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Dedalus. Un ritratto dell'artista da giovane
Lindau, 28/01/2021
Abstract: Pubblicato a puntate dal febbraio del 1914 e uscito in volume nel dicembre del 1916, Dedalus. Un ritratto dell'artista da giovane è, insieme all'Ulisse che lo seguirà a distanza di qualche anno, un vero e proprio ritratto dell'autore irlandese. Come scrive Enrico Terrinoni nella prefazione, il protagonista, Stephen Dedalus, è infatti il "principale avatar letterario di Joyce". Lo scrittore aveva già usato questo nome per firmare i suoi racconti, ma "l'appellativo dal sapore mitologico non era per lui solo un nom de plume, era la sua stessa identità". Proprio come il celebre architetto di Cnosso, Joyce/Dedalus tenta di fuggire da un labirinto rappresentato per lui dalla famiglia, dall'infanzia, dalla sua patria – l'Irlanda –, dalla religione e dalla Chiesa: un labirinto che imprigiona il suo animo di artista, che in questo romanzo di formazione si risveglia in tutta la sua sensibilità e irruenza.Merita però qualche parola anche l'autore della traduzione che qui riproponiamo: Cesare Pavese, legato allo scrittore irlandese – come scrive sempre Terrinoni – da una "strana sincronicità" e da "un beffardo attraversarsi di destini". Una traduzione, quella del Dedalus, che contribuì alla sua maturazione letteraria, tanto da poter essere considerata "una parte integrante del canone di Pavese stesso".
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HarperCollins Italia, 04/02/2022
Abstract: Alla metà del XIV secolo Giovanni Boccaccio immaginò che, per sfuggire alla peste che nel 1348 stava decimando Firenze, sette giovani donne e tre giovani uomini si ritirarono in campagna, ingannando il tempo mangiando, danzando e, soprattutto, raccontandosi storie. Nacque così il Decameron, una raccolta di cento straordinari racconti, uno dei testi fondamentali della nascente letteratura italiana ed europea.Oggi, in un periodo tristemente segnato dall'emergenza pandemica e dall'obbligo del confinamento, abbiamo chiesto a sette scrittrici e tre scrittori dei nostri giorni di prendere il posto dei dieci narratori dell'opera di Boccaccio, scrivendo un racconto che prendesse le mosse, con la massima libertà, dal Decameron. Il risultato è una raccolta bellissima, che gioca con l'originale con passione e ironia, tra fedeltà e tradimenti, con meravigliose invenzioni linguistiche (come il dialetto umbro di Barbara Alberti o l'eccezionale falsificazione dell'italiano trecentesco di Michele Mari) o di trama (Jonathan Bazzi, Chiara Valerio), capovolgendo il senso originale (Chiara Barzini, Ilaria Gaspari), o trasportando il Medioevo ai nostri giorni (Antonella Lattanzi, Michela Marzano), discostandosi dal testo boccaccesco cercando di riprodurne i temi profondi, come fa Jhumpa Lahiri, o rileggendo da vicino l'opera con un misto straordinario di immaginazione e conoscenza filologica, come nel racconto di Stefano Massini che apre la raccolta e, tra riferimenti puntuali e svolte inattese, ripercorre l'intero Decameron.Un grande libro che, sorprendendo ed emozionando il lettore, mostra la modernità, perenne ed eversiva, di uno dei testi più belli e importanti di tutti i tempi.
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Adelphi, 21/01/2021
Abstract: Lo scrittore, ha detto una volta Yasmina Reza, è simile a un alchimista, poiché "prende una materia per crearne un'altra". E proprio in virtù dei poteri alchemici della sua scrittura – mai così esatta e acuminata, e al tempo stesso mai così ricca di sfumature – l'intervista che un'oscura ex attrice, Anne-Marie Mille, immagina di concedere a una serie di invisibili giornalisti dopo la morte di una celebre collega, Giselle Fayolle detta Gigi, si tramuta nell'elogio di tutti gli attori che celebri non diventano mai, quelli il cui nome compare in fondo alla locandina. A Saint-Sourd, il paese del Nord della Francia dove Anne-Marie ha trascorso un'infanzia priva di ogni luce, oltre ai pozzi di carbone c'era una piccola compagnia teatrale, i cui componenti, ai suoi occhi innamorati, avevano la statura di semidei. Un giorno, però, la bambina triste, che soltanto nelle sue accese fantasticherie poteva credersi bella, è riuscita a "scendere" a Parigi, e a calcare anche lei le scene. E non importa che abbia recitato sempre in ruoli secondari, e che sia vissuta nell'ombra dell'affascinante, insolente Gigi, non importa che abbia avuto un marito noioso, che ora si ritrovi vecchia e malandata, né che il suo unico figlio sia arido e dispotico: perché, anche se solo per poco, lei ha conosciuto il "mondo dello spettacolo". Di quel mondo ci racconta, con arguzia affettuosa, splendori e miserie, riuscendo a farci ridere e a commuoverci – e a dire, nonostante tutto: "A volte, sul palcoscenico, sono stata Anne-Marie la beltà".
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Adelphi, 21/01/2021
Abstract: La ricerca di un altrove incontaminato è una delle fissazioni più antiche e perniciose cui vada soggetta la mente occidentale. Ma se nelle forme lievi può essere lenita grazie alle cure dell'industria turistica (che presto vanterà il più alto fatturato al mondo), in quelle virulente va curata alla radice, come tenta di fare qui Lawrence Osborne – pur sapendo che, per quanto lontano uno fugga, troverà sempre un tour operator ad aspettarlo. Così, individuata sulle carte (o meglio, in una spassosissima esplorazione di siti web) una meta possibile, l'isola di Papua Nuova Guinea, Osborne parte per un viaggio che sarà diverso da qualsiasi altro, e più di qualsiasi altro sgangherato e divertente. Comincerà con un'esplorazione di altrove molto contaminati (la Dubai che gli sceicchi stanno tramutando in un immenso parco a tema, le Andamane semidistrutte dallo tsunami e in procinto di essere ricostruite come le nuove Maldive, la Thailandia vista attraverso l'enorme città della salute e del fitness dove l'autore trascorre un breve ma surreale periodo) e si concluderà in un'immensa isola tra cieli verdi, fiumi fucsia e vulcani attivi, dove, cadute una a una tutte le paranoie da contatto con l'ignoto, Osborne si ritroverà nudo, coperto di strane farfalle e felice nel pieno di un'orgia tribale – avendo comunicato al lettore la sua stessa, irrefrenabile smania di viaggiare comunque, anche in un mondo che stiamo trasformando nell'allucinata e pacchiana caricatura delle nostre fantasie.
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Adelphi, 21/01/2021
Abstract: Charles Baudelaire e Graham Greene, rispettivamente padri nobili del flâneur metropolitano e dell'occidentale incline a perdersi nel primo Oriente a disposizione, sarebbero stati entrambi fieri di quel loro imprevedibile, inclassificabile, incorreggibile erede che risponde al nome di Lawrence Osborne: e Malcolm Lowry avrebbe di sicuro sottoscritto. Di fatto, però, il programma da cui Osborne parte stavolta ha pochi precedenti: raccontare alcuni periodi nella vita che un uomo "senza una carriera, senza prospettive, senza un soldo" decide di passare in una città scelta quasi a caso – Bangkok. Quanto poi succede a Osborne (mangiare al ristorante No Mani, dove i clienti vengono provvisti di bavaglino e imboccati; passeggiare la notte per il mattatoio della città, fra scannatori strafatti di droghe sintetiche che massacrano animali nel modo meno pulito e indolore; ritrovarsi in una stanza con due ragazze vestite da poliziotto, che avanzano facendo tintinnare le manette) è già di per sé materia per il romanzo che questo libro, in origine, era. Ma, quasi fra le dita del lettore, le storie che si intrecciano fra le pagine, e la voce che le racconta, diventano molto di più: il disperato profilo di alcuni espatriati giunti fin lì per cancellare, all'ultimo momento o quasi, tutta la loro vita precedente; l'autoscatto di uno scrittore sorpreso nel goffo, scatenato e non resistibile tentativo di innalzarsi allo stato di natura; lo schizzo di una città diversa da ogni altra, che è prima di tutto una nuova, fantasmagorica e in larga parte ancora inesplorata forma di vita.
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Neri Pozza, 04/02/2021
Abstract: "Un esperimento praticato da donne ignoranti". Così, nella Londra del 1721, viene accolta la proposta, avanzata da una dama elegantissima e intraprendente, Lady Mary Wortley Montagu, di immunizzarsi dal virus letale del vaiolo infettandosi preventivamente con una dose attenuata del morbo.Moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli, Lady Montagu ha appreso durante il soggiorno in Turchia l'esistenza di quel mezzo per sfuggire al flagello le cui ricorrenti epidemie decimano da secoli le popolazioni. Ma è una pratica bizzarra, in uso fra contadine sul confine settentrionale della Grecia; nemmeno l'avallo di due medici prestigiosi provenienti dall'Università di Padova era riuscita a farla accettare.Vuole però il caso che uno dei due medici sia anche il primo dragomanno – cioè il traduttore ufficiale – in servizio presso l'ambasciata britannica; collabora con la famiglia Montagu come interprete, come medico e anche come esperto di lingue e costumi dell'impero ottomano. Colta, curiosa e poliglotta, Lady Montagu conversa con lui in italiano, e apprende molto di più che qualche bel verso di poesia locale… E vuole il caso che anni dopo, tornata a Londra, l'ex-ambasciatrice descriva la pratica e le rassicuranti statistiche relative a quell'"esperimento" alle amiche più care, fra cui la principessa del Galles. Fiduciosa nel giudizio della cara Mary, preoccupata per i figli minacciati dall'epidemia, quest'ultima riesce a convincere il sovrano a far speri-mentare il metodo e poi a farlo applicare agli eredi della famiglia reale. Comincia così, in Inghilterra e nelle colonie inglesi, poi fra imperi e staterelli europei la lunga e avvincente battaglia intorno al principio che il primo dragomanno a Costantinopoli aveva battezzato dell'"inoculazione". Illuministi francesi e inquisitori bostoniani, accademici altezzosi e oscuri medici preoccupati del bene pubblico, grandi sovrani e matematici stregati dal calcolo delle probabilità battaglieranno per decenni pro e contro un metodo di prevenzione enigmaticamente funzionale, che si tradurrà infine nella pratica della vaccinazione.Nelle pagine di questo libro, Maria Teresa Giaveri ricostruisce la storia di questa contesa come in un libro d'avventure, in cui non le peripezie di un naufrago o le temerarie imprese di una schiera armata sono al centro della narrazione, ma "le avventure di un'idea – idea bizzarra, sconvolgente, eppure salvifica".
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Neri Pozza, 04/02/2021
Abstract: Jack Rosenblum ha un sogno. Da quando lui e sua moglie Sadie, ebrei tedeschi in fuga dalla Germania nazista, sono sbarcati a Harwich, nell'agosto del 1937, non c'è nulla che desideri di più che diventare un perfetto cittadino britannico. Un metro e sessantuno di pura tenacia, Jack non è come gli altri rifugiati, che nella maggioranza dei casi si accontentano di formare i loro shtetl all'interno della grande città. Sebbene sia d'accordo con i suoi vicini nel pensare che il ruolo dell'ebreo sia quello di non farsi notare, è stanco di essere diverso. E poi, a differenza di Sadie, incapace di adattarsi alla nuova vita, gli inglesi e le loro eccentricità gli piacciono e vuole a tutti i costi essere uno di loro. Per farlo, si affida con cieca fiducia all'opuscolo che gli è stato consegnato al suo arrivo in Inghilterra, "Informazioni utili e consigli amichevoli per il profugo", a cui, giorno dopo giorno, aggiunge di suo pugno tutto ciò che apprende.Ora, dopo anni di studio e scrupolosa osservanza delle regole, Jack ha soddisfatto quasi tutti i requisiti della lista: indossa l'abito giusto, possiede l'automobile adatta a un gentiluomo inglese e la casa in una zona verdeggiante della città. Il suo cappello proviene da Lock di St James's Street, e lui non manca di dare sempre l'angolazione giusta alla tesa. Pranza tre volte alla settimana nei migliori ristoranti cittadini e porta sua moglie al Covent Garden e alla Wigmore Hall. Resta un solo punto sulla lista, una cosa di fondamentale importanza: un gentleman inglese deve essere membro di un golf club. L'iscrizione a un golf club sembra, però, un'impresa altamente proibitiva, come la ricostruzione di Gerusalemme o la preparazione di un perfetto panino alla carne salata. Nessun golf club inglese pare, infatti, disposto ad accettare un profugo ebreo tra i suoi membri. Jack Rosenblum, tuttavia, è tenace fino all'ostinazione, e non sarà un rifiuto a mettere fine al suo sogno.Romanzo con cui l'autrice de I Goldbaum fece il suo esordio sulla scena letteraria mondiale, Un perfetto gentiluomo narra, con le armi dello humour e dell'ironia, delle peripezie di un "gentleman" ebreo nel cuore della vecchia Inghilterra."Preparatevi a restare affascinati da questo delizioso romanzo". The Times"In Un perfetto gentiluomo una coppia di profughi ebrei arrivata in Gran Bretagna negli anni Trenta viene respinta dalla buona societα e si deve inventare un percorso di rivalsa". Robinson - la Repubblica
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Jimenez Edizioni, 18/10/2018
Abstract: Stati Uniti, anni Duemila. Trent'anni dopo aver prestato servizio in Marina, Larry Meadows si presenta alla porta di due commilitoni di un tempo. Scapestrati e coraggiosi in gioventù, li trova ora profondamente cambiati. Uno è un predicatore esaltato, l'altro un alcolista che gestisce un pub fatiscente, ma entrambi non possono sottrarsi alla richiesta che ha portato Meadows fino a loro: accompagnarlo al funerale del figlio. Il ragazzo, arruolatosi nei Marines, è stato ucciso in Iraq e il governo degli Stati Uniti si sta apprestando a celebrare la sua morte "da eroe" con tutti gli onori nel cimitero di Arlington, in Virginia. Quando arrivano sul posto, però, Meadows scopre che le autorità gli hanno mentito sulle circostanze della "morte in azione" del figlio e decide, con l'aiuto degli amici, di riprendersi la salma e di riportarla a casa. Inizia così un solenne viaggio lungo la East Coast degli Stati Uniti. Tra ricordi del passato, tragicomici contrattempi e un esercito che vorrebbe riappropriarsi della salma, la missione dei tre amici si trasforma in un'avventura on the road irriverente, ironica e toccante, che si snoda lungo le rotaie di un'America traumatizzata da guerre che non sente come proprie ma dove manda a morire i propri figli, un Paese controllato con il potere della paura e le astuzie della menzogna.Larry, Billy e Mule, uomini maturi in L'ultima bandiera, sono i giovani protagonisti del primo, leggendario romanzo di Darryl Ponicsan, L'ultima corvè (Jimenez Edizioni).
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Jimenez Edizioni, 16/05/2019
Abstract: Il romanzo simbolo della controcultura americana per la prima volta in traduzione italiana.A differenza di altri rami delle forze armate, la Marina Militare degli Stati Uniti trae la propria polizia dai suoi stessi ranghi, in forma di incarichi temporanei definiti Shore Patrol. In questo spassoso e toccante romanzo ambientato negli anni in cui la guerra del Vietnam era all'apice, due marinai di carriera in transito a Norfolk, Virginia – Billy "Badass" Buddusky e Mule Mulhall – si vedono assegnare il compito di scortare il diciottenne Larry Meadows da Norfolk alla prigione della Marina a Portsmouth, New Hampshire, dove dovrà scontare una condanna a otto anni di reclusione per un furto di poco conto. È un incarico semplice e veloce, almeno finché i due lupi di mare non si rendono conto dell'iniquità della condanna e non finiscono per affezionarsi al candore e alla mitezza del loro giovane prigioniero. Durante i cinque giorni di tempo assegnati per portare a termine la corvè, decidono di mostrare a Meadows certe cose della vita che ancora non conosce, di aiutarlo ad affrontare il lungo calvario che lo aspetta e di mondarsi della propria vergogna. La corvè si trasforma così in un'improbabile avventura fra treni e autobus lungo la costa Est degli Stati Uniti, oltre che in un indelebile percorso di iniziazione e scoperta, pieno di saggezza fradicia di birra, di mille luci di città, di baldoria, risse, depravazione, amore e inaspettati momenti di tenerezza.Da questo romanzo fu tratto nel 1973 l'omonimo film di Hal Ashby con Jack Nicholson come protagonista.
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Inschibboleth Edizioni, 20/08/2020
Abstract: Una Parigi lontana, quasi irreale nella sua metafisica bellezza. Un viaggio della memoria sulle tracce di un'ombra tanto ingombrante quanto sfuggente. Un padre in fuga nella Ville Lumière dei primi anni Cinquanta. Un figlio che lo insegue attraverso il labirinto dei ricordi, nelle vie di una Parigi popolare e anarchica, dove benessere e povertà coesistevano in pieno centro, non ancora trasformato in un salotto per turisti. Una lotta contro la rapina del tempo, per ricomprendere il proprio passato.
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fattoria degli animali, 28/01/2021
Abstract: Gli animali della Fattoria della Tenuta, stanchi di essere sfruttati e maltrattati dagli uomini, decidono di ribellarsi. Cacciato l'odiato fattore e preso possesso di quella che ribattezzano la Fattoria degli Animali, sono finalmente liberi dalla tirannia degli esseri umani e, sotto la guida dei maiali, i più intelligenti tra loro, possono autogovernarsi democraticamente, lavorando per sé stessi e per il bene dei loro simili. Ma gli ideali che hanno ispirato la Ribellione presto degenerano, dando vita a nuove forme di ingiustizia e di oppressione. Se è vero che tutti gli animali sono uguali, risulta presto evidente che alcuni lo sono più di altri.Chiara satira della rivoluzione sovietica, che si trasformò in una dittatura basata sul culto della personalità e sul terrore, La fattoria degli animali si serve del linguaggio della fiaba per descrivere la natura e le dinamiche del totalitarismo. In questa edizione l'opera è introdotta da due testi dello stesso Orwell, che inquadrano la genesi del libro e aiutano a comprendere il pensiero dello scrittore: La libertà di stampa, concepito per la prima edizione, ma pubblicato solo nel 1972, e la prefazione all'edizione ucraina, scritta per gli ucraini che vivevano nei campi di rifugiati dopo la seconda guerra mondiale.
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Sellerio Editore, 23/07/2020
Abstract: Una nuova avventura a tinte più nere che mai per il biblioterapeuta Vince Corso, un enigma che lo porta a smarrirsi tra le ombre e a interrogarsi sul potere minaccioso e salvifico delle parole.
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Sellerio Editore, 23/07/2020
Abstract: Sul pianeta Regis III della costellazione della Lira, ai margini della Galassia, è scomparso l'incrociatore Condor. Vi è atterrato l'anno precedente e da allora nessun messaggio è arrivato sulla terra. Viene perciò inviata l'astronave gemella, l'Invincibile, con il compito di capire cosa sia successo e affrontare eventuali nemici. Si sa però che il pianeta è morto da milioni di anni, quale pericolo potrebbe annidarsi? Un classico della fantascienza, pieno di azione e tensione, un romanzo sull'uomo e sulle macchine intelligenti, sullo sviluppo tecnologico e sui rischi che esso comporta, sulla robotica e sull'intelligenza artificiale e anticipa di fatto domande e dilemmi dei nostri tempi, e i temi di scrittori che vanno da Philip K. Dick a Jeff VanderMeer.
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Marsilio, 25/01/2021
Abstract: La lunga storia del Partito comunista italiano raccontata da due protagonisti della sua vicenda umana e politica, un resoconto della stagione cruciale della sinistra e del Paese dal "partito nuovo" di Togliatti alla svolta della Bolognina, tra personalità memorabili, conquiste e sconfitte epocali.Apparentemente ormai conclusa, la vicenda politica del comunismo continua a generare dibattiti e polemiche ogni volta che si cerca di raccontare cosa ha realmente rappresentato quella galassia di uomini e donne eccezionali che fu il Pci. A cento anni dalla sua fondazione, Emanuele Macaluso e Claudio Petruccioli ne ripercorrono sviste e svolte epocali, ricordano le conquiste sociali di cui fu promotore e ipotizzano strade alternative che l'Italia avrebbe potuto imboccare per scongiurare il declino politico e culturale del Paese. Legati a riferimenti ed esperienze politiche diverse, Macaluso, militante già durante gli anni del regime fascista e dirigente di lungo corso, più volte deputato e senatore del Pci, e Petruccioli, che della segreteria del partito fu l'ultimo coordinatore, tentano così un bilancio tra due visioni spesso contrastanti dell'eredità politica del comunismo in Italia: quella che vede per la sinistra del Paese una cesura netta tra un prima e un dopo Pci, e quella per cui le diverse incarnazioni della sinistra post-comunista, pur nella crisi insanabile che i partiti e le istituzioni attraversano dalla fine della Prima repubblica, corrispondono alla naturale evoluzione di una certa idea dell'Italia e degli italiani. Sullo sfondo di questo fitto dialogo si susseguono cinquant'anni di avvenimenti, dal ritorno di Togliatti dalla Russia all'approvazione della Costituzione, dall'occupazione sovietica dell'Ungheria nel 1956 alla rottura mai risanata con i socialisti, passando per la breve ma cruciale stagione di Luigi Longo e gli anni di Berlinguer, il fallimento del compromesso storico e la fine del più ambizioso esperimento politico italiano del secolo scorso.
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Libreria Pienogiorno, 27/01/2021
Abstract: "So come mi chiamo?, domanda ancora una volta l'uomo col camice chinandosi su di me. Diamine se so chi sono. Mi chiamo Alessandro Zanardi e sono un pilota. Non ho mai smesso di esserlo."Ciò che fa di Alex Zanardi un simbolo così amato è l'arte di far sembrare un po' nostre anche le sue imprese eccezionali. Una "normalità", condita dal suo umorismo da eterno ragazzo emiliano, che ha aiutato molti a credere in se stessi, a porsi nuovi e insperati traguardi, a mordere la vita sempre, senza lasciarsi vincere dal fatalismo. Nell'esistenza di ciascuno ci sono spartiacque. Anche se, come dice Alex, "sono sempre io, con le gambe o senza", vero è che è la vita che cambia e si deve imparare ad affrontarla in altri modi. Gli spartiacque di Alex sono incisi nella memoria collettiva. Il primo, al circuito del Lausitzring, nel settembre 2001, "con la mia vettura che si spezza in due, e io con lei", è solo il drammatico preludio di ciò che avrebbe saputo trasformare "nella più grande opportunità della mia vita". Il secondo, nel giugno 2020, è ancor più vivo nel cuore di tutti, come un brivido che risale la schiena: sulle strade della Val d'Orcia, a una curva, la sua handbike si scontra con un camion. È l'inizio di una nuova faticosa maratona, la più impegnativa e difficile di sempre. Ma chi lo conosce bene sa che se c'è qualcuno che può affrontare una volta di più questa sfida contro il limite è Alessandro Zanardi da Castel Maggiore. Lui può farlo. Ancora.
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Scrivere bene è un gioco da ragazzi - Edizione ragazzi
Feltrinelli Editore, 21/01/2023
Abstract: Vorresti saper descrivere paesaggi meravigliosi, inventare animali fantastici o una spaventosa storia horror? Allora entra nel mondo di Scriptoria!Scrivere bene non serve solo a prendere un bel voto in italiano. Serve a pensare bene, a esprimere i sentimenti, a comunicare quel che ci sta a cuore. Lo sperimentano i protagonisti di questo libro, vittime di uno scienziato che ha inventato una macchina capace di trasformare in realtà le cose scritte. I ragazzi entrano così nel più straordinario videogioco mai concepito. Ma, attenzione, uscirne vivi sarà molto complicato…A partire dai 10 anni
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Repertorio dei matti della letteratura russa
Salani Editore, 11/02/2021
Abstract: UN VIAGGIO NEL CUORE DELLA LETTERATURA RUSSA""Periodicamente, nella vita, veniamo accolti da un attacco di 'leggere i russi'"."Giorgio Manganelli"Paolo Nori ci fa viaggiare nella letteratura di un Paese dove i personaggi dei romanzi sono diventati più veri dei loro autori."il VenerdìQuesto Repertorio è un viaggio attraverso la letteratura russa con una guida d'eccezione: lo scrittore Paolo Nori. Il libro ne racconta gli autori, come "Uno, che si chiamava Ivan Turgenev, e veniva considerato il meno russo degli scrittori russi, e che diceva che dei russi gli piaceva soprattutto una cosa: la pessima opinione che avevan di se stessi" (da Venedikt Erofeev, Bespoleznoe iskopaemoe), e le loro mogli come "quella che, una volta, aveva scritto sul suo diario che suo marito non si occupava mai di lei. Poi ha scritto anche che aveva voglia di fare la civetta e aveva voglia di sfogarsi anche solo con una sedia o una cosa qualsiasi" (Sofija Tolstaja, Diari), e i loro protagonisti, come "quello che faceva l'operaio in una fabbrica dove costruivano giocattoli. Orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili. Orsacchiotti meccanici, carri armati e scavatrici mobili a un certo punto avevano cominciato a sparire in gran quantità. Si trattava di furto ai danni dello stato. Erano iniziate le indagini. Dopo un anno si era scoperto che questo operaio aveva scavato un piccolo tunnel dalla fabbrica in via Kotovskij. Ma non era lui a trasportare i giocattoli fuori dalla fabbrica. Se ne andavano da soli. Lui li caricava, li posava a terra all'imboccatura, e orsacchiotti meccanici, carri armati, scavatrici mobili, in lunghe file interminabili, arrivavano da soli in fondo al tunnel" (Sergej Dovlatov, La valigia), e i lettori, e i non lettori come "quella che portava sempre con sé l'Idiota e non lo leggeva mai. Diceva 'Devo andare a Bologna in treno, mi porto l'idiota'. Sembrava un po' un'offesa al fidanzato, invece no".
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Il fratello minore. Il mistero di Ettore Barzini, ucciso a Mauthausen
Solferino, 21/01/2021
Abstract: Che fine ha fatto Ettore Barzini, figlio del celebre giornalista Luigi Senior e fratello di Luigi Junior? Perché in famiglia nessuno ricorda la sua morte nel campo di concentramento di Mauthausen?A dare una risposta all'enigma è il nipote Andrea, in un intenso racconto personale che è anche un capitolo di storia italiana attraverso le vicende di una famiglia eccentrica e di due fratelli molto diversi tra speranze e guerre, amore e morte, fascismo e aneliti di libertà.In queste pagine s'incrociano il declino di un padre compromesso col regime, la carriera ambiziosa di un figlio al "Corriere della Sera", e la vicenda dell'altro figlio, Ettore, agronomo solitario, cresciuto tra Italia, America e l'amata Somalia. Ma sono vite destinate a non incontrarsi mai, se non nella guerra che i primi due vissero da reporter e che il terzo decise di vivere con spirito di giustizia, a rischio della propria vita. Un travolgente romanzo autobiografico.Un viaggio tragico e ironico attraverso tre generazioni in cui l'autore, con l'aiuto di lettere dimenticate, ricerche d'archivio e incontri sorprendenti, riscopre la figura di uno spirito libero nato nella famiglia sbagliata.
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A proposito di Kamala. Una vita americana
Solferino, 21/01/2021
Abstract: Tutto il mondo parla di Kamala Harris. Come ha fatto la figlia di due immigrati, nata nella California ancora segregata, a diventare la prima vicepresidente donna nera degli Stati Uniti?Se Kamala deve a qualcuno il suo posto nella storia, quel qualcuno è la donna che la mise al mondo a Oakland nel 1964, dandole il nome di una dea indù, perché "una cultura che venera divinità femminili produce donne forti". Sua madre era una ricercatrice indiana emigrata in California a 19 anni in cerca di una vita e un'istruzione migliori. Suo padre, un professore di economia giunto negli Stati Uniti dalla Giamaica per gli stessi motivi. Kamala assorbe in famiglia l'insofferenza per l'ingiustizia sociale e impara a non farsi spaventare dalle porte chiuse. Al pari dei suoi compagni della Howard University, l'ateneo nero di Toni Morrison, sente di poter diventare qualunque cosa. "Eravamo giovani, talentuosi e neri, e non avremmo permesso a niente e nessuno di sbarrarci la strada."Etica del lavoro, determinazione, volontà di ferro sono le sue armi. E con queste sfonda molti muri e inaugura la sua collezione di prime volte: nel 2003 procuratrice distrettuale di San Francisco, nel 2010 prima procuratrice generale nera nella storia della California. Nel 2016 è eletta senatrice: è la prima afro-asio-americana. E se con queste stesse armi ha perso una battaglia, le primarie presidenziali, ha vinto però la guerra: la vicepresidenza degli Stati Uniti. Da procuratrice, si batte contro gli abusi sui minori, i crimini d'odio, la dispersione scolastica. Da candidata in lizza per la nomination democratica contesta a Joe Biden la sua antica collaborazione con due senatori contrari agli scuolabus per l'integrazione razziale: "C'era una bambina, in California, che ogni mattina prendeva uno di quegli autobus. Quella bambina ero io". Parole che hanno fatto il giro del mondo, utilizzate dai suoi sostenitori quanto dai suoi detrattori. Certo è che quello stesso Joe Biden l'avrebbe poi scelta come numero due della Casa Bianca.Kamala si era fatta notare. Ancora una volta, a modo suo.
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Feltrinelli Editore, 21/01/2023
Abstract: Sono passati più di cinquant'anni dalla morte di Palmiro Togliatti, e dello storico segretario del Partito comunista è sopravvissuta l'immagine di un uomo freddo, scostante, dalla severa aria professorale, un intellettuale avaro nei sentimenti, un politico scaltro e cinico, troppo filosovietico e ortodosso per ispirare o appassionare. Un uomo che riteneva la politica "cosa troppo importante per lasciarla fare alla gente semplice". Perché allora quando si attentò alla sua vita l'Italia proletaria fu pronta all'insurrezione armata? Perché milioni di italiani di ogni ceto ebbero il sentimento, nel giorno della sua morte, che con lui se ne fosse andato uno dei padri della Repubblica? Giorgio Bocca tentò nel 1973 di rispondere a queste domande: anche solo osare occuparsi di Togliatti per un giornalista (non uno storico) non comunista significava esporsi a critiche e attacchi di ogni tipo. Ma Bocca si buttò in questa impresa, affrontando critiche e boicottaggi, e così facendo ci ha lasciato quello che ancora oggi resta il racconto più appassionante e completo della vita del leader comunista.