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L'invenzione del cinema. Rappresentazione e Grande Guerra
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Cervini, Alessia

L'invenzione del cinema. Rappresentazione e Grande Guerra

Marsilio, 08/11/2024

Abstract: La nascita del cinema, nella forma strutturata di racconto per immagini, si intreccia con lo scoppio della Prima guerra mondiale, che da subito pone domande inaggirabili relativamente alla possibilità stessa della sua rappresentazione. Si tratta di concepire nuovi paradigmi capaci di recepire e restituire l'enormità dei cambiamenti che la guerra ha imposto. Al cinema essa pone un primo fondamentale interrogativo circa i suoi limiti e le sue possibilità: assunta come questione teorica, è in grado di pungolare ancora oggi la varietà dei suoi linguaggi. Il volume ricostruisce il rapporto fra cinema e Grande Guerra sotto questa lente di osservazione, attraversando alcuni momenti in cui tale rapporto ha prodotto modifiche rilevanti alle strategie rappresentative messe in campo dal mezzo cinematografico da dopo il conflitto a oggi.

Il figlio della promessa. Storia di Isacco
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Miele, Luca

Il figlio della promessa. Storia di Isacco

Claudiana, 08/11/2024

Abstract: La Bibbia è piena di narrazioni vertiginose ed è altrettanto piena di buchi, non-detti ed ellissi. Dentro questi buchi e queste ellissi, Luca Miele estrae le psicologie dei personaggi: non solo di Sara, Isacco e Abramo ma anche di Agar, Ismaele, il Faraone, lo schiavo Eliezer. Ogni capitolo del libro – quasi un romanzo – è affidato alla voce di un personaggio che racconta in prima persona la sua vicenda. E il fardello esistenziale che lo opprime."La nostra casa che era stata a lungo vuota, disertata dalle grida festose dei bambini, all'improvviso era diventata troppo affollata. Due bambini, due eredi. Quattro occhi, quattro mani, quattro gambe ma un solo destino, un solo posto. Chi era il primogenito? A chi spettava il compito di iniziare la discendenza di Abramo, quella discendenza che sarebbe stata numerosa come le stelle del cielo e immensa come la sabbia sulla rena? Ismaele o Isacco?Chi preferivi, Signore della doppiezza? Non volevi forse confonderci con la profusione dei due doni, mio Signore? Prima avevi negato che la vita sbocciasse nel nostro deserto, poi è venuto un figlio veloce come un cerbiatto e noi pensavamo che fosse quella la realizzazione della tua promessa. Poi è venuto l'altro, quello lento come un problema, e nessuno di noi sapeva quale dei due figli fosse quello che ci avevi promesso. Se il figlio dell'inganno o il figlio della vecchiaia".Luca Miele

Rendere conto. Il bilancio di sostenibilità delle organizzazioni culturali
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Dubini, Paola - Martello, Diana - Monti, Alberto

Rendere conto. Il bilancio di sostenibilità delle organizzazioni culturali

Egea, 08/11/2024

Abstract: Nel mondo delle imprese il bilancio di sostenibilità è ormai parte integrante delle attività di comunicazione istituzionale. Non stupisce dunque che anche le organizzazioni culturali, laddove non siano già interessate da un obbligo normativo (è il caso degli enti iscritti al RUNTS), siano spinte da un lato a esplicitare e formalizzare le modalità in cui contribuiscono allo sviluppo della società e dall'altro a rendere conto del proprio operato con efficacia e trasparenza, per legittimarsi anche al di fuori del contesto di appartenenza e aumentare la propria visibilità e reputazione. I donors dal canto loro premono perché i beneficiari esplicitino e quantifichino gli effetti delle iniziative che realizzano, così da permettere loro di calcolare il ritorno sociale degli interventi filantropici. Quantificare e qualificare gli effetti e gli impatti di tipo economico, sociale e ambientale sulla collettività è tuttavia molto impegnativo e, sebbene le forme di rendicontazione non finanziaria delle organizzazioni non profit siano meno formalizzate di quelle delle imprese, tale attività rimane in gran parte volontaria e finora appannaggio di pochi soggetti.Obiettivo del volume – nato da un percorso di ricerca che ha visto ASK (Art, Science and Knowledge), unità di ricer-ca del centro GREEN (Geography, Resources, Environment, Energy and Networks) dell'Università Bocconi, a fianco di Fondazione EOS-Edison Orizzonte Sociale ETS – è aiutare le organizzazioni culturali a rappresentare la propria strategia e i suoi effetti sull'ecosistema individuando le macrocategorie su cui ragionare per sviluppare una rendicontazione non finanziaria completa ed efficace, con una rinnovata consapevolezza della propria capacità di creare valore.Con un approccio che alla compliance antepone la costruzione di competenze e una condivisione "dal basso" di buone pratiche – trasversalmente utili alle organizzazioni culturali nella loro varietà istituzionale, dimensionale e settoriale –, il libro propone linee guida e non standard rigidamente precostituiti, pur considerando l'evoluzione della normativa in materia di rendicontazione non finanziaria di ETS e diversi tipi di organizzazioni. Il risultato è un manuale che, sollecitando a condividere obiettivi, processi e linguaggi, trasforma il bilancio di sostenibilità in un'occasione per riordinare le attività, oltre che in uno strumento identitario verso l'interno e strategico verso l'esterno.

Introduzione a Duchamp
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Subrizi, Carla

Introduzione a Duchamp

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Le opere e i fatti, le vicende, i rapporti, la vita di un artista che, più di tutto, è stato uno sperimentatore di ipotesi, procedure e idee. Muovendosi tra i temi duchampiani più noti – il possibile, l'oggetto 'già fatto', l'arte come atto mentale, l'erotismo, l'ironia, il caso – Carla Subrizi rilegge un'intera parabola artistica, dall'atto di nominare 'opera d'arte' un oggetto qualsiasi alla realizzazione di un'opera ai confini tra immagine e parola, alla decisione estrema di mantenere segreta un'opera per più di venti anni e rivelarla al pubblico solo dopo la propria morte. Una biografia che è anche riflessione sui processi di significazione dell'arte del XX secolo.

L'Italia e l'Africa. Strategie e visioni dell'età postcoloniale (1945-1989)
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Borruso, Paolo

L'Italia e l'Africa. Strategie e visioni dell'età postcoloniale (1945-1989)

Laterza, 15/11/2024

Abstract: L'impero coloniale italiano è crollato con la Seconda guerra mondiale, molto prima rispetto a quelli delle grandi potenze europee. Paradossalmente, proprio questa decolonizzazione 'precoce' ha consentito all'Italia un impegno, sul piano politico e diplomatico, in termini non più di soggezione ma di partenariato. La creazione dell'associazione euro-africana, prevista dai Trattati di Roma del 1957, è stata un'occasione per giocare un ruolo ponte e acquisire una fama inedita presso i paesi di nuova indipendenza. A interagire con queste prospettive fu anche la Chiesa cattolica. Le aperture del Concilio Vaticano II – cui partecipò per la prima volta una visibile rappresentanza africana – e le attenzioni manifestate da papa Paolo VI con i suoi viaggi in Africa, impressero una spinta decisiva alle proiezioni africane dell'Italia. In questo quadro entrarono in gioco nuovi soggetti della società civile, come l'associazionismo cattolico e laico e le reti missionarie, che contribuirono alla maturazione, nella società italiana, di una sensibilità e di un variegato slancio solidaristico.Tutto questo si esaurisce con il 1989: la fine del mondo bipolare e, sul piano interno, la dissoluzione di assetti politici e il crescente fenomeno immigratorio, aprono una stagione di forti spinte introspettive e 'afropessimiste'. Si incrina, così, quella proiezione unitiva che aveva animato visioni e strategie sul piano politico e a livello collettivo, isolando l'Italia e condizionando gli sviluppi di un'eredità storica di lungo periodo.

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.
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Canfora, Luciano

La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C.

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Raccontare una guerra significa in primo luogo ricercarne le origini. Se le propagande hanno sempre le idee chiare e distribuiscono, con ilare incoscienza corruttrice, torti e ragioni, gli storici hanno il compito di scavare nel profondo e di risalire – se l'obiettivo è capire – "quanto possibile indietro nel tempo". Èquanto fa Luciano Canfora nella ricostruzione di quella che Tucidide definì la "grandissima guerra", un conflitto che durò ben più di trent'anni e logorò prima Atene e poi Sparta.La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnò contro i 'barbari', contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L'oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra – scrisse Tucidide – era inevitabile.Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d'Asia e con la risposta, vent'anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la "pace del Re". Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui l'aiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finché non affiorò alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definì la guerra tra Sparta e Atene "suicidio della Grecia classica". Una vicenda esemplare.

Perché la guerra
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Flores, Marcello - Gozzini, Giovanni

Perché la guerra

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Da sempre gli uomini combattono. Da sempre le guerre segnano la storia. Ma le guerre non sono sempre state la stessa cosa, si sono trasformate e con esse le ragioni per le quali gli uomini combattono. E conoscere la storia ci può aiutare a capire come possiamo fare la pace e renderla duratura.La domanda "perché la guerra" è tornata prepotente. Gli storici hanno una risposta semplice: le guerre sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Ma anche le paci sono sempre esistite e quindi sempre esisteranno. Questo libro cerca una risposta nei fatti: è in aumento il numero di conflitti armati e di vittime di guerra? Sì, in cifra assoluta (ma di poco), no, in rapporto al numero crescente di stati e di abitanti della Terra. Le guerre sono cambiate. È aumentato il numero di attori non statali come Hamas e i separatisti filorussi del Donbass in Ucraina. E le guerre si sono imbastardite: solo raramente sono scontri campali tra eserciti, più spesso si fa uso di missili, droni, attentati contro civili. Per questo ci fanno ancora più paura. Non cambia invece la sostanza: le guerre sono frutto di decisioni politiche di uomini contro altri uomini. Non sono il prodotto ineluttabile di una natura umana malvagia. Siamo capaci di guerra e di pace. Dipende dalle circostanze: c'è stato un periodo di pace sostanziale subito dopo la fine della Guerra Fredda, grazie alle operazioni di peacekeeping condotte dai caschi blu dell'ONU. Potremmo e dovremmo farlo anche oggi.Questa è la via maestra, forse l'unica, per un pacifismo che non voglia limitarsi alla salvezza farisaica della propria anima. 

L'alba della storia
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Barbujani, Guido

L'alba della storia

Laterza, 15/11/2024

Abstract: Quando l'umanità ha cominciato a coltivare i campi e addomesticare gli animali è cominciata una storia diversa, che è ancora la nostra. Da allora l'ambiente in cui viviamo, il cibo che mangiamo, il nostro aspetto e la nostra struttura sociale non sono stati più gli stessi.Passando dallo studio del DNA a quello delle lingue, dagli scavi archeologici alle manipolazioni genetiche, e anche attraverso il racconto di alcune storie esemplari, Guido Barbujani ci porta indietro nel tempo fino a 10.000 anni fa, alla rivoluzione neolitica.Diecimila anni fa, nella preistoria, si sono messe in moto trasformazioni che ancora ci riguardano, che ancora influenzano il nostro modo di lavorare, di vestirci, di mangiare, di confrontarci con gli altri membri della nostra comunità. È una rivoluzione che ha cambiato anche l'ambiente intorno a noi e le nostre relazioni con piante e animali, tanto che il DNA – sia il nostro, sia quello di molti animali e piante – ne è uscito diverso. Si chiama rivoluzione neolitica: il momento in cui, più che in qualunque altro, biologia e cultura si sono intrecciate, influenzandosi a vicenda e producendo la nostra storia. È stato allora che un'umanità in precedenza sempre affamata ha cominciato a produrre il cibo di cui aveva bisogno, e quindi a crescere e a diffondersi sul pianeta. Nel giro di qualche millennio la rivoluzione è arrivata ovunque, sulle gambe dei rivoluzionari che dalla Mezzaluna fertile, dalla Cina, dall'America centrale e dalle Ande hanno esportato in tutto il mondo i propri geni, le piante coltivate e gli animali allevati. Abbiamo iniziato ad abbattere foreste, per farne campi e pascoli, modificando il paesaggio; abbiamo smesso di essere nomadi, costruendo villaggi e poi città dove ha preso forma la nostra società, anche in certi suoi aspetti che sembrerebbe difficile collegare alla preistoria. Ma è così: se oggi in Europa molti digeriscono il latte, se abbiamo la pelle chiara e parliamo lingue che si somigliano, è grazie alle migrazioni neolitiche. E non è tutto: abbiamo cominciato a modificare geneticamente piante e animali proprio allora e non abbiamo mai smesso. Ripensarci – oggi che la consapevolezza è cresciuta – ci permette di ragionare più lucidamente su costi e benefici della moderna ingegneria genetica. Allo stesso modo, ricordare come per millenni l'umanità si sia ripetutamente spostata e rimescolata può aiutarci a osservare con meno ansia le trasformazioni che la nostra società sta attraversando, e a spegnere qualche allarme ingiustificato.

Leggere in biblioteca
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Solimine, Giovanni

Leggere in biblioteca

Editrice Bibliografica, 08/11/2024

Abstract: Da alcuni anni la Fondazione Bellonci e la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) conducono indagini su cosa si legge in biblioteca. L'obiettivo è quello di superare il livello di conoscenza consentito dalle statistiche finora disponibili e da altri studi sulle biblioteche pubbliche italiane, che si limitano a fornirci dati quantitativi sul numero degli utenti o sul numero di prestiti effettuati e, tutt'al più, a offrire una panoramica sulle tipologie di pubblicazioni maggiormente richieste, senza entrare nel merito degli autori e dei titoli su cui si concentrano le preferenze del pubblico. Questo studio di Giovanni Solimine, grazie ai dati inediti ai quali attinge, offre una prospettiva nuova e più approfondita sugli acquisti effettuati dalle biblioteche, sui titoli scelti dai gruppi di lettura, sui libri più prestati anno per anno attraverso i dati di diversi sistemi bibliotecari, per terminare con un'indagine sull'uso di e-book e audiolibri e di come questi supporti stiano modificando i comportamenti e le scelte delle biblioteche e dei cittadini che le frequentano.

L'archivio aumentato. Tempi e modi di una digitalizzazione critica
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Valacchi, Federico

L'archivio aumentato. Tempi e modi di una digitalizzazione critica

Editrice Bibliografica, 08/11/2024

Abstract: Il tempo è un'entità relativa. Il tempo delle tecnologie è uno di questi modelli matematici astrusi: è incalzante, accattivante e, alla fine, devastante. Forse, però, è possibile usare la categoria di tempo o, meglio, di tempi, per capire se alla ragion digitale si può muovere una critica sensata. È possibile, cioè, rimodulare l'attesa ansiogena della nuova diavoleria di turno e riportare il ragionamento su tempi che non siano quelli prodigiosi delle macchine? L'autore sostiene che si tratta prima di tutto di un problema di etica applicata alla crescente automazione. La riflessione proposta intende sviluppare un pensiero consapevole che sappia anche dire qualche no, che cerchi di rallentare flussi sperimentali che non hanno soluzione di continuità. L'archivistica in questo senso è un microcosmo significativo, dove i valori a cui si ispira danno sostanza alla conoscenza critica che è il carburante di qualsiasi competenza applicata e rappresenta lo sforzo di tenere insieme le parole, comunque e ovunque esse si manifestino. Se la concepiamo così, tutte le nostre tecniche, i nostri metodi e anche le nostre paure possono assumere un rilievo diverso. Il lavoro quotidiano magari non cambierà ma gli potremo riconoscere un senso ulteriore, che non si ferma ai dati ma si spinge dentro la realtà che quei dati si ostinano a rappresentare.

I conquistatori dell'inutile. Dalle Alpi all'Annapurna
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Terray, Lionel - Gobetti, Andrea - Ferrari, Marco Albino

I conquistatori dell'inutile. Dalle Alpi all'Annapurna

Hoepli, 08/11/2024

Abstract: Pubblicato dall'editore parigino Gallimard nel 1961, 'Les conquérants de l'inutile' riceve l'immediato favore di un pubblico vastissimo, non solo per la fama internazionale del suo autore – il più grande alpinista francese del momento – ma per la qualità letteraria rivelata in pagine inaspettatamente sofferte, sincere e originali.Lionel Terray partecipa alle più importanti spedizioni extraeuropee. Le sue conferenze sono affollatissime. I film che lo vedono protagonista – sia documentari sia a soggetto – vincono le prime edizioni del Festival di Trento.Negli anni Cinquanta, Terray è una stella delle alte quote, quando iniziano a essere viste con occhi nuovi, entusiastici, e i volti degli scalatori appaiono sulle copertine dei settimanali di grande tiratura.Un clima culturale che esce vivido dalle pagine di questa autobiografia "antieroica", grande classico della letteratura di montagna dal titolo provocatorio e allo stesso tempo elegiaco.Conquistare l'inutile è l'apparente dichiarazione di un fallimento. Che in realtà nasconde il gesto nobile di un agire gratuito, lontano dalle logiche quotidiane. Solo grazie a quell'inutile si può mettere a rischio la vita, si possono affrontare fatiche immani.Si può arrivare al limite, per toccare una cima.

L'ombra di Artemisia
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Cohen, Maurizio

L'ombra di Artemisia

Vallecchi - Firenze, 08/11/2024

Abstract: Jenny, giovane attrice alla sua prima esperienza come protagonista, sta girando un film sulla vita della pittrice Artemisia Gentileschi che, all'inizio del Seicento, in una Roma ricca di straordinari fermenti culturali e allo stesso tempo soggetta alle dure regole dell'inquisizione, fu violentata da un amico del padre, suo insegnante di pittura. Durante le riprese, la sera dell'otto marzo, anche Jenny, tornando a casa, viene aggredita e violentata da tre giovani della Roma "bene", che vengono poi arrestati. Ancora sotto shock, la ragazza si ritrova nella paradossale situazione di dover affrontare due processi: la mattina in tribunale quello per direttissima per lo stupro vissuto sulla sua pelle e il pomeriggio quello di Artemisia riprodotto sul set. Così, poco alla volta il personaggio della pittrice diventa per Jenny una sorta di ossessione, e le due donne, superando qualsiasi vincolo temporale, instaurano un rapporto ricco di emozioni e complicità ma anche di forti incomprensioni, che finisce per minacciare la stabilità psicologica della già fragile Jenny. L'ombra di Artemisia un racconto sulla violenza e la fragilità umana, in cui le vicende degli abusi subiti da due donne si sovrappongono e si riflettono l'una nell'altra per dimostrare che nel corso della Storia e dell'umanità nulla cambia e tutto si ripete: Jenny e Artemisia non possono che restare vittime dei costumi e delle distorsioni dei propri tempi.

Apocalisse Z
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Loureiro, Manel

Apocalisse Z

Tea, 08/11/2024

Abstract: Ha trent'anni. È un avvocato. Vive in una cittadina della Galizia. Come tutti, apprende la notizia dalla televisione: in una piccola repubblica del Caucaso, un gruppo di guerriglieri ha preso d'assalto una base militare russa. Un atto terroristico in una delle zone più turbolente e instabili del pianeta? Così sembra. Ben presto, però, s'insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa di irrefrenabile. Un'esplosione atomica? Un virus? Tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell'Unione Europea fanno lo stesso. Intere città vengono isolate e messe in quarantena. Entra in vigore la legge marziale. Ma è tutto inutile. Ormai niente è più come prima. Non c'è elettricità, manca l'acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie. Ha trent'anni. È un avvocato, vive in una cittadina della Galizia. E forse è l'unico sopravvissuto all'Apocalisse Z'

Il mago del tempo. Una storia di Natale
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Pellai, Alberto

Il mago del tempo. Una storia di Natale

Nord-Sud Edizioni, 08/11/2024

Abstract: Un tempo ad Albero Verde l'attesa del Natale era palpabile: decorazioni e ghirlande addobbavano ogni angolo e i bambini facevano a gara per realizzare la letterina più graziosa e originale da inviare a Babbo Natale. Da quando il mago del tempo è diventato sindaco del paese però tutto è cambiato: per questo ambiguo individuo ogni secondo deve essere finalizzato a un'azione, a qualcosa da fare, da imparare, da produrre. Il suo motto è "Il tempo è denaro e chi lo perde… paga". Così ad Albero Verde nessuno ha più un attimo da perdere, per paura delle sue terribili multe. Tutti gli abitanti sono così presi, così impegnati, così travolti dal milione di cose da fare che non hanno modo di prepararsi al Natale come facevano un tempo...e, cosa ancora più triste, questa frenesia sembra aver contagiato anche tutti i bambini e le bambine del paese. Tutti tranne Nicola, che continua a sognare a occhi aperti, coltivare con serenità i suoi hobby e scrivere meravigliose letterine da far recapitare a Babbo Natale. Gli sforzi di questo coraggioso bambino saranno sufficienti a preservare la magia del Natale o la nuova condotta degli abitanti farà sì che Babbo Natale si dimentichi di Albero Verde nella notte più magica dell'anno?

Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler
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Parente, Massimiliano

Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler

La nave di Teseo +, 15/11/2024

Abstract: Più pop di Andy Warhol, più eccentrico di Salvador Dali, più geniale di Marcel Duchamp, Max Fontana, "il più grande artista del mondo" secondo alcuni critici, arriva al successo per caso, a quarant'anni, con un gesto casuale, proprio il giorno in cui aveva deciso di togliersi la vita sentendosi un fallito. Da quel momento si trasforma: capelli verdi dal taglio hitleriano, cappotto stile nazi, Nike Shox ai piedi, non c'è colpo che non mandi a segno. Inavvicinabile come una rockstar, capriccioso come una diva di Hollywood, spiazzante e provocatorio per il puro gusto di esserlo, arriva perfino a indicare in Adolf Hitler un modello artistico da ammirare. Nella sua nuova esistenza da cinica pop star conserva, però, anche un lato tenero: la piccola Martina, una compagna di vita che, impossibilitata a parlare, comunica usando il linguaggio dei segni. Ma Max Fontana è davvero questo formidabile genio? O è solo un furbo truffatore? O addirittura un killer? E soprattutto: perché è scomparso? Sì, perché dopo essere stato protagonista di sensazionali performance tra Roma e Parigi, New York e Las Vegas, e dopo essersi fatto beffe di colleghi, critici, galleristi e giornalisti, qualcosa è andato storto, e lui è stato costretto, suo malgrado, a indossare i panni del fuggitivo. Braccato da mezzo mondo, ha dovuto lanciarsi in una fuga via via più incalzante, disperata e piena di poesia. Fino al capolinea, naturalmente da artista. Anzi, da più grande artista del mondo.

La contesa su Picasso
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Ferrario, Rachele

La contesa su Picasso

La Tartaruga, 15/11/2024

Abstract: È il 1953. Dopo una guerra devastante di cui si vedono ancora gli strascichi, per la prima volta due donne – Fernanda Wittgens e Palma Bucarelli – sono alla guida dei musei più importanti d'Italia: la Pinacoteca di Brera a Milano e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma. Il loro obiettivo comune è tornare a parlare di bellezza e riportare la gente nei musei. Picasso è l'artista giusto per farlo, dopo essere diventato il simbolo dell'arte civile del Novecento e averne trasfigurato tutto l'orrore in Guernica. La contesa tra Wittgens e Bucarelli, attorno a Picasso ma non solo, è intellettuale, filosofica, artistica. La loro capacità di trattare con il potere e di affrancarsene al momento giusto, quando l'incombere del fascismo le pone di fronte all'imperativo etico di salvare vite umane e di difendere il patrimonio artistico, le rende protagoniste di una stagione funestata dai venti ostili della politica ma carica di ideali. Wittgens e Bucarelli si osservano da vicino e articolano la loro visione del mondo e il rapporto con nemici e alleati in una grande "assonanza silenziosa". Il racconto di Rachele Ferrario non romanza la loro vita perché è la loro vita a spingere costantemente verso il romanzo: c'è qualcosa di essenziale in queste pagine, un'eredità tangibile in cui una donna ha affrontato il carcere e l'altra l'ha rischiato, accettando il pericolo di sparire per sempre pur di difendere un'idea di progresso.

La cultura è di tutti
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Greco, Christian - Dubini, Paola

La cultura è di tutti

Egea, 15/11/2024

Abstract: Affermare che "la cultura è di tutti" può suonare demagogico o ambiguo. Significa forse che la cultura deve farsi prodotto da consumare in un eterno presente, dimenticando la dimensione di racconto che ci riconnette al passato? E poi qual è il confine fra "di tutti" e "di nessuno"? Se sulla carta, a partire dall'art. 9 della Costituzione, la cultura è di tutti, le statistiche dimostrano che nei fatti resta invece nella testa, nel cuore e nel portafoglio di pochi.Nelle pagine di questo dialogo, gli autori – diversi per formazione, età, genere e percorso professionale, ma uniti da una comune sensibilità – provano a dare significato alla provocazione che dà titolo al libro, intrecciando riflessioni che toccano, tra l'altro, la rilevanza della cultura materiale in un'epoca sempre più digitale, il rapporto tra discipline in apparenza lontane ma che proprio insieme sviluppano conoscenza, l'importanza di coinvolgere la comunità in un'ottica di inclusione e accessibilità – fisica, intellettuale ed economica – di un patrimonio che deve essere vissuto come di tutti noi.

Farla finita con Eddy Bellegueule
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Louis, Édouard - Romani, Annalisa

Farla finita con Eddy Bellegueule

La nave di Teseo, 15/11/2024

Abstract: "Sono andato via correndo, all'improvviso. Giusto il tempo di sentire mia madre dire Ma che fa quell'imbecille adesso? Non volevo restare accanto a loro, mi rifiutavo di condividere quel momento coi miei. Ero già lontano, ormai non facevo più parte del loro mondo, la lettera lo diceva. Sono andato nei campi e ho camminato buona parte della notte, il fresco del Nord, la strada sterrata, l'odore di colza, tanto intenso in quel periodo dell'anno. Ho dedicato tutta la notte a elaborare la mia nuova vita lontano da lì." In realtà la ribellione contro i miei genitori, contro la povertà, contro la mia classe sociale e il suo razzismo, la sua violenza, i suoi riti, sono venuti dopo. Perché prima della mia rivolta contro il mondo della mia infanzia, è stato il mondo della mia infanzia a rivoltarsi contro di me. Troppo presto, infatti, sono diventato per la mia famiglia e per gli altri un motivo di vergogna, persino di disgusto. Non ho avuto altra scelta che scappare. E questo libro è il mio tentativo di comprendere.É. L. Eddy Bellegueule è nato in un piccolo centro tra le campagne e i boschi del nord della Francia, viene da una famiglia della classe operaia ed è cresciuto in un ambiente sociale duro, grezzo e spesso violento. Ma Eddy è diverso dal padre, dai fratelli e dagli altri "veri uomini" del paese e, per quanto si sforzi, non riesce a essere come loro. È un bambino sensibile, affascinato dal teatro, dai vestiti della sorella e dalla bellezza, ovviamente, tutto questo fa di lui un diverso, e un bersaglio. Édouard Louis racconta in questo romanzo le sfide che ha dovuto superare per riuscire a emanciparsi da una vita che sembrava già decisa, ma da cui è riuscito a fuggire grazie alla sua intelligenza, la sua determinazione e la sua passione.

Storia di Venezia
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Norwich, John Julius - Sparagni, Aldo

Storia di Venezia

Sellerio Editore, 11/05/2025

Abstract: Torna in libreria uno dei libri più amati di John Julius Norwich, 'Storia di Venezia', di cui pubblichiamo il primo volume che narra la storia di questa straordinaria città dalla sua fondazione nel quinto secolo al 1400. Un'opera esauriente, ricca di fonti, ben documentata, scritta con la consueta gioia narrativa che i lettori di Norwich hanno amato nei suoi precedenti libri.

Come un giorno di sole in panchina
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Maarouf, Mazen - Teresi, Barbara

Come un giorno di sole in panchina

Sellerio Editore, 11/05/2025

Abstract: Attraverso gli occhi e le parole di bambini e adolescenti, in questi nuovi racconti Maarouf ci trascina con sé nel suo Libano e in Medio Oriente, mostrandoci una realtà che è al contempo dolorosa e stupefacente.