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L'alba dei leoni. La saga dei Florio
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Auci, Stefania

L'alba dei leoni. La saga dei Florio

Casa Editrice Nord, 13/01/2026

Abstract: "Auci è sempre Auci, forse anche di più. Non è solo il prequel della saga dei Florio. Stefania Auci intriga con un romanzo-mondo ipnotico come un film."Style.corriere.it"Ruggente."ElleIL NUOVO, IMPERDIBILE CAPITOLO DELLA SAGA CHE HA APPASSIONATO I LETTORI IN ITALIA E NEL MONDO1772. Bagnara Calabra è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all'amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull'orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un'eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un'isola dove ci sono soldi e potere…Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine.E questo è l'inizio.Questa è l'alba dei Leoni di Sicilia.

La mia vita con i Rom. Storia di una scuola tra le baracche
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De Luca, Gabriella

La mia vita con i Rom. Storia di una scuola tra le baracche

il Millimetro, 21/11/2025

Abstract: Per oltre trent'anni Maria Gabriella De Luca ha scelto di stare accanto agli "zingari", dalla "loro parte", tra fango e polvere, baracche di fortuna e servizi inesistenti, ai margini. In una realtà dominata dalla legge del clan, dove ogni speranza sembra proibita, ha dato vita con ostinazione e amore a una piccola scuola. Il suo racconto è un pugno e una carezza, una testimonianza cruda, commovente, necessaria. Un viaggio in una battaglia quotidiana fatta di piccoli miracoli e grandi delusioni, che ci costringe a guardare dove troppo spesso scegliamo di chiudere gli occhi.

Figure del possibile. Viandante, condottiero, artigiano, straniero, narratore. Quel che siamo o potremmo essere
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Bosticco, Guido

Figure del possibile. Viandante, condottiero, artigiano, straniero, narratore. Quel che siamo o potremmo essere

Solferino, 21/11/2025

Abstract: Cinque figure. Cinque tipi umani e spirituali da cui poter imparare qualcosa, guardando come sono fatti, scoprendo come sono stati interpretati in passato dalla storia, dalla filosofia, dall'arte, dalla letteratura, dalla musica e così via. Il viandante, il condottiero, l'artigiano, lo straniero, il narratore: non si tratta di veri archetipi ma di figure simboliche, forse modelli etici (più o meno positivi), a volte perfino didattici, che ci offrono una mappa possibile del nostro esistere nel mondo. Eppure, non disegnano il mondo intero, ma solo la porzione da cui ci è dato osservarlo (e ognuno avrà la propria), incarnando alcuni temi chiave del nostro tempo.Una figura per ogni capitolo, attraversata in modo transdisciplinare e non convenzionale; quasi una scorribanda fra citazioni, riflessioni, connessioni, ricordi che intrecciano il passato con il presente, la società di oggi con quella di domani, le occasioni perdute e le possibilità di cambiamento. Insomma, un viaggio tra le figure del possibile, ossia quel che siamo o potremmo essere.

E poi
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Soseki, Natsume - Pastore, Antonietta

E poi

Neri Pozza, 21/11/2025

Abstract: È l'inizio del Ventesimo secolo e in Giappone l'Era Meiji, l'epoca del grande Rinnovamento, avanza impetuosa con il suo carico di mutamenti. Daisuke, rampollo di antico lignaggio, è un trentenne moderno fiero di esserlo, un dandy che ama la letteratura occidentale e trascorre la sua languida esistenza fra le pagine di D'Annunzio e quelle, sfacciatamente decadenti, degli scrittori francesi. L'educazione raffinata e l'acuta sensibilità comportano però un caro prezzo: una fragilità nervosa, un cruccio, un'ansia fuori dal comune, che Daisuke tenta di frenare col placido ritmo della sua esistenza inoperosa, fatta di lunghi momenti di riflessione, sporadici incontri con amici, visite saltuarie ai familiari. In quella quieta indolenza irrompono tuttavia due eventi: l'insistente raccomandazione paterna affinché Daisuke ceda a un matrimonio d'interesse, unico modo per mantenere il suo stile di vita ozioso, e soprattutto il ritorno a Tokyo di due vecchi amici, Hiraoka e sua moglie Michiyo, straordinaria bellezza dai profondi occhi scuri. Daisuke ha sempre nutrito affetto per lei, ma quello sguardo e la vaga malinconia che emana da Michiyo si trasformano d'incanto in uno struggimento irresistibile. Il Giappone non è così moderno da poter accettare l'infrangersi della condotta morale a cui il suo popolo è rimasto fedele per millenni. Daisuke, per la prima volta nella sua esistenza priva di conflitti, si trova a dover scegliere tra l'onore della famiglia e il proprio sentimento. Scritto nel 1910, E poi è uno dei libri più moderni di Sōseki, il romanzo più occidentale del "genio della letteratura giapponese" (Japan Quarterly).Era così fiero del proprio fisico che all'occorrenza non avrebbe disdegnato di usare la cipria. Detestava sopra ogni cosa certi eremiti buddhisti dall'aspetto scheletrico e avvizzito e ogni volta che si guardava allo specchio si rallegrava di non essere nato con una faccia come la loro. Sapeva di avere una reputazione da dandy, ma la cosa non gli dava alcun fastidio. A tal punto si era allontanato dallo spirito del Giappone antico. "Sōseki è geniale nel descrivere le anime in tormento". The Wall Street Journal "Un romanzo magistrale dallo scrittore giapponese più letto dei tempi moderni". The Guardian

L'ultima dinastia. La saga della famiglia Agnelli da Giovanni a John
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Clark, Jennifer

L'ultima dinastia. La saga della famiglia Agnelli da Giovanni a John

Solferino, 21/11/2025

Abstract: Cosa fa di una famiglia una dinastia? Il caso, l'abilità, la spregiudicatezza? Di certo, alla base della straordinaria storia degli Agnelli ci sono l'audacia e il fiuto di un imprenditore, Giovanni, che nel 1899 si unisce a una cordata di nobili torinesi per fondare la Fiat, fabbrica di automobili a cui legherà le fortune di tutti i suoi discendenti. Ma non di sole fortune è fatta questa vicenda. Ci sono due guerre mondiali, i delicati rapporti con il regime fascista, la riconversione della produzione per le commesse militari, la fuga in Svizzera di una parte della famiglia, le complesse trattative con tutte le forze in campo per preservare la fabbrica dai bombardamenti e dalle distruzioni della Seconda guerra mondiale, l'altalena di boom e di crisi dell'Italia moderna, le intricate vicende proprietarie. E ci sono gli alterni destini individuali: solidi matrimoni dinastici e amori scandalosi, morti tragiche e premature di figli ed eredi, ribellioni e scontri di potere, l'esistenza sotto i riflettori del jet-set internazionale e quella al riparo delle ville e dei giardini. Scorrono in queste pagine le vite e le scelte di Gianni, Edoardo, John; e di Clara, Virginia, Marella, Margherita. Perché anche le donne Agnelli, spesso rimaste nell'ombra, hanno saputo forgiare il proprio destino e incidere sulla storia collettiva. Attingendo ai documenti, a nuovi archivi, a interviste esclusive, Jennifer Clark racconta la grande saga della famiglia Agnelli unendo l'accuratezza della ricostruzione storica a uno sguardo narrativo curioso e partecipe. E conduce i lettori fino ai giorni nostri, agli attuali eredi e alla domanda sul futuro: "l'ultima dinastia" sarà ancora in grado di giocare un ruolo nella storia d'Italia?

La porta
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Soseki, Natsume - Pastore, Antonietta

La porta

Neri Pozza, 21/11/2025

Abstract: Sōsuke e Oyone sono due sposi che conducono una vita sobria e, in apparenza, tranquilla. Sōsuke è un modesto impiegato statale, Oyone si occupa delle faccende di casa. La loro esistenza è scandita da piccole cose: il sole dell'autunno che penetra tiepido dalla finestra, il tintinnio delle stoviglie in una cucina operosa, la bellezza della vetrina di un orologiaio, col suo dispiegarsi geometrico di forme e colori. Una quieta malinconia li avvolge come un bozzolo, anche se non riesce a proteggerli da una persistente sensazione di fugacità, di tedio. Nei loro cuori tuttavia alberga, feroce, il rimorso. La loro unione, scaturita tempo addietro da una passione proibita, ha determinato infatti la rovina di Yasui, l'elegante, spensierato compagno d'università di Sōsuke. Una spina nel cuore per gli sposi, a cui si aggiungono il rovello delle ambizioni frustrate di Sōsuke, che per nascita e talenti avrebbe potuto aspirare a ben altra carriera; la mancanza di figli, nella quale Oyone scorge un castigo del Cielo; le ristrettezze economiche che condizionano entrambi. Quando un giorno Sōsuke rischia di incontrare di nuovo Yasui a casa di un facoltoso vicino, le sue ansie, fino a quel momento faticosamente tenute a bada, esplodono. Pur di non trovarsi faccia a faccia con il suo passato, e sconvolto all'idea che la slealtà sua e di Oyone diventi nota, Sōsuke cerca rifugio in un tempio zen. Ma l'inanità e l'egoismo con cui ha finora condotto la sua vita lo fermeranno sulla soglia. La porta è un romanzo sull'amore coniugale e l'irreversibilità della colpa, sul crollo delle illusioni e la perdita dell'identità in un paese che va incontro ai tempi moderni: il capolavoro di un maestro della letteratura giapponese."Che bella cosa! Finalmente è tornata la primavera" disse Oyone, l'espressione serena, guardando il riflesso splendente del sole sugli shōji. Sōsuke andò a sedersi nell'engawa. "Sì, ma presto sarà di nuovo inverno" rispose senza alzare la testa, continuando ad armeggiare con le sue forbici. "I personaggi di Sōseki sono policromi e affascinanti. Anche in quelli che si intravedono appena c'è un senso di vitalità, e c'è originalità". Haruki Murakami"Natsume Sōseki è stato il sensei, ossia il maestro dei maestri, della letteratura giapponese". il manifesto "Questa storia commovente e malinconica, illuminata da sprazzi di gioia e saggezza gentile, è un capolavoro misconosciuto del più grande scrittore del Giappone moderno". The New York Times Review of Books

Il signorino
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Soseki, Natsume - Pastore, Antonietta

Il signorino

Neri Pozza, 21/11/2025

Abstract: Il protagonista di questa storia ha un complesso di inferiorità. Il padre gli preferisce chiaramente il fratello maggiore; la madre, in compenso, lo degna di attenzione solo quando lui si caccia in qualche guaio, circostanza che si verifica con una certa frequenza. L'unica persona a trattarlo con affetto è la domestica Kiyo, una donna all'antica che, oltre a volergli un gran bene, con devozione quasi feudale lo considera un vero e proprio padroncino. È Kiyo a chiamarlo affettuosamente Bocchan, termine che in Giappone corrisponde al "signorino" di casa, ma anche a un bambino un po' ribelle e dispettoso, che riflette dunque a pieno la sua essenza. Il signorino cresce, conservando tuttavia l'aria svagata, una sfrontata mancanza di rispetto per l'etichetta e una sincerità disarmante. Si ritrova insegnante di matematica in un villaggio di pescatori grande come un quartiere di Tokyo, in una scuola di chiassosi allievi zucconi e colleghi arroganti e ipocriti. All'ipocrisia, che pare diventata norma nel Giappone moderno, dovrebbe rassegnarsi, eppure non cessa un solo istante di difendere con irruenza e commovente ingenuità l'antico senso dell'onore. Scritta di getto nel 1906, Il signorino è l'opera più autobiografica della produzione di Natsume Sōseki, ritenuta da molti il suo capolavoro. Ritratto di un giovane eroe ribelle e inusuale, in cui l'autore esprime la propria estraneità alle norme sociali, l'amore-odio per la cultura occidentale, la sua visione del mondo, ironica e a tratti amara, questo è un vero classico moderno, che fa per la letteratura giapponese ciò che Il giovane Holden farà per la letteratura occidentale.Mio padre diceva sempre che non avrei combinato nulla di buono. E in effetti, è già tanto che sia riuscito a evitare la galera. "Sōseki è lo scrittore giapponese per eccellenza. L'autore che amo di più". Murakami Haruki"Un genio della letteratura". Japan Quarterly "Questo giovane protagonista, ribelle ed esuberante, insieme al ritmo vivace e alle brillanti sfumature della narrazione, piacerà proprio a tutti, genitori, insegnanti e studenti". Times Literary Supplement

The best laid plans. La regola era non innamorarsi
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Sorensen, Karla - Ravallese, Francesca Rosa

The best laid plans. La regola era non innamorarsi

Queen Edizioni, 21/11/2025

Abstract: Burke Barrett pensava di aver chiuso con il passato. Ex giocatore professionista, sta ancora facendo i conti con una perdita che gli ha stravolto la vita. L'ultima cosa che desidera è tornare nel nord del Michigan per occuparsi di una vecchia casa cadente che non ha mai voluto.Charlotte Cunningham è giovane, testarda e con le idee fin troppo chiare su come rimettere in piedi la proprietà. Restauratrice di talento, Charlotte non si lascia intimidire da Burke né dalle sue resistenze.Tra battibecchi e scintille, trovare un compromesso sembra impossibile… finché non si lasciano travolgere da un accordo tanto semplice quanto rischioso: una relazione senza impegni, solo per sfogare la tensione.Ma ci sono cose che non si possono controllare. E tra un muro da abbattere e un tetto da sistemare, anche i cuori iniziano a cedere. Perché certi progetti finiscono per durare più del previsto… soprattutto quando l'amore ci mette lo zampino.

La società conviviale e i suoi nemici
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Illich, Ivan - Milana, Fabio

La società conviviale e i suoi nemici

Neri Pozza, 21/11/2025

Abstract: Prosegue con questo volume la pubblicazione della prima edizione mondiale delle Opere complete di Ivan Illich, un autore la cui inattualità categorica non cessa di illuminare il presente e di inquietarlo. Si propongono in questo volume, articolato in due tomi, gli scritti degli anni 1971-1977, apparsi al culmine di una "vita attiva" iniziata tra le file del clero cattolico e proseguita, dopo il 1969, nella libera comunità di ricerca, o "contro-ricerca", del CIDOC di Cuernavaca. Si tratta di scritti – come Descolarizzare la società e Nemesi medica – che hanno fatto rapidamente il giro del mondo e che sono tuttora di ispirazione per gruppi di lavoro e intervento sociale nei più diversi Paesi. Illich vi mette in discussione alla radice gli assunti della civiltà industriale e del suo cosiddetto progresso, mostrando quale devastazione umana vada provocando, insieme al lavoro alienato, il consumo coatto di beni e soprattutto di servizi. Miti indiscussi delle società contemporanee (scolarizzazione obbligatoria, motorizzazione di massa, universalismo sanitario) vengono spietatamente dissacrati alla luce della polarizzazione sociale da essi risultante e del radicale impoverimento di autonomia individuale e creatività comunitaria che essi provocano. Mentre una opposta antropologia – della libertà, dell'equità e del limite – trova qui difesa e promozione, nella prospettiva di una società conviviale, sottratta agli imperativi economici e tecnologici dominanti.In questo libro mostrerò che l'affidamento dei valori a istituzioni conduce inevitabilmente all'inquinamento fisico, alla polarizzazione sociale e all'impotenza psico - logica: tre dimensioni di un processo di degenerazione complessiva e di miseria modernizzata. Spiegherò come questo processo degenerativo si acceleri quando dei bi sogni immateriali si trasformano in domanda di merci, quando la salute, l'istruzione, la mobilità personale, il benessere o l'equilibrio psicologico sono visti soltanto come risultati di servizi o di "trattamenti".

I tormenti del giovane Kihlgren
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Kihlgren, Daniele

I tormenti del giovane Kihlgren

Baldini+Castoldi, 21/11/2025

Abstract: Il giovane Kihlgren parte da un progetto di tutela dei borghi storici in abbandono e del loro paesaggio duro, intenso e desolato ma che ha cancellato per dar vita a un'immagine più spendibile, una propria caratteristica fondante, la sua intima spiritualità. Vuole affrontare questa esperienza in prima persona, cercando di vivere l'ascesi di questi territori, ma è a questo punto che arrivano le giovani pastorelle abruzzesi portando al fallimento incondizionato la ricerca di santità e purezza del giovane. Lo ritroviamo poi nei bar della Capitale, con un'immagine un po' stereotipata ma molto milanese e, sebbene cerchi di profondere i valori politically correct sedimentati nel suo armamentario morale, viene nuovamente massacrato dalla Romanità esasperata delle monelle dei Castelli Romani, dell'Agro Pontino e della Ciociaria. Rimarrà solo un'ironia sterile che ingoia tutto e tutti dal giovane Kihlgren ai suoi progetti, dai borghi all'Assicurazione Sanitaria in Africa fino ad alcuni dei tabù ideologici e culturali più sedimentati del Secolo appena trascorso.

Niente cresce al chiaro di luna
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Nedreaas, Torborg

Niente cresce al chiaro di luna

La Tartaruga, 21/11/2025

Abstract: Un uomo incontra una sconosciuta alla stazione del treno e non può fare a meno di seguirla. Nel corso di una notte, lei gli racconta tutta la sua vita: è così che veniamo trascinati in una storia di silenzi, desideri e resistenze. La protagonista del romanzo di esordio della scrittrice norvegese Torborg Nedreaas è una diciassettenne proveniente da una famiglia operaia coinvolta in una relazione segreta con il suo ex insegnante, un uomo intrappolato in convenzioni che non hanno spazio per il cambiamento. Nel corso di questa relazione, si ritrova ad affrontare l'impensabile: una gravidanza che diventa simbolo della sua ribellione. La crudezza delle sue scelte, fino a un aborto compiuto con ferri da maglia, si fa specchio di una condizione sociale che reprime l'autonomia delle donne. Quando Niente cresce al chiaro di luna uscì nel 1947, era la prima volta che il tema dell'aborto volontario prendeva spazio nel dibattito pubblico in Norvegia. Se divenne un fenomeno di culto, è perché il libro di Nedreaas è molto di più di un romanzo: è una disamina cruda e sincera del vissuto femminile, di una giovinezza segnata dall'assenza di risposte. Riconosciuto dal quotidiano Klassekampen come uno dei dieci testi fondamentali della letteratura progressista – a fianco di Karl Marx, Simone de Beauvoir, John Steinbeck e Frantz Fanon – Niente cresce al chiaro di luna ha superato barriere e censure, raggiungendo voci contemporanee come quella di Pedro Almodóvar, che ne ha evidenziato la potenza emotiva e la capacità di scuotere i preconcetti. Niente cresce al chiaro di luna non si limita a narrare una storia personale: è un documento, una memoria che interroga la società e il ruolo delle donne al suo interno. Con il suo arrivo in Italia per la prima volta, il romanzo di Nedreaas ci invita a riscoprire una voce che si è sempre dedicata al diritto di condurre una vita autentica.

Roma mia, non morirò più
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Picca, Aurelio

Roma mia, non morirò più

La nave di Teseo, 21/11/2025

Abstract: Giacché sono uno degli ultimi eredi dei fondatori di Roma, avendo nel mio DNA tracce di quei feroci, sanguinari e visionari che abbandonarono i boschi dei Colli Albani per appostarsi tra i montarozzi che spuntavano dall'acquitrino del Tevere, ecco, Roma l'ho impressa su ogni centimetro del corpo. Roma, Roma, Roma come un romanzo fatto di tanti volti e maschere e pugnali e luce e plebei e borghesi scalcagnati e nobili svitati di mente al pari dei criminali, degli artisti; ma pure identici, sputati sempre a Roma. Così è nato questo romanzo che ingoia e ci si incipria quella che il mio amico Francesco Venditti chiama: "Il Paradiso che sa di peccato". E l'altro mio compagnaccio Angelo Di Natale: "È 'na caciara". Roma, Roma, Roma. Nella mia infanzia e prima e seconda giovinezza l'Eterna, l'Infame, la Stupefacente, la Disprezzabile, la Mamma, la Fica, la Corrotta, la Criminale, il Cazzo e Purissima fino ai Cieli neri dove le stelle e i pianeti un giorno li sposterò a uno a uno con le mie stesse mani, l'attraversavo nudo, sensuale, pronto a farle dono di me; e lei giovanissima di millenni era altrettanto nuda e sensuale e disinvolta a regalarti frammenti e parole di un mondo che non ci sarà mai più. Roma era fantasma incantatore e bocca che ti bacia subito con la lingua e ti porta a fare l'amore dentro gli antri del Mattatoio di Testaccio svuotato dagli animali. Poi ho mischiato il sangue caldo e freddo, nella mia terza, quarta e quinta giovinezza, cioè nel tempo trascorso da venticinque anni fa a adesso, e ho preso carta e penna attraversandola di nuovo per strade non battute, dimenticate, incontrandola travestita da persone comuni, rioni, quartieri, camiciaie, artisti, criminali, cavalli, morti ammazzati e certo camposanti. Perché Roma è sempre troppa e troppo poca. Domani è già un'altra. Sta sul precipizio pronta a gridarti "Zozzi!".

Napoli infinita
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Vargas, Davide

Napoli infinita

La nave di Teseo +, 21/11/2025

Abstract: I luoghi, ed è bene tenerlo sempre a mente, sono "scontrosi" e non basta guardarli per comprenderli, bisogna saperli osservare per poi poterli raccontare. È quello che fa Davide Vargas negli scritti fra il 2017 e il 2024. Il "letterato-architetto" (come lo definì Alessandro Mendini) appunta, disegna, traccia una mappa di narrazioni, componendo una "guida sentimentale" di Napoli e di parte del territorio campano. Descrivendo edifici, vie, piazze, zone, complessi, paesi, città, natura, persone, storie, l'autore colloca i luoghi in una trama di relazioni geografiche, storiche e umane, con una vena soggettiva. Nel suo peregrinare incontra l'architettura antica e moderna che racconta portandola fuori dagli ambiti specialistici. La conoscenza si nutre di cinema, musica, letteratura, fotografia, mito, arte e incontri, attinge alla memoria individuale e collettiva, risale alle testimonianze di donne e uomini che, con il loro contributo, hanno cambiato l'immagine della città: Riccardo Dalisi, Fabrizio Carola, Patrizia Cavalli, Raffaele La Capria, Eduardo, Matilde Serao, Nino Migliori, Wim Wenders. Pagine da sfogliare per ripercorrere il viaggio dell'autore nei luoghi simbolo, ma anche in quelli meno conosciuti, degradati, periferici. Fino a scoprire che la città è "infinita".

Ricordi di un entomologo
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Fabre, Jean-Henri

Ricordi di un entomologo

Adelphi, 21/11/2025

Abstract: "Fabre era un uomo straordinario, non meno straordinario di un esploratore della sterminata Amazzonia, o di chi si fosse avventurato in quella che al tempo si chiamava Africa Nera. Era l'esploratore di un mondo lillipuziano, quel vasto mondo che calpestiamo con le nostre scarpe e che così raramente ci degniamo di osservare".Gerald Durrell

Lezioni di Basilea e scritti filologici 1869-1878. Opere di Friedrich Nietzsche
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Nietzsche, Friedrich

Lezioni di Basilea e scritti filologici 1869-1878. Opere di Friedrich Nietzsche

Adelphi, 21/11/2025

Abstract: "Possiamo dunque immaginarci il lettore greco al tempo di Isocrate, un lettore lento che sorseggia una frase dopo l'altra con occhio e orecchio pazienti, capace di degustare uno scritto come un vino pregiato, sentendo tutta l'arte dell'autore; un lettore per il quale scrivere è ancora un piacere, una persona che non va stordita, ubriacata o tirata per i capelli, ma che possiede davvero la naturale disposizione d'animo del lettore ... Silenzioso, attento, libero da preoccupazioni, sereno, un uomo che ha ancora tempo".

Il mare e la sua sponda
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Bishop, Elizabeth

Il mare e la sua sponda

Adelphi, 21/11/2025

Abstract: La "Callas della poesia novecentesca" in due felici arie in prosa.

Se ti amassi di meno saprei parlarne di più. Duetti d'amore
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Austen, Jane - Ricci, Angela - Colombo, Patrizia

Se ti amassi di meno saprei parlarne di più. Duetti d'amore

Gallucci, 21/11/2025

Abstract: L'amore a prima vista e l'amore celato dietro l'ostilità; l'amore appassionato e l'amore di convenienza; l'amore che supera ogni difficoltà e l'amore che sembra un ripiego mentre invece è sempre stato lì... Per chi vuol credere, spera o sogna le grandi passioni, i romanzi di Jane Austen sono la compagnia ideale, come fossero una suadente enciclopedia dell'innamoramento. Nelle pagine di questa antologia, le emozioni dei personaggi si rivelano al lettore con sincerità, trepidazione e un pizzico di umorismo, perché oltre a essere una maestra nel raccontare l'amore, Jane Austen è anche una scrittrice ironica e divertente, capace di indagare i sentimenti in profondità, senza prenderli mai troppo sul serio. In omaggio a questo suo talento, la raccolta comprende anche Jack e Alice, l'esilarante parodia, scritta da una Austen quindicenne, degli ambienti della società inglese che faranno da sfondo ai romanzi della maturità.

Caro Lucio ti scrivo. 25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto
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Bartoletti, Marino

Caro Lucio ti scrivo. 25 lettere, una grande amicizia e qualche segreto

Gallucci, 21/11/2025

Abstract: Ci manchi, mi manchi tanto Lucio. Per una volta – ti prego – di' la verità, vecchio bugiardo. Il tuo è stato solo uno scherzo. Non un addio! Marino Bartoletti rievoca i ricordi più intimi di Lucio Dalla, svela aneddoti spesso inediti, riporta le frasi dette e quelle rimaste finora nel cuore. Caro Lucio ti scrivo è la testimonianza di una vita fatta di passioni comuni – il calcio, la pallacanestro, i fumetti, con la musica a fare da sfondo –, ma anche di singolari episodi privati, dall'inizio del loro rapporto alla serata finale del Festival di Sanremo 2012, quando si sorrisero e si abbracciarono per l'ultima volta. Caro Lucio ti scrivo, perché credo di non averlo mai fatto. O forse sì, ma non sono sicurissimo. Potrebbe essere accaduto verso l'autunno del 1970, poco prima di conoscerci. Di certo non avevo mai incontrato – né mi sarebbe mai più accaduto di incontrare – un esemplare come te. Potrei anche aggiungere un amico come te. E persino un genio come te. Ma, pur sapendo che non faresti nulla per schermirti, non vorrei sprecare subito le mie cartucce. Tutto cominciò con "Pressing", un giornalino di provincia che parlava di basket…

Vincere la Champions
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Battazzi, Emiliano

Vincere la Champions

66THAND2ND, 21/11/2025

Abstract: Nel settembre del 1987 il Napoli di Diego Armando Maradona veniva eliminato dalla Coppa dei Campioni da un Real Madrid tutt'altro che galáctico, con una partita d'andata giocata a porte chiuse in un Bernabéu spettrale. La squadra del giocatore più forte del mondo usciva così mestamente al primo turno insieme ai campioni di Malta, Finlandia e Islanda. È da questo episodio che si fa strada l'idea di una nuova competizione, immaginata già allora come una superlega in cui dovevano sfidarsi, per tutta la stagione, i club più blasonati d'Europa, destinati a spartirsi anche la ricca torta dei diritti televisivi. In quegli anni, grazie a una formula spietata, non era raro che le favorite per la vittoria cadessero presto, e ad alzare a sorpresa il trofeo fosse una compagine di un campionato minore: dal Porto allo Steaua Bucarest, dal Psv Eindhoven alla Stella Rossa di Belgrado, tutte al primo successo come il Barcellona di Cruijff che si aggiudicò l'ultima edizione del vecchio torneo, nel 1992. Da allora però, con la nascita del nuovo brand Champions League, con l'introduzione dei gironi e dei preliminari, tra riforme e modifiche regolamentari, la coppa dalle grandi orecchie è finita molto spesso nella bacheca di una squadra che aveva già vinto la competizione, o era comunque iscritta a una delle cinque grandi leghe calcistiche del continente. Fino al trionfo del Paris Saint-Germain nella nuovissima Champions dal formato rivoluzionato nella stagione 2024-2025.Ripercorrendo oltre trent'anni di partite memorabili, di polemiche e di clamorosi fallimenti, Emiliano Battazzi ci racconta la storia avventurosa del più prestigioso torneo per club del mondo – e forse anche il segreto per vincerlo.

La Costituzione dei poveri
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Colmegna, Virginio - Zagrebelsky, Gustavo - Padoan, Daniela

La Costituzione dei poveri

Castelvecchi, 21/11/2025

Abstract: Un dialogo inatteso, felicemente insurrezionale, venato di umorismo e speranza, tra due voci straordinarie che hanno vissuto il Novecento, i suoi precipizi e i suoi ideali. Virginio Colmegna, sacerdote che ha dedicato la vita a migranti e persone senza fissa dimora, e Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, ragionano di una possibile alleanza tra laici e credenti attorno alla questione della giustizia. La Costituzione è davvero uno scudo per i più deboli o protegge soprattutto i potenti? Come riscoprire i principi evangelici che la attraversano, al punto che, se venisse attuata fino in fondo, avremmo una Costituzione dei poveri, dei non rappresentati, degli esclusi dalla democrazia? Pace, carità, rivoluzione: parole che rischiano di essere dimenticate tornano a vivere in un confronto intenso e appassionato sui grandi nodi del nostro tempo – migrazioni, istruzione, sanità, carceri, guerre – per contrastare le tendenze politiche più feroci e restituire alla Costituzione la sua funzione di "casa comune".