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Trovati 3 documenti.

Lo ionico
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Rocco, Giorgio

Lo ionico

Liguori Editore, 01/01/2003

Abstract: Gli ordini architettonici costituiscono il linguaggio dell'architettura del mondo antico; la loro conoscenza, nelle diverse componenti in cui si articolano e nella sintassi aggregativa che presiede e regola la loro disposizione relativa, costituisce il presupposto fondamentale alla stessa comprensione delle architetture antiche.Questo volume si colloca nell'ambito di un più ampio progetto volto a far conoscere gli ordini architettonici del mondo antico a tutti coloro che, sia per ragioni di studio, sia per necessità di lavoro, sentono l'esigenza di approfondire il tema, troppo spesso affrontato attraverso luoghi comuni e generalizzazioni.In particolare questo contributo, che fa seguito ad un primo volume dedicato all'ordine dorico, è rivolto all'analisi dell'ordine ionico del quale intende fornire gli elementi del lessico di base favorendo così la 'lettura' delle architetture ioniche nelle loro diverse manifestazioni.Ad un primo esame dell'ordine attraverso l'identificazione delle componenti strutturali-funzionali e decorative e delle relative leggi aggregative, fa seguito una più estesa indagine sulle modificazioni e trasformazioni che intervengono nel corso della storia; l'ordine ionico in particolare e l'architettura ionica più in generale sono esaminati in un percorso che ha origine nella prima età arcaica e, attraverso le trasformazioni dell'età classica e del mondo ellenistico, approda all'età imperiale spingendosi sino all'epilogo del tardo antico.Nel volume vengono inoltre affrontati molti argomenti che negli anni recenti sono stati oggetto di profonde revisioni critiche intendendo così fornire una visione aggiornata del panorama di studi inerente le specifiche problematiche dell'architettura ionica, sia nelle fasi iniziali, altoarcaiche ed arcaiche, sia nella problematica transizione tra ellenismo ed età imperiale, pur nella consapevolezza dei limiti posti dagli specifici obiettivi del presente contributo.

Manuale di storia della lingua tedesca
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Foschi Albert, Marina - Hepp, Marianne

Manuale di storia della lingua tedesca

Liguori Editore, 01/01/2003

Abstract: Il volume presenta un panorama diacronico della lingua tedesca, riassumendo tematiche che costituiscono di regola l'oggetto di studio di singole discipline specialistiche (filologia, storia, storia della letteratura, sociolinguistica). L'interesse per la storia linguistica, vivo in Germania a partire dagli anni settanta (tra i primi risultati, i volumi di Peter von Polenz, Geschichte der deutschen Sprache, 1970; Hans Eggers, Deutsche Sprachgeschichte, 1977; Stefan Sonderegger, Grundzüge deutscher Sprachge-schichte, 1979), è di recente rilevabile anche in Italia in ambito di didattica universitaria, date le nuove esigenze curricolari dettate dalla riforma. Il presente volume, struttu-rato come "manuale di studio" su modello della Deutsche Sprachgeschichte di Gerhart Wolff (1990), riassume i risultati delle recenti ricerche storico-linguistiche condotte sulla lingua tedesca, mirando a descrivere gli usi linguistici attuali con lo sguardo rivolto ai loro sviluppi e agli aspetti storico-culturali che li hanno determinati. Le sezioni argomentative sono accompagnate, in tutto il testo, da esempi testuali, documenti storici, tavole esplicative.

Viaggi nel regno dell'illogico. Letteratura e droga da De Quincey ai giorni nostri
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Ghelli, Francesco

Viaggi nel regno dell'illogico. Letteratura e droga da De Quincey ai giorni nostri

Liguori Editore, 01/01/2003

Abstract: Da De Quincey a Baudelaire, da Artaud a Huxley, fino a Michaux e Burroughs, la droga è un tema fondamentale per molti scrittori degli ultimi due secoli. Ai giorni nostri questa tradizione si confonde con il mito un po' usurato dell'artista trasgressivo, della rockstar che nella droga cerca l'ispirazione o l'oblio. In realtà, proprio nella tradizione letteraria si trovano alcune radici di quella complessa costruzione culturale che si nasconde dietro l'odierna idea di droga come di una sostanza estranea, minacciosa ma anche seducente. È un'idea così radicata da resistere a tutti gli approcci più "scientifici" o "oggettivi", tant'è che molti degli odierni discorsi sulla droga appaiono la riedizione sbiadita di quanto scrisse Baudelaire nei Paradisi artificiali. In letteratura l'e-sperienza della droga è stata l'occasione privilegiata per il rovesciamento della razionalità dominante, per l'emergere dell'inconscio, del "regno dell'illogico". Di questo universo letterario il saggio di Francesco Ghelli indaga a fondo tutto quanto va a costituirlo: la regressione infantile, l'esplorazione della follia, l'estasi mistica, la vertigine allucinatoria, la dilatazione del tempo e dello spazio, il delirio interpretativo, le metamorfosi grottesche. Dai sogni dei Romantici fino alle realtà virtuali del cyberpunk, la rappresentazione della droga ci permette di osservare le sottili trasformazioni dell'immaginario moderno e postmoderno.Ulisse e i Lotofagi: la droga fuori dall'OccidenteIn effetti, fa impressione come l'odierno discorso sulla droga sia una lunga variazione sul tema dei Paradisi artificiali, come in molti si ritrovino, loro malgrado, a ripetere ancora le argomentazioni di Baudelaire sulla droga asociale, nemica della volontà e del lavoro. Da Baudelaire la critica della droga è poca cosa, un misero surrogato, o è una tentazione irresistibile, capace di asservire chiunque dopo una sola esperienza? E ancora, il drogato è un miserabile, schiavo del bisogno, o è qualcuno che ha raggiunto la pace dei sensi, l'assoluta autarchia, sottraendosi come i Lotofagi di Ulisse a tutti i dolorosi imperativi della civiltà? Spesso proprio la critica ha costruito il paradiso artificiale, ha esaltato la beatitudine del drogato quasi per sottolineare il diabolico potere di seduzione della droga, la sua maligna minaccia. Come nel caso del diavolo, proprio gli esorcisti si sono rivelati talvolta i migliori apologeti del male…(p. 26-27)