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La persuasione nell'era di Internet
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Santiloni, Matteo

La persuasione nell'era di Internet

Mondadori, 31/03/2015

Abstract: Stiamo vivendo una svolta epocale. Da un lato ci sono tantissimi professionisti e imprese in grande difficoltà, dall'altro persone che stanno realizzando capolavori imprenditoriali partendo con risorse minime. Il mondo del marketing e della comunicazione, in particolare, è radicalmente cambiato negli ultimi anni. Però abbiamo a disposizione uno strumento sensazionale: il web. In queste pagine ci vengono presentate le più aggiornate metodologie di persuasione online. Perché, alla faccia della crisi, questa è l'età dell'oro per il nuovo marketing, quello che mette il cliente al centro e crea una sana alleanza tra imprese e consumatori. Basta sapere come muoversi in uno scenario nuovo ed entusiasmante.

Un canto, cento canti
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Liao, Yiwu - Parizzi, Massimo

Un canto, cento canti

Mondadori, 31/03/2015

Abstract: La notte fra il 3 e il 4 giugno 1989 i carri armati entravano in piazza Tienanmen per porre fine a quella che il Partito comunista cinese aveva definito una "sommossa controrivoluzionaria". Migliaia di studenti, intellettuali, operai e semplici cittadini, che per settimane, con le loro manifestazioni pacifiche, avevano inneggiato alla libertà e alla democrazia galvanizzando il paese e tenendo il mondo intero con il fiato sospeso, venivano massacrati dalle truppe dell'Esercito popolare di liberazione. Sfioriva così, in un bagno di sangue, la "primavera di Pechino". In quelle stesse ore Liao Yiwu, giovane poeta "individualista e indifferente alla politica", sconvolto dalle notizie provenienti dalla capitale, componeva un breve poema intitolato Massacro. Non poteva certo immaginare che quei versi - il suo j'accuse contro un regime omicida - lo avrebbero precipitato per quattro anni nell'incubo delle carceri della Repubblica popolare cinese. Un canto, cento canti è il resoconto di quell'incubo, un viaggio nell'orrore di un sistema penitenziario disumano, scandito dalle tappe di una vera e propria discesa agli inferi. Dai riti di iniziazione agli abusi sessuali, dagli interrogatori estenuanti alle torture fisiche e psicologiche, Liao Yiwu descrive, con un linguaggio vorticoso, lirico e al tempo stesso concreto e sensoriale, un universo brutale fatto di corpi martoriati, di arbitrio e di violenza, di regole e punizioni inflitte al solo scopo di umiliare i detenuti. Un universo dove il tempo sembra essersi fermato e le ore interminabili si consumano in occupazioni inutili e assurde. Dove un evento inatteso e fugace come un tiepido raggio di sole primaverile, un temporale improvviso o le note struggenti di un flauto, può riaccendere la speranza o al contrario ucciderla per sempre. E dove, nonostante i piccoli gesti di solidarietà e gli istanti di vera gioia - una lettera da casa, una doccia calda, un libro da leggere nel silenzio della notte -, la perdita della dignità umana sembra essere l'unico modo per riuscire a sopravvivere. Riscritto più volte, sequestrato dalle autorità di polizia, uscito clandestinamente dal paese e pubblicato dapprima a Taiwan e poi in Germania - dove l'autore vive attualmente, dopo una rocambolesca fuga attraverso il Vietnam -, Un canto, cento canti non è solo una raggelante testimonianza proveniente dal sistema carcerario cinese. È prima di tutto l'occasione per guardare negli occhi la Cina di oggi, "un regime" come scrive Herta Müller nella Prefazione "che amministra le sue prigioni e i suoi campi di lavoro sul modello del Gulag, una reliquia maoista travestita da miracolo economico, dove a pagare è la gente, con la privazione dei diritti e la repressione".

Nella notte ci guidano le stelle. La mia storia partigiana
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Del Boca, Angelo - Franzinelli, Mimmo

Nella notte ci guidano le stelle. La mia storia partigiana

Mondadori, 14/04/2015

Abstract: "Io non combatto per la mia patria, combatto per mia madre, per rivedere il suo viso." A settant'anni dalla Liberazione, queste parole del diario partigiano inedito di Angelo Del Boca gettano nuova luce sulla storia, il dramma e le ragioni dei molti giovani nati tra le due guerre che, ricattati e mandati allo sbaraglio dalla Repubblica sociale, scelsero la montagna come estremo gesto di fedeltà ai più profondi valori umani e affettivi, contro la retorica fascista del credere-obbedire-combattere, gli orrori della guerra civile e la barbarie dell'occupazione tedesca. Aspirante scrittore che affonda lo sguardo in sé stesso e in ciò che lo circonda, il diciannovenne Del Boca annota scrupolosamente ogni fase delle peripezie del giovane alpino rimpatriato nell'estate del 1944 dall'addestramento militare in Germania nelle file della divisione Monterosa, schierata nell'appennino ligure-emiliano come forza antiguerriglia: la scelta della libertà e la fuga, l'impatto traumatico con la diffidenza e il disprezzo del capo di una formazione garibaldina, l'arrivo a Bobbio (Piacenza) e l'inserimento nella 7a brigata alpini Aosta del comandante Italo. Il diario parla di marce, pioggia, neve, fame, freddo, sonno, paura, vergogna, e di nostalgia di casa, di ricordi d'infanzia, di foto, occhi e sorrisi di ragazze che accendono la fantasia e il desiderio, di qualche bacio rubato, di una irresistibile e pervasiva sete di amore e normalità. Della costante insidia delle spie, della temibile offensiva dei "mongoli" della divisione Turkestan inquadrati nelle milizie nazifasciste, che nell'ultima decade di novembre investì e travolse le postazioni dei patrioti. E dell'odissea dei gruppi di ribelli impegnati in un massacrante andirivieni tra pianura e montagna per sottrarsi alla morsa dei rastrellatori, in un inverno nevoso e rigido, tra scontri a fuoco e lotta quotidiana per la sopravvivenza, sino al 31 dicembre 1944 e all'arrivo nel castello di Lisignano, dove il giovane partigiano trova finalmente un rifugio ospitale e, come in un bel sogno, la donna della sua vita. Nella notte ci guidano le stelle, un titolo ispirato alla suggestiva ballata russa Katiuscia che rende appieno il senso del viaggio dentro l'oscurità, orientato solo da luci lontane e da impulsi interiori, è un libro di grandissima intensità emotiva, perché è - anche - il racconto della straordinaria e tragica formazione di un uomo, lungo quel cammino tortuoso e straziante che portò alla conquista della libertà.

V come Valentina
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Petrosino, Angelo

V come Valentina

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Volete saperne di più su di me? Vi racconterò della mia famiglia, della mia amica del cuore Ottilia e di Tazio, il ragazzo che mi piace. Conoscerete anche Alice, la gattina che ho salvato! La mia vita è piena di avventure e con me non ci si annoia mai, ve l'assicuro!

In viaggio con Valentina
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Petrosino, Angelo

In viaggio con Valentina

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Sapete la novità? Parto per la Cornovaglia con Stefi, l'amica della mamma! Io adoro viaggiare. Quante storie, quanti incontri e nuovi amici in questa avventura tutta da raccontare, ambientata in un paese lontano e misterioso.

Sherlock, Lupin & Io - 1. Il trio della Dama Nera
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Adler, Irene - Bruno, Iacopo - Orlandi, Elena

Sherlock, Lupin & Io - 1. Il trio della Dama Nera

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Cosa sarebbe successo se Sherlock Holmes e Arsene Lupin fossero stati amici da ragazzini, prima di diventare l'investigatore e il ladro più famosi di tutti i tempi? Ce lo racconta Irene Adler, l'intelligentissima compagna di tutte le loro avventure. I tre amici si incontrano per la prima volta in vacanza al mare in Francia nell'estate 1868 e risolvono un intricato caso che mescola fughe sui tetti, partite di bridge e un cadavere portato dall'alta marea.

Sherlock, Lupin & Io - 2. Ultimo atto al teatro dell'Opera
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Adler, Irene - Bruno, Iacopo - Orlandi, Elena

Sherlock, Lupin & Io - 2. Ultimo atto al teatro dell'Opera

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Irene, Sherlock e Lupin hanno appuntamento a Londra. Ma Lupin non si presenta: suo padre Théophraste è in arresto, accusato di furto e dell'omicidio di Alfredo Santi, segretario del grande compositore Giuseppe Barzini. I ragazzi avviano un'indagine per scagionarlo e il salvataggio della celebre soprano Ophelia Merridew nel sordido quartiere di Bethnal Green è solo il primo dei colpi di scena che condurranno Sherlock e i suoi amici a smascherare il più insospettabile dei colpevoli.

Sherlock, Lupin & Io - 3. Il mistero della Rosa Scarlatta
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Adler, Irene - Bruno, Iacopo - Orlandi, Elena

Sherlock, Lupin & Io - 3. Il mistero della Rosa Scarlatta

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Riuniti tutti e tre a Londra, Irene, Sherlock e Lupin trovano sul Times uno strano problema scacchistico firmato "Il Frate Nero". È scritto in un codice sconosciuto e un leggero brillio si accende negli occhi di Sherlock... Il giorno successivo la città è scossa dalla notizia dell'assassinio di un ricco mercante. Sulla sua scrivania è stata ritrovata una rosa scarlatta: lo stesso fiore che venti anni prima era stata la "firma" di un audace gruppo di criminali. Che la Banda della Rosa Scarlatta sia tornata?

Valentina da grande
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Petrosino, Angelo

Valentina da grande

Piemme, 31/03/2015

Abstract: Ciao, sono Valentina! Hai mai pensato a come sarai da grande? Io ci penso spesso e immagino di fare l'insegnante, di sposarmi con Tazio... immagino la vita di Ottilia, mi chiedo se saremo ancora amiche. E se tutto questo accadesse davvero? Se domani per magia mi svegliassi "grande"?

Ha smesso di piovere
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Barba, Andrés - Niola, Federica

Ha smesso di piovere

Einaudi, 07/04/2015

Abstract: "Essere uno scrittore cosí capace e padrone dei propri mezzi è raro a questa età". Mario Vargas Llosa "Per quanto mi riguarda Barba è uno scrittore di cui non posso piú fare a meno". "Letra Internacional" "Un nuovo "grande" di Spagna. Non si deve aggiungere altro". "Lire" *** Un musicista che riscopre nel figlio tutte le ombre di un'infanzia che voleva dimenticare; la presenza schiacciante di una madre anziana e capricciosa; l'estate di una ragazza che non conosce l'amore, ma che - scoprendo il tradimento del padre - si accorge di aver già perso qualcosa; un uccello del paradiso che tenta una fuga impossibile e ostinata dalla cupola di vetro di un centro commerciale: nei quattro lunghi racconti di questo libro c'è tutto il talento di Barba, la sua scrittura precisa e sottile, fatta di scorci quotidiani il mondo in maniera diversa. Smette di piovere all'improvviso, quando senza fatica si abbandona un dolore, quando ci si può voltare e riprendere a camminare per andare da qualche parte invece di muoversi soltanto per allontanarsi. e imprevisti repentini, di rivelazioni capaci di illuminare all'improvviso il volto sconosciuto delle cose piú familiari. Sono tutti racconti che parlano di genitori e figli. E sono tutti, in modi sempre diversi, racconti crudeli: perché sembra inevitabile e crudele la distribuzione dei ruoli nella specie, tra chi nasce carnivoro e chi per forza deve essere preda, tra chi sembra senza rimorsi e chi deve accettare la propria inferiorità. Eppure, in questi racconti come nella vita, a un certo punto "smette di piovere". Smette di piovere e si alleggeriscono i pesi che premono sulle vite delle persone, quando uno scatto di consapevolezza regala la possibilità di guardare il mondo in maniera diversa. Smette di piovere all'improvviso, quando senza fatica si abbandona un dolore, quando ci si può voltare e riprendere a camminare per andare da qualche parte invece di muoversi soltanto per allontanarsi.

La situazione è grammatica
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De Benedetti, Andrea

La situazione è grammatica

Einaudi, 07/04/2015

Abstract: Capita a tutti di commettere errori di grammatica. Per distrazione, per un riflesso condizionato, non necessariamente per ignoranza. A volte, strano ma vero, a sbagliare è proprio la lingua, coi suoi paradigmi incoerenti, le sue prescrizioni illogiche, le sue regole irragionevoli. Questo libro spigliato e vivace vi aiuterà a scoprire gli errori degli italiani, ma anche quelli dell'italiano, ricostruendone l'epidemiologia, ripercorrendone la storia e utilizzando esempi vivi e attuali. Lungi dal considerarli una malattia, De Benedetti ci ricorda che gli "errori" sono innanzitutto sintomi da comprendere e interpretare. E che ciò che è sbagliato oggi potrebbe non esserlo piú domani. Un libro che vi aiuterà a fare pace coi vostri strafalcioni. E che vi riconcilierà finalmente con quella cosa "drammatica" di nome grammatica. "Il bello, che per quelli come te sarà forse il brutto, dell'ortografia è che, data una parola (o sequenza di parole), esistono infiniti modi di scriverla sbagliata e, di solito, uno solo di scriverla giusta. Non tutte le grafie scorrette possono tuttavia ambire al rango di errore. Se ad esempio scrivi ortogrtafia anziché ortografia si tratterà verosimilmente di una svista, di un lapsus calami, di una disattenzione occasionale imputabile al fatto che il tasto della r e quello della t sono confinanti e che può capitare, nella fretta, di digitarli inavvertitamente all'unisono. Se invece scrivi eccezzione invece di eccezione stai contravvenendo alla regola in maniera prevedibile e codificata: insomma, stai commettendo un errore... Commettere errori non è una colpa, ma lo diventa se non fai nulla per evitarli, se rinunci in partenza a vigilare su quello che dici e come lo dici, se l'errore non è un atto in qualche modo creativo ma è il frutto guasto di pigrizia e conformismo".

Il ritorno di Coniglio
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Updike, John - Veraldi, Attilio

Il ritorno di Coniglio

Einaudi, 14/04/2015

Abstract: Abbandonati i sogni della giovinezza, sportivi e non, Harry Angstrom detto "Coniglio" si avvicina a grandi passi verso l'età matura. E quando la moglie Janice lo abbandona per un altro uomo, Harry, rimasto solo con il figlio tredicenne, precipita in una spirale di depressione e incertezza. Finché, a sconvolgere e a rimettere in gioco la sua vita, non arrivano Skeeter, un afroamericano, reduce del Vietnam e spacciatore, e Jill, una ragazzina ricca in fuga dalla famiglia. Uno scandaloso ménage a quattro, nel quale tutte le utopie e le folli derive del Sessantotto e della Summer of Love sembrano incarnarsi. *** "Un grande cesellatore di frasi, dotato di uno straordinario spirito di osservazione e di un occhio infallibile per i dettagli. Grande talento comico e perfetto cronista - nella quadrilogia di Coniglio - di quarant'anni di vita americana e dei cambiamenti sociali che li hanno scanditi. Spietato tanto verso gli uomini, quanto verso le donne. Updike ci ricorda di continuo che tutta la scrittura migliore contiene un elemento di commedia". Ian McEwan "Ho letto Il ritorno di Coniglio e credo sia grandioso. Pensando di avere preso un abbaglio, l'ho letto di nuovo e sono giunto alla medesima conclusione". John Cheever "Updike ci dimostra in modo incontrovertibile una semplice verità: che val la pena esaminare proprio le vite che piú passano sotto silenzio. E che invece si rivelano ricchissime di gioie e di lezioni da imparare". Martin Amis "John Updike ricorda Flaubert per la capacità di incantarci attraverso la voce narrante, sottraendoci cosí al disgusto che potremmo provare di fronte alla vanità dei desideri umani che il suo bisturi porta alla luce". Joyce Carol Oates

Sangue e neve
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Nesbø, Jo - Kampmann, Eva

Sangue e neve

Einaudi, 07/04/2015

Abstract: Negato come rapinatore di banche perché incasina le fughe. Negato come pappone perché si affeziona alle prostitute. Negato come pusher o esattore di crediti perché non sa tenere i conti. Nel giro della mala, l'unica cosa che Olav è capace di fare è il liquidatore, il killer. Ma quando Daniel Hoffmann, il boss della droga di Oslo, gli ordina di uccidere sua moglie perché lo tradisce, persino lui capisce di essere finito in un mare di guai. Se poi, anziché uccidere la donna, Olav se ne innamora, è chiaro che il mare è destinato a diventare un oceano. Ormai braccato, gli resta una sola speranza: liquidare Hoffmann prima che Hoffmann liquidi lui, magari chiedendo aiuto al suo peggior nemico. Auguri. "Mi sentivo come se fossi seduto a un tavolo da poker insieme a quattro giocatori che non sapevano perdere, armati di tutto punto e diffidenti per natura. E mi erano stati appena serviti quattro assi. A volte le belle notizie sono talmente belle da essere brutte".

Fuorimondo
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Vorpsi, Ornela

Fuorimondo

Einaudi, 07/04/2015

Abstract: Davanti a casa di Maria c'è una striscia di terra sottile che è fatta per l'attesa. Lí si fermano le ragazze del paese: bussano e aspettano. Vogliono vedere i ragazzi, Luka, Artur, Enea, Johan, vogliono vedere Rudolf soprattutto, il bel Dolfi, che da quando ha smesso di suonare il violino passa il tempo sul divano a guardare la televisione muta, con il sorriso gentile e una tomba aperta nel petto. È per lui che viene Manuela, scialba e malinconica. Tra tutte è la piú costante, quella che dell'attesa non si stanca. Dalla casa accanto, Tamar invece semplicemente guarda. Il destino le ha assegnato il ruolo di spettatrice, di chi assiste alla vita senza mai farne parte davvero. Finché un giorno, in quella terra dello smarrimento davanti a casa di Maria, compare il corpo senza vita di Manuela. Un'altra "giovane morte" dopo quella del piccolo Rafi, il bambino prodigio, che se n'è andato lasciando a Tamar un brivido carico di presagi. Attorno a queste due assenze, buchi neri nei quali precipita la vita di una comunità intera, si muovono personaggi da sogno o da incubo, figure struggenti colte in un presente che è insieme condensazione di una storia e prefigurazione di un destino: come Esmé, la madre senza grembo, che si rifugia nell'amore impossibile di chi non c'è piú e si nega a chi invece la vuole con forza; zia Lali, che conosce l'arte di dire grazie; Nikolin, il calzolaio che conta le scarpe; e poi Dolfi con la sua bellezza succulenta, e naturalmente Tamar. È sua la voce che cuce i fili della vicenda, lo sguardo spaesato che rifiuta l'ovvietà e mette in questione ogni cosa, che dichiara e ritratta, rivela e nasconde. Ed è proprio grazie a queste smagliature nel tessuto della narrazione, grazie alla sfocatura perfettamente incarnata dalla scrittura straniante e poetica di Ornela Vorpsi, che Tamar ci costringe a dubitare dei confini che separano normalità e follia, colpa e innocenza, desiderio e rinuncia. In perfetto equilibrio tra gioia di vivere e dolore, Fuorimondo torna ad affrontare i temi cari all'autrice, ma ne esplora il lato piú metafisico. Il ritratto di un universo abitato da fantasmi in carne e ossa, ognuno proiettato verso il suo personalissimo altrove, mentre su tutti incombe il fascino dell'altrove per definizione: perché forse andarsene per sempre, vivere solo nella memoria o nel rimorso di chi resta, è la forma piú potente di esistenza.

Dimmi di che segno sei
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De Luca, Alessia

Dimmi di che segno sei

Rizzoli, 01/04/2015

Abstract: La passione non è un optional. Se nasci tormentata e sotto il segno dello Scorpione, non puoi evitarla: ti innamorerai, a letto ti divertirai da impazzire… e poi finirai col cuore spezzato. Francesca lo sa, soprattutto da quando la sua storia con Gianni è finita e lei è tornata a lavorare a Roma. Almeno la città in cui è nata – folle, caotica, immortale – non la tradisce né, per ora, l'ha mai fatto l'oroscopo della sua rivista preferita. Francesca ci crede a metà, eppure su sesso e amore le stelle ci hanno sempre preso. Mai più con un Bilancia, è la sua decisione. Dopo l'ultimo Bastardo ha giurato a se stessa di non illudersi più. Ma quando in treno incontra uno sconosciuto dall'aspetto rude e con due occhi blu dal fascino magnetico, Francesca si rende conto che ha ricominciato a sognare. E sono sogni sfrenati. Di lui non sa nulla, neanche il segno zodiacale. Se si incontreranno di nuovo, però, sarà impossibile resistere, perché in fondo cerchiamo sempre qualcosa di più, qualcosa che assomigli all'amore. Per scoprire che le stelle, forse, non hanno sempre ragione…

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
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Flagg, Fannie

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

BUR, 02/04/2015

Abstract: Vero e proprio caso editoriale, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un piccolo capolavoro che molti lettori hanno scoperto e amato anche grazie all'omonimo fortunato film dei primi anni Novanta. Coniugando uno humour irresistibile alla rievocazione struggente di un mondo che non c'è più, Fannie Flagg racconta la storia del caffè aperto in un'isolata località dell'Alabama dalla singolare coppia formata da Ruth, dolce e riservata, e Idgie, temeraria e intraprendente. Un locale, il loro, che è punto di incontro per i tipi umani più diversi e improbabili: stravaganti sognatori, poetici banditi, vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda che coinvolge Ruth e Idgie, implicate loro malgrado in un omicidio, e la tenacia che dimostrano nello sconfiggere le avversità, donano a chiunque segua le loro avventure la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell'esistenza.

Orso giochi con me? Masha e Orso
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AA.VV.

Orso giochi con me? Masha e Orso

Fabbri Editori, 02/04/2015

Abstract: L'autunno è alle porte e, come ogni anno, Orso si prepara ad andare in letargo. Purtroppo, però, il suo riposo è interrotto da Masha che vuole giocare con lui a tutti i costi! Riuscirà Orso a liberarsi della simpatica intrusa?

Il caffè dei miracoli
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Di Mare, Franco

Il caffè dei miracoli

Rizzoli, 02/04/2015

Abstract: È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni. E il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest'anno celebra appunto il maestro colombiano. Quando don Enzo, il parroco, vede l'opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l'intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell'imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. La pietra dello scandalo è servita… In un romanzo che sembra già un classico, Franco Di Mare dirige un coro formidabile di furbizie e rivalità, di voltafaccia e colpi di genio. E tocca il nostro cuore da vicino, strappandoci sorrisi e lacrime. Bauci non esiste eppure è verissima, è al Sud ma potrebbe trovarsi in qualunque parte d'Italia; i suoi abitanti siamo noi, così ingegnosi nel complicarci la vita ma così tenaci nel tirarci fuori dai guai.

Non scendete a Napoli
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Pascale, Antonio

Non scendete a Napoli

Rizzoli, 02/04/2015

Abstract: Esiste una città più raccontata di Napoli?
 Esiste una città altrettanto presente nell'immaginario collettivo, con il suo bagaglio di luoghi 
comuni secolari - e non sempre lusinghieri?
 Probabilmente no. Napoli la conosciamo tutti, e allora perché andarci, si domanda Antonio Pascale. Ma se proprio non si può resisterle, il suo consiglio è limitarsi a guardarla dall'alto della terrazza di Castel Sant'Elmo: tanto "Sotto di voi c'è tutta Napoli. Vedete tutto, ogni cosa. Il mare di fronte a voi e la speculazione edilizia dietro di voi." Giù in basso invece c'è "una palude in agguato, particolari sabbie mobili non segnalate e tutti, anche i più attenti, possono caderci."
Ma Pascale sa che il visitatore si lascerà fatalmente vincere dalla tentazione di andare a guardare da vicino. Ecco che allora Non scendete a Napoli si offre - un po' controvoglia - di accompagnarlo in luoghi inusuali (un modernissimo garage scavato nel cuore di una grotta, il mercato ittico, la stazione marittima), ma parla anche ai napoletani: attenti, perché chiediamo legalità e poi finiamo a comprare prodotti contraffatti che ingrassano la Camorra; attenti, perché a forza di sentirci eccezionali siamo rimasti ultimi e soli. 
In questo libro, mai indulgente ma sempre giocato sul filo del paradosso, dell'ironia, del rovesciamento, Antonio Pascale rivolge il suo odi et amo alla città in cui è nato. E nel momento in cui cerca di tenercene a distanza ci spinge a comprenderla a fondo, a toglierle la maschera, a guardarla finalmente in faccia. E infine a chiederci: sicuri che Napoli sia così diversa dall'Italia?

Quando andiamo a casa?
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Farina, Michele

Quando andiamo a casa?

BUR, 02/04/2015

Abstract: Michele Farina ha visto sua madre allontanarsi pian piano, inabissarsi fino a divenire quasi irraggiungibile. L'Alzheimer l'ha svuotata "con il cucchiaino dell'uovo alla coque", portandola via un po' alla volta ben prima del suo ultimo giorno. Come trovare un senso a un'esperienza del genere? Come superarla? Dopo dieci anni di silenzio, Farina ha deciso di farlo ripercorrendo - grazie al lavoro di giornalista - la propria storia in quella di altri, andando a cercare sua mamma negli occhi di malati sconosciuti. Ne è nata un'inchiesta unica nel suo genere, che descrive l'Italia dell'Alzheimer attraverso le vicende di pazienti, famiglie, operatori, ricercatori, strutture, associazioni. 
C'è Anna Maria, convinta di trovarsi nella casa di cura per inaugurare un nuovo negozio. C'è Emilio, che dopo quarantatré anni di matrimonio chiede alla moglie Elisa quando si sposeranno. C'è chi si è visto ridurre il vocabolario a due sole parole e chi invece ha una gran voglia di aprirsi e raccontare. Esperienze diverse, che disegnano però un percorso unitario. Il viaggio nel mondo di una patologia sempre più diffusa, complice l'allungarsi della vita, eppure "nascosta": vissuta come un tabù, con dolore e vergogna, spesso nell'isolamento. Perché l'Alzheimer sembra restare fuori anche dai radar delle istituzioni: il morbo dell'oblio dimenticato dalla società, e per cui ancora non esiste una cura.
Il risultato è un libro al tempo stesso potente e delicato, scritto con la grazia appassionata e ricca di empatia di chi ha combattuto da vicino questa piaga troppo a lungo ignorata.