Trovati 855442 documenti.
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Alpi ribelli. Storie di montagna, resistenza e utopia
Laterza, 29/03/2018
Abstract: Nei secoli le Alpi sono state rifugio e megafono delle anime libere, contrarie e resistenti. Questo libro racconta la loro storia. *La ribellione può declinarsi sotto forma di passione civile, di attacco a una parete inviolata, di movimento religioso, di giustizia sociale, e mira sempre alla conquista di una forma di libertà. Ciò che accomuna persone e movimenti in apparenza distanti come Fra Dolcino o Tina Merlin, per ricordare solo due delle figure disegnate con passione da Camanni, sta nella capacità di sfruttare le Alpi come luogo di riflessione in un percorso di rivolta costruttiva verso un ordine costituito. Fabio Minocchio, "L'Indice"Camanni intreccia vari temi che hanno visto la montagna protagonista, ieri e oggi. Lo fa raccontando di montanari e di alpinisti che nei secoli hanno costruito sulle montagne rifugi di resistenza, avamposti di autonomia e laboratori di innovazione sociale. "Touring"
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Laterza, 29/03/2018
Abstract: Ci sono treni che inseguono l'odore del mare e treni sottosopra. Treni che uniscono città separate da tutto ma che non sanno vivere l'una senza l'altra. Treni a cui basta poco per portarti in un altro mondo e treni che girano su se stessi per farti ritrovare qualcosa che pensavi di aver perduto per sempre.Il treno gode di una gloria romantica esclusiva. Tra i molti che sono rimasti affascinati dal suo sferragliare c'è Federico Pace che nei suoi racconti tesse l'elogio del viaggiare lento, cogliendo i contorni di quel microcosmo sospeso che nasce e muore di viaggio in viaggio. "la Lettura - Corriere della Sera"Londra-Parigi, Venezia-Atene, Cagliari-Olbia, Porto-Lisbona, Bergen-Oslo, Nizza-Marsiglia… Attraverso il Brennero e sull'orlo dell'Oceano. Federico Pace riunisce viaggi in treno che si assomigliano, come possono assomigliarsi i fratelli e le sorelle di una stessa famiglia. Qualcosa li tiene insieme anche se sono diversissimi. Per le geometrie con cui procedono, per le persone che ti fanno incontrare, per i pensieri che ti fanno venire in testa. Racconti per tirare il filo di tante storie e riscoprire il viaggio nella sua forma più sublime, antica e modernissima. Perché quando si parte in treno, si parte davvero.
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Caterina da Siena. Una mistica trasgressiva
Laterza, 29/03/2018
Abstract: La straordinaria modernità di Caterina da Siena nel racconto di un grande storicoAndré Vauchez contestualizza l'eversione spirituale di Caterina da Siena e la sua militanza politica nella lotta tra Chiesa e impero ma anche tra ordini rivali e contrapposti papati nel tempo dello scisma avignonese, al di là della narrazione della propaganda ecclesiastica che della sua figura di outsider ha fatto prima una paladina del primato della sede papale romana, poi una costruzione patriottica, tanto da trasformarla in antesignana dell'unità d'Italia e sua copatrona. Silvia Ronchey, "la Repubblica"Caterina riuscì a trascendere le categorie di genere per affermarsi come figura al di fuori degli schemi precostituiti in un'esperienza di vita che Vauchez definisce di 'matriarcato spirituale' e alla quale questa bella ricostruzione – molto più che un semplice profilo della sua esistenza e delle sue opere – rende omaggio. Marina Montesano, "il manifesto"
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La chiave rubata e altre storie
Tea, 19/04/2018
Abstract: Sei storie inedite dedicate al personaggio dell'ex giudice Petri"Nelle opere di Gianni Simoni, la trama è solo il bastoncino del ghiacciolo. Il gusto sta nella commedia dei caratteri, nella pietas sim(en)oniana."Nino Dolfo"Dopo molti romanzi, un libro di racconti che spero saranno graditi al lettore. Dai racconti, rimasti nel cassetto, ero partito, e a questo punto, ritengo eccezionalmente, ho sentito l'esigenza di percorrere la strada inversa." Così Gianni Simoni presenta sei nuove storie, sei piccoli casi che irrompono in modo fortuito nella quotidianità del giudice Petri e del commissario Grazia Bruni. Eccolo, dunque, il nostro giudice, all'inizio ancora nel pieno della sua attività di magistrato, alle prese con una sua conoscente che denuncia il furto di un prezioso dipinto, certa di conoscere l'identità del ladro; lo vedremo poi districarsi tra molti indizi mendaci nel caso dell'omicidio di un anziano contadino; lo seguiremo alla ricerca del suo vicino, forse sparito per inseguire un nuovo sogno d'amore e, ancora, mentre non si accontenta della spiegazione in apparenza più logica in un caso di rapimento e intento, infine, a ricostruire, attraverso una lettera rinvenuta per caso, una vicenda personale fatta di speranze e di inganni. E al termine di questo viaggio, incontreremo colei che, a suo modo, ha raccolto il testimone dal giudice Petri, il commissario Grazia Bruni, costretta a confrontarsi con un dilemma etico nell'ambito di un caso che vedrà contrapporsi il suo rigore professionale e la sua umanità.
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Castelvecchi, 29/03/2018
Abstract: Agli inizi del Novecento lo studio degli atomi forniva risultati non spiegabili con la meccanica newtoniana: l'analogia tra la struttura atomica e un microscopico sistema solare non reggeva. Di fronte a una massa di dati incomprensibili all'interno di un consolidato contesto teorico, un gruppo di giovani scienziati tentò la sola via possibile: mutare le regole del gioco. Grazie a Bohr, Schrödinger, de Broglie, Heisenberg, Dirac, prese forma una teoria che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di fare fisica e di guardare alla realtà che ci circonda: la meccanica quantistica. Battiston, con le competenze di un illustre scienziato e la chiarezza di un abile divulgatore, ci prende per mano e ci conduce nel misterioso campo di questa teoria dalle infinite applicazioni, mostrandoci tutta la fantasia della natura e i mobili confini della conoscenza umana.
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Ultra, 28/03/2018
Abstract: Chi è un multipotenziale? Se da bambino non hai mai saputo dare un'unica risposta alla fatidica domanda "cosa vuoi fare da grande?", e oggi non sai che cosa scrivere sul tuo biglietto da visita, molto probabilmente sei tu. E come te - basta guardarsi intorno per rendersene conto - ci sono milioni di persone che vivono perennemente in bilico fra l'ansia di non avere ancora trovato la propria strada e il piacere di imboccarne sempre diverse con facilità, interesse e profitto. Ispirato dalla celebre Ted Conference Perché alcuni di noi non hanno un'unica vera vocazione di Emilie Wapnick, Fabio Mercanti ha approfondito il tema della multipotenzialità riconoscendo come persone con molti interessi e occupazioni creative quelle che con ogni probabilità imprimeranno la spinta più forte all'innovazione nei prossimi decenni. Per la prima volta in Italia un libro affronta questo argomento attualissimo, che sintetizza questioni cruciali del mondo del lavoro e getta una nuova luce sul concetto di identità professionale. Con uno stile diretto e colloquiale e partendo da concrete esperienze di vita e di lavoro, Fabio Mercanti - egli stesso un multipotenziale cronico - ci mostra l'importanza delle qualità fondamentali di chi ha più di una carriera, individuando nella multipotenzialità una delle risorse più promettenti della società contemporanea.
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Guanda, 26/04/2018
Abstract: "Una prosa capace di restituire con limpidezza una materia che limpida non è. La sostanza della vita."Richard Ford"Un romanzo grandioso, un artista al culmine dei suoi mezzi espressivi."Colm TóibínNel cuore dell'inverno un'anziana coppia nordirlandese si concede una breve vacanza ad Amsterdam. Gerry e Stella si portano dietro il bagaglio di un lunghissimo matrimonio. È un matrimonio a tratti ancora denso di attenzioni e di tenerezza, che gli anni non sono riusciti a soffocare, ma la lontananza da casa e dalla rassicurante routine, dietro cui è diventato facile nascondersi, li costringe a fare i conti con la distanza che si è creata tra loro. Hanno sviluppato abitudini e convinzioni non condivise, germogliate da un seme piantato, forse, già decenni prima a Belfast, la città da cui sono fuggiti durante i disordini, preferendole la Scozia. Gerry, che una volta era un architetto, è smemorato e pieno di fisse. Stella è stanca del proprio stile di vita, preoccupata per il loro matrimonio e arrabbiata per il poco rispetto che il marito dimostra per la sua fede religiosa.Amsterdam dunque, con i suoi canali increspati dal vento gelido, con le sue case alte e strette, fa da sfondo a un viaggio nell'intimità della coppia; fa da ponte tra un lungo passato e un futuro più breve, ma ancora da progettare.
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Guanda, 03/05/2018
Abstract: DOPO IL SUCCESSO DI PATRIA "Tutta la qualità di chi nel tempo si è affermato come uno dei nostri narratori più potenti." Cultura/s"Un romanzo importante per la sua audacia e la sua maturità di scrittura. Indispensabile per capire un'epoca e un paese."El Cultural "L'autore si immerge nei suoi ricordi di bambino e come Dickens intinge la penna nella compassione."La Vanguardia "Di fronte alla qualità letteraria e storica di Anni lenti possiamo solo dire chapeau."Abc"Fernando Aramburu è la punta di diamante degli autori spagnoli contemporanei, e Anni lenti lo dimostra. Un piccolo capolavoro… un romanzo intessuto in maniera impeccabile sul filo dei ricordi. Un esercizio di precisione, un ingranaggio perfetto."ExpansiónTxiki ha otto anni quando per motivi economici la mamma lo manda a vivere dagli zii a San Sebastián. Lo accoglie di malavoglia il cugino Julen, taciturno e scontroso, che però in breve tempo gli si affeziona e, nelle loro chiacchierate notturne, cerca di appassionarlo alle idee indipendentiste che gli inculca il parroco del quartiere. L'occhio ingenuo del protagonista bambino fotografa le vicende della famiglia di adozione, dove lo zio Vicente, mite e debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre l'autoritaria zia Maripuy, quella che realmente comanda in casa, non fa che litigare con la figlia Mari Nieves, ossessionata dagli uomini, che finirà per rimanere incinta di non si sa bene chi. Intanto Julen viene spinto ad arruolarsi in una banda dell'ETA, scelta destinata a generare sofferenza e di cui solo col tempo capirà davvero la portata.Con la sua scrittura nitida e lo sguardo candido e insieme impavido sulla realtà, Anni lenti è una storia di formazione sullo sfondo cupo degli anni Sessanta in cui il terrorismo basco muove i suoi primi passi, ma anche una riflessione ricca di ironia e profondità su come la vita possa essere distillata in un romanzo e il ricordo personale trasformarsi in memoria collettiva.
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Feltrinelli Editore, 28/03/2018
Abstract: Un codice cattivo può certo funzionare ma un codice sporco alla lunga può mettere in ginocchio intere organizzazioni. Ogni anno un numero incalcolabile di ore e risorse sono sprecate a causa di codice scritto male. Ma non bisogna rassegnarsi.Robert C. Martin presenta il suo rivoluzionario approccio agile alla scrittura di codice pulito on the fly, frutto dell'esperienza condivisa con i suoi colleghi di Object Mentor. L'obiettivo è trasmettere i valori di un artigiano del software e mostrare come diventare programmatori migliori distinguendo il buon codice da quello cattivo.Il volume è idealmente diviso in tre parti. La prima descrive i principi, i modelli e le pratiche per la scrittura di un codice pulito. La seconda presenta casi di studio di complessità crescente: ognuno è un esercizio che mira a trasformare del codice problematico in codice efficiente. La terza, racchiusa in un unico capitolo, raccoglie e sintetizza tutti gli insegnamenti della seconda parte. Il risultato è un corpo di conoscenze comuni a chi scrive, legge e soprattutto rende pulito il codice.Una lettura fondamentale per ogni sviluppatore, ingegnere informatico, project manager e analista di sistema che vuole produrre codice migliore.
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Garzanti, 12/04/2018
Abstract: "Il Corano contiene due messaggi: l'amore e l'odio. Spetta solo ai musulmani scegliere quale abbracciare."Oggi il mondo islamico sembra attraversato da una doppia tendenza: da un lato, nelle sue manifestazioni più estremistiche, è minacciato dalla patologia dell'islamismo e vive in costante opposizione con il nemico esterno per antonomasia, l'Occidente; dall'altro lato è lacerato da un confronto tutto interno sul diverso modo di interpretare gli insegnamenti del Profeta, come dimostrano le tante guerre intestine o la secolare divisione tra sciiti e sunniti. In questo libro appassionato e provocatorio, Hamed Abdel-Samad, storico di origini egiziane e figlio di un imam, afferma che questi opposti conflitti sono riconducibili a un'unica radice comune: il Corano. Qui risiedono infatti contemporaneamente messaggi di tolleranza e compassione, ma anche di estrema violenza, ed è a partire da questa contraddizione che Abdel-Samad commenta le sure più importanti e sottolinea le ragioni delle loro diverse ricezioni, auspicando una lettura del libro sacro dei musulmani simile a quella invalsa per la Bibbia, che in Occidente non è più considerata ormai immutabile parola di Dio ma opera umana permeata dello spirito dei tempi. In questa proposta risiede per l'autore l'unico modo possibile per dare sostanza al messaggio di amore che nel Corano è contenuto, e infondere così coraggio a quanti in esso si riconoscono.
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Corbaccio, 26/04/2018
Abstract: Credi davvero che la tua seconda chance possa essere il tuo primo, grande amore?Avril è una giovane donna "normale": ha un lavoro, degli amici e vive ancora nella stessa casa dove ha abitato con Jean, il suo primo grande amore, immersa nei ricordi della loro vita insieme. Quando si sono lasciati, lui le ha fatto promettere che se a trentacinque anni fossero stati ancora single, avrebbero dovuto darsi una seconda occasione e fare un figlio insieme. Lei soddisfa tutti i criteri del patto perché ha da poco festeggiato il suo trentacinquesimo compleanno e non si è sposata. Avere un figlio, poi, è un'idea che la attira parecchio. Anche Jean ha da poco compiuto trentacinque anni, ma potrebbe essersi sposato, avere avuto dei figli o, più semplicemente, essersi dimenticato di lei e della promessa. Mirza, la vicina ottantenne di Avril, cerca di convincerla a vivere il presente cogliendone tutte le opportunità, ma lei muore dalla voglia di rivedere Jean e di rivivere la magia del passato. Ancora una volta però il dubbio la tormenta e deve decidere quale svolta dare alla sua vita che nel frattempo, suo malgrado, non si ferma mai…Tenero, commovente, spiritoso, Promessa d'aprile è il romanzo d'esordio di una giovane scrittrice francese che con animo lieve e ottimista racconta i segreti dell'amore e della vita.
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Edizioni Gribaudo, 17/09/2015
Abstract: Un volume con tante proposte di golosità senza uova, burro, latte… dedicato ai vegani, ma anche a chi vuole scoprire un modo sano e naturale di concedersi dolci e rimanere in forma. Spiegazioni chiare e dettagliate per ottenere sicuri risultati. Approfondimenti sui principali ingredienti: le farine, i lieviti, i liquidi, i grassi vegan, i dolcifi canti, gli addensanti… Come sostituire burro e uova e ottenere un pan di Spagna soffice, una crema pasticciera aromatica, delle friabili meringhe! Più di 50 ricette gustose e facili da realizzare: dalle basi della pasticceria vegana a pasticcini con crema di mele, mousse di tofu e fragole, muffin con limone e semi di chia, grandi classici come il panettone vegan… Tanti consigli, box con i trucchi da rubare, curiosità e abbinamenti con meravigliosi tè per ogni dolce. Torte e crostate, Biscotti e pasticcini, Dolci al cucchiaio, Muffin, Senza glutine e Occasioni speciali: all'interno di ogni capitolo troverete la ricetta più amata dagli utenti online e il guizzo dello chef, una golosità che Cristiano Bonolo ha deciso di creare seguendo le sue sensazioni. vegolosi.it è il primo magazine online di cucina e cultura vegetariana e vegana. Diretto da Federica Giordani, ospita tantissime ricette realizzate dallo chef Cristiano Bonolo, lasciando spazio anche a notizie, video e libri. La redazione di Vegolosi.it organizza eventi, workshop, corsi di cucina e partecipa con laboratori e show cooking a varie manifestazioni sui temi veg. Con Gribaudo hanno già pubblicato, nel 2014, il loro primo libro, Vegolosi.
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Castelvecchi, 03/04/2018
Abstract: L'autrice cerca di comprendere l'oppressione delle donne assieme all'oppressione economica di tutti, e ne rintraccia lo spartiacque non partendo dal capitalismo, ma già dallo scambio quid pro quo, in quanto funzionante con una logica opposta a quella di un'economia gratuita, più fondamentale ma nascosta. È all'economia originale del dono materno che Vaughan ricorre per offrire un'alternativa all'economia di mercato capitalista-patriarcale. Le iniziative che non la riconoscono corrono il rischio di ripetere sempre gli stessi schemi e lo stesso sfruttamento. Non è possibile realizzare una società nuova senza riconoscere le ragioni di questo problema millenario. L'autrice propone un cambiamento di paradigma radicale per poter ricominciare da capo: riconoscerci come homo donans anziché come homo sapiens o come homo oeconomicus.
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Castelvecchi, 03/04/2018
Abstract: Accompagnata dalla voce di altre filosofe, come Simone de Beauvoir e Hannah Arendt, Heller passa in rassegna le tappe del lungo e rivoluzionario processo di liberazione delle donne: dalla sottomissione allo sguardo dell'altro – prevalentemente al maschile – alla conquista del diritto all'autodeterminazione, che coinvolge in una battaglia comune gli stessi uomini; dall'emancipazione politica dell'Illuminismo alla parità economica e sessuale, sino ad arrivare alla partecipazione sociale, professionale, istituzionale dei nostri giorni. Sorge però una domanda cruciale: essere state liberate significa per ciò stesso essere libere? Appellandosi alle scelte individuali di ciascuna, la filosofa sembra indicare la direzione di una responsabilità personale, cui nessuna donna può sottrarsi.
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Baldini&Castoldi, 02/04/2018
Abstract: A vent'anni dalla morte, ripubblicare il capolavoro di Umberto Simonetta offre l'occasione per scoprire o recuperare la vena comica e satirica, ma anche malinconica e amara di un appassionato narratore della nostra storia, dell'epopea di una Milano da trani (e non ancora da bere, per carità), di gente che sbarcava il lunario, di giovani ribelli, di quartieri sentinella del mondo che cambiava, e poi di amori, naturalmente. Tirar mattina racconta di Aldino che all'alba dei suoi trentatré anni ha deciso di mettere la testa a posto trovando finalmente un lavoro, proprio lui che finora si è arrabattato con mille lavori diversi, il più delle volte discutibili, riuscendo a scampare la vita da operaio come suo padre. Ma prima di cominciare la sua nuova vita da uomo adulto e responsabile, vuole festeggiare e decide di farsi un ultimo bicchiere e poi a nanna, o meglio a slòffen. Ma quei bicchieri diventeranno parecchi e Aldino, che è un animale notturno, non ce la farà a sottrarsi agli incontri che Milano, bella come non mai in questo romanzo, gli offrirà, finendo immancabilmente per tirar mattina.È Aldino stesso a raccontarci di questa ultima notte e lo fa con uno slang a metà tra il dialetto meneghino e il gergo della strada fondendo tutto in un flusso di coscienza miscelando passato e presente con superba maestria in quello che, a oltre cinquant'anni di distanza, ha ancora tutta la freschezza di un classico modernissimo e senza tempo.Aldino si trova a vivere un'epoca di passaggio, esattamente come di passaggio si sente lui, in bilico tra giovinezza ed età adulta, testimone consapevole di una Milano che fu, con i suoi bar in cui era possibile rifugiarsi a ogni ora del giorno e della notte. L'ultima notte di libertà è una notte sfrenata, in cui si intuisce che la società sta cambiando, che il boom sta arrivando, che le illusioni ubriacano e che le disillusioni sono lì pronte dietro la porta, a mordere l'esistenza.
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Elliot, 03/04/2018
Abstract: Wilkie Collins, considerato il padre del genere poliziesco, fu amico stretto e collaboratore di Charles Dickens e scrisse a lungo sulle sue riviste saggi e divertissement letterari. Il Pubblico Sconosciuto (1858) è il tentativo semiserio di scandagliare il sottobosco, fitto quanto misterioso, dei lettori dei penny journals, "un pubblico di tre milioni di lettori situato appena oltre il confine della civiltà letteraria", sconosciuto (a torto) a editori, circoli dei lettori e critici letterari. E di un'altra mancanza si parla in Ritratto di uno scrittore, eseguito dal suo editore (1859), in cui si cercano invece le ragioni di un fosco fenomeno nazionale: perché Honoré de Balzac, arcinoto in Europa, in Inghilterra è pressoché ignorato? Ne emerge un ritratto quanto mai vivo del maestro francese, scritto con arguzia e con quello humour tipicamente inglese di cui Collins è stato paradigma perfetto.
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Discorso sulla natura degli animali
Elliot, 03/04/2018
Abstract: Il Discorso sulla natura degli animali, quarto volume della Storia naturale di Buffon, apparve nel settembre del 1753, suscitando grande clamore e divenendo all'istante modello imprescindibile dell'arte di pensare e scrivere in modo scientifico. Anche i detrattori dell'autore, gli stessi che nel 1749 erano rimasti scioccati dall'audacia di Teoria della terra e dai paradossi di Storia dell'uomo, dovettero inchinarsi di fronte a questo genio del discorso scientifico e a quest'opera caposaldo dell'Illuminismo , capace di influenzare le successive generazioni di naturalisti, compresi gli evoluzionisti Jean-Baptiste Lamarck e Charles Darwin.
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Ponte alle Grazie, 10/05/2018
Abstract: "La montagna mi ha visto nascere, mi ha nutrito, insegnato, curato. Così sono diventato il signore delle cenge rocciose, la sentinella dei valichi secondari e l'esperto delle morene nascoste: ho regnato su quel reame di sassi non perché era mio - ma perché gli appartenevo. La montagna mi ha concesso di starle insieme e io sono diventato il suo custode rispettoso, un pastore di stambecchi in tutte le stagioni.""Esistono uomini che hanno ascoltato la montagna così a lungo da sentirne la voce. Quando poi questi uomini parlano, dopo una vita intera, è la montagna che parla attraverso di loro. Louis Oreiller parla con la voce della montagna e ascoltarlo riempie di meraviglia, ancora più che di nostalgia. "Paolo Cognetti"Dobbiamo essere grati a Irene Borgna per la delicatezza e la pazienza con cui ha saputo suscitare la fiducia di Louis, così da scioglierne la crosta rocciosa e ascoltarne non solo le parole, ma i battiti più profondi del cuore"ttL - La Stampa - Enzo Bianchi"Dobbiamo essere grati a Irene Borgna per la delicatezza e la pazienza con cui ha saputo suscitare la fiducia di Louis, così da scioglierne la crosta rocciosa e ascoltarne non solo le parole, ma i battiti più profondi del cuore"ttl – La Stampa - Enzo Bianchi"Il più bel libro di montagna che io abbia letto nell'ultimo anno"ROBINSON - La Repubblica - Paolo CognettiNella sua valle, sa il carattere di ogni canalone, di ogni balza di roccia. Riconosce le volpi, i camosci, le vipere, i gipeti. Può chiamare per nome ogni valanga. La montagna per Luigi Oreiller non è una sfida, né una prestazione. È la sua casa di terra e di cielo, un orizzonte a cui appartenere. Luigi nasce nella povertà e cresce con la guerra. Valdostano ma "anche" italiano, trascorre i suoi 84 anni a Rhêmes Notre Dame, venti comignoli rubati alla slavina al fondo di una valle stretta e dal fascino selvatico, su un versante Parco del Gran Paradiso sull'altro riserva di caccia. Da ragazzo, armato dalla fame, è cacciatore, contrabbandiere, manovale. Quando diventa guardiaparco e poi guardiacaccia, cambia sguardo. Dietro le lenti del cannocchiale, nelle lunghe solitarie giornate di appostamento ai bracconieri, diventa il signore delle cenge, segue il volo delle aquile e sperimenta un qualcosa di molto simile all'amore. Stagione dopo stagione, trasforma gli alberi in sculture, "scava" tassi e marmotte, parla con i cani, le mucche, le galline. A volte anche con gli uomini. Quello di Oreiller è un mondo ormai perduto, travolto da una modernità senza pazienza, da un fiume di gente che torna ma non resta. Eppure, nei suoi occhi, nelle sue mani nodose e forti, tutto ha ancora memoria e lui ha memoria di tutto. Le sue parole, consegnate a chi, come Irene Borgna, le sa ascoltare, conducono lontano, fuori traccia, tra valichi nascosti. E segnano il tempo, come gli anelli di un tronco, come i cerchi sulle corna di un vecchio stambecco.
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Ponte alle Grazie, 03/05/2018
Abstract: Parigi, fine Ottocento: due ragazzi crescono insieme, frequentano il bel mondo e i salotti letterari, hanno per compagni di gioco Proust, Gide e Valéry. Sono Pierre Louÿs e Marie de Heredia, il talento li destina a diventare esponenti di spicco della letteratura francese, la bellezza e il desiderio faranno di loro due amanti impareggiabili. Francesco Maria Colombo, al suo esordio narrativo, indaga le tracce di una liaison che fu clandestina, fulminea, temeraria e lacerante: interroga lettere, diari, confessioni, scie dissimulate nei romanzi, una manciata di fotografie erotiche di stupefacente modernità. Ma la sua non è solo una ricostruzione storica. È un labirinto dove la vita di Pierre e Marie si combina con il tempo presente e con il racconto autobiografico: le strade si incrociano e si diramano creando un gioco di specchi deformanti, di false prospettive, di illusioni e di interrogazioni intorno al tema dello sguardo, dell'immagine, dell'identità, della memoria involontaria, di ciò che si perde nel tempo e di ciò che misteriosamente è destinato a permanere oltre la morte. È una sciarada il cui schema coinvolge Pierre de Ronsard e Walter Benjamin, Henri Fantin-Latour e Kawabata Yasunari, la spedizione antartica del capitano Scott e un film dimenticato con Lino Ventura, in una vertigine combinatoria che si legge con il trasporto di un romanzo d'amore ma la cui soluzione è magistralmente rimandata fino all'ultima parola del romanzo, quella che tutto svela.
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Marsilio, 12/04/2018
Abstract: La prima indagine di Denis CarboneA Posillipo non succede mai niente. Da quando Denis Carbone è stato sbattuto nel commissariato di quel quartiere di signori per un brutto affare di scommesse, il suo fiuto da segugio si è dovuto misurare al massimo con qualche topo d'appartamento. Ma una mattina d'agosto il corpo di Ester Fornario, ricca, disinibita e bellissima, viene trovato ai piedi della torre che domina la sua villa da copertina: dopo dieci anni d'inattività forzata, è per Denis l'occasione perfetta per placare la sete di giustizia che insieme al Macallan gli sta bruciando il fegato. Per la squadra Mobile, che minaccia di scippargli l'inchiesta, sarebbe fin troppo facile chiudere il caso incastrando uno degli amanti dell'ereditiera, ma la caccia privata dell'ispettore Carbone, tallonato nell'ombra da ambigui figuri, rischia di portare alla luce una verità molto diversa. Una verità che ai piani alti della questura di via Medina non piace neanche un po', e che a Denis potrebbe costare non solo il posto, come dieci anni prima, ma la vita stessa. Per chi come lui le regole non le ha mai seguite non sarà un problema mettere la soluzione delle indagini davanti a tutto il resto, ma stavolta scoprirà suo malgrado che il nemico non ha un solo volto e che la cosa più saggia da fare sarà tenere il dito ben fermo sul grilletto. Dal giallista più spregiudicato e originale della sua generazione, una nuova serie noir in cui il bene e il male si scambiano di posto in modo frenetico, sullo sfondo di una Napoli vibrante di rabbia e rimpianto, d'amore e malinconia.