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Trovati 63270 documenti.

Nove e mezzo
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Miron, Dan - Shomroni, Alessandra

Nove e mezzo

Einaudi, 11/06/2013

Abstract: "Il bravo critico è quello che offre allo scrittore il potere dell'osservazione piú attenta" ha scritto una volta Dan Miron, il maggiore studioso di letteratura israeliano vivente: in Nove e mezzo (evidente il richiamo felliniano) l'intera opera di Abraham Yehoshua viene passata al setaccio di un confronto tanto serrato quanto, se è lecito dirlo della critica, affettuoso.

Il primo che sorride
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Ferro, Martino

Il primo che sorride

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: Nicòl ha undici anni e mezzo. Vive in una roulotte nel cortile di casa, insieme alla sorella tatuata e ribelle. La madre di giorno lavora in una sala scommesse, e di sera recita Lady Macbeth in un circolo Arci: ha una girandola di uomini intorno, e quando incrocia una delle figlie si limita ad accertarsi che si sia lavata i denti. La testa di Nicòl è piena di domande che non farà mai, forse per questo osserva il mondo come una mappa del tesoro: ogni cosa ha un senso preciso, basterebbe sapere quale. E così, se oggi tutti i segnali annunciano una sorpresa che comincia per B, quella B potrebbe stare per bugia, per bambola, o per bacio: il suo primo bacio. Inizia da qui un percorso a ostacoli che sembra procedere alla cieca ma segue una logica ferrea, perché "quando uno una cosa se la sente, o è così, o è così per forza". Quando nessuno ci sta a sentire, tanto vale parlare da soli. E infatti Nicòl ha un suo personalissimo sistema per cercare di spiegarsi tutto ciò che la circonda: riordina le cose con le parole. Lei ha undici anni e mezzo e una certa faccia tosta, ma non sempre riesce a orientarsi nella foresta di segnali che raccoglie lungo la strada, legami magici quanto misteriosi che sembrano far rimbalzare le cose una contro l'altra. Oggi, per esempio, tutto lascia pensare che ci sarà una sorpresa che inizia per B... Poco importa se per scoprirla Nicòl si troverà a ricattare un compagno di scuola, a seguire un uomo per Firenze di notte, a entrare in un cinema a luci rosse, a scappare di casa: lei procede a testa bassa verso l'obiettivo, e nel suo microscopico angolo visuale finiscono per rifrangersi le molte facce della disattenzione del mondo. Più che un romanzo di formazione, Martino Ferro ha scritto un romanzo di conformazione, il cammino accidentato e vivissimo di chi non ha ancora imparato ad accordare il passo con quello degli altri. *** "Il primo che sorride ha la virtù rara di non smettere mai di sorprendere il lettore. Sorpresa complessa, effetto di una scrittura tesa ed ironica, che riferisce con un tono impassibile e tenero insieme le mille avventure dell'imprevedibile Nicòl, ragazzina dell'oggi più concreto e distratto, che da sola, ostinatamente, con tutta l'energia dell'infanzia, cerca il Senso. E comunica così attesa e fiducia nelle nuove, anzi nuovissime, generazioni". Jacqueline Risset

L'angelo Esmeralda
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DeLillo, Don - Aceto, Federica

L'angelo Esmeralda

Einaudi, 22/01/2013

Abstract: Un miracolo nel cuore perduto del Bronx: sul muro della metropolitana, al di sotto di un cartellone pubblicitario, sembra apparire il volto di Esmeralda, una bambina senzatetto assassinata poco tempo prima. Ma è un vero miracolo o un'illusione creata dal nostro bisogno di consolazione? Un'apparizione del divino o un fantasma del rimorso di suor Edgar che, nonostante il suo impegno per i bisognosi del quartiere, non è riuscita a salvare Esmeralda? Spesso per definire la grandezza di uno scrittore si dice cha ha saputo raccontare un'epoca. Per DeLillo è come se fosse il contrario: è come se la nostra epoca, a un certo punto, avesse deciso di essere come i racconti e i romanzi di Don DeLillo l'avevano immaginata. La scrittura dell'autore di Underworld ha proprio questa qualità, quella di raccontare il presente, ciò che stiamo vivendo, ciò che siamo ora, con una tale precisione, una tale concentrazione dello sguardo, da dare l'impressione di prevedere il futuro. Non è un caso che l'aggettivo piú spesso accostato a DeLillo sia "profetico": gli attentati dell'11 settembre, l'ascesa del terrorismo internazionale, la crisi finanziaria, erano già nei suoi libri molti anni prima che succedessero. Ecco perché, quando tutto ciò è avvenuto, i suoi libri sono sembrati le guide piú sicure a cui rivolgersi, il codice per decifrare quell'enigma che chiamiamo realtà. Abbiamo fatto come i protagonisti dei racconti contenuti nell'Angelo Esmeralda: uomini e donne bloccati in qualche specie di limbo, figure inquiete che tentano di imporre teorie e desideri a un mondo caotico, privo di senso. Nello spazio breve di questi racconti faranno tutti, in un modo o nell'altro, esperienza di quanto il legame tra le parole e le cose, tra le decisioni e le azioni, sia arbitrario, fragile. Ma è proprio questa fragilità che dà accesso a quella zona luminosa e imprevedibile in cui le cose accadono. *** "Nell'Angelo Esmeralda non c'è solo il dono elettrizzante del linguaggio, ma anche la rara, emozionante capacità di avventurarsi nel cuore umano". Michiko Kakutani, "The New York Times" *** "I grandi scrittori come DeLillo possono portarci dove vogliono; ma la metà delle volte ci portano dove non vogliamo andare". Martin Amis, "The New Yorker"

Le Vendicatrici. Sara
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Carlotto, Massimo - Videtta, Marco

Le Vendicatrici. Sara

Einaudi, 08/10/2013

Abstract: Fare arrabbiare una donna è pericoloso. Farne arrabbiare quattro è da pazzi. Sullo sfondo della Roma di oggi, corrotta e criminale, quattro donne diversissime tra loro decidono di ribellarsi al destino imposto da uomini malvagi e sbagliati. Per riscattare le loro vite dovranno diventare Le Vendicatrici. Sara non si ferma davanti a nulla e a nessuno per dare la caccia a chi ha distrutto la sua esistenza. Non esita ad allontanarsi dalla legalità e a trasgredire le regole. Ma presto si renderà conto che non esistono vendette pulite, vendette che non lasciano in bocca il sapore del rimorso.

Cime tempestose
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Brontë, Emily - Meo, Antonio

Cime tempestose

Einaudi, 18/06/2013

Abstract: Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire, invidie, rancori e ossessioni trasformano la storia d'amore tra Catherine e Heathcliff in un gioco crudele e pericoloso, in una passione assoluta e divorante, destinata a non abbandonarli mai. Neppure dopo la morte. A causa dei contenuti troppo forti, del carattere distruttivo del legame tra i due protagonisti e di una costruzione non lineare, Cime tempestose dovette aspettare il Novecento per essere riconosciuto come un capolavoro della letteratura mondiale. A noi lettori di oggi, smaliziati e consapevoli, non resta che continuare a godere di tutto il fascino ambiguo di quest'opera trasgressiva e asessuata: cosí isolata dalla società ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare, miracolosamente, eterna.

L'albero dei giannizzeri
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Goodwin, Jason - Mennella, Cristiana

L'albero dei giannizzeri

Einaudi, 26/03/2013

Abstract: Una serie di omicidi misteriosi scuotono il Palazzo. Una giovane circassa dell'harem, quattro cadetti della Nuova Guardia che da qualche tempo ha sostituito i giannizzeri, sciolti dopo la loro rivolta di dieci anni fa... Proprio ai giannizzeri, alle loro tradizioni mistiche e feroci, sembra condurre l'indagine di Yashim, mentre l'incubo degli incendi torna a impaurire la grande città sul Bosforo. Eunuco di corte, Yashim apprezza la buona cucina e i libri. Ama le donne, con impeto e pudore. Con l'occhio della sua intelligenza illumina un mondo vario e cosmopolita di ambasciatori stranieri, dark ladies, assassini efferati, magnifici travestiti, artigiani, sette religiose sufi, soldati combattuti tra l'invidia dell'Occidente e la nostalgia delle vittoriose armate ottomane. Mentre la città lentamente sprofonda tra gli incubi del passato e la paura del futuro, e forse ci vuole qualcosa di grosso per risvegliarla...

Perché i tedeschi? Perché gli ebrei? Uguaglianza, invidia e odio razziale 1800-1933
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Aly, Götz - Tortelli, Valentina

Perché i tedeschi? Perché gli ebrei? Uguaglianza, invidia e odio razziale 1800-1933

Einaudi, 09/04/2013

Abstract: Da molti anni Götz Aly si interroga sul passato nazionalsocialista e ogni volta arriva a risposte scomode e inquietanti. Chi voglia conoscere meglio la storia tedesca del Novecento deve confrontarsi necessariamente con i risultati delle sue ricerche. All'inizio del XIX secolo gli ebrei tedeschi seppero cogliere le opportunità offerte dalla nuova libertà economica. Essi si riversarono nelle professioni allora emergenti: divennero commercianti, imprenditori, medici, avvocati, banchieri e giornalisti. Inoltre garantirono ai propri figli un'istruzione di buon livello: intorno al 1900, in Germania, gli studenti ebrei che conseguivano la maturità erano otto volte di piú dei loro compagni cristiani. La reazione dei tedeschi, piú lenti nella loro ascesa sociale, fu caratterizzata da invidia e gelosia: sostennero la necessità di proteggere i cristiani, non gli ebrei; cercarono appoggio e conforto nella collettività, tentarono di accrescere la loro autostima denigrando gli altri - gli ebrei. Questo libro si allontana dai consueti modelli concettuali sulle origini della barbarie nazista. Götz Aly indaga e descrive con lucidità le radici piú profonde dell'antisemitismo omicida, radici che affondano nel cuore pulsante della storia e della società tedesca.

L'interpretazione dei sogni
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Freud, Sigmund - Idra, Daniela

L'interpretazione dei sogni

Einaudi, 10/12/2013

Abstract: La notte tra il 23 e il 24 luglio 1895, Sigmund Freud sogna una sua paziente di nome Irma: la donna mostra i segni di un'infezione che si è propagata in gola, provocandole forti dolori. Ma né i sintomi della signora né l'aspetto dei medici che la circondano corrispondono al vero: nel sogno tutto sembra diverso, senza un motivo apparente. Ed è proprio con la cosiddetta "iniezione a Irma" che Freud abbandona definitivamente il metodo dell'ipnosi per lanciarsi in una rivoluzionaria fase di studio dei processi psichici: una ricerca che renderà pubblica all'alba del nuovo secolo, dando alle stampe L'interpretazione dei sogni. Ma il testo che ha fondato la psicoanalisi, qui riproposto in una nuova traduzione, non è soltanto questo. È anche, come rivela l'introduzione di Stefano Mistura, una particolarissima autobiografia in forma di saggio scientifico, dove confluiscono, attraverso la filigrana dei sogni, molti episodi fondamentali della vita di Freud: dalle fantasie infantili alla drammatica morte del padre, dal timore degli insuccessi al complicato rapporto con il medico e amico Wilhelm Fliess, il primo lettore - e censore - di quello che sarebbe diventato "il libro del XX secolo".

Breviario proustiano
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Valduga, Patrizia - Valduga, Patrizia - Raboni, Giovanni

Breviario proustiano

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: Viviamo, di solito, col nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà rimangono assopite, fidandosi dell'abitudine che sa cosa si deve fare e non ha bisogno di loro. Di calma non ce ne può mai essere nell'amore, perché quel che si è ottenuto non è che un nuovo punto di partenza per desiderare dell'altro. Nell'attesa, l'assenza di quel che si desidera ci fa soffrire a tal punto da renderci insopportabile qualsiasi altra presenza. Non si ama più nessuno quando si è innamorati. La felicità ha, si può dire, una sola utilità: rendere possibile l'infelicità. La bellezza è una catena d'ipotesi che la bruttezza restringe, sbarrando la strada che già vedevamo protendersi verso l'ignoto. Chi non assimila ciò che nell'arte è davvero nutriente, ha continuamente bisogno di gioie artistiche, in preda a una bulimia che non lo lascia mai sazio. *** "Merito di Proust, certo, della grandiosa polivalenza del suo capolavoro, che non è un solo libro ma la stratificazione di molti libri, se non addirittura di tutti i libri possibili - e che rimane dunque vivo, vivo in ciascun pezzo, anche se lo si faccia, letteralmente, a pezzi..." Giovanni Raboni

Le strade di polvere
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Loy, Rosetta

Le strade di polvere

Einaudi, 18/06/2013

Abstract: Il tempo dei desideri che si consumano, dei balli, delle stagioni, della gioventú, il tempo crudele e magico di tutto ciò che non lascia traccia. La storia di una famiglia monferrina, dalla fine dell'età napoleonica ai primi anni dell'Italia unita.

Io vi maledico
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De Gregorio, Concita

Io vi maledico

Einaudi, 29/01/2013

Abstract: Viaggio alle radici della rabbia. Le voci di chi non ha voce, gli sguardi e le parole di un Paese che cambia. Storie vere dell'Italia fragile. "Io vi maledico" c'è scritto sulla lapide di marmo che un operaio dell'Ilva di Taranto ha voluto mettere per strada, sotto casa sua. E "Io vi maledico", dice la figlia dell'imprenditore che si è ucciso strozzato dall'usura bancaria. Sono due delle storie che compongono il ritratto corale di un Paese disorientato, in cui rabbia e frustrazione possono trasformarsi in malattia sociale o in vento di cambiamento. C'è il ragazzo sardo che voleva partecipare a X Factor, non l'hanno preso ed è tornato in miniera. C'è Michele, 4 anni, che ha fatto il test per misurare la rabbia e doveva prendere delle medicine, ma sua madre ha deciso di no. La fatica dei genitori, la sazietà disillusa dei figli. Emanuela che ha scritto due volte a Marchionne e che sa - glielo ha spiegato suo padre - cosa significa "comportarsi da uomo". C'è Milagros che racconta che gli indignados sono orfani delle carte di credito e figli degli sfratti. C'è la rabbia degli adolescenti, cui i professori non sanno dare risposte. Ci sono cinque donne sindaco del Sud, dove le teste di maiale non son maschere da indossare alle feste. E c'è Atesia, dove le donne del call center rispondono la notte ai maniaci per non perdere 80 centesimi lordi. Un ritratto scritto con parole dure come la pietra. O come la verità. Unico antidoto alla rabbia di chi è stanco di non essere ascoltato.

Le lacrime degli eroi
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Nucci, Matteo

Le lacrime degli eroi

Einaudi, 17/05/2013

Abstract: Achille, Agamennone, Diomede, Patroclo, Odisseo, Ettore... nell'Iliade e nell'Odissea, gli eroi leggendari che hanno combattuto le battaglie piú dure e vinto i nemici piú agguerriti non temono di mostrarsi in lacrime. Per disperazione, dolore, rabbia, amore, nostalgia, essi piangono a viso aperto. Senza risparmiarsi. Senza mai provare vergogna. Singhiozzano, gridano, tremano, piangono fino a soffrire la fame, piangono per saziarsi del pianto. Perché in quelle lacrime, come racconta Matteo Nucci in un libro che è viaggio, studio e romanzo, risiede il germe di una passione indomabile. Soltanto gli uomini che hanno la forza di non nascondere le proprie debolezze possono vincere il nemico piú odioso: la paura della propria mortalità.

Miti romani
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Ferro, Licia - Monteleone, Maria - Bettini, Maurizio

Miti romani

Einaudi, 24/09/2013

Abstract: "Quando il mondo ebbe inizio e Giano tornò ad avere l'aspetto di un dio, poco a poco, si narra, apparvero ovunque le fonti, i laghi, i fiumi, le valli e i monti coperti di boschi. Apparvero pesci nell'acqua, animali sui prati e nelle foreste, uccelli nell'aria. Solo in ultimo fece il suo ingresso l'essere umano. Forse fu in quel momento che Giano si guardò intorno e scelse la sua dimora, una collina coperta allora di querce e farnetti. "Da quassú, - si disse, - potrò godermi ogni cosa, basta solo aspettare". E da quel colle - Gianicolo lo chiameranno - si dispose a guardare l'inizio del tempo e dello spazio di Roma". È esistita una mitologia romana? A questa domanda, che ormai da piú di due secoli alimenta accesi dibattiti fra gli studiosi, un antico romano avrebbe forse risposto con indignato stupore, elencando nomi, luoghi e avventure: dal tempo dei Fauni e degli Aborigeni all'approdo di Enea nel Lazio e alla fondazione della stirpe, dalla storia di Romolo e Remo ai sette re, dalla fine della monarchia agli eroi della Res publica. Mosse dal gusto e dal piacere del raccontare e guidate dalle coordinate rigorose fornite dalle fonti antiche, Licia Ferro e Maria Monteleone narrano in questo libro, storia dopo storia, i miti di Roma arcaica: offrendo al lettore, quasi dall'interno, uno sguardo sulla cultura e sull'immaginario degli antichi Romani. Un saggio di Maurizio Bettini apre una nuova prospettiva sul mito romano e sul dibattuto problema della sua esistenza.

L'eterno marito (Einaudi)
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Dostoevskij, Fëdor - Coïsson, Clara

L'eterno marito (Einaudi)

Einaudi, 10/12/2013

Abstract: "Questo romanzo breve racconta la crisi dei quarant'anni di un facoltoso, ozioso e mondano proprietario terriero di nome Velchanicov. Pur essendo un "omone" sta attraversando un periodo di profondo malessere. Soffre d'insonnia, è angosciato da un vago senso di colpa, ha perfino delle allucinazioni o per lo meno crede di averle. Un uomo con un nastro nero di lutto sul cappello lo segue, lo pedina, lo sorveglia. Ma ad un tratto Velchanicov scopre che non si tratta di un'allucinazione bensí di una persona reale. E Pavel Pavlovic?, l'eterno marito, non può sapere che la moglie l'ha tradito con lui. Ma allora perché tanta ambiguità? Cosí comincia un rapporto bizzarro simile a un duello portato avanti da due schermitori abili e accaniti...". Alberto Moravia

Le donne del signor Nakano
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Kawakami, Hiromi - Pastore, Antonietta

Le donne del signor Nakano

Einaudi, 14/01/2014

Abstract: La bottega del signor Nakano è un po' speciale. Innanzitutto, come tiene a specificare il proprietario, "non è un negozio di antiquariato ma di roba vecchia": soprammobili fuorimoda, ciotole usate, manifesti di epoche dimenticate, malinconici reperti di vite sconosciute che potete comprare per pochi spiccioli, oggetti particolari e scompagnati come, in fondo, sono gli uomini e le donne che girano intorno al negozio. A cominciare dal signor Nakano: eccolo lí, dietro la cassa, magrissimo, un berretto di lana calato sulla fronte e una certa qual debolezza per il fascino femminile. A dargli una mano ci sono due ragazzi, Takeo, tanto laconico da apparire misterioso, e Hitomi, una ragazza allegra e inquieta. I due giovani si studiano, s'innamorano, nasce un legame toccante e maldestro che sembra destinato a inciampare su ogni incomprensione. Ma anche Nakano e la sua romantica sorella Masayo devono affrontare le impreviste complicazioni che nascono dal desiderio. Sarà proprio Hitomi, e il suo sguardo curioso e sensibile, ad accompagnare il lettore attraverso la girandola di incontri e personaggi che ruotano intorno alla piccola, vivace bottega del signor Nakano. Sono vicende comuni quelle che ci racconta Kawakami Hiromi, con una delicatezza che nulla toglie alla profondità dei sentimenti, all'intensità di relazioni umane che iniziano quasi per caso e si sciupano senza che sia colpa di nessuno. Una scrittura soave e luminosa, pervasa da un sottile rimpianto per quello che poteva essere e invece non è stato, e al tempo stesso da un confortante calore umano. Perché tutti, almeno una volta, ci siamo detti: "Che cosa complicata è l'amore!" *** "Era ora che, accanto ai mondi interiori di Ogawa Yoko e a quelli surreali di Murakami Haruki, vi fosse spazio per la sublime leggerezza di Kawakami Hiromi". "L'Indice dei libri del mese"

Il libro nero
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Pamuk, Orhan - Gezgin, Semsa

Il libro nero

Einaudi, 26/03/2013

Abstract: In una Istanbul allo stesso tempo reale e fiabesca, il giovane avvocato Galip scopre improvvisamente che sua moglie Rüya è svanita nel nulla. Dai pochi indizi lasciati, Galip presume che si sia rifugiata a casa del fratellastro Celâl, un celebre giornalista autore di articoli provocatori per il quotidiano "Milliyet". Ma anche Celâl è introvabile, quasi non fosse mai esistito. Alla disperata ricerca di Rüya inizia cosí per Galip un giallo che lo porterà a vagare nelle strade di una città dalle contraddizioni insolute, per scoprire ciò che non avrebbe mai voluto sapere.

I dodici abati di Challant
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Mancinelli, Laura

I dodici abati di Challant

Einaudi, 10/12/2013

Abstract: Sospesi tra storia e invenzione in un Medioevo che sembra vero, sono qui raccolti in un unico volume tre romanzi di Laura Mancinelli, in cui l'autrice approda a una visione fantastica e ironica della tradizione e della società medievale. I dodici abati di Challant, dove, in una cornice di ironia mondana e gaudente, dodici monaci ricevono l'incarico di sorvegliare un feudatario che eredita un castello con la clausola di mantener fede a un maligno obbligo di castità. Il miracolo di santa Odilia, immagine della vita che si afferma in chiave religiosa, ma non trascendente, attraverso la storia di due Odilie: la prima devota e pia, la seconda giovane e bella. E infine, conclusione ideale di questa metafora, Gli occhi dell'imperatore, dove una contessa piemontese, un cavaliere-musico-poeta e l'imperatore Federico II, ormai prossimo alla morte, partecipano a un affascinante percorso di avventure e sentimenti, che è anche un intreccio di entusiasmo, rassegnazione e senso del destino.

A sud del confine, a ovest del sole
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Murakami, Haruki - Pastore, Antonietta - De Petra, Mimma

A sud del confine, a ovest del sole

Einaudi, 19/03/2013

Abstract: Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lí dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un'abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di piú: a distinguerla non c'è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisci anche un'altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi - è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l'esperienza - quando ormai la vita l'ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppía esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell'altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei riappare dal nulla, diventerà realtà. Torna in libreria, in una traduzione completamente rivista, uno dei romanzi piú amati di Murakami Haruki: un'opera malinconica e romantica, una storia di raffinata delicatezza, in cui l'esplorazione dei piú diafani movimenti dell'anima riesce a descrivere l'universale, umanissimo conflitto tra necessità e desiderio, destino e libertà. *** "Il piú realista dei romanzi di Murakami e forse anche il piú emozionante". "Boston Globe" *** "Un libro bello e saggio pieno di verità nascoste". "The New York Times"

La strada del davai
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Revelli, Nuto

La strada del davai

Einaudi, 04/06/2013

Abstract: "La strada del davai (davai in russo significa: avanti, cammina!) non mi ha fatto dormire per parecchie notti: ma non perché i fatti raccontati mi siano nuovi giacché anch'io, allora, vi fui dentro sino al collo, ma per la verità atroce che continua anche oggi nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze. Parla, questo terribile documento umano, di quello che accadde sul fronte orientale a molti italiani, alpini nella Cuneense. La guerra sul fronte russo: i popoli, gli eserciti, l'individuo e la moltitudine ci vengono incontro come fosse ancora ieri e riproviamo le atrocità, gli eroismi, le spavalderie, la generosità, gli egoismi, la pazzia e l'ironia in un paradosso gigantesco. Ci viene spontaneo dire: ma in questo tempo abbiamo vissuto? Ma queste cose sono accadute?" Mario Rigoni Stern

Nel segno della pecora
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Murakami, Haruki - Pastore, Antonietta

Nel segno della pecora

Einaudi, 28/05/2013

Abstract: Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Un giovane agente pubblicitario, abbandonato dalla moglie che lo trova "noioso", vede sconvolta la sua rassicurante monotonia da un compito bizzarro e quasi impossibile che gli viene affidato da un losco individuo: deve ritrovare una pecora. Ha poco tempo e non può rifiutare. Unico indizio: la pecora ha una macchia a forma di stella sulla schiena. Inizia cosí un'avventura lungo un Giappone fiabesco, grottesco e surreale, accompagnato da una ragazza con le orecchie bellissime e dotata di poteri sovrannaturali. Nel segno della pecora è il romanzo che definisce la poetica di Murakami: uno scenario onirico in cui il quotidiano diventa surreale, scandito da una playlist di capolavori della musica, alla ricerca di un ovino ma in realtà di un senso della vita. C'è un posto per la pecora di Murakami in una ipotetica "arca letteraria", insieme allo scarafaggio di Kafka, i maiali di Orwell, l'elefante di Saramago e Moby Dick.