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Incontro d'amore in un paese in guerra
Guanda, 19/07/2012
Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeL'avventura e la politica, l'amore e la guerra, il viaggio e l'utopia, l'ironia e il mistero: tutto Sepúlveda con le sue passioni e i suoi temi più cari, rappresentati in questo libro che raccoglie ventiquattro racconti dello scrittore cileno. L'appuntamento d'amore tra un sandinista che combatte in Nicaragua contro la dittatura di Somoza e una donna che si rivela essere la moglie del prigioniero in mano ai rivoltosi; la notte di terrore di un ricercato politico in attesa dell'arrivo di uno "squadrone della morte"; l'impresa di dodici confinati sperduti nel mezzo del deserto cileno che rimettono miracolosamente in moto una vecchia locomotiva a vapore; l'incontro mancato, alla stazione di Amburgo, tra un esule e la donna amata... E ancora: dittatori senza scrupoli, fieri malavitosi dei porti, vecchi anarchici con un'antica ferita d'amore, coppie senza più speranza, prostitute commoventi e grottesche. Uno straordinario raduno di personaggi, abitanti di un unico mondo narrativo, una umanissima città della fantasia.
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Guanda, 19/07/2012
Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeLe storie raccontate da Luis Sepúlveda sono un insieme di emozioni diverse, ma non discordanti. Infatti, che critichi la politica americana in lotta contro l'"asse del male", o parli del disastro ecologico provocato da una petroliera sulle coste galiziane, o racconti la gioia tutta personale del primo ciak, Sepúlveda è sempre coerente con la propria appassionata visione del mondo. Un filo rosso attraversa gli scritti di Una sporca storia: l'indignazione nei confronti dei crimini impuniti, di chi fomenta la violenza, dell'intolleranza. E all'indignazione espressa in toni aspri e accesi risponde, quasi in un personalissimo controcanto, il piacere di ricordare persone amate e amiche, del raccontare in sé: un bizzarro incontro di boxe, la triste vicenda di un cane abbandonato, il ritratto di un vecchio pescatore amico di Hemingway, la fulminea biografia di Francisco Coloane e il divertente episodio condiviso con l'amico "Manolo" Vázquez Montalbán. Facendosi testimone di uno dei periodi più tumultuosi della storia recente, Sepúlveda non solo dà prova della sua inalterata passione politica, civile e umana, ma lascia anche riaffiorare la sua vocazione di narratore, di chi giovanissimo ha scorto e riconosciuto "il più infinito degli orizzonti: quello della creatività letteraria".
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Guanda, 19/07/2012
Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeIl 16 ottobre 1998, su mandato del giudice spagnolo Baltasar Garzón, il dittatore cileno Augusto Pinochet viene arrestato a Londra con l'accusa di genocidio, terrorismo e tortura. La notizia coglie Sepúlveda su un'autostrada italiana, provocando in lui stupore e speranza. Negli articoli che in quei giorni comincia a scrivere per giornali e riviste di vari paesi - e che qui vengono raccolti - lo scrittore racconta le fasi successive della vicenda e le sue reazioni, e insieme ripercorre, con sovversiva lucidità, l'ininterrotta "storia dell'infamia", dagli anni del pinochetismo fino alla "democrazia vigilata". Di fronte alle amnesie di chi si appella all'unità nazionale per impedire il processo al tiranno e all'omertà elevata a ragion di stato da una parte della società cilena, Sepúlveda pratica strenuamente il "sacro ufficio della memoria", tanto più necessario se, come poi è accaduto, le vicende giudiziarie hanno tradito le speranze suscitate quel 16 ottobre 1998. Lo fa parlandoci della sua gente, delle sue utopie derise, dei suoi compagni, attraverso una scrittura a caldo, appassionata e militante, decisa a resistere alla follia delle ragioni che negano la giustizia e alle menzogne delle parole che servono il potere.
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Chiarelettere, 02/08/2012
Abstract: Vent'anni fa la strage di via D'Amelio. Morivano il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Era il 19 luglio 1992, cinquantasette giorni dopo la strage di Capaci. Il depistaggio parte da quella estate per raccontare le false piste, i processi falsati azzerati dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza e le nuove indagini che cercano di ricostruire la trattativa fra Stato e mafia. Alla ricerca della verità sulle stragi, sui mandanti e su chi si è mosso nell'ombra della stagione del terrorismo mafioso. Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza propongono un racconto tratto dai loro libri inchiesta, L'Agenda Rossa e L'Agenda Nera, facendo il punto su indagini e sviluppi a vent'anni di distanza dalla strage di via D'Amelio.
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Rizzoli, 01/01/2012
Abstract: Quando arriva al Westish College, sulle sponde del lago Michigan, Henry Skrimshander è un ragazzo gracile e spaesato, certo soltanto della propria inadeguatezza. Ma sul campo da baseball si trasforma, e un istinto infallibile lo guida in gesti di una grazia assoluta. Mike Schwartz, il suo mentore e migliore amico, ripone in lui tutte le sue speranze di ragazzone stempiato dal cuore grande e dal futuro incerto, mentre Owen Dunne, il compagno di stanza gay e mulatto, lo confonde con l'inarrivabile spigliatezza dei modi e i lapidari giudizi in fatto di letteratura e blue jeans. Poi c'è Guert Affenlight, il rettore che a sessant'anni ha ceduto alla forza di un sentimento inconfessabile, e adesso lotta felice e sgomento per non soccombere alla marea delle proprie emozioni impazzite.Sua figlia Pella sta per tornare in città con una vecchia borsa di vimini e un matrimonio fallito alle spalle, precoce e irrequieta come il giorno in cui se ne andò. Ma al Westish, tra drammi che incombono e amori incipienti, tutto sta per cambiare. E ciascuno, che lo voglia o no, sarà costretto a fare i conti con quella cosa luminosa e terribile che chiamiamo vita. Acclamato, premiato, segnalato come miglior libro dell'anno da oltre trenta prestigiose testate, bestseller in USA, Inghilterra e Olanda, L'arte di vivere in difesa ha consacrato il suo autore capofila di una nuova generazione di narratori americani. Con la naturalezza dei grandi, Chad Harbach regala al lettore il piacere puro di una storia avvolgente, appassionante, che risplende di intelligenza e di umanità.
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Apogeo, 03/07/2012
Abstract: Ubuntu è un sistema operativo completo e gratuito fondato su Linux e sostenuto dal supporto di un'ampia comunità di utenti. Sviluppato completamente secondo i principi del free software e dell'open source non ha niente da invidiare a Windows e Mac, disponendo di migliaia di programmi: dalle più comuni applicazioni da scrivania (calendari, agende, calcolatrici) all'elaborazione di testi, fogli di calcolo e presentazioni; dall'accesso a Internet alle funzionalità di server web; dalla posta elettronica agli strumenti di sviluppo software; dai giochi alle funzionalità multimediali. Tutto questo viene valorizzato da Ubuntu Software Center che permette di ricercare e installare con facilità nuovi programmi, e da Ubuntu One che consente di sincronizzare file e dati in uno spazio cloud condividendoli così con dispositivi diversi. Questo ebook insegna a utilizzare il sistema a partire dalla sua installazione, addentrandosi poi nella personalizzazione delle funzioni per uso privato o aziendale, definendone quindi le basi di utilizzo in ambiti scolastici, commerciali e governativi. La versione di riferimento è la 12.04, nome in codice Precise Pangolin.
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Apogeo, 04/09/2012
Abstract: La versione CS6 di Photoshop, il software leader per l'elaborazione delle immagini digitali, introduce importanti innovazioni per la produttività di grafici, creativi e fotografi professionisti. Nell'evoluzione dalla quinta alla sesta release il software è stato rivoluzionato come mai prima d'ora: molte funzionalità sono state innovate e altre aggiunte, ma soprattutto è stato implementato un nuovo motore grafico. Questo agile manuale è dedicato a chi si avvicina a Photoshop per la prima volta, ma anche a chi già lo usa e vuole aggiornarsi velocemente per sfruttare al massimo le ultime importanti novità.
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Apogeo, 19/06/2012
Abstract: AutoCAD, giunto alla versione 2013, continua a essere il software di riferimento nell'ambito della grafica CAD. Questo agile e compatto manuale, adatto a essere tenuto sempre a portata di mano, è stato pensato per fornire ai lettori tutte le informazioni necessarie per impadronirsi delle funzionalità principali di questo strumento, tanto potente quanto complesso: dall'installazione all'interfaccia, dagli strumenti ai formati e alle tecniche di disegno, con particolare attenzione alle ultime novità introdotte
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Apogeo, 04/07/2012
Abstract: La vendita online non è diversa dalla vendita offline: semplicemente, i negozi si sono spostati in un ambiente nuovo, percorribile secondo logiche ed esperienze differenti. Alle difficoltà che sempre si riscontrano all'avviamento di un negozio, si aggiungono le specificità dei meccanismi della Rete che si riflettono in mille piccoli dettagli a cui è necessario prestare attenzione. Questo ebook non si limita a un astratto sguardo dall'alto, ma offre solidi punti di riferimento per aprire, gestire e rendere redditizia un'attività di commercio elettronico, garantendo la soddisfazione dei clienti e la visibilità dei prodotti. Un percorso per imparare ad affrontare le problematiche che vanno dalla progettazione alla scelta del software, dal design all'esperienza di acquisto, dall'amministrazione alla logistica, dagli aspetti legali e fiscali a promozioni e offerte, senza dimenticare SEO e web analytics, oltre alle attività di pubblicità con Google, l'email marketing e l'importanza dei social media.
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Beat, 13/07/2012
Abstract: Nel 1944 un romanzo, ambientato esattamente tre secoli prima, precisamente nell'Inghilterra del 1644, scosse la società americana. Il romanzo fu vietato in 14 stati americani per i suoi numerosi riferimenti a rapporti sessuali, gravidanze illegittime, aborti ecc. Nella forma di un romanzo storico, camuffato da romanzo d'appendice, camuffato a sua volta da romance, si raccontava la storia di un'eroina, Amber St Clare, orfana abbandonata di nobili natali, che non esita a usare la sua bellezza e il suo fascino per farsi largo in un mondo a lei estraneo. Quello che infastidiva soprattutto i puritani giudici americani degli anni Quaranta, e la Chiesa cattolica che la bollò di indecenza, era che Amber St Clare rompeva gli schemi dell'eroina dei romanzi d'appendice, in trepida attesa del principe azzurro, per delineare l'inaspettato ritratto di una donna intraprendente, spregiudicata che non esita a fare libero uso della sua sessualità e, soprattutto, della sua astuzia per raggiungere i suoi scopi. Che cosa è, infatti, una donna che, nell'Inghilterra del Seicento in cui infuria la guerra civile, viene abbandonata appena neonata e adottata da una famiglia di contadini; a sedici anni rifiuta di sposare un contadino e fugge a Londra dopo aver conosciuto in una locanda Bruce Carlton, un militare di nobili origini di cui si innamora e dal quale ha un figlio; finisce in carcere, dove incontra il bandito Black Jack che la prende sotto la sua protezione e le insegna a rubare; diviene l'amante di un ufficiale che la fa assumere come attrice da una compagnia teatrale, dove alcuni nobili e persino Re Carlo II rimangono affascinati dalla sua bellezza; sposa Radcliffe, un nobile che le offre finalmente la posizione cui lei aspira; rimane vedova e diventa l'amante del re; vive a corte insieme al bambino, il figlio suo e di Bruce; viene scacciata dal re e decide di seguire Bruce Carlton in America, terra di avventura e di nuovi orizzonti? Che cosa è una donna simile se non il frutto di un'immaginazione femminile sovversiva per la sua epoca, la prima rappresentazione nel Novecento della donna ribelle al suo destino di madre e sposa devota?
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Neri Pozza, 13/07/2012
Abstract: Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani che si ritrovano improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934.Sessantaquattro anni, snello, gli occhi grigio-azzurri e i capelli castano chiaro, nel 1933 William E. Dodd è un rispettabile professore di storia all'università di Chicago, con una certa notorietà per i suoi scritti sul Sud degli Stati Uniti e la sua biografia di Woodrow Wilson.Fervente democratico jeffersoniano, a suo agio soltanto negli ambienti frugali della sua piccola fattoria di campagna, Dodd ha una moglie, Mattie, e due figli: William Jr – Bill – e Martha, la prediletta. Ventiquattro anni, i capelli biondi, gli occhi azzurri e un sorriso radioso, Martha ha un'immaginazione venata di romanticismo e un atteggiamento cosí civettuolo, da avere già acceso la passione in molti uomini.La vita di questa famiglia americana, a detta di tutti felice e unita, muta radicalmente nel giugno del 1933. Mentre siede alla sua scrivania all'università, Dodd riceve una telefonata da Franklin Delano Roosvelt, il presidente degli Stati Uniti, che gli annuncia la sua intenzione di nominarlo a capo della rappresentanza diplomatica americana a Berlino.Dodd è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosvelt. Certo, ha conseguito un dottorato a Lipsia e conosce il tedesco, ma nulla piú.Tuttavia, per Roosvelt è un ambasciatore perfetto per un paese che, tra la crisi economica dilagante e un altro rovinoso anno di siccità, rappresenta per l'America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a voler saldare.Ed è cosí che, al loro arrivo, William e Martha Dodd si ritrovano ad attraversare una città addobbata di immensi stendardi rossi, bianchi e neri; a sedere negli stessi caffè all'aperto frequentati dalle SS in uniforme nera; a passare davanti a case con balconi traboccanti di gerani rossi; a fare acquisti nei giganteschi empori della città, a organizzare tè, aspirare le fragranze primaverili del Tiergarten, il parco principale di Berlino; ad avere rapporti sociali con Goebbels e Göring, in compagnia dei quali cenare, danzare e divertirsi allegramente; finché, alla fine del 1934, accade un evento che smaschera la vera natura di Hitler e del potere a Berlino, la grande e nobile città che agli occhi di padre e figlia si svela per la prima volta come un immenso Tiergarten, un giardino delle bestie.
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Il giorno in cui decisi di diventare una persona migliore
Neri Pozza, 13/07/2012
Abstract: Che cosa c'è di meglio di un bel pollo arrosto dalla pelle croccante, comprato al supermarket per due euro e 99 e mangiato la sera davanti al televisore in compagnia del proprio cane, sorseggiando una bibita gassata? Karen Duve non è una fanatica vegetariana, né una fervente salutista, ma una normalissima donna sui cinquanta amante dei würstel, del cioccolato e del ketchup al curry, che vive fuori città in compagnia dei suoi amati animali: il vecchio cane Bulli, il cavallo Torino, il riottoso mulo Bonzo, le sue galline. Quando però l'amica Kerstin – detta Grillo, come il Grillo parlante della fiaba di Pinocchio – le fa notare che dietro la comoda e pratica confezione d'alluminio del pollo pronto per la cottura c'è un mondo di sofferenza e di dolore, in cui povere e indifese creature viventi in nome del profitto subiscono le torture più diaboliche da parte dell'industria dell'allevamento intensivo, qualcosa scatta dentro di lei. Karen decide di fare un esperimento su se stessa, di provare a vivere seguendo con rigore teutonico diverse forme di alimentazione – biologica, vegetariana, vegana, fruttariana – ciascuna per due mesi, cercando di immedesimarsi nelle loro rispettive filosofie e visioni del mondo. Comincia così un viaggio senza ritorno di rifiuto dei prodotti dell'industria alimentare e dei suoi orrori, che è anche un viaggio di formazione e una presa di coscienza di come le nostre quotidiane abitudini alimentari siano inscindibilmente connesse con le questioni radicali del nostro futuro sulla terra e del nostro rapporto con gli altri esseri viventi.
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Neri Pozza, 19/07/2012
Abstract: Londra, 1896. Robert Wallis ha ventidue anni e conduce una pigra esistenza da esteta, tra oppio, vaghe aspirazioni letterarie, una raffinatezza ricercata e languidi incontri con donne di facili costumi. Vive in un limbo ozioso: non più studente, dopo lespulsione da Oxford, non ha alcuna fretta di trovare lavoro, assistito comè dalla benevola munificenza del padre. Il giovane bohémien ignora però di avere un dono prezioso: un palato molto sensibile e una plume precisa ed elegante, capace di tradurre in parole ogni sfumatura del gusto.Il caso vuole che un giorno capiti al Café Royal, la brasserie frequentata da Robert e da una nutrita schiera di eccentrici nullafacenti come lui, Samuel Pinker, un mercante di caffè basso come uno gnomo e dallaria compunta e sobria come la sua finanziera senza fronzoli. Perspicace come pochi, Pinker assolda il giovane esteta per un progetto rivoluzionario: creare un cofanetto di aromi per dare al caffè un lessico universale. Il mercante ha una figlia, Emily, una ragazza dal viso espressivo e vivace, e dai ca pelli setosi e dorati raccolti in una crocchia severa. La razionalità e tenacia di Emily, allevata dal padre allinsegna del progresso e della modernità, compensano perfettamente la mollezza sensuale di Robert e, con grande disappunto di Pinker, tra i due nasce un amore condito da profumi e sapori afrodisiaci.Al mercante non resta allora che sfidare Robert, invitandolo a mostrare di essere ben altro dalluomo privo di nerbo che tutti credono sia. Lo spedisce perciò in Africa, nella regione dellAbissinia conosciuta con il nome di Kaffa, a sud-ovest di Harar, col compito di creare una piantagione in quella terra perfetta per la coltivazione del caffè.La bella Fikre, la schiava dagli occhi chiarissimi e dalle labbra color melagrana, e una terra dove tutto appare sotto il segno della passione più selvaggia sono, tuttavia, fatali per Robert. Il giovane bohémien non porta a termine il progetto della piantagione e, una volta tornato a Londra, trova il suo mondo completamente mutato, svanito nellinesorabile scorrere del tempo. Emily è diventata unentusiasta sostenitrice della causa delle suffragette ed è apparentemente dimentica del suo passato legame con Robert. Ma si può davvero dimenticare un amore sorto tra gli infiniti aromi di unammaliante bevanda nera?
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Neri Pozza, 13/07/2012
Abstract: È un delizioso pomeriggio di fine estate a Melbourne, un tempo perfetto per i numerosi familiari, amici e colleghi accorsi al barbecue di fine settimana di Aisha e Hector.Affascinante indiana con la carnagione scura liscia e intatta, e grandi occhi che brillano su un viso affilato e scarno, Aisha si aggira per il giardino di casa dispensando sorrisi agli ospiti e occhiate preoccupate ai tavoli imbanditi di samosa, melanzane e semi di aneto.Hector, suo marito, un quarantenne di origine greca con un po' di grigio sulle tempie, la barba incolta sul mento, le rughe agli angoli della bocca, la mascella volitiva e i capelli folti, si guarda furtivo in giro con in mano una birra sottratta alla montagna di bottiglie immerse nel ghiaccio nella vasca da bagno. I suoi occhi sono alla disperata ricerca di una ragazza con una sfilza di brufoli sotto il labbro inferiore, le lentiggini sul naso, folti capelli biondi e gambe lunghe tornite nei jeans neri attillati. Si chiama Connie, e lavora nell'ambulatorio di veterinaria di sua moglie.In un angolo del giardino, Bilal, un aborigeno appena convertito all'islam, cerca cortesemente di rifiutare una birra portagli da Manoli, il padre di Hector.Harry, il cugino che ha fatto fortuna con le sue imprese, incede invece con aria appagata tra gli ospiti del barbecue, seguito da Rocco, suo figlio, e da Sandi, sua moglie, una serba con un corpo da fotomodella unito a uno stile da donna provocante, i capelli tinti e cotonati, le lunghe unghie dipinte, il trucco vistoso.Anouk, la sceneggiatrice di soap che si è vestita come se dovesse andare a un cocktail party e non a una festicciola in giardino, con la gonna che lascia scoperto uno squarcio di pelle perlacea sopra gli stivali neri, presenta a tutti il suo ultimo trofeo: Rhys, un giovane attore con non grandi prospettive.Rosie, intanto, amica di lunga data di Aisha, deve già badare a Hugo, il suo piccolo di tre anni, bello come un putto, con i capelli color paglia e gli occhi azzurri quasi spettrali, e impertinente come pochi, e al marito Gary, un chiacchierone che voleva fare l'artista e che invece si ubriaca puntualmente, come uno di quegli Australezi, come dice la mamma di Hector, che ce l'hanno nel sangue la sbornia.Insomma, il barbecue sarebbe un normale barbecue della Melbourne cosmopolita dei nostri giorni se... se non accadesse l'impensabile.Hugo, il putto tanto bello quanto pestifero, forse perché ancora allattato dalla mamma ed educato secondo i nefasti principi della più sfrenata anarchia, con grande disgusto di Hector e dei suoi, sferra un calcione negli stinchi di Harry. E il cugino Harry platealmente, lentamente, leva in alto il braccio a fendere l'aria e poi a colpire il bambino con uno schiaffo che echeggia nell'aria e incrina il crepuscolo.Da quel momento l'esile equilibrio di quella piccola comunità, fatta di culture e mondi differenti, crolla. E i risentimenti, i pregiudizi sociali e razziali, le differenze di sesso e di età, riaffiorano prepotentemente, a scavare abissi incolmabili.
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Neri Pozza, 13/07/2012
Abstract: Un giovane scrittore è perdutamente innamorato di Quentina Elizabeth Deveril, detta Q. Q è bellissima, dolcissima, adorabile e, per quanto dotata di un padre arrogante e insopportabile, il matrimonio è vicino e non vi sono ostacoli di sorta alla realizzazione dell'amore perfetto.Tuttavia, poco prima delle nozze, il giovane scrittore riceve una misteriosa lettera che gli chiede di riservare un tavolo per due in un costoso ristorante di Manhattan. Stupito e incuriosito, obbedisce e, giunto all'appuntamento, si trova di fronte un uomo che si presenta come il suo futuro "Sé", il suo "Io" del domani: un sessantenne triste e ingrigito che gli assomiglia in una maniera notevole e che gli intima di non sposare il grande amore della sua vita, la meravigliosa Q. Il motivo? Lui e Q sono ignari portatori di una malattia genetica; i figli che nascerebbero dalla loro unione sarebbero destinati alla morte e il matrimonio a un conseguente naufragio. Lo scrittore scaccia subito dalla mente quel bizzarro incontro e quell'altrettanto bizzarro, e crudele, consiglio, frutto probabile di una burla. Col trascorrere del tempo, però, le parole del sessantenne si insinuano tra i suoi pensieri come un'ossessione ineliminabile. Risultato? Compie quello che mai avrebbe pensato: abbandona la fidanzata.Da quel momento in poi la sua vita cambia completamente direzione, non una ma dieci, cento volte. Altri suoi futuri "Sé", infatti, si susseguono al suo cospetto, convincendolo a sposare un'altra donna, poi a divorziare, a iscriversi alla facoltà di giurisprudenza, poi ad abbandonarla, a viaggiare, a praticare un certo sport e poi a smettere, a mettersi a suonare la chitarra, poi il violoncello, a leggere Proust, ad abbracciare il buddhismo, a studiare l'opera, a eliminare il glutine dalla sua dieta... Tra tutti questi pirotecnici eventi, una sola cosa rimane costante nella personalità dello scrittore: il suo amore per l'indimenticata Q.
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Neri Pozza, 18/07/2012
Abstract: È l'inverno del 1941 a Leningrado. La città è stretta nella morsa dell'esercito tedesco e sembra frantumarsi sotto le granate nemiche. I corpi dei caduti vengono ammassati ai lati della Prospettiva Nevskij. Le donne ridotte a stecchini arrancano ince spicando fino alla Neva, per attingere acqua attraverso le buche ricavate nel ghiaccio. Ovunque, suoni terribili: lo stridore delle slitte cariche di cadaveri, le terrificanti esplosioni dei candelotti di dinamite impiegati per scavare enormi fosse comuni, l'ululato dei cani e dei gatti randagi uccisi per sfamarsi.Per le strade della città, dove esseri umani strisciano come spettri in mezzo a mucchi di rifiuti sperando di rimediare qualche avan zo, per poi morire lì dove si trovano, Karl Il'icˇ Eliasberg, il direttore dell'Orchestra Radiofonica di Leningrado, avanza a fatica. È reduce da un incontro con il direttore della radio e con i responsabili del Dipartimento delle Arti. Gli hanno trasmesso un ordine di Ždanov, il segretario del partito che guida la difesa della città, un ordine che non ammette repliche: ricostituire l'Orchestra Radiofonica, sciolta per la morte di buona parte dei suoi componenti e per l'inedia dei musicisti sopravvissuti, per eseguire la Settima Sinfonia che Dmitrij Šostakovicˇ ha appena terminato lontano da Leningrado.Ždanov si è già procurato la partitura, arrivata in aereo da Mosca sorvolando le linee nemiche, ed è convinto che, eseguita a Leningrado, dove è stata in gran parte scritta durante i primi mesi dell'assedio, la sinfonia può sollevare il morale non solo della città, ma anche degli uomini al fronte.Eliasberg è paralizzato dalla paura e dal desiderio. Mai in vita sua gli è stata offerta un'opportunità del genere, e mai la posta è stata così alta. Dirigere la più grande sinfo nia che Šostakovicˇ abbia scritto! Un onore che sarebbe certamente toccato a Mravinskij, se il direttore della Filarmonica di Leningrado non avesse, grazie alle sue amicizie altolocate, scavalcato le linee nemiche a bordo di un aereo.Tuttavia, come portare a termine quel compito così imponente con i pochi musicisti rimasti, stremati dalla fame e con le mani e i piedi tormentati dai geloni, e i volti di un pallore mortale e coperti di piaghe? Come ridestare l'entusiasmo per la grande musica in chi, durante le battute di riposo, mette la testa tra le ginocchia o posa gli strumenti quasi siano di piombo?Magnifico romanzo che narra di un piccolo eroico gesto – il gesto di un solitario, timido direttore d'orchestra che, con l'aiuto di un violinista e di un gruppo di musicisti straziati dalla fame e dal freddo, riesce a eseguire una Sinfonia che ha avuto un'importanza enorme nella vittoriosa resistenza contro la barbarie nazista – Sinfonia Leningrado mostra come l'arte "possa avere un impatto enorme sugli eventi" (Sunday Star Times).
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Giano, 12/07/2012
Abstract: Ubukata Keiko, trentacinquenne scrittrice di successo nota con lo pseudonimo di Koumi Narumi, e da qualche tempo in crisi di creatività, scompare lasciando un'unica traccia di sé: un manoscritto intitolato Una storia crudele. Atsurō, il marito avvezzo alle stranezze e alla volubilità della donna, lo trova in bella vista sulla sua scrivania con il seguente post-it appiccicato sopra: "Da spedire al Dott. Yahagi della Bunchosha". Editor della casa editrice di Koumi Narumi, Yahagi si getta subito a capo fitto nella lettura dell'opera, nella speranza di avere finalmente tra le mani il nuovo best seller dell'acclamata autrice. Piú si addentra nella lettura, tuttavia, piú rimane sconvolto e, leggendo l'annotazione finale dell'opera: "Ciò che è scritto in queste pagine corrisponde alla pura verità. Gli eventi di cui si parla sono accaduti realmente", non può fare a meno di avvertire un brivido corrergli lungo la schiena. Koumi Narumi narra, infatti, dell'infanzia di Keiko, vale a dire della propria fanciullezza.Descritta come una bambina di dieci anni triste e solitaria che patisce l'indifferenza e l'irascibilità della madre, Keiko è impaziente di ricevere amore e attenzione dal prossimo. Una sera, sperando forse di trovarvi il padre, si spinge fino a K, un quartiere ad alta concentrazione di bar e locali a luci rosse. Là si sente a un tratto picchiettare con delicatezza sulla spalla. Sorpresa, si volta di scatto e scorge un giovane uomo con in braccio un grosso gatto bianco. I capelli, aridi e spettinati, gli scendono a ciuffi sulla fronte. Le sopracciglia spioventi gli danno un'aria da ebete. L'uomo la fissa con i suoi occhi piccoli, lo sguardo affettuoso, le pupille che gli brillano. Frastornata, incuriosita, Keiko lo segue in un vicoletto buio, dove lo sconosciuto le infila un sacco nero sul capo e la rapisce. La bambina resta nelle mani di Kenji, il rapitore, per un anno intero stabilendo con lui un rapporto agghiacciante, ambivalente, la cui natura le risulta oscura. Quando infine viene ritrovata, non rivela niente di ciò che è accaduto, né alla polizia né agli psichiatri che vorrebbero aiutarla. Soltanto Miyasaka, un misterioso detective con un braccio solo, non si stanca d'indagare, forse innamorato della verità o forse di Keiko, oppure curioso di venire a capo di una vicenda che sembra nascondere dettagli morbosi. Da quando ha vissuto l'esperienza del rapimento infatti la capacità immaginifica di Keiko cresce a dismisura e, alimentando un innato talento, le permette di diventare a quindici anni acclamata autrice di uno scandaloso romanzo. Opera in cui ne va della sottile linea che separa i fantasmi della scrittura da quelli della realtà, Una storia crudele è uno dei maggiori successi di Natsuo Kirino, "l'unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni" (Daisuke Hashimoto).
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Adelphi, 23/07/2012
Abstract: Se ne sarebbe ricordato in seguito, di quell'attimo, e non sempre con piacere. Per anni, in certe ridenti mattine di primavera, i colleghi del Quai des Orfèvres avrebbero conservato l'abitudine di rivolgersi a lui con un misto di serietà e di ironia: "Senti, Maigret...". "Che c'è?...". "C'è Félicie!". E allora lui la rivedeva, sottile, con i suoi vestiti chiassosi, i grandi occhi color nontiscordardimé, il naso impertinente, e il cappello poi, quel terrificante cappellino rosso piazzato in cima alla testa con una lunga penna verde cangiante infilzata come una freccia. "C'è Félicie!". Il commissario sbuffava. Lo sapevano tutti che Maigret si metteva a sbuffare come un orso quando qualcuno gli ricordava Félicie, quella ragazza gli aveva dato più filo da torcere di tutti i "duri" che aveva spedito in galera.(Le inchieste di Maigret 31 di 75)
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Adelphi, 23/07/2012
Abstract: A dire il vero, il mestiere che aveva sempre sognato non esisteva. Da ragazzo, al paese, aveva come l'impressione che un sacco di gente non fosse al posto suo, o prendesse una strada sbagliata unicamente perché non aveva le idee chiare. E immaginava un uomo di infinita saggezza, e soprattutto di infinita perspicacia, al tempo stesso medico e sacerdote, un uomo in grado di intuire con un'occhiata il destino delle persone ... Un uomo da consultare come si consulta un medico. Una specie di accomodatore di destini. E non solo perché intelligente – forse non aveva neanche bisogno di un'intelligenza eccezionale –, ma perché capace di vivere la vita di chiunque, di mettersi nei panni di chiunque. Maigret non aveva mai parlato di questo con nessuno. Né osava pensarci troppo seriamente per paura di sentirsi ridicolo. Non potendo portare a termine gli studi di medicina, era comunque entrato nella polizia, per caso. Ma era stato poi veramente un caso? E i poliziotti non sono qualche volta proprio degli accomodatori di destini?(Le inchieste di Maigret 32 di 75)
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Adelphi, 23/07/2012
Abstract: Attraverso la porta socchiusa, videro il dottor Pasquier che si rimetteva il cappotto e riponeva gli strumenti nella borsa. Sul tappetino bianco di pelle di capra, ai piedi del letto ancora intatto, giaceva un corpo: un abito di raso nero, un braccio bianchissimo, dei capelli dai riflessi ramati. È sempre un dettaglio di poco conto a commuovere di più. In quel caso, Maigret si sentì stringere il cuore scorgendo, accanto a un piede che ancora calzava la scarpa dal tacco alto, l'altro piede scalzo, con le dita che si distinguevano attraverso il collant di seta chiazzato di fango e con una smagliatura che dal tallone saliva fin sopra il ginocchio.(Le inchieste di Maigret 33 di 75)