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× Nomi Ponti, Barbara
× Data 2023

Trovati 3 documenti.

Andalusia
Libri Moderni

Di Duca, Marc <1971-> - Hannigan, Tim

Andalusia / questa edizione è stata aggiornata da Marc Di Duca, Tim Hannigan ; [traduzione di Barbara Ponti]

4. ed.

Feltrinelli : Rough Guides, 2023

Abstract: Emblema della Spagna, con i paesi dalle case bianche adornate di fiori, le spiagge della Costa del Sol e i palazzi moreschi, l'Andalusia coinvolgerà tutti i vostri sensi: tuffatevi nella movida di Málaga, gustate lo sherry di Jerez, perdetevi nell'Alhambra, lasciatevi rapire dal ritmo del flamenco e ammirate i paesaggi naturali delle sierras. Da Siviglia a Granada, da Ronda a Córdoba, ogni cittadina andalusa vi regalerà ricordi indelebili.

24 racconti di Natale
Libri Moderni

Collange, Blanche - Ugolotti, Sara <1988->

24 racconti di Natale / Blanche Collange, Sara Ugolotti ; [traduzione dal francese di Barbara Ponti]

Milano : Paoline, 2023

Abstract: 24 racconti luminosi e teneri da leggere durante le feste del Natale, ma – se si desidera vivere una preparazione speciale – anche in ogni giorno dell'Avvento, aspettando e preparandosi alla grande festa. Lasciatevi trasportare dalle avventure del piccolo Stefano e del suo angelo custode, dell'asino brontolone Leon, del pasticcere goloso, della sardina che voleva vedere la culla del cherubino Diego che si prepara a cantare la ninna nanna per Gesù Bambino... Per ogni racconto si dovrà trovare l'elemento o il personaggio della storia da staccare dal cartoncino che contiene tutte le sagomine per preparare, grazie a uno sfondo ad hoc, anche il proprio piccolo presepe. Età di lettura: da 6 anni.

Gli alpinisti di Stalin
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Gras, Cédric - Ponti, Barbara

Gli alpinisti di Stalin

Corbaccio, 13/01/2023

Abstract: Dagli archivi segreti del KGB, la storia incredibile di due fratelli alpinisti nell'era di StalinOrfani siberiani, Vitalij ed Evgenij Abalakov praticarono l'alpinismo fin da ragazzini e, muovendosi fra il Caucaso e l'Asia centrale, salirono tutte le vette più significative arrivando a conquistare, negli anni Trenta del Novecento, gli inviolati Pik Lenin (7134 metri, ora picco Ibn Sina) e Pik Stalin (7495 metri, ora picco Ismail Samani) nel Pamir. Ma in un mondo in cui anche l'alpinismo faceva parte dell'ideologia ed era un mezzo di propaganda, di conquista militare e di rivalsa politica, Vitalij, come tante altre figure di spicco negli ambiti più svariati, finì per trovarsi stritolato nella macchina delle purghe staliniane. Ingegnere e direttore della scuola per alpinismo di Adyl-Su, nel febbraio 1938 venne arrestato con l'incredibile accusa di "avere ostacolato l'alpinismo di massa per riservarne la pratica solo a pochi eletti". Altrettanto incredibile è il fatto che venisse poi liberato, senza troppe spiegazioni, nel 1940. A causa delle menomazioni subite durante le sue spedizioni e le torture inflitte in carcere non poté arruolarsi per difendere la patria dall'aggressione hitleriana, come invece fece il fratello Evgenij, in quegli anni all'apice della sua fama come scultore, alpinista ed eroe del regime. Nel dopoguerra Evgenij ricominciò a scalare, sognando di conquistare l'Everest ma morirà nel 1948 in un banale – quanto per alcuni misterioso – incidente domestico. E anche Vitalij riprese la via delle montagne a capo della squadra di alpinismo agonistico Spartak, che per sedici anni compì spedizioni senza incidenti né vittime vincendo le competizioni sportive più prestigiose, il tutto sotto la guida di un ex prigioniero politico che aveva subito l'amputazione di venti falangi, ma che continuò a credere nell'alpinismo come scuola di vita improntata agli ideali comunisti.Oggi le sculture di Evgenij sono disseminate nei territori dell'ex Unione Sovietica, mentre Vitalij Abalakov ha dato il nome a una tecnica di discesa su ghiaccio, tutt'ora usata, e a tanti attrezzi da lui progettati e prodotti. Eppure della storia avventurosa e straordinaria dei più famosi alpinisti sovietici della loro generazione si sapeva ben poco, prima che Cédric Gras la ricostruisse, fra ricerche sul campo e documentazione recuperata negli archivi del KGB, in questo libro, vincitore del premio Albert Londres, che insieme alla vita dei due fratelli racconta la storia dell'Unione Sovietica attraverso il prisma delle nevi eterne.