Trovati 2842 documenti.
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L'arpa muta, ovvero Mr Earbrass scrive un romanzo / Edward Gorey ; traduzione di Matteo Codignola
Milano : Adelphi, 2010
Abstract: Edward Gorey era noto per scrivere e disegnare storie che non si sapeva mai come definire, e che di volta in volta potevano sembrare storyboard di minuscoli film muti, coreografie per balletti non danzabili, partiture per un teatrino di automi. Fa eccezione proprio L'arpa muta, in cui attraverso la vicenda di Mr Earbrass, uno scrittore alle prese col suo nuovo romanzo, Gorey gira un documentario surreale - e perciò crudelmente realistico - sugli imbarazzanti vizi, e le risibili virtù, del mondo letterario. E naturalmente su Edward Gorey alle prese col suo primo libro: questo.
I beati anni del castigo / Fleur Jaeggy
9. ed.
Adelphi, 2021
Abstract: Un collegio femminile in Svizzera, nell'Appenzell. Un'atmosfera di idillio e cattività. Arriva una «nuova»: è bella, severa, perfetta, sembra che abbia già vissuto tutto. La protagonista - un'altra interna del collegio - si sente attratta da questa figura, che lascia intravedere qualcosa di quieto e terribile. E il terribile, a poco a poco, si scopre: è la terra di nessuno tra perfezione e follia. Lo stile limpido e nervoso, l'acutezza delle notazioni, l'intensità di questa storia fanno risuonare una corda segreta, quella che si nasconde nell'immaginario collegio da cui tutti siamo usciti. E ci lascia toccati da un'emozione rara, fra lo sconcerto, l'attrazione e il timore, come se al centro di un'aiuola ben curata vedessimo aprirsi una voragine.
Adelphi, 2025
Abstract: Nel più remoto dei luoghi, in tre case in riva al mare, vivono le signore di questa storia: Edith Dell'Estasi, Catherine Dell'Accordo e Alice Del Rischio. Ma perché una di loro passa la gran parte delle sue giornate appollaiata su un albero, col bello e il cattivo tempo, a scrutare l'orizzonte?
Io e i lemuri : una spedizione in Madagascar / Gerald Durrell
Milano : Adelphi, copyr. 2003
Abstract: Alla fine degli anni Ottanta Gerald Durrell intraprende una spedizione in Madagascar per catturare qualche esemplare di aye-aye, un lemure caratteristico della zona, e garantirne così la riproduzione all'interno del Jersey Wildlife Preservation Park. Giunto nell'isola Durrell si mette sulle tracce dei misteriosi lemuri. E nel mercato zoma salva il primo esemplare, altrimenti destinato alle pentole di un'abile massaia indigena. Durrell sa trasformare ogni evento, ogni aspetto dell'indagine scientifica in sorprendente avventura, in resoconto brillante e vivace: anche un tentativo di suicidio, prontamente rimandato per accudire un piccolo lemure, anche lo studio del vocabolario degli aye-aye, con i loro pop.
Milano : Adelphi, copyr. 2008
Abstract: Il ruolo delle formiche nella biosfera - dice Edward Wilson - è così importante che l'umanità forse non potrebbe sopravvivere senza di esse. Ma l'umanità, prigioniera della propria strategia arcaica della sopravvivenza a breve termine, è ancora troppo concentrata su se stessa e sui propri bisogni, e sta distruggendo la natura con la forza di un meteorite. Entro la fine del secolo, metà di tutte le specie potrebbero essere definitivamente uscite di scena. Avrà allora inizio quella che potrebbe venire ricordata un giorno come l'Era eremozoica - l'Età della Solitudine. I costi materiali e spirituali per le generazioni future rischierebbero di essere sbalorditivi, ma a scongiurare tutto questo non bastano mere considerazioni utilitaristiche. Per risultare realmente efficace, la strategia di conservazione deve tentare di collegare l'approccio razionale tipico della scienza con quello più emotivo e spirituale offerto dalla nostra innata biofilia, tendenza che permane, seppure atrofizzata, persino nei bozzoli artificiali in cui scorre la nostra esistenza urbana e che potrebbe diventare il fondamento di una nuova etica. Wilson per la sua perorazione ha scelto la singolare forma di una lettera indirizzata a un immaginario uomo di chiesa, nella speranza che religione e scienza, le forze più potenti nel mondo di oggi, possano incontrarsi al di qua della metafisica per salvare il futuro della vita sulla Terra.
Milano : Adelphi, copyr. 1993
Abstract: Ossequioso e collerico, diviso fra paranoica timidezza e incontenibili furori, in queste interviste, per la prima volta raccolte in volume, Gadda parla di sé, delle sue opere perennemente a telaio, del suo lavoro di scrittore e del metodo che lo governa, del successo, di questioni linguistiche e stilistiche, della nostra tradizione letteraria. Irresistibile, in particolare, la galleria di autori prediletti (Manzoni, Parini) o aborriti (in sommo grado Foscolo, il più grande strafalcionista del lirismo italiano ottocentesco, ma l'irrisione feroce non risparmia Carducci, Pascoli, D'Annunzio) delineata nel corso degli incontri con Alberto Arbasino. Ma soprattutto, in ogni occasione, Gadda si difende da tutto e da tutti: dall'imbecillità dei critici che si basano sulle vigenti disposizioni di legge e sulle idee fisse, dall'odiata accusa di barocchismo e stravaganza, dai gusti e dai vizi nazionali imperanti. Come quando, a proposito del neorealismo, osserva: Il fatto in sé, l'oggetto in sé, non è che il morto corpo della realtà, il residuo fecale della storia.... Sempre, in ogni sia pur minima battuta di questo scrittore che si dichiarava inetto a cicalare con brio, il lettore saprà riconoscere e gustare la fosforeggiante genialità del grande macaronico e l'accensione di intentata novità del suo linguaggio.
L'uomo della novità / Giulio Cattaneo
Milano : Adelphi, copyr. 2002
Abstract: Chi era veramente Ferdinando Tartaglia, protagonista dell'esperienza religiosa forse più radicale ed estrema del Novecento? Che cosa ha scritto? Una risposta ci è offerta dal ritratto che a Tartaglia ha dedicato Giulio Cattaneo. Scorrono davanti ai nostri occhi le frequentazioni di Tartaglia; il ventaglio delle sue letture; il contesto socio-politico. Emergono così i nessi tra la vita di Tartaglia e la sua opera, dove si stagliano scritti provocatori come la Tesi per la fine del problema di Dio o il Manifesto per il Movimento di Religione; o tra quei crepuscoli collinari e una filosofia notturna e cameristica come la sua prosa, rischiarata solo dalle irruzioni di un azzurro subacqueo.
Milano : Adelphi, copyr. 2008
Abstract: I rovinosi contagi dei terrorismi e dei fondamentalismi del nostro tempo epoca di ostilità totale e imprevedibile, in cui gli avversari mirano al reciproco annientamento - testimoniano in modo definitivo, afferma René Girard, che la violenza mimetica è la legge dei rapporti umani. Una legge che trovò inopinatamente la sua più radicale formulazione, poco tempo dopo la caduta di Napoleone, in un ufficio della Scuola Militare di Berlino, dove Carl von Clausewitz lavorava alla stesura di un trattato sulla guerra destinato a vedere la luce dopo la sua morte. Nel desiderio di affrontare l'argomento in modo più razionale rispetto agli strateghi che l'avevano preceduto, il generale prussiano arrivò in realtà a toccare il nucleo di un fenomeno assolutamente irrazionale: quello di uno scontro fatalmente portato all'estremo. Ma indietreggiò di fronte alla sua folgorante intuizione. Che cosa succede quando si arriva alle estreme conseguenze, di cui Clausewitz intravede la possibilità prima di dissimularla dietro considerazioni strategiche?. Questa è la domanda che bisogna porsi oggi. Dobbiamo dunque dice René Girard portare Clausewitz all'estremo, andando fino alla fine del tragitto che lui stesso ha interrotto. Girard lo fa nella forma dinamica di un lungo colloquio con Benoît Chantre, volgendosi anzitutto a testi che nessuno sembra più leggere, in primo luogo quello di Clausewitz, quindi gli scritti apocalittici.
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello / Oliver Sacks
21. ed.
Adelphi, 2016
Abstract: Medico inglese, trasferitosi negli Stati Uniti, attualmente all'ospedale Mount Carmel di New York, Oliver Sacks ha raccolto molti successi con i suoi libri sui suoi pazienti. Da "Risvegli" del 1973, ora ripubblicato con l'aggiunta di nuovi casi, fino a "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" del 1985, attraverso altri meno noti come "A Leg to Stand On* (Una ragione) e "Migraine" (Emicrania), Sacks ha descritto una eterogenea casistica di effetti di malattie del sistema nervoso ed in particolare del cervello sulle funzioni psichiche e sulla vita quotidiana di decine di donne e uomini da lui curati. In "Risvegli" è esposta una delle più sorprendenti svolte introdotte dai farmaci nella terapia medica. A partire dal 1917 si diffuse una micidiale malattia, nota come "encefalite letargica" o "malattia del sonno", colpendo milioni di persone. La malattia presentava sintomi analoghi a quelli del morbo di Parkinson: i pazienti "passavano le giornate seduti, immobili e silenziosi, totalmente privi di energia, di slancio, iniziativa, motivazioni, appetiti, affetti o desideri, percepivano ciò che accadeva attorno a loro senza un'attenzione attiva, ma anzi con profonda indifferenza. Non ispiravano n‚ provavano vitalità alcuna; erano privi di sostanza come fantasmi e passivi come zombie: von Economo li paragonava a vulcani spenti. Questi malati, in linguaggio neurologico, presentavano disturbi 'negativi' del comportamento, cioè inerzia assoluta. Erano ontologicamente morti, o 'sospesi' o 'addormentati', in attesa di un risveglio che giunse (per la piccola frazione di sopravvissuti) cinquant'anni dopo". Nel 1969 arrivò il farmaco miracoloso, la L-dopa che rivoluzion• la vita dei superstiti dell'encefalite letargica, facendoli uscire da un sonno durato mezzo secolo. "Risvegli" è appunto la storia dei percorsi singolari ed individuali di vari pazienti di Sacks resuscitati a nuova vita dal trattamento con L-dopa. In "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" sono descritti vari casi di pazienti colpiti generalmente da lesioni al cervello e menomati in importanti funzioni psichiche, come nel caso, che dà il titolo al libro, di un musicista che non sapeva più riconoscere gli oggetti e li confondeva tra di loro ("per strada, come il buon Magoo, gli capitava di dare affettuosi colpetti agli idranti e ai parchimetri scambiandoli per teste di bambini; rivolgeva gentilmente la parola ai pomelli dei mobili e si stupiva di non ricevere risposta"). In altre situazioni non si tratta di perdite (non si riconoscono più gli oggetti o le facce, non si ricordano più i fatti della propria vita), ma si verificano eccessi nelle funzioni comportamentali (iperemotività, attività motoria sfrenata, olfatto ipersviluppato, grande capacità di memoria). La casistica di Sacks è varia e potrà arricchirsi di nuove storie, considerata quanto multiforme è la fenomenologia dei disturbi neuropsicologici. In effetti Sacks ha proceduto pubblicando i casi di volta in volta, spesso sulla "New York Review of Books" (dove il 19 novembre scorso è apparso il nuovo affascinante "caso di un pittore cieco per i colori") o sulla "London Review of Books". Non è facile riassumere le storie cliniche di Sacks. Spesso si tratta di poche pagine che illuminano sulla vita di tutti i giorni dei pazienti, ognuno un mondo a sé, colpiti da patologie specifiche e diverse tra loro. Così non veniamo introdotti allo studio della neuropsicologia, alla spiegazione delle alterazioni cerebrali che producono i disturbi psichici di quei pazienti. Si rimane con il ricordo di ciascuno di loro (l'uomo che scambiava la moglie per un cappello, Rose R. rimasta in uno stato di stupore per trent'anni e che si rimette a camminare e parlare grazie alla L-dopa, la signora S. che non riconosceva niente che riguardasse la parte sinistra dello spazio extracorporeo), si perde il riferimento al dato patologico in sé e resta il singolo uomo o la singola donna nel dramma della loro esistenza quotidiana. È una scelta esplicita di Sacks che critica duramente l'impostazione della scienza medica che studia una patologia astratta dall'individuo che l'incarna ("la medicina moderna, in misura sempre maggiore, prescinde dalla nostra esistenza, o col ridurci a repliche identiche che reagiscono a 'stimoli' prefissati in modi altrettanto prefissati, o col considerare le nostre malattie semplicemente come fenomeni 'estranei' e cattivi, senza relazione organica con la personalità malata"). Il richiamo alla persona del malato, alla sua umanità, si traduce in una esposizione del caso che mostra di continuo la viva partecipazione di Sacks, uomo e medico, alle pene e alle gioie dei suoi pazienti. Così lo stile narrativo non è quello, asettico e neutro di un articolo specialistico, ma quello dei romanzi brevi cari al pubblico nordamericano. Le storie di Sacks hanno affascinato il lettore non specializzato in neurologia e psicologia, lasciando indifferente lo specialista. Vi sono state anche critiche da parte degli esperti, come quella ben circostanziata del filosofo di Oxford, Colin McGinn, apparsa sulla "London Review of Books" (23 gennaio 1986). Sacks ricorda l'importanza del caso clinico per la ricerca neuropsicologica in particolare. Attraverso i singoli casi si è rivelata dall'Ottocento ad oggi una ricca fenomenologia neuropsicologica che ha permesso di capire sempre di più l'organizzazione del cervello alla base delle funzioni psichiche umane. E giustamente Sacks ricorda a questo proposito i famosi casi clinici del sovietico Aleksandr R. Lurija, suo diretto ispiratore. Se però consideriamo i casi di Lurija è subito chiaro che l'interesse per loro nasceva non solo dalla esigenza di un rispetto del paziente come essere umano, ma dal problema che l'organizzazione cerebrale si articola in modo differenziato nei vari individui e questa differenziazione emerge tanto più nella patologia. Così il caso clinico deve documentare la varietà della patologia neuropsicologica ai fini del progresso delle conoscenze sul cervello umano, fornendo tutti gli elementi tecnici utili. Invece le storie di Sacks potrebbero essere anche inventate o ritrascritte dalla sua memoria e non aggiungono nuovi elementi alla neuropsicologia attuale (v. "Neuropsicologia" di Elisabetta Ladavas e Carlo Umiltà, Il Mulino, Bologna 1987, pp. 217, Lit. 20.000). Mentre Lurija ha descritto casi clinici utili alla scienza, che comunque sono pure letterariamente pregevoli, Sacks ha scritto degli affascinanti romanzi scientifici e, certo, questo non è poco.
Fervore di Buenos Aires / Jorge Luis Borges ; a cura di Tommaso Scarano
Adelphi, 2010
Abstract: Non ho riscritto il libro. Ne ho mitigato gli eccessi barocchi, ho limato asperità, ho cancellato sentimentalismi e vaghezze dichiara Borges ripresentando nel 1969 la sua prima raccolta poetica. Il giovane ultraista colpevole di innocenti novità rumorose che l'aveva pubblicata nel 1923 e colui che ora si rassegna o corregge sono inequivocabilmente la stessa persona: entrambi diffidiamo del fallimento e del successo, delle scuole letterarie e dei loro dogmi; confessa entrambi veneriamo Schopenhauer, Stevenson e Whitman - e Fervore di Buenos Aires prefigura tutto quel che avrei fatto in seguito. Diagnosi non si potrebbe più precisa. Buenos Aires, non c'è dubbio, è la protagonista assoluta: ma non si tratta della città 'moderna' che con la schiamazzante energia di certe vie centrali e l'universale plebe dolente che frequenta i porti incantava l'avanguardia. Al suo cuore spurio Borges contrappone le tracce di un tempo perduto: i patios che hanno fondamenta / nella terra e nel cielo, i crocevia trafitti / da quattro lontananze senza fine, e soprattutto i sobborghi riflesso del nostro tedio, luogo simbolico dell'identità criolla. E non è un caso che Buenos Aires dischiuda i suoi segreti al crepuscolo, quando il silenzio che abita gli specchi ha forzato il suo carcere, o di notte, allorché gli orologi spargono un tempo vasto e generoso.
La storia di un matrimonio / Andrew Sean Greer ; traduzione di Giuseppina Oneto
Adelphi, 2008
Abstract: Crediamo tutti di conoscere le persone che amiamo: così Pearlie Cook comincia a raccontarci gli incredibili sei mesi che sono stati, per il suo matrimonio, una sorta di inesorabile lastra ai raggi X. Siamo nel 1953, in un quartiere appartato e nebbioso di ex militari ai margini di San Francisco, e tutto nella vita dei Cook parla ancora della guerra: la salute cagionevole di Holland, i ricordi tormentati di lei, le loro abitudini morigerate e un po' grigie. Una vita per il resto normalissima, come sottolinea la voce ammaliante di Pearlie - mentre la sua testa scoppia di pensieri che forse, via via che si disvelano, preferiremmo non ascoltare. Eppure li leggiamo con avidità, rassicurati dal fatto che lei, palesemente, ha intenzione di dirci proprio tutto. Perché, allora, ci sentiamo invadere da un'ansia arcana, da un senso di vertigine e di smarrimento, come davanti a certe atmosfere torve di Edgar Allan Poe? Non solo per il susseguirsi di colpi di scena che ci avvincono a ogni riga sino a condurci all'unico finale davvero imprevedibile. Non solo per l'uomo venuto dal passato, per la lettera che colpisce come un pugno, per i terribili segreti che si dischiudono a uno a uno... Sarà allora per la dolorosa lucidità con cui la narratrice riesce a indagare la distanza che separa ciascuno di noi dagli altri? O perché a ogni pagina ci chiediamo: come fa Pearlie a sapere tutte queste cose - di noi?
L’era dell’acquario / Fabio Bacà
Adelphi, 2025
Abstract: «Let the sunshine in», fa’ entrare la luce del sole, cantavano, nei remoti anni Sessanta, i protagonisti di Hair – e contro una nazione in guerra, ingozzata di «bugie mascherate da ideali», annunciavano il sorgere dell’era dell’Acquario, in cui ci sarebbero state «armonia e comprensione, tolleranza e verità». Quella in cui vive Chloe, la protagonista di questo turbinoso romanzo, è invece la luce abbagliante e ingannevole dei social – questo vasto acquario in cui ci affanniamo tutti a nuotare. Chloe, infatti, è diventata ricca e famosa vendendo la propria stupefacente bellezza e la propria intimità in filmati espliciti su OnlyFans a torme di munifici ammiratori. Paradossalmente, tuttavia – come in una versione contemporanea e disinibita della lettera rubata di Edgar Allan Poe –, lo ha fatto per nascondersi, per tentare di sfuggire alle ombre di un passato di cui non parla con nessuno – e nel fondo del quale ci sono una donna morta in un bosco, sotto una valanga di neve, e un uomo che, scampato alla morte in modo misterioso, sostiene di aver intravisto l’aldilà. Eppure, proprio nel momento in cui queste ombre si fanno più minacciose, la giovane donna che per anni è stata avvolta dallo scintillio del lusso e della mondanità scopre qualcosa che assomiglia alla dolcezza di una insperata armonia. Un’avventura, quella di Chloe, che si snoda attraverso successive rivelazioni, fino alla resa dei conti con un padre sospettato di un crimine infamante, in una sorta di percorso iniziatico nel quale il lettore verrà a sua volta trascinato dal virtuosismo narrativo di Bacà.
Nondimanco : Machiavelli, Pascal / Carlo Ginzburg
Adelphi, 2018
Abstract: Machiavelli, Pascal: un accostamento inatteso, per più versi sorprendente. Machiavelli, frugando nella biblioteca di suo padre, scopre la casistica medievale e mette il rapporto tra la norma e l'eccezione al centro di un mondo inventato (la "Mandragola") e di quello in cui vive e agisce ("Il Principe"). Pascal, feroce avversario della casistica (soprattutto quella dei gesuiti), legge Machiavelli attraverso la lente di Galileo, e la realtà del potere attraverso Machiavelli. Un viaggio negli intrichi della lettura, sulle tracce di due lettori straordinari - e dei loro interlocutori, avversari, seguaci. Vi si affacciano personaggi famosi (Campanella, Galileo) visti dal loro censore, il domenicano Niccolò Riccardi, detto «Padre Mostro»; e personaggi meno noti, come Johann Ludwig Fabricius, al quale una lettura obliqua delle "Provinciali" di Pascal consente di proporre un'immagine inedita del «religiosissimo» Machiavelli. Un invito a leggere tra le righe, lentamente, testi cifrati, spesso criptici. Per anni Carlo Ginzburg ha lavorato su casi molto diversi tra loro, tutti però fortemente anomali. L'incontro con la casistica - ossia la tradizione, all'incrocio tra teologia e diritto, che riflette sulla tensione tra norma e anomalia, a partire da casi specifici - era forse inevitabile. Un tema insieme lontanissimo e vicino: ferita a morte da Pascal e resuscitata dalla bioetica, la casistica non smette di interrogarci, nei suoi risvolti tragici o grotteschi.
Lolita / Vladimir Nabokov ; traduzione di Giulia Arborio Mella
Milano : Adelphi, 1996
Abstract: Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta... Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma Lolita ha, come allora, un'abbagliante grandezza. Che respiro. Che forza romanzesca. Che potere verbale. Che scintillante alterigia. Che gioco sovrano. Come accade sempre ai grandi libri, Lolita si è spostato nel mio ricordo. Non mi ero accorto che possedesse una così straordinaria suggestione mitica. (Pietro Citati)
Biglietto di sola andata / Muriel Spark ; traduzione di Monica Pareschi
Adelphi, 2025
Abstract: Se la narrativa, il teatro e il cinema anglosassoni ci hanno abituato all'archetipo della zitella, non ci hanno mai, forse, consegnato un personaggio disturbante quanto Lise, la protagonista stranita e dolente di questo thriller metafisico, che sembra trascinare il lettore in una quest tanto insensata quanto ineludibile. Sovvertendo con abilità e prosaica freddezza lo schema del giallo, Muriel Spark ci svela in anticipo l'epilogo, spostando il mistero dagli eventi al motivo che li scatena, e nel farlo ci offre la raggelante esplorazione di una follia che precipita in una vertiginosa spirale. Soltanto alla fine si chiarirà l'oggetto della ricerca di Lise, e i segnali disseminati lungo la storia, in apparenza frutto di una mente incoerente, acquisteranno allora un senso, componendosi nella logica allucinata del delirio e dell'autodistruzione. Immersa in una luce livida, stridente come gli accostamenti cromatici prediletti da Lise, convulsa e claustrofobica insieme, questa crime story non potrà che stregare il lettore, ispirandogli pagina dopo pagina «paura e pietà, pietà e paura»
Squartamento / E. M. Cioran ; con una nota introduttiva di Guido Ceronetti
Milano : Adelphi, 1981
I prossimi titani : conversazioni con Ernst Junger / Antonio Gnoli, Franco Volpi
Milano : Adelphi, copyr. 1997
Euforia / Lily King ; traduzione di Mariagrazia Gini
Adelphi, 2016
Abstract: I protagonisti di questo libro sono, con nomi diversi, tre personaggi fuori scala dell'antropologia novecentesca: Margaret Mead, Leo Fortune e Gregory Bateson. La scenografia sono le misere capanne dei tre sulle sponde del fiume Sepik, a Papua, quel mondo separato di acque rosa e cieli verdi che ancora oggi non compare sui nostri gps, e che negli anni Trenta era, molto semplicemente, l'Ignoto. L'azione coincide col lavoro sul campo del trio, in ciò che aveva di lievemente comico (la corsa ad accaparrarsi la tribù più esotica, o più interessante da studiare) e in ciò che conteneva, invece, di esaltante (la nascita, dal vivo, di molte delle idee che continuiamo a usare, nel tentativo di conoscere ciò che è altro da noi). E la corrente sotterranea che a poco a poco innalza la temperatura di quella prossimità concitata e febbrile è, come in fondo non si poteva prevedere, una grande e lacerante passione amorosa.
La vecchia / Georges Simenon ; traduzione di Simona Mambrini
Adelphi, 2026
Abstract: Il romanzo è quello che, a teatro, si definirebbe un 'huis clos': una vicenda la cui azione si svolge quasi interamente in uno spazio chiuso. La scena è un appartamento dell'Île Saint-Louis, a Parigi, dove quattro donne si osservano, si spiano, pronte in ogni momento a umiliare e a colpire. Sophie Émel, la proprietaria – celebre paracadutista che conduce un'esistenza molto dissipata e molto alcolica, e condivide la propria stanza da letto con giovani donne più o meno sbandate –, ha accettato, per una sorta di svagata curiosità, di ospitare la nonna, che non vede da tempo: una temibile ottantenne che si era barricata nella sua casa destinata alla demolizione, minacciando di buttarsi dalla finestra. Tra la giovane e la vecchia si innesca un complicato gioco al massacro, fatto di reciproci sospetti e sottili crudeltà, che finisce per coinvolgere anche l'ultima amichetta di Sophie e l'occhiuta domestica. In un'atmosfera ogni giorno più claustrofobica e inquietante, Simenon compone, in modo magistrale, un crescendo che sfocerà, inesorabilmente, nel la violenza.