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× Nomi Vanni, Luca
× Data 2014

Trovati 5 documenti.

Il grande mare
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Abulafia, David - Vanni, Luca

Il grande mare

Mondadori, 21/01/2014

Abstract: Da sempre il Mediterraneo - il "mare fra le terre" - è stato un crocevia di popoli, culture, lingue, religioni, che ne hanno fatto il cuore pulsante del Vecchio Mondo. A segnare la storia del "grande mare", il nome con cui era noto nella tradizione ebraica, non sono stati, secondo lo storico britannico David Abulafia, il clima, i venti o le correnti, ma gli uomini (navigatori, mercanti, missionari, condottieri, crociati, pellegrini, pirati), che, mettendo in contatto le regioni più remote di questo vasto bacino, lo hanno reso "forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta". Anziché richiamarsi a un'astratta e statica "identità mediterranea", l'autore pone l'accento sul cambiamento di una regione che nel corso dei millenni ha visto sorgere e tramontare imperi e civiltà, è stata teatro di feroci battaglie per il monopolio politico e commerciale, e che infine, prima con la scoperta della rotta atlantica e poi con l'apertura del canale di Suez, ha perso sempre più importanza nelle relazioni e nei commerci internazionali, per trovare la sua nuova e insospettata vocazione nel turismo di massa e diventare, più recentemente, il complesso scenario di incessanti flussi migratori. Al centro di questa affascinante ricostruzione non ci sono soltanto gli eventi e i personaggi più importanti della storia economica, politica e militare, ma anche figure solo apparentemente di sfondo, come l'emissario egiziano Unamon, partito nell'XI secolo a.C. per una sfortunata missione marittima nella città fenicia di Biblo; il rabbino spagnolo Beniamino da Tudela, che intorno al 1160, fra mille peripezie, attraversò da un capo all'altro il Mediterraneo per recarsi in Terrasanta; Ibn Jubayr, segretario del governatore di Granada, nella sua perigliosa rotta verso la Mecca nel 1183; o i mercanti ebrei, con i loro stupefacenti contatti transmediterranei. E la stessa attenzione viene rivolta agli elementi naturali (dai venti al clima), al traffico delle merci, alle navi, alle piccole comunità insulari e alle vivacissime città portuali sparse lungo tutte le coste del grande mare, che per secoli hanno stimolato la circolazione di idee e di credenze religiose fino a quando, nel XX secolo, la pacifica e feconda convivenza fra genti diverse ha ceduto il posto a massacri e pulizie etniche, lasciandoci un Mediterraneo sempre più drammaticamente sospeso tra Oriente e Occidente.

L'idea di giustizia
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Sen, Amartya K. - Vanni, Luca

L'idea di giustizia

Mondadori, 09/05/2014

Abstract: L'idea di giustizia · Nella sua ampia e acuta ricognizione dei vari approcci all'idea di giustizia, Amartya Sen muove una critica puntuale al filone del pensiero illuminista che pone al centro della riflessione politica ed etica un "contratto sociale" e la cui massima ambizione è definire il modo e i contenuti di accordi perfettamente giusti, anziché chiarire come le diverse pratiche di giustizia debbano essere confrontate e valutate. A questa "prospettiva trascendentale", Sen contrappone la propria idea di giustizia, che prende le mosse dall'altro filone della tradizione illuminista: si tratta non di definire una volta per tutte, anche solo in astratto, che cosa debba essere considerato "giusto", ma di scegliere per via comparativa tra valutazioni alternative e argomentazioni concorrenti. Solo aprendoci a tale pluralità di voci, infatti, potremo guardare su scala globale alle ingiustizie che possono venire eliminate o ridotte, senza ricadere in gretti localismi o in sterili chiusure mentali.

La società a costo marginale zero
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Rifkin, Jeremy - Vanni, Luca

La società a costo marginale zero

Mondadori, 02/09/2014

Abstract: In La società a costo marginale zero, Jeremy Rifkin sostiene che si sta affermando sulla scena mondiale un nuovo sistema economico. L'emergere dell'Internet delle cose sta dando vita al "Commons collaborativo", il primo nuovo paradigma economico a prendere piede dall'avvento del capitalismo e del socialismo nel XIX secolo. Il Commons collaborativo sta trasformando il nostro modo di organizzare la vita economica, schiudendo la possibilità a una drastica riduzione delle disparità di reddito, democratizzando l'economia globale e dando vita a una società ecologicamente più sostenibile. Motore di questa rivoluzione del nostro modo di produrre e consumare è l'"Internet delle cose", un'infrastruttura intelligente formata dal virtuoso intreccio di Internet delle comunicazioni, Internet dell'energia e Internet della logistica, che avrà l'effetto di spingere la produttività fino al punto in cui il costo marginale di numerosi beni e servizi sarà quasi azzerato, rendendo gli uni e gli altri praticamente gratuiti, abbondanti e non più soggetti alle forze del mercato. Il diffondersi del costo marginale zero sta generando un'economia ibrida, in parte orientata al mercato capitalistico e in parte al Commons collaborativo, con ricadute sociali notevolissime. Rifkin racconta come i prosumers, consumatori diventati produttori in proprio, generano e condividono su scala laterale e paritaria informazioni, intrattenimento, energia verde e prodotti realizzati con la stampa 3D a costi marginali quasi nulli. I prosumers condividono anche automobili, case, vestiti e altri oggetti attraverso i social media a costi marginali bassi o quasi nulli. Gli studenti si iscrivono a corsi gratuiti online (MOOC) che funzionano a costi marginali quasi nulli. I giovani imprenditori sociali evitano l'establishment bancario attraverso il crowdfunding per finanziare attività ecologicamente sensibili in una nuova economia che utilizza monete alternative. In questo nuovo mondo il capitale sociale assume la stessa importanza del capitale finanziario, la libertà di accesso prevale sulla proprietà, la sostenibilità soppianta il consumismo, la cooperazione spodesta la concorrenza, e il "valore di scambio" nel mercato capitalistico viene gradualmente sostituito dal "valore della condivisione" nel Commons collaborativo. Così, quel processo iniziato agli albori dell'età moderna con le enclosures, le recinzioni dei terreni comuni a favore dei proprietari terrieri, potrebbe concludersi con il ritorno al Commons, i beni collettivi sottratti alla logica del profitto e del mercato. Il capitalismo - conclude Rifkin - sopravviverà a lungo, sebbene in un ruolo sempre più circoscritto, ed entro la fine del XXI secolo non sarà più l'arbitro esclusivo della vita economica. Stiamo progressivamente imparando ad andare oltre il mercato e a vivere in maniera più empatica e sostenibile in un Commons collaborativo globale sempre più interdipendente.

I diari di Hitler
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Harris, Robert - Vanni, Luca

I diari di Hitler

Mondadori, 07/10/2014

Abstract: Il primo aprile 1983 l'autorevole storico Hugh Trevor-Roper riceve una telefonata dal vicedirettore del "Times", Colin Webb, che gli chiede di autenticare del materiale assolutamente esplosivo proveniente dalla rivista "Stern": niente meno che i diari privati di Hitler. Come è noto, lo scoop si sarebbe rivelato una delle più costose e sensazionali truffe dei nostri tempi: sessanta quaderni, pagati quasi quattro milioni di dollari, che nel giro di due settimane risultarono solo una "rozza contraffazione". Robert Harris racconta l'incredibile vicenda di uno dei più paradossali ed eclatanti episodi del mondo dell'editoria, piena di personaggi straordinari: il falsario, che inizia la sua carriera contraffacendo buoni pasto e che con i suoi manoscritti inganna storici, periti calligrafi e consumati uomini d'affari; il reporter di "Stern" che, prima di essere smascherato riesce a truffare tutti, compreso il falsario; i proprietari di giornali e di media, come Rupert Murdoch, e i direttori del "Sunday Times" e di "Newsweek", accecati dalla sete di rivelazioni scottanti al punto di abbandonare ogni prudenza.

Gli innovatori
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Isaacson, Walter - Vanni, Luca - Fusari, Luca - Crimi, Sara

Gli innovatori

Mondadori, 18/11/2014

Abstract: Il computer e Internet sono innovazioni fondamentali della nostra epoca, eppure pochi conoscono come sono nati e i nomi dei loro inventori. Contrariamente a ciò che si crede, questi strumenti ormai indispensabili nella nostra vita quotidiana non sono stati ideati in soffitte e garage da scienziati solitari e un po' stravaganti, ma sono il frutto dell'incontro e della collaborazione di tante persone diverse, alcune particolarmente intelligenti, altre addirittura geniali. Sulla scia del successo della biografia di Steve Jobs, Walter Isaacson continua a raccontare la storia della rivoluzione digitale, attraverso la vita dei grandi pionieri, uomini e donne, che l'hanno resa possibile raggiungendo vette esaltanti di creatività. Ne emerge una galleria di personaggi affascinanti e di vicende incredibili. Ada Lovelace, figlia di Lord Byron, appassionata studiosa di matematica, a metà Ottocento annotò intuizioni così acute da venire oggi ricordata come la prima programmatrice della storia. Alan Turing, brillante matematico inglese, ritenuto da molti il padre dell'informatica, condusse una vita leggendaria fino all'inaspettato e tragico epilogo. E poi, ancora: il genio eclettico e instancabile di John von Neumann, che fu il primo a costruire una macchina simile a un computer moderno; la sfrenata ambizione del premio Nobel per la fisica William Shockley, che progettò il transistor; l'interminabile battaglia legale tra Jack Kilby, Robert Noyce e Gordon Moore per il brevetto del microchip. Fino alla storia dei colossi contemporanei, come Bill Gates, che realizzò il sogno di "portare il computer su ogni scrivania e in ogni casa", e Steve Wozniak e Larry Page, i creatori di Google. Per il sapiente abbinamento di rigore nella ricerca e di eleganza nello stile narrativo, Isaacson è diventato negli ultimi anni un saggista di riferimento per chi voglia conoscere il progresso dell'innovazione e la personalità dei grandi talenti che hanno maggiormente influenzato il nostro modo di vivere e di pensare.