Trovati 97 documenti.
Trovati 97 documenti.
Milano : Tranchida, copyr. 2001
Abstract: Lafcadio Hearn ha conosciuto e amato a fondo questo paese. Non dell'amore dell'esteta e neppure di quello del ricercatore, ma di un amore più forte, più coinvolgente, di un amore più strano: dell'amore che partecipa della vita interiore del paese amato. Hugo von Hofmannsthal, nel suo ricordo di Lafcadio Hearn, riesce a cogliere il sapore e la forza delle Storie di spettri giapponesi. Il Giappone rivisitato e profondamente rivissuto nelle sue radici misteriose, spettrali e magicamente intriganti.
Il canto dei mille tori / Yashar Kemal ; traduzione di Claudia Zonghetti
Milano : Tranchida, copyr. 2001
Abstract: Gli Yoruk, le genti nomadi dell'Ararat, sono come l'erba che cresce aggrappata alla pietra. Un tempo le loro tende scendevano dalle montagne come stormi di aquile, ora sono rimasti in pochi in quella che era la loro terra. La loro è un'epopea di sopravvivenza in equilibrio tra tradizione e realtà, tra il cielo e la terra, un'epopea popolata di personaggi come mastro Haydar dalla lunga barba color del cuoio, don Chisciotte dalle mani callose sempre avvolto dalle faville della sua fucina, il piccolo Kerem, che fugge per ritrovare il suo falchetto, la bella e caparbia Ceren con il suo amore sconfinato per Halil e Suleyman Kahya, mesto capotribù, triste ombra della gloria di un tempo.
Furori trascendentali = Trascendental wild oats / Louisa May Alcott ; a cura di Gigliola Nocera
Milano : Tranchida, copyr. 1996
Al di là della montagna / Yashar Kemal ; traduzione dal turco di Antonella Passaro
Milano : Tranchida, stampa 1998
Quando avevo cinque anni, mi sono ucciso / Howard Buten ; traduzione di Tiziana Tosolini
Milano : Tranchida, 1992
In vino veritas / Soren Kierkegaard ; a cura di Dario Borso e Simonella Davini
[Milano] : Tranchida, 1996
Ed. riv
Milano : Tranchida, 1990
L'erba che non muore mai / Yashar Kemal ; traduzione dal turco di Roberta Denaro
Milano : Tranchida, copyr. 1999
Abstract: Con il terzo romanzo della Trilogia della montagna, Yashar Kemal chiude il ciclo dedicato alle vicende del villaggio di Yalak, narrandone la discesa estiva degli abitanti nella piana della Çukurova per la raccolta del cotone. È un momento particolare, atteso spasmodicamente per tutto l'inverno, decisivo per la stessa sopravvivenza dei contadini di Yalak, che non hanno altro mezzo che il lavoro da braccianti per saldare il debito con lo spietato Adil Efendi, il ricchissimo mercante di città pronto a spogliarli di tutto se non guadagneranno abbastanza per ripagarlo. L'estate nella Çukurova è anche il momento in cui esplodono odi e passioni: l'occasione che il potente Sefer ha in animo per vendicarsi dei suoi compaesani, e il momento tanto atteso da Memidik per liberarsi dalle ossessioni e recuperare la dignità perduta. La trama di Kemal, ricca e complessa come sempre, si dipana in un tessuto narrativo in cui ogni filo ha un colore e una brillantezza suoi particolari. Il romanzo assume la forma di canto corale, si affolla di personaggi e delle loro storie: vi si narra di Ali il Lungo, che porta ingiustamente su di sé la terribile accusa di aver ucciso la madre, e della sua corsa contro il tempo per salvarla; della vecchia Meryemce che, incapace di seguire i suoi nel lungo e faticoso viaggio verso la pianura, attende al villaggio qualcuno che la strappi dai deliri della solitudine; Tashbash divenuto ormai santo, il Re delle Fate o la morte.
Tu schiaccerai il serpente / Yashar Kemal ; traduzione dal turco di Roberta Denaro e Ornella Rota
Milano : Tranchida, copyr. 1997
Mararia / Rafael Arozarena ; traduzione e introduzione di Barbara Bertoni
Milano : Tranchida, 1996
Abstract: Era bella, bellissima. E molti si innamorarono di lei. Non se ne poteva fare a meno. Per lei si arrivava anche alle mani, ai coltelli. Ma la sua vita conobbe anche il volto oscuro della infelicità. Quello totalmente rifiutato dal consenso sociale. Una figura tragica e insieme vivissima. Mararía, del villaggio di Femés, di un'isola delle Canarie, è passata attraverso dolori fortissimi quanto le passioni che hanno scosso l'animo degli uomini. Ed è così che diviene anche oggetto di odio estremo. Bollata di nota di biasimo grave: strega, tentazione, diavolo. Gli abitanti di Femés la raccontano anche così.
Il sogno della camera rossa / Cao Xueqin ; a cura di Cataldo Russo
Milano : Tranchida, 1997
Abstract: Un libro che nella Cina del 1765 riuscì a raccontare l'amore tra gli adolescenti; un libro che mise in scena idee che fondono pietre per riparare la volta celeste, fiori che promettono di restituire in forma di lacrime l'acqua con la quale sono stati coltivati, bambini che nascono con in bocca una giada. Questo libro, considerato uno dei massimi capolavori della narrativa cinese della dinastia Ching, è Il sogno della camera rossa. Con i suoi circa 450 personaggi che ruotano intorno al destino di Pao-yu, di sua cugina Tai-yu e di Po-ch'ai, in un mulinare continuo di sortilegi che attingono alla tradizione taoista, al sogno e all'allegoria metafisica, questo libro enciclopedico e commovente è un esempio di narrazione unica nel suo genere.
Il corpo e l'abbandono / Walter G. Pozzi
Tranchida, 1997
Abstract: Un giovane critico letterario viene svegliato di soprassalto da un sogno ricorrente da tempo. Apre gli occhi. Accanto a lui, il suo amante; un uomo ormai anziano, fatalmente baciato dalla fortuna e dalla notorietà. I due si guardano, a lungo, intensamente, e il giovane comprende che è giunto il momento di rivelargli il proprio angosciante segreto. Inizia così uno dei romanzi italiani a detta della critica più ambigui di questi ultimi anni. Di qui il protagonista si abbandona a una vertiginosa corsa nel tentativo di comprendere gli enigmi dell’esistenza. Ma si tratta di una corsa che non ha meta e che non prevede ritorno. La vita, l’amore, i misteri della creatività, la morte vengono sondati nelle loro ricchezze e nelle loro miserie da Walter G. pozzi all’insegna di un tema tipico della sua narrativa: l’ambiguità. L’autore de L’infedeltà ci costringe a specchiarci nel destino dell’uomo, coinvolgendoci in uno spietato confronto al termine del quale non potremo fare a meno di riscoprirci diversi. Sgomenti, magari, ma sicuramente più consapevoli.
Milano : Tranchida, copyr. 2004
Abstract: Attraverso una narrazione intrecciata e a più voci l'autore descrive i rapporti tra donne e tra i due sessi in un contesto provocatorio. Cinque donne dichiarano di scappare dalle opprimenti restrizioni della famiglia e della società iraniana contemporanea. Una prostituta, un'agiata casalinga di mezza età, due cameriere disperate e una donna la cui carriera è finita quando il suo capo l'ha invitata fuori, condividono una comune ricerca d'indipendenza, che sembra realizzarsi nel giardino di una villa. Attraverso l'omicidio, il suicidio e persino lo stupro, così come tramite l'amore, la contemplazione e la trasformazione spirituale, queste donne evadono dagli stretti confini familiari e sociali, solo per affrontare nuove sfide.
Quando avevo cinque anni, mi sono ucciso / Howard Buten ; traduzione di Tiziana Tosolini
Milano : Tranchida, copyr. 2003
Abstract: Quando avevo cinque anni, mi sono ucciso.Stavo aspettando Braccio di ferro che viene dopo il notiziario. Lui ha dei bicipiti giganteschi (per una persona) ed è incredibilmente forte. Ma il notiziario non finiva più. Mio padre lo stava guardando. Io mi ero messo le mani sulle orecchie perché il notiziario mi fa paura. Non mi piace come televisione. Ci sono i russi che ci vogliono seppellire. C’è il presidente degli Stati Uniti che è calvo. Ci sono le riprese del favoloso Salone dell’Auto dove sono stato una volta, ed è stata una cosa proprio bella.È comparso un signore al notiziario. Aveva qualcosa in mano, una bambola, e l’ha sollevata. (Si vedeva che non era una persona vera perché aveva le cuciture.) Ho tolto le mani dalle orecchie.Questo era il giocattolo preferito di una bambina ha detto l’uomo. E questa sera a causa di un assurdo incidente la bambina è morta.Io sono corso in camera mia.Mi sono buttato sul letto.Ho affondato la faccia nel cuscino e ho spinto sempre più forte finché non ho sentito più niente. Ho trattenuto il respiro.Dopo è entrato papà, ha tirato via il cuscino, ha messo una mano su di me e ha detto il mio nome. Io piangevo. Lui si è chinato su di me, mi ha messo le mani sotto e mi ha sollevato. Lo ha fatto tenendo anche i capelli e io ho appoggiato la testa su di lui. Il papà è molto forte. Mi ha sussurrato: È tutto okay, figliolo, non piangere.Non sto piangendo ho detto. Io sono grande.Ma stavo piangendo. Allora il papà mi ha detto che ogni giorno qualcuno muore e nessuno sa perché. È così e basta. E dopo è andato dabbasso.Sono rimasto seduto sul letto per un bel po’. Sì, per un bel po’. Qualcosa non funzionava dentro di me, lo sentivo dentro la pancia e non sapevo cosa fare. Così mi sono disteso sul pavimento. Ho teso il dito indice e me lo sono puntato alla testa. Poi ho premuto il polpastrello. E mi sono ucciso.
Ritorno in Tibet / Tashi Dawa ; traduzione dal cinese e postfazione di Emanuela Rossi
Milano : Tranchida, 1998. -141 p. ; 22 cm
Verso il tramonto / Yusuf Yeshiloz ; traduzione dal tedesco di Claudia Zonghetti
Milano : Tranchida, 1999
Terra di ferro, cielo di rame / Yashar Kemal ; traduzione dal turco di Roberta Denaro
Milano : Tranchida, 1998
Abstract: Il volume ripropone il romanzo di Yashar Kemal Terra di ferro, cielo di rame, già pubblicato da Tranchida nel 1998 nella collana Le piramidi, nell'unica traduzione autorizzata dall'originale turco, quella realizzata da Roberta Denaro. Il libro ha vinto il Prix du Meilleur Livre Etranger.
Erba selvatica / Yusuf Yeshiloz ; traduzione dal tedesco di Claudia Zonghetti
Milano : Tranchida, copyr. 2000
Abstract: Lo scrittore curdo ci fa sentire e ci mostra i suoni e i colori della sua terra, vista con gli occhi curiosi e meravigliati di un bambino. La natura, gli animali, le feste religiose, i giochi, l'incontro con una lingua straniera e con gli estranei che gliela vogliono imporre, i matrimoni da combinare e via dicendo sono un pretesto per mostrarci le radici strappate prematuramente. Scomparsa la nonna, depositaria della storia della famiglia e delle fiabe che riempivano le lunghe sere d'inverno, il segno del passaggio a una nuova fase della vita e dei tempi è dato dall'arrivo al villaggio della corrente elettrica, della televisione e di... Dallas.
Milano : Tranchida, copyr. 2000
Abstract: La buona notizia è che Laidlaw è tornato, il poliziotto di Glasgow che ha fegato e che conosce la sua giungla come il palmo della sua mano callosa. Un criminale accoltellato, un rantolo dal letto di morte di un vecchio ubriacone, con i polmoni in scorie dal diserbante che era stato aggiunto nella sua bottiglia, una spaventosa sgualdrina italiana, una signora aristocratica alla ricerca di brividi probiti, la vittima in fuga, un mosaico che prende una forma brutale... l'interpretazione di questo mondo sotterraneo ricco di gergo, prepotenti e uomini duri, vittime e turisti, e della vera natura della violenza, costituisce un risultato di grande forza narrativa. The Observer