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Laterza, 15/11/2024
Abstract: Da sempre gli uomini combattono. Da sempre le guerre segnano la storia. Ma le guerre non sono sempre state la stessa cosa, si sono trasformate e con esse le ragioni per le quali gli uomini combattono. E conoscere la storia ci può aiutare a capire come possiamo fare la pace e renderla duratura.La domanda "perché la guerra" è tornata prepotente. Gli storici hanno una risposta semplice: le guerre sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Ma anche le paci sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Questo libro cerca una risposta nei fatti: è in aumento il numero di conflitti armati e di vittime di guerra? Sì, in cifra assoluta (ma di poco), no, in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra. Le guerre sono cambiate. È aumentato il numero di attori non statali come Hamas e i separatisti filorussi del Donbass in Ucraina. E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili. Per questo ci fanno ancora più paura. Non cambia invece la sostanza: le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia. Siamo capaci di guerra e di pace. Dipende dalle circostanze: c'è stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell'ONU. Potremmo e dovremmo farlo anche oggi.Questa è la via maestra, forse l'unica, per un pacifismo che non voglia limitarsi alla salvezza farisaica della propria anima.
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Laterza, 15/11/2024
Abstract: Quando l'umanità ha cominciato a coltivare i campi e addomesticare gli animali è cominciata una storia diversa, che è ancora la nostra. Da allora l'ambiente in cui viviamo, il cibo che mangiamo, il nostro aspetto e la nostra struttura sociale non sono stati più gli stessi.Passando dallo studio del DNA a quello delle lingue, dagli scavi archeologici alle manipolazioni genetiche, e anche attraverso il racconto di alcune storie esemplari, Guido Barbujani ci porta indietro nel tempo fino a 10.000 anni fa, alla rivoluzione neolitica.Diecimila anni fa, nella preistoria, si sono messe in moto trasformazioni che ancora ci riguardano, che ancora influenzano il nostro modo di lavorare, di vestirci, di mangiare, di confrontarci con gli altri membri della nostra comunità. È una rivoluzione che ha cambiato anche l'ambiente intorno a noi e le nostre relazioni con piante e animali, tanto che il DNA – sia il nostro, sia quello di molti animali e piante – ne è uscito diverso. Si chiama rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la nostra storia. È stato allora che un'umanità in precedenza sempre affamata ha cominciato a produrre il cibo di cui aveva bisogno, e quindi a crescere e a diffondersi sul pianeta. Nel giro di qualche millennio la rivoluzione è arrivata ovunque, sulle gambe dei rivoluzionari che dalla Mezzaluna fertile, dalla Cina, dall'America centrale e dalle Ande hanno esportato in tutto il mondo i propri geni, le piante coltivate e gli animali allevati. Abbiamo iniziato ad abbattere foreste, per farne campi e pascoli, modificando il paesaggio; abbiamo smesso di essere nomadi, costruendo villaggi e poi città dove ha preso forma la nostra società, anche in certi suoi aspetti che sembrerebbe difficile collegare alla preistoria. Ma è così: se oggi in Europa molti digeriscono il latte, se abbiamo la pelle chiara e parliamo lingue che si somigliano, è grazie alle migrazioni neolitiche. E non è tutto: abbiamo cominciato a modificare geneticamente piante e animali proprio allora e non abbiamo mai smesso. Ripensarci – oggi che la consapevolezza è cresciuta – ci permette di ragionare più lucidamente su costi e benefici della moderna ingegneria genetica. Allo stesso modo, ricordare come per millenni l'umanità si sia ripetutamente spostata e rimescolata può aiutarci a osservare con meno ansia le trasformazioni che la nostra società sta attraversando, e a spegnere qualche allarme ingiustificato.
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Editrice Bibliografica, 08/11/2024
Abstract: Da alcuni anni la Fondazione Bellonci e la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) conducono indagini su cosa si legge in biblioteca. L'obiettivo è quello di superare il livello di conoscenza consentito dalle statistiche finora disponibili e da altri studi sulle biblioteche pubbliche italiane, che si limitano a fornirci dati quantitativi sul numero degli utenti o sul numero di prestiti effettuati e, tutt'al più, a offrire una panoramica sulle tipologie di pubblicazioni maggiormente richieste, senza entrare nel merito degli autori e dei titoli su cui si concentrano le preferenze del pubblico. Questo studio di Giovanni Solimine, grazie ai dati inediti ai quali attinge, offre una prospettiva nuova e più approfondita sugli acquisti effettuati dalle biblioteche, sui titoli scelti dai gruppi di lettura, sui libri più prestati anno per anno attraverso i dati di diversi sistemi bibliotecari, per terminare con un'indagine sull'uso di e-book e audiolibri e di come questi supporti stiano modificando i comportamenti e le scelte delle biblioteche e dei cittadini che le frequentano.
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L'archivio aumentato. Tempi e modi di una digitalizzazione critica
Editrice Bibliografica, 08/11/2024
Abstract: Il tempo è un'entità relativa. Il tempo delle tecnologie è uno di questi modelli matematici astrusi: è incalzante, accattivante e, alla fine, devastante. Forse, però, è possibile usare la categoria di tempo o, meglio, di tempi, per capire se alla ragion digitale si può muovere una critica sensata. È possibile, cioè, rimodulare l'attesa ansiogena della nuova diavoleria di turno e riportare il ragionamento su tempi che non siano quelli prodigiosi delle macchine? L'autore sostiene che si tratta prima di tutto di un problema di etica applicata alla crescente automazione. La riflessione proposta intende sviluppare un pensiero consapevole che sappia anche dire qualche no, che cerchi di rallentare flussi sperimentali che non hanno soluzione di continuità. L'archivistica in questo senso è un microcosmo significativo, dove i valori a cui si ispira danno sostanza alla conoscenza critica che è il carburante di qualsiasi competenza applicata e rappresenta lo sforzo di tenere insieme le parole, comunque e ovunque esse si manifestino. Se la concepiamo così, tutte le nostre tecniche, i nostri metodi e anche le nostre paure possono assumere un rilievo diverso. Il lavoro quotidiano magari non cambierà ma gli potremo riconoscere un senso ulteriore, che non si ferma ai dati ma si spinge dentro la realtà che quei dati si ostinano a rappresentare.
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I conquistatori dell'inutile. Dalle Alpi all'Annapurna
Hoepli, 08/11/2024
Abstract: Pubblicato dall'editore parigino Gallimard nel 1961, 'Les conquérants de l'inutile' riceve l'immediato favore di un pubblico vastissimo, non solo per la fama internazionale del suo autore – il più grande alpinista francese del momento – ma per la qualità letteraria rivelata in pagine inaspettatamente sofferte, sincere e originali.Lionel Terray partecipa alle più importanti spedizioni extraeuropee. Le sue conferenze sono affollatissime. I film che lo vedono protagonista – sia documentari sia a soggetto – vincono le prime edizioni del Festival di Trento.Negli anni Cinquanta, Terray è una stella delle alte quote, quando iniziano a essere viste con occhi nuovi, entusiastici, e i volti degli scalatori appaiono sulle copertine dei settimanali di grande tiratura.Un clima culturale che esce vivido dalle pagine di questa autobiografia "antieroica", grande classico della letteratura di montagna dal titolo provocatorio e allo stesso tempo elegiaco.Conquistare l'inutile è l'apparente dichiarazione di un fallimento. Che in realtà nasconde il gesto nobile di un agire gratuito, lontano dalle logiche quotidiane. Solo grazie a quell'inutile si può mettere a rischio la vita, si possono affrontare fatiche immani.Si può arrivare al limite, per toccare una cima.
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Vallecchi - Firenze, 08/11/2024
Abstract: Jenny, giovane attrice alla sua prima esperienza come protagonista, sta girando un film sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi che, all'inizio del Seicento, in una Roma ricca di straordinari fermenti culturali e allo stesso tempo soggetta alle dure regole dell'inquisizione, fu violentata da un amico del padre, suo insegnante di pittura. Durante le riprese, la sera dell'otto marzo, anche Jenny, tornando a casa, viene aggredita e violentata da tre giovani della Roma "bene", che vengono poi arrestati. Ancora sotto shock, la ragazza si ritrova nella paradossale situazione di dover affrontare due processi: la mattina in tribunale quello per direttissima per lo stupro vissuto sulla sua pelle e il pomeriggio quello di Artemisia riprodotto sul set. Così, poco alla volta il personaggio della pittrice diventa per Jenny una sorta di ossessione, e le due donne, superando qualsiasi vincolo temporale, instaurano un rapporto ricco di emozioni e complicità ma anche di forti incomprensioni, che finisce per minacciare la stabilità psicologica della già fragile Jenny. L'ombra di Artemisia un racconto sulla violenza e la fragilità umana, in cui le vicende degli abusi subiti da due donne si sovrappongono e si riflettono l'una nell'altra per dimostrare che nel corso della Storia e dell'umanità nulla cambia e tutto si ripete: Jenny e Artemisia non possono che restare vittime dei costumi e delle distorsioni dei propri tempi.
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Tea, 08/11/2024
Abstract: Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d'assalto una base militare russa. Un atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s'insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa di irrefrenabile. Un'esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell'Unione Europea fanno lo stesso. Intere città vengono isolate e messe in quarantena. Entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c'è elettricità, manca l'acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent'anni. È un avvocato, vive in una cittadina della Galizia. E forse è l'unico sopravvissuto all'Apocalisse Z'
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Il mago del tempo. Una storia di Natale
Nord-Sud Edizioni, 08/11/2024
Abstract: Un tempo ad Albero Verde l'attesa del Natale era palpabile: decorazioni e ghirlande addobbavano ogni angolo e i bambini facevano a gara per realizzare la letterina più graziosa e originale da inviare a Babbo Natale. Da quando il mago del tempo è diventato sindaco del paese però tutto è cambiato: per questo ambiguo individuo ogni secondo deve essere finalizzato a un'azione, a qualcosa da fare, da imparare, da produrre. Il suo motto è "Il tempo è denaro e chi lo perde… paga". Così ad Albero Verde nessuno ha più un attimo da perdere, per paura delle sue terribili multe. Tutti gli abitanti sono così presi, così impegnati, così travolti dal milione di cose da fare che non hanno modo di prepararsi al Natale come facevano un tempo...e, cosa ancora più triste, questa frenesia sembra aver contagiato anche tutti i bambini e le bambine del paese. Tutti tranne Nicola, che continua a sognare a occhi aperti, coltivare con serenità i suoi hobby e scrivere meravigliose letterine da far recapitare a Babbo Natale. Gli sforzi di questo coraggioso bambino saranno sufficienti a preservare la magia del Natale o la nuova condotta degli abitanti farà sì che Babbo Natale si dimentichi di Albero Verde nella notte più magica dell'anno?
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Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler
La nave di Teseo +, 15/11/2024
Abstract: Più pop di Andy Warhol, più eccentrico di Salvador Dali, più geniale di Marcel Duchamp, Max Fontana, "il più grande artista del mondo" secondo alcuni critici, arriva al successo per caso, a quarant'anni, con un gesto casuale, proprio il giorno in cui aveva deciso di togliersi la vita sentendosi un fallito. Da quel momento si trasforma: capelli verdi dal taglio hitleriano, cappotto stile nazi, Nike Shox ai piedi, non c'è colpo che non mandi a segno. Inavvicinabile come una rockstar, capriccioso come una diva di Hollywood, spiazzante e provocatorio per il puro gusto di esserlo, arriva perfino a indicare in Adolf Hitler un modello artistico da ammirare. Nella sua nuova esistenza da cinica pop star conserva, però, anche un lato tenero: la piccola Martina, una compagna di vita che, impossibilitata a parlare, comunica usando il linguaggio dei segni. Ma Max Fontana è davvero questo formidabile genio? O è solo un furbo truffatore? O addirittura un killer? E soprattutto: perché è scomparso? Sì, perché dopo essere stato protagonista di sensazionali performance tra Roma e Parigi, New York e Las Vegas, e dopo essersi fatto beffe di colleghi, critici, galleristi e giornalisti, qualcosa è andato storto, e lui è stato costretto, suo malgrado, a indossare i panni del fuggitivo. Braccato da mezzo mondo, ha dovuto lanciarsi in una fuga via via più incalzante, disperata e piena di poesia. Fino al capolinea, naturalmente da artista. Anzi, da più grande artista del mondo.
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La Tartaruga, 15/11/2024
Abstract: È il 1953. Dopo una guerra devastante di cui si vedono ancora gli strascichi, per la prima volta due donne – Fernanda Wittgens e Palma Bucarelli – sono alla guida dei musei più importanti d'Italia: la Pinacoteca di Brera a Milano e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Il loro obiettivo comune è tornare a parlare di bellezza e riportare la gente nei musei. Picasso è l'artista giusto per farlo, dopo essere diventato il simbolo dell'arte civile del Novecento e averne trasfigurato tutto l'orrore in Guernica. La contesa tra Wittgens e Bucarelli, attorno a Picasso ma non solo, è intellettuale, filosofica, artistica. La loro capacità di trattare con il potere e di affrancarsene al momento giusto, quando l'incombere del fascismo le pone di fronte all'imperativo etico di salvare vite umane e di difendere il patrimonio artistico, le rende protagoniste di una stagione funestata dai venti ostili della politica ma carica di ideali. Wittgens e Bucarelli si osservano da vicino e articolano la loro visione del mondo e il rapporto con nemici e alleati in una grande "assonanza silenziosa". Il racconto di Rachele Ferrario non romanza la loro vita perché è la loro vita a spingere costantemente verso il romanzo: c'è qualcosa di essenziale in queste pagine, un'eredità tangibile in cui una donna ha affrontato il carcere e l'altra l'ha rischiato, accettando il pericolo di sparire per sempre pur di difendere un'idea di progresso.
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Egea, 15/11/2024
Abstract: Affermare che "la cultura è di tutti" può suonare demagogico o ambiguo. Significa forse che la cultura deve farsi prodotto da consumare in un eterno presente, dimenticando la dimensione di racconto che ci riconnette al passato? E poi qual è il confine fra "di tutti" e "di nessuno"? Se sulla carta, a partire dall'art. 9 della Costituzione, la cultura è di tutti, le statistiche dimostrano che nei fatti resta invece nella testa, nel cuore e nel portafoglio di pochi.Nelle pagine di questo dialogo, gli autori – diversi per formazione, età, genere e percorso professionale, ma uniti da una comune sensibilità – provano a dare significato alla provocazione che dà titolo al libro, intrecciando riflessioni che toccano, tra l'altro, la rilevanza della cultura materiale in un'epoca sempre più digitale, il rapporto tra discipline in apparenza lontane ma che proprio insieme sviluppano conoscenza, l'importanza di coinvolgere la comunità in un'ottica di inclusione e accessibilità – fisica, intellettuale ed economica – di un patrimonio che deve essere vissuto come di tutti noi.
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Farla finita con Eddy Bellegueule
La nave di Teseo, 15/11/2024
Abstract: "Sono andato via correndo, all'improvviso. Giusto il tempo di sentire mia madre dire Ma che fa quell'imbecille adesso? Non volevo restare accanto a loro, mi rifiutavo di condividere quel momento coi miei. Ero già lontano, ormai non facevo più parte del loro mondo, la lettera lo diceva. Sono andato nei campi e ho camminato buona parte della notte, il fresco del Nord, la strada sterrata, l'odore di colza, tanto intenso in quel periodo dell'anno. Ho dedicato tutta la notte a elaborare la mia nuova vita lontano da lì." In realtà la ribellione contro i miei genitori, contro la povertà, contro la mia classe sociale e il suo razzismo, la sua violenza, i suoi riti, sono venuti dopo. Perché prima della mia rivolta contro il mondo della mia infanzia, è stato il mondo della mia infanzia a rivoltarsi contro di me. Troppo presto, infatti, sono diventato per la mia famiglia e per gli altri un motivo di vergogna, persino di disgusto. Non ho avuto altra scelta che scappare. E questo libro è il mio tentativo di comprendere.É. L. Eddy Bellegueule è nato in un piccolo centro tra le campagne e i boschi del nord della Francia, viene da una famiglia della classe operaia ed è cresciuto in un ambiente sociale duro, grezzo e spesso violento. Ma Eddy è diverso dal padre, dai fratelli e dagli altri "veri uomini" del paese e, per quanto si sforzi, non riesce a essere come loro. È un bambino sensibile, affascinato dal teatro, dai vestiti della sorella e dalla bellezza, ovviamente, tutto questo fa di lui un diverso, e un bersaglio. Édouard Louis racconta in questo romanzo le sfide che ha dovuto superare per riuscire a emanciparsi da una vita che sembrava già decisa, ma da cui è riuscito a fuggire grazie alla sua intelligenza, la sua determinazione e la sua passione.
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Sellerio Editore, 11/05/2025
Abstract: Torna in libreria uno dei libri più amati di John Julius Norwich, 'Storia di Venezia', di cui pubblichiamo il primo volume che narra la storia di questa straordinaria città dalla sua fondazione nel quinto secolo al 1400. Un'opera esauriente, ricca di fonti, ben documentata, scritta con la consueta gioia narrativa che i lettori di Norwich hanno amato nei suoi precedenti libri.
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Come un giorno di sole in panchina
Sellerio Editore, 11/05/2025
Abstract: Attraverso gli occhi e le parole di bambini e adolescenti, in questi nuovi racconti Maarouf ci trascina con sé nel suo Libano e in Medio Oriente, mostrandoci una realtà che è al contempo dolorosa e stupefacente.
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Il segreto della monaca di Monza
Solferino, 12/11/2024
Abstract: Marianna avrebbe voluto sposarsi, avere una famiglia, indossare bei vestiti e andare alle feste. Invece si ritrova, col nome di suor Virginia, a essere la Signora del convento di clausura delle benedettine di Monza, spedita lì a tredici anni e senza vocazione, per servire gli interessi del padre. Nel chiuso della cella, dentro la grigia routine delle preghiere e dei lavori quotidiani, sogna il mondo "di fuori". Che un giorno si materializza nelle vesti del biondo nobiluomo la cui proprietà confina proprio con il convento, il bel Giovan Paolo Osio. Quando suor Virginia lo incontra, tutti i fuochi sopiti nella sua mente e nel suo corpo divampano all'improvviso. La sventurata risponde. È amore, è scoperta, è sesso: solo che in un convento non è solo Dio a vederti, ci sono mille occhi – e mille bocche. E se un segreto così mortale rischia di venir svelato, si è disposti a fare di tutto pur di proteggerlo: anche a macchiarsi di un peccato ben più grave della lussuria, l'omicidio. Ma l'Inquisizione, nella Milano del Seicento, vigila già pronta a colpire, infliggendo castighi peggiori della morte.Marina Marazza raccoglie la celebre eppure misconosciuta vicenda della monaca di Monza e ne fa un sorprendente, modernissimo thriller storico, ricco di atmosfera e di colpi di scena. Nelle stanze e nei giardini del monastero, come su un set cinematografico, si alternano personaggi affascinanti, dalle amiche e complici di Virginia – la lussuriosa suor Ottavia, la piccola musicista suor Candida Colomba – alla severa priora Imbersaga, dalla giovane e astuta serva Caterina al licenzioso e corrotto prete don Arrigone. Un racconto di passione e di morte tra i più potenti e amati della letteratura rivive con una voce nuova, svelando l'umanissimo segreto di una grande peccatrice.
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Solferino, 12/11/2024
Abstract: "Non ho sposato un erede al trono rispettoso delle tradizioni: ho sposato un medico, un uomo moderno, dedito all'emancipazione della moglie e dei suoi figli, che combatte per il loro benessere e la loro libertà."Nel cuore del Camerun, Seini e Boussoura conducono una vita moderna e prospera. Lui è medico, lei è una professoressa di lettere. Ma il loro equilibrio viene interrotto quando il passato di Seini riemerge. Figlio di un re, è destinato a salire al trono. Nonostante le obiezioni della moglie, il richiamo del potere è irresistibile. Divenuto "capo", comandante dei credenti e custode delle tradizioni e della religione, si trasforma in un re onnipotente.Djaïli Amadou Amal ha creato con precisione e generosità un'opera romantica che affronta con squisita delicatezza e incomparabile eleganza temi come la schiavitù, la poligamia, la condizione delle concubine, e delle donne in generale, in situazioni spesso inaccettabili e incredibilmente complesse, portando a una moltitudine di dilemmi che i protagonisti, Boussoura e Seini, affrontano con intensità unica. Le emozioni si intrecciano ai tormenti interiori di un marito amorevole e venerato, dominato dalle tradizioni e accecato dal potere. Un romanzo che è teatro di forti sentimenti, amore e intense passioni.Dopo Le impazienti e Cuore del Sahel, in L'harem del re Djaïli Amadou Amal rompe ancora una volta i tabù e dà voce al destino delle donne.
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Feltrinelli Editore, 12/11/2024
Abstract: Sedici anni, due migliori amiche, una sorella snob e una vita nel complesso tranquilla. Abbonata al basso profilo scolastico e a un coefficiente medio di goffaggine, Dalila frequenta il liceo convinta che sia meglio avere a che fare per qualche ora con una lingua morta – il latino – piuttosto che con dei trogloditi vivi – i maschi – tutti i giorni. Poi però spunta Corvin e tutto cambia. Lui infatti è l'esatto contrario di lei: carismatico, sicuro di sé, passionale e bello in modo esagerato. Dali è scioccata, perché quel tenebroso maschio alfa che ora la segue come un'ombra sembra uscito direttamente dalle pagine di un romance, e non è un modo di dire! Peccato che lei il romance non lo sopporti e che non riesca a spiegarsi perché l'eroe di Destiny High, una serie da milioni di copie, abbia deciso di presentarsi proprio da lei.Dietro ai bicipiti scolpiti e agli occhi da vertigine di Corvin si nasconde però qualcosa di più, un mistero che lo tormenta e intriga Dalila e che dovrà essere portato alla luce in un susseguirsi di imprevisti, tra libri, fanfiction e realtà. Il tutto evitando che il tenebroso Corvin Darkwater sparisca dalla sua vita e che, al tempo stesso, mandi all'aria i tentativi di Dalila dichiararsi alla sua vera crush…Non so chi sia, non so da dove venga, non so perché mi stia addosso.Ma di una cosa sono certa: devo scoprire il suo segreto prima che l'impalcatura di bugie che ho costruito per lui mi TRAVOLGA.
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L'intuizione dell'isola. I giorni di JoséSaramago a Lanzarote
Feltrinelli Editore, 12/11/2024
Abstract: "La Casa" di José Saramago e Pilar del Río a Tías, sull'isola di Lanzarote, è il filo conduttore di questo libro, concepito come un mosaico di episodi che accompagnano lo scrittore portoghese negli anni vissuti su quell'isola, dove scelse di stabilirsi a partire dal 1992. Un libro "per amiche e amici", in cui l'autrice ci rende partecipi di momenti ed emozioni condivise, dalla nascita delle idee che diedero spunto alla stesura di alcuni romanzi agli incontri con amici come Carlos Fuentes, Ernesto Sábato, Susan Sontag e Bernardo Bertolucci, dalle passeggiate per Lanzarote ai viaggi in giro per il mondo, dalle affinità con la Fondazione César Manrique agli aneddoti più intimi e familiari.Con la prefazione di Fernando Gómez Aguilera e un ricco corredo fotografico che fissa alcuni dei momenti narrati, il libro si completa con la Carta universale dei doveri e degli obblighi degli esseri umani, iniziativa lanciata da Saramago alla cerimonia del premio Nobel e ripresa, qualche anno dopo, dalla Fondazione José Saramago e dall'Università nazionale autonoma del Messico, per essere infine consegnata alle Nazioni Unite."In biblioteca, José Saramago era felice. Ascoltava musica, incrociava le dita, chiudeva gli occhi, l'universo gli si avvicinava e lo avvolgeva con battiti umani."Il racconto di Pilar del Río ci offre un'occasione unica per conoscere meglio non solo lo scrittore, ma anche l'uomo e l'essere umano: le sue convinzioni e il suo fermo proposito di costruire un mondo migliore.
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Feltrinelli Editore, 12/11/2024
Abstract: Nessuna generazione prima di questa ha raggiunto la vecchiaia in così numerosa formazione e in uno stato così attivo, e questo – scrive Erri De Luca – la rende oggi un'età sperimentale. Un'occasione, dunque, la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo di sé e degli altri, di allenare il corpo e la mente con maggiore consapevolezza e forse con più gusto. Non invece il momento, come pensano in molti, di guardare soltanto indietro."A che somiglia quest'età?" si chiede De Luca. "Alla risalita di un bosco di montagna. Nel fitto delle conifere entra poca luce, vedo giusto quello che mi sta stretto intorno, ma verso l'alto si diradano, si aprono radure, c'è più luce. In questa età da cima del bosco vedo lontano, scorci di futuro, non il mio, quello senza di me.Il poeta Goethe morente pronuncia le sue ultime parole: 'Mehr Licht', più luce.Non è una richiesta, è la sorpresa di vederla splendere.Oggi vedo una gioventù che sente il proprio futuro tutt'uno con quello della Terra intera. Guarda lontano, avvista l'avvenire.Anche io, anche i nuovi vecchi vedono più lontano, in cima al loro bosco."Grazie anche al contrappunto di Ines de la Fressange, celebre stilista e amica dell'autore, L'età sperimentale è un libro e al tempo stesso un'occasione, per scoprire quante possibilità racchiude la terza età – ciascuno trovi la propria, e De Luca ne cita molte –, e tutto il vantaggio di aver guadagnato "lo slancio del tempo accumulato, potente catapulta del participio passato del verbo passare"."È un'età sperimentale. Ho la strana sensazione che nessuno è stato vecchio prima di me. La vecchiaia di chi mi ha preceduto non mi fa da modello e non mi prepara a niente. Per il corpo di ognuno, quando succede è per la prima volta."
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Feltrinelli Editore, 12/11/2024
Abstract: "Ma questo assassino che immaginavo senza conoscerlo, da dove viene?"Daniel PennacNonnino, il formidabile malfattore dell'ultimo capitolo delle avventure di Benjamin Malaussène, ha solo quattordici anni quando prepara il colpo che inaugura la sua magistrale carriera di ricattatore e fuorilegge. Pennac segue i suoi primi passi nel mondo criminale e intanto, in un intreccio di invenzioni letterarie e autobiografia, ci concede uno sguardo nella sua bottega di scrittore, indagando le fonti della sua ispirazione e mettendo insieme i tasselli che gli hanno permesso di comporre l'indimenticabile galleria di personaggi così cari ai lettori. Un racconto che svela la mano di chi scrive, e ci accompagna dentro il divertito mistero di una delle serie più amate della narrativa contemporanea.