Trovati 1652 documenti.
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L'ultimo lenzuolo bianco / Farhad Bitani ; prefazione di Domenico Quirico
Neri Pozza, 2020
Abstract: Quando andrò in Afghanistan per raccontare la ritirata, l'ennesima, dell'Occidente, porterò con me questo libro di Farhad Bitani. Perché raramente ho sentito, in un libro che parla di molte cose, l'odore della guerra: fumo, sudore pane stantio e immondizie. È l'odore delle cose che non sono più e non sono ancora morte. La vita non l'ha ancora afferrata questo giovane afgano: ella ha per lui un'aria di inafferrabilità. Ma in questo libro è già stata ridotta in minimi termini. C'è tutto, anche se in linee sottilissime. Racconta cose terribili e piccoli gesti della vita quotidiana che, in quello spazio, hanno un significato arcano e difficile. Guarda dentro con infinita pazienza. Racconta di qualcuno che è stato ucciso. Le parole non esprimono emozione: è un fatto. Si nasce, si combatte, gli amici muoiono, i nemici muoiono, si muore noi stessi.
Neri Pozza, 2020
Abstract: Gli esseri umani producono musica - così è sempre stato e sempre sarà - e la capacità della musica di esplorare, esprimere e toccare la nostra umanità resta uno dei doni più grandi che possediamo. Ma la vita moderna è sempre più estenuante e frammentata, e in pochi riescono a ritagliarsi ogni giorno del tempo per ascoltare musica, benché diversi studi scientifici dimostrino che la musica può agire come un potente tonico mentale, migliorando le nostre giornate. La musica, infatti, ci abbaglia, ci commuove, ci riempie di energia o rasserena; ci fa piangere, pensare, ridere o ci toglie il fiato. Per vivere, per essere ascoltata e suscitare emozioni, la musica ha, tuttavia, bisogno di ascoltatori, pubblico, testimoni. È come un prezioso scrigno che necessita di essere aperto di tanto in tanto per mettere in mostra i suoi tesori. Un anno con Mozart vuole offrire uno sguardo su questi inestimabili tesori suggerendo un brano al giorno da ascoltare per un anno; raccontando, insieme, il contesto in cui il brano è nato e qualche illuminante aneddoto sul suo compositore. Attraverso mille anni di musica classica, 366 opere e 240 compositori, Un anno con Mozart inizia con un Bach liturgico il primo giorno di gennaio e termina stappando lo champagne insieme a Strauss il 31 dicembre. Lungi dall'essere un'enciclopedia completa del canone classico o una guida in senso tecnico e musicologico, il libro, corredato dalle playlist, costituisce un invito a trascorrere ogni giorno qualche piacevole ora in compagnia di alcuni grandi brani di musica classica e dei loro compositori, un invito che permette, ad un tempo, di comprendere meglio il modo in cui le forme della musica classica si sono evolute nel periodo medioevale, rinascimentale, barocco, classico, romantico e moderno. Le playlist di Un anno con Mozart possono essere ascoltate e condivise su Spotify.
Neri Pozza, 2020
Abstract: Grandi artiste al lavoro svela manie, superstizioni, paure, abitudini di cinquantatré grandi donne che hanno fatto la storia della letteratura, dell’arte, della musica e del cinema.
Splendore e viltà / Erik Larson ; traduzione dall'inglese di Raffaella Vitangeli
Pozza, 2020
Abstract: Il 3 settembre 1939, in risposta all'occupazione della Polonia da parte di Hitler, la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania, e l'intero paese si prepara ai bombardamenti e all'invasione naziste. Le istruzioni del governo, impartite alla popolazione, non smorzano affatto la gravità dell'ora: «Dove il nemico atterrerà» avvertono, «i combattimenti saranno violentissimi». Vengono smontati i segnali stradali, distribuite trentacinque milioni di maschere antigas ai civili, l'oscuramento è così totale che nelle notti senza luna i pedoni urtano contro i pali della luce e inciampano nei sacchi di sabbia. La paura di ritrovarsi i tedeschi nel giardino di casa è tale che persino gli alti vertici dello Stato si preparano a scelte estreme. Harold Nicolson, futuro segretario parlamentare al ministero dell'Informazione, e la moglie, Vita Sackville-West, mettono nel conto la possibilità di suicidarsi pur di non cadere in mano nemica. «Dovrà essere qualcosa di rapido, indolore e poco ingombrante» scrive Vita al marito. Nel maggio 1940 i bombardamenti cominciano realmente. Dapprima con attacchi apparentemente casuali, poi con un assalto in piena regola contro la città di Londra: cinquantasette notti consecutive di bombardamenti, seguiti nei sei mesi successivi da una serie sempre più intensa di raid notturni. Nel maggio 1940, alle prime incursioni aeree sul suolo britannico, il primo ministro Neville Chamberlain, sfiduciato di fatto dal parlamento, si dimette e re Giorgio vi nomina al suo posto Winston Churchill. Dal 10 maggio 1940 al 10 maggio 1941 si svolge l'anno decisivo delle sorti del Regno Unito, l'anno che si conclude con «sette giorni di violenza quasi fantascientifica, durante i quali realtà e immaginazione si fusero, segnando la prima grande vittoria della guerra contro i tedeschi». L'anno in cui «Churchill diventò Churchill - il bulldog con il sigaro in bocca che tutti noi crediamo di conoscere - e in cui tenne i suoi discorsi più memorabili, dimostrando al mondo intero che cosa fossero il coraggio e la leadership». Erik Larson lo narra in questo libro, cronaca dei giorni bui e di quelli luminosi di Churchill e della sua cerchia ristretta, e racconto dei «piccoli ma curiosi episodi che rivelano come fosse realmente la vita durante le tempeste d'acciaio di Hitler».
Pozza, 2021
Abstract: Donna bellissima e indomabile. Figlia del marchese Trivulzio, tra gli uomini più ricchi di Lombardia, a sedici anni sfida la famiglia rifiutandosi di sposare il marito scelto per lei e convola a nozze con il principe Emilio Barbiano di Belgioioso, bello e maledetto, carbonaro e playboy nella Milano degli anni Venti dell'Ottocento. Passano pochi anni e decide di abbandonarlo perché non accetta di essere tradita, dando ovviamente scandalo. La Milano austriaca le sta ormai stretta. Comincia la sua carriera di esule e di finanziatrice di disperate spedizioni patriottiche. A Parigi, dopo aver vissuto qualche anno nell'indigenza perché l'Austria ha sequestrato i suoi beni (la aiuta l'eroe delle due rivoluzioni, il marchese di Lafayette che si innamora di lei), inaugura un salotto frequentato da scrittori, artisti e politici. Molti cadono ai suoi piedi, da Alfred De Musset a Franz Liszt, da Heinrich Heine a Honoré de Balzac, ma lei non va oltre il flirt. L'unica persona a cui si lega è lo storico François Mignet, che con i suoi articoli aveva fatto cadere Carlo X e salire al trono Luigi Filippo, il re borghese. Diventa il punto di riferimento, anche economico, di molti esuli, fonda giornali, collabora alla prestigiosa Revue des deux Monde, è tra le poche persone che si occupano dell'uomo in disgrazia, esule e prigioniero, che diventerà Napoleone III e che poi la deluderà. Si attira le invidie di altre salottiere e di patrioti italiani che vorrebbero si limitasse a scucire quattrini e a non occuparsi di politica. Torna in Italia e riorganizza i suoi possedimenti aprendo scuole per i figli dei contadini. Tutta la nobiltà insorge. Alessandro Manzoni la condanna: «Ma se li facciamo studiare chi coltiverà le nostre terre?». In vista del Quarantotto si traferisce a Napoli e raggiunge Milano subito dopo le Cinque giornate con un contingente di volontari napoletani. Organizza gli ospedali da campo durante la Repubblica Romana. Delusa dalla Francia che tradisce le aspirazioni italiane, si trasferisce in Anatolia, dove organizza una fattoria con criteri socialisti. Fa un viaggio, a cavallo, fino a Gerusalemme. Una notte attentano alla sua vita e rischia di morire. Quando finalmente l'Italia diventa una nazione, lotta perché migliorino le condizioni di vita dei più poveri e anche in questo caso si fa molti nemici. Così la donna che per tutta la vita ebbe il coraggio di battersi sempre per le sue convinzioni, morta esattamente 150 anni fa, si attirò una serie di fantasiose biografie. Vista con gli occhi di oggi, e alla luce delle moltissime lettere ritrovate, si conferma essere quella che forse un solo uomo dell'Ottocento, Carlo Cattaneo, vide: «La prima donna d'Italia».
Addio Kabul / Domenico Quirico, Farhad Bitani
Pozza, 2021
Abstract: Nell’agosto del 2021 l’esercito degli Stati Uniti ha lasciato definitivamente Kabul dopo aver combattuto una lunghissima e sanguinosa guerra. Ora che la sconfitta è venuta, è il momento di ammetterlo: l’America, l’Occidente, sono rimasti vent’anni in Afghanistan, vi hanno condotto una guerra, scelto e gettato via alleati e governanti, distribuito denaro (150 miliardi dollari l’anno) e ucciso migliaia di persone sulla base di un’antropologia immaginaria, tutta agghindata di mediocri astuzie: una favola che dava una forma confortante ai nostri desideri poiché, al di là del folclore e della storia, non ci siamo mai veramente occupati di chi siano gli afghani; non erano infatti i loro guai la ragione per cui eravamo andati in Afghanistan. Oggi, dopo vent’anni di questa fiaba sanguinaria, ancora non sappiamo chi sono davvero i talebani che ci hanno cacciati via, sono rimasti qualcosa di inaccessibile e di oscuro: quali classi sociali rappresentano? Dove reclutano martiri e guerrieri infiniti? Perché, e in che modo, ridotti a turbe di fuggiaschi sconfitti del 2002, sono diventati la bufera che a passi di lupo ha conquistato il paese? Da questa domanda nasce il presente libro, che è un dialogo notturno tra un ex capitano dell’esercito afghano e un giornalista occidentale, ed è fatto di semplice discorrere e narrare come in un accampamento attorno al fuoco, mentre la notte incombe. Un dialogo che è un viaggio dentro al cuore di tenebra dell’Afghanistan e una lunga meditazione sulla violenza che ha travolto un paese e rischia di condurlo al collasso.
Caro Pier Paolo / Dacia Maraini
Neri Pozza, 2022
Abstract: Cento anni di Pasolini, cento anni di noi, di vita italiana. Caro Pier Paolo di Dacia Maraini celebra il grande autore, giornalista e regista in un 2022 ricco di opere e ricordi per il suo centenario. Pasolini è stato unico, indimenticabile: una voce fuori dal coro ineguagliabile come intensità e come originalità nel corso degli anni trascorsi anche dopo la sua morte. Quello che lui aveva detto o predetto, criticandolo o sottolineandolo, nel tempo è accaduto e gli storici hanno dovuto dar ragione a quel Pasolini scomodo e ingombrante, pieno di ombre, anche per una vita privata dissoluta. Dacia Maraini l’ha amato però per quello che era: tenebroso, scuro, geniale, illuminante e generoso. In Caro Pier Paolo la scrittrice intesse un dialogo intimo e sincero, fatto di stima, esperienze artistiche e cinematografiche, idee e viaggi condivisi con Moravia e Maria Callas alla scoperta del mondo e in particolare dell’Africa. Pasolini è stato tutto e in un certo senso lo è ancora, in una scena intellettuale che non ha più ospitato un eguale critico eccezionale di quello che siamo e della proiezione di quello che saremmo diventati.
Le vie dell'Eden / Eshkol Nevo ; traduzione dall'ebraico di Raffaella Scardi
Neri Pozza, 2022
Abstract: Non è dato a tutti uscire indenni dalle esperienze radicali della vita in cui un evento, una passione, una confessione, una rivelazione inaspettata, ci pongono davanti a un'intensità tale da esigere la più nuda verità su noi stessi e sul nostro mondo. Quattro persone entrarono nel Pardès, nel giardino dell'Eden, è scritto nel Talmud, ma soltanto una ne uscì incolume. Le vie dell'Eden, infatti, dove maturano i frutti più preziosi della vita, sono lastricate di pericoli. Lo sa bene Omri, il musicista che, nelle prime pagine di quest'opera, deve trovare il modo di confessare l'inconfessabile. Incalzato dal proprio avvocato, affida alla pagina la terribile vicenda che lo vede coinvolto. Tutto ha avuto inizio con il necrologio di un uomo con cui ha trascorso insieme a La Paz soltanto qualche ora. Nel trafiletto sotto la foto si dice che Ronen Amirov, turista israeliano di ventotto anni, è rimasto ucciso in un incidente sulla «Strada della Morte», in Bolivia, mentre era in luna di miele. Ma quando Omri parte per andare in visita alla famiglia di Ronen riunita per la shivah, la settimana di lutto stretto, non lo fa per onorare il defunto, bensì per rivedere Mor Amirov, la moglie di Ronen.
Anni sessanta : quando eravamo giovani / Maria Luisa Agnese
Neri Pozza, 2022
Abstract: Raccontare a un giovane d'oggi la vita quotidiana dei ragazzi che avevano la sua età negli anni Sessanta è come trasportarlo in un mondo parallelo. C'erano orizzonti illimitati, tutte le possibilità erano aperte, le autostrade crescevano come funghi insieme al Pil e l'ascensore sociale permetteva di realizzare molti sogni. Sei per i Beatles o per i Rolling Stones? ci si chiedeva. Paul McCartney ricorda ancora la prima volta che i ragazzi di Liverpool fumarono marijuana, iniziati da Bob Dylan. I Rolling Stones, con i capelli scodellati in avanti, i pantaloni a sigaretta, gli stivaletti, erano idoli potenti. In Italia c'era una ragazza lunga lunga che urlava, dimenava gambe, braccia e mani e con la sua voce fantastica poteva fare qualsiasi cosa. Si chiamava Mina. Però la trasgressione attraeva e intimoriva al tempo stesso, andava presa a dosi omeopatiche. Nel 1964 Aldo Moro inaugurò l'autostrada del Sole. Si cominciò a partire stipati sulla 600 chi per la villeggiatura, chi per tornare nel paese da cui era emigrato. Stavano arrivando anche la lavatrice, che avrebbe cambiato la vita delle mamme, e la pillola quella delle figlie. Prima le signore andavano in tubino, tailleur e giro di perle, al massimo un tamburello in testa come Jacqueline Bouvier in Kennedy. La minigonna irruppe come un fulmine, fiorì nella Londra in veloce trasformazione nel cuore di Chelsea, a due passi dallo studio del fotografo Antony Armstrong-Jones conte di Snowdon, appena entrato nella famiglia reale sposando Margaret, la sorella della regina Elisabetta. C'erano i playboy nei Sessanta, gli eroi delle lunghe estati, c'era Gigi Rizzi orfano di Brigitte Bardot, Porfirio Rubirosa che fra i suoi flirt annoverava Marilyn Monroe, Ava Gardner e Rita Hayworth. Sulle dune di Sabaudia si ritrovavano gli intellettuali: Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Enzo Siciliano, Dacia Maraini, Laura Betti. C'era chi da Milano andava a Kathmandu, paradiso dell'oppio, ritrovo internazionale dell'hippismo, ma anche del principe dei viaggiatori, Bruce Chatwin, che andò in Afghanistan nel 1969 in compagnia del gesuita Peter Levi e presagì la fine di quell'incanto. Anche le mode letterarie sono nate allora, quando si cominciò a leggere i libri senza subire solo la biblioteca di famiglia e a manifestare passioni totali. Per scrittori che suonavano un po' trasgressivi come Pablo Neruda o Henry Miller o il D.H. Lawrence dell'Amante di Lady Chatterley. E poi l'Antologia di Spoon River, Ernest Hemingway, Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Gregory Corso... Attraverso i ricordi, le sensazioni, le idee di chi allora era una ragazzina, si è trasportati in questo libro nella magica decade in cui cambiò tutto. In un mix di madeleine private e pubblici cambiamenti.
Seicento giorni di terrore a Milano : vita quotidiana ai tempi si Salò / Marco Cuzzi
Pozza, 2022
Abstract: Salvatore Quasimodo restituisce la drammatica immagine della città nelle poche righe della sua disperata poesia "Milano, agosto 1943": «Invano cerchi tra la polvere: / povera mano, la città è morta. / È morta: s'è udito l'ultimo rombo sul cuore del Naviglio...». I bombardamenti hanno costretto a sfollare mezzo milione di milanesi, e molti senza tetto non sanno dove andare. Entro la cerchia dei Navigli, oltre i due terzi delle case sono distrutte o seriamente danneggiate. Ma il peggio deve ancora venire. Dal settembre del 1943 all'aprile del 1945 Milano vive i suoi giorni più terribili. Firmato l'armistizio, il generale Ruggero, che comanda la piazza di Milano, negozia un trattamento "umano" da parte dei tedeschi. Ma è una trappola e pochi giorni dopo viene arrestato. La città cade in mano alle SS, che operano e soprattutto torturano all'Albergo Diana e al Regina. Prendono il sopravvento i fascisti più violenti, affiancati da illusi e irriducibili. Podestà e prefetti moderati vengono emarginati e la spoliazione della città procede a tappe spedite. Il famigerato Franco Colombo crea la Muti, congrega di assassini e torturatori a cui si aggiungono, provenienti da Roma, quelli della banda Koch. C'è una palazzina Liberty, in zona Lotto-Fiera, dove danno sfogo al loro sadismo sui prigionieri: verrà ricordata come Villa Triste. I tedeschi fanno smontare i macchinari delle grandi fabbriche per spedirli in Germania e impongono contributi in minerali, oro e persino in polli, maiali e mucche. Poi comincia il rastrellamento degli ebrei e il loro invio nei campi di sterminio dal Binario 21 della Stazione Centrale. In quest'inferno la gente cerca una parvenza di normalità. Nel 1944 i cinema e i teatri sono pieni. Si proiettano film e si danno spettacoli che nulla hanno a che vedere con la guerra: storie d'amore o d'avventura. I ristoranti prendono il nome di "refettori" e i bordelli diventano il luogo di trattative segrete. Venerdì 20 ottobre 1944 è il più drammatico dei seicento giorni. I bombardieri americani di ritorno da un raid sulle fabbriche della città sganciano le ultime bombe su Gorla, un quartiere nel Nordest, dove centrano la scuola Crispi. Il bilancio è spaventoso: 614 morti e almeno 600 feriti gravi; tra questi, 184 alunni, la direttrice e 19 tra maestri, bidelli e collaboratori. Mussolini intanto si tiene distante dalla città. Torna a Milano, dove la sua parabola era cominciata, solo alla fine... per il tragico epilogo.
La buca / Hiroko Oyamada ; traduzione dal giapponese di Gianluca Coci
Pozza, 2022
Abstract: Il frastuono delle cicale copre ogni altro rumore quando Asa si avventura lungo la sponda del fiume che costeggia la casa di Tomiko, sua suocera. In lontananza, si odono le grida allegre di un bambino, qua e là vecchie riviste e lattine vuote si confondono nel verde cupo della vegetazione. Asa si è svegliata poco prima delle sei, ha preparato la colazione e il bent?, il cestino del pranzo, per Muneaki, suo marito, lo ha salutato, è andata a fare la spesa, si è dedicata alle pulizie e nel pomeriggio è uscita per sbrigare una commissione per conto di Tomiko. Dal giorno in cui suo marito è stato spedito per lavoro in quella sperduta area di provincia di cui è originario, e lei lo ha seguito rinunciando alla sua misera retribuzione di lavoratrice a contratto, questa è la sua nuova vita. L’aria è greve e soffocante e l’acqua scura del fiume brilla davanti ai suoi occhi. Asa solleva lo sguardo e, a qualche metro di distanza, scorge un animale nero. Il dorso è grosso e massiccio, le zampe pelose e robuste, la coda lunga un po’ ricurva, il corpo interamente ricoperto da una folta e ispida pelliccia. Un cane? Una donnola? Un cinghiale? In realtà, sembra una creatura non appartenente ad alcuna specie conosciuta. Una creatura, inoltre, abituata alla presenza umana, dato che procede tranquillamente senza curarsi di essere seguita. Quando la sua coda nera si infila sinuosa in un cespuglio, Asa affretta il passo per scoprire con sgomento che sotto i suoi piedi non c’è piú nulla. Un balzo, e si ritrova caduta in una buca profonda, dritta e in piedi, senza perdere l’equilibrio… Cosí, in un paesaggio pieno di personaggi eccentrici e creature non identificabili, ha inizio la prima di una serie di esperienze stranianti per Asa, giovane donna giapponese del nuovo millennio, alla ricerca del suo ruolo nel mondo.
La notte dimenticata dagli angeli / Natsuo Kirino ; traduzione dal giapponese di Gianluca Coci
Pozza, 2016
Abstract: Una giovane donna viene brutalmente violentata da tre uomini nel suo appartamento di Tokyo, sotto gli occhi della detective privata Murano Miro. Fortunatamente è solo una scena di Ultraviolence, un film hardcore di grande successo tra gli appassionati del genere. Miro sta fissando lo schermo seduta nell'ufficio di Watanabe Fusae, proprietaria di una piccola casa editrice di orientamento femminista e presidente di un'associazione in difesa delle donne. È lei ad averla contattata: Isshiki Rina, l'attrice protagonista del film, è scomparsa da alcuni giorni e Watanabe teme per la sua vita. Bisogna trovarla al più presto. Comincia così un'indagine all'interno della zona d'ombra della capitale, nei videonoleggi specializzati in film hard e nei locali notturni di Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tòkyo. Ad accompagnare Miro è Tomobe Akihiko, il suo nuovo vicino di casa, un simpatico quarantenne che gestisce un gay bar nel frenetico quartiere di Shinjuku. Le loro ricerche si rivelano subito fastidiose per gli uomini della Create Pictures, la casa di produzione di Ultraviolence: figure che si muovono abilmente tra il mondo della pornografia e quello della prostituzione, come il regista Yashiro Sen, uno dei personaggi più in vista e influenti nel mondo del porno. L'indagine si fa a tal punto intricata che Miro dovrà rischiare la propria incolumità e scavare a fondo nel fosco passato di Rina per venirne a capo.
Tre piani / Eshkol Nevo ; traduzione dall'ebraico di Ofra Bannet e Raffaella Scardi
Neri Pozza, 2017
Abstract: In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E, come nella Simmetria dei desideri, l’opera che ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Eshkol Nevo, dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare.
Ombre dal fondo / Domenico Quirico ; con un film di Paola Piacenza
Neri Pozza, 2017
Abstract: «Il giornalismo è diventato, tragico paradosso, il contrario di quello che vorrei: serve a distogliere il vostro sguardo». Cosí scrive, nelle pagine di questo libro, Domenico Quirico. Confessione intima, condotta attraverso una scrittura impeccabile e le emozionanti immagini del film di Paola Piacenza che accompagna il testo, e da cui è scaturita questa pubblicazione, Ombre dal fondo è la storia di un reporter che ci invita costantemente a non distogliere lo sguardo. Dal fronte russo-ucraino ai luoghi della sua prigionia in Siria, «dove tutto è cominciato e tutto è finito », Quirico ci conduce nel cuore di tenebra della nostra epoca, dove impera, ineliminabile, smisurato, l’orrore della guerra. Un orrore che, attraverso le sue numerose apparizioni e figure, non lascia integro chi lo narra, poiché si insinua come una crepa in chi ha visto in faccia il Male. Tuttavia, è proprio questa crepa che permette di scrivere con autenticità, e di ricondurre il giornalismo a quella che dovrebbe sempre essere la sua piú profonda natura: la narrazione quotidiana della «condizione umana».
Guida degli smarriti / Jean D'Ormesson ; traduzione di Giovanni Bogliolo
Pozza, 2017
Abstract: Nel 1190 Moshe ben Maimon, noto come Mose Maimonide ai dotti del suo tempo, filosofo, rabbino e talmudista nella Cordova musulmana, scrisse in arabo "La guida degli smarriti" ("La guida dei perplessi", secondo un'altra traduzione del titolo). Nella città spagnola, retta dal tollerante Califfato degli Almoravidi, l'opera ebbe un'immediata fortuna e, insieme con altri trattati del talmudista, fece di Maimonide il più onorato e rispettato filosofo ebreo del Medioevo. Jean d'Ormesson ha preso in prestito il titolo del pensatore di Cordova per questo suo manualetto a uso degli smarriti della nostra epoca. Benché sia sempre possibile scovare segrete affinità tra le epoche, i quasi mille anni trascorsi dal tempo di Maimonide - e di Filippo Augusto, di san Francesco d'Assisi, dell'imperatore Federico II e di Saladino -, impediscono naturalmente qualsiasi comparazione tra le «anime smarrite» di Moshe ben Maimon e quelle odierne di Jean d'Ormesson. È tuttavia certo che oggi non siamo affatto immuni dal disorientamento. «Oggi come ieri siamo tutti degli smarriti», non fosse altro che «i motivi e il senso del nostro passaggio su questo pianeta che chiamiamo Terra ci restano del tutto oscuri». Nulla di meglio, perciò, che affidarsi alle massime e ai precetti dell'autore di "A Dio piacendo", un uomo e uno scrittore che ha attraversato le tragedie e i furori di un secolo senza rinunciare mai alla grazia e alla levità del pensiero.
Maggio '68 : cronaca di una rivolta immaginaria / Roberto Gobbi
Neri Pozza, 2018
Abstract: Ci fu un mese in cui, a Parigi, tutti pensarono che tutto potesse cambiare: era il maggio ’68. Cominciò con la scintilla della protesta studentesca, divampò in Francia con dieci milioni di persone in sciopero e finì in un fuoco fatuo. Fu un enigma, e forse lo è ancora. Il perché successe, cinquant’anni dopo, per la Storia non è ancora passato in giudicato. Ciò che successe è invece cronaca. Roberto Gobbi è tornato sulle strade di quella rivolta immaginaria per ripercorrerne gli avvenimenti giorno per giorno. Dalla presa della piccola Bastiglia di Nanterre, l’università-laboratorio, al primo sampietrino lanciato davanti alla Sorbona contro la polizia che mette mano ai manganelli, dalla lunga notte delle barricate all’occupazione delle fabbriche. Fino al momento in cui i benzinai, rimasti a secco per lo sciopero, ricominciano a riempire i serbatoi delle auto e i parigini barattano il Maggio con un week end, riconsegnando il Paese al vecchio generale De Gaulle. Fu l’avventura di una generazione che non voleva conquistare il potere, che forse non sapeva cosa voleva davvero, ma sapeva sognare: non fece cadere la V Repubblica, però prese la parola e cambiò i rapporti tra genitori e figli, insegnanti e allievi, uomini e donne, servi e padroni.
Pozza, 2018
Abstract: Nel 1894, nelle terre «sul confine» dell’Impero russo, le comunità ebraiche sono in fermento. I pogrom divampano e gli uomini partono. C’è chi raggiunge l’America per aprire la strada alla famiglia a New York; chi finisce a baciare le mezuzot, gli astucci affissi sulle porte delle case degli ebrei, nei bordelli di Kiev; chi si trasferisce in Palestina dove lo aspetta un colpo di sole. Abbandonate tra false promesse e seduzioni ingannevoli, le donne sguinzagliano investigatori alla ricerca dei fedifraghi, per carpire loro almeno una pergamena di divorzio firmata e convalidata secondo la legge religiosa. Mende Speismann no. Rassegnata al suo triste destino di moglie senza marito, Mende si lascia cadere nel fiume Yaselda. Zvi Meir Speismann, il consorte, strambo venditore ambulante che non ha mai mosso un dito per convincere i passanti ad accostarsi al carro delle sue merci, è sparito nel nulla. Prima della sua partenza, Mende credeva di aver toccato il fondo, visto che in casa mangiavano soltanto pane nero e patate non sbucciate. Ora, però, è precipitata in un abisso senza fine. Per sua fortuna, una volta alla settimana Fanny Keismann, la sorella minore, la viene a trovare. Prima di sposarsi, Fanny era una shochetet, una macellaia rituale. Aveva ricevuto in dono a dodici anni il suo primo coltello da macellazione dal padre, dimostrando un talento raro in quell’arte che si tramanda in famiglia da generazioni. Da tempo ha ormai riposto i coltelli per dedicarsi al marito e ai cinque figli, ma davanti alla fuga del cognato e alla triste rassegnazione della sorella, Fanny capisce che non può restare con le mani in mano. Una notte, dopo aver baciato i bambini, lascia la sua abitazione e si prepara ad affrontare un lungo viaggio animata da un solo desiderio: arrivare fino a Minsk, dove pare si sia rifugiato Zvi Meir, e metterlo in ginocchio. In un crescendo di rocambolesche avventure, coi suoi riccioli biondi e sul volto lo sguardo da wilde chayeh, da bestia selvaggia, Fanny finirà col minare le fondamenta stesse dell’Impero russo. Romanzo accolto in Israele da uno straordinario successo di critica e pubblico, vincitore del Premio Agnon – il premio in onore di Shmuel Yosef Agnon, unico Nobel israeliano – assegnato per l’occasione dopo dieci anni, Tikkun ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Yaniv Iczkovits.
Napoli magica / Vittorio Del Tufo
8. ed.
Pozza, 2022
Abstract: Attraversare una città significa muoversi nello spazio, ma anche camminare a ritroso nel tempo. Napoli magica è un viaggio nel cuore esoterico e misterioso di una delle città più antiche e affascinanti del mondo. Un viaggio nel mito, nella leggenda, nei labirinti della città e nelle infinite storie che vi sono annidate. Da Virgilio Mago al fiume «fantasma», dalla leggenda nera di Raimondo di Sangro alla maledizione della Gaiola, dalla Sirena Partenope, demone marino o uccello antropomorfo, umanizzata al punto da morire per amore, ai misteri della città sotterranea, dal mito di Iside all’enigmatica Y di Forcella, dai filosofi-maghi al diavolo della Pietrasanta, dalle Compagnie della Morte ai cori perduti delle fate, dai misteri archeologici ancora da svelare alle incredibili storie ambientate nei Castelli della città, si dipanano in queste pagine storie di sangue, di delitti e morte, di sesso e amanti insaziabili. Storie romantiche, cupe, feroci. Storie napoletane.
Pozza, 2018
Abstract: «Le sorelle Mitford» racconta, con brio e humor britannico, la vera storia dietro l'allegria e la frivolezza delle sei figlie Mitford: Nancy, la cui luminosa esistenza sociale maschera un ossessivo amore non corrisposto, capace di inacidire il suo successo di scrittrice; Pam, una contadina sposata con uno dei migliori cervelli d'Europa; Diana, una bellezza iconica, già sposata quando a 22 anni si innamora di Oswald Mosley, il capo dei fascisti britannici; Unity, romanticamente innamorata di Hitler, che divenne un membro della sua cerchia ristretta prima di spararsi quando fu dichiarata la Seconda guerra mondiale; Jessica, la ribelle della famiglia, che si schierò con i comunisti, e la sorella più giovane, Debo, che diventa la Duchessa del Devonshire.
La traccia dei mutamenti / Sayed Kashua ; traduzione dall'ebraico di Elena Loewenthal
Pozza, 2019
Abstract: Un uomo che ha lasciato Gerusalemme con la moglie e i figli per immigrare negli Stati Uniti riceve, dopo anni di totale distacco dai suoi genitori e fratelli, un messaggio da parte del padre: «Sono in ospedale». Per quanto conciso, è difficile restare indifferente a un simile appello. Salito sul primo volo, l’uomo torna in Palestina preparandosi ad accompagnare il padre attraverso la sua malattia e, allo stesso tempo, a confrontarsi con il proprio passato. Su di lui gravano due compiti difficili: il primo è quello di fare i conti con la propria infanzia nel villaggio palestinese di Tira, dove è cresciuto, e il secondo, ancora più traumatico, è quello di dire addio per sempre a suo padre. Il viaggio si tramuterà anche in un’occasione di riflessione sulle scelte che hanno segnato la sua vita: perché è stato scomunicato dalla sua famiglia? Perché negli Stati Uniti è rimasto solo, bandito da sua moglie dalla loro casa? E perché tutto sembra collegarsi al fatto che, molti anni prima, ha scritto un racconto su una giovane ragazza di nome Palestina? Accanto al letto d’ospedale di suo padre, il resoconto della propria vita è doloroso e ingannevole - perché sembra impossibile districare i ricordi che sono suoi da quelli che ha rubato. La traccia dei mutamenti è una profonda riflessione sulle relazioni - quelle tra marito e moglie, e tra padre e figlio. E può essere letto come la «confessione» di Kashua, benché allo stesso tempo si configuri come un’opera di pura finzione letteraria.