Trovati 7 documenti.
Trovati 7 documenti.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 22/10/2015
Abstract: Autore di culto della letteratura americana contemporanea, restio alle attenzioni dei media ma autenticamente seminale – suoi gli incubi che hanno ispirato la prima stagione di True Detective –, Thomas Ligotti è unanimamente considerato l'unico, grande successore di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Lontano dalle atmosfere urbane e quotidiane che caratterizzano l'opera di Stephen King, Ligotti fa sua la lezione dei maestri del passato e mette il lettore di fronte a un orrore che non ha forma né volto né contorno, un orrore che non si può dire, a stento pensare, e che ha nell'assoluta indeterminatezza la radice della presa angosciante che esercita sulla nostra immaginazione.In Teatro grottesco l'orrore nasce da seminterrati in cui il buio e l'umido hanno prodotto una vita brulicante che aspetta di insinuarsi nel nostro mondo; da isolate, solitarie fabbriche nelle cui viscere si producono artefatti meccanici dagli scopi imperscrutabili; da catene di montaggio in cui la presenza umbratile di misteriosi supervisori è così schiacciante da trasformare l'uomo in ingranaggio; da cittadine in cui la vita è una messinscena e solo quanto accade sui palcoscenici di una fiera itinerante è reale. Gli abitanti di questo mondo dalla mente impazzita e il cuore selvaggio si muovono in retrobottega fiocamente illuminati, lungo le pareti di bar fumosi, in gallerie d'arte dall'aspetto sinistro, al centro di paludi dove sopravvivono culti antichi e innominabili, tutti alla ricerca disperata di un senso che sembra perennemente alla loro portata e che, pure, è loro perennemente precluso.In questa geografia che ha perso perfino la precisione toponomastica del New England di Lovecraft, e che si può riconoscere soltanto per il nero del cielo e il grigio della terra, la morte è un canto e la vita un carnevale; di autentico non rimane che l'arte, sembra suggerirci Ligotti, nella cui prosa scabra quanto barocca si celebra, nell'impossibilitàormai di esorcizzarlo, il declino di ogni facile antropocentrismo e, in ultima istanza, dell'Occidente.
Risorsa locale
La cospirazione contro la razza umana
Il Saggiatore, 26/05/2016
Abstract: Quando, all'origine dei tempi, l'Homo sapiens ha trovato per la prima volta un suo simile a terra, rigido ed esanime, l'ha accerchiato improvvisando un rituale per poi trascinarlo il più lontano possibile, affinché non tornasse tra i vivi. Da quel momento – prima apparizione memorabile della morte sulla Terra – l'umanità ha iniziato a fare i conti con la precarietà della propria vita, e si è divisa in due schieramenti: quello dei pessimisti e quello, molto più nutrito, degli ottimisti.I primi contano un numero sempre troppo esiguo: sono filosofi illuminati – come Schopenhauer, Nietzsche e Camus –, che tentano di squarciare il velo che ci occlude la vista impugnando dottrine antinatiste e vaticini apocalittici, o scrittori visionari che colgono nelle atmosfere dell'orrore e del soprannaturale l'unico scenario possibile in cui ricostruire e smascherare la grande recita dell'esistenza. Gli ottimisti, invece, vivono una vita inconsapevole, gioiscono nel meccanismo genitale della riproduzione, erigono chiese e santuari per divinità chimeriche, si riconoscono in una nazione, uno stato, una cultura, e credono che vivere vada bene. Sono loro gli insospettabili cospiratori che congiurano per tenere nascosta la verità: la razza umana è destinata all'estinzione.Thomas Ligotti, autore di culto della letteratura americana e unico erede di H.P. Lovecraft e Edgar Allan Poe, propone un approccio filosofico ai grandi temi di cui già si è occupato come narratore, e si fa portavoce di un oracolo fatale. Nella Cospirazione contro la razza umana – opera che ha costituito la bibbia esistenziale della prima stagione di True Detective – Ligotti si muove dietro le quinte dell'esistenza e mette alla prova le grandi paure dell'uomo: il terrore per la morte e la fascinazione per la natura ibrida di non morti, zombie e anime "ritornate"; gli sconsiderati progetti d'immortalità, messi in atto da medici e scienziati; il folle desiderio di sopravvivere dando alla luce figli destinati a patire la stessa sofferenza.Mettendo in scena i drammi più perturbanti della nostra razza, la Cospirazione invita a un attraversamento eroico e viscerale della storia umana, nelle sue turpitudini e nei suoi slanci trionfali, nel determinismo della sua sorte ma anche nella tenacia delle sue ribellioni.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 12/10/2017
Abstract: C'è un ragazzo infetto dei suoi sogni, che finisce tra le grinfie di una strega, come nella migliore tradizione dei fratelli Grimm. E quale strana creatura fatta di stracci si trascina sul pavimento di una casa disabitata, anelando alla libertà? E poi: innominabili, abominevoli culti sotterranei, che cospirano per disfare il tessuto della realtà; notti buie, notti di Halloween illuminate solo dal ghigno mefistofelico delle zucche intagliate da mani rinsecchite; corpi che tornano dalla tomba, corpi umiliati e violati, corpi alieni che gravitano nelle profondità violacee dell'universo. Orrori senza volto, libri proibiti, ossa parlanti: la danza macabra che anima le pagine di questo diario notturno – forse l'opera più perturbante del maestro contemporaneo del terrore – non conosce pace.Consumato manipolatore di ombre, Thomas Ligotti proietta i suoi incubi sullo sfondo macilento di un'America che non conosce più il tepore rassicurante del sogno; un'America fosca e deserta, punteggiata di città fantasma e edifici cadenti, bui seminterrati, voli di scale che sembrano non portare a nulla, labirinti di cemento e mattoni e cavi elettrici dove si consuma la dannazione dell'uomo moderno: l'ignaro colpevole di un'oscura violazione che ha per sempre sancito la sua condanna a un'esistenza insensata, come insensati sembrano essere – seguendo la rivoluzionaria intuizione di H.P. Lovecraft – i meccanismi che governano l'universo.Non c'è eliso che aspetti il lettore fuori dal limbo in questi racconti che della weird fiction rappresentano un vertice: caduti, ceduti, crollati i confini che separano il mondo dei vivi da quello dei morti, il sogno dall'incubo, l'immaginazione febbrile dalla realtà anodina, non si dà salvezza per i protagonisti di Thomas Ligotti, costretti ad agitarsi senza sosta in un carnevale di specchi deformanti, ciascuno incapace di restituire immagini veritiere. Persino il linguaggio deve arrendersi di fronte all'indicibile cospirazione intessuta contro la razza umana da un cosmo indifferente non perché spietato ma perché insensibile. Solo rimane, come postremo esorcismo di cui queste pagine sono testimonianza inappellabile, un canto notturno, flebile dapprima e infine furente, levato contro il vuoto.
Risorsa locale
La straziante resurrezione di Victor Frankenstein
Il Saggiatore, 23/11/2018
Abstract: Frankenstein, Dracula, il dottor Jekyll e Mr Hyde, l'uomo lupo, il fantasma dell'Opera, ma anche il William Wilson di Poe e H.P. Lovecraft in persona: sono tutti protagonisti di questi brevi, folgoranti racconti dell'orrore, o per meglio dire dell'orrore supremo, quello capace di lasciarci abbacinati, sospesi e attoniti, con una cantilena in testa o un vuoto che presto diventa voragine.Con La straziante resurrezione di Victor Frankenstein, Thomas Ligotti obbliga le celebrità delle tenebre a calcare le scene per l'ennesima volta, rincorrendosi senza sosta per brughiere, castelli e scantinati in un sadico carosello della variante che riscrive la tradizione, per convogliare ogni nuova storia "verso la sua unica e perversa apoteosi di dolore".Il punto di arrivo è oltre l'umano confine, oltre i personaggi, oltre il terrore: Ligotti non sfida solo se stesso ma anche il linguaggio, che si fa gelidamente metafisico. Con queste atroci rinascite Ligotti dimostra ancora una volta di essere la divinità profana dell'orrore.
Risorsa locale
Nato nella paura. Letteratura, orrore, esistenza
Il Saggiatore, 28/11/2019
Abstract: "Quasi sempre, chi scrive o legge racconti dell'orrore è nato nella paura. Quando ho scoperto le opere di Lovecraft e Poe ho identificato immediatamente la paura da cui sorgevano e l'ho accolta. Anziché cercare la pace nella vita, ho aggravato la paura. E l'ho aggravata ulteriormente lasciandomi sedurre dagli aspetti più morbosi e spaventosidell'esistenza. Mi spiace non aver cercato la pace anziché la paura, ma non sono stato abbastanza saggio o lungimirante."Bastano queste fulminanti parole per comprendere che Ligotti, quando – di fronte alle domande di giornalisti, critici, appassionati – indossa i panni del buon conversatore, parlando di sé e della propria opera, non è affatto da meno rispetto al Ligotti scrittore dell'orrore sovrannaturale; il Ligotti le cui visioni di terrori metafisici, squarciati nel tessuto anodino di una provincia americana trasfigurata dalla coazione a ripetere, hanno ridisegnato i confini della letteratura, weird e non solo. Ispirazione inquieta di un'intera generazione di scrittori – Jeff VanderMeer in primis –, il notoriamente schivo Thomas Ligotti svela in queste pagine, che raccolgono tutte le interviste da lui rilasciate, i meccanismi della sua immaginazione e il funzionamento della creazione artistica; racconta il ruolo che i grandi del passato hanno avuto nella sua formazione; svela incubi, paure, deliri; e consegna al lettore un ritratto in absentia che è definito tanto da quello che Ligotti dice e spiega, quanto – e forse soprattutto – da quello che, misterioso, tace.Nato nella paura è allora il viatico d'elezioneper entrare nel mondo oscuro e surreale dell'autore che, più di tutti, può fregiarsi dell'ambito titolo di erede di H.P. Lovecraft e E.A. Poe, un mistagogo della parola che non smette di spaventarci.
Risorsa locale
Il mio lavoro non è ancora finito
Il Saggiatore, 17/09/2020
Abstract: Il giovane manager Frank Dominio è perseguitato al lavoro, e la sua multinazionale lo sfrutta fino a licenziarlo senza motivo. Ma proprio nel momento peggiore, Frank risorge con il massimo della violenza distruttiva: il suo alleato è una forza oscura e malevola che gli conferisce poteri soprannaturali e Frank si vendica nei modi più orribili dei sette manager che lo hanno umiliato. Ma il prezzo da pagare per assaporare il gusto della vendetta sarà terribile.Il mio lavoro non è ancora finito è uno dei capolavori di Thomas Ligotti, tra i maggiori autori di horror filosofici del mondo, e ispiratore della premiatissima serie Tv "True Detective". Vincitore del Bram Stoker Award e dell'International Horror Guild Award, questo romanzo è destinato a restare nell'immaginario collettivo.
Risorsa locale
Il Saggiatore, 27/10/2023
Abstract: Con gli occhi chiusi, il mondo appare diverso: minuscoli umanoidi escono dalle loro tane, a bordo di inquietanti giocattoli, riappropriandosi delle stanze che sono state loro negate; misteriosi esseri mutanti rivelano antichi segreti in lingue sconosciute; le ossessioni e i deliri dei folli diventano indistinguibili dalle lucide ragioni degli assennati; il reale e l'indicibile si fondono l'uno nell'altro.Storie che sono allegorie, finzioni che rivelano verità sull'esistenza da cui vorremmo fuggire: con Il nesso spettrale Thomas Ligotti ci spinge ancora una volta a confrontarci con "la realtà stessa, o con ciò che passa per la realtà", con i suoi vuoti incolmabili e con le disturbanti maschere che dobbiamo indossare per sostenere lo sguardo dell'abisso.