A soli tredici anni, Ailenor di Provenza lascia la Francia per convolare a nozze con re Enrico III, un uomo molto più grande di lei. Contro ogni previsione, la loro unione è felice e sincera. Ma in quanto straniera, Ailenor non è apprezzata a corte ed è vista come una "lupa" affamata di potere, soprattutto quando i suoi parenti, dalla Savoia, la raggiungono in Inghilterra e ottengono posizioni di rilievo sia a Palazzo sia nel clero. Mentre la Francia e il Galles rappresentano una minaccia costante per il Regno e i baroni inglesi sono sempre più ostili alla Corona, Ailenor, di natura delicata e gentile, è costretta a imparare i meccanismi spesso subdoli e spietati che regolano la vita di corte. Fortunatamente la giovane sovrana, oltre all'amore del suo sposo, può contare anche sull'amicizia di due donne straordinarie: Rosalinda, un'amabile ricamatrice e Nell, la sorella del re. Su uno sfondo complesso dove scontri e rivalità si alternano a momenti di pura bellezza tra ricami, sete preziose e giardini in fiore, riuscirà la giovane regina a trovare la forza per superare ostacoli e avversità, e proteggere se stessa e i suoi affetti più cari?
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Tre60, 11/06/2024
Abstract: Barcellona, oggi. Gabriela, Silvia e Cosima sono amiche e colleghe che lavorano per La Femme, la più importante rivista spagnola di moda. Gabriela, per tutti Gabi, è responsabile di una seguitissima rubrica settimanale, Storie di donne sposate. Da più di dieci anni è sposata con un uomo che ama e con il quale ha fatto un figlio. Un uomo che la desidera come il primo giorno e che le chiede di fare l'amore… almeno una volta al mese. E Gabi, proprio perché lo ama, pur non provando il desiderio di un tempo, lo accontenta. Ma nella vita di Gabi non c'è solo Germán, c'è anche Pablo, uno scrittore di successo, incontrato per caso a una fiera letteraria, da cui si sente irresistibilmente attratta. E come Gabi, anche Silvia, la fotografa di La Femme, e Cosima, la stravagante stilista, vivono piccole e grandi crisi di coppia e nascondono inconfessabili segreti ai loro mariti.Appassionante, autentico e a tratti scanzonato, Storie di donne sposate è un romanzo potente sul desiderio e la complicità, l'amore e l'infedeltà. È la storia di alcune donne che, come tante, si trovano a vivere esperienze che mai avrebbero immaginato. Ma è anche un meraviglioso inno all'amicizia femminile, quella vera, profonda, intima, quella che soltanto le donne sanno intrecciare, in grado di diventare solida certezza tra le intemperie della vita.
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Morire per l'Europa. Le storie dimenticate di cinque pionieri dell'unità europea durante il fascismo
Bibliotheka, 07/06/2024
Abstract: Con la complicità di quindici soldati, nel 1938 un ufficiale dell'Esercito italiano crea a Tripoli, in Libia, l'associazione sovversiva "Europa", con l'obiettivo di "lottare fino alla morte per spargere il seme dell'europeismo, nel solco del grande Mazzini". I cospiratori vengono tutti arrestati assieme al capitano Marcello Pasquale, la cui storia prende forma per la prima volta in questo libro grazie alla consultazione di carte inedite della Polizia politica.È una delle cinque biografie di altrettanti protagonisti dell'antifascismo e dell'europeismo italiano, poco noti o dimenticati, che tra le due guerre mondiali e durante la Resistenza hanno lottato non solo per liberare l'Europa dai totalitarismi, ma per unire in una Federazione gli Stati del Vecchio Continente e porre fine ai nazionalismi, agli imperialismi e ai conflitti.Accanto al capitano Pasquale, l'autore indaga le vicende di Giorgio Braccialarghe (anarchico, poi repubblicano, tra i fondatori del Movimento Federalista Europeo), Libero Battistelli (precoce europeista, morto durante la Guerra civile in Spagna), Eugenio Colorni (socialista, coautore del Manifesto di Ventotene, ucciso dai fascisti pochi giorni prima della Liberazione di Roma) e Mario Pistocchi (autore del libro Le Destin de l'Europe che, però, nel 1941 tradirà la causa europeista).
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Sellerio Editore, 24/11/2024
Abstract: La storia Janek, un polacco che vive a Roma da più di trent'anni, senza casa, senza documenti o un posto fisso di lavoro. Un'opera scritta direttamente in italiano con una lingua che travolge, crudissima, unica.
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Sellerio Editore, 28/05/2024
Abstract: Dopo La capitale, romanzo vincitore del Deutscher Buchpreis, Robert Menasse torna a ritrarre con perfidia e realismo il faticoso progetto politico europeo.
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Bollati Boringhieri, 18/06/2024
Abstract: "Il racconto insieme divertente e pieno di suspense sulla lotta di una giovane madre per affermarsi in un mondo che è contro di lei… Margo è un'eroina indimenticabile, così vera che è uscita dalla pagina e mi è entrata nel cuore."Kirstin Chen, autrice di "Counterfeit""Una commedia brillante sulla capacità di accettare ciò che abbiamo. Uno sguardo comprensivo sulla maternità in giovanissima età, sul wrestling e su, sì, OnlyFans. L'ho divorato."Emma Straub, autrice di "Domani a quest'ora""Un romanzo audace, divertentissimo, del tutto imprevedibile, di una scrittrice così singolare che è difficile paragonarla a qualunque altro autore… Rufi Thorpe descrive in maniera straordinaria le nostre piccole follie, le nostre scelte spesso confuse, i modi curiosi in cui ci pieghiamo per farci andare bene quelle scelte, e lo fa con la rara qualità di una tenera empatia. Un libro assolutamente luminoso."Kevin Wilson, autore di "I bambini sono calmi"Un vero page turner dal piglio trascinante, Margo ha problemi di soldi racconta la storia di una ventenne studentessa californiana, che un giorno scopre di aspettare un bambino da Mark, suo professore all'università, sposato e con due figli. Margo decide di tenere il bimbo, nonostante tutti le ricordino che l'aspetta una vita difficile, soprattutto perché non ha un soldo. E infatti, com'è prevedibile, quando Bodhi nasce la situazione si complica: le coinquiline con cui divide l'appartamento si lamentano per le urla del piccolo, Margo non riesce a trovargli un posto all'asilo nido e il ristorante in cui lavora la licenzia. Del tutto al verde, Margo decide di sbarcare su OnlyFans ma la situazione finisce solo per intricarsi ulteriormente…Con un tono scanzonato che accompagna il lettore lungo i divertenti successivi snodi di trama, Rufi Thorpe ha scritto un romanzo dal ritmo serrato che tiene il lettore incollato alla pagina con il sorriso sulle labbra, fino a un happy ending che lascia un sentimento di positività. E se per i personaggi, la materia trattata, l'ironia con cui si guarda al presente e la velocità della narrazione sembra quasi di leggere lo script di una sit-com, Thorpe è comunque abilissima nell'inserire riflessioni acute ed emozionanti sulla vita e le relazioni affettive, con una prosa molto curata e di grande potenza.
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Bollati Boringhieri, 28/06/2024
Abstract: "Un racconto incalzante, e spesso scioccante, di ciò che gli ex nazisti fecero dopo. [...] Sempre accattivante e scritto con intelligenza."The Times"Basato su una grande quantità di fonti finora inesplorate, il nuovo avvincente libro di Orbach sul "grande gioco" dei nazisti durante la guerra fredda è una lettura obbligata per chiunque sia interessato alla storia del Medio Oriente o alle conseguenze della seconda guerra mondiale."Shlomo Shpiro, presidente dell'Associazione internazionale di storia dell'intelligence, Università Bar-Ilan (Tel Aviv)"Orbach ha scavato a fondo in archivi notoriamente inaccessibili per scoprire le torbide storie degli ex nazisti. Poche gallerie di criminali possono essere paragonate al cast di voltagabbana, doppiogiochisti e mercanti di morte di Fuggitivi. L'ho trovato avvincente come un romanzo di Le Carré."Niall Ferguson, Università di Stanford, autore di "Occidente. Ascesa e crisi di una civiltà"Dopo la seconda guerra mondiale, gli Alleati giurarono di dare la caccia ai criminali di guerra nazisti "fino ai confini del mondo". Nella realtà, molti di loro non solo sfuggirono alla caccia, ma riuscirono semmai a rifugiarsi negli ingranaggi della guerra fredda, protetti dall'Occidente in cambio del loro aiuto nella lotta contro il comunismo. Reinhard Gehlen, fondatore dell'intelligence della Germania Ovest, accolse gli agenti delle SS nell'ovile, sopravvalutando le loro presunte capacità. La decisione, poco lungimirante, rischiò di compromettere la sicurezza nazionale, poiché il KGB scoprì presto che gli agenti nazisti erano facili da smascherare e da corrompere. Ma Gehlen non era stato certo l'unico a perseguire questa cinica strategia; i servizi segreti americani, sovietici, francesi e israeliani, nonché le organizzazioni nazionaliste e i movimenti indipendentisti si servirono tutti di ex agenti del Terzo Reich, considerati di insuperabile affidabilità.Infiltrati nei servizi di intelligence di tutto il mondo, i fuggitivi nazisti divennero pertanto trafficanti d'armi, spie, assassini e mercenari indipendenti, svolgendo ruoli cruciali nella guerra sotterranea tra le superpotenze. Dai ristoranti tedeschi di lusso ai porti jugoslavi infestati dai contrabbandieri, dai rifugi fascisti nella Spagna di Franco alle case sicure di Damasco e ai country club egiziani, queste spie crearono una fitta rete di influenza e di informazioni, diventando un ingrediente unico e infiammabile nelle lotte clandestine del dopoguerra.Grazie a rivelazioni appena desecretate provenienti dal Mossad e da numerosi archivi riservati, lo storico Danny Orbach rivela in Fuggitivi una storia a lungo dimenticata, descrivendo lo stupefacente cast di personaggi che ha fatto da sfondo alla guerra fredda. Avvolta nella segretezza ufficiale, offuscata dal mito e dalla propaganda, la straordinaria storia di questi agenti nazisti non era mai stata raccontata in modo così efficace.
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La scienza di Minecraft. Cosa c'è dietro i blocchi, le miniere, i biomi e molto altro ancora?
Feltrinelli Editore, 22/05/2024
Abstract: Con oltre 300 milioni di unità vendute, Minecraft è il videogioco più venduto di tutti i tempi. Fin dal suo lancio, l'innovativo mix di scoperta, costruzione creativa, grafica straordinariamente semplice ha fatto sì che giocatori grandi e piccoli tornassero costantemente a esplorare, sopravvivere e creare. Ancora oggi, un decennio dopo la sua uscita, ci sono più di 126 milioni di utenti attivi che supportano non solo il gioco, ma un intero universo di film, libri, fumetti, convention, corsi e merchandising.Regalo perfetto per ogni appassionato, questo libro esplora alcuni degli argomenti più popolari del videogioco, tra cui le risorse, l'estrazione mineraria, la costruzione, l'artigianato, i biomi, le armi e le armature. Il libro spiega come funzionerebbero nella vita reale le famose meccaniche di costruzione del gioco, quali sono le risorse naturali che condividono (o non condividono) con le loro controparti terrestri e cosa c'è di misterioso nelle dimensioni alternative dell'Oltretomba e della Fine. Per i fan della modalità creativa o di sopravvivenza, La scienza di Minecraft ispira attraverso il racconto delle realtà scientifiche che stanno dietro a questo gioco iconico.