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Partorire con il corpo e con la mente
Bollati Boringhieri, 30/10/2010
Abstract: Se ha ragione C. S. Peirce a sostenere che siamo spinti a produrre pensiero soprattutto quando qualcosa ci frastorna, e lo facciamo per ritrovare l'equilibrio perduto, le incombenze di una madre dovrebbero risultare le più congeniali alla creatività della mente. Ma per la tradizione filosofica occidentale "cuore di mamma" non si concilia affatto con "testa di mamma", anzi sembra precluderne addirittura la possibilità. Dove si muovono le viscere, non c'è posto per l'astrazione. Maneggiando con sapiente garbo e al tempo stesso con giudizio saettante dottrine, mitologie, teologhemi, Francesca Rigotti capovolge tale luogo comune: le cure domestiche attivano un sensorio estetico e morale che, lungi dall'ostacolare la riflessione, offre un prezioso vantaggio speculativo. Una prospettiva "praticalista" che ha radici nell'esperienza di Rigotti filosofa e madre di quattro figli, arruola figure esemplari – come la prolificissima G. E. M. Anscombe, studiosa di Wittgenstein – e rifà all'inverso il cammino di una delle metafore più comuni, quella della concezione e del parto intellettuali. Esclusi dalla procreazione carnale, i filosofi se ne sono appropriati in modo traslato, e ne hanno coniato una versione eroica e spiritualizzata che ha finito per obliterare la figura della madre. È venuto il momento di restituirle la centralità all'interno delle "cose prime". Francesca Rigotti insegna Concetti e metafore della politica presso la Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università della Svizzera italiana di Lugano. Collabora all'"Unità" e al "Sole 24 ore". Tra i suoi saggi, tradotti in otto lingue: Il potere e le sue metafore (1992), Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare (2002), La filosofia delle piccole cose (2004), La filosofia in cucina. Piccola critica della ragion culinaria (2004), Il pensiero pendolare (2006), Gola. La passione dell'ingordigia (2008).
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Apogeo Education, 20/10/2010
Abstract: Questo è un libro che parla del pensiero delle cose, della nostra riflessione sulle cose e del pensiero che alle cose appartiene. Francesca Rigotti valorizza tutti quei piccoli oggetti della nostra vita quotidiana, ci insegna a pensare alle cose, a dare loro un significato mostrandoci come siano degne non solo della nostra attenzione, ma anche di una trattazione filosofica.Un pendolo, una sedia, una scarpa, una finestra, una pentola, uno specchio, una piega e una scala sono veramente oggetti privi di interesse? Facendo qualche esercizio filosofico su queste cose ordinarie scopriamo che la loro realtà è diversa da come siamo abituati a pensare. Cosa possiamo concludere? Certo che non dobbiamo ingigantire queste cose fino a considerarle elefanti ma… non è forse vero che sono qualcosa di più che singole, piccole mosche?