Trovati 3 documenti.
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Guardami, sono nuda / Antonia Pozzi ; a cura di Simona Carlesi
Firenze : Barbes, 2010
Abstract: Una donna bellissima, colta, che amava la musica e la fotografia. Una delle voci più intense della lirica italiana. Una donna di una sensibilità e fragilità indimenticabili e che ci ha regalato una testimonianza poetica del mondo femminile più intimo. Una raccolta per riportare alla luce parole e poesie senza tempo.
Barbes, 2012
Abstract: Veruschka. In tutto il mondo si conoscono il suo nome, il suo corpo, il suo volto. Ora per la prima volta la più grande top model di sempre racconta la sua vita avventurosa in un appassionato libro-intervista. Vera, contessa von Lehndorff, nata nel 1939 in Prussia, è figlia di uno dei colonnelli che organizzano l'Operazione Valchiria per uccidere Hitler. Il difficile dopoguerra, l'adolescenza con le sue insicurezze e il trauma per la morte del padre, sempre presente. E poi le prime esperienze da modella, Firenze, Parigi, New York, con l'invenzione di Veruschka e l'entrata nell'Olimpo delle star, primo volto della moda a trascendere le copertine delle riviste. La collaborazione con Richard Avedon, Irving Penn, Diana Vreeland, Salvador Dalí, Andy Warhol e il cinema con Blow-Up di Michelangelo Antonioni. E poi l'invenzione della Body Art, fino ai giorni nostri. Un racconto profondo e forte, senza filtro, che attinge dai ricordi di Vera, dai suoi diari e dagli articoli dell'epoca, in una lunga intervista-biografia redatta da Jörn Jacob Rohwer, che mai nasconde o attenua i lati in ombra di Vera-Veruschka, del mondo della moda e dell'arte americana ed europea.
Guardami, sono nuda / Antonia Pozzi ; a cura di Ernestina Pellegrini
Clichy, 2014
Abstract: Ho paura, e non so di che: non di quello che mi viene incontro, no, perché in quello spero e confido. Del tempo ho paura, del tempo che fugge così in fretta. Fugge? No, non fugge, e nemmeno vola: scivola, dilegua, scompare, come la rena che dal pugno chiuso filtra giù attraverso le dita, e non lascia sul palmo che un senso spiacevole di vuoto. Ma, come della rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia. Antonia Pozzi scrive queste riflessioni tra il 1925 e il 1927. È nata nel 1912, appena una ragazzina quindi. Eppure è questo senso di spossata malinconia, di vertigine di perdita, di repentina nostalgia che lei esplorerà fino alla sua morte, il 2 dicembre 1938, nuda e con troppe pillole ingoiate in un fosso gelato nella campagna intorno a Milano. In questa raccolta, curata da Ernestina Pellegrini, docente di italianistica dell'Università di Firenze e curatrice del Meridiano Mondadori dedicato a Claudio Magris, è contenuto il corpus maggiore delle sue poesie, dalle quali emergono un'esacerbata sensibilità e profondità di autoanalisi.