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Trovati 55 documenti.

La donna che sfidò la jihad. Noi siamo le nostre scelte
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Ahmad, Esther - Borlase, Craig - Petrelli, Alessandra

La donna che sfidò la jihad. Noi siamo le nostre scelte

Il Pellegrino Edizioni, 14/02/2025

Abstract: "La donna che sfidò la jihad" è la storia vera di una ragazza cresciuta sotto il dominio islamico radicale, addestrata a credere che il suo scopo ultimo fosse servire Allah morendo come jihadista. Una ragazza che, due notti prima di "partire per sempre", fa un sogno che cambia definitivamente il suo futuro. Contro ogni previsione, dopo quel sogno, Esther si converte al cristianesimo, anche se lasciare l'islam significa firmare la sua condanna a morte. Invece di ucciderla, il padre la sfida a una serie di dibattiti pubblici con studiosi musulmani: la Bibbia contro il Corano. Il prezzo della sfida è la sopravvivenza: se Esther vincerà il dibattito sarà libera, ma se vinceranno gli studiosi musulmani rinuncerà alla sua fede cristiana. Questo libro è la storia della decisione radicale di una donna e di quella sfida; ma è anche, e soprattutto, il racconto di ciò che accade nelle comunità fondamentaliste, di come vengono cresciuti e formati i futuri terroristi: un'incredibile storia vera di una battaglia personale che diviene insieme storica, politica e sociale.

La felicità silenziosa di Akiko
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Sendker, Jan-Philipp - Petrelli, Alessandra

La felicità silenziosa di Akiko

Neri Pozza, 29/07/2025

Abstract: Akiko Nakamura ha ventinove anni e un lavoro stabile come amministrativa in un'agenzia pubblicitaria di Tokyo. Ha perso da poco sua madre, una donna forte, solida, che l'ha cresciuta da sola. Akiko ha imparato ad affrontare la vita un giorno per volta, in una routine che per lei è fonte di serenità: si alza molto presto, svolge con dedizione le sue mansioni in ufficio, anche le più ripetitive, va a lezione di francese, e nel weekend si riposa, mette in ordine e pulisce casa. Ma quella bolla di quiete, che chiude fuori la città col suo ritmo incalzante e caotico, non è fatta per resistere agli imprevisti della vita: una sera uscendo dal supermercato, Akiko incrocia lo sguardo di un uomo. Lo riconoscerebbe tra mille. È il suo vecchio compagno di liceo, il primo ragazzo per cui ha provato qualcosa di simile all'amore. Kento. Tredici anni sono passati dal loro ultimo incontro, anni in cui Akiko non ha smesso di chiedersi se stesse bene, se avesse una moglie, dei figli. Anni in cui gli ha riservato un posto speciale nel suo cuore. Tutto poteva immaginare, tranne la realtà: Kento ora vive staccato dal mondo, esce pochissimo e soltanto di notte, è un hikikomori. Akiko sente il desiderio, e il dovere, di strappare l'amico dal suo isolamento, ma uno sconvolgente segreto di famiglia arriverà dal passato a intralciare i suoi piani. Forse è lei ad aver bisogno di aiuto, dell'aiuto di Kento: perché lei non è la persona che credeva di essere. E quelle prove di serenità organizzata, che sono state la sua vita finora, non servono più. La solennità di un rito, la purezza di un sentimento, l'incanto del silenzio potrebbero essere i nuovi luoghi della felicità.Mi mancava il coraggio di dire quello che provavo. Di esprimere i miei desideri. Se lo avessi avuto, sarei stata un'altra Akiko. Quel pomeriggio mi accorsi di nutrire per lui qualcosa che non avevo mai provato per nessun altro. Ma era la prima volta, e non avevo parole per descriverlo. "Un affresco vivido e nitido di una società dove solitudine e alienazione sono compagne silenziose della vita di tutti i giorni". Berliner Morgenpost "Un'opera intrisa di quiete, di bellezza composta e di una pacata eleganza che conquista pagina dopo pagina". NDR Kultur

La leggenda del cavaliere dei draghi
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Funke, Cornelia - Proto, Cristina - Petrelli, Alessandra - Magnaghi, Roberta

La leggenda del cavaliere dei draghi

Mondadori, 17/10/2017

Abstract: Quando gli umani minacciano di invadere la valle dove dimora la sua stirpe, Lung, giovane drago argentato, decide di partire alla volta dell'Himalaya. Su quelle vette, secondo le leggende, si cela l'antico paradiso dei draghi. Nessuno sa se questo luogo esiste davvero, ma è l'unica speranza per i suoi simili di poter vivere in pace. Insieme alla sua inseparabile cobolda Fiore di Zolfo e al giovane cavaliere Ben, Lung affronterà un lungo e pericoloso viaggio...

Il cielo sopra Darjeeling
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Vosseler, Nicole C. - Petrelli, Alessandra

Il cielo sopra Darjeeling

Tea, 16/10/2010

Abstract: Cornovaglia, 1876. Dopo la morte del padre, la giovanissima Helena Lawrence rimane sola ad affrontare la vita. Senza un soldo, e anzi tormentata da un'eredità fatta solo di debiti, Helena si trova di fronte a una scelta drammatica: finire sotto la tutela di una vecchia zia, e abbandonare il fratello più piccolo, Jason, a un duro apprendistato di scrivano, oppure andare a servizio come governante, senza prospettive e con una paga da fame. È un misterioso gentiluomo che appare dal nulla, Ian Neville, a offrirle una via d'uscita: si occuperà di lei e del fratello se Helena è disposta a sposarlo e a seguirlo sulla sua piantagione di tè a Darjeeling, ai piedi dell'Himalaya. Oppressa dalle circostanze, Helena si sente costretta ad accettare, ma, sin dal primo istante, il fascino esotico dell'India la conquista, con i suoi profumi, i suoi colori e la sua insondabile magia. E a poco a poco la giovane comincia a credere di poter essere felice insieme a Ian… Un uomo enigmatico, complesso, capace di improvvisi slanci e grandi freddezze, un uomo che cela nel cuore qualcosa di oscuro, forse un pericoloso segreto che potrebbe distruggere tutto… Un grande romanzo sull'India della fine dell'Ottocento: drammatico come i suoi monsoni, colorato come le sue spose e toccante come un tramonto nell'Himalaya.

La donna malvista
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Neuhaus, Nele - Petrelli, Alessandra

La donna malvista

Giano, 15/10/2012

Abstract: È una mattina di fine estate, con il cielo azzurro che si apre terso sui monti del Taunus, quando un contadino di Hochheim rinviene nella sua vigna il cadavere di un uomo con il volto orribilmente sfigurato da un colpo di fucile. Nemmeno il tempo di accorrere sul posto che il commissario capo Oliver von Bodenstein apprende con stupore dalla sua collega Pia Kirchhoff l'identità del morto. Il cadavere appartiene a Joachim Hardenbach, pubblico ministero della procura di Francoforte, spietato cacciatore di criminali, oltre che uomo di vaste ambizioni politiche. La scena del delitto lascia pochi dubbi: l'intransigente procuratore ha tutta l'aria di essersi tolto la vita.Bodenstein e Pia sono ancora intenti ad assolvere l'increscioso compito di informare la vedova Hardenbach dell'accaduto, quando vengono raggiunti da un'altra ferale comunicazione della centrale: sotto la torre panoramica di Atzelberg, tra Ruppertshain ed Eppenhain, in quella tersa mattina d'agosto, una coppia di ragazzi ha trovato il cadavere di una giovane donna.La scena del delitto suggerisce ancora una volta un suicidio: Isabel Kerstner, la donna morta, è riversa supina, il braccio sinistro sotto il corpo, le gambe piegate, una lussuosa scarpa di dieci centimetri di tacco a spillo a un piede. Le ferite multiple sul corpo sembrano causate dall'impatto sul terreno di chi si è buttato dalla torre.L'autopsia, l'identità e la storia personale della vittima svelano però tutt'altro. Moglie di diciannove anni piú giovane dello stimato dottor Michael Kerstner, veterinario specializzato nella cura dei cavalli, donna malvista per la sua avvenenza e le sue numerose frequentazioni, esperta cavallerizza e vincitrice di diversi concorsi di dressage per conto della raffinata scuderia di Waldhof, Isabel Kestner non solo è stata avvelenata da una iniezione letale, ma conosceva molto bene il defunto procuratore.In un crescendo di colpi di scena e di scoperte sorprendenti, Bodenstein e Kirchhoff riusciranno ancora una volta a scovare il colpevole, in un mondo in cui nessuno è davvero innocente.

La figlia del boia e il monaco nero
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Pötzsch, Oliver - Petrelli, Alessandra

La figlia del boia e il monaco nero

Neri Pozza, 25/11/2013

Abstract: 1660, Baviera. Avvolto in uno spesso mantello di lana, Simon Fronwieser, medico di Schongau, cammina a testa bassa, maledicendo la sua professione. La bufera di neve che ha ricoperto i boschi, i campi e le strade della cittadina bavarese, non ha dissuaso la perpetua della chiesa di San Lorenzo dal chiamarlo per una visita a domicilio. Si tratterà della solita indigestione del sacerdote, pensa Simon battendo i denti. Invece, quando scopre che il curato è morto, a pochi passi dall'abside della chiesa, dopo essersi rimpinzato di frittelle, non ci pensa su due volte a chiamare l'unico in grado di aiutarlo: il boia Kuisl. Alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, il boia di Schongau è ritenuto da tutti un'autorità: non soltanto "come scorticatore" e maestro di spada, ma anche nella scienza delle erbe medicinali e delle piante velenose. E Kuisl, difatti, non ci mette molto a capire come è morto il parroco. Ma chi può aver ucciso quel placido e umile servitore di Dio? Compiute le prime indagini – aiutato dalla figlia Magdalena, dall'amico medico Simon e dalla sorella del sacerdote defunto, Benedikta – Kuisl scopre che la vittima era sulle tracce di un tesoro che superava "ogni più sfrenata immaginazione", nascosto in Baviera dal Maestro dei templari Friedrich Wildgraf, dopo lo scioglimento dell'ordine. A dargli la caccia, però, il parroco non era il solo: una confraternita di frati domenicani "astuti ed eruditi, disposti a sporcarsi le mani al posto del Papa" gli stava alle calcagna e, adesso che il parroco è morto, insegue Kuisl. E mentre Simon e Benedikta risolvono enigmi su enigmi, scoprendo il luogo dove pare sia seppellito il tesoro, il boia è costretto ad abbandonare le indagini per salvare la figlia. Tra bande di briganti violenti, incendi dolosi e l'inaspettato ritrovamento di un oggetto sacro, nella loro indagine, Kuisl, Simon e Magdalena dovranno soprattutto fare i conti con l'avidità e le menzogne che albergano nella cittadella della vicina Augusta, sede del vescovado, del palazzo dei vescovi e delle dimore dei commercianti più ricchi della città. Dopo l'enorme successo internazionale de La figlia del boia – tradotto in oltre venti paesi –, Oliver Pötzsch mette in scena un thriller storico "ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo" (Publishers Weekly), impreziosito da uno stile avvincente e una trama perfetta, e con un protagonista memorabile: l'impavido e generoso boia Kuisl.

Chi semina vento
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Neuhaus, Nele - Petrelli, Alessandra

Chi semina vento

Giano, 18/06/2014

Abstract: Per l'agente Pia Kirchhoff tre settimane di vacanza in Cina con Christoph, l'uomo che da tre anni le provoca ancora lo stesso "piacevole ed eccitante formicolio", sono state un vero toccasana. Archiviato lo stress degli ultimi casi e dimenticate la pioggia e la nebbia della Germania centrale, ora si sente finalmente pronta per tornare al lavoro. Peccato che il volo da Shanghai sia arrivato con nove ore di ritardo, che la sua valigia spunti per ultima sul nastro trasportatore e che ad aspettarla non ci sia la sua miglioreamica, bensí il patologo Henning, suo collega e, soprattutto, ex marito. Perciò, quando l'agente Oliver von Bodenstein la chiama per informarla che è stato appena rinvenuto il cadavere di un uomo e la sua presenza sarebbe gradita sul luogo del delitto, Pia guarda con tristezza la tintarella di Christoph e realizza che la vacanza è davvero finita.La vittima è il guardiano notturno della WindPro, un'azienda che sta realizzando un parco eolico alle pendici di un piccolo paesino dell'Assia. La morte si direbbe accidentale: l'uomo era un bevitore, un solitario, niente di piú plausibile di una caduta dalle scale. Pia e Oliver si lanciano un'occhiata. A loro quella storia non convince.Si apre cosí una nuova indagine dell'eccentrica coppia di agenti del Taunus che, sulle orme di cacciatori infuriati, cittadini che inneggiano alla rivoluzione e manager doppiogiochisti e senza scrupoli, scopriranno che una guerra è già in atto: da una parte l'associazione ambientalista, di cui fa parte anche il padre di Oliver, che non vuole che il bosco della vallata venga raso al suolo dalle ruspe; dall'altra, la WindPro, che se non concluderà il lavoro dovrà dichiarare fallimento. Come se la situazione non fosse già abbastanza ingarbugliata, il nostro saggio e riflessivo Oliver von Bodenstein prende una sbandata per una donna comparsa dal nulla che lo allontana dalle indagini, lasciando Pia da sola, con il caso piú complesso della sua carriera.Tra corruzioni e omicidi, ricatti e vendette personali, Chi semina vento è "uno straordinario eco-thriller" (Stern) che ci svela un paese in cui nessuno è realmente chi dice di essere, e conferma il leggendario talento della nuova regina del noir europeo."Con questo straordinario eco-thriller, Nele Neuhaus conferma il suo memorabile successo".Stern"Nele Neuhaus, una scrittrice che farà molta strada".Mauro Castelli,Domenica - Il Sole 24 ore"Nele Neuhaus, la regina consacrata del giallo tedesco".Daniela Pizzagalli, Il Secolo XIX"Arriva dalla Germania il fenomeno del passaparola Nele Neuhaus".Maurizio Bono, la Repubblica

L'albero velenoso della fede
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Kingsolver, Barbara - Petrelli, Alessandra

L'albero velenoso della fede

Beat, 25/11/2013

Abstract: È il 1960, l'anno in cui il giovane Kennedy porta via la poltrona al paterno generale di nome Ike, una scimmia vola nello spazio a bordo di un razzo americano e il mondo intero ruota attorno a un asse chiamato Congo. Lo stato dell'Africa centrale, liberato dalla dominazione coloniale belga, precipita nel Grande Gioco della guerra fredda tra le superpotenze, diventando meta di avventurieri, spie e missionari provenienti da ogni parte del globo. Nessuno stupore perciò se in quell'anno del Signore, nella foresta nei pressi di Kilanga, dove gli alberi crescono a dismisura come possenti animali, i viticci strangolano i loro simili nella lotta senza fine per la luce e i serpenti occhieggiano tra i rami, una donna e quattro ragazze bianche procedano come boccioli esangui lungo un sentiero. La donna, gli occhi chiari, l'andatura decisa, i capelli scuri raccolti in un logoro fazzoletto di pizzo, si chiama Orleanna Price, battista del Sud per matrimonio avendo sposato un predicatore, anzi uno di quei predicatori dalla furia così potente da far invidia a quella dell'inferno. Le ragazze che le marciano dietro sono le sue figlie, quattro ragazze strizzate in corpi tesi come archi verso la gloria o la dannazione: le due bionde – Ruth May, piccola e vivace e Rachel, imperiosa e bella come la Rebecca biblica, la vergine al pozzo – le due brune, identiche come gocce d'acqua, Leah che procede a passo spedito, e Adah che trascina i piedi con andatura molle. Vengono da Bethlehem, in Georgia, e hanno portato nella giungla miscele pronte per dolci e piccoli oggetti, provviste, scatole, utensili, nascosti nelle tasche o nelle fasce strette in vita, come un'armatura tintinnante. A Kilanga prima c'era una missione, con quattro famiglie americane residenti e un dottore che arrivava una volta la settimana. Il dottore e gli americani si sono però trasferiti a Léopoldville, per offrire ai propri figli un'istruzione decente. E ora non vi sono che fiori tropicali e bestie feroci. Ma per Nathan Price così è il regno di Dio, così feroce nella sua gloria assoluta e primitiva.Nulla, infatti, può distogliere il predicatore, nemmeno l'amore per la moglie e per le giovani figlie, dalla sua devozione nei confronti dell'umanità.Sullo sfondo di un grande paese africano in preda al rivolgimento postcoloniale, coi suoi lutti e le sue speranze, le sue tragedie e i suoi sogni, Barbara Kingsolver ambienta una magnificastoria sui destini di cinque donne alle prese con la cecità e l'arroganza dell'idealismo maschile.

La figlia del boia
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Pötzsch, Oliver - Petrelli, Alessandra

La figlia del boia

Neri Pozza, 18/07/2012

Abstract: Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola – un cerchio sbiadito dalla cui estremità inferiore parte una croce – che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, davanti alla porta di casa, nella macabra scoperta del loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere che simboleggia la donna come controparte dell'uomo, la vita, ma anche la continuazione della vita dopo la morte… il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Sicché quando la piccola Maria, la mattina dopo che la madre adottiva scorge, lavandola nella tinozza, il fatidico cerchio sbiadito sulla sua spalla destra, scompare al seguito di una diabolica figura con una mano di ossa, gli abitanti di Schongau non hanno dubbi: la strega assassina è la levatrice, Martha Stechlin. È lei che ha tagliato la gola ai due bambini, è lei che, con un incantesimo, ha chiamato il demonio che ha rapito Maria.Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo.Jakob Kuisl, il boia di Schongau, un gigante alto quasi due metri, la barba nera e spinosa, le lunghe dita ricurve simili ad artigli, non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena, un'attraente ragazza dalle labbra carnose, le fossette sulle guance e gli occhi ridenti, e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino, un giovane con la chioma fino alle spalle e il pizzetto spuntato sul mento così ben visto tra il gentil sesso di Schongau.I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile. Una verità che, per Jakob, Simon e Magdalena, può emergere solo nel giro di una settimana, il tempo che resta prima che il rogo venga approntato.Attraverso un'impeccabile e suggestiva ricostruzione storica della società tedesca del Seicento, La figlia del boia conduce il lettore in un'epoca di superstizioni e follie collettive e delinea una stupefacente figura propria di quel mondo: il boia, un uomo temuto, emarginato e, ad un tempo, un esperto erborista e un illuminato.

Il soldato Schlump
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Grimm, Hans Herbert - Petrelli, Alessandra

Il soldato Schlump

Neri Pozza, 12/12/2014

Abstract: Emil ha un diploma in tasca preso alla Realschule, una scuola costosa per il figlio di un modesto sarto come lui, ma allo scoppio della Grande Guerra è soltanto un piccolo apprendista in una tessitura. Lo chiamano tutti Schlump, che è come dire brutto mascalzone, dal giorno in cui, ragazzino, si è reso protagonista di una marachella al mercato.Schlump dovrebbe disegnare e creare modelli, ma anziché al lavoro pensa alle ragazze e alla guerra. Anzi, alle due cose messe insieme, poiché già si vede con l'uniforme grigia, ammirato dalle ragazze mentre va al fronte oppure sul campo di battaglia dove alcuni cadono e altri restano feriti o, a guerra vinta, in trionfo tra le donne che lanciano fiori dalle finestre mentre impazzano feste senza fine.Il primo agosto 1915 prende la sua cassetta d'ordinanza e, dopo aver salutato la madre piangente, si presenta fiero in caserma. Viene scaricato a Libercourt, in Francia, e da lì marcia in paesi dove non vi sono giardini ben curati né frontoni a graticcio all'ombra dei tigli. Schlump, però, è orgoglioso del suo incarico, frutto della sua vaga conoscenza del francese: amministrare da solo tre villaggi.A Loffrande, il villaggio più grande, scopre che è davvero "un bel traguardo per un diciassettenne" comandare uomini anziani e giovani donne attraenti come Estelle, bionda con gli occhi azzurri e le guance arrossate; o come la bruna Suzanne, con i boccoli castani che le dondolano sulla fronte; o la diafana Jeanne dalla chioma nera. Dimenticherebbe volentieri la guerra se i vetri alle finestre non vibrassero spesso per le cannonate del fronte vicino.Ma la guerra è lì a pochi passi e, per Schlump, viene subito l'ora di lasciare Loffrande e di raggiungere la trincea. Ed ecco il sibilo sinistro delle granate, gli angusti corridoi sferzati dalla pioggia e dal fango, i lampi rossi che si accendono sulle colline del nemico, le pallottole che fischia no nelle orecchie come le rondini dopo un temporale…Pubblicato per la prima volta nel 1928, bruciato dai nazisti nei roghi del 1933, ritrovato e riscoperto nel 2008, Il soldato Schlump è una delle opere più intense scritte sulla Grande Guerra. "Un libro luminoso proveniente da tempi bui", come ha scritto Volker Weidermann, il suo scopritore.IL romanzo bruciato dai nazisti nel 1933 e ritrovato soltanto nel 2008"Una scoperta letteraria che non ha prezzo".Neue Osnabrücker Zeitung"La vera sorpresa qui è la lingua.Totalmente diversa da tuttala letteratura pacifista precedente".Die Welt"Hans Herbert Grimmha scritto un romanzo originalissimo:violento e surreale, ricco di gioia di vivere e, ad un tempo, degli orrori più atroci della guerra".Buchkultur

La verità e altre bugie
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Arango, Sascha - Petrelli, Alessandra

La verità e altre bugie

Marsilio, 15/01/2015

Abstract: Scrittore di bestseller di fama internazionale, Henry Hayden è un quarantenne elegante e di successo che vive appartato in una splendida villa sul mare. Le donne lo adorano e la vita gli sorride. La sua esistenza così perfetta rischia però di incrinarsi il giorno in cui la sua giovane amante, nonché editor, gli rivela di essere incinta. Un imprevisto che, insieme alla serenità coniugale, rischia di costargli la carriera: ma davvero raccontare tutto alla moglie, la donna paziente e silenziosa al suo fianco da anni, è l'unica possibilità che gli resta? Novello Mr Ripley, l'uomo il cui nome compare su milioni di copertine nelle librerie di tutto il mondo è anche un pericoloso, irriducibile bugiardo con un passato pieno di ombre. Un errore fatale farà però sì che il suo piano di sopravvivenza subisca una brusca virata, costringendolo a escogitare sempre nuove menzogne per coprire le precedenti.Combinando abilmente thriller e commedia noir, La verità e altre bugie è un romanzo cinico e intelligente sul ruolo del caso nella vita, sulle relazioni tra uomo e donna e il rapporto tra fiction e realtà, che avvince inesorabilmente il lettore sviandolo in modo delizioso, e dà vita a un triangolo letterario, amoroso e criminale di cui sarà molto difficile scoprire l'intera verità."Raramente mi capita di essere pienamente convinta di un romanzo, soprattutto se è un thriller. Ma La verità e altre bugie è un page-turner" Brunella Schisa, IL VENERDÌ DI REPUBBLICA

La libreria di zia Charlotte
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Montasser, Thomas - Petrelli, Alessandra

La libreria di zia Charlotte

Neri Pozza, 04/06/2015

Abstract: Mai e poi mai una neolaureata in economia aziendale come Valerie si sarebbe immaginata di ritrovarsi a gestire una vecchia, antiquata libreria dal nome impronunciabile come la "Ringelnatz & Co.". Bella sorpresa le ha fatto sua zia Charlotte! Scomparire dal giorno alla notte, senza dire niente a nessuno, dopo aver lasciato dieci euro in cassa e un bigliettino sul tavolo della cucina… "Sarà mia nipote Valerie a occuparsi di tutto".Occuparsi di tutto?! Del parquet logoro o delle pile di volumi polverosi che si innalzano come giganti davanti alle finestre, impedendo alla luce di filtrare? Oppure dei tavolini traballanti, dei tendaggi di velluto liso e del registratore di cassa che sembra uscito da un film degli anni Trenta? Occuparsi, insomma, di quel "posto antidiluviano"? Lei? Forse poteva essere l'aspirazione di una vecchietta mite e solitaria come Charlotte, che si era cucita addosso quella libreria come un vecchio, elegante vestito sdrucito. Valerie, però, è giovane, pragmatica e sogna un arrembante futuro come consulente di una multinazionale scandinava. Per questo ha deciso di mettere in vendita la "Ringelnatz & Co.".Peccato che Valerie ignori il potere di un bel libro e il piacere di ritagliarsi del tempo per se stessa. Mentre aspetta che l'acqua bolla dentro al samovar russo di sua zia, inizia a sfogliare distrattamente Il castello di Kafka e, finito in un battibaleno, passa a Se una notte d'inverno un viaggiatore e, terminato anche Calvino, si accorge di non riuscire più a smettere. Dickens, Neruda, Rilke… i volumi le scorrono tra le dita in un misto di stupore ed esaltazione, l'uno dopo l'altro, ora dopo ora, fino a notte fonda. E quando si imbatte in un volume anonimo e incompiuto intitolato Un anno molto particolare, sente che quella che ha tra le mani non è una copia difettosa, ma un'avventura scritta apposta per lei.Scortata da Grisaille, un topino dallo sguardo intelligente, e aiutata da un giovane misterioso cliente che dice di conoscere il libro, Valerie intraprende un viaggio che la porterà non solo a comprendere il motivo della fuga di sua zia, ma a riscrivere un futuro che sembrava già segnato.Diventato un caso letterario in Germania attraverso il passaparola dei lettori, La libreria di zia Charlotte è sia un'avventura giocosa e piena di sorprese che un "viaggio magico nel paese incantato della letteratura" (Elle).Perché se i libri possono essere contemporaneamente "un gabinetto di fantasie, una fonte di conoscenza, una collezione di testimonianze del passato e del presente, un luogo per sognare", al lettore non rimane altro che mettersi comodo e godersi il viaggio."Un'autentica dichiarazione d'amore per i libri, poetica, misteriosa e originale".Kleine Zeitung"Chiunque adori passare il tempo in piccole e sofisticate librerie,amerà sicuramente questo libro".Radio Bremen

La figlia del boia e il re dei mendicanti
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Pötzsch, Oliver - Petrelli, Alessandra

La figlia del boia e il re dei mendicanti

Neri Pozza, 27/07/2015

Abstract: Un giorno del 1662 Jacob Kuisl, boia di Schongau, svuota la farmacia di casa, mette nella sacca oppio, arnica e iperico, e sale sulla prima zattera diretta a Ratisbona.La navigazione sul Danubio si rivela un autentico tormento per Kuisl, abituato ad avere la terraferma sotto i piedi. Il fiume, ingrossato dai temporali, inonda i banchi di ghiaia lungo le rive. Rami e alberi sradicati vorticano nella schiuma bianca, e gorghi e strettoie, tra gole cinte da rocce imponenti, ricordano che i tronchi della zattera possono essere stritolati in un niente.Il boia di Schongau, però, non demorde. Raggiungere Ratisbona è una questione di vita e di morte. Sua sorella minore Lisbeth, che da anni vive nella lontana città imperiale dopo avere sposato un balneatore – Andreas Hofmann, proprietario, appunto, di un bagno pubblico –, è gravemente malata. Stando al marito la protuberanza sull'addome, i dolori atroci e la secrezione nera di cui soffre non concedono di stabilire con certezza quanto tempo le resta.Dopo mille traversie Kuisl giunge a Ratisbona e, con la netta sensazione di essere osservato, si avventura per le strade della città imperiale fino ad arrivare nella dimora del balneatore, dove ha sede anche il suo bagno pubblico.Ciò in cui si imbatte è agghiacciante anche per il cuore duro di un boia. Nell'ultimo cubicolo del bagno, Elisabeth Hofmann e consorte giacciono in una tinozza. Hanno entrambi la testa reclinata all'indietro e gli occhi sgranati; il braccio destro di Lisbeth penzola oltre il bordo della tinozza e qualcosa di denso gocciola come cera sul pavimento dal suo dito indice. Sembrano immersi nel loro stesso sangue, Lisbeth con un taglio alla gola che gli sorride come una seconda bocca, Andreas Hofmann con una ferita al collo così profonda chela testa è quasi staccata dal busto.Kuisl non ha nemmeno il tempo di piangere, che si ritrova circondato da un drappello di cinque guardie comandate da un uomo che gli sguaina la spada contro, si arriccia i baffi e, indicando i due cadaveri, gli dice: "A quanto pare sei proprio nei guai, bavarese".Alla figlia del boia, Magdalena, e a Simon Fronwieser, il suo impavido compagno, spetterà naturalmente il compito di tirare Kuisl fuori dai guai, con l'aiuto di Nathan il Saggio, il re dei mendicanti di Ratisbona, il signore del regno della notte dai denti d'oro.Terzo capitolo di una delle saghe moderne più amate e lette nel mondo, La figlia del boia e il re dei mendicanti è un thriller "ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo" (Publishers Weekly) che parla d'amore, tradimento e vendetta.E che consegna ai lettori un'altra, esaltante avventura dell'impavido boia Jakob Kuisl."Della Figlia del boia ho amato ogni pagina e ogni colpo di scena. Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici".Scott Turow"Un romanzo storico magnifico che conduce il lettore in un'altra dimensione, tra superstizioni e follie collettive".Vogue

La soffiatrice di vetro
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Durst-Benning, Petra - Petrelli, Alessandra

La soffiatrice di vetro

Beat, 16/05/2016

Abstract: A Lauscha, un piccolo villaggio tedesco immerso nei boschi della Turingia, gli abitanti si guadagnano da vivere da secoli allo stesso modo: soffiando il vetro. Una notte di settembre alla fine dell'Ottocento, però, il soffiatore Joost Steinmann muore inaspettatamente, lasciando le tre figlie – Marie, Ruth e Johanna – in ristrettezze economiche. Mentre Ruth pensa solo al bel giovane del villaggio che le fa gli occhi dolci e Johanna spera di trovare un impiego qualunque, Marie – la più piccola delle tre – ha un piano: diventare una soffiatrice di vetro, proprio come suo padre. Peccato, però, che a Lauscha la tradizione parli chiaro: solo gli uomini possono soffiare il vetro. Le donne devono occuparsi della decorazione e del confezionamento. Il buon senso vorrebbe che Marie lasciasse perdere. Invece la ragazza inizia a lavorare di nascosto, finché in paese non si diffonde la voce dell'arrivo di un nuovo misterioso soffiatore, e tutti accorrono per sapere chi si celi dietro quelle splendide e originalissime creazioni. Opera di una delle scrittrici di romanzi storici più affermate in Germania, La soffiatrice di vetro racconta la vicenda – ben scritta e impreziosita da un grande lavoro di documentazione – di tre sorelle costrette a lottare in un mondo chiuso alle novità e condizionato dai pregiudizi. Una storia irresistibile che mostra come a volte i sogni si realizzano restando fedeli a se stessi e al proprio cuore. "Petra Durst-Benning è una delle first lady del romanzo storico in Germania".Denglers-buchkritik.de

La castellana
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Lorentz, Iny - Petrelli, Alessandra

La castellana

Beat, 24/04/2017

Abstract: Germania, XV secolo. Su un'altura al centro di Rheinsobern, la città adagiata alle pendici della Selva Nera, sorge il castello di Sobernburg, la dimora di Michel e Marie Adler. Sono lontani i tempi in cui, privata della dignità e dell'innocenza da un uomo senza scrupoli, Marie viveva da meretrice ambulante vendendosi per pochi centesimi nelle sagre di paese. Ora è sposata con l'uomo che ha sempre amato: Michel Adler, il figlio di un mescitore di birra di Costanza che, dopo aver dimostrato il proprio valore al conte palatino, è stato ricompensato per i servigi resi con la nomina a balivo del distretto di Rheinsobern. La vita dei due sposi scorre tranquilla, fino al giorno in cui, su ordine del conte palatino, riuniti gli uomini più valenti di Rheinsobern, Michel parte per la Boemia, dove infuria una guerra sanguinosa tra l'imperatore Sigismondo e gli eretici hussiti. Marie rimane sola ad amministrare il castello di Sobernburg, e dopo poco si scopre incinta. L'attesa del lieto evento è però offuscato dall'arrivo improvviso di ospiti inattesi: Manfred von Banzenburg e la consorte Kunigunde. I due recano la più triste delle novelle: Michel Adler è morto sul campo di battaglia e Manfred von Banzenburg è stato nominato nuovo castellano e balivo del duca palatino a Rheinsobern. Prima di cadere per mano degli hussiti, Michel è stato nominato cavaliere del Sacro Romano Impero Germanico in segno di gratitudine per i servigi resi. Marie deve, dunque, trovarsi in fretta un nuovo marito che la protegga e riscatti il feudo che il sovrano ha destinato a Michel. Intimamente convinta che Michel sia ancora vivo e niente affatto intenzionata a sposare un altro uomo, a Marie non resta che fuggire da Sobernburg e mettersi sulle tracce del marito scomparso, nella speranza di riuscire, così, a salvare la sua famiglia. Con una prosa scorrevole e un'impeccabile cura dei dettagli storici, Iny Lorentz tratteggia un magnifico affresco della Germania del XV secolo, una storia di intrighi e passione con al centro un'indomita e indimenticabile eroina. "Una storia accattivante che non mancherà di tenere i lettori affascinati fino all'ultimo". The Historical Novel Society

Alla fine della notte
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Sendker, Jan-Philipp - Petrelli, Alessandra

Alla fine della notte

Neri Pozza, 28/07/2017

Abstract: L'aria tiepida di una mite giornata autunnale accoglie Paul Leibovitz nel Sichuan, dove si è recato a fare visita allamico Zhang. Dopo la nascita del figlio David, avuto dalla moglie Christine, Paul è riuscito a fare i conti con i propri fantasmi e a lasciarsi alle spalle il passato. Anche Zhang, l'amico poliziotto della squadra omicidi di Shenzen, ha cambiato radicalmente vita: da tre anni ha abbandonato la polizia e si è ritirato in un monastero buddista nella sua città natale, Shi, per meditare e fuggire le tentazioni del mondo.Shi non è più la città dei ricordi di infanzia di Zhang. Jian Guo, astro nascente nel Partito comunista, un uomo estremamente ambizioso, la governa come un imperatore rosso, tra processi esemplari e crudeli esecuzioni.Durante la sua permanenza a Shi, Paul accompagna un giorno il figlio allo zoo dei panda. Qui, mentre il bambino osserva ecci-tato gli animali, Paul scorge una dozzina di giovani avanzare verso di loro. Hanno circa vent'anni, ridono ad alta voce e sfoggiano un abbigliamento estremamente curato. A dominare il gruppo è un ragazzo dall'aria carismatica, accompagnato da una ragazza bellissima, che ha occhi solo per il piccolo David. La giovane chiede di poter scattare alcune fotografie con il bambino.Rientrato in hotel, Paul attraversa a grandi passi la hall e lascia il passeggino accanto a una colonna di fronte al bagno degli uomini. Quando esce, due minuti più tardi, il passeggino è vuoto: David è svanito nel nulla.Raggiunto dalla moglie Christine, l'uomo si rivolge, disperato, alla polizia. Ma le forze dell'ordine non sono di nessun aiuto: attraverso il sistema di sorveglianza dell'albergo hanno compreso che cosa è accaduto al bambino e stanno provvedendo a distruggere le registrazioni. Perché dietro alla sparizione di David si cela qualcuno di molto potente, qualcuno abituato a ottenere sempre quello che desidera.Dall'acclamato autore del bestseller L'arte di ascoltare i battiti del cuore, Alla fine della notte, terzo romanzo della saga di Sendker dedicata alla Cina, costituisce una splendida conferma del talento dell'autore nel descrivere la dicotomia tra bene e male attraverso personaggi sapientemente descritti e una trama ricca di inaspettati colpi di scena."Sapientemente scritto, abilmente costruito! Un romanzo che aiuta a capire la Cina e ispira il cuore e la mente".Für Sie"Una storia profondamente umana, qualcosa che potrebbe accadere ovunque e a chiunque. Toccante, commovente, ma anche pieno di speranza".Annemarie Stoltenberg, NDR Kultur

Il mago e la figlia del boia
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Pötzsch, Oliver - Petrelli, Alessandra

Il mago e la figlia del boia

Neri Pozza, 31/07/2017

Abstract: Baviera, 1666. A vent'anni circa dalla fine della guerra dei Trent'anni, il flusso di pellegrini verso il celebre monastero bavarese di Andechs, rinomato per le sue antichissime reliquie miracolose, nonché per la sua birra capace di donare l'oblio, è il più intenso a memoria d'uomo. In un'epoca di carestie, calamità naturali, lupi affamati e bande di briganti, la gente cerca con particolare slancio la protezione della chiesa e, sulla strada per Andechs, ci sono anche Simon, medico di Schongau, e sua moglie Magdalena, la figlia del boia Jakob Kuisl. Manca ancora una settimana alla solennità delle Tre Ostie, considerata una delle feste religiose più importanti della Baviera, ma l'abate Maurus Rambeck ha già inviato messaggeri nei paesi del circondario per invitare i pellegrini a presentarsi in anticipo al Sacro Monte. Quattro mesi prima un fulmine ha colpito il campanile della chiesa del monastero, la copertura del tetto è stata distrutta dalle fiamme e gran parte della navata meridionale è crollata. Eppure Magdalena sembra di scorgere, proprio lassù, una minuscola luce che segnala la presenza di qualcuno.Desiderosa di indagare, la figlia del boia non esita a raggiungere la vetta del campanile, quando una figura vestita di nero sfreccia verso di lei, aggredendola e facendola quasi precipitare nel vuoto. Nel frattempo, Simon si trova ad avere a che fare con la morte improvvisa dell'assistente di frate Johannes, il farmacista del villaggio, un uomo con la faccia del diavolo e la tonaca di un monaco.Quando viene ritrovato il cadavere di un altro novizio e il frate orologiaio, Virgilius, noto tra i confratelli per i suoi esperimenti al limite della moralità, scompare misteriosamente, i sospetti cadono proprio sul frate farmacista, che è subito imprigionato e consegnato al tribunale regionale. Magdalena riesce a parlare con l'accusato e scopre così che si tratta di un carissimo amico di gioventù del padre. L'intervento del boia di Schongau si rende perciò necessario.Cosa collega le morti misteriose, la scomparsa del frate "stregone" e la sinistra luce che ogni notte illumina il campanile del monastero di Andechs? E chi si cela sotto la tonaca nera dell'uomo che vigila da lassù? Toccherà al boia Kuisl e a sua figlia Magdalena indagare alla ricerca della verità.Impreziosito da una trama ricca di sorprendenti colpi di scena, Il mago e la figlia del boia è il quarto avvincente capitolo di una delle serie più amate e lette nel mondo, un'altra esaltante avventura dell'impavido boia di Schongau Jakob Kuisl."Un romanzo storico di magnifica inventiva e con un protagonista sorprendente: un boia fornito di anima che lotta contro i pregiudizi e i tornaconti politici".Scott Turow"Oliver Pötzsch, nel cui albero genealogico sono presenti diversi boia, mestiere che si tramandava di padre in figlio, ci offre un avvincente romanzo storico ricco di dettagli sul tessuto sociale e sulla struttura del potere politico nella Baviera del XVII secolo".Publishers Weekly"La ricostruzione storica è accurata, l'intreccio giallo avvincente e l'atmosfera è quella da brivido di una fiaba dei Grimm".Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica

E Marx tacque nel giardino di Darwin
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Jerger, Ilona - Petrelli, Alessandra

E Marx tacque nel giardino di Darwin

Neri Pozza, 31/05/2018

Abstract: A duecento anni dalla nascita di Marx e a centocinquanta dalla pubblicazione de Il capitale, Ilona Jerger immagina l'incontro, e lo scontro, tra due grandi pensatori. Alla fine dell'ottocento, Darwin e Marx vivevano a qualche decina di chilometri di distanza l'uno dall'altro a Londra, senza mai incontrarsi di persona.Il romanzo narra gli ultimi anni di vita di queste grandi personalità del XIX secolo, che, ciascuna a suo modo, hanno profondamente segnato la storia dell'umanità.

La città d'oro
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Janesch, Sabrina - Petrelli, Alessandra

La città d'oro

Neri Pozza, 02/08/2018

Abstract: Questo romanzo è l'avventurosa storia di Rudolph August Berns, l'uomo che per primo scoprì Machu Picchu, l'antica città perduta degli Inca, quarantaquattro anni prima che l'esploratore americano Hiram Bingham ottenesse fama e fortuna rivendicando a sé la sensazionale scoperta. Come hanno fatto numerose ricerche storiche recenti, questo libro ripara perciò un torto della storia, narrando della vita e della figura di un affascinante avventuriero che, nel 1887, fu celebrato dalle gazzette di Lima come colui che aveva restituito al mondo la misteriosa El Dorado.Tutto ha inizio in Germania, nella prima metà dell'Ottocento, quando il piccolo Rudolph August Berns, primogenito del commerciante Johann Berns e della moglie Caroline, passa il suo tempo nella bottiglieria del padre a fantasticare sui miti e le leggende delle epoche passate. I suoi sogni a occhi aperti riguardano soprattutto le cronache del viaggio in Perù di Johann Jakob von Tschudi, dove si narra delle meraviglie di quel paese, di giacimenti d'oro e gioielli preziosi, di vestiti, strumenti e strade d'oro, e dove si afferma che, all'arrivo degli Spagnoli, gli Inca furono costretti a rivelare i propri segreti. Tutti, tranne uno: El Dorado, la città sacra, interamente fatta di oro purissimo: i ponti, le case, le strade, le terme… una meraviglia dell'architettura, che avrebbe lasciato a bocca aperta, entusiasmato e contemporaneamente arricchito chiunque l'avesse ritrovata. Nel corso degli anni in molti si erano cimentati nel suo ritrovamento: Gonzalo Pizarro l'aveva cercata inutilmente, arrivando a scoprire soltanto il Rio delle Amazzoni. Alexander Von Humboldt, l'avventuriero venerato da Rudolph, si era recato in Perù e aveva soggiornato a lungo sulle Ande, senza venire a capo di nulla.Determinato a trovare la città d'oro, Berns intraprende così un pericoloso viaggio in Perù,sulle tracce della città abbandonata nel fitto nella giungla o da qualche parte tra le montagne.Magnifico romanzo d'avventura, La città d'oro è stato salutato al suo apparire in Germania come "uno dei più travolgenti romanzi dell'ultima stagione letteraria", un'opera che ci restituisce il mondo esotico delle grandi esplorazioni.

Il segreto del vecchio monaco e altre fiabe birmane
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Sendker, Jan-Philipp - Karnath, Lorie - Sendker, Jonathan - Petrelli, Alessandra

Il segreto del vecchio monaco e altre fiabe birmane

Beat, 22/11/2018

Abstract: Dal 1995 Jan-Philipp Sendker ha visitato svariate volte la Birmania e, mentre faceva ricerche per i suoi romanzi bestseller L'arte di ascoltare i battiti del cuore e Gli accordi del cuore, si è imbattuto in numerosi racconti e fiabe. Queste commoventi storie parlano della ricca mitologia dei diversi popoli della Birmania, della spiritualità del genere umano e del profondo impatto sociale del pensiero buddista. Alcune di queste favole sono tanto bizzarre che, per l'autore, è stato difficile classificarle o identificare in esse una morale, mentre altre gli hanno ricordato le fiabe della sua infanzia, con l'unica differenza che qui i protagonisti sono scimmie, tigri, elefanti e coccodrilli, al posto di ricci, asini o oche. La loro morale assomiglia a quella delle favole dei fratelli Grimm o di Hans Christian Andersen, dimostrando come tutte le culture attingano a una saggezza universale per creare i loro miti.