Trovati 4 documenti.
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Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2016
Abstract: Presentiamo qui due racconti di Joseph Conrad, che solo a un primo sguardo sembrano appartenere a due filoni completamente separati della produzione dello scrittore. Youth (1898) è la rievocazione del primo viaggio di Marlow come secondo ufficiale su un vecchio brigantino partito da Londra per Bangkok. L’entusiasmo del protagonista, la sua voglia di conoscere e sperimentare, vengono subito messi alla prova da una serie di circostanze sfortunate. The Informer (1906) ha tutt’altra ambientazione e intreccio: si svolge a Londra e ha una trama spionistica. L’io narrante, un esteta che disprezza la violenza, si ritrova per caso a confrontarsi con un intellettuale dalla doppia vita, brillante giornalista e segreto manovratore di trame anarchiche, che gli parla della trappola tesa a un informatore al servizio delle polizie di mezza Europa... Ma per quanto protese su orizzonti vastissimi o su scenari mondiali, le opere di Joseph Conrad riconducono infine ai “difetti d’essere” dell’uomo, ai suoi deliri metafisici: l’accento è sempre su ciò che accade all’interno di una natura umana che tenta di esorcizzare le zone buie che continua a scorgere in sé, ma infine costretta ad arrendersi proprio a quel buio, all’indecifrabilità del suo essere e del suo destino. Ed è per questo che l’opera di Conrad continua ad affascinarci e commuoverci, al di là delle avventure che ci racconta.
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, c2010
La biblioteca di Repubblica-L'EspressoShort stories ; 1
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, c2010
La biblioteca di Repubblica-L'EspressoShort stories ; 7
The Canterville ghost = Il fantasma di Canterville / O. Wilde ; traduzione di Mauro Formaggio
Roma : La biblioteca di Repubblica-L'espresso, 2010
Abstract: Quando nel 1886 Oscar Wilde pubblicò Il fantasma di Canterville sulla Court and Society Review, era un trentaduenne della buona società londinese, già molto noto sia in patria che in America non solo per le cose fin lì scritte, ma anche e soprattutto per il personaggio che egli incarnava. Si era infatti da qualche anno investito del ruolo di leader di un movimento estetico mai meglio definito, fondato sul culto della bellezza e in quanto tale era stato invitato a tenere un ciclo di conferenze negli Stati Uniti, ove il suo temperamento istrionico aveva avuto tutto l'agio di manifestarsi. Nasce così Il fantasma di Canterville, in cui Wilde sembra voler mettere in scena con aria sogghignante il godibilissimo scontro fra due diverse ottusità. Hiram B. Otis, ambasciatore degli Stati Uniti a Londra, acquista per abitarvi con la sua numerosa famiglia la grande dimora di Canterville Chase, da tempo disabitata per la molesta presenza di un fantasma che da trecento anni terrorizza i vari Lord e Lady Canterville lì avvicendatisi. Ma la spavalda famiglia americana, forte delle sue certezze positiviste e della sua fede nei ritrovati della modernità, non si lascia certo intimorire da simili sciocchezze, e si dispone a rispondere colpo su colpo...