Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Linguaggio JavaScript
Includi: tutti i seguenti filtri
× Nomi Marcolongo, Andrea
× Data 2023

Trovati 4 documenti.

La lezione di Enea
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Marcolongo, Andrea

La lezione di Enea

Laterza, 01/01/2023

Abstract: Andrea Marcolongo ci fa scoprire l'essenza vera di Enea. L'eroe che cerca un nuovo inizio con in mano il bene più prezioso: la capacità di resistere e di sperare.Andrea Marcolongo ha le chiavi dell'Eneide. Che libro dal futuro, cara Andrea Marcolongo, che ci hai riportato indietro.Ester Viola, "Tuttolibri"Splendido libro.Alessandro D'Avenia, "Corriere della Sera"Andrea Marcolongo usa il poema di Virgilio per intraprendere un viaggio dentro le nostre fragilità. In epoca di populismi e uomini soli al comando, la predilezione della scrittrice per le passioni temperate dell'Eneide ha un significato politico oltre che letterario.Raffaella De Santis, "Robinson – la Repubblica"

De arte gymnastica
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Marcolongo, Andrea

De arte gymnastica

Laterza, 07/07/2023

Abstract: E se provassimo per una volta a 'correre come correvano i Greci'? Tutto è cambiato dall'epoca di Filippide a oggi, ma due cose sono rimaste invariate: i nostri muscoli e quei maledettissimi 41,8 km che separano Maratona dall'acropoli di Atene.Che siate eredi di Achille piè veloce o esseri mitologici metà uomo metà divano, non importa: questo è il libro per voi. Andrea Marcolongo, con l'aiuto di Filostrato, ci invita a sollevare le nostre intorpidite membra, ci porta con sé con dolcezza, ironia e autoironia, coniugando in maniera godibilissima la storia, la cultura e le valenze profonde della corsa dal mondo antico a oggi. E in ogni pagina, passo dopo passo, tenta di rispondere alla nostra domanda che poi è anche la sua: perché si corre?Viola Ardone, "Tuttolibri"Andrea Marcolongo corre con le parole dal passato al presente e disegna il complesso universo di pensiero del running, indagando cosa dica di noi stessi questa costante ricerca di muscoli e sudore.Eliana Liotta, "Io Donna"

Perché studiare latino e greco (non) è inutile. Ora buca
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Marcolongo, Andrea - Giuliano, Giovanna

Perché studiare latino e greco (non) è inutile. Ora buca

Mondadori, 16/05/2023

Abstract: Driiin driiin! Suona la campanella per il cambio dell'ora, ma... manca il prof? ORA BUCA! Finalmente una pausa fra le tante lezioni trascorse a prendere appunti e a ricopiare esercizi o, peggio ancora, a essere interrogati... Ma se come supplente dovesse arrivare un'insegnante d'eccezione, pronta a raccontare la bellezza della propria materia? È ciò che fa Andrea Marcolongo in queste pagine, ricordando le ore spese sulle grammatiche latine e greche armeggiando fra casi da declinare e verbi da coniugare. L'autrice racconta come dietro quella apparente fatica si nascondano dei doni inimmaginabili che, nella frenesia del mondo contemporaneo, solo le lingue antiche possono ancora regalarci. Ecco che così, all'improvviso, la scuola diventa sorprendentemente appassionante!

Spostare la luna dall'orbita
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Marcolongo, Andrea

Spostare la luna dall'orbita

EINAUDI, 16/05/2023

Abstract: Una notte al Museo dell'Acropoli, completamente sola. O meglio: in compagnia dei marmi del Partenone, e dei propri pensieri. È in questa atmosfera irripetibile che Andrea Marcolongo compie un'autentica alchimia. Intrecciando il racconto di Atene, dell'Acropoli e dei tanti furti che ha subito, con la memoria intima piú dolorosa, Marcolongo ci ricorda che dalla Grecia abbiamo sempre preso senza mai restituire. E che siamo tutti in debito con qualcuno a cui dovremmo solo dire grazie - prima che sia troppo tardi. "Perché la questione non è tanto proteggere il passato - è come salvare dal futuro il momento presente". L'ultima settimana di maggio, in un negozio di Parigi specializzato in articoli da montagna, Andrea Marcolongo ha comprato un letto da campo, un sacco a pelo e una torcia. La sera successiva ha aperto il letto da campo e steso il sacco a pelo non in cima alla vetta di una montagna, ma nella sala deserta di uno dei piú importanti musei del mondo. La luce della torcia si è allora mescolata a quella della luna correndo sui marmi della sala, scolpiti da Fidia nel secolo glorioso di Pericle, sulle presenze e soprattutto sulle assenze. Siamo ad Atene, al Museo dell'Acropoli, dove Marcolongo ha l'occasione di trascorrere una notte in completa solitudine. Ma è difficile essere davvero soli quando si è circondati dai marmi del Partenone e dai propri pensieri. La notte è il tempo dei fantasmi e di bilanci. Due sono le ombre che vengono a visitare i pensieri di Marcolongo. Quella di Lord Elgin: l'ambasciatore inglese che perpetrò il furto dei marmi del Partenone all'inizio dell'Ottocento deportandoli a Londra chiusi dentro casse di legno. E quella di un uomo scomparso da poco, nato in un umile paese della provincia veneta che si dichiara il centro del mondo: il padre di Andrea. La storia di Elgin è imprevedibile e tragica come un romanzo d'avventure. Elgin, che all'inizio nemmeno sospettava cosa rappresentassero il Partenone e l'Acropoli, vedrà la sua vita distrutta per le conseguenze di quel gesto arrogante e folle, per sempre colpito dalla "maledizione di Minerva": "Chissà se le rovine che contemplava in silenzio erano quelle di Atene o della sua vita. Chissà se pensò almeno una volta che ne era valsa comunque la pena". Ma i vuoti delle sale del museo, gli spazi bianchi di gesso lasciati dai marmi trafugati due secoli fa, risuonano con i vuoti di cui siamo composti: con il rimpianto e la vergogna, quella di capire solo ora il filo che ci legava a un genitore che sentivamo distante e da cui volevamo emanciparci; con la fragilità e l'inadeguatezza, quella di non sentirsi mai all'altezza di ciò che si è ottenuto, di sentirsi sempre un impostore, un ladro; con furti materiali e appropriazioni culturali, quelle che facciamo ai danni del mondo classico: "L'eternità non è fatta di marmo come l'opera di Fidia, rifletto, bensí è contenuta in ciascuno degli istanti che passano: è sufficiente distrarsi un momento, smettere di custodirla, e per sempre sarà perduta". In questo libro intenso e coraggioso, Andrea Marcolongo ci ricorda che siamo tutti in debito con qualcuno per ciò che siamo. Che abbiamo tutti qualcuno a cui dire: grazie.