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× Nomi Fusari, Luca
× Data 2020

Trovati 2 documenti.

Questa non è un'esercitazione
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Extinction Rebellion - Fusari, Luca - Prencipe, Sara

Questa non è un'esercitazione

Mondadori, 24/03/2020

Abstract: Questo libro parla di una ribellione: una ribellione in corso.Extinction Rebellion è infatti un movimento attivista globale che sta ispirando un'intera generazione ad agire sull'attuale quanto tragica crisi climatica che sta investendo il nostro pianeta. Una crisi che non ha precedenti nella storia e minaccia di compromettere irrimediabilmente gli ecosistemi e il futuro delle prossime generazioni.In tutto il mondo la biodiversità è a rischio. L'inquinamento dei mari e la tossicità dell'aria superano ogni limite fissato dalla legge. Nessuno può più permettersi di sminuire, negare o lasciare insolute le crisi ecologiche. D'ora in avanti saremo costretti ad affrontare sempre più incendi indomabili, fenomeni metereologici estremi, carestie e siccità.Ognuno di noi ha il dovere di agire. Questa è la nostra ultima possibilità di fare qualcosa.La nostra ultima possibilità di salvare il mondo così come lo conosciamo. Non abbiamo un pianeta di riserva.Queste pagine forniscono informazioni, fatti, spunti di riflessione e consigli. Insegnano come diventare parte del movimento di Extinction Rebellion e sono al tempo stesso un manifesto che ci scuote dalla letargia collettiva e ci invita a essere parte attiva della storia futura del pianeta, sottolineando l'importanza di agire ora, prima che sia troppo tardi.Perché questa non è un'esercitazione.

Naziste
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Wyllie, James - Fusari, Luca - Prencipe, Sara

Naziste

UTET, 06/10/2020

Abstract: Il 22 luglio 1941 Heinrich Himmler porta la moglie Margarete a visitare il giardino di erbe officinali che ha fatto costruire all'interno del campo di concentramento di Dachau: coltivare insieme piante per preparati omeopatici era stato il sogno che avevano condiviso da giovani innamorati. Il 20 aprile 1945 è il compleanno di Hitler, ed Eva Braun non si rassegna a un festeggiamento tetro, immalinconito dai presagi della disfatta: beve champagne, mette sul grammofono un vecchio disco, cerca di coinvolgere i pochi invitati rimasti in un ballo triste e sfrenato. Dieci giorni più tardi, il primo maggio, Magda Goebbels fa sedare e avvelenare i figli. Poi esce insieme al marito nel giardino del Reichstag e morde una capsula di cianuro; lui le spara alla testa, ingerisce a sua volta il veleno e si spara. Nonostante la storiografia le abbia per lo più ignorate, le donne raccontate in questo libro, mogli, compagne, amanti dei più importanti gerarchi nazisti, sono state letteralmente in primo piano sulla scena della storia. Difficilmente inquadrabili nel cliché della donna docile e sottomessa, queste Naziste hanno avuto un ruolo decisivo nella costruzione e nel consolidamento del Terzo Reich, determinando svolte, conversioni, rotture, alleanze, e conservando tenacemente la memoria dei mariti ben oltre la fine della seconda guerra mondiale. Non rimasero insomma "dietro" gli uomini ingombranti che avevano sposato, come vorrebbe l'abusato modo di dire, inermi custodi della loro vita privata; ma accanto, fianco a fianco nella costruzione quotidiana del più tragico progetto politico di tutti i tempi. Ripercorrendo diari, lettere, libri di memorie, documenti d'archivio, James Wyllie fa emergere un versante sconosciuto della storia del nazismo, e rende più comprensibile la vita interiore, apparentemente inspiegabile e mostruosa, degli uomini che hanno avverato l'incubo hitleriano. E mentre ordisce un fitto intreccio di notazioni psicologiche e trame politiche, faccende personali e questioni diplomatiche, problemi sentimentali e sogni di dominio, Wyllie ci costringe a riconsiderare la tradizionale distinzione tra pubblico e privato, tra fatti storici e gossip. Perché, parafrasando la celebre intuizione di Hannah Arendt, è necessario fare storicamente i conti con la "normalità" del male, con la sua domestica e feroce quotidianità. "James Wyllie racconta le storie delle mogli di Göring, Goebbels, Himmler e altri gerarchi, costruendo un prisma inedito attraverso il quale guardare al periodo nazista." - The Guardian