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Trovati 13 documenti.

Alla fonte delle parole
Libri Moderni

Marcolongo, Andrea

Alla fonte delle parole : 99 etimologie che ci parlano di noi / Andrea Marcolongo

Roma : GEDI, 2020

La lezione di Enea
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Marcolongo, Andrea

La lezione di Enea

Laterza, 24/09/2020

Abstract: Se in tempo di pace e di prosperità chiediamo a Omero d'insegnarci la vita, a ogni rivolgimento della Storia dovremmo deporre Iliade e Odissea e affrettarci a riprendere in mano l'Eneide. Andrea Marcolongo ci fa scoprire l'essenza vera di Enea. L'eroe che cerca un nuovo inizio con in mano il bene più prezioso: la capacità di resistere e di sperare. Una lezione attualissima.Vi siete mai chiesti perché, pur avendo dovuto tutti leggere l'Eneide a scuola, fatichiamo a ricordare qualcosa che non sia la fuga da Troia o la grande storia d'amore tragico con Didone? Perché abbiamo così facilmente dimenticato gli epici racconti sulle mitiche origini di Roma e del suo impero? Forse perché i versi del poema di Virgilio non sono adatti ai momenti in cui le cose filano lisce e allora si va in cerca di avventura nella letteratura. Il canto di Enea è destinato al momento in cui si sperimenta l'urgenza di raccapezzarsi in un dopo che stordisce per quanto è diverso dal prima in cui si è sempre vissuto. Enea è l'eroe che vaga nel mondo portandosi sulle spalle anziani e bambini. È colui che viaggia su una nave senza nocchiero alla ricerca di un nuovo inizio, di una terra promessa in cui ricominciare. È l'uomo sconfitto, colui che non ha più niente tranne la capacità di resistere e di sperare. Un personaggio quanto mai attuale.

La lezione di Enea
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Marcolongo, Andrea

La lezione di Enea

Laterza, 01/01/2023

Abstract: Andrea Marcolongo ci fa scoprire l'essenza vera di Enea. L'eroe che cerca un nuovo inizio con in mano il bene più prezioso: la capacità di resistere e di sperare.Andrea Marcolongo ha le chiavi dell'Eneide. Che libro dal futuro, cara Andrea Marcolongo, che ci hai riportato indietro.Ester Viola, "Tuttolibri"Splendido libro.Alessandro D'Avenia, "Corriere della Sera"Andrea Marcolongo usa il poema di Virgilio per intraprendere un viaggio dentro le nostre fragilità. In epoca di populismi e uomini soli al comando, la predilezione della scrittrice per le passioni temperate dell'Eneide ha un significato politico oltre che letterario.Raffaella De Santis, "Robinson – la Repubblica"

De arte gymnastica
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Marcolongo, Andrea

De arte gymnastica

Laterza, 07/07/2023

Abstract: E se provassimo per una volta a 'correre come correvano i Greci'? Tutto è cambiato dall'epoca di Filippide a oggi, ma due cose sono rimaste invariate: i nostri muscoli e quei maledettissimi 41,8 km che separano Maratona dall'acropoli di Atene.Che siate eredi di Achille piè veloce o esseri mitologici metà uomo metà divano, non importa: questo è il libro per voi. Andrea Marcolongo, con l'aiuto di Filostrato, ci invita a sollevare le nostre intorpidite membra, ci porta con sé con dolcezza, ironia e autoironia, coniugando in maniera godibilissima la storia, la cultura e le valenze profonde della corsa dal mondo antico a oggi. E in ogni pagina, passo dopo passo, tenta di rispondere alla nostra domanda che poi è anche la sua: perché si corre?Viola Ardone, "Tuttolibri"Andrea Marcolongo corre con le parole dal passato al presente e disegna il complesso universo di pensiero del running, indagando cosa dica di noi stessi questa costante ricerca di muscoli e sudore.Eliana Liotta, "Io Donna"

Perché studiare latino e greco (non) è inutile. Ora buca
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Marcolongo, Andrea - Giuliano, Giovanna

Perché studiare latino e greco (non) è inutile. Ora buca

Mondadori, 16/05/2023

Abstract: Driiin driiin! Suona la campanella per il cambio dell'ora, ma... manca il prof? ORA BUCA! Finalmente una pausa fra le tante lezioni trascorse a prendere appunti e a ricopiare esercizi o, peggio ancora, a essere interrogati... Ma se come supplente dovesse arrivare un'insegnante d'eccezione, pronta a raccontare la bellezza della propria materia? È ciò che fa Andrea Marcolongo in queste pagine, ricordando le ore spese sulle grammatiche latine e greche armeggiando fra casi da declinare e verbi da coniugare. L'autrice racconta come dietro quella apparente fatica si nascondano dei doni inimmaginabili che, nella frenesia del mondo contemporaneo, solo le lingue antiche possono ancora regalarci. Ecco che così, all'improvviso, la scuola diventa sorprendentemente appassionante!

Spostare la luna dall'orbita
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Marcolongo, Andrea

Spostare la luna dall'orbita

EINAUDI, 16/05/2023

Abstract: Una notte al Museo dell'Acropoli, completamente sola. O meglio: in compagnia dei marmi del Partenone, e dei propri pensieri. È in questa atmosfera irripetibile che Andrea Marcolongo compie un'autentica alchimia. Intrecciando il racconto di Atene, dell'Acropoli e dei tanti furti che ha subito, con la memoria intima piú dolorosa, Marcolongo ci ricorda che dalla Grecia abbiamo sempre preso senza mai restituire. E che siamo tutti in debito con qualcuno a cui dovremmo solo dire grazie - prima che sia troppo tardi. "Perché la questione non è tanto proteggere il passato - è come salvare dal futuro il momento presente". L'ultima settimana di maggio, in un negozio di Parigi specializzato in articoli da montagna, Andrea Marcolongo ha comprato un letto da campo, un sacco a pelo e una torcia. La sera successiva ha aperto il letto da campo e steso il sacco a pelo non in cima alla vetta di una montagna, ma nella sala deserta di uno dei piú importanti musei del mondo. La luce della torcia si è allora mescolata a quella della luna correndo sui marmi della sala, scolpiti da Fidia nel secolo glorioso di Pericle, sulle presenze e soprattutto sulle assenze. Siamo ad Atene, al Museo dell'Acropoli, dove Marcolongo ha l'occasione di trascorrere una notte in completa solitudine. Ma è difficile essere davvero soli quando si è circondati dai marmi del Partenone e dai propri pensieri. La notte è il tempo dei fantasmi e di bilanci. Due sono le ombre che vengono a visitare i pensieri di Marcolongo. Quella di Lord Elgin: l'ambasciatore inglese che perpetrò il furto dei marmi del Partenone all'inizio dell'Ottocento deportandoli a Londra chiusi dentro casse di legno. E quella di un uomo scomparso da poco, nato in un umile paese della provincia veneta che si dichiara il centro del mondo: il padre di Andrea. La storia di Elgin è imprevedibile e tragica come un romanzo d'avventure. Elgin, che all'inizio nemmeno sospettava cosa rappresentassero il Partenone e l'Acropoli, vedrà la sua vita distrutta per le conseguenze di quel gesto arrogante e folle, per sempre colpito dalla "maledizione di Minerva": "Chissà se le rovine che contemplava in silenzio erano quelle di Atene o della sua vita. Chissà se pensò almeno una volta che ne era valsa comunque la pena". Ma i vuoti delle sale del museo, gli spazi bianchi di gesso lasciati dai marmi trafugati due secoli fa, risuonano con i vuoti di cui siamo composti: con il rimpianto e la vergogna, quella di capire solo ora il filo che ci legava a un genitore che sentivamo distante e da cui volevamo emanciparci; con la fragilità e l'inadeguatezza, quella di non sentirsi mai all'altezza di ciò che si è ottenuto, di sentirsi sempre un impostore, un ladro; con furti materiali e appropriazioni culturali, quelle che facciamo ai danni del mondo classico: "L'eternità non è fatta di marmo come l'opera di Fidia, rifletto, bensí è contenuta in ciascuno degli istanti che passano: è sufficiente distrarsi un momento, smettere di custodirla, e per sempre sarà perduta". In questo libro intenso e coraggioso, Andrea Marcolongo ci ricorda che siamo tutti in debito con qualcuno per ciò che siamo. Che abbiamo tutti qualcuno a cui dire: grazie.

Gli dei dell'Olimpo. Storie e miti del mondo classico
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Marcolongo, Andrea - Pemberley, Pond - Marcolongo, Andrea

Gli dei dell'Olimpo. Storie e miti del mondo classico

Mondadori, 03/09/2024

Abstract: Dal potente Zeus, re degli dei, alla splendida Afrodite dea dell'amore e della bellezza; da Poseidone signore dei mari a Ermes famoso messaggero; passando da Era, dea della guerra, ad Apollo, dio del Sole, da Dioniso a Eros. Le più importanti divinità del mondo antico, con i loro poteri, le loro storie e il rapporto non sempre facile con gli esseri umani; tutto quello che avreste sempre voluto sapere sui mitici abitanti dell'Olimpo.

Odissea. Storie e miti del mondo classico
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Marcolongo, Andrea - Pemberley, Pond - Marcolongo, Andrea

Odissea. Storie e miti del mondo classico

Mondadori, 08/10/2024

Abstract: Dopo aver combattuto per dieci anni nella Guerra di Troia, Ulisse, Re di Itaca, finalmente può far ritorno a casa, ma il viaggio si rivela molto più lungo e avventuroso del previsto: dall'isola dei Ciclopi con il terribile Polifemo, all'incontro con la maga Circe che trasforma tutti i suoi compagni in maiali; dal letale richiamo delle sirene alla discesa nell'Ade, il regno dei morti. Fronteggiando con l'intelligenza i capricci degli dei e con l'ingegno le sfide degli uomini, l'eroe greco più famoso e astuto di tutti i tempi vivrà un'avventura incredibile per far ritorno nella sua terra, riprendersi il trono usurpato e riabbracciare la sua amata Penelope.

La misura eroica
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Marcolongo, Andrea

La misura eroica

Mondadori, 06/03/2018

Abstract: Giasone è solo un ragazzo quando, inesperto del mare e della vita, insieme ai compagni Argonauti salpa con la nave Argo, la prima costruita da mano umana, verso la remota Colchide alla ricerca del leggendario vello d'oro. Per poi, vittorioso, fare ritorno con l'amata Medea nell'Ellade, fra le paure, le tentazioni e le insidie proprie di ogni lunga navigazione in mare aperto.Quella narrata da Apollonio Rodio nelle Argonautiche, e magnificamente ripresa da Andrea Marcolongo in queste pagine, è la storia universale e sempre attuale del delicato passaggio all'età adulta di un ragazzo e una ragazza, che trovano la "misura eroica" attraverso il viaggio e l'amore. Ed è il racconto della difficile arte di partire, abbandonando la terraferma e varcando quel confine che siamo chiamati a superare ogni volta che qualcosa di potente ci accade e ci cambia per sempre. Per diventare grandi, non importa quanti anni si abbiano.Poiché, però, prendere il mare significa esporsi al pericolo di naufragare, ai versi del capolavoro della poesia ellenistica l'autrice affianca, in una sorta di controcanto, la prosa disadorna ma pregnante di How to Abandon Ship. Come abbandonare una nave, un manuale inglese del 1942 che qui, a dispetto del titolo, non rappresenta un manuale di fuga, ma un compendio di strategie per resistere e superare i naufragi della vita.Dopo il best seller La lingua geniale, in cui ha mostrato quanto profonde siano le tracce lasciate dal mondo greco nella nostra contemporaneità, Andrea Marcolongo torna a scrivere per raccontare il suo personale viaggio verso quella agognata Itaca che è per tutti l'età adulta. Forse l'unico modo, sicuramente il più sincero, per rispondere alle domande dei suoi tanti lettori. C'è ancora posto per il passato nel nostro futuro? Perché la paura deve essere necessariamente un sentimento di cui vergognarsi? Perché non ci siamo mai sentiti così soli nella storia dell'umanità? Perché ogni giorno tutti noi - umani e contemporanei Argonauti - navighiamo attraverso i mari per diventare diversi da come eravamo quando abbiamo lasciato la riva?La misura eroica ci ricorda quello che ogni viaggiatore dovrebbe sapere. Qualunque meta non è mai il punto di arrivo, ma è innanzitutto il punto di svolta: il senso di qualunque scelta, di qualunque viaggio, non è il dove si arriva, ma il perché si parte.

Alla fonte delle parole
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Marcolongo, Andrea

Alla fonte delle parole

Mondadori, 19/11/2019

Abstract: 99 parole per riappropriarci del mondo.99 parole per ritrovare una voce che altrimenti rischia di farsi troppo flebile e perdersi tra la fretta e la sciatteria di questo nostro nuovo secolo.99 parole per ribellarci alla confusione e al buio che ci travolgono quando rimaniamo muti di fronte al presente.99 parole per ritrovare noi stessi.Andrea Marcolongo ha scelto le sue personali 99 parole. E di ognuna di esse, con eleganza e leggerezza e al tempo stesso infinita cura, ricostruisce il viaggio.Le parole sono il nostro modo di pensare il mondo, il mezzo che abbiamo per definire ciò che ci sta intorno e quindi, inevitabilmente, per definire noi stessi. Ogni volta che scegliamo una parola diamo ordine al caos, diamo contorni e corpo al reale, ogni volta che pronunciamo una parola essa è riflesso di noi. Ci rivela. Senza il linguaggio non faremmo che brancolare scomposti nella confusione, incapaci di dire la realtà e ciò che sentiamo. Proprio per questo delle parole dobbiamo avere estrema cura. Sono un giardino da coltivare con pazienza ogni giorno, da mantenere fertile e vivo, fino alle sue radici.Ma come ci si prende cura delle parole? Innanzitutto riappropriandoci della storia, appunto, delle loro radici, dei loro significati originari, seguendo il viaggio che un termine ha percorso per arrivare fino a noi, seguendo le sfumature di senso, gli slittamenti che nel corso dei secoli e attraverso i luoghi esso ha subito, ricostruendo così la storia di noi e del nostro leggere e rappresentare il mondo. Tutt'altro che sterile e fine a se stessa è dunque l'arte di ricostruire le etimologie. È lente per mettere a fuoco chi siamo stati, chi siamo. E chi vogliamo essere.Quanto ha viaggiato una parola prima di arrivare fino a noi? Da dove è partita? Quanti luoghi ha toccato influenzando altre lingue e quanto è stata a sua volta modificata? Forse non c'è lezione migliore di quella che ci offrono le parole, per loro natura "viaggianti", che di movimento e mescolanza da sempre fanno una ragione di sopravvivenza.Andrea Marcolongo, nata nel 1987 e laureata in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Milano, è una scrittrice italiana attualmente tradotta in 27 Paesi. Autrice de La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza, 2016) e de La misura eroica (Mondadori, 2018), scrive per TuttoLibri de "La Stampa". Traduttrice dal greco, visiting professor presso l'Universidad de Los Andes di Bogotà e l'UNAM di Città del Messico e presidente 2019 del Festival de l'histoire di Blois, è stata finalista in Francia al Prix des Lecteurs. Ora vive a Parigi.

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco
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Marcolongo, Andrea - Olati, Maria Cristina

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

Laterza, 22/09/2016

Abstract: Lo sappiamo tutti: la prima reazione davanti a un testo in greco antico spazia dalla paralisi al terrore puro.Ho scelto nove ragioni per amare e per raccontare ciò che il greco sa dire in modo unico, speciale, diverso da ogni altra lingua – e sì, per spazzar via ogni paura trasformandola forse in passione.Innanzitutto questo libro parla di amore: il greco antico è stata la storia più lunga e bella della mia vita.Non importa che sappiate il greco oppure no.Se sì, vi svelerò particolarità di cui al liceo nessuno vi ha parlato, mentre vi tormentavano tra declinazioni e paradigmi.Se no, ma state cominciando a studiarlo, ancora meglio. La vostra curiosità sarà una pagina bianca da riempire.Per tutti, questa lingua nasconde modi di dire che vi faranno sentire a casa, permettendovi di esprimere parole o concetti ai quali pensate ogni giorno, ma che proprio non si possono dire in italiano.Ad esempio, i numeri delle parole erano tre, singolare, plurale e duale – due per gli occhi, due per gli amanti; esisteva un modo verbale per esprimere il desiderio, l'ottativo, e non esisteva il futuro. Insomma, il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale.Non sono previsti esami né compiti in classe: se alla fine della lettura sarò riuscita a coinvolgervi e a rispondere a domande che mai vi eravate posti, se finalmente avrete capito la ragione di tante ore di studio, avrò raggiunto il mio obiettivo.

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco
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Marcolongo, Andrea

La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

Laterza, 01/03/2018

Abstract: Lo sappiamo tutti: la prima reazione davanti a un testo in greco antico spazia dalla paralisi al terrore puro. Ho scelto nove ragioni per amare e per raccontare ciò che il greco sa dire in modo unico, speciale, diverso da ogni altra lingua – e sì, per spazzar via ogni paura trasformandola forse in passione.Il greco antico ha qualcosa di speciale: è una lingua fatta per andare all'origine della realtà e nominarla senza fronzoli, senza però tralasciare un'infinita varietà di sfumature, proprio per raggiungere, come si fa con uno strumento di alta precisione, l'identità di ogni cosa. Impararla significa ampliare i gradi di percezione del mondo, perché i nostri sensi sono determinati dalle nostre parole. È un vino che non avete mai bevuto, annata unica, se lo assaggiate ne vorrete ancora, come quello offerto da Ulisse al Ciclope. Alessandro D'Avenia, "Tuttolibri"Un libro intelligente e inatteso, che si legge in bilico tra la consapevolezza un po' angosciosa di avere sprecato un'occasione ai tempi del liceo e la sensazione euforica della seconda opportunità. Da regalare a quelli che oramai è troppo tardi. Cambieranno idea. Gianrico Carofiglio

Mito
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Vernant, Jean-Pierre - Marcolongo, Andrea

Mito

Treccani, 15/04/2021

Abstract: Abbiamo tutti bisogno del mito. Non solo e non tanto perché ci piace o perché addirittura ne siamo appassionati, ma perché abbiamo tutti bisogno di una cornice in cui inquadrare noi stessi e il nostro presente. Il mito seduce l'immaginazione, meraviglia, ma soprattutto offre radici al nostro pensiero perché, ci insegna Vernant, quello che a prima vista sembrerebbe "un guazzabuglio di favole strampalate" poggia piuttosto su fondamenta profondissime, che hanno consentito ai Greci di costruire il loro mondo spirituale e materiale. Insomma, sebbene nessuno creda, e probabilmente abbia mai creduto anche nell'antichità, che le storie di eroi e dèi siano vere, che sia realmente esistita un'Afrodite uscita dalle acque o un'Atena nata dalla testa di Zeus, tutta la civiltà occidentale continua a figurarsi all'interno dell'orizzonte intellettuale tracciato quasi tremila anni fa dal mito greco. Come sostiene Andrea Marcolongo nella sua illuminante prefazione, "il mito greco si rivela ancora oggi il perimetro entro il quale pratichiamo l'esercizio del pensiero - e con cui misuriamo il grado raggiunto o mancato della nostra civiltà".