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Il primo fascista. Storia e leggenda di un precursore
EINAUDI, 16/02/2026
Abstract: Certi personaggi del passato - anche quelli oggi piú dimenticati - sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall'Europa all'America, dall'Asia all'Africa, con la baldanzosa energia e l'insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell'insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, Il primo fascista illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt'oggi ci circondano.Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l'Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della "destra rivoluzionaria " perseguirono l'obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l'economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui - sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada - colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di "fascismo ". Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d'Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano "marchese socialista " si impose sulla ribalta politica di Parigi con l'arte del circuire e dell'intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l'anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l'"affaire Dreyfus". La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un'alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell'occupazione nazista.
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EINAUDI, 05/02/2026
Abstract: Ottantanove ha vinto il premio "Franco Quadri" al 55° Premio Riccione per il Teatro e due Premi Ubu, come Miglior drammaturgia italiana e Miglior attore a Marco Cavalcoli. Che cosa resta, oggi, della Rivoluzione francese? Di quell'evento lontano che ha incendiato l'Europa, fondato la modernità e messo al mondo - tra ideali e orrori - la democrazia in cui ancora viviamo? Ottantanove attraversa questo mito fondativo come un archivio in fiamme: lo interroga, lo smonta, ne raccoglie le macerie e le scintille. Fino a incrociare quelle rivoluzioni che sembravano aprire momenti di speranza, ma spesso finite malamente: il Quarantotto, la Comune, la Rivoluzione d'Ottobre e quella cinese, il Sessantotto, la caduta del Muro di Berlino nel 1989. Con la loro scrittura affilata e spietatamente ironica, attraverso l'utilizzo di un'infinità di materiali culturali, che intrecciano autobiografia, filosofia, storia, cultura pop, musica, televisione, iconografie rivoluzionarie e derive contemporanee, Elvira Frosini e Daniele Timpano mettono in cortocircuito la Rivoluzione del 1789 e l'idea stessa di rivoluzione: quella politica, quella culturale, quella immaginaria. Ottantanove è un viaggio teatrale dentro la crisi del presente e insieme un gesto di rilancio: la ricapitolazione di un pensiero politico e un salto nel futuro. Un'opera che mette in scena il rapporto - fragile, conflittuale, necessario - con l'eredità rivoluzionaria: dai materiali della Storia ai fantasmi della cultura, dalle rivoluzioni mancate ai resti di ciò che potrebbe ancora ardere.
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Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia
EINAUDI, 05/02/2026
Abstract: La fine del mondo è già avvenuta. Piú volte. Ma qualcuno è sempre sopravvissuto. Quando la Storia decreta la fine di una civiltà e tutto ciò che era familiare si disintegra, resta una sola domanda: dove fuggire, se il futuro è ormai alle nostre spalle? Per millenni, i popoli del Mediterraneo hanno custodito una sapienza segreta su come attraversare le apocalissi. Hanno coltivato l'arte di emigrare nello spazio, nell'immaginazione, nel simbolo. Hanno imparato a disertare i mondi in rovina e a cercare luoghi in cui ricominciare. Federico Campagna ricostruisce l'epica di queste rotte invisibili, raccontando un'altra geografia del possibile. Per millenni i popoli del Mediterraneo hanno affrontato guerre, persecuzioni e catastrofi naturali: tante piccole apocalissi. Ma ogni volta che il loro mondo veniva distrutto, sapevano migrare verso un "altrove" dove vivere fosse di nuovo possibile. Si spostavano da costa a costa, come i migranti di oggi alla ricerca di un futuro migliore, ma soprattutto viaggiavano con l'immaginazione al di là dei confini tracciati dalla Storia. Osavano spingersi verso quel luogo invisibile dove non smettono mai di nascere nuove concezioni del mondo e della vita. Questo libro segue i loro viaggi, partendo dalle battaglie cosmiche con cui gli dèi e gli eroi mesopotamici ed egizi diedero avvio alla creazione dell'universo. Supera i confini orientali della Persia, lungo lo strano percorso tracciato dal personaggio di Alessandro Magno nelle storie dei cantori popolari. Attraversa i secoli tumultuosi della Tarda Antichità in compagnia di mistici e visionari, avventurandosi nel tempo dell'ascesa dell'Islam e delle crociate. Solca le onde che furono testimoni delle avventure di migliaia di corsari, pirati e schiavi nella prima Modernità, per poi approdare tra i sogni e le tragedie del XX secolo. E si conclude sulle coste del Mediterraneo dei giorni nostri, dove il resto di questa storia si sta ancora scrivendo."Federico Campagna ha scritto un libro grandiosamente politico contro i tempi oscuri che stiamo attraversando. Altrimondi è un atto di magia e di liberazione; un'azione metafisica collettiva che si chiama Mediterraneo". Edoardo Camurri "Un libro che ci accompagna con impressionante erudizione e con affettuosa saggezza attraverso lo spazio mediterraneo seguendo le tracce di viaggiatori, migranti e disertori". Franco "Bifo" Berardi "Un libro fondamentale per il XX secolo, che parla della totalità mediterranea come sistema di realtà: un prisma attraverso cui comprendere il mondo". Hans Ulrich Obrist
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EINAUDI, 06/03/2026
Abstract: Lungo le sponde del fiume Tamagawa, alla periferia di Tōkyō, dopo anni di carcere e sofferenza, Bōta ha trovato un rifugio sicuro insieme ad altri senzatetto come lui. Non lontano da quelle rive, la giovane Eri lotta per liberarsi dalle mani violente del patrigno e da una collezione di amicizie e amori sbagliati. Eri e Bōta forse non si conoscono, eppure sono uniti da un legame indissolubile. Le loro vite scorrono parallele, sfiorandosi appena. Ma proprio da quell'invisibile, speciale contatto nasce una nuova speranza. Dall'autore di Le ricette della signora Tokue, un ritratto delicato e poetico del Giappone degli ultimi, e un invito a riconoscere l'importanza di chi ci sta vicino, anche solo con il cuore. Casa, lavoro, una moglie e una figlia, una vita perfetta: Bōta ha perso tutto per un solo, gravissimo errore. Dopo il carcere, si ritrova per strada, uno dei tanti invisibili relegati ai margini di una Tōkyō immensa e indifferente. È stanco Bōta, di tirare avanti tra gli stenti, dei rimorsi, e vuole sparire prima che sia il dolore a cancellarlo. Con un obiettivo chiaro raggiunge una zona periferica attraversata dal fiume Tamagawa e tenta di congedarsi dal mondo, ma viene miracolosamente tratto in salvo da un gruppo di senzatetto come lui. Quelle persone accolgono Bōta nella loro piccola comunità sulle rive del fiume, gli insegnano ad arrangiarsi raccogliendo e rivendendo lattine vuote, a riconciliarsi con il passato, a non arrendersi. In quel microcosmo di esistenze dimenticate, Bōta trova nuove ragioni per restare. Non lontano da quelle sponde, Eri, sedici anni di sogni calpestati, combatte per sottrarsi a un destino che sembra già scritto. Suo padre, di cui non sa neanche il nome, è morto - cosí le ha detto sua madre - e per tutta la vita Eri ha dovuto fare i conti con le molestie e le umiliazioni di un patrigno dispotico. Costretta ad andarsene di casa dopo aver avuto problemi con la legge, Eri cerca di non affondare, assecondando i desideri di uomini avidi e fidandosi di chi la inganna lasciandole intravedere un bagliore di affetto. Saranno una rivelazione e un evento inatteso a indicarle la strada verso il vero cambiamento. Eri e Bōta forse non si conoscono, eppure sulle rive di quel fiume si ancorano l'uno all'altra inconsapevolmente. Perché Eri e Bōta sono uniti da un legame indissolubile, cosí potente da custodire in sé le infinite, luminose possibilità del futuro.
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EDIZIONI PIEMME, 05/02/2026
Abstract: Beatrice Steele ha sempre sognato una vita fatta di indagini geniali e criminali da incastrare, ma la Londra che immaginava non assomiglia affatto a quella in cui è approdata. Nel quartiere di Sweetbriar, tra teatri sfarzosi, giardini impeccabili e una sorprendente presenza di scoiattoli volanti, la sua nuova agenzia investigativa sembra promettere grandi cose almeno in teoria. In pratica, Beatrice e l'ispettore Vivek Drake, brillante, severo e affascinante, passano più tempo a ritrovare gatti scomparsi che a risolvere delitti. Come se non bastasse, Sir Huxley, il celebre investigatore londinese (e antica cotta di Beatrice), continua a oscurarli accaparrandosi ogni caso degno di nota. E mentre la capitale pullula di crimini su cui Beatrice muore dalla voglia di indagare, sua madre insiste perché si concentri su un obiettivo ben più urgente: trovare un marito ricco e rispettabile, così da salvare la famiglia dall'ennesima catastrofe finanziaria. Ma quando Sweetbriar viene sconvolta da una serie di omicidi misteriosi, tutto cambia. I sospetti serpeggiano tra salotti eleganti e palchi dell'opera, e all'improvviso Beatrice si ritrova proprio dove ha sempre desiderato: al centro di un'indagine pericolosa, piena di segreti e verità scomode. Per salvare la sua agenzia, la sua reputazione e, soprattutto, la fragile alleanza con Drake, dovrà affidarsi al suo intuito e forse anche al suo cuore, che non sembra affatto intenzionato a restare fuori dall'indagine.
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Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino
EINAUDI, 05/02/2026
Abstract: Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d'allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale. Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere piú pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall'autista del pullman su cui viaggiava: l'uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità - anche per le ingerenze della tecnologia nella politica - nessuno sembra volersi occupare."La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza".
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Il traditore. La vera storia dei due dittatori e di un patto costruito sull'inganno
UTET, 05/02/2026
Abstract: Molto è stato scritto sull'alleanza tra Hitler e Mussolini e sulle sue terrificanti conseguenze. Ma ancora molti, come documenta e racconta in modo chiaro l'autore di questa singolare biografia parallela dei due dittatori, sono i passaggi cruciali su cui rimane importante far luce. A partire dal Patto d'Acciaio, l'intesa nazifascista che, costruita dal primo momento sull'inganno, ha trasformato uno dei contraenti da alleato in ostaggio, inducendolo a subire terribili umiliazioni e a voltare le spalle al suo paese, al suo popolo e alla sua famiglia. È dietro quel nefasto accordo che si cela il vero traditore: "Sappiamo che Mussolini, nel momento della sua disfatta, si è sentito vittima di un tradimento. Ma chi, davvero, lo avrebbe metaforicamente pugnalato?". Carte alla mano, Angelo Polimeno Bottai - saggista, giornalista e discendente di uno dei protagonisti di quello storico evento - rifiuta di identificare i traditori nei diciannove gerarchi che il 25 luglio del 1943 votarono per fermare Mussolini, semplicemente attenendosi al programma del pnf laddove stabilisce che l'interesse del partito dev'essere subordinato a quello della nazione. Questa iniziativa, pagata da alcuni con la vita, segna la fine del regime e del movimento mussoliniano: ci si potrebbe spingere a ritenere, come l'autore, che si tratta del primo atto politico della Resistenza in Italia, e lo dimostra il fatto che il Duce stesso, in seguito, si rifiuterà di inserire l'aggettivo "fascista" nel nome della Repubblica sociale italiana. Gli ultimi terribili mesi della guerra in Italia sanciscono il trionfo del tradimento hitleriano nei confronti di Mussolini e dell'Italia, trascinati dall'alleato nazista nell'abisso.
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Face off. Odio al primo sguardo. Booklover approved
DE AGOSTINI, 12/02/2026
Abstract: Lui è il capitano che tutti amano. Lei la nuova arrivata che non conosce nessuno. Ma quando Maverick ed Emmy si incontrano, dentro e fuori campo, l'attrazione è innegabile e immediata. Emmy però è lì per vincere, non ha tempo da perdere con sentimenti e altre distrazioni: è così decisa e talentuosa che niente può mettersi sulla sua strada. Peccato che con Maverick di mezzo nulla sia semplice: ogni sguardo diventa una sfida, ogni parola un duello, ogni contatto un rischio. E più cercano di tenersi a distanza, più il desiderio li spinge l'uno verso l'altra, trasformando la competizione in una tentazione a cui è difficile resistere. Tra allenamenti estenuanti e una rivalità bruciante, i due stringono un patto: solo divertimento, nessun coinvolgimento. Ma più la stagione avanza più Maverick ed Emmy scoprono di essere finiti in una sfida molto più pericolosa del previsto: quella del cuore. Perché, come nello sport, anche in amore non esistono mezze misure - si può scegliere di restare al sicuro o rischiare tutto per un'unica, irripetibile vittoria. Uno sport romance vibrante e sensuale, dove l'adrenalina del gioco si intreccia ai sentimenti, e il confine tra desiderio e amore si fa sempre più sottile - fino a scomparire del tutto.
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Rizzoli, 19/02/2026
Abstract: La principessa Aurora non È destinata all'amore. Abituata a essere una pedina nelle mani del potere, la sua vita cambia per sempre la notte in cui decide di risparmiare un giovane Lupo prigioniero, attirando l'attenzione di un alfa che la rapisce per usarla come merce di scambio nella feroce guerra tra umani e Lupi. Callum la porta al castello del Re Lupo, nelle terre selvagge a nord del confine, dove clan di Lupi storicamente nemici stanno iniziando a far fronte comune. Ma più i due trascorrono del tempo insieme, e più l'alfa dagli occhi profondi e dal corpo scolpito dalla guerra si rivela un protettore leale e dal cuore indomito. In breve tempo, l'adrenalina della battaglia non è niente in confronto alla tensione che divampa tra loro. Ma il castello del Re Lupo è un nido di vipere, e l'attrazione è un lusso che nessuno può permettersi. Mentre lotta per la propria indipendenza, sempre in guardia sia dai suoi nemici sia da chi pare voglia offrirle aiuto, Aurora riscopre la sua forza e il suo potere più selvaggio. Perché per vincere la guerra servono coraggio, passione... e l'audacia di infrangere ogni regola.
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Mondadori, 12/02/2026
Abstract: Modena, 1989. Un gruppo di ragazze si abbraccia nella foto di classe. Sono tutte bellissime nelle loro magliette con le spalline, i jeans chiari e le Superga ai piedi, le dita sporche dell'inchiostro con cui hanno appena firmato le dediche sul diario. Sorridono, mentre si affacciano a un domani pieno di promesse: l'estate è dietro l'angolo, c'è l'università da immaginare, la provincia da lasciarsi alle spalle per scoprire finalmente il mondo. Nello scatto, però, ne manca una. Si è persa? Qualcuno le ha fatto del male? In quegli anni Modena è una città cattiva: l'eroina ha invaso le strade, le ragazze non sono più al sicuro. Anche quelle che la città la conoscono come le loro tasche, quelle che sanno che in certi posti non possono più starci, specialmente quando fa buio. Simona pensa solo a quando sarà grande abbastanza per andarsene lontano, dietro la sua incrollabile ambizione. Federica se ne va in giro con le cuffie sulle orecchie, gli U2 a tutto volume per non sentire l'eco delle liti fra i genitori. Arianna resta ferma alla stazione degli autobus, con quegli amici che a sua madre non sono mai piaciuti, il blocco da disegno sempre nello zaino. Tutte e tre sono alle prese con la difficoltà di diventare adulte in un mondo pronto a lasciare indietro le sue figlie più fragili. Giulia Fazzi esplora il lato oscuro della provincia italiana in un romanzo corale, che dà voce alle ragazze, ai loro sogni, alle loro paure. Una storia dolce e crudele, come solo la giovinezza sa essere.
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Piccolo manuale di comicità femminista
EINAUDI, 12/02/2026
Abstract: In questo esuberante vademecum, Luisa Merloni ci mostra come funziona la comicità e come usarla per fare una piccola rivoluzione. Mica bruscolini. D'altronde, per far ridere occorre prendersi un po' sul serio. Serissima, Merloni attinge alla sua lunga esperienza teatrale, alla folgorante lettura dei testi femministi e al fervido e costante dialogo con altre donne - amiche, studiose e grandi comiche del passato. Comiche, infatti, non si nasce, lo si diventa. E nel diventarlo, si possono scoprire uno sguardo fresco sul mondo e un seme di gioia nel corpo. "Un manuale di comicità che è anche un memoir, un pamphlet filosofi co, una rifl essione generazionale e un pezzo di stand-up comedy. Merloni ha l'eclettismo scanzonato e radicale di un'artista che non teme i propri dubbi". Veronica Raimo Che le donne amino ridere lo si è sempre saputo, che sappiano far ridere, invece, è un tabú che si è infranto di recente. Se in passato la pratica della comicità da parte delle donne si svolgeva soprattutto nella sfera privata, da qualche anno, grazie in parte al successo della stand-up comedy, sono sempre piú numerose le comiche che salgono alla ribalta, che fanno sentire la propria voce in un panorama finora dominato dagli uomini. Tra loro anche Luisa Merloni che, conscia dell'occasione storica, in queste pagine si chiede come convenga porsi, in quanto nuovo soggetto comico. Dopo un lungo e ricco percorso teatrale, che l'ha portata a diventare autrice dei propri testi, si rende infatti conto che non basta essere ammesse in un sistema di regole stabilito da qualcun altro: una comicità delle donne dovrebbe cambiarle, quelle regole. Per acquisire questa consapevolezza e trovare il coraggio necessario, i testi della tradizione femminista si rivelano uno strumento imprescindibile. Prima però occorre superare proprio lo stereotipo della femminista, quella donna un po' sciatta, ancora vestita come negli anni Settanta, sempre arrabbiata e con le ascelle pelose. La vedete? Bene, perché anche lei può diventare una perfetta maschera comica. L'incontro tra comicità e femminismo fa scintille che non risparmiano nessuno. In questo brillante volumetto, pieno di idee, battute, aneddoti spassosi e riflessioni filosofiche, Luisa Merloni parte da questi presupposti e dal proprio vissuto per spiegare con grande chiarezza ed efficacia i meccanismi della comicità. A mo' di esempio ricorda spesso maestri e maestre della tradizione comica italiana: Franca Valeri, Totò, Monica Vitti e Massimo Troisi, per citare solo i principali (in ordine di apparizione). Ma affronta anche i temi piú scottanti del presente, come la vexata quaestio del politicamente corretto. Il risultato è un saggio poetico, militante e godibile insieme, stringente come un monologo teatrale, che nel fornire preziosi consigli a chiunque voglia far ridere traccia un'idea piú aperta e femminista di società.
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Materialismo gotico. Vivere e morire al tempo delle macchine
EINAUDI, 26/02/2026
Abstract: Viviamo nell'epoca del materialismo gotico. Il tempo delle piattaforme e dell'IA, della guerra trasmessa in streaming, delle identità in pezzi, del lavoro che divora la vita, del confine ormai svanito tra carne e macchina, tra naturale e artificiale, tra verità e menzogna. Tra vita e morte che, come nei romanzi gotici, si scambiano costantemente di posto: è il distopico ma seducente presente di ChatGpt e del tecnocapitalismo. Eppure è anche il mondo che Mark Fisher aveva previsto e raccontato vent'anni fa in questo libro profetico e inedito, ideale prequel di Realismo capitalista. Un manifesto lucidissimo e visionario capace di illuminare, con decenni di anticipo, il nostro tempo oscuro. E se le macchine fossero vive? è questa la domanda che infesta come uno spettro le pagine di Materialismo gotico. A cui ne segue una ancor piú inquietante, che mette i brividi: e se fossimo noi a essere morti come le macchine? Che senso avrebbe allora abitare un tempo dove tutto, la materia organica come quella inorganica, è morto? Mark Fisher ci trascina in un mondo che alla fine degli anni Novanta sembrava soltanto un distopico futuro non troppo prossimo, immaginato da filosofi, scrittori e registi, e che è ormai invece diventato il presente nel quale tutti ci muoviamo confusi e sperduti. Un mondo dove essere dotati di possibilità di azione non significa necessariamente essere vivi. Il materialismo gotico delinea un orizzonte in cui la distinzione fra organico e inorganico, razionale e irrazionale, tra finzione e teoria, si è dissolta nell'aria cibernetica. Universi ipermoderni, dominati dai prodotti scintillanti di un capitalismo tecnicamente sofisticato che però ricordano cosí da vicino gli zombie e i demoni dei tempi arcaici. Incubi popolati da corpi vuoti eppure capaci di agire, figure ambivalenti che fanno esplodere i confini della soggettività: Blade Runner, Terminator e intelligenze artificiali.Un'analisi filosofica, che si muove sfrenata tra Deleuze e Guattari, Spinoza e Baudrillard, e che parlando della letteratura cyberpunk ci svela come un oracolo il senso delle inquietudini dell'oggi. Tra macchine che somigliano a esseri viventi ed esseri viventi che somigliano a macchine, sembra impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che è virtuale. E sembra inutile immaginare di cambiare un mondo che va in rovina perché siamo troppo vincolati alle forze che lo dominano. Con Materialismo gotico muove i primi passi la riflessione che ha forse avuto più influenza sul dibattito contemporaneo, il nucleo del pensiero da cui Fisher è partito per ridefinire la mappa teorica del nostro presente.
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EINAUDI, 26/02/2026
Abstract: Esistono regole per diventare un artista? È possibile allenare il proprio talento come fosse un muscolo? Per capirlo, e per ripercorrere i momenti decisivi che l'hanno reso chi è oggi, il protagonista di questa storia torna nel punto esatto in cui l'adolescenza si sfalda nell'età adulta, dove il suo sguardo si affina tra le ferite del paesaggio e dove la performance si fa strumento per ascoltare il tempo che scorre. Attraverso un lavoro estremo - da addetto sul campo per un'azienda di disinfestazione - imparerà a trasformare il dolore, suo e del mondo, in atto creativo. Giorgio Falco ha scritto un libro incandescente, rigoroso ma pieno di tenerezza, sull'imprevedibilità di certe vocazioni. Qual è l'effetto del tempo sui nostri corpi, sul paesaggio, sul modo in cui guardiamo il passato? È la domanda al centro del nuovo libro di Giorgio Falco, che rievoca un'infanzia trascorsa sui bordi della metropoli in trasformazione e un'adolescenza piena di un unico, totalizzante interesse: la fotografia. La ricerca di sé e delle proprie inclinazioni sembra finalmente trovare un punto d'approdo con la scoperta della performance, che diventa la lente attraverso cui leggere il tempo e indagare - secondo dopo secondo, di ora in ora - il mistero del suo respiro. Alla fine, con l'ingresso nell'età adulta arriva anche l'abbandono di ogni ambizione artistica, una resa che tuttavia coincide con un nuovo inizio: l'individuo in cerca di un'identità scompare, e al suo posto emerge in controluce la silhouette dello scrittore, che assorbirà sulla pagina la fotografia, il cinema, la letteratura e la vita. Pochi autori, in Italia, sanno mettere a nudo la realtà come fa Giorgio Falco. In Di ora in ora la sua voce inconfondibile setaccia i luoghi marginali, riflette sulla natura assediata dall'uomo e sulla sua indifferenza, esamina i rapporti di forza che regolano il mondo e medita sull'ambiguità delle immagini e dei gesti. Uno spiazzante ritratto dell'artista da cucciolo (ma in cattività), che mentre si muove tra Milano e i suoi dintorni lungo la fine del Novecento - nel determinante passaggio dall'analogico al digitale - sposta un po' piú in là le possibilità espressive della scrittura autobiografica. Ribaltando l'imperativo dannunziano del fare della propria vita un'opera d'arte, Falco ha trasformato il suo esperimento artistico giovanile in una straordinaria chiave di lettura per la conoscenza della propria storia individuale e di quella collettiva.
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Parliamone (meglio)! Le strategie che cambieranno per sempre il tuo modo di comunicare
DE AGOSTINI, 19/02/2026
Abstract: Un libro straordinario che insegna l'arte di discutere senza litigare, dire la cosa giusta anche nei momenti più delicati e giocare d'anticipo, con le parole e con la testa. Bestseller del "New York Times" Comunicare fa parte della vita, ma troppe volte le discussioni si trasformano in scontri senza vincitori che ci lasciano con l'amaro in bocca. Dai dissidi in ufficio a quelli in famiglia, come rispondere a una persona aggressiva senza innescare un litigio? Come esprimere il proprio dissenso e mostrarsi autorevoli? Come chiedere scusa senza sembrare vulnerabili? Jefferson Fisher, avvocato e comunicatore di successo mondiale, ha trasferito in questo libro tutta la sua esperienza nella negoziazione ai più alti livelli, e condivide con noi una miriade di segreti e consigli utili per imparare a far valere la propria voce e gestire i conflitti con sicurezza, nella vita personale e in quella professionale. Con il suo linguaggio immediato e l'organizzazione intuitiva dei contenuti, Parliamone (meglio)! è diventato istantaneamente un classico del settore, perché offre soluzioni concrete per molti problemi di tutti i giorni e indica le strade migliori per impostare, condurre e concludere dialoghi efficaci, superando la dinamica controproducente che ci vorrebbe sempre "vincitori" o "perdenti". Parlarne meglio non significa solo usare le parole giuste, ma assumere un'attitudine propositiva, trovare consapevolezza e soprattutto accettare una nuova piccola sfida quotidiana: quella di riconoscere, in ogni conversazione che ci aspetta, un'opportunità per cambiare davvero noi stessi e il nostro mondo. "A tutti capita di incontrare persone difficili e di ritrovarsi in conversazioni complicate. Quello che ci blocca è il non sapere cosa dire quando siamo sotto pressione, e nessuno è più bravo di Jefferson Fisher a spiegarci come fare. Parliamone (meglio)! offre gli strumenti per cambiare la nostra vita, una conversazione alla volta." - Mel Robbins, autore del bestseller La teoria di lasciare andare
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Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora
EDIZIONI PIEMME, 12/02/2026
Abstract: In occasione dell'uscita della serie tv Portobello di Marco Bellocchio e del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, Piemme pubblica una nuova edizione aggiornata di un libro fondamentale per conoscere la vita e soprattutto le vicende giudiziarie di Enzo Tortora, penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna. Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi nel 1983 la caduta, quando viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga. È l'inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere. Potrebbe essere l'inizio della fine e invece decide di reagire, conducendo insieme al Partito Radicale una grande battaglia politica che lo porterà al Parlamento europeo e a promuovere il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati. Arriverà l'assoluzione, con formula piena. E il "caso Tortora" diventerà il simbolo della malagiustizia. Come ammette Davide Giacalone nella prefazione, "Con queste pagine Vittorio Pezzuto ci rimette davanti agli occhi non soltanto Enzo Tortora, ma noi stessi e quel che di marcio c'è nella furbesca ipocrisia della celebrazione senza redenzione. Se leggerle vi produrrà del dolore è segno che siete sulla via della guarigione".
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SPERLING & KUPFER, 12/02/2026
Abstract: QUATTRO GIOVANI DONNE UNA NOTTE DESTINATA A CAMBIARE TUTTO È l'estate del 1959 e il Palazzo di Versailles si prepara a ospitare un esclusivo ballo durante il quale un gruppo di debuttanti americane e francesi sarà presentato all'alta società e alla nobiltà internazionale. Per quattro giovani donne, tutte con qualcosa da dimostrare, sarà una notte indimenticabile. Amelia Alexander, figlia di una madre single che lavora instancabilmente per offrirle una vita migliore, sogna di iscriversi alla facoltà di Legge. Caroline Taylor, bellissima e ingenua figlia di due leggende di Hollywood, ha una relazione con un'emergente star del cinema più grande di lei, ma non sa se il sentimento sia autentico o dettato da un secondo fine. Felicity Smith, studentessa di Fisica nucleare, non è attratta dai ricevimenti mondani, ma accetta l'invito per compiacere i genitori e affrancarsi dall'ombra della sorella. Samantha Walker è la figlia iperprotetta di un ricco uomo d'affari, ma il suo entusiasmo è offuscato da una tragedia passata che ancora la tormenta. Un invito esclusivo e una notte capace di trascendere ogni aspettativa cambieranno per sempre la vita di queste giovani donne.
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The throne of broken gods. La vendetta degli dei sconfitti. Booklover approved
DE AGOSTINI, 26/02/2026
Abstract: Quando l'amore sfiora l'oscurità, persino gli dei vacillano. Quando l'ultimo frammento della sua umanità le viene strappato via, Dianna capisce che non può più mentire a se stessa: la luce che un tempo la guidava è stata soffocata dall'oscurità che ormai le scorre nelle vene. Con il cuore ridotto in cenere, la vendetta diventa l'unico fuoco capace di tenerla viva. E se per bruciare i mondi dovrà accogliere la creatura mostruosa che sta diventando, allora saranno le fiamme a parlare per lei. Samkiel, però, rifiuta di crederla perduta. Lui l'ha vista ridere, sperare, amare. L'ha vista lottare fino all'ultimo per proteggere chi chiamava famiglia. E mentre tutti la temono o la condannano, lui resta... l'unico convinto che, anche negli abissi più oscuri, in lei sopravviva qualcosa che valga la pena salvare. Ma i regni tremano sotto l'avanzata dell'esercito del Signore Oscuro Kaden, e le scelte diventano più spietate delle battaglie. Dianna si trova davanti a un bivio: la vendetta che le brucia nel petto o la salvezza delle poche persone che le sono rimaste accanto. Samkiel darebbe la vita per lei, e lei rischierebbe la sua pur di salvarlo... ma l'amore potrebbe non bastare quando il potere che cresce in Dianna è in grado di distruggere ciò che tenta di proteggere. Tra dominio e caos, profezie infrante e fragili alleanze, Dianna dovrà scegliere se farsi consumare dalla furia o aggrapparsi all'unica luce rimasta: quella che Samkiel continua a vedere in lei. Perché anche i mostri sanno amare... e il loro amore può bruciare più del fuoco degli dei.
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La mia paura più grande. Gloria e dolori di un campione
Mondadori, 12/02/2026
Abstract: "Non è facile essere una promessa incompiuta. Soprattutto alla mia età. Mi chiamano l'Imperatore. Pensa un po'. Un ragazzo che parte dalla favela per guadagnarsi il soprannome di Imperatore in Europa. Come te lo spieghi, amico? Io non ci sono ancora riuscito." Dietro i miti sportivi ci sono persone che sentono, patiscono e a volte si perdono. Adriano Leite Ribeiro, per tutti Adriano e per gli amanti del calcio giocato l'Imperatore, è una di queste, e nella sua autobiografia racconta in modo sincero e toccante la sua vita, costellata di vette abbaglianti e abissi senza alcuna luce. Scritto in collaborazione con il giornalista Ulisses Neto, La mia paura più grande parte dalle umili origini nella favela di Vila Cruzeiro a Rio de Janeiro, un ambiente che lo ha forgiato e che gli è rimasto nell'anima. Adriano racconta i sogni di un ragazzino brasiliano, la chance di riscatto che si concretizza con l'esordio nel Flamengo e il rapido arrivo in Europa, dove viene consacrato fra i grandi del football, soprattutto quando indossa la maglia di centravanti dell'Inter. Ma nel privato non tutto funziona come sul campo da calcio. Alla morte del padre, Almir, nel 2004, Adriano crolla e precipita in una profonda depressione, cercando rifugio nella vita notturna di Milano dove sviluppa una grave dipendenza dall'alcol. Il grande calciatore racconta come il club nerazzurro, e in particolare il presidente Massimo Moratti, tenti in tutti in modi di aiutarlo, arrivando a proporgli di entrare in una clinica per disintossicarsi. E spiega anche la sua decisione di fuggire dal clamore e dai paparazzi europei per "nascondersi" nella sua favela, dove si sente protetto e può essere semplicemente uno come gli altri, libero dall'ansia delle aspettative altrui. La mia paura più grande è un'approfondita riflessione sullo "spreco" di talento e di vita, ma anche la condivisione del fatto che chiunque può imboccare un percorso di crescita per conquistare un po' di serenità.
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Beautiful venom. Ediz. italiana
SPERLING & KUPFER, 12/02/2026
Abstract: Dahlia Thorne non ha niente da perdere. Non una casa, non una famiglia. Ha solo una missione: entrare nella cerchia più oscura e potente della Graystone University e trovare chi ha ridotto in coma sua sorella. Per farlo, dovrà avvicinarsi alla squadra di hockey d'élite più temuta del campus, i Vipers, legata a doppio filo alla brutale confraternita segreta Vencor. Una società dove il potere si tramanda attraverso sangue, violenza e silenzi. Per infiltrarsi nella Vencor ed essere ammessa alla loro iniziazione, Dahlia sceglie la via più pericolosa: muoversi tra le vipere. E per riuscirci, punta dritta al cuore - o al veleno - di Kane Davenport: capitano glaciale, enigmatico, letale. L'unico che sembra avere un'anima e che finirà per diventare la sua ossessione, la sua prigione, il suo tormento. Quando il desiderio si tinge di ombra e il potere diventa un gioco crudele, Dahlia capisce che la vendetta può trasformarsi in una gabbia e l'attrazione nelle sue sbarre. In un mondo dove il consenso è una zona grigia e la fiducia un lusso per pochi, Dahlia dovrà scegliere se farsi spezzare o imparare a mordere.
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La soffitta delle parole. Riscoprire i tesori nascosti (o dimenticati) della nostra lingua
UTET, 19/02/2026
Abstract: Secondo la vulgata, i professori di italiano sono gli ultimi difensori della cultura, votati alla causa spesso ardua di distogliere i ragazzi dai social per convincerli della bellezza struggente di una terzina di Dante. Stefano Fava, che insegna in un liceo di Milano, ha deciso di rovesciare lo stereotipo: grazie anche a qualche dritta tecnica dei ragazzi, ha creato una pagina Instagram, dove usa le stories e i reel per portare appunto @piuscuolanellavita, aiutando i suoi follower a mettere in pausa gli impegni, alleggerire lo stress della vita adulta e tornare per qualche minuto di nuovo studenti, chini sui banchi di scuola. Ma i reel hanno un respiro breve per loro natura, e per le missioni più ambiziose serve ben altro: serve un libro. Qual è la missione? Salvare l'italiano, nientemeno, attaccato da tutte le parti: dal dilagare dell'inglese, dal linguaggio sciatto della tv, dalla pigrizia di noi parlanti, che ricicliamo sempre la stessa manciata di parole. Senza fare un noioso saggio di linguistica, Stefano Fava qui si appoggia di volta in volta a una parola scivolata via dall'uso comune, relegata nelle pieghe dei vocabolari o, per usare la metafora a lui cara, dimenticata in soffitta. Nel raccontare l'etimologia, l'uso letterario e quotidiano, e le mille strade in cui una parola finisce per perdersi, di fatto la rispolvera e la lucida, riportandola a brillare del suo antico, rinnovato splendore. La soffitta delle parole diventa così uno scrigno di gemme lessicali: da sofisma ad aporia, da protervia a indefesso, da acquiescenza a codesto, da blandizia a pugnace, da sibillino a misoneismo... E tra una parola e l'altra, il professor Fava affronta le questioni aperte del linguaggio e dell'apprendimento, alternando elogi della fatica, sfide all'intelligenza artificiale e inchieste sul modo in cui l'italiano è cambiato, e ancora cambierà. Ma invece di subire il cambiamento, o velocizzarlo, possiamo esserne parte attiva, salvando nel mentre dalla soffitta le parole più entusiasmanti.