Trovati 2 documenti.
Trovati 2 documenti.
Milano : CRT Artificio [produzione], [20--]
Abstract: Un Dybbuk è, nella tradizione ebraica, l'anima di una persona morta prematuramente e di morte violenta che, avida di vita, possiede il corpo di un vivo al fine di compiere fino in fondo il suo destino. Il Dybbuk è, nella letteratura yiddish, un dramma in quattro ati di Shlomo Rapoport detto An-Ski (Vitesbk 1863-Varsavia 1920) andato in scena al Teatro Habima di Mosca nel 1920 per la regia di Vakhtangov, dramma in cui si consuma, in un clima mistico-cabbalistico, una storia d'amore e di possessione dai tratti fortemente espressionisti. Per gli autori questo Dybbuk è uno spettacolo sulla Shoa, che trova nel concetto di Dybbuk la sua idea forte: i morti dell'Olocausto sono ancora fra noi e chiedono di farci carico delle loro vite spezzate.
Milano : CRT Artificio [produzione], [20--]
Abstract: Sulla soglia del terzo millennio, le impetuose trasformazioni tecnologiche e scientifiche annunciano un'era nuova che sembra preannunciare trasformazioni antropologiche sino a pochi anni fa del tutto inimmaginabili. L'ingegneria genetica ha aperto le porte a una forma di creazione che sembra, nel futuro, poter fare a meno delle leggi generative naturali. Questo nuovo processo generativo ha valenze simboliche e fantasmatiche vertiginose. La "logica maschile" dell'agire "scietifico" sembra aver varcato l'ultima frontiera per conquistare un territorio che era prerogativa femminile: la pietas generativa della donna, sintesi misteriosa di umano e divino.