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Neri Pozza, 27/04/2016
Abstract: L'isola tropicale di St Thomas e il frutto di un amore proibito: la nascita di Camille Pissarro, il padre dell'Impressionismo.Isola di St Thomas, 1807. Rachel Pomié ha tutto per essere felice. Ha un padre che ogni sera, rientrato dalle sue navi che esportano zucchero, rum e melassa, le legge le fiabe di Perrault e un'amica del cuore, Jestine, figlia creola della cuoca di famiglia, che la segue ovunque in totale adorazione. Vive, poi, su un'isola definita da Cristoforo Colombo un "Paradiso in terra" per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi. Quando, tuttavia, cala la notte e sotto le coperte chiude gli occhi, Rachel sogna di sgusciare via da quell'esistenza e di fuggire a Parigi.Di Parigi sa tutto. Dalle mappe dei cartografi sa come si snodano i viali delle Tuileries, le banchine della Senna e le vie principali. Dai racconti di suo padre sa che da quella grande città vengono i suoi antenati, dopo aver peregrinato in Spagna e Portogallo, alla ricerca di una terra dove professare l'ebraismo senza essere umiliati, offesi o, persino, uccisi. Il suo sogno, però, di aggirarsi per le strade della capitale francese, vestita magari come una delle ragazze sbirciate di nascosto sul Journal des dames et des modes della madre, svanisce miseramente il giorno in cui finisce in sposa all'anziano commerciante Isaac Petit. La vita coniugale con monsieur Petit, un vedovo di trent'anni più vecchio di lei, si rivela piena di sacrifici, lutti e delusioni.Una mattina, appena arrivato da Parigi, compare al suo cospetto il nipote di Petit, Frédéric Pizzarro, un bel giovane coi capelli scuri, il portamento elegante e un francese parigino così nitido da sembrare un altro idioma rispetto al francese creolo dell'isola. Rachel, che ha la lingua più tagliente di tutta St Thomas, non riesce a spiccicare parola, quasi consapevole della fatalità di quell'incontro. Frédéric Pizzarro sarà, infatti, l'uomo della sua vita, e dal loro amore nascerà Camille, un ragazzino curioso e vivace che andrà a Parigi, si diplomerà all'École des Beaux-Arts, stringerà amicizia con Paul Cézanne e diventerà Camille Pissarro, uno dei più grandi pittori dell'Ottocento."Splendido racconto alla maniera di Gabriel García Márquez" (O, The Oprah Magazine), Il matrimonio degli opposti è un romanzo struggente che intreccia ricostruzioni storiche, capolavori dell'arte e una magnifica storia d'amoreIl mondo "del grande pittore impressionista Camille Pissarro. Una profusione di colore e passione"- New York Times Book Review"Una storia incantevole che parla di sacrifici, tradimenti e tragedie familiari, in un mondo diviso dalla religione, dalle divisioni di classe e di razza, e riscattato dall'arte e dall'amore".- Booklist"Chi legge questa storia non la dimenticherà".- Book Page
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Bompiani, 28/04/2016
Abstract: Il suo mondo era fatto di nuvole. Gli aerei si basavano sulle sue previsioni per atterrare, le navi per farsi strada tra i ghiacci, i trattori per poter lavorare la terra. Aleksej Feodos'evicˇ Vangengejm era il meteorologo dell'Unione Sovietica. Nato in una famiglia della piccola nobiltà, abbracciò la rivoluzione e pose il proprio talento al servizio di quello che gli sembrava un grande ideale. Quando iniziò la conquista dello spazio sognò di addomesticare l'energia del sole e dei venti in nome del socialismo. Ma nel 1934 venne accusato di tradimento e fu rinchiuso nel primo dei gulag. Da allora la sua vita, come quella di milioni di altre vittime del regime sovietico, fu segnata. Negli anni di prigionia, fino a quando fu giustiziato nel 1937, scrisse alla figlia messaggi fitti di disegni, erbari, indovinelli. Proprio la scoperta di questa corrispondenza con una bambina che Vangengejm non avrebbe mai rivisto ha indotto Olivier Rolin a raccontare in tono sobrio e preciso, attenendosi ai fatti, la storia di un uomo che è anche la storia di un tempo feroce, un tempo di promesse non mantenute. "Non era un genio scientifico né un grande poeta, era per certi versi un uomo ordinario, ma era innocente."
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Gallucci, 05/05/2016
Abstract: Lily, Red e Max, insieme al gabbiano Gabby, vogliono risolvere a tutti i costi il mistero della baia che conduce all'Altro Mare. Proprio qui si trova l'ingresso per l'Altro Mondo, un territorio in cui ogni cosa funziona alla rovescia. Ma il viaggio a bordo della loro barca si rivela tutt'altro che facile: catturati da un violento vortice e minacciati dai mostri marini, i quattro amici finiscono tra le grinfie di Egon Dragon, il signore dell'Altro Mondo. Tornare indietro sembra impossibile e il tempo è ormai agli sgoccioli. Per salvare la spiaggia e se stessi dovranno trovare qualcosa che è ben nascosto dentro di loro…
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Feltrinelli Editore, 05/06/2013
Abstract: Un grande giornalista traduce, rispettando finalmente la stesura originale, e commenta, mostrandone la deflagrante attualità, l'opera letteraria del suo illustre collega degli inizi dell'era moderna. L'isola dove si svolgono le avventure del naufrago Robinson rappresenta tutti i problemi e le contraddizioni di quel mondo moderno che, agli inizi del XVIII secolo, si andava delineando nel confronto tra l'Europa e le nuove terre scoperte.Il romanzo può essere quindi considerato una sorta di "Odissea semplificata" degli albori della nostra epoca, con la stessa carica simbolica, la stessa ricchezza di allegorie.
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Marsilio, 19/05/2016
Abstract: "Tessa aprì la porta sul buio del bosco": così comincia La ragazza selvaggia, e davvero questo romanzo di Laura Pugno è tutto uno spalancarsi di porte sul buio: sul buio del bosco; sul buio del dramma della famiglia Held – la madre alienata dopo la sparizione della figlia adottiva Dasha e l'incidente in seguito al quale Nina, la gemella, vive in stato vegetativo; sul buio di Nicola Varriale, il cui padre generoso ed entusiasta – socio di Held in affari con la riserva naturale sperimentale di Stellaria – si è gettato ubriaco dal balcone; sul buio, finalmente, della protagonista Tessa, biologa, che vive in un container ai margini della riserva conducendo osservazioni e studi: una donna che ormai "abita la solitudine come un altro corpo". A lei toccherà la sorte di ritrovare casualmente Dasha, vissuta per anni nel bosco e ormai del tutto selvaggia. Questo romanzo che può essere descritto come una storia di revenant, o il racconto d'un groviglio di vite umane osservato con una compassione senza lacrime, ci interroga su che cosa è – attorno a noi, in noi – ciò che chiamiamo "natura"; sui confini tra l'umano e l'animale; sul senso di legami familiari frutto di scelte, o del caso, e non della carne. Laura Pugno ci guida con passo sicuro e con una scrittura essenziale nell'esplorazione di un immaginario potente, affascinante, e forse profetico.
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Adelphi, 05/05/2016
Abstract: Questo libro è la storia di una bambina nata ad Alessandria d'Egitto, dove ha vissuto un'infanzia felice esplorando con sagace curiosità un universo in cui il "vento della Storia" coesisteva con "l'odore di putrefazione, la lebbra che corrode i muri, i fiori selvatici che spuntano alla rinfusa, le risate libere e impertinenti, l'allegro fatalismo"; una bambina che, a differenza delle sue coetanee, amava le battaglie navali e "conosceva a menadito la differenza tra i cannoni da 36 libbre e quelli da 32" – e il cui eroe era Lawrence d'Arabia. Ma è anche la storia di un'avventuriera: quella in cui ha saputo trasformarsi la protagonista dopo essere stata costretta ad abbandonare la luce della sua terra e il profumo del suo mare, lasciandosi alle spalle un Oriente fantasmatico e partendo alla ricerca di un Occidente che lo era almeno altrettanto. Ed è soprattutto la storia di una donna che, soffocando la tentazione vana della nostalgia, ha affrontato a testa alta, come una sfida del destino, le umiliazioni dell'esilio e gli inevitabili rischi che comporta l'essere, sempre e ovunque, la straniera; e che è riuscita, con le sole armi della tenacia e dell'ironia, a diventare, in qualche modo, ciò che sognava di essere: un ammiraglio – e a portare a termine, al pari di Ulisse, il proprio viaggio. Senza tuttavia mai perdere – come ha detto l'autrice stessa in un'intervista – "quella malinconia, tipica dell'esule, che la induce a chiedersi in ogni momento se è davvero al posto giusto".
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Adelphi, 05/05/2016
Abstract: "Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage nello stesso modo in cui scriverei un libro" afferma Emmanuel Carrère. Così, della "Giungla" di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il "turismo del dolore". E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto – anche su se stesso.
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Feltrinelli Editore, 28/04/2018
Abstract: L'ascesa al potere in Europa dei regimi totalitari, portatori di concezioni dell'uomo e della vita contrarie alla dottrina e all'etica cristiane, obbligò le Chiese e i credenti ad affrontare il problema della compatibilità fra totalitarismo e cristianesimo. Se il bolscevismo, per l'esplicita professione di ateismo e la persecuzione religiosa, suscitò la quasi unanime condanna da parte cristiana, più complesso e ambivalente fu il confronto con fascismo e nazionalsocialismo. Ci furono credenti che seppero comprendere subito la gravità della minaccia dei totalitarismi per il cristianesimo e la civiltà umana, e li combatterono con decisione e convinzione. Figure di antifascisti come don Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari o don Primo Mazzolari. Tuttavia, la Chiesa cattolica in Italia e le Chiese protestanti in Germania cercarono di stabilire un dialogo e un rapporto con gli Stati totalitari. Lo stesso atteggiamento ambiguo di questi ultimi, oscillante tra omaggio e disprezzo, sostegno e antagonismo nei confronti della religione, ingannò e illuse molti credenti. In particolare, ricco di problemi, di tensioni sotterranee e scontri aperti fu il ventennale confronto tra fascismo e cattolicesimo. Per le coscienze cristiane, il conflitto tra primato di Cristo e primato di Cesare fu un'esperienza drammatica, e per alcuni si rivelò anche un'occasione di riflessione sul significato del totalitarismo e sul pericolo degli integralismi di Stato e di Chiesa.
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Feltrinelli Editore, 14/04/2018
Abstract: "L'osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.""Ecco, se c'è qualcosa di intimo che Missiroli presta al suo personaggio, sono gli scrittori che ama e che lo hanno formato. Dimostrando così che anche leggere, come ha scritto qualcuno, è una preferenza sessuale." Paolo di Paolo, TTL
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Feltrinelli Editore, 28/04/2018
Abstract: "Un racconto stupendo per non lasciarsi spezzare da questi tempi disperati" Roberto SavianoArtur Paz Semedo, impiegato di una storica fabbrica d'armi, le Produzioni Bellona S.A., e intenditore di film bellici, viene profondamente colpito da alcune commoventi immagini de L'Espoir, di André Malraux, cui assiste casualmente. La successiva lettura del libro, che pare già provocare un'impercettibile incrinatura nelle sue certezze di amante appassionato delle armi da fuoco, e, poco dopo, il suggerimento della ex moglie Felícia, una pacifista convinta, di investigare negli archivi dell'azienda per scoprire se le Produzioni Bellona S.A. abbiano mai venduto armamenti ai fascisti lo avviano verso un'avventura che purtroppo non sapremo, pur potendolo immaginare da fedeli lettori di José Saramago, fin dove lo avrebbe condotto. Alabarde alabarde prometteva di essere un romanzo bellissimo e di grande attualità. Le armi, la guerra, l'economia, l'individuo, la politica sono i temi che il Nobel portoghese aveva urgenza di affrontare. Trama e personaggi erano strumenti che padroneggiava con magistrale destrezza. Tutto è lì, in queste pagine che ci ha lasciato c'è già tutto, tracciato con impeccabile perfezione, ma incompiuto.
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Feltrinelli Editore, 28/04/2016
Abstract: "Ritratti spietati e divertenti, specchio di una borghesia razzista che non ha tempo". La RepubblicaAgli inizi degli anni sessanta l'Africa cercò di prendere in mano il proprio futuro. Alcuni degli straordinari protagonisti del processo di decolonizzazione rivivono in questi reportage del grande maestro Kapus´cin´ski: sono pezzi vivi, pieni di colore, arguti ma soprattutto attenti a costruire narrativamente il senso di quel momento irripetibile e storico. Otto reportage giovanili che ruotano intorno alle due "stelle nere" della grande fase della decolonizzazione africana: Kwame Nkrumah, il presidente del primo stato africano a liberarsi dal giogo europeo, il Ghana, e Patrice Lumumba, il primo presidente congolese, poi deposto dal colpo di stato, animato dai belgi, degli scissionisti del Katanga. Un presidente talmente scomodo da essere ucciso e poi sciolto letteralmente nell'acido. Chinua Achebe, l'importante scrittore africano recentemente scomparso, diceva che, finché i leoni non avessero avuto i loro storiografi, la storia della caccia sarebbe stata solo una celebrazione del cacciatore. Ebbene, in questi reportage Kapus´cin´ski descrive l'Africa e gli africani dal punto di vista dei leoni e non dei cacciatori. E lo fa con la freschezza e l'entusiasmo di chi è agli inizi della carriera, ma già con l'occhio e il talento dello scrittore che anni dopo si misurerà con la prosa de Il Negus. Il testo è corredato da dieci fotografie scattate da Kapus´cin´ski ad Accra tra il 1959 e il 1960.
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Longanesi, 12/05/2016
Abstract: Leo Longanesi è stato un innovatore polemico e anticonformista, uno scrittore di grande rilievo che ha incarnato la migliore tradizione del giornalismo italiano e trasmesso il suo spirito alla casa editrice che ha fondato. Un vero enfant terrible, un fustigatore impietoso, i cui scritti conservano ancora a distanza di anni la stessa capacità di fissare vizi e virtù del nostro Paese: le poche eccellenze, i tantissimi limiti. In occasione dei suoi settant'anni di vita e di pubblicazioni, la casa editrice Longanesi festeggia il suo fondatore con un'antologia che ne raccoglie ricordi, aforismi e tutti gli scritti più sferzanti e corrosivi. Questa raccolta, curata da Pietrangelo Buttafuoco – che di Leo Longanesi si è sempre nutrito – ci restituisce, con la grandissima personalità di colui che amava definirsi "un carciofino sott'odio", uno dei capitoli più importanti della commedia italiana.
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Adelphi, 12/05/2016
Abstract: Pubblicata postuma e mai tradotta prima in italiano, la "Novella dell'avventuriero" è un affascinante torso narrativo, che fa pensare al sommo "Ritorno di Casanova". Questa volta, però, la scena è cinquecentesca e la vicenda una sorta di progressiva iniziazione: il giovane Anselmo Rigardi, abile spadaccino di nobile lignaggio, passa attraverso una travolgente serie di avventure, fra briganti e donne leggere, innocenti fanciulle e giocatori insidiosi, avventure che sembrano tutte dettate dal caso, ma sono piuttosto le tessere di un gioco prestabilito, dove arbitro è la morte.Composta fra il 1928 e il 1930, la "Novella dell'avventuriero" apparve a Vienna nel 1937.
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Adelphi, 12/05/2016
Abstract: Su un lago vicino a Vienna passano le vacanze Beate e Hugo, suo figlio diciassettenne. Lei ha perso il marito amatissimo, un celebre attore di cui ritrova i tratti in Hugo. Qualcuno la corteggia, ma Beate crede di avere una sicurezza: che il suo unico uomo sarà sempre quell'attore che ha amato, eternamente giovane, capace di indossare tutte le maschere, e forse una maschera egli stesso. Nelle sue braccia, Beate era stata "l'amante di eroi e di ribaldi, di beati e di dannati, di uomini limpidi come specchi o pieni di mistero". Ma un giorno, nella torpida atmosfera lacustre, la ferisce il sospetto che una donna stia insidiando il figlio. Allora si sente quasi impazzire. L'altra donna ha più o meno la sua età, ed è un'attrice. Beate la guarda come se si vedesse in uno specchio e non volesse riconoscersi. Da quel momento tutto comincia a vacillare in lei. Ripensa alla sua vita, e si domanda se il suo amore per il grande attore non era stato tutto un inganno, consumato dalle due parti. Si guarda intorno, nella piccola società dei villeggianti, e si accorge con ammaliato sgomento di desiderare un compagno del figlio. Scopre la notte, una notte più minacciosa di quella che scende sul lago. E verso la notte converge la storia, quando il gioco degli specchi e degli sdoppiamenti infuria sino a diventare intollerabile, e Beate vi si trova imprigionata insieme al suo unico vero amante: suo figlio. Ascoltando questa storia, qualcuno potrebbe dire: "L'avrebbe dovuta raccontare Schnitzler". E Schnitzler la raccontò in questo suo libro del 1913, uno dei suoi più perfetti.
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Finalmente ho capito la statistica
VALLARDI, 05/05/2016
Abstract: Quando leggiamo grafici, tabelle, percentuali, o ci appassioniamo a ricerche di mercato e sondaggi d'opinione, ci stiamo muovendo nel mondo della statistica. Questa scienza matematica che studia e analizza i fenomeni collettivi è oggi onnipresente sul lavoro, nei mezzi di informazione, nei testi di studio: comprendere come funziona ci metterà a disposizione un ottimo strumento per interpretare la realtà ed essere più efficaci nei processi decisionali. Tutte le aree di maggiore interesse, dalle medie all'inferenza statistica al calcolo delle probabilità, sono spiegate con il minor ricorso possibile alle formule: anche chi non ha mai amato la matematica ne resterà affascinato!
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Adelphi, 12/05/2016
Abstract: Lungo racconto, amaro e perfetto, "Gioco all'alba" (1927) narra la vicenda di una creatura peculiarmente schnitzleriana: Willi, un ufficiale snello, piacente, leggero, che ama la vita e le donne, purché non esigano troppo da lui. Le amanti, il gioco, i colleghi, gli spettacoli, i soldi, le uniformi si alternano nella sua mente in una tenue ma costante fantasticheria, che aggira accortamente gli ostacoli del reale. Ma c'è un momento in cui il destino, come risvegliandosi da una ingannevole sonnolenza, comincia a stringere anche per lui i suoi nodi: da quel momento le ore di Willi precipitano verso un'alba livida e irreparabile. Una lunga partita a carte, con i suoi precedenti e le sue conseguenze, basta qui ad assumere i tratti antichi della fatalità. Le sorti ruotano, le parti si rovesciano, i fatti vorticano intorno al protagonista. Con magistrale colpo di scena, quando la stretta è già divenuta soffocante, Schnitzler fa balenare, accanto al denaro, l'amore, l'uno nello specchio dell'altro. E la reciprocità erotica svela qui il suo volto segreto: quello della più sottile crudeltà. Come in "Doppio sogno" e "Fuga nelle tenebre", che appartengono allo stesso giro di anni, Schnitzler compendia in queste pagine, infallibilmente scandite, tutta la sapienza della sua arte.
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Guanda, 09/06/2016
Abstract: Eredità pericolose a Boscobasso:tra equivoci e misteri, una nuova indaginedel maresciallo BellomoIl notaio Ersilio Cristalli è appena arrivato a Boscobasso e si è già scontrato con il maresciallo Bellomo. Passi il fatto di averlo quasi investito, ma installarsi nella villa del fu liutaio Antonio Arcari è davvero troppo: significa precludere ogni possibilità di ritorno dell'amata Edwige Dalmasso. Ma così è. Il notaio a Boscobasso potrà esercitare la sua professione, superare quel piccolo handicap dell'altezza, anzi, della bassezza, che tante prese in giro gli ha causato, e soprattutto dedicarsi al suo sogno segreto di diventare un attore. Peccato che don Fausto prima gli prometta il ruolo da protagonista nella recita di Natale e poi esiti, comportandosi in modo molto misterioso. Non solo: Amilcare Fantini, titolare dell'omonima officina del paese, decide di passare a miglior vita e lascia il notaio esecutore testamentario delle sue ultime volontà, ma un imprevisto farà saltare i piani. Mirella Fantini, nipote del meccanico e suora in quel di Brescia, si presenta alla porta del notaio in una gelida mattina di dicembre, senza velo e ben decisa a non indossarlo mai più. Con quell'eredità, i progetti per la sua vita sono cambiati... Come se non bastasse, l'auto dell'impiegata comunale Gigliola Bittanti, proprio quella sotto cui è morto l'Amilcare, sembra sparita nel nulla, e don Fausto è vittima di un ricatto a luci rosse. Ancora una volta, tocca al maresciallo Bellomo e ai suoi sottoposti indagare e risolvere il mistero; tra invidie, tradimenti, pettegolezzi ed equivoci, mentre storie d'amore nascono ed altre sono sul punto di finire.
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Guanda, 05/05/2016
Abstract: Per parlare di città e di territorio usiamo, spesso a sproposito, termini generici o denominazioni desuete (città, campagna, centro, periferia), oppure ci lasciamo affascinare da parole d'ordine (i "non luoghi") che comprendiamo poco ma che danno illusori tocchi di contemporaneità ai nostri discorsi. Critichiamo la città del Novecento, ma non conosciamo i nomi di chi l'ha sognata, progettata, costruita. Discutiamo di marginalità e di sicurezza per sentito dire, raramente in presa diretta. Viviamo le trasformazioni da dilettanti, con categorie critiche vecchie di un secolo. Abitiamo le nuove metropoli italiane, delle quali neppure ammettiamo l'esistenza, come dei principianti, pieni di nostalgia per un passato che non abbiamo mai conosciuto davvero. Di questo e di molto altro Gianni Biondillo parla nel suo libro. Lo fa, innanzitutto, da architetto quale è, come tecnico attento alle dinamiche urbane. Ma soprattutto lo fa da scrittore, usando la lingua che abbiamo imparato a conoscere in questi anni, fuori da tecnicismi e accademismi, cercando di raccontare a tutti quanto il nostro paesaggio sia radicalmente mutato. E quanto vicine (ma anche distanti) siano le due discipline che da sempre lo affascinano: l'architettura e la letteratura. Quasi che questa raccolta di saggi sia, in un certo senso, un "manuale d'istruzioni" per comprendere appieno i suoi romanzi.
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Garzanti classici, 05/05/2016
Abstract: UN CAPOLAVORO INTRAMONTABILE PER LETTORI DI TUTTE LE ETÀLa storia di Mowgli, il cucciolo d'uomo allevato da un branco di lupi nel cuore della giungla indiana, è uno dei miti letterari più famosi e amati della storia. Via via che affronta una serie di appassionanti avventure che lo trasformeranno da bambino in uomo, Mowgli incontra e stringe amicizia con gli animali della foresta, che si trasformano in altrettanti indimenticabili personaggi: il saggio e scontroso orso Baloo, la pantera nera Bagheera, simbolo del coraggio, e specialmente il pitone bianco Kaa, interprete di concetti misticofilosofici ispirati alla tradizione indiana. Antagonista assoluta è la tigre, Shere Khan, che incarna la volontà di morte e di distruzione opposta al senso di amicizia e di solidarietà che accomuna gli abitanti della giungla. Il libro della giungla (1894) non solo è una favola senza tempo, ma anche un indiscusso capolavoro che ben merita il rango di classico.Joseph Rudyard Kipling (Bombay 1865 - Londra 1936) nacque e visse a lungo in India. Giornalista e scrittore, è considerato il "profeta" dell'imperialismo inglese. Nel 1907 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura. Il libro della giungla (1894); Capitani coraggiosi (1897); Kim (1901).
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Guanda, 05/05/2016
Abstract: Da oltre un decennio sembra che la letteratura erotica debba essere "naturalmente" declinata al femminile. Quasi che l'emancipazione della donna abbia anche implicato l'esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè maschili. Quella che al suo sorgere si era affermata come una letteratura di liberazione, oggi appare sempre più costretta entro i limiti di un genere codificato e prevedibile. Se da una parte un terreno di narrazione si è trasformato in una sorta di ghetto, dall'altra ha trascinato con sé un enorme rimosso: il rimosso del corpo maschile. Gli scrittori disertano la narrazione erotica, non tanto per un soprassalto di pudore, quanto per calcolata o sotterranea strategia. Mettere il corpo, e il cuore, a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, mostrare le ferite, dimostrare le debolezze. Ma la gestione del sé pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile, senza macchia alcuna. Questo libro, attraverso i racconti di sette scrittori – Andrea Bajani, Gianni Biondillo, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Tiziano Scarpa –, cerca di rimettere in gioco una scrittura, quella maschile, che ha disertato l'eros. Cerca di restituire dignità, e coraggio, all'immaginario erotico maschile, alla decodificazione delle sue perversioni e frustrazioni, al libero sfogo delle sue fantasie, alla conta delle sue debolezze. Dà voce a chi non ha, colpevolmente, voluto parlare da troppo tempo: il sesso maschio.