Trovati 855145 documenti.
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"In Italia paghiamo troppe tasse" Falso!
Laterza, 02/01/2014
Abstract: Non c'è italiano che non pensi di essere in credito con lo Stato, perché ritiene di pagare più tasse di quanto riceva in servizi. Ma non è così per la maggior parte di noi. In realtà chi predica a favore di una riduzione delle tasse e della spesa pubblica, di fatto predica a favore di una sperequazione dei redditi che avvantaggia le classi più ricche. Vivere in un paese che fornisce buoni servizi è meglio che vivere in un paese dove si pagano poche tasse.
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Laterza, 09/01/2014
Abstract: Giovanni Pesce, nomi di battaglia Ivaldi e VisoneOnorina Brambilla Pesce detta Nori, nome di battaglia SandraDue vite unite dalla passione politica e dall'amore. Una storia nella Storia.Giovanni Pesce, comandante partigiano responsabile dei Gap di Torino e di Milano, è stato un protagonista della Resistenza e della Liberazione. Giovanissimo ha aderito al Partito comunista e combattuto nelle Brigate internazionali contro Franco. Tornato in Italia, è catturato e mandato al confino. Per lui, giovane proletario emigrato con poca cultura, l'incontro a Ventotene con il fior fiore dell'antifascismo diventa fondamentale. Liberato intorno all'estate del 1943, dopo l'arresto di Mussolini e l'armistizio dell'8 settembre, inizia la clandestinità, prima a Torino, poi a Milano. Per Giovanni, primula rossa dell'antifascismo italiano, saranno mesi di azioni militari avventurose, leggendarie, coraggiose, drammatiche. Proprio nella Milano occupata dai nazisti, stremata, affamata, disseminata di luoghi dell'orrore, avviene l'incontro di una vita: i due partigiani Giovanni e Nori si conoscono, si innamorano e non si lasciano più. Le loro vite si intrecciano indissolubilmente con la lotta antifascista: i Gap colpiscono, attaccano e fanno azioni di guerriglia, i tedeschi arrestano, torturano, uccidono. Nella città crocevia di spie e delatori al servizio del nemico, Nori cade in un'imboscata e viene deportata. È l'ultima separazione perché insieme, Giovanni e Nori, rimarranno tutta la vita, condividendo e facendo sulla propria pelle la storia di quegli anni.
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Laterza, 02/01/2014
Abstract: Isnenghi non fa sconti a nessuno, rompendo miti e leggende, ma non si compiace di questa biblioteca mentale, scientifica, umana che avrebbe potuto dar vita a tre o quattro libri. Un racconto di grande fascino intellettuale e politico che esce dagli schemi scolastici e accademici. Un amaro bilancio della nostra vita, uno zibaldone ben documentato, una storia vista dal sottosuolo. Corrado Stajano, "Corriere della Sera"Una ricognizione avanzata dentro la memoria nazionale, che trae implicazioni profonde sul chi siamo qui e ora, con una grazia espositiva frutto di mezzo secolo di appassionata didattica. Giorgio Boatti, "Tuttolibri"Di pochi storici si può dire che abbiano completamente rivoluzionato il proprio campo di studi. Mario Isnenghi è sicuramente tra questi. Gianpasquale Santomassimo, "il manifesto"
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Guaraldi, 07/01/2014
Abstract: È una raccolta di testi deliranti, scandalosi, irritanti, pazzeschi, di uno degli autori più extra-vaganti del panorama letterario italianocontemporaneo.Vietato ai maggiori di 14 anni (età psichica, s'intende) e a tutti coloro che si scandalizzano per ogni nonnulla fuori norma e di ogni tipo di universo parallelo.
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Kowalski Editore, 07/01/2014
Abstract: Una vita ricostruita attraverso le storie d'amore. Dodici ritratti femminili, dodici donne diversissime ma accomunate dal forte e immarcescibile sentimento amoroso. Frammenti di vita che si incastrano per formare un puzzle caleidoscopico il cui risultato è un inno alle donne.C'è Campy, la ragazza di campagna, che ama le moto e i motociclisti. C'è Vacuy, la groupie armata di macchina fotografica per immortalare tutti i concerti. C'è Soldy, conosciuta sui social e che presto si rivela un vero e proprio incubo. Ci sono loro e c'è il protagonista. E anche un finale insolito, inaspettato, originale. È tutta finzione o è tutta verità?
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Feltrinelli Editore, 08/01/2016
Abstract: Amore, bisogno, egoismo, sopravvivere, fatica, gesto, cura… sono parole abituali per chi lavora nel terzo settore, quello che si impegna a fornire aiuto ai più deboli, senza scopo di lucro. Ma sono parole che corrono un rischio: quello di restare confinate al terzo settore, rinchiuse nella prosa delle richieste di finanziamento, o in quella delle presentazioni alla stampa. Invece sono parole vive, forti, importanti. Parole che ispirano migliaia di persone ogni giorno a dare volontariamente ad altri il proprio tempo e la propria energia, senza chiedere soldi in cambio. Parole che risuonano in ognuno, e che in ognuno fanno nascere immagini e riflessioni diverse. Gli autoriAndrea Antonello, Ilaria Bernardini, Mauro Berruto, Claudio Bisio, Luca e Alessandro Blengino, Eugenio Borgna, Mario Brunello, Vinicio Capossela, Paola Caridi, Alessandro Carrera, Ivana Castoldi, Massimo Cirri, Samantha Cristoforetti, Elettra Dallimore Mallaby, Enrico Deaglio, Erri De Luca, Ilvo Diamanti, Paolo di Paolo, Oscar Farinetti, Simona Forti, Nicola Gardini, Paolo Giordano, Martino Gozzi, Emiliano Gucci, Kadi Koita, Alessandro Leogrande, Gad Lerner, Andrea Lo Cicero, Marco Marzano, Paola Mastrocola, Giovanni Montanaro, Gabriele Romagnoli, Rocco Ronchi, Chiara Saraceno, Richard Sennett, Salvatore Settis, Simona Sparaco, Gabriella Turnaturi, Gabriele Vacis, Stefano Valenti, Nicla Vassallo, Grazia Verasani, Valentina Vezzali, Simone Weil.
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Feltrinelli Editore, 08/01/2014
Abstract: Venga, le ho detto.Perché?Guardi fuori, è già l'alba.E allora?È ora che lei torni a casa a dormire.Cosa c'entra che ora è, sono mica una bambina.Non è questione di ore, è una questione di luce.Che cavolo dice?È la luce giusta per tornare a casa, è fatta appostaper quello.La luce?Non c'è luce migliore per sentirsi puliti. Andiamo.Si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l'unica, e la prima, e l'ultima.
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Casa Editrice Nord, 09/01/2014
Abstract: Genova, 1601. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Ma è a lei che i genovesi si rivolgono se hanno bisogno d'aiuto. Perché quella donna sfuggente è una rabdomante: sa ritrovare gioielli rubati, persone scomparse; riesce a smascherare ladri, truffatori e assassini. Tutti credono sia la custode di un potere arcano; in realtà, il potere di Pietra sta nella sua mente acuta e nella dolorosa consapevolezza che il mondo degli uomini non ammetterebbe mai di essere inferiore a una semplice donna. Questa volta, però, l'incarico che attende Pietra è diverso da qualsiasi altro. Mentre Genova è in preda alla frenesia del carnevale, viene ritrovato il cadavere di una giovane, massacrata a morte e, lì accanto, c'è una bacchetta da rabdomante che sembra indicare Pietra come autrice del delitto. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra inizia quindi a indagare e, ben presto, si rende conto che quell'omicidio sta riportando in superficie antichi e terribili rancori. Adesso per Pietra è giunto il tempo di affrontarli, di risalire alla sorgente nascosta del male. Prima che l'assassino torni a colpire. Prima che l'assassino torni per lei... Con una prosa elegante ed evocativa, Lorenzo Beccati ci trasporta tra i carruggi di una Genova inedita e sorprendente, tratteggiata attraverso gli occhi di Pietra, una donna fragile come la speranza e salda come una roccia, contro cui s'infrangono superstizioni e pregiudizi, intrighi e vendette.
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Correva l'anno del nostro amore
Garzanti, 09/01/2014
Abstract: Olivia e Valerio sono cresciuti insieme e pur venendo da mondi molto diversi sono amici inseparabili da sempre. Olivia è l'erede di una ricca famiglia di industriali; Valerio è il figlio del giardiniere e della cameriera. Differenze profonde nell'Italia pericolosa e instabile degli anni Settanta. Presto devono separarsi. Valerio si trasferisce in un'altra città, ma quello che li lega è troppo forte. Tornano così a incontrarsi saltuariamente. E l'amicizia a poco a poco si trasforma in un sentimento che fa paura. Eppure continuano a inseguirsi, perché due anime legate nel profondo non possono perdersi mai.
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La ragazza che leggeva nei cuori
Corbaccio, 09/01/2014
Abstract: UNA RAGAZZA DEVE IMPARARE A DIVENTARE PADRONA DEL PROPRIO DESTINO. New York, anni Venti, i famosi Roaring Twenties: Anna ha sedici anni e fin da bambina aiuta la madre, una famosa medium, negli spettacoli. Ma, contrariamente a sua madre che è un'abile attrice, Anna ha veramente il dono di "sentire" le emozioni altrui e di predire il futuro. E in questo futuro vede sua madre in pericolo: le sue visioni si fanno sempre più intense e spaventose, al punto che Anna decide di esplorare fino in fondo questa parte di sé che aveva sempre negato. Così, quando Cole, un ragazzo misterioso, si trasferisce in un appartamento vicino e introduce Anna a una società segreta che studia proprio persone come lei, Anna si trova costretta a confrontarsi con il suo passato e con le certezze della sua vita. Ma Anna è anche una sedicenne come tante altre, con i suoi istinti ribelli, i suoi capricci e la sua rabbia esplosiva. E, come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alla ricerca dell'amore e dell'affermazione di se stessa. Riusciranno le sue abilità a districare la rete di intrighi in cui, suo malgrado, è caduta? E, soprattutto, la sua sensibilità sarà in grado di farle individuare qual è il suo vero destino? Riuscirà Anna l'illusionista, brava a liberarsi da quasi tutto, a liberarsi dai condizionamenti e a seguire il suo cuore?
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Israele. Terra, ritorno, anarchia
Bollati Boringhieri, 09/01/2014
Abstract: Può una critica anarchica all'ordine statocentrico del mondo passare per Israele? Laboratorio della globalizzazione, lo Stato di Israele non è uno stato come gli altri; al desiderio di normalizzazione viene opposta la vocazione all'estraneità che ha guidato nei secoli il popolo ebraico. Donatella Di Cesare rovescia così l'accusa di aver occupato la terra altrui e legge in modo inedito il tema del ritorno. La promessa assume un valore teologico-politico: la terra-madre è soppiantata da una terra-sposa dove Israele è chiamato a testimoniare la possibilità di un nuovo abitare, ricordando a sé e agli altri che nessuno è autoctono. La condizione di "stranieri residenti", a cui non sfuggono i palestinesi, dischiude la nuova prospettiva da cui guardare il conflitto mediorientale. Ha allora senso la "soluzione dei due stati"? Non occorre immaginare nuove forme di sovranità per una Terra refrattaria ai confini? Viene ripresa così quella riflessione che, da Hannah Arendt a Martin Buber, ha visto nel ritorno a Sion l'apertura di un nuovo ordine del mondo, filtrato attraverso la tradizione anarchica di Gustav Landauer e la sua intuizione profetica di uno scontro fra centralismo planetario e federazione decentrata di comunità. Vista da questa angolazione la pace non è il prodotto dalle armi: è una pace che contesta la priorità della guerra e irrompe nel mondo con la giustizia.
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Guanda, 09/01/2014
Abstract: Vincitrice del premio Fondazione Il Campiello 2018Cinque racconti immersi nella storia e tuttavia singolarmente sottratti al tempo. Cinque epoche diverse che fanno da sfondo a vicende attinte al reale ma "falsificate" dalla fantasia. Cinque storie legate da un filo sottilissimo, un filo di crudeltà. Crudeltà di Costanza che infierisce sul marito (forse Mozart?), già presago di una fine imminente, accusandolo di essere vecchio. Crudeltà di Lorenzo da Ponte che sfoga su un malcapitato mendico la rabbia delle proprie sconfitte. Crudeltà del mercante d'arte olandese che non presta ascolto alle ansie della moglie incinta e parte per una delle sue "pacate avventure". Crudeltà del nobile spagnolo che dà alle fiamme le pagine in cui Carlo V, vecchio e malato, ha riversato la storia della propria vita. Crudeltà, infine, di un'agiata famiglia viennese che a poco a poco isola il padre colpito da paralisi. Questo il libro che ha fatto conoscere e amare la scrittura di Marta Morazzoni, una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea.
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Salani Editore, 09/01/2014
Abstract: Se visitate un museo egizio e vedete una mummia nel suo sarcofago, pensate a quanto deve annoiarsi lì immobile da migliaia di anni. E infatti una moglie di Faraone pensa bene di fuggire trovando rifugio da una vecchia balia magica, con lo stagno del suo giardino pullulante di coccodrilli, simbolo della fertilità. All'inizio la figura fasciata provoca solo spavento in Isa e nel suo fidanzatino Medi, ma poi le bende cadranno ad una ad una e l'amore tramuterà la rinsecchita Faraona in un'appassionata, vitalissima, sfrenata donna moderna
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Fazi Editore, 09/01/2014
Abstract: Un parco alla periferia di Torino, uno spiazzo un po' brullo riecheggiante di grida gioiose, di cigolii d'altalena, di mamme che chiamano ad alta voce i loro figli. Ma anche un terreno di caccia, per qualcuno che se ne sta tranquillo su una panchina a osservare quel che succede intorno a lui, in attesa del momento buono. Per alzarsi, avvicinarsi, magari regalare due parole dolci, o per fare una carezza. Qualcuno che il protagonista di questa scioccante vicenda realmente accaduta chiama il Falco. Se questa storia è stata scritta, è perché il bambino di allora è cresciuto, ma il Falco è rimasto a lungo con lui, come un dolore sotto pelle, un disagio quotidiano durante gli anni della crescita, per manifestarsi in pensieri neri e incontrollabili, attacchi di panico improvvisi, mentre l'adolescenza sembrava scorrere normale come quella di molti suoi coetanei. Per Simone, la rielaborazione interiore degli abusi subiti e il recupero della propria infanzia e della propria vita segnano un percorso di dolore e coraggio che passa attraverso la psicoterapia e l'ipnosi, finché ogni cosa non viene riportata a galla, per poter essere finalmente gettata lontano. Quel che resta, alla fine di questo viaggio, è una confessione lucida e consapevole.Dopo il parco giochi, dopo il Falco, Simone ha riscritto la sua storia e finalmente ha ritrovato la sua vita.
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Crisi della democrazia italiana. Riforma o innovazione
Rubbettino Editore, 13/01/2014
Abstract: Il Quaderno raccoglie la relazione e gli interventi svolti nel corso del seminario "Crisi della democrazia italiana. Riforma o innovazione?", il 5 giugno 2013, nella Sala della Regina della Camera dei deputati. Nel seminario è stata presentata e discussa la prima fase della ricerca sul tema della democrazia, curata da studiosi dell'Associazione italiadecide, della Fondazione Luigi Einaudi di Roma e della Fondazione per la Sussidiarietà.
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Treblinka 1942-1943. Io sono l'ultimo ebreo
Bompiani, 15/01/2014
Abstract: "Rajchman è un sopravvissuto di Treblinka. Ha visto tutto, sentito tutto, provato tutto. Ha il coraggio di deporre per la Storia.Il suo racconto è di una densità che dà i brividi. Credo di aver letto molte opere su questo stesso soggetto. E tutte sono dolorose. Alcune sollecitano dei dubbi sull'uomo, altre sul suo creatore. Quella di Rajchman, con la sua semplicità commovente, apre degli orizzonti nuovi nell'immaginario del Male. Il viaggio angosciante verso l'Ignoto. L'arrivo. L'abbandono delle ultime proprietà. La separazione delle famiglie. Le urla. Il sadismo degli 'assassini' e la tortura umiliante delle vittime. Il sistema funziona alla perfezione. Tutto è previsto, programmato.Gli uccisori uccidono e gli ebrei muoiono. Rajchman è restato un anno a Treblinka: dal 1942 al 1943, fino alla rivolta eroica dei disperati, cui aveva partecipato. In questo lasso di tempo, nell'odore pestilenziale permanente, ha conosciuto ciò che nessuno dovrebbe vedere: lavorava lì dove le vittime, uomini, donne e bambini, andavano verso la morte. Era lui l'ultimo essere umano che le donne vedevano prima di soffocare nelle camere a gas. [...] Come ha fatto Rajchman a vivere e sopravvivere con i morti adattandosi così velocemente a situazioni così pietrificanti?"dalla Postfazione di Elie Wiesel
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Note a margine di una sconfitta
Feltrinelli Editore, 15/01/2016
Abstract: Le tribolate vicende di questo romanzo, ambientato tra il Pakistan e l'Afghanistan invaso dagli americani dopo l'11 settembre, si snodano sullo sfondo di un giardino incantato, come ad assorbire la violenza di ciò che accade intorno, contrapponendo l'innocenza della natura alla crudeltà degli uomini e alle loro guerre insensate. Il giardino appartiene al vecchio Rohan, saggio e devoto musulmano che ha costruito un'oasi di pace nella città pachistana di Heer – una scuola aperta ad allievi di ogni credo religioso – nel tentativo di allargare gli orizzonti di giovani altrimenti facili prede del fondamentalismo islamico nelle madrasse. Ma le speranze di Rohan di porre un freno alle violenze della guerra che infuria oltreconfine saranno tragicamente deluse: i suoi stessi figli, Jeo e Mikal – partiti in segreto per l'Afghanistan per contribuire alla liberazione del paese dalla tirannia talebana –, vengono rapiti dai fondamentalisti e costretti a partecipare alla jihad, a combattere contro il popolo che avrebbero voluto difendere. Mentre Rohan pota le rose del giardino, Jeo viene ucciso e Mikal è venduto agli americani dal signore della guerra che lo ha catturato. Dopo essere stato internato in un campo di prigionia americano, il giovane cercherà di fuggire attraverso il deserto afghano. Note a margine di una sconfitta è soprattutto la lotta fra due mali: da una parte, il fondamentalismo di ogni credo; dall'altra, l'imperialismo camuffato da democrazia. Nessun bene trionfa, alla fine. C'è solo una condanna senza appello in un panorama di crudeltà diffusa, dove l'unica vittima è il popolo afghano e tutti gli altri, dai talebani agli americani, ai signori della guerra, sono carnefici.
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Feltrinelli Editore, 15/01/2016
Abstract: Da tempo è in atto un attacco ai giovani. Sotto forme diverse – mercificazione, infantilizzazione, patologizzazione, criminalizzazione, sfruttamento… - bambini, adolescenti e giovani sono entrati nelle mire degli adulti, mire spesso camuffate da preoccupazione, sensibilità educativa, protezione dei valori sociali e della tradizioni. Quasi senza reagire i giovani sono tenuti in ostaggio di un discorso pubblico fortemente ipocrita, in cui si invoca la loro autonomia senza concedere la possibilità di esercizio, la loro partecipazione ma solo in finte istituzioni, il loro lavoro ma solo nelle posizioni peggiori, il loro talento ma dentro una scuola a pezzi.Il prezzo è altissimo, perché la società è ferma, giovanofila nell'immaginario ma gerontocratica nella realtà. I giovani non passano, le istituzioni restano impermeabili al beneficio di nuove forme di pensiero e pratiche. Dei giovani si continua a parlare, ma con parole corrotte, che finiranno per disinteressarli definitivamente dai discorsi pubblici. Perché l'ossessiva domanda – chi sono i giovani? come sono diventati? – cade nella trappola di un gioco di definizioni e interpretazioni che non serve ai giovani ma assolve solo chi parla. Il problema non sono i giovani, ma gli adulti. I giovani sono l'alibi di adulti in crisi, disorientati di fronte alla perdita di controllo del mondo che li circonda, increduli di fronte agli effetti di una società dei consumi da loro edificata, o meno innocentemente votati loro a "consumare" i giovani nei propri ambiti professionali, nell'universo delle proprie fantasie anti-età o ansie di ruolo. Quando, serenamente o conflittualmente, si avrà l'onestà e il coraggio di ammetterlo, si potrà cominciare a cambiare.
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Feltrinelli Editore, 14/01/2016
Abstract: Per sfuggire agli orizzonti ristretti entro cui sarebbe confinata la nostra esistenza ci serviamo della immaginazione, alimentata dal confronto non solo con persone reali, ma anche con figure tratte dai testi letterari e dai media. Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie della comunicazione, ciascuno dispone oggi, fin dall'infanzia, di un enorme repertorio di modelli di vita e di esperienza, tratti da differenti culture, che ne modificano le maniere di fantasticare, pensare e agire. Nel passato, oltre ai genitori e alla limitata cerchia dei conoscenti, i personaggi esemplari erano relativamente pochi e circonfusi di gloria: sovrani, condottieri, fondatori di religioni, santi, poeti o filosofi. Da quando i modelli con cui identificarsi si sono inflazionati, popolandosi di celebrità, la costruzione di un io autonomo, capace di inglobare l'alterità e di arricchirsi per suo tramite, è diventata più incerta. L'identità individuale, ibrido frutto d'imitazione e d'invenzione di sé (che si orienta attraverso la tacita domanda "chi vorrei essere?"), da un lato, si indebolisce allorché i modelli, diventando effimeri, perdono d'autorità; dall'altro, quasi per compensazione, esige per il soggetto maggiore visibilità e riconoscimento. Ma, se ognuno è connesso ad altre esistenze e capace di racchiuderne molte, non corre forse il rischio di perdere la propria consistenza e di trasformare l'immaginazione, più che in un fattore di crescita, in un trastullarsi inoperoso o, peggio, in un nocivo strumento di fuga dal mondo e di paralisi della volontà? Come smorzare allora l'oscillazione tra il rispetto dei vincoli imposti dalla realtà e la logica dei desideri tesi a sovvertirla? Come il fatto di immaginare altre vite può incidere sulla politica in un periodo in cui si acuisce la percezione della precarietà e vulnerabilità dell'esistenza e in cui si riduce la possibilità di progettare sensatamente il futuro?
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Adelphi, 15/01/2014
Abstract: Dopo averci raccontato, nelle "Ceneri di Angela", la sua infanzia "infelice, irlandese e cattolica" come il più atroce e ilare dei mondi possibili, McCourt ci trasporta qui nell'America del secondo dopoguerra. E precisamente in una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato. Ma prodigiosamente intatto è il suo timbro inconfondibile, e la capacità di trasformare qualsiasi fatto in una irresistibile storia.