Trovati 3689 documenti.
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minimum fax, 05/07/2018
Abstract: Il viaggio nella "generazione perduta" americana compiuto da Fitzgerald conosce una tappa fondamentale nel 1922 con Belli e dannati, romanzo in parte autobiografico che fotografa splendidamente la vita irrequieta degli Anni Ruggenti: un mondo di passioni e grandi sogni che si accompagnano, ma a volte si scontrano, con la realtà di un travolgente boom economico. Su questo sfondo seguiamo le vicende di Anthony e Gloria, una coppia di giovani benestanti che tra vizi e dissipatezze ingannano la logorante attesa di un'eredità destinata a cambiare la loro vita. Un romanzo difficile da dimenticare, che precede "Il grande Gatsby" anticipandone temi e vicende.
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minimum fax, 05/07/2018
Abstract: "Di qua dal paradiso" è l'esordio letterario di Francis Scott Fitzgerald e il romanzo che rivelò al mondo il suo talento narrativo. Opera in gran parte autobiografica, ha conosciuto un enorme successo sin dalla sua prima uscita, nel 1920, e da allora è entrata nel canone della letteratura del Novecento. Nel personaggio di Amory Blaine, affascinante e irrequieto studente di Princeton, vediamo riflesse le aspirazioni di un'intera generazione, quella dei giovani americani negli anni del primo conflitto mondiale: una generazione combattuta fra l'idealismo e l'edonismo, fra i sogni di trasformazione sociale e la ricerca del successo personale, e infine rassegnatasi a un doloroso passaggio all'età adulta.
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Gesù lava più bianco. Ovvero come la chiesa inventò il marketing
minimum fax, 12/04/2018
Abstract: In questo tour de force documentato e irriverente sulla storia della comunicazione pubblicitaria nella Chiesa cattolica, Ballardini decostruisce senza falsi ossequi la dottrina, la ritualità, la teologia, l'architettura, l'evangelizzazione nei loro elementi propagandistici e, in senso linguistico, pragmatici, e fornisce così un contributo a un'altra, nuova controstoria della Chiesa - la grande azienda con il settore marketing più efficace e capillare di tutta la storia occidentale. Del resto, come ha dichiarato monsignor Ernesto Vecchi nel 1997: "Il marketing? Ha cominciato Gesù, già duemila anni fa..."
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minimum fax, 12/07/2018
Abstract: "Gli inquilini", pubblicato originariamente nel 1971, è la storia di Harry Lesser, l'ultimo occupante di una decrepita palazzina di New York che deve essere abbattuta per far posto a un condominio di lusso. Nonostante i goffi tentativi di sfratto da parte del proprietario, Lesser non vuole lasciare l'appartamento, perché lì ha iniziato a scrivere il suo romanzo ed è lì che intende terminarlo, dopo dieci anni di lavoro. Quando nella palazzina si trasferisce, per abitarci abusivamente, Willie Spearmint, anche lui scrittore, fra i due si instaura una rivalità letteraria (Willie, sebbene disponga di scarsi mezzi tecnici, è molto più motivato del collega) e razziale (Lesser è ebreo, Spearmint afroamericano) che assume uno sfondo anche sessuale quando entra in scena Irene, la donna di Willie. Romanzo politico, provocatorio e visionario, Gli inquilini è, come scrive Aleksandar Hemon nella sua prefazione, "un libro da odiare o da amare; una lettura da cui si esce arrabbiati, combattuti – e vivi".
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minimum fax, 05/07/2018
Abstract: "Il grande Gatsby" (1925) è il terzo romanzo di Francis Scott Fitzgerald e a giudizio di molti la sua opera più compiuta (T.S. Eliot lo definì "il primo passo avanti per la narrativa americana dai tempi di Henry James").Nella storia di Jay Gatsby, oscuro avventuriero alla ricerca di un personale posto al sole nel sogno americano, e del suo amore impossibile per Daisy Buchanan, Fitzgerald sembra riversare tutte le inquietudini celate dietro lo sfarzo degli anni Venti, rinunciando alla spensieratezza dei libri giovanili in favore di toni più crepuscolari e raggiungendo un equilibrio stilistico che fa di questo romanzo uno dei grandi classici del Novecento.
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Nutrimenti, 24/05/2018
Abstract: La più completa e avvincente ricostruzione della storia di uno dei più efferati serial killer italiani, il Mostro di Firenze, che in diciassette anni, tra il 1969 e il 1985, fece sedici vittime nelle campagne intorno al capoluogo toscano. I delitti, i depistaggi, le morti sospette, la parabola di un gruppo di balordi violenti e sanguinari, l'ombra dei servizi segreti, la pista satanica: tutti i misteri e i retroscena di un'inchiesta infinita.
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Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più)
minimum fax, 10/05/2018
Abstract: Da anni impegnata nella ricerca della letteratura angloamericana di qualità, minimum fax celebra una delle sue più grandi scoperte, David Foster Wallace, con la riedizione dei titoli che hanno fatto conoscere e amare lo scrittore statunitense anche in Italia. Cinque pubblicazioni, in una nuova veste grafica, che raccolgono le diverse forme letterarie in cui Wallace si è cimentato: la narrativa (La ragazza dai capelli strani, Verso Occidente l'Impero dirige il suo corso), il reportage narrativo e la saggistica (Una cosa divertente che non farò mai più, Tennis, tv, trigonometria, tornado e Il rap spiegato ai bianchi), ottenendo sensazionali risultati di critica e di pubblico.A tre anni dalla sua morte, minimum fax rilancia un autore di culto la cui opera – diventata rappresentativa di un'intera generazione di scrittori – è destinata a conquistare il cuore e la memoria dei giovani lettori per sempre.Pubblicata dopo il successo mondiale di Infinite Jest, che consacrò Wallace come uno dei migliori narratori americani contemporanei, questa raccolta ne rivelò anche il talento di saggista e osservatore del proprio tempo.Esilaranti reportage "dietro le quinte" da un'edizione degli Open Canadesi di tennis e dal set di Strade Perdute di Lynch; fotografie inedite della vita di provincia americana in un Midwest animato da bizzarie metereologiche e chiassose fiere campionarie; geniali riflessioni sul rapporto di odio/amore fra la televisione e la narrativa contemporanea. In sei saggi sui generis, Wallace ci offre un'analisi caleidoscopica della società e della cultura postmoderna condotta al tempo stesso con lo sguardo acuto e distaccato del critico e quello entusiasta del fan, e percorsa da una vena inesauribile di ironia.
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Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj. (Senza risparmiare se stessi)
minimum fax, 03/05/2018
Abstract: Un lui, una lei, una Roma contemporanea, la classica storia d'amore che potrebbe ricominciare; ma il confidente del protagonista, fra partite a scacchi e tazze di caffè al bar, è... Lev Tolstoj. Con un linguaggio serrato ed elegante, un'ironia feroce, un continuo sovvertimento dei piani narrativi, Lagioia si diverte a trasformare la più convenzionale delle trame in "una macchina per la distruzione di cliché letterari" che non risparmia "Guerra e pace", le madeleine di Proust, il mito della droga e quello del ritorno all'infanzia: un'originalissima prova di talento in cui si mescolano lo sperimentalismo europeo e il postmoderno americano.
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Un antidoto contro la solitudine. Interviste e conversazioni
minimum fax, 27/09/2018
Abstract: La brillante originalità dello stile, e soprattutto la capacità di raccontare in maniera commovente e acuta le contraddizioni del nostro tempo - sia in forma narrativa che saggistica - hanno fatto di David Foster Wallace uno scrittore ammirato dai critici e amatissimo dai lettori. Benché la sua morte abbia tragicamente posto fine alla sua produzione letteraria, questa raccolta di interviste e conversazioni che ne ripercorre l'intera carriera ci permette di ascoltarne ancora una volta la voce. Dialogando di volta in volta con brillanti critici letterari, giovani editor o altri scrittori (fra cui un romanziere di culto come Richard Powers), Wallace racconta e analizza spassionatamente le proprie opere, espone le sue idee sulla scrittura e la letteratura, si lascia andare a commenti sulla società e la cultura americana e occidentale in genere: ne esce il ritratto di un intellettuale curioso e appassionato, lucidamente critico rispetto a se stesso e alla realtà contemporanea ma anche animato da un autentico amore per il suo lavoro e da una straordinaria generosità verso il lettore.
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minimum fax, 12/04/2018
Abstract: In un futuro prossimo in cui il consumismo e l'aziendalismo regnano incontrastati, i personaggi sono ingabbiati in esistenze assurde e umilianti: chi deve interpretare il cavernicolo in un parco a tema, scuoiando capre di giorno e facendo rapporto via fax al capo ogni sera; chi fa lo spogliarellista in uno strip club dove le clienti compilano severissime "Classifiche dei Carini"; chi cerca l'autostima in improbabili incontri motivazionali o l'amore nell'aula di un corso di recupero per automobilisti indisciplinati.Nella sua seconda raccolta di racconti, che l'ha consacrato come l'erede di Mark Twain e Kurt Vonnegut nel filone più comico e immaginifico della letteratura americana, George Saunders descrive un mondo grottesco e tragicomico, rivelandosi però un maestro nel cogliere i piccoli gesti di umanità e gentilezza capaci di far rinascere la speranza.
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Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita
minimum fax, 26/07/2018
Abstract: Cineasta, esploratore, poeta, visionario. Tutti questi tratti si fondono organicamente in una delle figure più originali, irriducibili e creative del panorama cinematografico contemporaneo. Famoso per i suoi film "estremi", Werner Herzog ne ripercorre in questo generoso libro-intervista la genesi, la lavorazione e l'impatto su critica e pubblico. Ma quel che più conta, per lui, è individuare lo strettissimo legame tra i suoi film e la sua vita, tanto stretto da far sì che i primi appaiano un naturale prolungamento e sviluppo della seconda. Perché ciò sia possibile, Herzog si tiene alla larga dai teatri di posa e dalle produzioni in provetta; si getta nel mondo e trasforma il set in un luogo avventuroso e pulsante. La freschezza, vivacità e apertura dello sguardo di Herzog rendono il libro un'affascinante occasione di incontro con terre e popoli remoti, un emozionante attraversamento della storia europea della seconda metà del Novecento, nonché una lucida riflessione teorica sul rapporto tra cinema di finzione e documentario, tra mondo dell'immaginario e reale.
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minimum fax, 30/08/2018
Abstract: In questi dodici interventi (originariamente pubblicati sulla rivista radicale In These Times, poi snobbati dalla grande editoria americana e raccolti in volume da una coraggiosa casa editrice indipendente che negli Stati Uniti ne ha fatto un bestseller da 350.000 copie), Kurt Vonnegut ci offre il suo punto di vista sull'America e sul mondo di oggi. Traendo ispirazione di volta in volta da Mark Twain, Gesù Cristo, Abraham Lincoln e i socialisti di inizio Novecento, critica ferocemente il neoimperialismo e il capitalismo malato delle multinazionali, ma con uno stile frizzante e discorsivo che apre a continue digressioni: dalle dichiarazioni d'amore per il blues alle geniali riletture naïf di Kafka e Shakespeare, dai ricordi del bombardamento di Dresda a quelli dello spinello fumato coi Grateful Dead, il tutto accompagnato da illustrazioni realizzate dall'autore stesso.
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Il Saggiatore, 11/01/2018
Abstract: Conclusosi il Settecento, che in Mozart ha conosciuto il culmine e la pienezza dell'espressione musicale, si accendono i fuochi dell'Ottocento. Ovunque in Europa si affermano le identità nazionali, alle quali contribuiscono compositori e platee, e ogni paese scandisce sul palcoscenico le proprie declinazioni artistiche: il gusto per la decorazione proprio degli italiani, l'innegabile tendenza a pontificare dei francesi, l'arte del racconto degli inglesi, lo scavo psicologico dei tedeschi. Ma, nonostante i diversi modi formali che le sensibilità nazionali suggeriscono ad autori come Čajkovskij, Musorgskij, Rossini, Donizetti, Offenbach, Bizet, Bellini, resta fermo, per ciascuno, il proposito del fare "teatro in musica": narrare una storia che coinvolga e interroghi il pubblico, mettendo in discussione la realtà in cui vive. Dal giorno della prima messinscena fino a oggi.In questo volume, la monumentale storia dell'opera e della sua rappresentazione di Elvio Giudici racconta la potenza di melodrammi nati ormai due secoli fa eppure vivissimi, passandoli in rassegna uno a uno e incentrando la narrazione là dove pulsa il suo cuore: sull'allestimento e sull'interpretazione degli spettacoli. È la stretta complicità fra regia e direzione che crea il capolavoro, ed è quando il gesto scenico suggerisce il gesto musicale e il musicale quello scenico che il melodramma acquista il suo senso artistico e umano più profondo.Con passione inesausta ed estro critico, Giudici sprona allora gli "impresari" ad abbandonare – e il pubblico a pretendere che vengano abbandonati – costumi più o meno fastosi, tele dipinte più o meno spettacolari, parate di masse più o meno oceaniche, per concentrarsi sulla recitazione e sulle relazioni fra i personaggi. E fa sfilare in queste pagine tutti i grandi registi, direttori e cantanti che dal secondo dopoguerra hanno traghettato l'opera lirica ottocentesca verso orizzonti sempre nuovi, che di volta in volta accendono entusiasmi e aspri dissensi, a riprova di un'inesauribile vitalità. E grazie a spettacoli come la Carmen di Emma Dante e Barenboim, Il principe Igor di Černjakov e Noseda, il Barbiere della premiata ditta Leiser & Caurier con Pappano, la Norma di Michieletto e Antonini con una Bartoli neorealista alla Magnani, il miracolo dell'opera continua a rinnovarsi.
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minimum fax, 25/01/2018
Abstract: C'era una volta la Wunderkammer, la camera dei prodigi, collezione di oggetti rari e squisiti, meraviglie della tecnica, orrori sublimi della natura e della storia.Nel solco di questa bizzarra tradizione Danilo Soscia ha raccolto sessanta parabole esemplari, memorie infedeli, miti e fantasmi, inventando una sulfurea e personalissima Spoon River e narrando con uno stile potente e originale le inquietudini e le ossessioni che da sempre attanagliano il cuore e la mente degli uomini. L'Atlante è dunque molti libri insieme: può essere letto dall'inizio alla fine come un catalogo fantastico delle passione e delle avventure umane, oppure può essere percorso seguendo a piacere la fitta trama di temi e luoghi che lo sottende.Di racconto in racconto, incontriamo uomini non illustri accanto ad Arthur Rimbaud, Gesù, Mao, Antigone, San Francesco, Jurij Gagarin e Friedrich Nietzsche, e ogni personaggio, oscuro o eminente, ci chiede di partecipare al destino e ci trae con forza irresistibile dentro il suo mondo. La Berlino di Bertolt Brecht e quella del panda Bao Bao si collegano alla Parigi di Walter Benjamin, e il viaggio della nave di Odisseo all'isola di Circe prosegue nell'avventura di una cagnetta selvatica, in orbita intorno alla Terra a bordo di un'angusta navicella spaziale.
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minimum fax, 18/01/2018
Abstract: Todd Aaron aveva undici anni quando in un giorno di pioggia la madre lo accompagnò nell'ennesima comunità di cura per bambini autistici. Adesso "la pioggia che cadde quel giorno ha quarantuno anni", e Todd non è più tornato a casa, eppure a Payton è sereno: legge l'Enciclopedia Britannica, svolge diligentemente i lavoretti che gli vengono assegnati e soprattutto prende sempre le sue medicine. È un punto di riferimento nella comunità, l'anziano del villaggio: in poche parole, un "ragazzo d'oro". Finché due eventi alterano il suo equilibrio: l'arrivo di Mike Hinton, un nuovo operatore che lo terrorizza, e quello di Martine, una bellissima ragazza "ad alto funzionamento" che gli insegna il valore delle storie, la libertà, il diritto alla disobbedienza. Per Todd niente sarà più lo stesso: compra delle mappe dell'America e disegna "un fiume grigio di matita" che da Payton arriva fino a casa sua. Non gli rimane che prepararsi alla fuga, e alla più grande avventura della sua vita. Con Un ragazzo d'oro, accolto con entusiasmo in patria e insignito del premio The Bridge come miglior romanzo americano inedito in Italia, Eli Gottlieb ha compiuto un piccolo, grande miracolo: raccontare l'autismo in prima persona, senza ombra di compiacimenti o di patetismi, regalandoci un personaggio e una voce dalla tenerezza disarmante.
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Il Saggiatore, 19/01/2018
Abstract: Se è vero, come ha scritto Shakespeare, che siamo fatti della stessa materia dei sogni, è la materia dei sogni a dover essere indagata. Se, come sosteneva Cézanne, "il colore è il luogo dove si incontrano il nostro cervello e l'universo", va indagato il modo in cui il nostro cervello percepisce lo stimolo dei sensi e lo rielabora in forme, miti e metafore. Va indagata la biologia delle arti e della letteratura.Solo un'ottica che superi la divisione tra natura e cultura può dare conto dei processi che hanno condotto l'essere umano a costruzioni simboliche sempre più complesse, per rispondere a esigenze di sopravvivenza, di ritualità magica e religiosa o per imporre un ordine al cosmo, ritagliando nuclei di senso dal caos del molteplice.Guidato da questi stimoli e dalle più recenti scoperte della biologia, delle neuroscienze e dell'antropologia, Alberto Casadei individua nello stile il punto in cui avviene la mediazione decisiva fra natura e cultura: è grazie all'elaborazione stilistica che le propensioni biologiche elementari, legate alla percezione del ritmo, dell'analogia e della metafora, vengono utilizzate per dare vita ai mondi possibili della letteratura e dell'arte.Biologia della letteratura unisce questa prospettiva inedita a una rigorosa analisi critica, mostrando una storia letteraria ancora più ricca, in cui lo stile diviene l'elemento capace di condensare processi emotivi e cognitivi: un filo che lega la sorprendente stratificazione mitologica dell'epica di Gilgameš all'oscurità del Simbolismo, l'estasi del sublime alla rottura dei linguaggi retorici operata nel primo Novecento, fino alla svolta imposta dalle nuove tecnologie, dal Web e ancor di più dal Cloud. Oggi, come un Ulisse che, sprofondata ormai la nave, continua il proprio viaggio di conoscenza negli abissi marini, l'uomo si ritrova immerso in una realtà in cui lo stimolo percettivo è ubiquitario e ogni separazione tradizionale tra i linguaggi è caduta. La risposta, ancora una volta, è nell'adattamento e nell'elaborazione di uno stile sempre più ibrido e complesso.
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Voland, 19/01/2018
Abstract: Nella Mosca postrivoluzionaria stretta dalla morsa della fame e della guerra civile, Marina Cvetaeva affida alle pagine dei taccuini il racconto delle sue giornate. Episodi di vita quotidiana si mescolano a lettere, progetti di opere, versi, fulminee riflessioni su di sé, sull'epoca, la poesia, la natura umana, ritratti di contemporanei, narrazioni di sogni e ricordi d'infanzia... Ne scaturisce un quadro vivissimo della Russia dell'epoca e un nudo ritratto dell'interiorità cvetaeviana.
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Il Saggiatore, 20/01/2018
Abstract: Nel ricordo e nella fatica del ritorno alle origini familiari si scoprono frammenti di storia collettiva, bagliori di un passato irrisolto che affiorano nel presente. In Patrie smarrite Corrado Stajano scrive una memoria, una narrazione civile sul grande enigma che è il carattere italiano. A Noto, dove tenta di vendere gli antichi terreni della famiglia – "stoppie, ulivi, mandorli e grotte dell'età del bronzo" –, e poi nei luoghi della giovinezza, fra le brume e le anse placide del Po, a Cremona, dove si reca per svuotare la vecchia casa materna, Stajano racconta architetture, paesaggi, vicende storiche, mentalità e personaggi eterogenei, tutti fatalmente italiani. E indagando la propria doppia radice – siciliana e lombarda – indaga il nostro tragico Novecento, il divario e l'incomunicabilità tra Nord e Sud, un'Italia troppo spesso incline al compromesso, smemorata e autoassolutoria. Tra le spiagge rossastre, gli odori di gelsomino e ricotta, il tufo, i profili cadenti delle architetture barocche, nel Val di Noto Stajano ritrova ricordi personali, carte d'archivio, testimonianze dirette, memoriali inediti, che ricostruiscono lo sbarco anglo-americano sulle coste siciliane, nel luglio 1943: un episodio cruciale e per molti aspetti relegato all'oblio, che rivela eroismi e viltà grandi e piccole, collusioni e silenzi. A Cremona lo sguardo curioso e severo di Stajano si sofferma sulla resistibile ascesa e caduta del ras Farinacci: com'è possibile che una popolazione di antica cultura e tradizioni democratiche abbia favorito con divisioni, omertà e malizie l'imporsi del fascismo più nero? Oggi la città, sonnolenta, rifiuta ogni domanda, sembra infastidita dalla memoria, si rifugia nel particulare, emblema di un paese in cui ancora prevalgono gli egoismi, mai del tutto immunizzato dal germe fascista. In quella che Paolo Di Stefano, nella postfazione al volume, ha definito "l'autobiografia di una nazione", la fantasia esasperata e irrazionale di una Sicilia "amata e ripudiata", la pacatezza, l'ordine e la concretezza della Bassa Padana divengono le due facce, apparentemente inconciliabili, della stessa medaglia: patrie smarrite come smarrito appare l'ideale di un'Italia civile, a lungo vagheggiata e mai raggiunta.
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Voland, 25/01/2018
Abstract: Con Imperfetto passato/ Grisha Bruskin, in una collezione di brevi e brevissime prose, ripercorre con limpidezza e levità il suo passato accidentato di artista russo di origine ebraica in epoca comunista e postcomunista, nella Russia sovietica e nel mondo. Scanditi con ritmo e respiro quasi poematico, scevri di qualsivoglia romanticismo e, anzi, garbatamente ironici, i pezzi intimi di questo catalogo di accadimenti suggestivamente "imperfetti" mostrano come si possa essere autobiografici con tutta la grazia di chi semplicemente racconta senza esibirsi, di chi balza in primo piano rimanendo al contempo deliziosamente sottotraccia. Tra colpi, contraccolpi e bizzarrie della Storia, che di continuo si riverberano nel presente, Bruskin attraversa più di mezzo secolo: dall'infanzia trascorsa in una Mosca ancora segnata dalla Seconda guerra mondiale fino alla partenza per gli Stati Uniti, passando per i viaggi giovanili nelle esotiche repubbliche meridionali dell'allora Unione Sovietica e le traversie (spesso tragicomiche) con le autorità impegnate a bloccargli le opere "scandalose" e non allineate. Così, all'incrocio tra ordinario e straordinario, tra privato e collettivo, la saga personale di una figura ormai leggendaria nel secondo '900 russo si trasforma nel mosaico di un periodo storico che, ancora oggi, non smette di attirare menti e cuori.
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La donna non esiste. E l'uomo? Sesso, genere e identità
Codice Edizioni, 25/01/2018
Abstract: Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra sesso, identità e genere si è intensificato. In pochi però se ne interessano, e molti purtroppo parlano a sproposito. I contributi raccolti in questo volume gettano su questi temi uno sguardo innovativo, multidisciplinare e spesso ribelle. Gli stereotipi oggi dominanti (e limitanti) di sesso e gender vengono superati, per concedere a ogni essere umano la propria individualità. Inoltre vengono affrontate alcune questioni cruciali. Quanti sono i sessi? Come si pone la biologia di fronte alla classificazione della appartenenza ai sessi e alla multidimensionalità dell'identità di genere? Come la bioetica ripensa l'"umano" dopo il superamento del binarismo sessuale? Le nostre città marginalizzano gli individui la cui vita sociale e privata non può essere ingabbiata in spazi specializzati? Che tipo di medicina è la medicina di genere? In quali modi il neurosessismo continua a manifestarsi nel rapporto comunicativo tra scienza e società civile?