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× Nomi Fusari, Luca
× Data 2016

Trovati 4 documenti.

Non si abbandona mai la battaglia. Lettere di un Navy Seal a un commilitone sull'arte della resilienza
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Greitens, Eric - Fusari, Luca

Non si abbandona mai la battaglia. Lettere di un Navy Seal a un commilitone sull'arte della resilienza

Mondadori, 12/01/2016

Abstract: Nel 2012, Eric Greitens, ex Navy SEAL e autore di libri di successo, riceve un'inattesa telefonata da un suo ex commilitone. Zach Walker è sempre stato un vero osso duro e un eccellente soldato, ma da quando è tornato a casa dalla guerra si è trovato di fronte a un muro di difficoltà: improvvisamente privo di obiettivi, afflitto da disturbi post traumatici da stress, affoga la sua sofferenza nell'alcol. Eric decide di porgergli un aiuto concreto e inizia a scrivergli, offrendo una serie di riflessioni che ruotano intorno al concetto di resilienza, una qualità che dovrebbe essere familiare a chi ha dovuto superare i durissimi addestramenti dei corpi speciali, ma che Greitens ci insegna ad applicare alla vita di tutti i giorni.Nessuno di noi può sfuggire al dolore, alla paura e alla sofferenza, ma la resilienza può aiutarci a far nascere dal dolore la saggezza, dalla paura il coraggio, dalla sofferenza la forza.Le lettere di Eric attingono alla sua esperienza di Navy SEAL e alla saggezza appresa dai pensatori antichi e moderni, e sono qui raccolte per dimostrarci come la determinazione e l'arte della resilienza possano aiutarci a raggiungere obiettivi, superare il dolore, sviluppare la nostra vocazione, creare felicità e molto altro. Sono lezioni profonde e al tempo stesso pragmatiche, parole vere da applicare alla vita vera. Tutti affrontiamo problemi e incertezze: ma tutti possediamo gli strumenti per superarli e tornare ad avere il pieno controllo della nostra vita.Una meditazione profonda per risvegliare finalmente il guerriero che è in ognuno di noi.

Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato
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Anderson, Chris - Sally, David - Fusari, Luca

Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato

Mondadori, 14/06/2016

Abstract: I numeri, anche nel calcio, sono molto importanti: addetti ai lavori e tifosi si applicano da sempre ad analizzare con passione i vantaggi e gli svantaggi del 4-4-2 rispetto al 4-3-3, conteggiano i gol fatti e i gol subiti, ma anche i tiri (in porta e non), i falli, i calci d'angolo e i tempi del possesso palla, certi di trarne indicazioni indispensabili per stabilire quale sia la squadra o il giocatore migliore. Ma siamo davvero sicuri che l'esito finale di una gara o di un torneo dipenda da quei numeri che finora abbiamo considerato decisivi?Il calcio è uno sport conservatore, ricco di dogmi e di frasi fatte, e geloso delle proprie credenze, tramandate da generazioni e ormai consolidatesi nel tempo. Ebbene, violare questo castello e scuoterne le fondamenta è l'arduo e coraggioso compito che si sono dati Chris Anderson, esperto di statistica, e David Sally, economista comportamentale, i quali nel presentare il risultato del loro lavoro mostrano di essere pienamente consapevoli della sua portata rivoluzionaria: "Nel calcio sta per scoppiare un temporale che laverà via le vecchie certezze e cambierà il gioco che conosciamo e amiamo". E il bello è che il libro mantiene la promessa.Grazie a un approccio rigorosamente statistico, basato sull'analisi minuziosa di migliaia e migliaia di partite dei principali campionati europei degli ultimi decenni, Anderson e Sally dimostrano "scientificamente" alcune verità sorprendenti e spiazzanti: non subire gol vale più che segnarne, i calci d'angolo non fruttano granché, la squadra che effettua più tiri in porta vince solo in poco più del 50 per cento dei casi, il peggior giocatore "pesa" più del fuoriclasse, l'allenatore incide sul rendimento complessivo solo per il 15 per cento (cioè, molto meno del caso).Insomma, se siete disposti a mettere in discussione le vostre convinzioni, a dimenticare i vostri criteri di giudizio, a reimparare a guardare le partite, e se volete scoprire i segreti del gioco più bello del mondo, allora siete pronti per fare la conoscenza di questa vera e propria "rivoluzione dei conti", destinata a cambiare la storia del calcio dei prossimi anni.

Jack deve morire
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Oates, Joyce Carol - Fusari, Luca

Jack deve morire

Il Saggiatore, 12/05/2016

Abstract: Andrew J. Rush è il prototipo dell'americano perbene. È un figlio coscienzioso, un marito devoto, un padre premuroso, e vive con la sua famiglia in una pittoresca cittadina del New Jersey. Andrew J. Rush è anche un celebre scrittore di thriller e romanzi del mistero: i suoi libri vendono milioni di copie, sono tradotti in più di trenta lingue, e la critica non esita a definirlo "uno Stephen King in versione gentiluomo".Ma Andrew J. Rush è un uomo lacerato dagli spettri di un passato oscuro, sepolto negli strati più sotterranei della memoria eppure ancora vivo e palpitante, come il cuore rivelatore del racconto di Edgar Allan Poe. Per liberare questo emisfero recondito e negato della sua coscienza, Rush decide di crearsi un alter ego, uno pseudonimo enigmatico e controverso sotto il quale scrivere nuove storie, più viscerali, più sanguigne. Come però accade per ogni intuizione frankensteiniana o scissione perversa – dal dott. Jeckyll a Dorian Gray, fino allo sdoppiamento di Stephen King e Richard Bachman –, ciò che ne nasce è un mostro incontrollabile e furente: Jack of Spades.All'inizio Jack sembra ubbidire fedelmente al padrone. Il suo stile rude e magmatico è un ordigno letterario di distruzione, spietato e senza limiti. La sua identità indecifrabile e sfuggente gli permette di muoversi tra le pagine come un fantasma, un demone che trascrive dall'inferno i vangeli dell'immoralità. Ma presto Jack inizia a evadere i confini della letteratura, a insinuarsi nella vita privata del suo creatore, divenendone il complice mefistofelico, il suggeritore sanguinario e infine l'antagonista da eliminare, che intrappola Rush in una ragnatela voluttuosa di delitti e crimini dalla quale solo uno dei due potrà uscire vivo.In Jack deve morire Joyce Carol Oates, protagonista assoluta della letteratura americana contemporanea, gioca al massacro dei generi letterari, dà vita a un'opera multiforme ed eccentrica, senza margini apparenti, dove realtà e psicosi, veglia e tumulto onirico collidono ininterrottamente, generando orribili buchi neri negli stati di coscienza, e rivelando un'unica, inaccettabile verità: c'è un mostro sepolto nell'anima di ogni essere umano.

La cospirazione contro la razza umana
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Ligotti, Thomas - Fusari, Luca

La cospirazione contro la razza umana

Il Saggiatore, 26/05/2016

Abstract: Quando, all'origine dei tempi, l'Homo sapiens ha trovato per la prima volta un suo simile a terra, rigido ed esanime, l'ha accerchiato improvvisando un rituale per poi trascinarlo il più lontano possibile, affinché non tornasse tra i vivi. Da quel momento – prima apparizione memorabile della morte sulla Terra – l'umanità ha iniziato a fare i conti con la precarietà della propria vita, e si è divisa in due schieramenti: quello dei pessimisti e quello, molto più nutrito, degli ottimisti.I primi contano un numero sempre troppo esiguo: sono filosofi illuminati – come Schopenhauer, Nietzsche e Camus –, che tentano di squarciare il velo che ci occlude la vista impugnando dottrine antinatiste e vaticini apocalittici, o scrittori visionari che colgono nelle atmosfere dell'orrore e del soprannaturale l'unico scenario possibile in cui ricostruire e smascherare la grande recita dell'esistenza. Gli ottimisti, invece, vivono una vita inconsapevole, gioiscono nel meccanismo genitale della riproduzione, erigono chiese e santuari per divinità chimeriche, si riconoscono in una nazione, uno stato, una cultura, e credono che vivere vada bene. Sono loro gli insospettabili cospiratori che congiurano per tenere nascosta la verità: la razza umana è destinata all'estinzione.Thomas Ligotti, autore di culto della letteratura americana e unico erede di H.P. Lovecraft e Edgar Allan Poe, propone un approccio filosofico ai grandi temi di cui già si è occupato come narratore, e si fa portavoce di un oracolo fatale. Nella Cospirazione contro la razza umana – opera che ha costituito la bibbia esistenziale della prima stagione di True Detective – Ligotti si muove dietro le quinte dell'esistenza e mette alla prova le grandi paure dell'uomo: il terrore per la morte e la fascinazione per la natura ibrida di non morti, zombie e anime "ritornate"; gli sconsiderati progetti d'immortalità, messi in atto da medici e scienziati; il folle desiderio di sopravvivere dando alla luce figli destinati a patire la stessa sofferenza.Mettendo in scena i drammi più perturbanti della nostra razza, la Cospirazione invita a un attraversamento eroico e viscerale della storia umana, nelle sue turpitudini e nei suoi slanci trionfali, nel determinismo della sua sorte ma anche nella tenacia delle sue ribellioni.