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× Nomi Fusari, Luca
× Data 2014

Trovati 2 documenti.

Gli innovatori
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Isaacson, Walter - Vanni, Luca - Fusari, Luca - Crimi, Sara

Gli innovatori

Mondadori, 18/11/2014

Abstract: Il computer e Internet sono innovazioni fondamentali della nostra epoca, eppure pochi conoscono come sono nati e i nomi dei loro inventori. Contrariamente a ciò che si crede, questi strumenti ormai indispensabili nella nostra vita quotidiana non sono stati ideati in soffitte e garage da scienziati solitari e un po' stravaganti, ma sono il frutto dell'incontro e della collaborazione di tante persone diverse, alcune particolarmente intelligenti, altre addirittura geniali. Sulla scia del successo della biografia di Steve Jobs, Walter Isaacson continua a raccontare la storia della rivoluzione digitale, attraverso la vita dei grandi pionieri, uomini e donne, che l'hanno resa possibile raggiungendo vette esaltanti di creatività. Ne emerge una galleria di personaggi affascinanti e di vicende incredibili. Ada Lovelace, figlia di Lord Byron, appassionata studiosa di matematica, a metà Ottocento annotò intuizioni così acute da venire oggi ricordata come la prima programmatrice della storia. Alan Turing, brillante matematico inglese, ritenuto da molti il padre dell'informatica, condusse una vita leggendaria fino all'inaspettato e tragico epilogo. E poi, ancora: il genio eclettico e instancabile di John von Neumann, che fu il primo a costruire una macchina simile a un computer moderno; la sfrenata ambizione del premio Nobel per la fisica William Shockley, che progettò il transistor; l'interminabile battaglia legale tra Jack Kilby, Robert Noyce e Gordon Moore per il brevetto del microchip. Fino alla storia dei colossi contemporanei, come Bill Gates, che realizzò il sogno di "portare il computer su ogni scrivania e in ogni casa", e Steve Wozniak e Larry Page, i creatori di Google. Per il sapiente abbinamento di rigore nella ricerca e di eleganza nello stile narrativo, Isaacson è diventato negli ultimi anni un saggista di riferimento per chi voglia conoscere il progresso dell'innovazione e la personalità dei grandi talenti che hanno maggiormente influenzato il nostro modo di vivere e di pensare.

I Settanta
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Miles, Barry - Fusari, Luca

I Settanta

Il Saggiatore, 24/07/2014

Abstract: Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi: è con Allen Ginsberg nella comune di Cherry Valley, dove il poeta accoglie amici, amanti e artisti newyorkesi alla ricerca di pace e disintossicazione; è nel capanno di Lawrence Ferlinghetti nel Bixby Canyon, a poca distanza da dove Jack Kerouac ha scritto Big Sur; è nel bunker di William Burroughs sulla Bowery quando "Bill", per dimostrare l'efficacia della sua pistola antiaggressione, finisce per riempire la stanza di soffocanti fumi tossici. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir suggestivo, nostalgico e insieme sfavillante: gli astri di quegli anni – come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977 – bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.