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Breve storia della psicoanalisi
Bompiani, 10/05/2012
Abstract: Convinto che la teoria psicoanalitica non sia tanto un "lungo ragionamento" quanto un acceso diverbio, un dibattito in cui ognuno è libero di esprimersi come preferisce, senza sentirsi giudicato o limitato dalla presenza di un moderatore, Carotenuto mostra al lettore il volto più autentico della psicoanalisi, riuscendo al contempo a offrirne un'illuminante definizione.La dimensione psicoanalitica è stata sempre fumosa, aggrovigliata, contraddittoria, decisamente antipatica, ma grazie alle considerazioni di Carotenuto, sarà possibile accostarsi a essa senza il timore reverenziale che di solito accompagna (e guasta) l'approccio a tale disciplina.
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Bompiani, 10/05/2012
Abstract: "Ho cercato di scoprire il mistero dell'Africa". Questo il senso, lo spirito di Passeggiate africane. (Alberto Moravia) Ogni anno, per diciotto anni, siamo andati, Alberto e io, in Africa. Ma cos'è che ci attirava con tanta prepotenza verso l'Africa nera, tanto da spingere i nostri migliori amici a seguirci, a innamorarsi a loro volta di quelle luci, di quei venti? "Mentre corriamo per i viali di Arusha rifletto sul carattere profondo del paesaggio africano" scrive Alberto in uno dei suoi diarii africani del 1984, "io lo trovo religioso, come l'Attica, come la Terra Santa, come il Nepal. Si sente che su queste montagne eccelse hanno abitato e tutt'ora forse abitano le divinità bizzarre e terrificanti nelle quali si esprime il solo sentimento religioso proprio dell'Africa: la paura". Oggi, rileggendo questi diarii, mi sembra di riascoltare ancora una volta la voce aspra di Alberto, mi sembra di coglierne la segreta dolcezza. Sono sicura che anche per chi non ha mai sentito la sua voce, questo diario ha oggi un suono e parla all'orecchio con la seduzione di un canto dalla melodia distesa, in cui i ritmi di una intelligenza leonina si perdono nei deserti della memoria. (Dall'introduzione di Dacia Maraini)
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Bompiani, 10/05/2012
Abstract: 1665. Baldassarre, raffinato libraio di origine genovese trasferitosi in terra musulmana, riceve in dono da un vecchio misterioso mendicante un antico manoscritto intitolato "Il centesimo nome". Questo preziosissimo libro conterrebbe, secondo le teorie millenariste, verità definitive sul nome di Dio e annuncerebbe un'imminente Apocalisse per il 1666, l'anno della "Bestia". Ma il testo gli viene sottratto. Inizia così un lungo e avventuroso viaggio che conduce il protagonista, accompagnato da due nipoti e da una donna di cui si è invaghito, lungo l'intera costa nordafricana, e poi ancora a Lisbona, Amsterdam, Londra, per approdare infine nella città natale, Genova.
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Rizzoli, 01/01/2012
Abstract: "La felicità è essere contenti di quello che si ha. E io non posso proprio lamentarmi. Ho avuto tanto senza mai scendere a compromessi. Ho battagliato, certo. Ma fa parte del gioco." Margherita Hack, "un bestione tutto senso e stupore", come l'ha scherzosamente definita un collega, ha attraversato il Novecento con lo sguardo rivolto verso un ignoto da indagare continuamente ma "con i piedi ben saldi per terra", mettendo la propria intelligenza e sensibilità al servizio di tutti sin dai suoi primi passi da ricercatrice. La sua contagiosa sete di conoscenza non si è mai placata. Dall'adolescenza in tempo di guerra, alla scoperta casuale dell'astrofisica, e nonostante le difficoltà incontrate all'inizio nell'ambiente universitario fiorentino, si è conquistata il proprio successo passo dopo passo senza mai dimenticarsi dei maestri che hanno contribuito a renderla la persona straordinaria che è: i suoi genitori, raro esempio di libertà e coerenza durante il fascismo, Otto Struve che l'ha invitata ad Harvard e il marito Aldo, l'"enciclopedia vivente" di cui si è cibata per una vita intera. In occasione dei suoi novant'anni, Margherita Hack si confida con acume e impertinenza; a noi "fratelli di zuppa", nati insieme a lei da quella primordiale esplosione di particelle, ricorda l'importanza dei principi che hanno guidato la sua vita: l'etica del lavoro, l'ostinazione, l'impegno civile e morale, la fiducia in se stessi e nelle proprie idee. Testimonia la sua partecipazione civile alle vicende della società italiana, ripercorre con la memoria la sua straordinaria avventura intellettuale contro corrente, e gli "scompigli" che non ha mai smesso di provocare. Riflette sul futuro della ricerca, difendendo appassionatamente il metodo scientifico contro le tante forme di superstizione e irrazionalismo che ancora segnano l'inizio di questo nuovo millennio: "Davanti a un fenomeno inaspettato molti reagiscono pensando di aver sbagliato e lo nascondono sotto il tappeto. Come la polvere. Invece è allora che comincia il divertimento".
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Adelphi, 16/05/2012
Abstract: Come "Martin Eden", questo romanzo troverà sempre appassionati – per i quali resterà il libro del cuore. Solo un "realista selvaggio" come Jack London poteva gettarsi in una vicenda così temeraria, che a partire da uno scenario che ricorda "Forza bruta" ci fa veleggiare nel cosmo e nelle epoche con stupefacente naturalezza. All'inizio siamo infatti nel braccio degli assassini di San Quentin, in California, dove il protagonista viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza. Ma in quella condizione disperata, con feroce autodisciplina, riuscirà a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta.Amato da lettori fra loro distanti come Leslie Fiedler e Isaac Asimov, "Il vagabondo delle stelle", ultimo romanzo di Jack London, è anche il suo libro più originale, estremo – che si colloca in una regione di confine del firmamento letterario, fra Stephen King e Carlos Castaneda.
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Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico
Adelphi, 16/05/2012
Abstract: Con questo libro si rivelò al mondo, nell'anno 1911, la scienza delle scienze, che tutte le altre ingloba e vanifica: la patafisica, "scienza delle soluzioni immaginarie", che si prefigge di studiare le leggi che reggono le eccezioni (quindi, in modo più o meno evidente, tutto) e di spiegare l'universo supplementare al nostro. Suo araldo è il dottor Faustroll, "negromante moderno, mescolanza di uomo e di marionetta, di trasposizione mitica e di caricatura" (Sergio Solmi). Al pari di tanti eroi delle favole, il dottor Faustroll deve compiere un viaggio – e la sua imbarcazione si spingerà indifferentemente per terra, per mare o per le vie della città. Le varie "isole" a cui approda sono altrettante costellazioni sull'atlante celeste della décadence, come dire su quello che ancora oggi è il nostro cielo. Lì vegliano invisibili numi protettori, che rispondono volta a volta ai nomi di Lautréamont e di Bloy, di Mallarmé e di Gauguin, di Schwob e di Verne. E lì sentiremo risuonare l'inestinguibile riso patafisico, che si sovrappone a quello più antico di Rabelais, in quanto "coscienza viva di una dualità assurda e che salta agli occhi". In quanto tale, precisava Daumal, esso è "la sola espressione umana dell'identità dei contrari (e, cosa notevole, ne è l'espressione in una lingua universale)".
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Chiarelettere, 17/11/2011
Abstract: Cos'è veramente quella che molti si ostinano a chiamare l'antipolitica? Casaleggio e Grillo raccontano la loro esperienza e la rivoluzione che sta coinvolgendo sulla Rete milioni di persone. Il mondo sta cambiando. I movimenti spontanei stanno emergendo ovunque sostituendosi ai partiti, dall'Islanda alla Svezia, dal Partito dei pirati tedesco agli Indignados spagnoli, fino al MoVimento 5 Stelle italiano: nato in Rete, senza un euro di finanziamento pubblico, con tutti i media contro, è considerato il possibile terzo polo alle prossime elezioni politiche, già ora conta 130 consiglieri comunali e regionali con percentuali di voto tra il 4 e il 6 per cento su base nazionale. La Rete è un'opportunità unica per creare un'intelligenza collettiva che possa affrontare i problemi della società permettendo a ciascuno di partecipare alle scelte che lo riguardano. Non sarà una passeggiata avvertono gli autori. Il vecchio mondo prima di mollare privilegi e potere venderà cara la pelle. La guerra durerà molto a lungo.
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Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione
Bompiani, 14/05/2012
Abstract: Il libro nasce da una serie di conferenze e seminari sulla traduzione tenuti da Umberto Eco a Toronto, a Oxford e all'Università di Bologna negli ultimi anni, e dell'intervento orale cerca di mantenere il tono di conversazione. I testi si propongono di agitare problemi teorici partendo da esperienze pratiche, quelle che l'autore ha fatto nel corso degli anni come correttore di traduzioni altrui, come traduttore in proprio e come autore tradotto che ha collaborato con i propri traduttori. La questione centrale è naturalmente che cosa voglia dire tradurre, e la risposta – ovvero la domanda di partenza – è che significhi "dire quasi la stessa cosa". A prima vista sembra che il problema stia tutto in quel "quasi" ma, in effetti, molti sono gli interrogativi anche rispetto al "dire", rispetto allo "stessa" e soprattutto rispetto alla "cosa". Dato un testo, che cosa di quel testo deve rendere il traduttore? La semplice superficie lessicale e sintattica? Troppo facile, ovvero troppo difficile, come si vedrà.
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Interpretazione e sovrainterpretazione
Bompiani, 10/05/2012
Abstract: In viaggio tra la semiosi ermetica dell'antichità e le fatiche di Gabriele Rossetti alla ricerca di un Dante massonico rosacrociano, tra le attuali pratiche di lettura post-strutturaliste e decostruzioniste fino alla riflessioni suscitate dai commenti ai suoi stessi romanzi, Eco affronta alcuni dei luoghi più problematici di una teoria del testo e dell'interpretazione: la finitezza o meno delle possibili letture, i risvolti di un pensiero del sospetto e del segreto, la differenza tra uso e interpretazione, l'apertura dei testi.
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Tea, 17/05/2012
Abstract: Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo messi a dieta. All'inizio perdere peso sembra facilissimo: un paio di chili che si smaterializzano nel giro di pochi giorni. Poi, improvvisamente, la lancetta della bilancia si blocca e insieme a lei il nostro peso. Ci scoraggiamo, ci arrabbiamo, ma soprattutto siamo stanchi di mangiare sempre le stesse cose: cibi insipidi, monotoni e tristi? Con la dieta dei 17 giorni il dottor Moreno ha trovato la soluzione che da tempo stavamo cercando: ha messo a punto un programma suddiviso in 4 cicli per far sì che il nostro metabolismo possa restare in costante attività. Il programma prevede un Ciclo di Accelerazione, che favorisce una veloce perdita di peso, uno di Attivazione, che resetta il metabolismo alternando pasti più o meno calorici, uno di Arrivo, che reintroduce i carboidrati e insegna a sviluppare sane abitudini alimentari e infine uno di Mantenimento, che combina i tre cicli precedenti e ci lascia liberi nel week-end di scegliere i nostri cibi preferiti. Ogni ciclo ha la durata di 17 giorni: la "scadenza" è dovuta al fatto che proprio dopo 17 giorni il fisico inizia a interpretare il nuovo regime alimentare come standard, rallentando la risposta metabolica. Quando ciò avviene è il segnale che è ora di cambiare: nuove combinazioni di carboidrati, proteine, frutta e verdura (e apporto calorico complessivo). Così facendo, il nostro organismo non si abituerà a una routine, continuerà a bruciare grassi, e noi giorno dopo giorno saremo sempre più in forma, sazi e appagati.
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Viella Libreria Editrice, 06/12/2011
Abstract: La politica nasce, nel mondo occidentale, nella polis greca, come arte della convivenza nella città, diventando ben presto scienza della corretta amministrazione, e poi del buon governo. Secoli dopo, Machiavelli ci spiega la politica come scienza del potere, che peraltro, per lui, è un mezzo, non un fine in sé.Oggi la politica appare screditata. Si ricorre alla "società civile" nel tentativo di rivitalizzarla, con esiti che appaiono sovente peggiorativi. Forse è tempo che la classe politica si impegni a ricuperare un deficit di formazione culturale. Questo libro collettivo può essere uno strumento in tale direzione: una bussola per orientarsi tra gli ismi della politica: idee, movimenti, tendenze. Nel libro ne vengono proposti cinquantadue, da Anarchismo a Liberalismo, da Fascismo a Marxismo, da Comunismo a Terrorismo, da Fondamentalismo a Laicismo, da Antiamericanismo a Pacifismo. Affidati a studiosi e studiose di tre generazioni, sono trattati in chiave teorica, empirica e storica, ma con l'occhio attento all'attualità.Cinquantadue voci: quasi un breviario (laico) per l'anno, redatto in modo rigoroso, ma comprensibile anche dai non specialisti, in grado di farci meglio ascoltare, e forse capire, il presente, badando anche alle sue radici remote; e magari darci - a politici, giornalisti, studiosi, studenti e al pubblico immenso dei cittadini - gli strumenti per orientare meglio le scelte politiche che compiamo ogni giorno. Giacché anche se noi "non ci interessiamo di politica", è la politica a interessarsi di noi.
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Ponte alle Grazie, 17/05/2012
Abstract: Da quando la biologia e la genetica hanno promesso all'uomo moderno nuovi mezzi per indirizzare il proprio destino - manipolazioni, diagnostica prenatale, clonazione ecc. - si scontrano nell'opinione pubblica due opposti atteggiamenti: da un lato i "comitati etici", tradizionalmente conservatori, tentano di "moralizzare" le scienze della vita; dall'altro, un esercito di Stranamore si dichiarano disposti ad avventurarsi in sperimentazioni demenziali. Per denunciare la vacuità di questa contrapposizione, e per interrogarne il comune nucleo metafisico, Michel Onfray ha scelto di gettare le basi di una vera e propria bioetica libertaria, che non mancherà di affascinare e provocare. Dalla transgenesi allo "sperma digitale", dall'elogio della clonazione alla difesa radicale dell'eutanasia all'attacco frontale alle cure palliative, da una riattivazione di alcune tesi classiche sul suicidio alla celebrazione della chirurgia e dei trapianti: attraverso un'ampia difesa dei modi che la scienza ha trovato per modificare la nascita, la vita, l'amore e la morte degli esseri umani, questo libro definisce un "corpo faustiano", decristianizzato o meglio post-cristiano, modellato dall'artificio, libero e strutturato secondo una nuova energetica vitalista. Con Il corpo incantato Onfray, filosofo risolutamente "tecnofilo", sostiene dunque che la tecnica e la scienza non sono mai negative in sé, neppure quando applicate alla vita: può avere risultati negativi solamente il loro utilizzo. La sua tesi, iconoclasta e argomentata, a favore di un'etica appassionatamente edonista promette di inaugurare un infuocato dibattito anche in Italia.
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Longanesi, 17/05/2012
Abstract: Flora ha visto tutto, ma nessuno le crede. La ragazza è morta, qualcuno l'ha uccisa. Aveva solo quattordici anni, si chiamava Miranda ed è stata ritrovata nella sua camera a Birgittågarden, la casa di recupero per ragazze in difficoltà a Sundsvall, a nord di Stoccolma. Le pareti sono schizzate di sangue, le lenzuola ne sono intrise. Nessuna delle altre ragazze sa che cosa sia successo, ma una di loro è fuggita nella notte. Flora non sa chi indagherà sull'omicidio, non sa che l'ispettore Joona Linna sta per ispezionare la peggiore e più indecifrabile scena del crimine della sua carriera, non sa che solo Joona può sperare di scovare qualche indizio. Flora sa soltanto di aver visto la ragazza. Sa di aver visto l'arma del crimine che nessuno riesce a trovare. Sa che cosa è successo. Ma la polizia non le crede, per una semplice ragione. Al momento dell'omicidio, Flora era a centinaia di chilometri di distanza. Eppure Flora è certa di aver ragione. Lei ha visto. Perché lei è una medium.
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Guanda, 17/05/2012
Abstract: È una vita come tante, quella del palermitano Giovanni Ribaudo: un lavoro dignitoso, una moglie, Vera, e un figlio, Salvatore, che frequenta l'ultimo anno delle superiori. Un ragazzo simile a molti altri, con un po' di sogni per la testa e qualche piccolo segreto. Ma una notte la paura che è di ogni genitore diventa realtà: una telefonata sveglia di soprassalto i Ribaudo, una sconosciuta cerca Salvatore con voce agitata. Salvatore però non è rientrato. La mattina, dopo angosciose ricerche, Giovanni scopre che suo figlio è stato arrestato: un reato grave, un'accusa incomprensibile. E per quest'uomo, che ha sempre creduto a parole come onestà, giustizia, serietà, e ha cercato di viverle, inizia un incubo, nel quale precipita tutta la sua famiglia. Schiacciato negli affetti, assurdamente e crudelmente privato di un figlio, si trova a dover combattere una battaglia personale contro un muro di indifferenza, di arroganza, di corruzione: una macchina capace di stritolare chiunque, che lo porterà lontano, molto lontano dalla persona che era... Una storia di sopraffazione e una requisitoria morale che investe un mondo intero.
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Garzanti, 17/05/2012
Abstract: L'Italia repubblicana sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia. In questa situazione solo l'unità del paese e un forte senso di solidarietà sociale possono offrire speranza di un futuro accettabile per tutti. A infondere questa convinzione è la Costituzione, il patto su cui è fondata la nostra repubblica. Tuttavia in questi decenni la Costituzione non ha avuto vita facile. Nata in una stagione di generosi entusiasmi e alimentata dalla volontà di rompere con il passato, all'inizio apparve a molti una testa di ponte lanciata verso l'utopia: dunque per molti aspetti cruciali la sua attuazione fu assai lenta. Negli ultimi trent'anni è stata invece costantemente sotto attacco, per vari motivi: l'ansia di governabilità, le spinte federaliste o addirittura secessioniste, infine le ansie del "cittadino globale" e la debolezza degli stati di fronte a entità sovranazionali, quali la globalizzazione, la pressione della finanza e dei mercati, e la stessa Unione europea. Con competenza, lucidità e passione civile, Elvio Fassone ci trasmette il senso profondo della carta che fa di noi dei cittadini, e che per questo è definita "amica". Ne evidenzia la genesi e gli obiettivi, soppesa la validità dei suoi principi, racconta i tentativi di riforma - più o meno condivisibili - portati avanti in questi anni. Soprattutto, ci fa capire dove e come può essere aggiornata, per guidare l'Italia e gli italiani in un'epoca di grande cambiamento.
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Lavorare con le emozioni nell'approccio costruttivista
Bollati Boringhieri, 17/05/2012
Abstract: La psicoterapia cognitiva di orientamento costruttivista mette le emozioni al centro sia della elaborazione epistemica sia della pratica clinica. Nei confronti del primo cognitivismo e di quello razionalista successivo, focalizzati sui modelli di funzionamento della mente, si tratta di un passo in avanti decisivo: rabbia, paura, ansia, tristezza, angoscia, disperazione, disgusto, vergogna adesso non sono più considerate scorie o interferenze che disturbano le prestazioni cognitive, bensì stati mentali altamente variabili capaci di agire sulla riorganizzazione della coerenza interna di ciascuno in misura maggiore degli stessi ragionamenti. Attraverso i contributi dei maggiori studiosi che si riconoscono in questa prospettiva di ricerca, il libro indaga su come vengono in realtà costruite le categorie emotive un tempo assimilate a risposte basiche di carattere innato, e su quale significato assumono nell'esperienza personale, e presenta i risultati del lavoro con le emozioni in diversi contesti rilevanti, dalla sessuologia alla psiconcologia all'insegnamento.
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Le ultime parole di Falcone e Borsellino
Chiarelettere, 17/05/2012
Abstract: La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta che, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, il male di mafia non è affatto solo fuori di noi, è anche 'tra noi'. Racconta che gli assassini e i loro complici non hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei servizi segreti e della polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d'oro, personaggi apicali dell'economia e della finanza e molti altri. Tutte responsabilità penali certificate da sentenze definitive, costate lacrime e sangue, e tuttavia rimosse da una retorica pubblica e da un sistema dei media che, tranne poche eccezioni, illuminano a viva luce solo la faccia del pianeta mafioso abitata dalla mafia popolare, quella del racket e degli stupefacenti, elevando una parte a simbolo del tutto. (Dalla prefazione di Roberto Scarpinato) In questo libro gli interventi, le interviste, le parole di Giovanni Falcone (1939-1992) e Paolo Borsellino (1940-1992), due servitori dello Stato, a vent'anni dalla loro morte. Un omaggio doveroso e un necessario ritorno alle fonti, a ciò che veramente hanno detto e scritto, ora che stanno venendo alla luce quelle verità per le quali entrambi hanno sacrificato la vita.
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La signora della barca - Il ponte dei sogni
Bompiani, 10/05/2012
Abstract: Il volume riporta due romanzi dello scrittore giapponese. Il primo romanzo racconta la storia del principe Genji, il secondo le vicende di due suoi discendenti, il nipote Niou e il presunto figlio Kaoru.In questi racconti Murasaki raggiunge una grande capacità di analisi. Dei due protagonisti maschili, Niou frivolo-sensuale, Kaoru frigidamente contorto, è quest'ultimo il vero eroe negativo della narrazione. Ma sono le protagoniste femminili, le tre sorelle Agemaki, Kozeri e Ukifune, figlie del vecchio principe Haci caduto in disgrazia, a suscitare il talento analitico di Murasaki.
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Bompiani, 10/05/2012
Abstract: Questo libro tenta di far luce sugli aspetti della vita privata di grandi autori del passato come Lucrezio, Catullo, Properzio, Lucano, e lo stesso Giovenale.L'autore intraprende una ricerca in parte su basi "finte" (cioè su una struttura narrativa, una fiction insomma), e in parte suggerite dalle opere dei singoli autori, riuscendo a rappresentarli come esseri comuni mortali completamente immersi nel loro tempo.
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Bompiani, 17/05/2012
Abstract: Questa raccolta di scritti può essere vista come una naturale continuazione delle "Sei passeggiate nei boschi narrativi". Si tratta infatti di discorsi rivolti in genere a un pubblico abbastanza vasto e vertono tutti sulle funzioni della letteratura, su autori che Eco ha frequentato a lungo, sull'influenza di alcuni testi più o meno letterari sullo sviluppo degli eventi storici, su alcuni problemi tipici del narrare e su alcuni concetti chiave della scrittura "creativa". In alcuni di questi, e specialmente nell'ultimo ("Come scrivo"), Eco sceglie come esempio e oggetto di riflessione la sua stessa attività di narratore, ma anche i saggi in cui non parla direttamente di sé gettano una luce sul suo fare letterario.