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× Nomi Cardini, Franco

Trovati 49 documenti.

Lawrence d'Arabia
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Cardini, Franco

Lawrence d'Arabia

Sellerio Editore, 19/09/2019

Abstract: Lo storico dell'Oriente Cardini racconta il suo percorso di indagine nella figura storico-psicologica dell'agente di Sua Maestà suscitatore dell'orgoglio arabo: eroe o traditore? O tutt'e due?

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo. Frate Francesco, Dante, madonna Povertà
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Cardini, Franco

L'avventura di un povero cavaliere del Cristo. Frate Francesco, Dante, madonna Povertà

Laterza, 09/09/2021

Abstract: Figlio, santo, poeta, cavaliere, riformatore. San Francesco è stato tutto questo e anche molto di più: senza dubbio la più grande figura religiosa e spirituale della storia italiana. Come in un caleidoscopio, la sua vita ci permette di comprendere meglio gli uomini e le donne del medioevo.Un giovane di Assisi era figlio di un ricco mercante e banchiere (nonché, forse, usuraio). Il padre, che lo conduceva con sé nei suoi viaggi d'affari in Francia, volle rinominarlo 'Francesco' in omaggio alla dolce terra della poesia cortese, che il ragazzo amava. Francesco non era né nobile né particolarmente bello e il suo fisico era fragile, cagionevole. Ma era ricco, brillante, affascinante, spiritoso, sapeva cantare, suonare e danzare: era il 'principe della gioventù' della sua città. Sognava la gloria, le imprese cavalleresche in paesi lontani, l'amore. Poi venne la lotta civile nella sua città, alla quale prese parte, e infine la guerra contro Perugia: combatté, forse uccise, restò alcuni mesi prigioniero. Quando tornò a casa, gli amici avrebbero voluto vederlo riprendere la vita spensierata di prima. Ma non era più lui. Il contatto con la guerra e con il dolore lo aveva cambiato. Una volta incontrò un lebbroso: la lebbra gli aveva sempre fatto paura e orrore. Ma quel giorno scese da cavallo e abbracciò quel miserabile. Da allora, sarebbe diventato cavaliere del Cristo.

Ucraina. La guerra e la storia
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Cardini, Franco - Mini, Fabio - Travaglio, Marco

Ucraina. La guerra e la storia

PaperFIRST, 17/05/2022

Abstract: Perché è iniziata la guerra in Ucraina? Quanto durerà e come potrebbe finire? Uno storico che conosce la Russia e un generale di corpo d'armata che conosce la Nato spiegano con un linguaggio schietto i temi strategici e le radici storiche del conflitto. In un momento in cui il dibattito è ingessato e la descrizione della realtà è piegata alle idee "giuste a prescindere", gli autori escono dallo steccato del politically correct per tornare ai fatti, anche quelli più lontani, elencati in una minuziosa cronologia. Il generale Mini esamina la situazione sul campo alla luce delle dottrine militari moderne mentre il professor Cardini parte dall'invasione russa per risalire alle cause profonde del conflitto. La dissoluzione dell'Urss, la storia del nazionalismo di Kiev, l'allargamento a est della Nato e l'interferenza di Washington sulla politica ucraina sono i punti di partenza per dare risposte originali alle domande che tutti si fanno. Prefazione di Marco Travaglio.

Tutta un'altra storia
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Cardini, Franco - Montesano, Marina

Tutta un'altra storia

Feltrinelli Editore, 24/11/2024

Abstract: La storia è fatta di eventi e persone che hanno reso il mondo quello che è oggi. Alcuni sono lontani nel tempo e nello spazio, altri più vicini e altri ancora accadono in questo momento. Dall'incoronazione del faraone Ramses II alle battaglie per i diritti di Nelson Mandela, un viaggio in venti tappe per leggere la storia come se fosse un film.

La deriva dell'Occidente
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Cardini, Franco

La deriva dell'Occidente

Laterza, 22/09/2023

Abstract: Di che cosa parliamo quando parliamo di Occidente? Oggi, con la guerra in Ucraina, sembra ritornare in auge un concetto di Occidente tutto geopolitico, dove Europa occidentale e Stati Uniti, difensori di democrazia e libertà, si contrappongono alla 'barbarie' orientale, russa e cinese. Ma non è sempre stato così, anzi, e siamo sicuri che questa idea di Occidente, questa alleanza fatta di valori, di economia e di tecnologia militare, duri per sempre?Dai tempi delle guerre persiane, Oriente e Occidente sono fratelli coltelli, amici e nemici, sogno e incubo. "L'Oriente è l'Oriente, l'Occidente è l'Occidente: e nessuno potrà mai accordarli", dichiara Rudyard Kipling al tempo della fondazione dell'impero britannico d'India. Sulla base dei troppi malintesi generati dal loro confronto sono emersi anche 'ismi' ideologici, tanto accaniti tra loro quanto ambigui: orientalismo e occidentalismo, avvolti nel dilatare delle loro contraddizioni. Già Oswald Spengler aveva decretato il 'tramonto dell'Occidente'; ma immediatamente, dietro l'Occidente-Europa spengleriano, se n'era andato profilando un altro, quello americano, che dopo aver soggiogato il Pacifico si apprestava a trangugiare anche l'Atlantico: Leviathan di terra e di mare secondo Carl Schmitt, contrapposto a Behemoth, compatto Oriente tutto terragno. Ma intanto però, altrove, dal Giappone alla Cina e all'India si andavano proponendo altri Occidenti, fondati su presupposti differenti da quello euroamericano e portatori di altre 'modernità'. Con la guerra in Ucraina, la Russia viene definitivamente spostata verso l'Asia ed esclusa dalla sua dimensione cristiana ed europea. Ma questa definizione di Occidente ha senso o è soltanto utile oggi per ragioni strumentali?

Come Praga divenne magica
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Cardini, Franco

Come Praga divenne magica

Neri Pozza, 17/09/2024

Abstract: Praga città d'oro: il Ponte Carlo, il celebre orologio a carillon della Città Vecchia, l'imperatore-mago Rodolfo ii, l'Arcimboldo e il Vicolo degli Alchimisti, la leggenda del Golem e il cimitero ebraico, la musica di Mozart e quella di Dvořák, L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera e gli incubi di Kafka, le viuzze e i caffè di Malá Strana, il sapore della miglior birra del mondo e quello della libertà nella Primavera del Sessantotto. Tutto ha inizio nel vi secolo, quando nell'area dell'Europa centro-orientale in cui erano insediate da un millennio genti celtiche della stirpe dei boi (per questo si sarebbe denominata in latino "Boemia") giunsero nuovi popoli che conosciamo come slavi. Qui affonda le sue radici la città che sarebbe divenuta "magica" e che avrebbe cominciato il suo lungo cammino di faro culturale europeo nell'anno 882 quando il principe slavo Bořivoj, che pretendeva di discendere dal mitico Přemysl fondatore della rocca sulla riva sinistra del fiume Vltava – primo nucleo della futura città –, costruì su un'altura della sponda opposta il Castello. Antico era anche un modesto insediamento presso il fiume, nell'area oggi nota come Malá Strana. Di fronte a esso, sull'opposta riva del fiume, si sviluppò poi un ampio mercato servito da un porto: da lì si sarebbe sviluppato lo Staré Město, la Città Vecchia. Divenuta importante centro commerciale nella seconda metà del X secolo, Praga entrò con l'intera Boemia nell'orbita dei re di Germania. L'acme della sua potenza venne raggiunto sotto il governo dei discendenti dei conti di Lussemburgo con Giovanni che, con la Bolla d'Oro del 1356, riordinò la prassi dell'elezione dei sovrani del Sacro Romano Impero istituendo il collegio dei sette principi elettori. Qui, dopo la crisi del Trecento, vennero gettati, con il predicatore Jan Hus, i prodromi della Riforma religiosa che si sarebbe più tardi imposta con Martin Lutero.Praga Magica. Praga città d'oro. Chi non ha visto Praga illuminata in una dolce notte di prim'autunno ignora che cosa sia la gioia di vivere. Praga, capitale segreta d'Europa…

I confini della storia. Intervista di Sergio Valzania
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Cardini, Franco

I confini della storia. Intervista di Sergio Valzania

Laterza, 17/01/2025

Abstract: Le tante dimensioni della storia e la memoria ingannatrice, la crisi del luminoso mondo medievale e l'ingresso in una modernità senza limiti, gli intrecci tra Oriente e Occidente, il legame con Firenze e tante altre città del mondo, i maestri e i compagni di strada, la politica tra nuove e vecchie identità, la tensione tra fede e ricerca della verità: muovendosi ai confini della storia, Franco Cardini rimette in questione molte convinzioni diffuse sul passato e sul presente.Franco Cardini è professore emerito nell'Istituto di Scienze Umane e Sociali/SNS, Directeur d'Études nell'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Fellow della Harvard University e membro del consiglio scientifico della Scuola Superiore di Scienze Storiche dell'Università degli Studi di San Marino. Tra le sue più recenti pubblicazioni per Laterza, La deriva dell'Occidente.Sergio Valzania, storico e giornalista, ha diretto per dieci anni i programmi Rai della radio e ha insegnato nelle Università di Genova e Siena. Collabora con le pagine culturali de "L'Osservatore Romano" e con Radio Inblu2000.

Grazie Islam! Quelle poche, piccole cose che l'Occidente deve al mondo musulmano
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Cardini, Franco

Grazie Islam! Quelle poche, piccole cose che l'Occidente deve al mondo musulmano

Paper First, 09/09/2025

Abstract: L'Islam ci appartiene. Ha le nostre stesse profonde radici: la cultura ellenistico-mediterranea e il monoteismo abramitico; i suoi profeti sono i medesimi dell'ebraismo e del cristianesimo. La sua scienza e la sua filosofia, certo originali, restano impensabili senza le nostre. L'Islam è l'Occidente dell'Oriente. I fondamenti della sua cultura, radicati in quella ellenistica passata a Roma e a Bisanzio, sono arrivati alla nostra esattamente come le merci provenienti dall'Asia profonda giungevano in Europa. All'Islam, attraverso l'Asia Minore, il Delta Nilotico, l'Africa sahariana, il Maghreb e la penisola iberica, dobbiamo i fondamenti della nostra matematica, della nostra logica, della nostra astronomia, della nostra cartografia, della nostra geografia, della nostra fisica, della nostra medicina. Le nostre università medievali sono nate nell'XI-XII secolo come "studia" monastici e diocesani vivificati dall'esempio che proveniva loro dalle città musulmane, in molte delle quali esisteva una "bait al-Hikmah" dove s'imparava a pagamento: l'innovazione delle "universitates" medievali, corporazioni professionali dove la scienza si trasmette come una merce. Dante ci rammenta che Avicenna e Averroè sono padri del nostro sapere al pari di Platone e di Aristotele, d'Ippocrate e di Galeno; il Saladino è il nostro grande eroe cavalleresco. E non ci sono guerre, non ci sono atrocità, non ci sono fanatismi che tengano. La violenza e le infamie passano: ma le civiltà, i saperi, le scienze, le culture, rimangono. Come l'arcobaleno sulla cascata. Gloria all'Islam.

Storia e futuro dell'ordine mondiale
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Acharya, Amitav - Rizzo, Chiara - Cardini, Franco

Storia e futuro dell'ordine mondiale

Fazi Editore, 17/02/2026

Abstract: Dall'alba del XXI secolo l'Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l'ascesa di nuove grandi potenze – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – mettono in discussione l'ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un'illusione ritenere che l'Occidente detenga il monopolio dell'architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya – tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali – mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell'ascesa occidentale. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l'Occidente arretra, l'ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il "Resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l'Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell'ordine mondiale offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene."L'ordine mondiale non è monopolio dell'Occidente, ma opera condivisa di più civiltà nell'arco della storia. [...] La storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale, multiciviltà e geopoliticamente plurale".Amitav Acharya"Un libro dalla trama ricchissima, che fa da ponte tra le civiltà antiche e i dibattiti contemporanei. Una guida essenziale al mondo post-occidentale". Parag Khanna"La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del genere umano sul nostro pianeta".dalla prefazione di Franco Cardini"Acharya racconta magistralmente il vecchio e il nuovo mondo, e come s'incontreranno. Per uno sguardo autentico sul futuro verso cui l'umanità si sta dirigendo, leggete attentamente questo libro. Vi stupirà, vi entusiasmerà e vi infonderà grande speranza per il futuro".Kishore Mahbubani"Acharya sottopone a un attento esame, da una prospettiva decoloniale, i presupposti della disciplina coloniale per antonomasia, quella delle relazioni internazionali. Un libro che dovrebbe servire d'esempio a molte altre discipline accademiche fondate su analoghe premesse colonialiste".Amitav Ghosh