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Raccontami una storia speciale
Einaudi, 19/11/2013
Abstract: "Divakaruni è una magnifica scrittrice: illumina il mondo con la sua abilità artistica e scuote il lettore con la forza del suo sentimento". Junot Diaz *** "Raccontami una storia speciale abbatte il muro che divide i personaggi e le culture: ciò che resta è un coro di voci in un'unica stanza". Jhumpa Lahiri *** Abbiamo tutti una storia da raccontare. "Non credo che nessuno possa trascorrere la vita senza che gli capiti almeno una cosa speciale", dice Uma ai suoi compagni di viaggio. Ma è un viaggio da fermi quello che la ragazza e altre otto persone sono costrette a compiere. Si sono incontrati per caso solo poche ore prima, in una sala d'attesa nell'ufficio consolare di una città americana: a parte il funzionario e la sua segretaria, sono tutti lì per ottenere un visto per l'India. Devono partire - chi tornare a casa, chi fuggirne, ognuno comunque in cerca di un nuovo inizio - quando all'improvviso il terremoto scuote l'edificio facendolo crollare: "fu come se un gigante avesse appoggiato le labbra sulle fondamenta e si fosse messo a urlare". Così quelli che dovevano essere viaggiatori per l'Oriente si ritrovano intrappolati tra le pericolanti mura di uno stanzino, con il rischio che il soffitto crolli da un momento all'altro, l'acqua invada i locali o una fuga di gas faccia esplodere tutto. Una nonna cinese che ha vissuto tanti anni in India e la sua nipotina punk e occidentalizzata, una coppia di bianchi unita più dalle reciproche debolezze che dall'amore, un giovane musulmano in cerca di risposte e un veterano ancora ossessionato dalle domande, due colleghi infedeli e Uma, una studentessa universitaria che sta preparando un esame sui Racconti di Canterbury... E proprio Uma ha un'idea: perché ognuno non racconta la propria storia, anzi la storia di una cosa speciale che è accaduta nella loro vita? Un racconto, la condivisione di un segreto, tiene lontana la paura, allontana la tenebra, scioglie le tensioni e raccoglie le persone. Questo, per la Divakaruni, fanno le storie: salvano la vita. Le doti narrative dell'autrice della Maga delle spezie intessono un romanzo in grado di aggiornare alla modernità e alle sue catastrofi i miti e i riti della tradizione.
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Einaudi, 30/04/2013
Abstract: Chi è lo sconosciuto in grado di tenere testa al grande Czentovic, il campione del mondo di scacchi? Dice il vero, quando sostiene di non giocare da più di venti anni? Quale mistero nasconde in realtà quest'enigmatico giocatore? Scritto pochi mesi prima che Zweig si suicidasse nella città brasiliana di Petrópolis, Novella degli scacchi è una inquietante favola, "un piccolo contributo - come sostiene con dolorosa ironia il protagonista - a questa nostra epoca così grande e soave". *** "Fra i due si instaurò di colpo un rapporto diverso; una pericolosa tensione, un odio appassionato. Ormai non erano più due persone che volevano mettere alla prova la propria perizia nel gioco, erano due nemici che avevano giurato di distruggersi a vicenda".
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Einaudi, 26/03/2013
Abstract: Questa antologia offre un'idea complessiva del pensiero di Gramsci attraverso una selezione operata dalle edizioni critiche dei testi gramsciani pubblicate da Einaudi: comprende scritti giornalistici, lettere e stralci dei Quaderni del carcere. Si è scelto di seguire il nucleo principale del pensiero gramsciano, che si sviluppa lungo l'intreccio fra storia, politica e filosofia. Ne scaturisce il profilo di un classico del pensiero politico del Novecento, che ha messo a fuoco in modo esemplare i mutamenti del mondo nella prima metà del secolo passato, offrendo una interpretazione originale dei principali eventi storici e delle tendenze che annunciavano il futuro: la Grande Guerra, l'irrompere delle masse operaie e contadine sulla scena mondiale, la Rivoluzione russa, il fascismo, la Grande Depressione, l'"americanismo" e lo stalinismo. Gramsci però non è solo un interprete, ma anche un uomo politico, che interroga la storia mondiale in un'epoca di crisi, guerre e rivoluzioni; che scruta il "mondo grande e terribile" per ricavarne un programma politico per l'Italia, precipitata nella notte del fascismo, e per cambiare il corso del comunismo internazionale. La storia d'Italia e il modo di innestarvi le onde del mutamento provenienti dalla Rivoluzione russa e dall'emergere del "secolo americano" costituiscono perciò il filo conduttore delle pagine scelte per avvicinare nuovi lettori al suo pensiero, stimolarne la curiosità e invogliarli ad approfondire la conoscenza di tutta la sua opera.
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Einaudi, 09/07/2013
Abstract: Il ventenne gentiluomo veneziano, appassionato di astronomia e matematica, e l'astrologo turco si assomigliano come fossero fratelli gemelli. Si guardano con sospetto ma per anni vivono a stretto contatto impegnati nelle piú svariate ricerche scientifiche: studiano i fuochi d'artificio, progettano orologi e discutono d'astronomia, biologia e ingegneria. Insieme riescono a debellare un'epidemia di peste. Trascorrono molto tempo raccontandosi la propria vita. Il sultano Maometto IV (1648-87) affida loro la costruzione di una potente macchina da guerra, ma durante la disastrosa guerra in Polonia il marchingegno non funziona. L'unione si spezza e solo uno dei due "gemelli" tornerà in Turchia... Ma quale? Un romanzo che è metafora del legame tra Oriente e Occidente.
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Einaudi, 25/09/2012
Abstract: Valter si burla del mondo perché da sempre è abituato a perdere. Pensa che il mondo debba chiedergli scusa. Ma quando una malattia lo porta a un'odissea senza fine nel dolore, sente che invece è lui a dover chiedere scusa a tutti. Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell'ingiustizia senza rimedio e spiegazione. E allora la sua caduta e rinascita diventano il tentativo di risarcire ognuno per la misera condizione di essere umano di fronte al potere spesso crudele della natura. Ma anche un'indimenticabile dichiarazione di speranza. Un romanzo nudo e limpido come una pietra preziosa, che scopre il lato comico della vita nel luogo piú impensato: nel piú estremo dolore.
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Einaudi, 27/08/2013
Abstract: Edward Hinde è stato uno dei piú temibili serial killer degli anni Novanta. Ora, grazie a Sebastian Bergman, è rinchiuso nel penitenziario di Lövhaga. Hinde uccideva seguendo precise modalità, le stesse usate per le tre donne rinvenute sgozzate negli ultimi mesi. Un copycat, dunque, un assassino che ne emula un altro e sceglie le proprie vittime secondo un criterio che viene alla luce soltanto dopo un quarto delitto: tutte sono state amanti di Sebastian Bergman. Nonostante l'angoscia e i sensi di colpa che lo attanagliano Sebastian non ha dubbi: il copycat è guidato da Hinde. È Hinde che, manipolando il "discepolo", scrive la trama della propria vendetta contro l'uomo che l'ha mandato in carcere. Ma come fa? Per rispondere a queste domande Sebastian dovrà mettere in gioco la propria vita e, ancor peggio, la vita della figlia. *** "Sebastian trasse un sospiro. Non riusciva a decidere cosa fosse peggio: essere trattato come un lattante appena svegliato da un sonnellino piú che meritato, oppure la sensazione di affettuosità neoromantica che Ellinor emanava. Di certo la seconda. Già durante la breve passeggiata fino al suo appartamento aveva intuito che sarebbe potuta finire cosí. Gli aveva preso la mano. Gliel'aveva stretta. Per tutto il tragitto. Come lo stereotipo di una coppia di innamorati a zonzo per le vie di Stoccolma in una notte d'estate. Cinque ore dopo essersi visti per la prima volta. Era spaventoso. Sebastian aveva riflettuto se chiuderla lí e ringraziarla per la compagnia, ma alla fine si era detto che aveva speso troppo tempo e troppe energie per ritirarsi prima di ottenere ciò di cui era in cerca. Di cui aveva bisogno".
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Einaudi, 05/03/2013
Abstract: Tra i tantissimi ammiratori di Joe R. Lansdale esiste uno "zoccolo duro" che, pur amando tutta la produzione del grande texano, ha sempre avuto un debole per la serie di romanzi che hanno per protagonisti Hap (bianco, liberal e donnaiolo) e Leonard (nero, conservatore e gay). Da Una stagione selvaggia a Sotto un cielo cremisi, i due detective dai metodi a volte spicci ma dall'etica (a loro modo) immacolata sono passati per ogni sorta di avventura, uscendone spesso malconci, sempre ilari e innamorati della loro vita e del loro mondo. La stessa cosa che accade in queste tre novelle: Le iene, Veil in visita e Una mira perfetta. Altrettanti gioielli, nei quali Hap e Leonard devono vedersela con una banda di rapinatori senza scrupoli, con la Dixie Mafia, con gli spacciatori di crack. E con la legge, sempre meno propensa a tollerare che i casi loro assegnati finiscano regolarmente in una ridda di liti, scazzottate, sparatorie.
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Einaudi, 19/11/2013
Abstract: Cosa accade quando la bugia di un padre, proprio lui che dovrebbe dare il buon esempio, viene smascherata davanti ai figli? E cosa si prova nello scoprire che la faccia del nemico può essere quella di chi hai generato? E poi: ma un padre deve per forza volere che il suo bambino sia il piú bravo di tutti? Magari con tuo figlio riesci a parlare solo con brevi comunicazioni di servizio appiccicate sul frigorifero ("A che ora devo accompagnarti in piscina?", "Ho lasciato il pollo nel forno", "Anche oggi un'altra nota?") cercando di tenere a bada l'ansia e far passare fra le righe prima di tutto l'affetto. Di fronte ai figli solo immaginati non c'è bisogno di ricalibrare costantemente le proprie aspettative, o di reinventarsi ogni giorno. Nella vita, invece, per parare i colpi sferrati da chi ha il tuo stesso corredo genetico non basta sentirsi "l'ultimo uomo sveglio in una terra in catalessi" e passeggiare di notte in corridoio tenendo in braccio un fagotto inquieto. Né basta fare il tifo insieme agli altri genitori durante la gara di nuoto. Prima o poi arriverà il momento in cui il confronto sarà inevitabile, costringendoti a scoprire ciò che in fondo hai sempre temuto: un figlio ti è alleato e rivale in parti uguali. Per questo motivo fanno parte di Scena padre soltanto scrittori che genitori lo sono davvero, nella pratica dei giorni. Il che significa inciampare continuamente nello scarto tra la potenza del generare e l'impotenza dell'allevare, e provare allora ad affinare la creatività e l'ironia. Perché "un padre è un traghetto impossibile", uno strumento che la vita usa per trasmettersi. "Quel che vuoi è che stiano bene, che crescano sereni e non manchi loro mai nulla, che abbiano una vita giusta, degna e possibilmente felice, ma soprattutto vuoi salvarli. Perché è questo, al di là di tutto quello che gli mettiamo addosso, che l'amore significa. Ed è allora che capisci che non basta fare un figlio, bisogna adottarlo". *** "Io, trepidante, gli chiedo: - Ma com'è? com'è, avere un figlio? Lui si avvicina alla scrivania, con un braccio teso spazza via tutto. - Cosí, - dice. - È cosí. Non resta niente. Niente di prima, intendo. È un disastro, il piú splendido disastro che ti possa accadere".
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Einaudi, 19/11/2013
Abstract: Affascinato da un ambiguo Autoritratto, lo storico dell'arte Leo Hertzberg lo acquista e ne rintraccia l'autore, William Wechsler, un artista con "la pelle molto scura per essere un bianco, gli occhi verdi dal taglio asiatico". È l'inizio di un'indissolubile amicizia. Sullo sfondo di una New York ricca e colta, le esistenze dei due uomini si intrecciano inestricabilmente in un sodalizio che legherà le loro mogli, amanti, figli per oltre vent'anni. Anni in cui ci si sposa, ci si tradisce, ci si lascia, ci si risposa, si fanno bambini. Tutto sembra perfetto. Poi... Una lacerante tragedia e un subdolo enigma colpiscono le loro vite e il destino di ognuno viene mutato per sempre.
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Einaudi, 12/03/2013
Abstract: A Roger Brown non manca nulla. Ha un lavoro rispettabile come cacciatore di teste per le grandi multinazionali e un hobby segreto, i furti d'arte, grazie ai quali foraggia lo spropositato stile di vita che conduce. E non appena gli viene presentato Clas Greve, proprietario di un meraviglioso Peter Paul Rubens, un dipinto andato disperso durante la Seconda guerra mondiale, comincia immediatamente ad accarezzare l'idea del colpo. Ma niente in questa storia va mai come previsto. E nell'appartamento di Greve, Roger Brown trova sí il prezioso Rubens, ma anche qualcosa che non cercava affatto. E ben presto appare evidente che lo scaltro cacciatore di teste altro non è che una povera preda... *** "Un libro che dovete leggere assolutamente. A confronto, Ellroy sembra un boy-scout ed Ellis uno scolaretto". Helsingin Sanomat
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Einaudi, 25/09/2012
Abstract: Mai come negli ultimi decenni il turismo è diventata un'attività che si nutre di immagini e di immaginari. Viviamo in una società fortemente mediatizzata, che produce un'enorme quantità di immagini finalizzate alla conoscenza e al consumo di luoghi e persone, che diventano patrimonio condiviso delle varie "comunità" turistiche e si trasformano via via in una sorta di icone. Partendo da approcci disciplinari diversi ma convergenti, come quello dell'antropologia culturale e della geografia, Marco Aime e Davide Papotti, basandosi su un percorso teorico supportato dall'analisi di casi esemplari, mettono in luce alcuni dei meccanismi che portano alla costruzione degli immaginari relativi a luoghi, spazi, eventi e dimensioni di vita esotiche. Immagini e immaginari che condizionano fin da prima della partenza ogni forma di incontro con la diversità, sia essa di carattere naturalistico- ambientale, sia invece di tipo etnico-culturale, e che determinano il nostro rapporto con l'altro e con l'altrove, perpetuandosi e riproducendosi in una sorta di circolo autoreferenziale.
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Einaudi, 12/11/2013
Abstract: Walt è un povero orfano senza futuro nella St. Louis degli anni Venti, ma possiede un dono naturale, e trova qualcuno deciso a sfruttarlo. Maestro Yehudi, mezzo stregone e mezzo ciarlatano, è l'ebreo ungherese che in anni di duro tirocinio gli insegnerà la meravigliosa arte di volare facendo di lui un'attrazione da circo. Nelle sue peregrinazioni il bambino volante si ritrova tra incursioni del Ku Klux Klan, storie di gangster, giocatori di baseball e, nella Chicago degli anni Trenta, finisce con l'aprire un locale destinato a diventare famoso, il Mr Vertigo. Finché un giorno Walt ritorna normale e smette di essere un fenomeno. Ed è allora che il destino si compie in tutta la sua grandezza: riconoscendo nella storia di Dizzie Dean, campione in declino che non sa smettere di giocare, la propria storia, Walt comprende che importante non è solo volare, ma anche capire quando si deve tornare a terra e vivere con dignità la vita di ogni uomo, del piú anonimo e banale degli uomini.
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Einaudi, 07/05/2013
Abstract: Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi. Sullo sfondo dell'Italia di oggi, corrotta e criminale, quattro donne molto diverse tra loro decidono di ribellarsi al destino imposto da uomini sbagliati. Per riscattare le loro vite dovranno diventare Le Vendicatrici. Ksenia è venuta da molto lontano per inseguire il sogno del principe azzurro ed è sprofondata nell'incubo della "tratta delle spose". Ha solo un modo per liberarsi da quell'inganno e tornare a vivere: sfidare i suoi persecutori. Un'impresa impossibile, se sei sola, ma non se ad aiutarti intervengono Luz la colombiana, Eva la profumiera e la misteriosa, feroce Sara. L'amicizia le rende piú forti. L'amore le rende spietate.
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Einaudi, 12/11/2013
Abstract: "Tutti i testi qui raccolti trattano problemi molto generali e sono (o meglio vorrebbero essere) elementari. Sono stati scritti per il pubblico che s'interessa di politica, non per gli addetti ai lavori. Sono stati dettati da una preoccupazione essenziale: far discendere la democrazia dal cielo dei principî alla terra dove si scontrano corposi interessi. Ho sempre pensato che questo sia l'unico modo per rendersi conto delle contraddizioni in cui versa una società democratica e delle vie tortuose che deve seguire per uscirne senza smarrirvisi, per riconoscere i suoi vizi congeniti senza scoraggiarsi e senza perdere ogni illusione nella possibilità di migliorarla". Norberto Bobbio
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Einaudi, 23/04/2013
Abstract: È questo un libro sulla differenza femminile. Simone, Rachel, Hannah sono tre donne, diversamente grandi, che con il loro sguardo hanno illuminato le tenebre del Novecento e hanno saputo leggere il mondo. Tutte e tre hanno vissuto gli stessi anni di guerre, totalitarismi e barbarie. Hanno affrontato le tempeste e i momenti piú bui senza mai sottrarsi alla riflessione, all'impegno e alla ribellione. Simone e Rachel si sono sfiorate, Rachel e Hannah appena incontrate, eppure un forte quanto esile filo rosso ha intessuto la trama dei loro destini. Tutte e tre si sono confrontate con i grandi temi della violenza e del potere, ognuna secondo la propria indole e mettendo in campo la propria biografia. Simone, Rachel, Hannah hanno scritto e trattato i propri testi come se fossero sogni, scritture della mente e del cuore, personalissime elaborazioni dell'atto di vivere che tratteggiano una strada verso l'esistenza. E sono arrivate a toccare la materia pulsante della vita. Simone Weil, la piú "strana" del gruppo, né brutta né bella, insolente e tenera, ardita e timida insieme. Fin da bambina si esercita al sacrificio, al digiuno e rifiuta i privilegi della sua classe. Non prende piú lo zucchero quando sa che scarseggia per la povera gente, non porta le calze d'inverno, perché non tutti ce l'hanno. È intransigente e radicale, a costo di apparire ridicola. Ha una sincera aspirazione di giustizia. Ha bisogno di verità, un bisogno fanatico. Muore il 24 agosto del 1943, a soli trentaquattro anni, nel sanatorio di Ashford. Rachel Bespaloff è la piú misteriosa, la piú segreta, sfuggente e riservata. Non ha titoli accademici, è priva di riconoscimenti, se non all'interno di una cerchia di filosofi di cui si sente sorella e amica. Tutto in lei è obliquo. Rachel è straniera, nomade, autodidatta. È una donna di una bellezza patetica che suona benissimo il pianoforte, si nutre di libri e scrive continuamente, in controcanto. Perché di tutto quello che accade attorno a lei e di tutto ciò che legge si sente chiamata a rispondere. Muore suicida nell'aprile del 1949. Hannah Arendt è la piú conosciuta delle tre. Forse la piú forte, certo la piú fortunata. Sfrontata e, a volte, arrogante in pubblico, in privato è gentile e attenta. Fedele e profonda nell'amicizia. Scrive e riflette sempre a voce e testa alta. Delle voci di queste tre donne Nadia Fusini si fa cassa di risonanza, restituendocene, con intelligente vicinanza, le storie, il pensiero, la vita.
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Einaudi, 02/01/2013
Abstract: Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un'assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s'incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Se le vite di Nicola e Irene non s'incontrano fino alla fine, le loro teste invece s'incontrano furiosamente nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire - quell'impasto inconfondibile di toni alti e bassi, riflessivi e comici - si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l'altro. Forse, verso l'attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca: perché se lo lasci passare, quell'attimo, te ne vai con la curiosa ma lucida impressione d'esserti appena giocato la vita.
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Einaudi, 26/11/2013
Abstract: Lei "era una bambina magra, delicata, tutt'ossa, come un tritone, con capelli che sembravano fili di fumo illuminati dal sole". E c'era la guerra. L'aviazione tedesca bombardava Londra e i centri industriali. Gli abitanti delle città si rifugiavano in campagna. Come la bambina e sua madre, che per un paradosso del destino in campagna, pur essendo sposata, "può avere una vita della mente". Il padre è via, nei cieli dell'Africa, forse. Sua madre, a cui piacciono le parole, le regala un libro, Asgard e gli dèi, la storia del Ragnarök, la fine senza resurrezione degli dèi norreni. Il libro diventa una compagnia essenziale, la bambina lo legge ogni sera in un tenue spiraglio di luce, ammira il coraggio di Odino, si compiace degli inganni di Loki, si gode le sue avventure subacquee in compagnia della portentosa serpentessa sua figlia. Di giorno riflette su quelle storie, a cui non crede, ma che tuttavia "le si attorcigliavano nel cervello come fumo, ronzando come api scure dentro un alveare". L'aiutano a tenere a bada un'inconscia disperazione. Ha paura, paura che il padre non torni, paura di veder sparire il mondo che conosce. Legge anche i miti greci e le fiabe dei Grimm e di Andersen, ma perfezione e fantasia non le offrono appigli per fronteggiare un senso di disastro imminente. Gli dèi norreni invece vanno incontro al disastro, e in questo le appaiono terribilmente umani, cosí limitati e stupidi. Sanno che verrà il Ragnarök, ma non sono capaci di creare un mondo migliore. Cavalcano nei cieli con un fragore di zoccoli che si confonde con il ronzio degli aerei durante i raid. È un paesaggio di lupi, caverne e acque turbolente, di spettri e bellicosi inganni. In stridente contrasto con l'idillico paesaggio della campagna inglese. Non c'è salvezza nel mito norreno, ma proprio questo aiuta la bambina magra a sopravvivere, anzi, a vivere un'infanzia di pensieri intensi e di precocissime memorie, che sedimentano giorno per giorno traducendosi in un archivio interiore al quale attingerà nel corso della vita. I pensieri e le visioni di cui A. S. Byatt da sempre dissemina i suoi romanzi trovano qui la loro unità, strutturandosi nella narrazione fluida e immaginifica di anni di caos. C'era la guerra - ma da allora ce n'è sempre stata una - e quel caos primordiale appare piú terapeutico di ogni credenza consolatoria. *** "Una lettura brillante, intelligentissima e altamente personale della mitologia norrena [...] Un magistrale arricchimento del mito originale". Ursula K. Le Guin, "Literary Review"
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Einaudi, 04/12/2012
Abstract: Investita da una tormenta di neve, la città è un miscuglio di etnie e fazioni politiche. Ci sono turchi, curdi, georgiani, nazionalisti laici e integralisti religiosi. C'è la polizia segreta, c'è l'esercito e ci sono i terroristi islamici. Ka inizia la sua indagine, mentre la neve continua a cadere e le strade vengono chiuse. Kars è isolata. In città, Ka rivede dopo diversi anni Ipek, una compagna di università molto bella. Ka se ne innamora e sogna di portarla con sé in Germania. Per realizzare questo sogno, farà di tutto. La situazione precipita quando una compagnia di teatro mette in scena un dramma degli anni Venti, scritto in sostegno della laicità dello Stato fondato da Atatürk, dove una donna, coraggiosamente, brucia il chador in pubblico. Durante lo spettacolo alcuni giovani del liceo religioso inscenano una protesta. E la serata finisce nel sangue. Ka viene coinvolto suo malgrado. È uno spettatore imparziale, ma molto confuso. Non sa nemmeno rispondere alla domanda: credi in Dio? Sostiene che a Kars ha ritrovato Allah, ma poi l'unica cosa che gli interessa è la ricerca, molto occidentale, della felicità. Il dilemma di Ka ruota intorno al confronto tra Occidente e Islam.
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Einaudi, 26/11/2013
Abstract: Quale demone spinge il procuratore a puntare tutto su un traffico di droga da venti milioni di dollari? È l'avidità a fargli rischiare ciò che ha di piú caro - un rispettabile lavoro da avvocato, l'amore della donna dei suoi sogni, le leggi della coscienza? "L'avidità è decisamente sopravvalutata, - suggerisce il suo socio di malaffari, Reiner - la paura invece no". E nel cartello di Juárez, uno dei posti piú pericolosi e depravati al mondo, dove la vita si perde per gioco e perderla in fretta è la sola preghiera, la paura non è mai sopravvalutata. Il primo testo di Cormac McCarthy specificamente scritto per il cinema ha il pathos dell'azione e la solennità dell'universale, e offre, nel diverso mezzo espressivo, l'ennesima, inconfondibile prova d'autore. La pellicola di The Counselor - Il procuratore, diretta e coprodotta da Ridley Scott, ha per protagonisti Michael Fassbender nel ruolo del procuratore, Brad Pitt, Cameron Diaz, Penélope Cruz e Javier Bardem. *** "Tra le opere di McCarthy piú inquietanti e vigorose". Steve Schwartz, coproduttore di The Counselor
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Einaudi, 01/10/2019
Abstract: Cosí rispondeva l'autore a chi, al momento della pubblicazione, gli chiedeva se La ciudad y los perros - bruciato in piazza dai militari, considerato dalla critica il migliore tra i suoi romanzi, - fosse un romanzo "sulla violenza". E la violenza - fisica e non - fa da sfondo al microcosmo del Collegio Leoncio Prado di Lima dove avviene l'educazione del protagonista-alter ego dell'autore. Un collegio retto da militari secondo una disciplina militare in cui confluiscono sia i figli delle classi inferiori ammessi per merito sia quelli delle classi alte mandati lí dalle famiglie nella speranza di domarli, e dove la sopraffazione, la forza bruta, il dispotismo sono le leggi della convivenza, a dispetto di regolamenti e norme. "Ero un bambino viziatissimo, presuntuosissimo, cresciuto, faccio per dire, come una bambina... Mio padre pensava che il Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, - ricorda Vargas Llosa, - ma per me fu come scoprire l'inferno".