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Solferino, 10/11/2023
Abstract: L'assassinio della bambina di origini tunisine Hagere Kilani e la sindrome del mostro dell'estate; la scomparsa della contessa Agusta e la telenovela di Portofino; l'omicidio di Novi Ligure e la falsa pista dei killer extracomunitari; il delitto di Cogne e le accuse alla madre che spaccarono il Paese tra innocentisti e colpevolisti; il rapimento e l'uccisione del piccolo Tommaso Onofri e il processo in diretta al padre; la strage di Erba e l'orrore della porta accanto; il caso della giovane Yara Gambirasio e la lunga caccia al DNA del colpevole. Nel primo decennio degli anni Duemila l'Italia è stata travolta da eventi di cronaca nera che hanno mostrato il versante più ossessivo e tenebroso del Paese, e segnato per sempre l'immaginario collettivo.Vittime e carnefici, assassini veri e presunti, giornalisti, magistrati, anatomopatologi, carabinieri del Ris e opinionisti da talk show, sono diventati attori, consapevoli e non, di paginate a nove colonne sui giornali, interviste strappalacrime, maratone televisive, dirette dai luoghi del delitto, ricostruzioni in studio. Un pezzo impressionante della nostra storia che Marco Imarisio ha indagato come cronista sul campo e racconta ora con disincanto e lucidità in queste pagine. Storie della provincia profonda, drammi familiari, retroscena, tradimenti, prove del Dna, indizi e sospetti, confessioni e ritrattazioni, protagonisti e comparse di uno spettacolo in prima serata tv: "È stata l'ultima stagione dei grandi casi di nera, ma anche quella dove è stato inaugurato un modo di raccontare talvolta quasi sganciato dalla realtà, e più vicino a un reality show". Un girone infernale, dal quale non siamo ancora usciti.
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La montagna dello spirito. In vetta al Manaslu d'inverno
Solferino, 10/11/2023
Abstract: "Le temperature sono scese fino a -45 gradi, e le raffiche di vento hanno raggiunto i 90 chilometri orari. È difficile da casa farsi un'idea di cosa siano queste condizioni. È stata una delle esperienze più dure e pericolose della mia carriera di alpinista professionista, e mi ha richiesto una forza fisica e mentale incredibile. Sono una persona normale e quindi ho molte paure. E ci sono voluti anni di esperienza per imparare a controllarle, e a rendermi conto che vanno accettate. Compreso il fatto che, in qualsiasi momento, tutto potrebbe finire. La paura è la miglior compagna della prudenza. Se prima mi paralizzava, oggi invece riesco a trasformarla in energia positiva."Il 6 gennaio 2023, alle 9.30 del mattino, Alex Txikon ha raggiunto la vetta del Manaslu, 8163 metri, insieme a sei alpinisti nepalesi: la prima salita integrale realizzata completamente in inverno, in sessanta ore. Era il terzo tentativo, dopo due spedizioni che, per il maltempo e i carichi di neve eccessivi sulla montagna, si erano concluse prematuramente, lontano dalla vetta. Nel palmarès di Txikon ci sono undici Ottomila: Broad Peak (2003), Makalu e Cho Oyu (2004), Shisha Pangma due volte (2007 e 2009), Dhaulagiri e Manaslu due volte (2008 e 2023 in prima invernale integrale), Annapurna (2010), Gasherbrum I e II (2011), Lhotse (2013), Nanga Parbat (2016 prima invernale), oltre a innumerevoli altre vette e spedizioni.Ma per Alex Txikon la Montagna dello Spirito in inverno è stata un'esperienza fortissima, di un'intensità superiore a tutte le altre, perché l'ha messo di fronte ai suoi veri limiti, sia fisici sia mentali. In più di una occasione ha pensato che fosse giunto il suo momento e che non sarebbe riuscito a tornare a casa, ricavandone a posteriori una riflessione profonda e molto sentita sul legame indissolubile che esiste tra l'uomo, la montagna e la vita.
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Un balcone con vista Bismarckstrasse
Solferino, 10/11/2023
Abstract: Berlino, 1944.Helga è una bambina di undici anni che vive la realtà della guerra in una Paese sull'orlo della disfatta, in una città distrutta ai bombardamenti e ridotta alla fame. Una mattina di dicembre la ragazza è agitata, non vuole incontrare "lui". Il nonno le ha sempre raccontato che è un uomo malvagio, il primo responsabile delle loro sofferenze. Ma non ha scelta, insieme al fratello Peter, Helga è costretta a recarsi al bunker del Führer: sono fra i "piccoli ospiti " scelti per incontrare Adolf Hitler in persona, un'ultima, vana iniziativa di propaganda per risollevare il morale del popolo.Il rifugio le sembra triste e puzzolente, ma ciò che più la colpisce sono dei magazzini così stipati di provviste che potrebbero sfamare l'intera città. Il leader nazista non è quello che Helga si aspettava: l'uomo a cui stringe la mano quel giorno le appare come un vecchio stanco e malato, che incute più pena che paura.Un incontro terribile alle soglie, però, di una nuova vita. Un momento che diventa il simbolo di una guerra ormai finita e la speranza di un futuro migliore, che per la ragazza significa il ritorno del padre dal fronte e il trasferimento in un paesino dell'Austria, dove vivono i nonni. Lì Helga sente per la prima volta che potrebbe essere felice. A scuola conosce ragazzi come lei e, fra nuove amicizie, una prima cotta e piccole incomprensioni, trascorre un'estate di spensieratezza che ha, finalmente, una parvenza di normalità.
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Il bambino di carta. La storia del vero Christopher Robin e del suo Winnie the Pooh
Solferino, 10/11/2023
Abstract: "Si può passare la vita a comunicare col proprio padre per interposta persona?" Il giovane tenente Milne se lo chiede al riparo di una tenda da campo, nel cuore nero della Seconda guerra mondiale. Anche suo padre Alan è stato in trincea, nella guerra precedente, quel padre con cui non è mai riuscito a comunicare, a dirsi le cose veramente. Eppure, le parole sono il mestiere di Alan, uno scrittore famoso: è lui l'inventore di Winnie The Pooh.Mentre chiude sospirando la lettera paterna, nella tenda, il tenente non sa che pochi giorni dopo si troverà a lottare per la propria vita e, in un silenzio sospeso sull'orlo della fine, a riviverla, fin dal primo vagito risuonato in una casa rossa di Chelsea, nella Londra dei ruggenti anni Venti del Novecento. Va così in scena la storia di una famiglia travolta dal successo: quello di Alan A. Milne, che si ispirò per il personaggio di Christopher Robin a suo figlio, ancora bambino. Rubandogli l'infanzia, perché ben presto l'orso Winnie e la sua combriccola cominciano a gettare un'ombra troppo lunga per permettergli di crescere come un bambino in carne e ossa e non di carta.Tate e suffragette, club esclusivi per gentiluomini e reduci feriti nel corpo e nell'anima, gli scioperi dei lavoratori e le baldorie dei ricchi, la letteratura di Kipling, di Conan Doyle e di Barrie che parla al mondo intero e l'incomunicabilità tra le mura di casa, il bullismo e la fatica di crescere. C'è tutto questo e molto altro nelle pagine di un romanzo in cui Marina Marazza fa rivivere la storia di un padre e di un figlio, celebri eppure ordinari, vicini alla contemporaneità e alla vita di tutti noi.
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Gallucci, 10/11/2023
Abstract: Parigi, 1976. Pierre Renard ha appena incassato un netto rifiuto per il suo secondo romanzo. Quella stessa sera riceve una lettera da una misteriosa "Madame", che gli propone un accordo. Tentato dalla curiosità, accetta di scrivere dietro compenso seguendo i suggerimenti della donna, a patto di firmare ogni nuovo libro con uno pseudonimo diverso. I due non dovranno incontrarsi mai, comunicheranno soltanto per corrispondenza e attraverso la mediazione di Colette, l'arguta e saggia tenutaria di una casa di piacere. Pierre riuscirà a guadagnarsi un posto d'onore nella scena editoriale parigina, tra ricatti, favori e manovre di potere, ma la sua vita, nell'ombra, sarà come svuotata: nulla di quanto sta costruendo gli appartiene davvero, neanche l'amore. Finché non deciderà di rompere il gioco della finzione, per ritrovare la verità della sua esistenza: un conturbante intrigo familiare che da Firenze, la sua città natale, si dirama fino alla capitale francese.Come può un inganno diventare destino?Una storia in cui niente è vero,tranne la finzione.
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La nave di Teseo, 21/11/2023
Abstract: "Io, arabo e musulmano di nascita, non riesco a trovare le parole per esprimere l'orrore per ciò che Hamas ha fatto il 7 ottobre 2023. La barbarie non ha scuse né giustificazioni. Sul fronte opposto, i palestinesi di Gaza vivono sotto embargo da oltre quindici anni, hanno imparato a conoscere la morte in tutte le sue forme. Adesso l'esercito israeliano non colpisce soltanto i miliziani, ma bombarda interi quartieri e uccide famiglie indifese. Davanti a questi eventi, la mia rabbia non sa più che direzione prendere. La rabbia è impotenza, è il fuoco dentro che non riusciamo a controllare. Questo è il tempo della guerra, il tempo della rappresaglia, il tempo della vendetta, mentre dovremmo pretendere il tempo del dialogo. Ma nessuno, al momento, sembra guardare a quel giorno. Tahar Ben Jelloun "
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La nave di Teseo, 21/11/2023
Abstract: Che fine ha fatto il capitalismo? Quasi nessuno se n'è accorto, ma il sistema economico che per secoli è stato dominante non c'è più, sostituito da qualcosa di ben peggiore. Forse eravamo troppo distratti dalla pandemia, dalle varie crisi finanziarie, o da tutti quei teneri e simpatici gattini su TikTok; in ogni caso, mentre ci preoccupavamo d'altro, un nuovo sistema economico ha preso il controllo della nostra società, Yanis Varoufakis l'ha ribattezzato "tecnofeudalesimo". Da vent'anni, ormai, le basi sulle quali è stato costruito il capitalismo – il profitto e il mercato – non sono più fondamentali: il capitale tradizionale non è più al comando, ma è diventato vassallo di una nuova classe di padroni feudali, i proprietari del capitale cloud, ossia le Big Tech, che prima hanno privatizzato internet e poi hanno esteso sempre più il loro controllo sulle nostre vite e sulle leve economiche della nostra società. Partendo da storie della mitologia greca o dalla cultura pop, da Omero a Mad Men, l'autore indaga e spiega le cause di questa trasformazione radicale e terribile, e l'importanza che ha comprendere la reale natura di questo nuovo sistema per capire il presente in cui viviamo. Yanis Varoufakis, una delle voci più credibili e tra gli studiosi più acuti e lungimiranti della nostra epoca, disegna i confini del mutato orizzonte in cui ci troviamo sottolineandone i pericoli, ma anche suggerendo possibili rimedi per cercare di ritrovare l'autonomia che ci è stata sottratta dalla nuova realtà e, forse, anche la nostra libertà. "L'umanità sta per essere conquistata da qualcosa che posso solo descrivere come una forma tecnologicamente avanzata di feudalesimo. Un tecnofeudalesimo che, certamente, non è ciò che avevamo sperato avrebbe sostituito il capitalismo." "Un libro per chiunque voglia comprendere il disastro in cui ci troviamo – e, dato che in questo casino ci siamo tutti, è un libro per tutti." Slavoj Žižek "Che lavoro incredibile è questo. Il canto oscuro, spaventoso ed emozionante della nostra epoca. Tutti dovrebbero leggerlo. 10 e lode." Irvine Welsh
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La nave di Teseo, 21/11/2023
Abstract: Germania, 1929. Max, un architetto cresciuto alla scuola del Bauhaus, e Bettina, una bellissima e celebrata artista d'avanguardia allieva prediletta di Kandinskij, si incontrano a una festa. La loro attrazione è reciproca e immediata: innamorati l'uno dell'altro, e dell'arte che creano, approdano, grazie al loro talento, alle luci abbaglianti della Berlino degli anni trenta. Ma il paese è sulla soglia del baratro e l'inizio delle loro promettenti carriere viene presto offuscato dalla crescente forza del nazismo. Max è ebreo, Bettina tedesca, ma la sua arte viene considerata "degenerata" ora che anche i canoni estetici sono dettati dal partito. Quando Max viene arrestato, e rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, è solo il suo talento nel realizzare le squisite figure di porcellana, tanto amate dai nazisti, a frapporsi tra lui e la morte. Bettina non ha idea di dove sia stato portato, ma quando viene a conoscenza del suo destino, è determinata a salvarlo a qualunque costo. Nel 1993 la figlia di Bettina, Clara, poco dopo la scomparsa della madre, decide di intraprendere un lungo viaggio per scoprire la verità sulla propria identità e su chi veramente fosse suo padre, un segreto che Bettina le ha nascosto per tutta la vita. Sarah Freethy, con un esordio letterario folgorante, ci consegna una storia struggente e toccante, che mette il lettore di fronte alla disarmante crudeltà di cui è capace l'essere umano, ma anche alla bellezza e all'amore che possono nascere persino nelle situazioni più terribili.
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Baldini+Castoldi, 21/11/2023
Abstract: "A Chiara le donne piacciono davvero quando sanno fare squadra." Non è l'incipit della storia di questa donna eclettica e resiliente, ma le donne, di certo, occupano un posto importante nella vita della stilista toscana. Le amiche sono al suo fianco sin dall'inizio, quando seguiva la mamma in sartoria a Firenze, dove quest'ultima provava modelli e lei, bambina, già imparava i trucchi del mestiere. Poi nella stagione dei balli, o quando Chiara, appena diciottenne, parte per Londra, la città che le insegna a vestirsi libera da qualsiasi condizionamento. Anni dopo, in Italia, l'incontro con Titti, il suo primo marito, la politica, un figlio. Le prime "cose" create e vendute, l'avanguardia architettonica degli UFO – di cui Titti era ideatore – l'influenza dell'arte, del cinema, della musica. E poi la Milano degli anni Ottanta, quando è una giovane donna separata alle prese con una carriera in ascesa. La sperimentazione con il Collettivo Moda Nostra e il successo che arriva quando il suo marchio entra nel GFT, il Gruppo Finanziario Tessile, e lei sceglie di usare un unico tessuto, un jersey elastico, e un unico colore, il nero. Nasce così la sua petite robe, un abito adatto a tutte, che si può ripiegare in una bustina e che rappresenta la sua concezione della moda e della bellezza: un vestito che possa farsi interpretare da ogni corpo, dando a ogni donna la possibilità di esprimersi. Tante persone attraversano la sua vita privata e lavorativa, e amori appassionati – da Cesare Romiti ad Angelo Rovati, a Fabrizio Rindi. E, ancora, il sogno americano, con lo sbarco negli Stati Uniti, seguendo un itinerario funambolico di Stato in Stato, e una vita che mai si ferma, riservandole anche prove dolorose. Questa autobiografia, scritta con Daniela Fedi, si snoda parallela al racconto di un'Italia che cresce e cambia nelle vicissitudini politiche, negli scontri generazionali, nella trasformazione dei costumi. Chiara Boni si svela come donna e come stilista, lasciando che le pieghe più intime del proprio vissuto esprimano sempre un'idea della moda che da quel vissuto origina, rilanciandone un invincibile senso di gioiosa libertà.
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La nave di Teseo, 17/11/2023
Abstract: Rocco Tanica è stato definito la risposta italiana alla domanda: "Come ti chiami?" Parimenti questo libro si propone come risposta italiana alle domande: "Senta, potrebbe inanellare una nutrita serie di racconti brevi, saggi brevi, testi teatrali brevi, poesie brevi, articoli brevi? E potrebbero i racconti affrontare argomenti quali l'amore tra principesse e mugnai decapitati, le tribute-band di cantanti defunti e la presenza di alieni nei capoluoghi di regione? E potrebbero i testi teatrali veicolare contenuti quali il trattamento delle insolazioni, il coming out eterosessuale e le riprese del film del film del film di un film? E potrebbero le poesie toccare temi quali le dottrine politiche e le affettuosità erogate sia a titolo gratuito che a pagamento? E potrebbero gli articoli contenere riferimenti ad assassini – seriali o una tantum – e testate giornalistiche sussiegose? E se sì, rimarrebbe spazio per il sunto in cento parole di cinque classici della letteratura italiana?" Il libro era già in tipografia quando si è aggiunto l'interrogativo del proverbiale ritardatario: "E un inserto a fumetti (brevi)? Non ci starebbe anche un inserto a fumetti?" Uff. E ferma le rotative, e inserisci l'inserto, e fai ripartire le rotative. Scritti scelti male risponde a tutte queste domande. "Quest'opera giovanile di Tanica è un piccolo gioiello di stile, densità, misura. Libro spassoso e struggente, riflessivo e ispirato, sorprende il lettore e lo accompagna alla scoperta del più inatteso e profondo sé. Ci si ritrova di fronte allo specchio deformante di una comicità gagliarda e senza precedenti. Imperdibile." Simone Contardi
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La nave di Teseo, 17/11/2023
Abstract: Autobiografia politica e confessione esistenziale, Ricordati di vivere ripercorre trent'anni di storia italiana ed europea intrecciando vita pubblica e vita privata, passioni civili e passioni del cuore, alternando la dialettica e l'oratoria dei grandi drammi con l'ironia disincantata e le durezze del referto clinico. Dallo spaesamento di un giovane che diventa riformista in pieno '68 all'incontro con Bettino Craxi – un Craxi descritto in azione e nell'istante della decisione, ma anche a tavola e nel tempo libero, mentre fa politica e mentre vive –, dal caso Moro all'epopea laica e socialista degli anni ottanta, dal sodalizio con Giovanni Falcone alle stragi di mafia, a Mani pulite e al crollo della Prima repubblica. Se il filo rosso della storia è l'amicizia con Craxi e con Falcone, in queste memorie lampeggiano i ritratti di François Mitterrand e Willy Brandt, di Berlinguer e Andreotti, di De Mita e Forlani, di Marco Pannella, Adriano Sofri e Raul Gardini. Senza astio e senza sconti – tantomeno a se stesso – Claudio Martelli racconta in presa diretta il labirinto delle intenzioni, le responsabilità e le dure corvées della politica per riannodare il filo spezzato di una storia con i suoi bagliori di gloria e i suoi fallimenti, le sue grandezze e le sue miserie, per gettare una luce nuova su quel passato più recente da cui tutti veniamo e sui perché di una crisi politica che non ci ha più lasciato.
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La nave di Teseo, 17/11/2023
Abstract: Cribol è un giovane frequentatore di osterie, giocatore di carte, prestigiatore, abile affabulatore, seduttore impenitente. Emana una sensualità dirompente, quasi demoniaca. Il nome con cui tutti lo chiamano è una contrazione di "Cristo" e "diavolo": le parole che ripete ossessivamente quando perde a carte. È sposato con Isabella, ma il loro matrimonio senza amore somiglia al contratto con cui diventano soci di un'osteria, un negozietto di chincaglieria e una bottega di alimentari, a cui ben presto si aggiunge una pompa di benzina. La relazione tra i due è fondata sul tacito accordo per cui Cribol può vivere tutte le avventure amorose che desidera, purché non compromettano le loro attività commerciali. Quando però Cribol sente venir meno la sua virilità, cerca la cura nei corpi giovani che incontra tra boschi e ruscelli e così attira lo sguardo severo di don Fulvio, il parroco del paese, il quale, animato da un ardore uguale e contrario, è deciso a fermare la sfrontata libertà di Cribol. "Comisso provoca, si svela come mai altrove. Prova a fondare e a narrare, come un aedo contemporaneo, un suo mito: selvaggio, carico di eros e di mistero." Dalla prefazione di Paolo Di Paolo
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Neri Pozza, 17/11/2023
Abstract: "Mi sento di affermare che chiunque voglia provarsi a dare di Bartleby lo scrivano una lettura univoca o, dio ce ne scampi, un'interpretazione definitiva, non è che un illuso. Perché Bartleby ci sfugge come la sabbia al vento tra le mani". Cosí Enrico Terrinoni, autore di questa nuova traduzione, ci introduce a una delle opere piú enigmatiche di Herman Melville, un testo su cui tantissimo è stato scritto, nel tentativo di scioglierne l'ambiguità intrinseca, e che tuttavia a ogni lettura solleva domande sempre nuove, spalanca al dubbio, all'angoscia, all'insensatezza. Nel racconto, inizialmente pubblicato in due puntate sul Putnam's Magazine nel 1853 e per intero nella raccolta The Piazza Tales nel 1856, un avvocato di successo di Wall Street assume uno scrivano per alleggerire il carico crescente di lavoro del suo studio legale. Rispettabile ma misero all'aspetto, il pallido e pacatissimo Bartleby prende servizio subito, mostrando uno zelo indefesso che colpisce favorevolmente il suo titolare. Diversamente dagli altri impiegati, è un lavoratore molto silenzioso, impenetrabile nei suoi stati d'animo. Questo, fino al momento in cui tutto cambia: Bartleby a un tratto comincia a sottrarsi al suo compito, fino ad arrivare al rifiuto totale di svolgere una qualunque attività. Inizia così la lenta discesa lungo un piano inclinato che porterà lo scrivano incontro al suo triste destino. A corredo della presente edizione, i toni seppia delle splendide illustrazioni di Antonello Silverini danno un volto e un corpo ai luoghi e ai protagonisti di questa storia metafisica, che ha aperto il cammino alla letteratura esistenzialista e dell'assurdo. Un classico che a ogni rilettura non cessa mai di sorprendere, di alimentare dilemmi, di porre interrogativi sul senso del tutto."Ci sono pochissime storie che, rileggendole piú e piú volte, sembrano diventare ancor piú straordinarie, ma l'inquietante e doloroso Bartleby è una di queste. Come una parabola senza una morale evidente, è una sfida sollevata al metafisico". The Guardian "Un'opera d'arte impeccabile e ambigua. Man mano che la storia procede, il lettore segue il narratore diventando sempre piú disorientato e affascinato dall'evasivo protagonista". The Independent "Quella di Melville rimane la piú difficile delle sfide che un uomo possa accettare: convivere con l'inesplicabile, mantenendone intatto tutto il potenziale distruttivo, senza mai fare di una spiegazione parziale e transitoria la formula di una verità che non è mai alla nostra portata. È questo che gli occhi "attoniti" dell'avvocato hanno visto in Bartleby, questo grumo di nulla rappreso nelle forme dimesse e sfuggenti di un umile scrivano". Emanuele Trevi
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Guanda, 23/01/2024
Abstract: "Uno stile fatto di meditata scelta lessicale, di respiro sintattico ampio e solenne, di una lingua usata come strumento di scavo interiore"la Lettura - Corriere della Sera - Chiara Fenoglio"Questa raccontata da Corsalini è una forma speciale di memoria, secca e lucida, "alla" Brodskij "Robinson - Leonetta Bentivoglio"Quella di Giulia Corsalini, di cui abbiamo già apprezzato il precedente La lettrice di Cechov, è una voce in cui si sente il molto che ha letto, che è però come disciolto nel tanto che ha vissuto."TuttoLibri - La Stampa - Andrea Bajani"Mi sembra che Giulia Corsalini prenda il meglio della letteratura europea (dove W.G. Sebald, Annie Ernaux e Natalia Ginzburg si contendono la tensione delle frasi) e lo cali tutto dentro la lingua e il paesaggio italiano."TuttoLibri - La Stampa - Andrea Bajani"Qualità distintiva di Corsalini è la capacità di coniugare le questioni individuali con il tessuto sociale […], prova di un'acuta memoria personale associata alle responsabilità collettive."Il Sole 24 Ore - Gino Ruozzi"La lettrice di Čechov è un romanzo avvincente senza essere in ostaggio di un intreccio, e romanzo letterario, raffinatissimo, senza essere in balia di una lingua velleitariamente letteraria." il Venerdì – la Repubblica - Alberto Riva"La lettrice di Čechov è un libro insolito e coraggioso. Un libro di passaggi lievi, tra piccole conquiste, perdite, riappropriazioni e nuove perdite e nuovi minimi risarcimenti."la Lettura – Corriere della Sera - Paolo di Stefano"La scrittura è piana e profonda, controllata e matura, l'ambientazione è attentissima."Internazionale - Goffredo Fofi"Il suo realismo non consiste nella passione della denuncia civile, ma nella capacità di creare un ambiente con un tono psicologicamente esatto, sobrio, commovente proprio per questo."Il Sole 24 Ore - Gianluigi SimonettiUn borgo del centro Italia dove le tracce di un tempo sono racchiuse nei bei palazzi derelitti, nei giardini in penombra e nelle strade assolate ormai disertate. Qui la madre di Anna ha vissuto quando era bambina. Qui torna un'estate, per trascorrere con la figlia una vacanza nella casa che era stata della loro famiglia. Mentre sale la grande scala di pietra logora, la stessa che saliva da piccola, un'intera esistenza, che in quel momento le pare smisurata e breve come un soffio, riaffiora con i suoi drammi sepolti. Ad accogliere le due donne c'è Luca, proprietario dell'antico palazzo di fronte, un uomo singolare ma capace, con la sua esistenza disordinata, di far balenare una diversa possibilità di futuro, un principio da cui ripartire. Giulia Corsalini si muove lungo i confini della grande letteratura: il tempo sospeso del borgo diventa uno spazio mitico in cui il passato si mescola con l'immaginazione e con un presente che conduce a un esito imprevisto. In questa esplorazione profonda della memoria e dei legami umani che sopravvivono al tempo sentiamo l'eco delle pagine memorabili di Sebald, la scrittura evoca i bagliori luminosi di certe poesie di Brodskij. E a noi resta tra le mani un romanzo coraggioso, fatto di perdite e riappropriazioni, piccoli risarcimenti e la promessa che tutto ciò che è esistito può esserci un giorno restituito.
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Edizioni Messaggero Padova, 10/11/2023
Abstract: Dall'autrice di "La vita accanto" (2011), riflessioni garbate e acute per uno sguardo più sereno sul nostro vivere quotidiano.
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Adelphi, 14/11/2023
Abstract: Messico, Cambogia, Marocco, Bangkok: i veri protagonisti di Osborne sono i luoghi dei suoi romanzi. I personaggi sanno sempre dove sono; meno chiaro, ai loro stessi occhi, è "chi" sono: questa la scintilla che innesca il racconto. "Java Road" ci porta a Hong Kong, nel torbido clima di una società in crisi, di un regime in bilico: le proteste studentesche infiammano le strade, i ricchi si accingono a riparare all'estero e gli stranieri non sono più visti di buon occhio. Adrian Gyle è un oscuro giornalista inglese di mezza età che vive lì da oltre vent'anni, ma che per la gente del posto continua a essere un "gwai lo", un "fantasma bianco". Tra le sue scarse frequentazioni, l'ex compagno di università Jimmy Tang, un cinico miliardario che sguazza nell'alta società di Hong Kong come un pesce nell'acqua e che un giorno gli presenta la sua ultima fiamma, una studentessa di buona famiglia coinvolta nei tumulti. Se ingolosisce i paparazzi, la loro relazione preoccupa il clan Tang, tanto per i suoi risvolti politici quanto per il rischio di scandali: e quando la ragazza scomparirà nel nulla, sarà Adrian a condurre un'indagine in proprio – un'indagine che, forse, non è mossa solo dal desiderio di scoprire la verità. Sebbene le sue storie ci facciano girare il mondo, Osborne finisce per guidarci sempre nel posto che gli è più congeniale: la zona grigia al confine tra realtà e illusione, quella dove "cammini per strada nel sole di mezzogiorno e a un tratto ti accorgi che sul marciapiede la tua ombra non c'è".
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Adelphi, 14/11/2023
Abstract: Nel 1871 Auguste Blanqui, "l'eterno cospiratore", sta scontando l'ennesima pena detentiva di una vita trascorsa per metà in carcere. Questa volta, per impedirgli qualsiasi contatto con la Comune che sta infiammando Parigi, lo hanno trasferito nel remoto Fort du Taureau, in Bretagna, dove è sottoposto a una reclusione tra le più dure, in totale isolamento. E tuttavia, pur in condizioni estreme, Blanqui riesce a scrivere e a far arrivare all'esterno, eludendo la censura, il testo di quello che sarà il suo primo libro, pubblicato l'anno successivo a Parigi. Ci si aspetterebbe, dall'ormai vecchio rivoluzionario, un pamphlet politico. E invece quello che Blanqui ha meticolosamente composto nella sua cella è un visionario trattato di "astronomia metafisica", uno scritto insieme scientifico, poetico e filosofico, che avanza un'ipotesi vertiginosa: "Ogni astro, qualunque esso sia, esiste dunque in numero infinito nel tempo e nello spazio, non soltanto sotto uno dei suoi aspetti, ma quale si trova in ognuno degli istanti della sua vita, dalla nascita sino alla morte. Tutti gli esseri distribuiti sulla sua superficie, grandi o piccoli, viventi o inanimati, condividono il privilegio di questa perennità". Ogni uomo, così, "possiede nello spazio un numero infinito di doppi che vivono una vita tale e quale la sua". Il lettore rimarrà sbalordito nel constatare, come già fecero Benjamin e Borges, che questo piccolo libro anticipava i concetti alla base dell'eterno ritorno di Nietzsche, ma in una dimensione, notava ancora Benjamin, di malinconia baudelairiana. Perché nel 'multiverso' di Blanqui – vicino a quello di certe attuali teorie cosmologiche – ogni prospettiva di "progresso" fatalmente si rivela illusoria.
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Adelphi, 14/11/2023
Abstract: "Irène Némirovsky non apparteneva alla categoria degli scrittori che, nel dedicarsi alla corrispondenza, si sentono osservati dalla posterità" osserva Olivier Philipponnat nella prefazione a questo volume. E tuttavia, aggiunge, le sue lettere fanno parte a pieno titolo dell'opera letteraria, soprattutto perché ci consentono di scoprire una voce più intima, più autentica, diversa da quella che abbiamo imparato ad amare nei romanzi e nei racconti – sorprendente. Se le prime, le lettere delle "années folles", ci restituiscono l'immagine di una ragazza vivace e spensierata che, pur legata alle sue origini russe (e al ricordo della tragedia a cui ha assistito), approfitta golosamente di tutto quello che Parigi e la Francia possono offrirle – e che non perde l'ironia nemmeno quando si sente malinconica, arrivando a chiedersi: "Pene di cuore o indigestione di astice?" –, in quelle degli anni Trenta scopriamo la romanziera brillante e determinata, sia nei rapporti con gli editori che nei confronti della critica. Con lo scoppio della guerra, l'occupazione nazista e le leggi antiebraiche, vediamo crescere in lei l'angoscia, la collera, la disillusione – e leggeremo con un nodo in gola la lettera con cui affida le figlie alla governante, elencando i beni di cui disfarsi per provvedere al loro sostentamento, e l'ultima, scritta al marito subito prima della deportazione ad Auschwitz.
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Adelphi, 14/11/2023
Abstract: "Esiste una presenza, nell'oceano, che raramente cogli nelle ore di veglia, e che visualizzi meglio nei sogni. Mentre scivoli nel sonno, le tartarughe cavalcano la curva degli abissi, cercando respiro in superficie e ispirazione dal cielo". Fin dal rapinoso incipit melvilliano, il libro che Carl Safina ha dedicato alle tartarughe, osservandole e studiandole per anni in ogni mare e oceano, si rivela molto più di un trattato biologico-etologico. È una lunga, serrata narrazione visionaria, dove sin dalle prime pagine emerge una protagonista indiscussa, vera guida del viaggio: la Tartaruga Liuto, a un tempo l'esemplare più grande del suo ordine (può sfiorare la tonnellata) e tra quelli più antichi sotto il profilo evolutivo, che fa di lei "l'ultimo dinosauro" sulla Terra. Seguendo "il Leviatano delle tartarughe" nei suoi vertiginosi tragitti migratori – strappi anche di sedicimila chilometri, che riflettono una distribuzione amplissima, dai mari equatoriali alle acque artico-antartiche – Safina ne descrive le sorprendenti caratteristiche: morfologiche, a partire dal guscio "molle" a mosaico; anatomiche, in particolare il complesso sistema cardiovascolare, che armonizza polmoni piccoli e un cuore gigantesco da un battito al minuto; cognitivo-comportamentali, giacché l'intricata routine della stagione riproduttiva è guidata dall'attività ormonale e da un "riuscitissimo cervello da neanche novanta grammi". E alla fine, attraverso una prosa piena di incanto – ben più potente di ogni invettiva morale –, riesce ad elevare via via la sua ricerca ad appassionato memento ecologico: basterebbero le sequenze sulle Liuto uccise dalle plastiche (scambiate per meduse) o sui loro carapaci scheggiati dai machete dei pescatori, per cogliere nella cecità ambientale del "Sapiens" un ritratto spietato e dolente della sua (auto)distruttività.
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Volevo fare il giornalista-giornalista. Le inchieste sui grandi misteri italiani
Solferino, 14/11/2023
Abstract: Questo libro ripercorre, attraverso le sue inchieste e i suoi articoli principali, la straordinaria avventura professionale di un protagonista del giornalismo italiano. Dagli esordi come cronista nella Roma del delitto Pasolini e delle rivolte dei movimenti extraparlamentari e studenteschi, al lavoro investigativo nel drammatico quinquennio nero (1978-83): il rapimento e l'esecuzione di Aldo Moro; gli omicidi a Roma del magistrato Riccardo Palma, responsabile degli istituti di prevenzione e pena – "Qui Brigate rosse. Abbiamo giustiziato Palma Riccardo, servo delle multinazionali" fu la prima rivendicazione –, e del giudice Mario Amato, freddato alla fermata dell'autobus da due terroristi dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari); la nomina del generale Carlo Alberto dalla Chiesa a prefetto di Palermo, per dare una risposta pronta e risoluta alla guerra di mafia nella città: sarà ucciso pochi mesi dopo insieme alla moglie e all'agente della scorta; l'attentato al papa; il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e ovviamente quella che per Andrea Purgatori fu l'inchiesta della vita, la strage di Ustica, l'ostinata battaglia combattuta contro i depistaggi e il muro di gomma, che riuscì a sfondare grazie al fiuto, al talento e alla determinazione del giornalista che non ha mai scelto il quieto vivere.Il titolo del libro è tratto da un dialogo tra Giancarlo Siani – giornalista napoletano ucciso dalla camorra – e il suo direttore, che lo invita a lasciar perdere le inchieste scomode, perché "Gianca' questo non è un paese per giornalisti-giornalisti, questo è nu paese per giornalisti-impiegati", dal film di Marco Risi Fortapàsc, del quale Andrea Purgatori fu cosceneggiatore.Queste pagine – a cura di Paolo Conti, amico storico e collega di Purgatori – rappresentano l'eredità più pura e più vera di un maestro scomparso troppo presto, che già ci manca moltissimo."Andrea Purgatori era così, un giornalista-giornalista che non si è mai fermato davanti alle verità di comodo, alla sabbia gettata sui fatti per nasconderli, deviarli, renderli incomprensibili." LUCIANO FONTANA"In Purgatori c'era la militanza del giornalista d'altri tempi, che non sta fermo in ufficio ma va sul posto, interroga, pone domande tutt'altro che ovvie, non si arrende dinanzi alle porte chiuse, affronta rischi e minacce, insomma, cerca la verità." LUCIANO CANFORACon un ricordo di Tiziana Ferrario, Saverio Lodato, Enrico Mentana, Sigfrido Ranucci, Andrea Salerno, Fiorenza Sarzanini.