Trovati 5 documenti.
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Pelago, 28/02/2022
Abstract: Intelligente e colto, dall'aria di "dignitosa compostezza", Sidney Sonnino è considerato "la coscienza del Risorgimento" per la natura del suo operato, a partire dal suo primo trattato del 1870, Il suffragio universale in Italia, nel quale mise in luce i problemi sociali in particolare del Meridione, e fino alla morte, sopravvenuta il 24 novembre 1922. Ricoprì in Parlamento i più alti ministeri, tra cui le Finanze e il Tesoro, oltre a essere ministro degli Esteri durante la Grande Guerra, nel lungo periodo di tempo tra il patto di Londra e la conferenza di pace di Parigi. Entrò nella vita pubblica colmo di speranze e di ambizioni, ne uscì nel 1919 distrutto, lamentando l'incurabile solitudine morale dell'individuo.
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Pelago, 28/02/2022
Abstract: Nicola II Romanov ereditò nel 1894 un Paese ben diverso dalla Russia dell'assolutismo paterno: la linea Transiberiana, il commercio marittimo, l'industrializzazione, l'urbanizzazione e la crisi agraria seguita da aspre tensioni sociali. Conservatore, tradizionalista e autocrate, riteneva che il potere gli derivasse direttamente da Dio. Né la concessione tardiva delle riforme, con i violenti moti del 1905, né l'entrata nel Primo conflitto mondiale misero al riparo l'Impero dalla rivoluzione del 1917. Lo zar credette che il popolo lo avrebbe riportato al trono. Morì invece fucilato, con la sua famiglia e pochi altri, nel luglio 1918. Con lui si chiuse la storia della Russia zarista, che era iniziata con Ivan il Terribile nel XVI secolo.
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Pelago, 28/02/2022
Abstract: Sulle orme di Leone XIII, Benedetto XV, d'intelletto acuto e di grande equilibrio, fu un papa diplomatico. Fermo e tenace, a volte passionale, non conobbe impazienze né stanchezze, tanto che si disse che "la sua azione ebbe sempre la regolarità di un pendolo". Patrizio genovese di vecchia razza, compensò una sua certa impopolarità con l'austerità ieratica e l'alto senso di un ruolo oltreumano. Molti colsero la sua grandezza morale, il valore evangelico del suo "no" alla guerra e l'instancabilità della sua predicazione senza riserve della pace. Fu intransigente non solo nei riferimenti culturali e religiosi ma anche nel dare preminenza al messaggio cristiano di amore fra gli esseri umani e, questo, né vincitori né vinti glielo perdonarono.
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Pelago, 21/04/2022
Abstract: Rettore di Princeton, professore di Economia politica, Wilson diventò governatore del New Jersey nel 1910 per i democratici. Presidente due anni dopo, abolì il protezionismo, decise la prima imposta federale permanente sul reddito, creò il sistema della Federal Reserve, attuò leggi antitrust e di tutela sul lavoro. Dal 1914 mantenne a lungo il Paese nella neutralità. Con l'invio di enormi contingenti per la fine del 1918, trasformò la sua nazione nell'unico creditore del dopoguerra. In Europa per negoziare la pace sulla base dei cosiddetti "quattordici punti", accolto come salvatore, fu scalzato dagli alleati. Riportò in America un trattato per la Lega delle nazioni che non ebbe fortuna. Visse gli ultimi anni, colpito da ictus, lontano dal mondo.
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Pelago, 22/12/2021
Abstract: Pietro Badoglio ebbe una vita lunga. Due guerre mondiali, due sconfitte: la prima a Caporetto, la seconda in Grecia. Una sola vittoria: in Etiopia ad Addis Abeba, nel 1936, tra violazioni alla Convenzione di Ginevra e denunce internazionali. Titubante in battaglia, fu tenace solo nel perseguire la carriera, rapida oltre ogni dire: in poco più d'un decennio (1912-1925) da maggiore a capo di Stato maggiore generale. Instancabile, collezionò medaglie, titoli, remunerazioni. Fu ambasciatore plenipotenziario a Rio de Janeiro, senatore del Regno d'Italia, maresciallo del fascismo; nel 1943, con la caduta di Mussolini, fu a capo del governo che passò alla storia per un armistizio tradito e una fuga con ignominia. Divenne così capro espiatorio delle colpe proprie e altrui.