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Mondadori, 27/01/2026
Abstract: Anno 2046. A volte anche gli dei hanno bisogno di aiuto. In questo romanzo, la divinità è Glimmung, un misterioso essere alieno dotato di poteri straordinari, che assume alternativamente l'aspetto di una ruota fiammeggiante, di una ragazzina o di una vorticosa massa di vita oceanica. Il suo obiettivo è riunire sul Pianeta dell'Aratore individui provenienti da diversi mondi che lo aiutino a portare in superficie l'antica cattedrale di Heldscalla, sprofondata negli abissi dell'oceano. Dalla Terra, dominata da un regime oppressivo, ha convocato Joe Fernwright. Depresso, pieno di dubbi, reduce da un matrimonio fallito e in serie difficoltà economiche, Joe è un "guaritore di vasi", bravissimo nel restauro di ceramiche e porcellane antiche. Un'abilità ormai inutile sulla Terra, dove tutto è di plastica, ma preziosissima agli occhi di Glimmung. Tra inverosimili extraterrestri e buffe macchine pensanti, Guaritore galattico (1969) sembra prendersi gioco dei cliché della narrativa Sci-Fi e, con un gusto quasi joyciano per i rimandi letterari e le manipolazioni del linguaggio, esplora ancora una volta con grande originalità i temi cari a Dick: il doppio, il rapporto tra realtà e illusione, le storture della società, la presenza del divino, il ruolo dell'artista.
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Mondadori, 12/02/2026
Abstract: Nel ventiduesimo secolo, la Terra è dominata dagli Uomini Nuovi, esseri umani dalle straordinarie capacità intellettive che condividono il potere con gli Insoliti, anch'essi eccezionalmente dotati. Gli uomini normali, i Vecchi, vivono sottomessi all'interno di una società poliziesca e repressiva. Solo i Nascosti tentano di opporsi all'autorità nell'attesa che un giorno ritorni il loro leader, Thors Provoni, partito dieci anni prima con un'astronave per cercare aiuto nello spazio. I più lo danno ormai per disperso, quando all'improvviso arriva un suo messaggio: sta tornando, e sostiene di aver trovato, sul pianeta Frolix 8, degli amici. Le speranze degli Uomini Vecchi stanno per essere esaudite. Forse anche troppo. I nostri amici da Frolix 8 (1970) è la versione dickiana della classica distopia orwelliana, unita al topos sci-fi dell'incontro con gli alieni. Il risultato è un racconto in cui predominano il caos, l'imprevedibilità, l'aspetto ludico, in una sfida burlesca al canone di un genere letterario, ridefinito così dalle fondamenta.
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Mondadori, 19/02/2026
Abstract: Nei mesi di febbraio e marzo del 1974, Philip K. Dick venne premiato, o maledetto, da una visione, una rivelazione sulla vera natura dell'universo che egli chiamò "2-3-74" e alla cui decifrazione dedicò il resto della vita, rintracciandone le premonizioni, tra l'altro, nei suoi stessi libri, a partire dai grandi romanzi fantascientifici degli anni Sessanta. Frutto di questo immane sforzo di interpretazione del visibile, dell'invisibile e del proprio sé è un corpus di oltre ottomila fogli, per la maggior parte manoscritti, che lo scrittore definì la sua Esegesi. Questo volume ne presenta una scelta, trascritta e organizzata sulla base del materiale trovato nella casa di Dick alla sua morte: un tentativo di sopravvivere a quella lacerante illuminazione, pieno di sofferenza, pietà, alieni con tre occhi e robot, viaggi nel tempo e dimenticati culti cristiani, messaggi radiofonici e l'essenza della tragedia, come solo una delle menti più brillanti, immaginifiche e originali del xx secolo poteva generare.
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Mondadori, 10/03/2026
Abstract: Mary Anne Reynolds, una donna giovane e sensibile, poco più che una ragazzina in realtà, si muove tra il padre abusante, che la spinge ad andarsene di casa, il cantante di colore Carleton Tweany, con cui ha una breve relazione, il "gigante" Joseph Schilling, più che maturo proprietario del negozio di dischi presso cui lei lavora, e Paul Nitz, lo smilzo pianista dall'aria sparuta che suona nel night dove si esibisce Tweany. Nella California meridionale, nel soffocante clima dell'America maccartista dei primi anni Cinquanta, tra spettro del nucleare e relazioni improntate al sospetto reciproco, Mary compie un itinerario di consapevolezza ma anche di disperazione. Scritto tra 1950 e 1953 e rifiutato dagli editori, Mary e il gigante (uscito postumo nel 1987) è uno dei primi romanzi di Dick, che in queste pagine già introduce alcuni degli elementi che lo accompagneranno nella sua parabola letteraria, dalla "ragazza dai capelli scuri" alla parodia della società nelle piccole città americane, alla rielaborazione di quell'immaginario autobiografico che sarà al centro di tutta la sua opera successiva.